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Costiera Amalfitana, grotta affrescata diventa parcheggio abusivo

Una grotta naturale, situata tra i comuni di Maiori e Minori, è stata trasformata nel corso degli anni in rimessaggio di imbarcazioni e parcheggio gestito privatamente. E naturalmente senza alcuna autorizzazione.

La grotta dell’Annunziata non è solo un luogo di straordinaria bellezza, ma è anche sottoposta a vincolo architettonico e paesaggistico. Situata nell’area marina demaniale del parco regionale dei Monti Lattari e nel sito Unesco della Costiera Amalfitana, la grotta è un tesoro culturale che ospita una cappella votiva adornata con affreschi risalenti al XIV secolo.

SEQUESTRATA LA GROTTA DELL’ANNUNZIATA TRASFORMATA IN PARCHEGGIO

I carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale di Napoli hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso dal Gip del tribunale di Salerno. Su richiesta della procura di Salerno. L’obiettivo di questa operazione è preservare e proteggere la grotta e la cappella votiva da ulteriori danni e usurpazioni indebite.

Già durante le indagini, la soprintendenza di Salerno aveva lanciato provvedimenti inibitori a seguito dell’uso improprio del bene culturale. E il Comune di Maiori aveva rilasciato titoli autorizzativi per un’area di parcheggio completamente diversa da quella coinvolta nel sequestro. Le autorizzazioni sono state concesse in modo improprio, in quanto non riguardavano la grotta dell’Annunziata.

I REATI CONTESTATI DALLA PROCURA DI SALERNO

I reati ipotizzati in questa delicata vicenda spaziano dalla distruzione e deturpamento del patrimonio culturale all’uso illecito di beni storici, nonché all’esecuzione di opere edili illecite. Queste attività illegali minacciano l’integrità della grotta e della cappella votiva, mettendo a rischio la loro conservazione per le generazioni future.

Monti Lattari, blitz armi e droga nella “Giamaica italiana”

Per gli specialisti che danno la caccia ai trafficanti di droga e ai coltivatori di marijuana è chiamata la “Giamaica italiana”.

I Monti Lattari, infatti, hanno acquisito notorietà per le caratteristiche geologiche particolarmente adatte alla coltivazione della marijuana. Tuttavia, queste montagne sono diventate più di un semplice punto caldo per la produzione di droga. Lo scorso anno i Carabinieri hanno effettuato diversi sequestri e arresti, confermando la presenza di armi e munizioni nascoste.

SUL CAMPO ANCHE GLI ELICOTTERI DEI “CACCIATORI CALABRIA”

Anche quest’anno i Carabinieri locali possono contare sul prezioso supporto dei colleghi della Squadriglia Elicotteri Cacciatori “Calabria”. Questi militari sono addestrati per operare in condizioni difficili e sono abituati a pattugliare gli impegnativi sentieri della regione dell’Aspromonte. Durante la prima operazione di pulizia ad ampio raggio, nome in codice “Continuum Bellum”, è stato arrestato un 21enne senza precedenti penali. Si ritiene che sia associato alla criminalità organizzata locale.

LE OPERAZIONI EFFETTUATE A GRAGNANO E PIMONTE

Nel comune di Gragnano i Carabinieri hanno condotto una perquisizione di un terreno agricolo utilizzato dal 21enne, che ha portato al ritrovamento e al sequestro di due contenitori di plastica interrati. All’interno dei container trovarono una pistola Smith & Wesson .38 Special con numero di serie cancellato, 36 proiettili dello stesso calibro, 7 cartucce calibro 20, 4 scatole contenenti un totale di 550 grammi di polvere da sparo, e attrezzature per la preparazione e l’imballaggio delle munizioni, comprese clip e cartone. La pistola sarà sottoposta a test balistici per determinare se è stata utilizzata in crimini violenti o altri reati. L’arrestato è stato trasferito nel carcere di Poggioreale, in attesa di procedimento giudiziario.

Denunciati, inoltre, un 65enne e un 49enne di Pimonte, già noti alle forze dell’ordine. I Carabinieri hanno perquisito le loro abitazioni nel verde dei Monti Lattari e hanno scoperto la presenza di un capannone abusivo di 45 metri quadrati e due scale in acciaio realizzate in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico. Per lo stesso motivo è stata denunciata anche una donna di 50 anni di Pimonte senza precedenti penali. Stava costruendo una camera sotterranea in cemento armato di circa 60 metri quadrati. La camera, simile a un bunker, era nascosta da una botola metallica.

Nella stessa zona, all’interno di una zona delimitata, i militari hanno scoperto e sequestrato un container nascosto in una grotta scavata in una parete rocciosa. All’interno del contenitore c’erano 30 cartucce calibro 36 e 39 ordigni esplosivi,

Energia, fine mercato tutelato: attenti ai falsi operatori

Con la graduale fine del mercato tutelato di luce e gas per famiglie e imprese resta alta l’attenzione sui comportamenti dei venditori. Nel 2022, anno di transizione verso il mercato libero, si sono concentrate sui venditori di elettricità e gas molte delle attività di controllo documentale e di ispezione svolte congiuntamente dalla Guardia di Finanza e Arera nell’ambito del Protocollo di Intesa tra le due istituzioni, avviato nel 2001, che in particolare ha visto coinvolto il Nucleo Speciale Beni e Servizi, unità del Comando dei Reparti Speciali del Corpo. In totale sono stati recuperati 6,8 milioni.

ACCERTAMENTI DELLA GUARDIA DI FINANZA SU OLTRE 1.600 IMPRESE

Grazie agli accertamenti effettuati su oltre 1.600 imprese, sono stati recuperati 1,2 milioni di euro. Nell’ambito dei controlli sulla qualità e la sicurezza dei servizi, sulla sostenibilità del sistema tariffario e sulla tutela dei clienti finali. A questi si aggiungono recuperi per 1,6 milioni di euro degli oneri di contribuzione al funzionamento dell’Autorità evasi dagli operatori e 2 milioni di euro di sanzioni irrogate nel 2022.
Inoltre, è stata formulata un’istanza di insinuazione al passivo per indebita percezione dei contributi Cip/6 per altri 2 milioni di euro. E l’importo recuperato sarà versato a Csea per ridurre il fabbisogno degli oneri generali di sistema a riduzione delle bollette.

Dai controlli sulla correttezza delle pratiche commerciali e delle condizioni di erogazione del servizio di vendita nel mercato libero, sono emerse criticità riguardo alle procedure di switching. Ma anche sulla regolazione in materia di trasparenza dei documenti di fatturazione e in materia di fuel mix. Su quest’ultimo tema e sulle offerte di energia prodotta da fonti rinnovabili, sulle quali sono state riscontrate numerose violazioni, grazie all’avvalimento del Gse (deliberato nel corso del 2022). E sarà possibile allargare i controlli futuri a tutti i venditori elettrici.

Nel dettaglio, per il settore elettrico le attività si sono concentrate sulla continuità del servizio e sul meccanismo di reintegro degli oneri generali. Questi ultimi versati dalle imprese di distribuzione ma non incassati, che era stato introdotto dall’Autorità come garanzia a beneficio degli utenti e della tenuta del sistema.

VERIFICHE ANNCHE SUI SERVIZI DI PRONTO INTERVENTO PER IMPIANTI A GAS

Per il settore gas, invece, le verifiche si sono focalizzate sul funzionamento dei servizi di pronto intervento delle imprese di distribuzione. E anche sull’applicazione delle regole poste anche a salvaguardia delle persone e delle cose dal rischio di esplosioni, scoppi e incendi.
E nel 2022 si è registrato il numero più basso di incidenti da gas sugli impianti degli utenti finali dall’inizio della serie storica.

CONTROLLI ANCHE SUL RISPETTO DELLE PRESCRIZIONI DELL’AUTORITY

Le attività volte a garantire la tutela del consumatore e il corretto funzionamento del mercato sono al centro anche del programma di attività 2023. Durante il quale, tramite controlli documentali e sopralluoghi, saranno verificati sia il rispetto dei costi dichiarati dalle imprese a fini del riconoscimento tariffario. E sia le richieste presentate dai venditori di riconoscimento degli oneri generali di sistema non riscossi dai clienti finali e già versati ai distributori.

Infine, a tutela delle famiglie e delle piccole imprese sarà verificato, tra l’altro, il rispetto delle condizioni inderogabili stabilite dall’Autorità per le offerte standard di fornitura Placet e, per i clienti in condizioni disagiate, la corretta erogazione dei bonus sociali luce e gas.

Cybertruffe per ottenere finanziamenti, sgominata banda falsi carabinieri

Il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica dell’Emilia Romagna ha denunciato un gruppo di persone pregiudicate tutte di origini partenopee. E residenti nella zona di Castelfranco Emilia e Afragola. Questo sodalizio criminale è stato ritenuto responsabile di aver ottenuto i dati anagrafici di numerosi cittadini residenti in Italia, simulando di essere membri degli uffici investigativi dell’Arma dei Carabinieri di Parma e Torino.

ACQUISIVANO DATI SENSIBILI IN COMUNE PER RICHIEDERE FINANZIAMENTI

La sofisticata truffa si basava sull’invio di email falsificate, attraverso le quali provenivano i dati dei documenti di identità. Successivamente, venivano avviate richieste di finanziamento presso società italiane del settore. Il denaro ottenuto veniva quindi trasferito su conti correnti aperti nel Regno Unito e successivamente reindirizzato in Italia verso i conti finanziari del gruppo criminale.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Bologna e dal Servizio Polizia Postale, sono state avviate nel 2020, dopo che l’Ufficio di Stato Civile del Comune di Bologna ha segnalato al Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica alcune email sospette che sembravano provenire dai Comandi dell’Arma di Parma e Torino.

IL DENARO OTTENUTO ERA TRASFERITO IN GB E POI IN ITALIA

Gli investigatori hanno condotto un meticoloso lavoro di analisi dei dati informatici relativi alle connessioni effettuate sui server che ospitavano le caselle di posta elettronica. Nonostante gli account fossero intestati a prestanome, sono stati in grado di individuare le vere utenze telefoniche dei cyber criminali.

La collaborazione con gli istituti finanziari del Regno Unito ha consentito di analizzare i flussi di denaro che erano dirottati verso i conti bancari degli indagati. Questa collaborazione ha fornito un importante contributo all’inchiesta.

Le perquisizioni domiciliari, già effettuate nei confronti dei membri del gruppo criminale, hanno fornito ulteriori prove tangibili per supportare l’accusa.

Fratello del boss picchia 82enne a Chiaia: “Dammi la casa e i soldi”

Voleva tutto, casa e soldi da un anziano 82enne di Chiaia. Aveva puntato l’appartamento signorile il figlio del boss dell’Alleanza di Secondigliano, Ciro Piccirillo. Quest’ultimo, ritenuto esponente di vertice dell’omonimo clan, è stato arrestato con l’accusa di tentata estorsione e lesioni aggravati dal metodo mafioso.

AGGREDITO L’ANZIANO DOPO IL RIFIUTO DI RILASCIARE L’IMMOBILE

L’aggressione è scattata quando la vittima gli ha negato l’abitazione, sicuro che l’affitto, quella famiglia non l’avrebbe mai pagato. Dopo le botte, Ciro Piccirillo ha intimato all’82enne di consegnargli il titolo di proprietà dell’immobile e anche 5mila euro in contanti. L’aggressione e la richiesta estorsiva, secondo quanto emerso dalle indagini dei carabinieri della stazione Posillipo, del nucleo operativo Bagnoli e del nucleo investigativo di Napoli (coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia partenopea), sono avvenute lo scorso 24 marzo.

ARRESTATO IL FRATELLO DI ROSARIO PICCIRILLO BOSS DI SECONDIGLIANO

L’anziana vittima ha ripotato contusioni provocate da calci e pugni ai reni e alla schiena giudicate dai sanitari guaribili in 7 giorni. Ciro Piccirillo, 68 anni, soprannominato “Barabba”, è il fratello di Rosario Piccirillo, detto o’ biondo, ritenuto dagli inquirenti vertice dell’omonima famiglia malavitosa legata alla cosiddetta “Alleanza di Secondigliano”: la persona a cui avrebbe dovuto consegnare le chiavi dell’appartamento è, invece, il figlio di Rosario.

Perseguita l’ex e si nasconde in stabile con coltello: arrestato

Era minacciata da tempo dal suo ex compagno che decide di nascondersi nello stabile dove abitava la vittima con un coltello in mano. E’ accaduto nel quartiere Arenaccia a Napoli.

Grazie all’azione tempestiva delle forze dell’ordine il sospetto è stato arrestato e messo agli arresti per atti persecutori.

LA POLIZIA HA RICEVUTO UNA SEGNALAZIONE DAI PARENTI DELLA DONNA

L’operazione è stata scatenata dopo che la Centrale Operativa ha inviato gli agenti sul posto, ricevendo la segnalazione di una donna in pericolo. I poliziotti si sono recati immediatamente presso l’abitazione in questione, dove sono stati informati dai parenti della vittima dell’incursione dell’uomo armato di coltello.

I parenti, allertati dalla donna poco prima dell’arrivo degli agenti, hanno fornito informazioni preziose sugli avvenimenti. Hanno raccontato che l’ex compagno si era nascosto all’interno dello stabile e aveva minacciato la donna. Fortunatamente, gli agenti sono riusciti a localizzare l’uomo e a bloccarlo, trovando successivamente un coltello nascosto in un’intercapedine muraria.

UNA STORIA DI PERSECUZIONE E DI MINACCE DI MORTE

La donna, finalmente al sicuro, si è avvicinata agli operatori per raccontare l’orrore che aveva vissuto. Ha riferito che l’ex compagno l’aveva seguita fino a casa dopo averla incontrata per strada. Una volta dentro l’abitazione, l’uomo l’aveva minacciata di morte con il coltello, cercando di colpirla. Solo grazie all’intervento di un familiare presente in casa è riuscito ad allontanare l’aggressore.

L’EX COMPAGNO LA SEGUIVA DOPO LA FINE DELLA RELAZIONE

La vittima ha anche svelato che questa non era la prima volta che l’uomo la seguiva e la minacciava. Già in passato, aveva vissuto momenti di terrore e aveva deciso di denunciare l’accaduto.

Il sospetto, un 30enne napoletano con precedenti di polizia, è stato immediatamente arrestato dagli agenti per atti persecutori. Grazie all’intervento rapido ed efficace della Polizia, la donna è stata salvata da ulteriori pericoli.

Teatro in ripresa, per il Sannazaro il 2024 è “Tutta n’ata storia”

Teatro in ripresa, per il Sannazaro il 2023 è “Tutta n’ata storia”

Mentre il cinema continua piangere, il teatro sta tornando a ridere. Non si sono riprese ancora dagli effetti del lock down e dalla crescita delle piattaforme streaming le sempre meno sale cinematografiche di Napoli, che dal 2019 a oggi hanno perso più della metà del pubblico. Sono tornati al tutto esaurito invece molti teatri cittadini, buon segno per la cultura e la tradizione napoletana.

RITORNO D’INTERESSE DEL PUBBLICO NAPOLETANO PER IL TEATRO

Teatro, cartina al tornasole così come lo scudetto del risveglio post pandemia del capoluogo campano. A riprova del ritorno di interesse del pubblico per gli attori in palcoscenico, anche la presenza di artisti di richiamo in quasi tutti i cartelloni preparati per la prossima stagione. Il clima da scudetto che si vive anche nel teatro napoletano ha dato spunto a Lara Sansone per intitolare la nuova stagione del Sannazaro: “Tutta nata storia”.

“TUTTA NATA STORIA” LA NUOVA STAGIONE DEL SANNAZARO

Nel teatro per la conferenza di presentazione intervenuti alcuni dei protagonisti del cartellone teatrale. Due a caso, Gianfelice Imparato e Geppy Glejsies.

Per citarne altri: Biagio Izzo con “Balcone a 3 piazze” il 13 ottobre. Carlo Buccirosso dirige e interpreta “Il vedovo allegro”, mentre Massimiliano Gallo l’8 dicembre salirà sul palco per “Stasera punto e a capo”. Lara Sansone firma la regia de “La festa di Montevergine” di Raffaele Viviani, mentre Peppe Barra farà “Pierino e il Lupo” sotto la direzione di Giorgio Mellone.

Imprese, come integrare la sostenibilità nel modello di business

Sostenibilità, finanza e nuove competenze per la crescita delle imprese, questi i temi al centro del terzo incontro tenutosi l’8 giugno scorso all’Ordine dei Commercialisti di Napoli e promosso dalla Commissione CSR e Sostenibilità. Tra i componenti della commissione Francesco Viti e Raffaella Papa.

CAMPANIA AL 3°POSTO IN ITALIA PER IMPRESE FINANZIATE CON STRUMENTI DIVERSI DA QUELLO BANCARIO

Dai dati presentati da ELITE, la Campania è al terzo posto in Italia e prima nel Mezzogiorno per numero di imprese che hanno avuto accesso a strumenti di finanza alternativa al sistema bancario, per sostenere progetti di innovazione e sviluppo. Lo ha sottolineato Mario Mustilli di Sviluppo Campania.

Funerali Luigi Cammisa, lutto cittadino a Sant’Antimo

La musica suonata dalla banda del paese ha accompagnato per tutto il tempo il tragitto della bara di Luigi Cammisa, il 29enne ucciso a colpi di pistola l’8 giugno dal suocero, Raffaele Caiazzo, ora rinchiuso nel carcere di Poggioreale. Quel giorno Caiazzo, subito dopo aver sparato al ragazzo, si recò a casa della nuora, Maria Brigida Pesacane, moglie del figlio, e uccidendo anche lei. Era convinto che i due coniugi dei figli avessero una relazione.

I FUNERALI DI MARIA BRIGIDA PESACANE A MELITO

Oggi è stato anche il giorno dei funerali di Maria Brigida Pesacane, nel pomeriggio, nel vicino comune di Melito dove era nata la ragazza. Il commissario prefettizio ha vietato il corteo funebre per motivi di ordine pubblico.

A Sant’Antimo il sindaco ha proclamato il lutto cittadino. La salma di Luigi Cammisa è partita dalla sua casa nei pressi di piazzetta Sant’Antonio, per dirigersi verso il Santuario di Sant’Antimo Prete e Martire, accompagnata dalla banda musicale.

In un santuario gremito e circa un centinaio di persone costrette all’esterno, tante le maglie con sopra la foto di Luigi. Sulla bara due magliette: una del Napoli, l’altra della scuola calcio “Boys Sant’Antimo” per cui giocava.

IL SUOCERO HA AMMESSO L’OMICIDIO DEL GIOVANE MA NON RICORDA DI AVER SPARATO ALLA NUORA

I funerali sono stati officiati da monsignor Angelo Spinillo, vescovo di Aversa, e da don Francesco Campanile, parroco del Santuario, che durante l’omelia ha ricordato il ragazzo e ha invitato i presenti a non perdere la speranza.

Al termine della cerimonia è stato autorizzato un corteo funebre che, da piazza della Rrepubblica, ha scortato la salma al cimitero. Raffaele Caiazzo ha ammesso l’omicidio del giovane, ma non ricorda di aver sparato alla nuora.

Campo rom nel Giuglianese, arrestato 22enne per tentato omicidio

Svolta nelle indagini sul tentato omicidio nel campo rom di via Carrafiello a Giugliano, in provincia di Napoli. I carabinieri hanno arrestato su ordine del Gip di Napoli Nord un 22enne di etnia rom per il tentato omicidio di un connazionale. Il ferimento è avvenuto il 28 aprile scorso L’indagato è stato condotto al carcere romano di Regina Coeli.

IL 22ENNE ROM AVEVA PRIMA TENTATO DI INVESTIRE LA VITTIMA CON L’AUTO

Dalle indagini coordinate dalla Procura di Napoli Nord e realizzate dai carabinieri della stazione di Varcaturo, è emerso che il 22enne avrebbe prima cercato di investire con un’auto la vittima, un uomo di etnia rom, per poi accoltellarlo all’addome.

ALL’ORIGINE DELLA LITE NEL CAMPO ROM UN APPREZZAMENTO AD UNA DONNA

Tutto sarebbe nato da un apprezzamento fatto dalla vittima verso una donna residente nel campo, il cui marito ha reagito tentando di colpire l’altro rom con una bottiglia di spumante raccolta da terra. Sarebbe poi scoppiata una rissa durante la quale il 22enne ha tentato di investire il malcapitato con la Panda, senza riuscirvi. E’ quindi sceso e l’ha accoltellato.