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Emergenza cinghiali in Campania, Coldiretti: “Intervengano le istituzioni”

Emergenza cinghiali in Campania, Coldiretti: “Intervengano le istituzioni”

Ci sono le sagome in cartone dei cinghiali, proprio gli animali nel mirino della protesta, ad aprire il corteo della Coldiretti che oggi è scesa in piazza a Napoli per chiedere interventi contro la proliferazione incontrollata di questi mammiferi. Secondo i manifestanti, infatti, la presenza dilagante dei cinghiali che devastano i campi e le colture rischia di mettere in ginocchio gli agricoltori, i contadini e gli imprenditori campani, vanificando il loro lavoro, e per questo adesso chiedono alle istituzioni regionali di porre un argine all’emergenza. Concentramento in piazza Plebiscito. Poi gli attivisti, maglietta gialla indosso e bandiere Coldiretti in mano, hanno attraversato via Santa Lucia fino ad arrivare davanti alla sede della giunta regionale della Campania, dove hanno dato vita ad un flash-mob.

I dettagli della mobilitazione li hanno forniti il presidente Coldiretti Campania, Ettore Bellelli e il direttore Coldiretti Caserta, Giuseppe Miselli. (Interviste in video allegato)

Referendum contro autonomia differenziata, 11mila firme raccolte

Referendum contro autonomia differenziata, 11mila firme raccolte

Oltre 11 mila firme in 5 giorni: sono i numeri della campagna referendaria per l’abrogazione dell’autonomia differenziata a Napoli. Oggi i banchetti per la raccolta delle adesioni in piazza degli Artisti al Vomero, dove nonostante il caldo ed il sole battente, in molti si sono messi in fila per dare il loro contributo alla battaglia, in corso da mesi in città, contro la legge Calderoli, definita come una misura secessionista e spacca paese.

Promotore dell’iniziativa il comitato referendario costituito da associazioni, partiti e sindacati. In piazza, infatti, anche il segretario regionale della Uil, Giovanni Sgambati, ed il segretario generale della Cigl Campania Nicola Ricci. (Interviste in video allegato).

Ma sono tanti i volti noti che hanno aderito alla campagna, come ad esempio lo scrittore Maurizio De Giovanni. (Intervista in video allegato).

L’ex senatore e attualmente europarlamentare Sandro Ruotolo si è concentrato sull’importanza del portare i cittadini al voto, elemento decisivo per il raggiungimento del quorum. (Intervista in video allegato).

Forte scossa di terremoto (4.0), tremano ancora i Campi Flegrei

Una scossa di terremoto molto forte (magnitudo 4.0, profondità 4 chilometri) è stata avvertita nella zona dei Campi Flegrei e in diversi quartieri di Napoli. Diverse le testimonianze di chi ha avvertito il sisma. Un’ora prima a Ischia aveva tremato la terra, una scossa di magnitudo 1.3 è stata registrata dai simografi.

TERREMOTO ANCHE A PROCIDA

Anche Procida ha “tremato” per la scossa delle 13.46 con epicentro nei Campi Flegrei ma avvertita chiaramente anche sulla vicina isola di Arturo. Tante i procidani che hanno percepito distintamente il movimento tellurico, forte e prolungato, in diverse zone dell’isola; alcuni di loro hanno anche lasciato per precauzione le case scendendo in strada. Subito dopo la scossa sono partiti i controlli ed il monitoraggio per eventuali danni, soprattutto nel versante nord dell’isola, ma al momento come conferma il sindaco procidano Dino Ambrosino, non ne sono stati rilevati.

EAV SOSPENDE CIRCOLAZIONE CUMANA E CIRCUMFLEGREA

In seguito ad una scossa di magnitudo 4.0 registrata alle ore 13.46 nei Campi Flegrei, per consentire le opportune verifiche tecniche all’infrastruttura ferroviaria ed agli impianti, EAV è obbligata a sospendere la circolazione ferroviaria sulle linee Cumana e Circumflegrea.

Banda alla “Point Break”, preso in Germania l’ultimo rapinatore

Si era trasferito in Germania ma non aveva interrotto la sua “carriera criminale”, continuando a compiere rapine a mano armata. Per questo motivo è stato arrestato, ma nel carcere di Ausburg Gablingen ha fornito false generalità. Sosteneva di chiamarsi Ferdinando Girone, classe 1983, ma la menzogna non ha superato l’analisi delle impronte digitali. Quando la gendarmeria tedesca ha appurato che invece si trattava di Gennaro Aprea, ricercato in Italia proprio per rapina, ha avvisato i carabinieri italiani. L’uomo era nella lista degli indagati che i militari del nucleo investigativo del comando provinciale e quelli della compagnia Vomero coordinati dalla procura di Napoli Nord avevano arrestato perché ritenuti gravemente indiziati a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere e rapina aggravata dall’uso di armi, commessi con la tecnica del cosiddetto filo inverso. Una banda alla “point break”, sgominata un mese fa, che aveva messo a punto colpi per 150mila euro.
I carabinieri avevano cercato il 40enne e le indagini avevano portato tutti gli elementi a ritenere che fuggito all’estero, proprio destinazione Germania. Le indagini, però, non sono terminate ed è stato attivato uno specifico canale di cooperazione internazionale di polizia per rintracciarlo. La svolta 24 ore fa quando, proprio dalla Germania, arriva la segnalazione da un carcere di Augsburg Gablingen. Aprea era stato arrestato per rapina aggravata ma aveva fornito alla polizia tedesca delle false generalità. Fuga finita e procedura, già avviata, per l’estradizione in Italia.

 

Paura nella Galleria Principe di Napoli, il video del crollo di parte del soffitto

Alle 9.06 una parte dell’intonaco e alcuni lastroni della volta di copertura della Galleria Principe di Napoli sono crollati al suolo. Soltanto per un caso fortunato, le persone che stavano transitando in quel momento, non sono state colpite dai calcinacci. Il crollo è avvenuto al di sopra di un’area recintata, ma ha investito il centro della storica navata, a due passi da un esercizio commerciale che noleggia bicilette.

Non è la prima volta che questo monumento, costruito alla fine del 1800 nell’area dove anticamente c’erano le “fosse del grano”, è oggetto di crolli a causa di incuria e mancanza di manutenzione. Nel 1965 la facciata venne giù completamente, mentre negli anni successivi, ed anche in periodi recenti, sia nella parte interna che intorno, sono stati tantissimi i segni di cedimento. Negli ultimi anni, con l’apertura di nuovi esercizi commerciali, si punta a un rilancio della Galleria. ma senza un’azione concreta sui fregi, gli intonaci e la volta, il rischio incombe su chi lavora o semplicemente attraversa la navata. basti pensare che, per questi motivi, l’ingresso da via Pessina è chiuso da mesi. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e gli uomini della polizia Municipale che hanno inibito il transito pedonale.

 

Castel di Sangro abbraccia il Napoli, anche in Abruzzo è “Contemania”

CASTEL DI SANGRO – Primo allenamento della seconda parte del ritiro per gli azzurri al “Teofilo Patino” di Castel di Sangro. Si rivedono i nazionali, fugace apparizione per Osimhen, ma i tifosi anche in Abruzzi hanno la “Contemania”. Applausi e richieste di autografi per il tecnico ala fine della seduta atletica. E molti si interrogano sul mercato e sull’addio dell’attaccante nigeriano.

 

 

 

Fiaccolata a Scampia, in preghiera per le tre vittime del crollo

Tre nomi scanditi come una litania a bassa voce, “Roberto, Margherita e Patrizia”. Sono quelli delle tre vittime del crollo nella Vela celeste di Scampia, ripetuti come una litania durante la fiaccolata organizzata proprio in memoria della tragedia avvenuta lunedì notte. Un corteo composto al cune centinaia di persone, che si è fermato davanti alla Vela, teatro di morte e disagi, oggi vuota e in attesa di un intervento di ristrutturazione annunciato e mai compiuto. Poi un minuto di silenzio e un lungo applauso. Alla testa del corteo un grande striscione con la scritta ‘Il nostro sangue, le nostre vite, Resistete’. Tra i partecipanti anche il vice sindaco Lieto e dell’assessore Santagada. Il corteo è partito dalla sede dell’Università di Scampia, dove hanno trovato riparo la maggior parte degli sfollati, e si è snodato nelle strade del quartiere. Preghiere per vittime, ma anche critiche molto forti per il mancato intervento di risanamento delle Vele.

C’è il tema dell’occupazione della sede dell’Università Federico II. Il Rettore Lorito ha fatto sapere che l’Ataneo è vicino agli sfollati ma che entro il 15 agosto l’area dovrà essere sgomberata per consentite il ritorno alal normale programmazione. Gli occupanti, dal canto loro, hanno spiegato che andranno via se tutti avranno la possibilità di una alternativa valida o di rientrare nelle proprie abitazioni. Una questione sulla quale la Prefettura e il Comune sono al lavoro anche se al momento la soluzione appare complessa e non immediata.

Criminalità, il bilancio delle attività antimafia nell’area metropolitana di Napoli

Criminalità, il bilancio delle attività antimafia nell’area metropolitana di Napoli

Sono 120 le interdittive antimafia emesse nel primo semestre del 2024, quasi 50 milioni di euro invece il fatturato delle imprese interessate: questi i dati forniti dal prefetto di Napoli Michele di Bari nel salone delle muse del Palazzo di Governo. Nello specifico il settore maggiormente colpito è quello delle costruzioni e degli impianti, seguono i settori delle consulenze e dell’onoranze funebri, mentre a chiudere la lista l’ambito delle strutture alberghiere. Una situazione che sul territorio della città di Napoli ci parla di 34 interdittive, 86 quelle nella provincia. Numeri che, come ha spiegato nel corso della conferenza il Prefetto, superano quelli di tutte le altre aree metropolitane della Campania. (Intervista in video allegato)

Di Bari poi ha posto l’accento sull’importanza dei protocolli d’intesa. (Intervista in video allegato)

Arrestato il pirata della strada che travolse e uccise Rita Granata

E’ stato arrestato, ed ora è ai domiciliari con braccialetto elettronico, con l’accusa di omicidio stradale il giovane di 24 anni che la mattina del 5 maggio scorso investì e uccise Rita Granata, 21 anni, in via Leopardi a Napoli. Il provvedimento cautelare è stato eseguito dal personale dell’Unità Operativa di Infortunistica Stradale della Polizia Locale di Napoli. Erano le 4.15 e la vittima stava attraversando la strada sulle strisce pedonali quando l’a Volkswagen Polo guida da R.A. (queste le sue iniziali) la investì in pieno, allontanandosi senza prestare soccorso. La ragazza venne trasportata in condizioni gravissime al vicino ospedale “San Paolo” per poi essere trasferita d’urgenza a Nocera Inferiore dov’è deceduta l’08 maggio, dopo 3 giorni di agonia. Determinante è stata la ricostruzione dell’evento ad opera del personale dell’Infortunistica Stradale le cui indagini sono state coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli. A carico di R.A. sono stati accertati gravi indizi di colpevolezza per il delitto di omicidio stradale aggravato. E’ stato accertato che l’auto viaggiava ad una velocità ben più elevata rispetto al limite consentito. Ma anche che l’indagato al momento dell’incidente era sia in stato di ebbrezza alcolica che sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

ALBA TRAGICA ANCHE PER UN’ALTRA RAGAZZA

Quel maledetto giorno a Napoli ci furono anche altri due incidenti.  Il più grave in via Cattolica dove, all’alba, la 21enne Sara Romano venne travolta e uccisa da un Suv il cui conducente, dopo qualche ora, si costituì alla Polizia. Ha 29 anni, sposato con figli e senza precedenti penali, è stato anche lui arrestato con l’accusa di omicidio stradale. La giovane era da poco uscita dall’auto per dare il cambio alla guida ad un’amica quando è stata investita dall’auto. Vano qualunque tentativo dei soccorritori di rianimarla, a causa della gravità delle ferite riportate nell’impatto.

Crollo Scampia, si indaga su ReStart

Crollo Scampia, si indaga su ReStart

Mentre vanno avanti gli accertamenti sulle eventuali responsabilità relative al crollo nella Vela Celeste da parte della Procura, restano stazionare le condizioni delle due bambine, di 4 e 7 anni, ricoverate in terapia intensiva al Santobono.  A tenere in apprensione il quartiere inoltre il ritorno in sala operatoria per un edema celebrale di uno dei feriti ricoverati al Cardarelli. Ma se da un lato la priorità è quella di gestire e governare l’emergenza, dall’altro bisogna comprendere il perché del cedimento e se fosse evitabile. Sotto la lente degli inquirenti il progetto di fattibilità di “Restart Scampia” dove già nel 2016 si sottolineavano le condizioni di fatiscenza della struttura e i relativi rischi per gli inquilini.

L’emergenza sociale

Tiene banco anche il dramma sociale degli sfollati. La maggior parte di parte di loro risiede da parenti, 70 presso associazioni e 150 persone nella sede dell’università, nonostante il ripristino della rete idrica ed il fatto che molti degli appartamenti siano stati dichiarati agibili. Certo vien da chiedersi come ciò sia possibile, se si considera che le Vele sono state dichiarate inabitabili già con la delibera 240 del consiglio comunale del ’95. Dato riscontrabile inoltre sempre dalla relazione di fattibilità, che parla pure della presenza di amianto.

Fu già con la demolizione della Vela Verde che però questo elemento destò polemica, quando vista la penuria di alloggi dove trasferire gli inquilini, si decise di spostarne molti nelle così dette “Case Parcheggio” proprio nella vela Celeste. Per quanto non esista una scadenza fissata dalla legge, di norma tale soluzione resta in vigore per tempistiche ridotte, proprio in virtù nell’inabitabilità della struttura. Erano 4 anni invece che nella Vela Celeste non si interveniva e adesso si contano le vittime.

La visita del Vescovo

L’arcivescovo di Napoli don Mimmo Battaglia oggi è tornato all’ospedale Santobono per informarsi direttamente del decorso e delle condizioni dei bambini travolti gravemente dal crollo della Vela Celeste di Scampia.