Nella vertenza dei lavoratori della Whirlpool irrompe l’Arcivescovo di Napoli, il Cardinale Crescenzio Sepe. Il presule, da sempre accanto ai lavoratori in difficoltà, celebra la messa domenicale proprio nella sede di via Argine. Un atto non simbolico accompagnato da dichiarazioni pesanti.

Un attacco diretto alla multinazionale statunitense, un atto non formale. Se l’elemosiniere del Papa a Roma rompe i sigilli per riattivare il contatore in un edificio occupato da persone indigente, Sepe accende un riflettore sulla fabbrica simbolo del disastri dell’economia italiana. Le parole dell’arcivescovo di Napoli sono musica per i 420 lavoratori, accompagnati in moltissimi casi dalle loro famiglie. Per il segretario generale della Uil Giovanni Sgambati, intervenuto insieme al collega della Cgil, Walter Schiavella, si tratta di un momento molto significativo.