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Napoli, ombrelloni e cancelli chiusi per lo sciopero dei lidi

Napoli, ombrelloni e cancelli chiusi per lo sciopero dei lidi

Folla fuori ai cancelli serrati e ombrelloni chiusi a Napoli, dove si è svolta, in contemporanea con il resto del paese, la protesta dei gestori degli stabilimenti balneari per chiedere al governo norme chiare e precise sulle concessioni. Una questione annosa che si trascina dall’emanazione della direttiva della Bolkestein nel 2006, e che da quasi 20 anni vede contrapposti l’Unione Europea ed i vari governi nazionali che si sono succeduti.

L’imposizione da Bruxelles, alla quale il bel Paese non si è ancora adeguato, fatto che si è tradotto in una procedura d’infrazione, prescrive che le concessioni demaniali siano assegnate attraverso procedure di gara trasparenti e competitive. Con l’esecutivo Meloni è arrivata una nuova proroga, bocciata però dal consiglio di stato. E così si è arrivati allo sciopero. I dettagli della mobilitazione li ha forniti il delegato per la città di Napoli del sindacato italiano balneari, Mario Morra. (Intervista in video allegato)

Una vertenza che però non incontra il favore degli utenti. In fila sotto al sole dalle prime ore della mattina ritengono poco convincenti le motivazioni dei gestori degli stabilimenti. (Interviste in video allegato).

Controlli in mare, 277 sanzioni per violazione codice navigazione e 2 sequestri

Controlli in mare, 277 sanzioni per violazione codice navigazione e 2 sequestri

349 imbarcazioni controllate, 277 sanzionate per violazione del codice di navigazione e 2 poste sotto sequestro. Per 10 persone inoltre è scattato l’alcool test. Con l’estate che incalza e le acque del golfo affollate di barche e natanti continuano serrati i controlli in mare disposti dal prefetto di Napoli Michele di Bari in occasione dell’ultimo comitato per l’ordine e la sicurezza. Impegnati nelle operazioni uomini della Capitaneria di Porto, della Polizia di Stato, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza.

Si tratta di attività volte non solo al contrasto di ogni forma d’illegalità, come ad esempio la moda degli skipper di attraversare i Faraglioni di Capri, ma anche a garantire la sicurezza dei bagnanti, dei diportisti e degli sportivi, soprattutto alla luce della massiccia presenza dei numerosi turisti che hanno scelto la nostra regione per le vacanze.

Cristina Frazzica uccisa mentre si trovava in mare sul kayak

Il pensiero vola veloce al 9 giugno quando Cristina Frazzica, la 30enne di Pavia, fu travolta e uccisa da una barca in corsa mentre si trovava a bordo del suo kayak nelle acque antistanti villa Rosbery. Proprio durante il flash-mob in mare organizzato dai parenti e dagli amici per ricordare giovane ricercatrice, si è rischiata una nuova tragedia, quando un motoscafo lanciato ad alta velocità è passata a pochi metri dalle tante canoe presenti per il funerale hawaiano.

(Guarda il servizio nel video allegato)

Ravello, omaggio a Duke Ellington di Demo Morselli sul belvedere di Villa Rufolo

Ravello, omaggio a Duke Ellington di Demo Morselli sul belvedere di Villa Rufolo

Torna a Ravello per l’omaggio a Duke Ellington, Demo Morselli. Un concerto in onore della leggenda della musica internazionale di tutti i tempi, quello diretto dal maestro, noto al grande pubblico per essere stato presenza fissa per anni al Maurizio Costanzo show. Sul palco del Belvedere di Villa Rufolo, Morselli ha guidato la Salerno Jazz Orchestra. Al suo fianco con al piano, per gran parte della serata, il jazzista napoletano Danilo Rea.

Un lungo viaggio durato poco meno di due ore tra alcune delle memorabili composizioni del Duca. Risposta calorosa del pubblico della Città della musica per la produzione della Fondazione Ravello che ha registrato il tutto esaurito e applausi a scena aperta per i protagonisti. In scaletta nella prima parte del concerto Happy go lucky local, Take the A Train. Tutti gli arrangiamenti, come rivelato da Morselli dal palco, sono quelli originali di Ellington recuperati grazie all’aiuto di Wynton Marsalis, amico di vecchia data del Festival.Tre i bis concessi: Don’t Get Around Much Anymore e I’m Beginning to See the Light e un applauditissimo medley di Rea dedicato a Pino Daniele.

(Guarda il servizio nel video allegato)

Scampia, sfollati vele scrivono alla premier Meloni

Parenti feriti Scampia scrivono alla premier Meloni

Mentre il comune di Napoli dispone il divieto di ingresso e permanenza nella Vela celeste, migliorano le condizioni delle sette bambine ferite a Scampia nel crollo del ballatoio ricoverate dallo scorso 22 luglio nell’ospedale Santobono di Napoli. Quattro sono state già dimesse, tra di loro una bimba di due anni, tre non sono più in pericolo di vita. Da una buona notizia a un’altra, relativa alla questione degli 800 sfollati, famiglie costrette ad abbandonare le proprie case dopo la tragedia che ha visto morire tre persone e che, pochi giorni fa, avevano provato di notte a rientrare nelle rispettive abitazioni.

Nell’ordinanza il comune ha decretato in via precauzionale l’inagibilità dell’intero complesso della Vela celeste che si trova in condizioni di degrado diffuso. Qualora gli abitanti dovessero provare a rientrare scatterebbe lo sgombero coatto. L’ordinanza segue di pochi giorni una serie di altri interventi dell’amministrazione comunale, che oltre a erogare contributi per l’autonoma sistemazione sta mettendo a disposizione di chi ha perso la casa anche appartamenti di sua proprietà realizzati in beni confiscati alla camorra.

E’recente inoltre la notizia che alcune famiglie hanno scritto una lettera alla presidente del consiglio, Giorgia Meloni, in cui si chiede al Governo lo stesso impegno profuso per il comune di Caivano. Nella missiva, affidata all’avvocato napoletano Angelo Pisani, alcuni sfollati dalla vela chiedono alla premier sistemazioni più sicure e dignitose per le loro famiglie

(Intervista in video allegato)

Rifiuti Persano, Nappi: “Chiarire responsabilità Regione”

Rifiuti Persano, Nappi: “Chiarire responsabilità Regione”

6 mesi, questo l’orizzonte temporale che il numero uno di palazzo Santa Lucia, Vincenzo De Luca delineava pubblicamente nel 2022 per la rimozione dei rifiuti stoccati nel sito di Persano ed invece a più di due anni di distanza quell’immondizia è andata a fuoco senza mai essere spostata: adesso per comprendere le eventuali responsabilità della Regione Campania, i consiglieri Aurelio Tommasetti e Severino Nappi, capogruppo della Lega, hanno depositato un’interrogazione consiliare. Nel mirino la gestione regionale dei rifiuti tunisini, finiti al centro anche di un’inchiesta della procura di Potenza.

I rifiuti tunisini

La vicenda inizia nel 2019 quando viene stipulato un contratto tra un’azienda di Polla, la “Sviluppo Risorse Ambientali srl” e la società tunisina “Soreplast”, che secondo gli accordi avrebbe dovuto smaltire fino 120mila tonnellate di rifiuti speciali, non pericolosi e soprattutto recuperabili. Invece dai porti campani partirono ben 282 container per un totale di quasi 8000mila tonnellate di spazzatura di tutt’altra natura rispetto a quella stabilita nella stipula. In sostanza dalla nostra regione è stata spedita, con la finalità di abbattere i costi di smaltimento di ben quattro volte, immondizia indifferenziata che di salvabile ormai aveva ben poco. Una nota di colore il fatto che se anche ci fosse stato qualcosa di recuperabile questo sarebbe servito a ben poco considerando che l’impianto della “Soreplast” non disponeva dei mezzi necessari a tale scopo.

Finita al centro di un’inchiesta giornalistica nel paese africano, la vicenda scatenò un terremoto politico, portando all’arresto del ministro dell’ambiente tunisino e attirando le attenzioni degli inquirenti italiani, secondo cui sarebbero coinvolti anche due funzionari della Regione. Mentre però i magistrati procedevano nelle loro indagini, dall’altro lato del mediterraneo si decise di rispedire al mittente l’immondizia (circa 6000 tonnellate) che da allora è stata stoccata nel sito salernitano, fino al divampare delle fiamme.

L’Unione Europea

Uno scenario che potrebbe tradursi in nuove sanzioni da parte dell’unione europea. Vale infatti la pena di ricordare che Il 16 luglio 2015 la Campania è stata condannata a pagare alla Ue 20 milioni di euro più 120 mila euro per ogni giorno di mancato completamento del ciclo dei rifiuti, multa poi diminuita di un terzo. (Intervista in video allegato)

Decreto carceri, la “battitura” di protesta dei detenuti napoletani

LA PROTESTA CONTRO IL DECRETO CARCERI

Sbattono mestoli e pentole contro le sbarre, qualcuno lancia a gran voce richieste di aiuto, un detenuto invoca l’indulto. Dalla finestra di una cella si scorge un braccio che prova sventolare un lenzuolo bianco con su scritto “meno carcere più dignità”. A 24 ore dall’approvazione da parte della Camera del decreto carceri dopo mesi di polemiche sull’emergenza suicidi e le condizioni disumane nei penitenziari italiani, il dibattito si è spostato all’interno delle case circondariali.

BATTITURA ORGANIZZATA ANCHE NEL CARCERE DI NAPOLI

Anche tra le mura di Poggioreale (nelle immagini è inquadrato il padiglione Firenze ndr), si è svolta la particolare forma di protesta scelta per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e delle autorità sulle problematiche che affliggono il sistema penitenziario. Proprio il carcere di Napoli, con i suoi 2600 detenuti sui 1200 posti disponibili, è considerato cartina al tornasole di un problema che travalica i confini della Campania. La protesta, definita “battitura”, ha visto i detenuti battere sulle inferriate delle loro celle da mezzogiorno a mezzogiorno e 30.

L’INTERVENTO DEL GARANTE DELLA CAMPANIA

Sull’iniziativa è intervenuto il Garante dei detenuti della Regione Campania, Samuele Ciambriello

Dispersione scolastica a Napoli, i dati della Prefettura

Dispersione scolastica a Napoli, i dati della Prefettura

Nei comuni dell’area metropolitana di Napoli sono 3.340 le segnalazioni di mancata frequenza da parte dei dirigenti scolastici ai sindaci, 2119 gli ammonimenti dei primi cittadini ai responsabili dell’obbligo di istruzione del minore, mentre 727 le comunicazioni all’autorità giudiziaria per il mancato ritorno a scuola dei ragazzi: sono in leggero miglioramento i dati sulla dispersione educativa, presentati questa mattina dal prefetto Michele di bari nel salone delle muse.

Nel capoluogo campano nello specifico le segnalazioni sono 1330, che si sono tradotte poi in 1175 ammonimenti e in 178 avvisi alla magistratura. Maglia nera per l’area nord del territorio cittadino e quindi per Scampia e Secondigliano.

Discorso a sé per il comune di Caivano, dove il quadro resta allarmante, sebbene rispetto al passato quando non vi erano proprio le segnalazioni qualcosa sta cambiando. Una tendenza positiva insomma frutto, secondo il rappresentate del governo in città, della collaborazione istituzione e dell’intervento dell’esecutivo e quindi proprio del decreto Caivano.

(Intervista al Prefetto di Napoli nel video allegato)

Ritiro del Napoli a Castel di Sangro, ecco il voto dei tifosi

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Ritiro del Napoli a Castel di Sangro, ecco il voto dei tifosi

Il Napoli saluta i suoi tifosi. Ieri ultimi due allenamenti a porte aperte al Patini di Castel di Sangro. Gli azzurri hanno svolto una doppia seduta tecnico tattica in vista della gara di Coppa Italia sabato sera al Maradona prima uscita ufficiale dell’era Conte.

Provati gli 11 titolari che anche per la prima gara ufficiale si affideranno a Raspadori come punta centrale. Per il resto confermato l’assetto di gioco visto contro il Girona: Meret in porta, con Di Lorenzo e Mazzocchi a destra Buongiorno al centro e Rahmani e Spinazzola a sinistra, Lobotka e Anguissa a centrocampo con Kvara Politano a supporto dell’attaccante della Nazionale. Assente Osimhen come sempre, ma anche Gaetano e Cajuste in vista del trasferimento. A bordo campo Kvara che ha fatto stretching per un risentimento.

Insomma in attesa del mercato che entrerà sicuramente nel vivo nei prossimi giorni i tifosi ci credono chiedono al Napoli di tornare campione e danno i voti a questo ritiro abruzzese…

(Interviste nel video allegato)

Si ferma per un guasto inceneritore di Acerra, raccolta rifiuti a rischio

Mentre a Napoli prosegue il piano straordinario del comune per tenere pulita la città nel periodo estivo, si ferma l’inceneritore di Acerra. A pochi giorni dal Ferragosto, la notizia dello stop di dieci giorni all’unico impianto regionale per la distruzione dei rifiuti. Concreto il rischio che sia nella città capoluogo che nelle altre province della Campania si possa fermare la raccolta dei rifiuti solidi urbani. La Regione, ha reso noto il vice presidente della Giunta, è stata costretta a varare un piano alternativa per scongiurare il rischio che si possa accumulare spazzatura in strada, che con il caldo di questi giorni potrebbe diventare una bomba igienico sanitaria.

IL PIANO B DELLA REGIONE CAMPANIA

L’idea è quella di stoccare i rifiuti utilizzando la fossa di accumulo del termovalorizzatore e gli spazi di stoccaggio presso gli Stir provinciali. A causa di un’avaria sul sistema di lubrificazione, l’azienda che gestisce l’impianto che brucia 700mila tonnellate di rifiuti all’anno è stata costretta martedì scorso a fermare tre linee e la turbina e procedere con la manutenzione che dovrebbe durare circa dieci giorni. Dalla Regione la richiesta ad accelerare i tempi all’azienda.

IL PRIMO GUASTO DELL’INCENERITORE DI ACERRA

L’inceneritore, per la prima volta costretto a fermarsi per un guasto, dovrebbe tornare a funzionare a pieno regime subito dopo Ferragosto. Già nel 2019, per manutenzione ordinaria prevista, dovette fermarsi e le conseguenze non furono positive sul sistema di raccolta, in particolare nella città di Napoli e nella sua area metropolitana. Al momento nel capoluogo campano è in vigore il piano Estate pulita, con 183 strade dove è prevista una pulizia straordinaria di strade e cassonetti.

Riqualificazione urbana, interventi Acer nel Rione Amicizia

Riqualificazione urbana, interventi Acer nel Rione Amicizia

Ristrutturare 9 edifici, demolire 3 fabbricati ed edificare due palazzine, così da creare 293 unità residenziali e 16 spazi commerciali: sono gli interventi previsti dal progetto voluto dalla regione Campania e attuato attraverso l’Agenzia Campana per l’Edilizia Residenziale – A.C.E.R , per il recupero del Rione Amicizia a Capodichino, piano finanziato con 42 milioni dal PNRR. L’iniziativa coinvolge quindi 833 persone, di cui 162 minori e 97 disabili.

Nodo centrale per le operazioni il liberare le case. Sotto questo punto di vista ci si sta muovendo su una duplice direttiva. Da un lato attraverso l’erogazione di un contributo annuale da 10 mila euro per coloro ai quali spetta una casa popolare e abbandonano spontaneamente gli appartamenti, attualmente sono 131 gli alloggi liberati, e dall’altro attraverso gli sgomberi coatti per i non titolati. Un mese fa circa infatti il blitz interforze in via Giusso numero 17, traversa di via Filippo Maria Brigant per recuperare 6 alloggi, occupati secondo gli inquirenti dai familiari del clan Contini/Bosti, egemone nella zona. Già sequestrate dalla magistratura, le case dovevano essere sfollate entro 30 giorni, ma nessuno degli occupanti ha lasciato la propria abitazione spontaneamente e quindi è si è reso necessario l’impiego delle forze dell’ordine.

Interventi funzionali al raggiungere l’obbiettivo di consegnare i primi 64 appartamenti nuovi entro il prossimo anno. Ma il progetto non si limita a questo: nelle intenzioni anche le aree esterne saranno completamente riqualificate con parchi destinati ai bambini e zone verdi.

(Il servizio nel video allegato)