Rigacci: “Gli interventi che ci apprestiamo a fare sono di ripristino di zone ossidate all’interno del viadotto. I controlli ci hanno imposto questa chiusura. In 10 anni abbiamo investito in manutenzione 68mln di euro.

Sono 150mila euro a km. Stessi interventi del viadotto Capodichino non hanno avuto impatti perché in zone meno trafficate. Abbiamo inserito bay pass nella galleria Vomero, ponti radio per polizia e Vigili del Fuoco e areatori anche dove la legge non ce lo impone.

Il 95% delle barriere sono riqualificare. Tangenziale di Napoli da decenni fa attività di sorveglianza fatta da tecnici e ingegneri, siamo qui con cinta e bretelle perché ci teniamo a dire che Tangenziale è sicura.

C’è attività costante di monitoraggio, i ponti le gallerie i cavalcavia i pali le pensiline, i caselli sono controllati annualmente lungo tutti i 20km.

Un’anomalia però può assumere una potenziale rilevanza strutturale e quindi adottiamo misure di sicurezza. L’attenzione nasce dal fatto che il ponte attraversa un quartiere della città che aumenta la prevenzione.

La tangenziale non è chiusa, si circola e circolano i veicoli fino a 7.5t come anche scelto dal Ministero.

L’impatto c’è, è indubbio, ma tra potenziale pericolo e disagio, scelgo il disagio.

Le code a Vomero, e Capodichino c’erano prima e ci sono anche ora, l’impatto c’è ma conteniamolo. Nessun bullone è cascato, nessun calcestruzzo è cascato.

Segnalazioni sono arrivate quando abbiamo fatto lavori di riammodernamento delle balaustre e dei guard-rail ed era circoscritto al cantiere non a problemi strutturali. Noi vogliamo ridurre nel minor tempo possibile l’impatto di questi lavori sulla città.”

SUI LAVORATORI:

“In 7 anni ci sono stati altri lavori ma mai ci è stato chiesto di sospendere il pedaggio. L’aver messo insieme pedaggio e condizione di disagio della viabilità non si risolve il problema del cantiere che deve lavorare per garantire sicurezza.

I caselli non fanno coda. La coda la fanno gli svincoli e i restringimenti.

Non ci sono nessi logici e tecnici ma il Ministero ci ha chiesto di sospendere il pedaggio e lo abbiamo dovuto fare dalla sera alla mattina con 184 persone che non sapevo cosa fargli fare.

184 persone non si possono tenere per strada senza attività, ecco perché ci siamo posti il problema di non fargli perdere soldi e non tenerli a grattarsi la pancia.

Abbiamo messo in ferie chi aveva ferie da usufruire. Poi piano straordinario sulle piste per impiegare le risorse, faremo formazione ai lavoratori e nonostante tutto tra diretti e indiretti ci avanzano risorse.

Poi c’è stato un problema politico che ogni anno paghiamo all’INPS la cassa integrazione di cui non ne abbiamo mai usufruito. Gli stagionali sono presi per far fare le ferie ai dipendenti.

Le 13 settimane sono figlie della legge come prevede la cassa integrazione. Probabilmente non attiveremo mai l’assicurazione per i lavoratori.”