Da quando è scoppiata la psicosi da coronavirus, è calato il silenzio sulla vertenza dei lavoratori dello stabilimento Whirlpool di Napoli. Niente più aperture dei telegiornali, né titoloni sulla carta stampata, per non parlare del silenzio del governo e della politica in generale. Proprio dal governo si aspettavano risposte concrete gli oltre 400 operai della fabbrica di lavatrice, la cui chiusura è stata programmata il prossimo ottobre. In fabbrica si teme l’isolamento da parte della politica e del mondo dell’informazione e proprio per questo motivo è stata organizzata un’assemblea, questa mattina, per programmare nuove forme di lotta. Oltre al rischio isolamento il timore che molti operai possano accettare le buone uscite dal colosso americano.

All’assemblea ha partecipato Aboubakar Soumahoro, sindacalista dell’usb e autore del libro “Umanità in rivolta”sulla difesa dei diritti dei lavoratori