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Hull City interessato a Milinkovic-Savic: il Napoli lo valuta 15 milioni

L’Hull City vuole Vanja Milinkovic-Savic. Il portiere serbo è in uscita dal Napoli, che deve cedere prima di acquistare. In questo senso, la neopromossa della Premier League può dare una mano al club azzurro. La valutazione di Milinkovic è di 15 milioni di euro. L’edizione di oggi del Corriere dello Sport ha spiegato la situazione:

“In quest’ottica l’eventuale cessione di Vanja, passato rapidamente dalla condizione di portiere in bilico a quella di portiere in uscita, darebbe la stura all’affondo su un profilo da affiancare a Meret. Sulle sue tracce s’era mosso il Besiktas di Italiano con un sondaggio, ma nelle ultime ore è venuta fuori una soluzione in Premier: il neo promosso Hull City, dicevamo, la squadra di Kingston upon Hull, contea dell’East Riding of Yorkshire, allenata dal bosniaco Jakirovic.

La valutazione di partenza è 15 milioni di euro. Milinkovic-Savic è arrivato un’estate fa dal Torino, fortemente voluto da Conte soprattutto per la sua capacità di palleggio e le sue doti nel calcio, a fronte di un investimento da quasi 21 milioni di euro, ma l’addio di Antonio ha probabilmente cambiato carte e scenari. L’agente di Vanja ha cominciato ad allacciare contatti e a valutare le richieste, ma il trasferimento non è mica scontato: sono tanti gli elementi che devono incastrarsi, come sempre, così da soddisfare le tre parti coinvolte nell’affare”.

Ravello Festival, al via 74esima edizione con l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino

RAVELLO – Daniele Gatti e l’Orchestra del Maggio Fiorentino hanno aperto la 74esima edizione del Festival di Ravello. Sul belvedere di Villa Rufolo, pieno in ogni ordine di posto, davanti allo spettacolo della natura in un abbraccio perpetuo tra cielo e mare, le prime note e i primi applausi dell’edizione di quest’anno.
Il “Siegfried-Idyll” di Richard Wagner e la Sinfonia n. 3 “Eroica” di Ludwig van Beethoven hanno dato vita a un concerto capace di attraversare l’intimità e la monumentalità del Romanticismo.
Il Ravello Festival prosegue questa sera con Giovanni Sollima, Vanni Moretto e Il Pomo d’Oro in “Wild Love” con pagine di Frank Zappa e Francesco Zappa.

Dopo gli spari e il kalashnikov a Montesanto flash mob della Rete sicurezza

La Napoli che vuole vivere senza paura si è ritrovata per un flash mob di protesta in piazza Montesanto dove, pochi giorni fa, una storia di tradimenti coniugali si è conclusa con tre fermi dopo una maxi rissa con spari e la comparsa di un kalashnihov. Scene di paura finite in mondo visione ma a cui non vogliono abituarsi i promotori della rete Sicurezza che con il parlamentare Francesco Borrelli si sono ritrovati nella piazzetta trasformata in un’ambientazione da far west. Dal depuato napoletano un appello al ministro dell’Interno che l’8 luglio arriverà a Napoli

L’allarme della Rete sicurezza

Portavoci della rete sono Nelide Milano e Barbara Tafuri: “servono più uomini, più controlli, più presidio del territorio e un investimento straordinario nell’educazione e nella prevenzione. La sicurezza non può essere affidata esclusivamente all’intervento successivo delle forze dell’ordine: deve diventare una priorità politica permanente. Napoli non deve abituarsi alla violenza e non deve accettare che armi, risse e spari entrino a far parte della quotidianità urbana. La città merita sicurezza, legalità e libertà. Le istituzioni hanno il dovere di garantire tutte e tre prima che accadano le tragedie e che ci troviamo a piangere morti innocenti che si trovavano nel posto sbagliato”.

Tra residenti e commercianti domina la sfiducia nelle istituzioni

La rabbia per l’eccessiva diffusione di armi e la paura per la scarsa sicurezza, nonostante i tre arresti per quanto accaduto a Montesanto, si alternano alla sfiducia dei cittadini verso le principali istituzioni cittadine prefettura e comune in testa, rappresentato al flash mob dall’assessore all’Immagine (intervista in video Bianca Verde e Angela Parlato, consigliera II Municipalità)

AAA cercasi Assaggiatore Ufficiale di Pizza

Il Coca-Cola Pizza Village apre ufficialmente le candidature per quello che potrebbe essere il mestiere più ambito (e discusso) d’Italia. In un comunicato annuncia di cercare “non un pizzaiolo. Nemmeno un influencer. E neppure qualcuno che assegna voti al cornicione dopo una foto scattata con il flash.  Cerchiamo l’Assaggiatore Ufficiale del Pizza Village. Una figura rara. Forse leggendaria”.

“Una persona capace di affrontare decine di pizze senza perdere lucidità – prosegue la nota -, entusiasmo e, soprattutto, umiltà. Perché, diciamocelo, oggi in Italia siamo tutti esperti di pizza. Basta un morso e parte la sentenza: “cottura sbagliata, impasto troppo idratato, pomodoro poco emozionante, questa a Napoli non passerebbe, ne ho mangiata una migliore nel 2017 e nel frattempo la pizza si raffredda. Ecco perché abbiamo deciso di lanciare una selezione pubblica. Non serve il curriculum, non chiediamo lauree, non ci interessano follower… e no, nemmeno aver scritto “Top!” sotto mille post di pizzerie. Cerchiamo persone che sappiano dimostrare qualità decisamente più rare”.

ECCO I REQUISITI RICHIESTI

Riconoscere una pizza appena sfornata da una semplicemente… tiepida
Assaggiarla prima di recensirla (oggi non è più così scontato)
Cambiare idea almeno una volta davanti a un impasto diverso dal proprio preferito
Riuscire a parlare di pizza senza pronunciare “tradizione”, “autentica” o “vera pizza napoletana” ogni venti secondi
Arrivare all’ultima fetta con lo stesso entusiasmo della prima
Accettare serenamente che qualcuno metta l’ananas sulla pizza senza invocare il codice penale.
Non c’è stipendio. Né contratto. Né pensione. C’è solo una responsabilità enorme: ricordare agli italiani che la pizza, ogni tanto, andrebbe mangiata prima di essere fotografata, recensita, classificata o trasformata nell’ennesimo dibattito social.

 Le candidature apriranno nei prossimi giorni attraverso i canali social del Coca-Cola Pizza Village. L’appuntamento è dal 7 al 12 luglio sul Lungomare Pertini di Pozzuoli, dove ventitre tra le più importanti pizzerie napoletane incontreranno musica, spettacoli, talk e migliaia di appassionati. Il programma vedrà alternarsi sul Main Stage, tra gli altri, Franco Ricciardi, Noemi, Fred De Palma, Settembre, Andrea Sannino e Rosario Miraggio, insieme ai protagonisti della canzone napoletana candidata al riconoscimento UNESCO.

L’edizione 2026 del Coca-Cola Pizza Village è realizzata con il sostegno di Coca-Cola, Title Sponsor; Mulino Caputo, Founding & Global Partner; Caffè Borbone, Latteria Sorrentina e Ciao, Global Partner; Peroni Nastro Azzurro, Main Sponsor; Stellantis, Fastweb, Algida e Rossopomodoro, Nerea, Official Sponsor; Goeldlin Collection, Iotti Frigoriferi e Cucine, Wood Point, Sacar, Di Cosmo Group, Mediando e Kimedia, Technical Partner.

La manifestazione si svolge con il patrocinio del Ministero del Turismo e del Comune di Pozzuoli.

“L’accordo Segreto”, serata su Ildegarda von Bingen, Santa e Dottore della Chiesa

Un viaggio nel tempo tra storia, musica e profezia. Nella chiesa di San Giovanni a Carbonara uno spettacolo dal titolo “L’accordo segreto”, per la regia di Doriano Vincenzo De Luca. Un racconto straordinario con al centro della scena, la figura immensa e visionaria di Ildegarda di Bingen. Tra suggestione e mistero in un intreccio profondo tra potere temporale e spiritualità. Proclamata Santa nel 2012 da Papa Benedetto XVI, ha assunto anche la dimensione di Dottore della Chiesa, un riconoscimento riservato a figure i cui insegnamenti hanno avuto un’importanza eccezionale. È una delle pochissime donne ad aver ricevuto questo titolo. Una serata di rara intensità, in cui l’arte e la storia si sono fuse in un’unica emozione. Il ruolo di Ildegarda è stato interpretato dalla soprano, Raffaella Ambrosino.

Gli adattamenti musicali sono stati affidati a Riccardo Iozzia Ambrosino. L’evento si inquadra nell’iniziativa Destinazione Donna, promossa dalla Diocesi di Napoli e sostenuta dall’assessorato comunale al Turismo. Il progetto è ideato e curato da Adriana Valerio, storica del cristianesimo, teologa e saggista, tra le maggiori studiose italiane della storia delle donne nella Chiesa.

Ravello, William Kentridge si prende Villa Rufolo: al via il Festival tra arti visive e musica

William Kentridge, uno dei più autorevoli protagonisti dell’arte contemporanea internazionale, si prende Villa rufolo. La mostra dedicata a questo maestro del superamento dei confini dell’immaginario, è stata aperta dall’incontro con Bartolomeo Pietromarchi. Curatore e direttore museale italiano, Pietromarchi ha guidato il pubblico alla scoperta dell’universo creativo dell’artista. Subito dopo c’è stata l’inaugurazione della mostra. Questa iniziativa ha dato il via alla 74esima edizione del Ravello Festival. Un percorso in cui musica, teatro, disegno e immagine si intrecciano in un unico linguaggio.
Disegni, video, installazioni, sculture e sue opere accompagnano, per tutto il periodo del Festival, il pubblico in un percorso che attraversa le sale e i giardini di Villa Rufolo, trasformando la visita in un’esperienza in cui arti visive e musica dialogano continuamente.  Al centro della mostra c’è il teatro, inteso non solo come luogo della rappresentazione, ma come spazio della memoria, dell’immaginazione e della trasformazione. Le opere di Kentridge nascono dal disegno, ma si sviluppano attraverso il movimento, la parola, il ritmo e il suono, restituendo una visione dell’arte in continuo divenire.
Da questa sera il Ravello Festival entra nel vivo con il concerto inaugurale dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino diretta da Daniele Gatti, mentre domani sarà Giovanni Sollima, insieme a Il Pomo d’Oro, a portare sul Belvedere “Wild Love”, un progetto che attraversa epoche e linguaggi mettendo in dialogo Francesco Zappa, Frank Zappa riletti da Giovanni Sollima e Vanni Moretto. La mostra resterà visitabile fino al 5 settembre, negli orari di apertura della Villa, accompagnando il pubblico lungo tutto il percorso del Festival, tra concerti, incontri e nuovi sguardi sul rapporto tra musica, arte e paesaggio.

Napoli, le amichevoli a Dimaro: svelate le avversarie in Trentino

Il Napoli giocherà la prima partita di campionato il 22 agosto sul campo del Genoa. La prima amichevole, invece, si giocherà il 22 luglio a Dimaro contro l’Arezzo. Lo ha annunciato il Corriere dello Sport nell’edizione odierna, specificando poi che il 26 luglio ci sarà un match contro la Carrarese. Nel ritiro di Castel di Sangro, invece, gli azzurri alzeranno il livello con tre amichevoli contro squadre straniere:

“Il battesimo avverrà a Dimaro Folgarida un mese prima, il 22 luglio, contro l’Arezzo. Grande attesa per quella partita che sicuramente farà registrare il sold-out allo stadio di Carciato. Tanta è la curiosità per la prima volta con Allegri in panchina in Trentino. Si bisserà poi il 26 contro la Carrarese, alla vigilia del rientro a casa, per il secondo dei cinque test amichevoli ad oggi previsti per l’estate.

Altre tre amichevoli ci saranno poi a Castel di Sangro, dove il Napoli sarà in ritiro dal 30 luglio al 13 agosto. In Abruzzo avversarie tutte straniere e livello degli impegni sempre più elevato per avvicinarsi al Genoa. Le date sono già fissate: 5, 8 e 12 agosto”.

Conte attende la chiamata di Malagò: l’Italia è la priorità rispetto alle offerte dall’Arabia Saudita

Antonio Conte è in attesa della decisione di Malagò. Il presidente della FIGC deve scegliere il nuovo commissario tecnico dell’Italia. Prima, però, sceglierà il direttore tecnico e il primo nome della lista è Paolo Maldini. Dopo si procederà con il ct: in corsa ci sono Mancini, voluto proprio da Malagò, e Conte, spinto dai club di Serie A. Intanto, l’ex allenatore del Napoli trascorre le vacanze in Salento e attende la chiamata. La Nazionale rispetto alle opzioni che ha a disposizione ha un’importanza diversa. Lo riferisce il Corriere della Sera:

“La scelta del dt è fondamentale per individuare il ct più idoneo: Roberto Mancini, il preferito di Malagò o Antonio Conte, spinto dalle big della Serie A? 

Antonio trascorre le vacanze in Salento, aspetta che il cellulare squilli: non è la telefonata della vita quella di Malagò, ma la priorità che l’ex tecnico del Napoli ha individuato come prossima tappa della sua carriera. Offerte arabe, lusinghiere dal punto di vista economico, non lo distraggono, appartengono a quel ‘secondario’ di cui poi potrà interessarsi eventualmente se la Nazionale dovesse fare altre scelte.

Conte è lì pronto e, a dispetto dei ragionamenti che animano il dibattito sul sì o il no, non ne fa una questione economica tout court. Piuttosto del giusto valore da riconoscere alla competenza e all’esperienza che il prossimo ct è chiamato ad esprimere dopo un triplo fallimento consecutivo. Chi arriva ha una grande responsabilità: qualificazione agli Europei prima e al Mondiale poi”.

Napoli, frenate per Gila e Khalaili per i troppi giocatori in rosa: prima le cessioni e poi gli acquisti

Il Napoli aveva trovato l’accordo con gli entourage di Gila e Khalaili. Non c’erano ancora quelli con Lazio e Union Saint-Gilloise e nelle trattative è stato superato da Milan e Inter, che hanno più margine di manovra. Il motivo? Il club azzurro si ritrova attualmente con 37 giocatori in rosa. E prima di acquistare, deve cedere qualcuno. C’è tanto lavoro da fare per il direttore sportivo Manna. Ecco quanto riferito dal Corriere dello Sport nell’edizione di oggi:

“Manna s’era mosso bene e in anticipo per entrambi completando gli accordi con i calciatori e gli entourage, ma le valutazioni dei cartellini – rispettivamente 25 e 30 milioni tra base fissa e bonus – unite alle esigenze tassative del Napoli di sfoltire la rosa e dunque di vendere prima di comprare, hanno obbligato la frenata.

Diciamo una pausa d’attesa. Che poi altro non è se non un rischio calcolato: corso e subito, si direbbe, considerando l’agguato di mercato delle milanesi. Evidentemente sono stati molto interessanti gli argomenti economici messi sul piatto da Inter e Milan nello sprint per convincere innanzitutto Lazio e Union Saint-Gilloise, e poi indurre i due giocatori a dire sì”.

Juan Jesus, splendida lettera di addio: “Sono arrivato da “finito” e vado via da vincitore. Ringrazio…”

Juan Jesus da qualche giorno non è più un calciatore del Napoli. Il suo contratto è scaduto il 30 giugno. Va via dopo 130 presenze, 2 scudetti e 1 Supercoppa italiana vinti da protagonista. Il difensore brasiliano, infatti, è arrivato in sordina e si è affermato come una delle colonne dello spogliatoio, dando un grosso contributo ai successi del Napoli negli ultimi anni. E ha voluto salutare la tifoseria napoletana con una lunga lettera pubblicata sulle colonne de Il Mattino:

“Ciao Juan, come stai? Guarda, abbiamo fatto tutto: domani fai le visite e poi andiamo a Napoli». Questo era il messaggio del mio agente Roberto Calenda, verso le otto di sera del 16 agosto 2021. Dopo quel messaggio, tutto è diventato storia. Innanzitutto voglio ringraziare
in modo speciale Robie, per avermi dato la possibilità di arrivare in un club importante come il Napoli dopo due anni difficili a Roma. E devo ringraziare una persona molto importante nella mia carriera: Mister Spalletti. Lui è stato l’unico, insieme a Roberto Calenda, a credere in me in un momento in cui ero visto soltanto come un calciatore “finito”.

Mi ha dato fiducia, insieme al suo staff, e la possibilità di mostrare realmente chi sono. E alla fine sappiamo tutti com’è andata. Grazie Mister: sei un allenatore fantastico e una persona eccezionale. Ti sarò sempre grato per quello che mi hai insegnato come calciatore, ma ancora di più come essere umano. A Baldo e Domenichini un grandissimo grazie: anche voi due siete stati importanti nel mio inizio a Napoli. Grazie al direttore Giuntoli. Il mio saluto e il mio grazie vanno a una città passionale, una città che vive e ama la sua squadra. Niente conta più del Napoli, ed è questa la cosa che mi ha sempre
impressionato: persino il tempo andava in base alle vittorie e alle sconfitte. E per fortuna, in questi cinque anni, ho visto più sole che pioggia. Grazie Napoli: non dimenticherò mai il vostro sostegno, non dimenticherò mai i saluti in giro per la città. Grazie a tutte le persone che, nel loro piccolo, hanno sempre provato ad aiutarmi e a starmi vicino.

Siete tifosi fantastici: ricordatevi sempre di essere il dodicesimo calciatore. Grazie a tutti quelli che fanno parte del blocco Castel Volturno. All’area amministrativa, in particolare alla mia amica del cuore, la signora Maria Luisa. Ai ragazzi del marketing. A Nicola Lombardo, a Guido Baldari e al suo team dell’area comunicazione. Al mio amico Nicola Menone, che con il suo furgone è andato ovunque per darci una mano. Allo chef Paolo e allo chef Fabio, a Maria e Veronica, che hanno sempre sistemato i nostri casini in cucina e nello spogliatoio. Ai miei amici Santoro e Paolo Rea: meritate davvero una statua per la pazienza e la bravura nel fare i team manager tra tutte le difficoltà possibili. Siete stati sempre precisi e giusti.

Mando un abbraccio speciale a Ciro, il “tuttofare”. Credetemi: senza Ciro, Castel Volturno non esisterebbe. Lui c’è stato 365 giorni su 365. A volte lo vedevi sistemare una lampada, venti minuti dopo era in campo ad aggiustare qualcosa, poi lo trovavi sull’aria condizionata o a pitturare. Ciro era ovunque. Sei un grande, amico mio. Grazie ai magazzinieri Tommy, Umbi, Anto, Pepe, Giuà, Luca e Luigi. Grazie a Ettore con il suo super drone. A tutti gli steward dello stadio e al mio caro amico Angelo lannone.
Ai miei amici dello staff sanitario, dottori e fisioterapisti: mi mancheranno tanto le nostre battute e le risate nella sala massaggi.

Grazie ai Mister Garcia, Mister Mazzarri, Mister Francesco Calzona e al loro staff. Un grazie speciale a Mister Conte, perché mi ha allungato la carriera di almeno tre anni. La sua fame di vittorie e la sua passione per il lavoro mi hanno insegnato ancora di più a non mollare mai. Sei un vero condottiero vincente. Con il suo staff abbiamo creato un bel legame: Grazie Elvis, Gianluca, Stello, Peppe e prof Coratti. Grazie al presidente De Laurentiis e alla sua famiglia per l’opportunità di far parte di un club cosi importante come il Napoli. Grazie a tutti i miei 73 compagni di questi anni: sotto la pioggia, il vento, il caldo, nelle trasferte lunghe. Abbiamo vissuto cose belle e meno belle, ma questo è il nostro lavoro. Grazie soprattutto a quelli con cui abbiamo vinto e fatto la storia: il terzo scudetto, dove abbiamo dominato, e il quarto, dove abbiamo meritato di vincere dimostrando continuità e sacrificio.
Grazie alla mia famiglia e ai miei amici per il supporto di sempre.

E ci tengo a ringraziare la mia compagna di vita, Fabiana Cervelli. Tu ci sei stata sempre e comunque. Quanti treni hai preso, quante cose hai dovuto organizzare per starmi vicino; anche quando sembrava impossibile, hai trovato un modo per esserci. Non sei mai stata tifosa di calcio, ma a Napoli lo sei diventata. Nei momenti più difficili hai fatto di tutto per non appesantire, e sei stata una spalla di conforto. Nei momenti di gioia eri lì a gioire come se fosse una vittoria anche tua e in verità lo era, perché tu mi hai insegnato tanto e mi hai dimostrato di valere tanto, amore mio. Napoli mi ha fatto vivere emozioni che non avrei mai immaginato. Ho dato il mio 100% in tutte le 130 partite, per rispetto al lavoro che faccio e alla maglia che indossavo. Sono arrivato da “finito” e vado via da vincitore, entrando nella storia. Anzi, da supereroe: da BatJuan, un grandissimo abbraccio a tutti”.