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Riapre a Napoli la cinquecentesca cappella della Compagnia dei Bianchi della Giustizia

IMMAGINI DI ANTONIO COSCIONE

Antonia Simeone, addetta culturale della Curia, ha accolto i primo fortunati visitatori che hanno avuto accesso in un autentico scrigno d’arte e di storia, la cinquecentesca Compagnia dei Bianchi della Giustizia. Un luogo che racconta la storia del capoluogo partenopeo attraverso le vicende di migliaia di condannati a morte. Come conferma il professor Gennaro Rispoli (Intervista nel file allegato)
“Veder non si può Cappella né più bella né più adornata”, scrisse uno storico seicentesco dopo aver visto quadri e sculture conservati nel piccolo tempio di Santa Maria Succurre Miseris. Lo ricorda Antonio Emanuele Piedimonte sulle colonne della Stampa. Le porte dell’antica arciconfraternita si apr finalmente al pubblico – all’inizio per due giorni al mese – mostrando luoghi, opere e oggetti mai visti prima d’ora grazie agli sforzi dei responsabili della Curia (proprietaria della palazzina), del Museo delle Arti sanitarie di Napoli e dell’associazione culturale “Il Faro di Ippocrate”. Raffaele Di Luca, segretario del gruppo congreghe sacerdotali (Intervista nel file allegato).

Attrici e attori invitati ai casting per un Natale da fiaba

Sarà un Natale da favola quello che quest’anno arriverà a Napoli. Già fiabesca di suo, con i tre castelli che rendono ancora più fantastica la città, con le storie e le leggende che riecheggiano nei vicoli e nelle stradine del centro storico, e vengono tramandate di generazione in generazione, Partenope diventerà proscenio del più grande evento sul mondo delle favole.

Non è uno spettacolo teatrale ma la riproduzione del mondo incantato che ha scandito l’infanzia degli adulti e ora viene scoperto dai bambini. Cappuccetto Rosso, I tre porcellini, La bella addormentata nel bosco e tanti altri personaggi, si muoveranno nei loro mondi, tra le scenografie che diventeranno anche pareti per un pubblico non spettatore ma protagonista, coinvolto nelle scene fantastiche.

Intanto, il progetto coinvolge le attrici e gli attori di Napoli, dai 18 ai 50 anni. Tutti attesi ai casting. Per partecipare, bisogna inviare candidatura con curriculum e relativa foto all’indirizzo: casting@lovestudio.it.

 

 

Festival del Dramma Antico alle Terme di Baia: in scena i classici latini e greci

Secondo la leggenda, l’insenatura di Baia prende il nome da Bajos, nocchiero di Ulisse, sepolto proprio lì.
La fama di questo antico luogo è legata alla presenza di resti archeologici di grande valore storico e artistico, come il Parco Archeologico delle Terme di Baia che ospita dal 10 al 28 luglio il festival dal titolo Dramma Antico alle Terme di Baia, realizzato dalla Regione Campania attraverso un progetto con cui inizia la collaborazione tra il MiBACT , il Parco Archeologico dei Campi Flegrei, la Fondazione Campania dei Festival e l’INDA – Istituto Nazionale del Dramma.
Bellezze naturali e archeologiche diventano le location di cinque opere che celebrano l’antichità: due tragedie greche, Sette contro Tebe di Eschilo e Baccanti di Euripide, la Fedra di Seneca, La cantata della grecità, e Le storie dall’Odissea, che trasformano un poema epico in un racconto a puntate. Scritto e interpretato da Giovanna Bozzolo ed Eva Cantarella, Storie dall’odissea racconta della monumentale opera di Omero due episodi a sera: Penelope e i Proci / Le seduttrici, Nausicaa / Il ciclope e Ulisse nell’Ade / Ritorno a Itaca.
Storie di umani e di dei, di ninfe e di maghe, di amori, di tradimenti, battaglie e discese negli inferi sono riproposte dalle autrici per riscoprire la vitalità di quel mondo, retto da valori morali e civili che ci legano, a tre millenni di distanza, a Omero, come spiega Giovanna Bozzolo.

A Furore torna lo spettacolo dei tuffi nel fiordo: Gary Hunt difenderà il titolo a “Marmeeting 2017”

Sport , turismo, bellezza, avventura e adrenalina sono gli ingredienti che ormai da trentuno anni rendono il Marmeeting una manifestazione unica.
Gli “angeli volanti” sono arrivati in costiera amalfitana, a Furore, rispondendo “sì” alla chiamata del promoter storico della manifestazione, Oreste Varese, uno dei padri del “circo” dei tuffatori dalle grandi altezze in Italia ed in Europa.
Alle 14:30 di domani, sabato 15 luglio ci saranno le prove; allo stesso orario è previsto l’inizio della gara nella giornata di domenica 16 luglio. Così gli atleti avranno un’idea di correnti e vento.
Il lancio verrà effettuato dal trampolino fissato sotto il ponte del fiordo a ventotto metri di altezza sul mare. Si tratta di un lungo percorso fino all’impatto in acqua a 90 km/h, tenendo l’assetto e soprattutto facendo capriole e avvitamenti mentre la velocità aumenta vertiginosamente.
C’è anche chi sceglie la partenza con la verticale, un autentico brivido.
Sulla carta il duello è quello storico: Gary Hunt contro Orlando Duque, che si contendono i primi posti nel mondo, compreso quello dei mondiali FINA.
Ma ci sono altri big pronti a studiare il tuffo che possa sorprendere la giuria internazionale, sistemata sulle scogliere nella Yamamay-Carpisa Area.
Per incentivare una gara top ci sarà l’intervento della bcc di Battipaglia che oltre a supportare l’attività scientifica del Marmeeting, da sempre attento a temi del mare come l’erosione delle coste o l’inquinamento, ha messo in palio un montepremi speciale per il vincitore.
In palio ci saranno anche orologi ad alto impatto, un prototipo chiamato Hora, tempo di record, progettato dall’azienda napoletana LJW Time che rischierà corona, vetro e lancette nell’impatto con l’acqua. In questo modo il tuffatore sperimenterà’ un elemento estraneo al solo corpo e costume.
Saranno, dunque, gli spericolati tuffatori della Coppa del mondo di tuffi dalle grandi altezze gli assoluti protagonisti del week end in Costiera.
Appassionati, turisti e curiosi sono pronti ad affollare il fiordo di Furore per assistere alla trentunesima edizione del Marmeeting.
I colori della Gran Bretagna saranno difesi da Blake Aldridge, vincitore dell’edizione del 2013, da Owen Weymouth e, soprattutto, dal Campione in carica, Gary Hunt.
Si tratta dell’atleta che ha nel suo repertorio i tuffi con più alto coefficiente di difficoltà.
La sua specialità è il triplo salto mortale con quattro avvitamenti.
Gary è il vincitore dell’edizione 2010, 2012, 2014, 2015 e 2016 ed è, insieme ad Orlando Duque, l’uomo da battere.
Proprio il colombiano è il suo più acerrimo rivale.
Orlando ha vinto per ben sei volte: nel 2001,nel 2002, nel 2004, nel 2007, nel 2008 e nel 2014.
Vincitore dell’edizione del 2009 è l’atleta russo Artem Silchenko.
Folta è la presenza di tuffatori provenienti dagli Stati Uniti, rappresentati dagli atleti: David Colturi, Andy Jones, Steven Lobue e Kyle Mitrione.
La Francia sarà rappresentata da Cyrille Oumedjkane.
L’elenco si completa con il giovane spagnolo Alberto Devora, con Alain Kohn, proveniente dal Lussemburgo, con Michael Navratil, rappresentante della Repubblica Ceca, con il messicano Jonathan Paredes e con l’altro colombiano in gara, Miguel Garcia Celis.
A premiare i vincitori dell’edizione del 2017 ci sarà Miss Campania, Carola D’Ambra, che consegnerà i premi ai vincitori nel suggestivo scenario della spiaggia del fiordo.

La “Feltinelli Express” torna all’aeroporto di Capodichino: festa con i “South Designers”

All’Aeroporto internazionale di Napoli ritorna La Feltrinelli Express e i South Designers brindano con i suoni di “Napoli Files”.
Da tempo ha smesso di essere solo un luogo di passaggio per chi arriva e chi parte, portando l’arte in tutte le sue forme nei suoi spazi. Come conferma Sergio Gallorini, direttore commerciale dello scalo partenopeo.
(Videointervista nel file allegato)
L’Aeroporto Internazionale di Napoli ha brindato con i South Designers Antonio Fresa e Fabrizio Fiore, al ritorno dello store La Feltrinelli Express. Luigi Morra, direttore La Feltrinelli
(Videointervista nel file allegato)
Nella zona che precede l’accesso ai controlli di sicurezza sono riecheggiate le note di “Napoli Files” (etichetta: Leonardi). Un progetto unico nel suo genere, grazie alle voci originali di grandi artisti. Uno straordinario patchwork composto da 12 grandi classici e 1 inedito. Una performance esplosiva e coinvolgente, realizzata da Fabrizio Fiore e Antonio Fresa.
(Videointervista nel file allegato)

In diecimila per le vittime di Torre Annunziata. Duro monito del cardinale Sepe

La giornata del cordoglio. A sette giorni dalla tragedia nella Chiesa della Madonna della Neve il popolo di Torre Annunziata si è stretto attorno ai familiari delle vittime del crollo di Rampa Nunziante. In chiesa solo i parenti e fuori, ad attendere le bare, concittadini, amici, compagni di classe di Chicca e Sasi, le vittime più giovani del disastro. A concelebrare la messa esequiale il cardinale Crescenzio Sepe. Dure le parole con cui l’arcivescovo ha stigmatizzato quanto accaduto, mai più dunque drammi mortali come il crollo. Ogni forma di violazione è un atto di violenza che grida vendetta al cospetto di Dio.

All’uscita delle bare, tra lo strazio dei familiari, i palloncini bianchi, a ricordare le giovani vite volate in cielo.

Al Beer Garden. Week end con Francesco Di Bella e Gennaro Porcelli

Gli universi paralleli del cantautorato e del blues di Napoli in scena durante il secondo weekend di luglio live al Beer Garden, in via Discesa Coroglio 34, sempre per il palinsesto di “Live in Garden” firmato New Reel Records.

Venerdì 14 luglio, alle 22.30, Francesco Di Bella suonerà le dieci tracce del suo ultimo album di inediti, uscito lo scorso settembre 2016 con il titolo “Nuova Gianturco”. Un disco con cui l’ex leader dei 24 Grana racconta storie di speranze e di sconfitte di persone emarginate le cui vite, incrociandosi in una miscela di culture ed esperienze, generano sogni e favole dal sapore inedito. Un lavoro che vanta ospiti speciali: da Neffa in “Progetto” ai 99 Posse in “Aziz”, a Claudio “Gnut” Domestico e Dario Sansone in “Brigante se more” di Eugenio Bennato e Carlo D’Angiò. Tutte in scaletta per il concerto al Beer Garden insieme al resto delle canzoni che completano il disco: “Nuova Granturco”, “Tre Nummarielle”, “‘Na bella vita”, “Non ho più tempo”, “Blues napoletano”, “Gina se ne va” e 
“Guardate fore”.

Sabato 15 luglio, alle 22.30, spazio all’american blues con calore partenopeo di Gennaro Porcelli. Attuale chitarrista di Edoardo Bennato e leader del trio Gennaro Porcelli & the Highway 61, Porcelli è considerato da pubblico e critica uno dei più promettenti talenti del blues “made in Italy”, con un repertorio musicale che spazia dal Chicago style a quello di New Orleans, dallo stile di Austin a quello di Memphis; quasi a ripercorrere proprio la Highway 61, la nota autostrada Americana lungo la quale si sono sviluppati I diversi stili del Blues. Il concerto di Porcelli rende omaggio ai classici del blues rivisitati in chiave del tutto personale a cui si affiancano pezzi originali del chitarrista napoletano tratti dagli album “Revisiting….!” e “Alien in Transit” e il nuovo singolo “Side by Side”, che anticipa il prossimo lavoro in studio.

Il cartellone di luglio della rassegna “Live in Garden” si conclude con Antonio Maresca (21 luglio) e Gianni Simioli (23 luglio)

 

Ibrahim morto dopo 9 h di agonia, c’è denuncia per omicidio colposo

E’ morto all’ospedale Loreto mare di Napoli per una peritonite, dopo 9 ore di agonia. I medici non sono riusciti neanche ad operare Ibrahim Manneh, 24enne della costa d’avorio. Non c’è stato il tempo. Il ritardo, secondo chi era con lui, è stato provocato da un’enorme serie di omissioni nei soccorsi ed errori di valutazione. Un tassista rifutatosi di accompagnare il giovane all’ospedale, un’autoambulanza in ritardo e un pattuglia di agenti di polizia che non ha creduto al malore di Ibrahim fanno da contorno ai ritardi nelle cure.

Davanti al pronto soccorso del nosocomio napoletano, circa 50 persone hanno dato vita a una protesta, tentando anche un’irruzione all’interno. Un gesto dovuto al dolore per la perdita del loro amico, a Napoli impegnato come volontario per tradurre le informazioni ai richiedenti asilo. Proprio per questa sua attività, Hibraim era molto conosciuto tra i ragazzi dell’ex opg occupato, che stanno dando sostegno alla protesta per riuscire a far piena luce sulle 9 ore di agonia

Licenziati da Istituto di Vigilanza, in otto protestano davanti Prefettura di Napoli

8 guardie giurate di un’istituto di vigilanza di Napoli hanno protestato davanti alla sede della prefettura contro le procedure che hanno portato al loro licenziamento. La Leonessa li ha messi in mezzo a una strada, ma Il Jobs act, così come viene definita l’ultima riforma del Lavoro, ha impedito il passaggio ad un’altra azienda.

Al fianco degli otto licenziati Salvatore Ronghi, coordinatore regionale del movimento italiano per la sovranità