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Forcella pulisce Forcella: cittadini in strada per dare nuova luce al quartiere

Una rosa per Forcella, un gesto d’amore per quello che una volta era quartiere generale della malavita e oggi ridotto a una carta sporca come cantava Pino Daniele.

E’ questo il messaggio lanciato dalle donne della seconda municipalità interessata da un flash mob che ha visto in strada cittadini, commercianti, sacerdoti. Armati di sacchetti scopa e pattumiera per ripulire le strade e i vicoli.

L’iniziativa “Forcella pulisce Forcella” è partita da piazza Vincenzo Calenda e si è allargata a tutte le strade e i vicoli del quartiere.

Tanta la spazzatura raccolta, soprattutto deiezioni canine, cicche di sigarette e materiale di risulta frutto di ristrutturazioni di appartamenti e bassi.

Un quartiere che necessita di una presenza costante del personale ASIA e che invece da mesi attende un’opera di bonifica e pulizia.

Maltempo in Campania, allerta neve anche a bassa quota su tutta la regione

La Protezione civile della Regione Campania ha diramato un’allerta meteo valida a partire dalla mezzanotte e fino alle 23.59 di domani per diverse criticità.

Sull’intero territorio si prevede un sensibile abbassamento delle temperature con nevicate e gelate anche a bassa quota.

Sempre su tutta la Campania spireranno venti forti da Nord-Est con locali raffiche, tendenti a settentrionali. Il mare si presenterà agitato.

Sulla fascia costiera tirrenica dalla Piana Campana fino al Cilento (zone 1,3,5,6,8) oltre all’allerta per nevicate, gelate e vento, entra in vigore un’allerta meteo di colore Giallo per precipitazioni sparse anche a carattere di rovescio o temporale che potranno dar luogo ad un dissesto idrogeologico localizzato. Si segnala la possibilità di fenomeni come:

– Ruscellamenti superficiali con possibili fenomeni di trasporto di materiale;
– Possibili allagamenti di locali interrati e di quelli a pian terreno;
– Scorrimento superficiale delle acque nelle sedi stradali, possibili fenomeni di rigurgito dei sistemi di smaltimento delle acque meteoriche con tracimazione e coinvolgimento delle aree depresse;
– Innalzamento dei livelli idrometrici dei corsi d’acqua, con inondazioni delle aree limitrofe, anche per effetto di criticità locali (tratti tombati, restringimenti, ecc);
– Possibili cadute massi in più punti del territorio;
– Occasionali fenomeni franosi legati a condizioni idrogeologiche particolarmente fragili, per effetto della saturazione dei suoli.​
La Protezione civile della Regione Campania, in vista dell’allerta meteo anche per nevicate e gelate, è già in contatto con le Prefetture delle zone interne e ha provveduto alla distribuzione di sale da utilizzare eventualmente sulle strade interessate dalle nevicate alle associazioni di volontariato regolarmente iscritte.
 
La Sala operativa ha già attivato i mezzi spargisale e si tiene in stretto contatto con i Comuni.
 
Si ricorda che sulle zone già colpite dal maltempo negli ultimi giorni permane un consistente rischio idrogeologico residuo.
 
Si raccomanda agli enti competenti di attivare tutte le misure atte a contrastare e mitigare i fenomeni avversi previsti, sia in ordine a nevicate e gelate, che in relazione alla criticità idrogeologica di livello Giallo. Si segnala inoltre la necessità di predisporre il monitoraggio del verde pubblico e della corretta tenuta delle strutture esposte alle sollecitazioni dei venti e del moto ondoso.

Covid, morto lavoratore della Whirlpool nel Casertano

Un lavoratore dello stabilimento Whirlpool di Carinaro (Caserta), il 50enne Fausto Cardone, sposato con tre figli e delegato della Fiom-Cgil, è deceduto al Covid Hospital di Maddaloni per complicazioni legate al Coronavirus. Si tratta del primo decesso registrato in Italia tra i lavoratori in servizio ai siti della multinazionale americana degli elettrodomestici.

Grande dispiacere tra i colleghi, che sono in lutto. Vincenzo Di Spirito, amico e collega di Cardone (risiedeva a Maddaloni con la famiglia) con cui condivideva anche la rappresentanza sindacale (è delegato della Fim-Cisl), spiega che al sito della Whirlpool di Carinaro, “si registra da giorni un focolaio con nove lavoratori positivi, tutti con carica virale molto alta, che non si è abbassata neanche al secondo tampone.

A Fausto Cardone questo brutto male se l’è portato via in quattro giorni, dopo che è stato necessario intubarlo; eppure non aveva patologie particolari.

Esprimo da parte di tutti i lavoratori e dei rappresentanti sindacali le condoglianze e la vicinanza alla famiglia. E’ un giorno tristissimo” conclude.

Scuola, studenti in piazza a Napoli per chiedere ritorno tra i banchi in sicurezza

Gli studenti delle scuole superiori di Napoli e provincia sono scesi questa mattina per protestare davanti alla Regione Campania e rivendicare il rientro in classe in sicurezza, puntando il dito contro il mancato potenziamento dei trasporti.

Accusano la Regione e il presidente, Vincenzo De Luca, di non aver fatto “tutto il necessario affinché fosse garantito il diritto allo studio”.

Non solo striscioni ma anche slogan contro De Luca. In Campania le scuole superiori hanno ripreso la didattica in presenza, al 50 per cento in virtù delle norme anti covid, il 1 febbraio dopo mesi di Dad.

Diversi gli striscioni esposti: ‘Con la Scuola contro chi decide; ‘Studenti sconnessi, trasporti in provincia, device per tutti. RistrutturAzione’; ‘Prospettive nuove. Sanità per le scuole”. In piazza studenti del ‘Caccioppoli’, del ‘Genovesi’, del ‘Pansini’, del ‘Sannazaro’, del ‘Vittorini’, del ‘Vittorio Emanuele’ ma anche studenti che sono arrivati da Pompei, da Somma Vesuviana.

“In questi mesi siamo stati accusati di essere degli untori – dice Zidane dell’Osservatorio popolare studentesco – ma il virus non è nelle scuole. Il problema principale sono i trasporti affollati, non le scuole”.

E rispetto all’indicazione dell’unità di crisi regionale che ha demandato ai sindaci eventuali decisioni sulla chiusura delle scuole, gli studenti affermano: “Dalla Regione c’è uno scaricabarile. Così pensa di togliersi ogni responsabilità sulla gestione della scuola”.

Nel Real Bosco di Capodimonte liberati un falco e un gheppio

Stanno bene e sono tornati a volare in natura all’interno del Bosco di Capodimonte, previo inanellamento ad opera di personale qualificato Ispra, un falco e un gheppio recuperati in condizioni di difficoltà e curati dal Servizio Veterinario della ASL Napoli 1 Centro in sinergia con il Centro di Riferimento Igiene Urbana Veterinaria assieme ai medici Veterinari del Centro di Recupero Animali Selvatici (Cras) “Federico II”.

“Ringrazio il direttore del Museo e del Real Bosco di Capodimonte Sylvain Bellenger per aver ancora cooperato con la Asl Napoli 1 Centro al fine di dare un contributo al territorio della città di Napoli”, ha detto il direttore generale Ciro Verdoliva.

I due rapaci, recuperati entrambi in condizioni di difficoltà nel mese di novembre 2020, venivano trasportati presso il POV ASL Napoli 1 Centro dove ha sede il Centro Recupero Animali Selvatici (Cras) “Federico II” di Napoli e dove è stato dato in consegna ai Medici Veterinari specializzati nel recupero e riabilitazione della fauna selvatica. Il Falco è stato trovato nei pressi di Castellamare di Stabia, soccorso dai Carabinieri Forestali intervenuti sul posto e al momento del ricovero mostrava una frattura esposta del metacarpo destro. All’esame radiografico si evidenziavano corpi estranei, a radiopacità metallica, compatibili con proiettili da arma da fuoco. Al gheppio invece, rinvenuto nei pressi di Volla dai Servizi Veterinari dell’Asl Napoli 3 Sud, è stata riscontrata una frattura esposta dell’omero sinistro ed anche per quest’ultimo all’esame radiografico si evidenziavano corpi estranei, compatibili con proiettili da arma da fuoco. Ha subito intervento chirurgico, volto a ridurre e stabilizzare la frattura, ed è stato sottoposto ad un periodo di riabilitazione.

“Sono felice di questa nuova collaborazione con l’Asl Napoli 1 Centro, dopo l’accordo che ci vede uniti nella battaglia comune contro il Coronavirus e che trasformerà la nostra Fagianeria in un centro vaccinale”, ha spiegato il direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte Sylvain Bellenger.

Camorra, clan Di Lauro: sequestro beni da 10 milioni

Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli ha sequestrato, tra la Campania e l’Abruzzo, un ingente patrimonio del valore di oltre 10 milioni di euro, riconducibile a Gaetano Britti, 75 anni, ritenuto affiliato al clan Di Lauro.

Il provvedimento, che ha riguardato beni immobili tra i Comuni di Napoli, Melito di Napoli e Castel di Sangro (L’Aquila), è stato emesso dal Tribunale di Napoli – Sezione per l’Applicazione delle Misure di Prevenzione – su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, ed è stato eseguito dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Napoli.

In particolare, gli specialisti del Gico hanno sequestrato fabbricati e terreni dopo aver ricostruito come le risorse accumulate nel tempo dalla famiglia erano state favorite dal rapporto di parentela fra il Britti e il cognato Rosario Pariante, protagonista del cosiddetto “Cartello Scissionista” nel periodo di erosione della struttura organizzativa del clan Di Lauro.

Prima della contrapposizione armata tra i Di Lauro e gli Scissionisti, Britti, grazie al rapporto con il cognato, aveva goduto di un canale privilegiato attraverso il quale, secondo gli investigatori, gli venivano affidate ingenti somme di denaro di provenienza illecita derivanti dal traffico di sostanze stupefacenti e dalle estorsioni che, attraverso una propria struttura organizzata, “reinvestiva” in operazioni di usura, riciclaggio e reimpiego nell’economia legale.

Città della Scienza alternativa a scuola, Villari risponde ai lavoratori

“In risposta a quanto dichiarato erroneamente dalla RSA CGIL Filcams sulla stampa di ieri, circa l’utilizzo di Città della Scienza quale alternativa alla scuola, si segnala come in questa fase della pandemia è il DPCM in vigore a vietare gite e mobilità scolastica. Fosse il cielo poter già essere in una fase diversa dall’attuale“
ha dichiarato il Presidente di Città della Scienza Prof. Riccardo Villari. L’ex presidente della Commissione di Vigilanza Rai replica alle dichiarazioni di Carmine Tulino, Rsa della struttura di via Coroglio, contenute nel servizio pubblicato ieri sul nostro sito. link consultabile

Covid, Città della Scienza alternativa alla scuola?

L’Arcivescovo Battaglia scrive ai malati: “Vicino alla vostra sofferenza”

“Il mio pensiero, oggi e in questi giorni, va in modo particolare a quanti stanno soffrendo o hanno sofferto a causa del virus, a quanti nel corso di questa pandemia, hanno perso qualcuno e hanno il cuore ferito pensando alle carezze non date, agli abbracci perduti”. E’ uno dei passaggi della lettere inviata ai fedeli in occasione della Giornata del Malato dal nuovo arcivescovo di Napoli, don Mimmo Battaglia. Il presule, risultato positivo al Covid-19 sta osservando un isolamento fiduciario in episcopio, monitorato dai medici. La positività è stata rivelata martedì scorso dopo che l’arcivescovo si era sottoposto a tampone a causa della febbre che era comparsa il giorno prima.
“Penso a quanti, nei letti di ospedale o tra le mura della propria camera, combattono in solitudine, contro questo male e contro tutti gli altri mali. Penso alla sofferenza di tanti bambini. Al grido del dolore innocente” aggiunge Battaglia. “Penso a quanti portano nel cuore i segni dell’afflizione, della stanchezza, della desolazione… sono lì’, accanto a ciascuno di voi, nel silenzio del mio deserto. Ed è in quel silenzio condiviso, in quel deserto, mio e vostro, nostro, che possiamo imparare a scorgere il segno di una Presenza, la speranza di una certezza: il Signore non ci abbandona mai e vive con noi dentro ogni condizione umana”, ha concluso l’arcivescovo metropolita.
Di seguito il testo integrale della lettera
Carissimi fratelli e sorelle,
il mio pensiero ed il mio cuore sono rivolti, in questa Giornata, a tutti gli ammalati; voglio provare a raggiungervi ad uno ad uno con queste poche righe, affinché possiate sentirmi accanto a voi, accanto al vostro dolore e, soprattutto, perché possiate sentire sul vostro volto la carezza del Signore, forza nella nostra forza, speranza dentro la nostra speranza.
Come sicuramente saprete, da qualche giorno, ho scoperto la mia positività al Coronavirus e questa, mi impedisce di vivere quella quotidianità, fatta di incontri, di storie, di volti, di vite intrecciate che si guardano, si toccano, percorrono passi insieme. Per questa Giornata del Malato, avevamo in programma la mia visita agli ammalati ricoverati presso l’ospedale Cardarelli e la celebrazione della S. Messa insieme a chi sta vivendo il tempo della fatica; purtroppo, però, la mia positività ci ha costretti ad annullare tutto.
Eppure, all’inizio del mio ministero, nella Chiesa di Napoli, questo tempo che mi costringe a
fermarmi, sembra essere una benedizione. È un battesimo nuovo, quello che ricevo in questo deserto. Battezzato, immerso. Sono battezzato, siamo battezzati: non è solo ricordo di un rito, ma è segno di rinascita. Rinascere. Sempre. Rinati a nuova vita, in Cristo. Per Cristo. E ogni rinascita, ogni nuovo inizio, nella fede, riparte dal deserto, dalla fatica del deserto. Come per il popolo, come per Gesù.
Immerso, immersi in questo deserto. Più volte, in questi giorni, mi sono soffermato sul senso di questo immergerci nella storia, nella quotidianità… come Gesù, capace di entrare senza paura, con coraggio, nella storia, nelle ferite di chi incontra. Ed è capace di cura proprio perché si immerge.
Immergerci nella storia, nella nostra storia, quella complessa, a tratti contraddittoria, che noi viviamo e sperimentiamo sulla nostra pelle. Immergerci nelle piaghe sofferenti di questa terra, senza paura. Immergerci nella sofferenza silenziosa, di chi vive da solo, anche il dramma della pandemia.
È il senso del nostro battesimo, che oggi con urgenza si rinnova! Immersi per rinascere! Immersi, per essere e dare speranza! Immersi, nel silenzio del deserto, per condividere insieme il dolore che attraversa la vita, che tocca il mondo.
È nel deserto, anche quello più duro, che tutti possiamo sentire quella voce che ci ama, ci benedice, ci rende e ci fa sentire figli. Voce che parla al cuore. Troppo spesso, corriamo il rischio che il nostro fare, il nostro pensare, il nostro essere nella e per la Chiesa, diventi una vetrina che mette al centro noi, e non il Signore. Troppo spesso, permettiamo che i riflettori siano puntati su di noi. E, allora, questo tempo in cui sono costretto a fermarmi mi invita a ripetere a me stesso e a questa Chiesa, che al centro di tutto, non c’è il vescovo con le sue opere, non ci sono i programmi perfetti, non ci sono gli schemi rigidi che ci ingabbiano… Al cuore di tutto, nel cuore di tutti, c’è e ci deve essere solo il Cristo. È Lui, solo Lui, il centro!
Il mio pensiero, oggi e in questi giorni, va in modo particolare a quanti stanno soffrendo o hanno sofferto a causa del virus, a quanti nel corso di questa pandemia, hanno perso qualcuno e hanno il cuore ferito pensando alle carezze non date, agli abbracci perduti. Penso a quanti, nei letti di ospedale o tra le mura della propria camera, combattono in solitudine, contro questo male e contro tutti gli altri mali. Penso alla sofferenza di tanti bambini. Al grido del dolore innocente. Penso a quanti portano nel cuore i segni dell’afflizione, della stanchezza, della desolazione… sono lì’, accanto a ciascuno di voi, nel silenzio del mio deserto. Ed è in quel silenzio condiviso, in quel deserto, mio e vostro, nostro, che possiamo imparare a scorgere il segno di una Presenza, la
speranza di una certezza: il Signore non ci abbandona mai e vive con noi dentro ogni condizione umana.
Penso a tutti quelli che stanno soffrendo, nel corpo ma anche nello spirito. Anche in questo tuo momento, così difficile, così triste, così spaventosamente umano, si nasconde un’opportunità. Per te.
Per noi. Per tutti. Ma lo è solo se restiamo fedeli e aperti, se rimaniamo, nonostante la durezza della prova, umanità che spera, sapendo che sorgerà prima o poi in noi la luce di una risposta alla nostra oscurità. Ad una certa profondità di sofferenza e di angoscia, si è necessariamente soli. Di fronte alla sofferenza esiste una soglia che non può essere valicata neppure dall’amico più intimo, neppure dal tuo vescovo. Nessuno, per quanto animato dalle migliori intenzioni, riesce a spingersi fin là. Né lo deve fare. Puoi partecipare, ma non puoi entrare. Nessuno riesce a capire (accogliere) totalmente il dolore di un altro. Puoi stare accanto… ma devi toglierti i sandali… perché anche quel luogo è terra santa. E il Signore è presente, non abbandona mai. È davvero presente! Conosce il nostro dolore,
ascolta il nostro grido, quel filo di fiato che si fa invocazione. Si immerge nei fondali della nostra tristezza e della nostra paura, per risalire con noi, in quella inenarrabile spinta che ci aiuta a non arrenderci. Coraggio: non arrenderti, mai!
E penso, a quanti, medici, infermieri, operatori sanitari, sacerdoti, religiosi, religiose e volontari si prendono cura delle tante ferite, visibili e invisibili, spesso in condizioni estreme. Sento il desiderio di ringraziarvi per il vostro servizio, per la vostra vita donata accanto a chi fa più fatica, per le vostre mani delicate che esprimono l’arte della cura, per i vostri occhi attenti alla vita del fratello che vi è accanto. Mi sento con voi e vi sento con me! E questa vicinanza reciproca si fa abbraccio e luce, nonostante la paura, nonostante la solitudine. Il dolore, la sofferenza, ci fanno scoprire fragili, vulnerabili. Fatti di sogni e di desideri che in un attimo si infrangono. Eppure, anche se fragili e vulnerabili, non siamo perduti. Anche se nella preghiera, possiamo avvertire la fatica del buio, l’oscurità della notte, conserviamo nel cuore la certezza di non essere mai lasciati soli. Da qui,
riparte la speranza, la nostra speranza. Perché essa, non è mai un’illusione. È racchiusa in un noi, da riscoprire e accogliere. È racchiusa nell’altro, da benedire e custodire. La vita ha valore, dignità, senso… sempre!
Riscopriamoci, in questo deserto, figli amati, benedetti. Tutti. Insieme. E dal mio deserto, ricolmo del vostro affetto e della vostra vicinanza, vi raggiunga la mia carezza.
Prego per voi, con voi, perché il cuore si nutra di amore e di fiducia. Perché il Signore riempia di speranza questo tempo di dolore e di inquietudine. E della certezza che non siamo soli. E doni a noi la capacità di saper ascoltare le piaghe, imparando a riconoscerlo nelle piaghe dell’umanità, a partire da quell’umanità che è accanto a noi.
Dona, Signore, consolazione allo sconforto e speranza alla delusione.
Dona fiducia alla paura che mette all’angolo annientando il coraggio e la forza di reagire.
Dona coraggio alla fiducia.
Dacci la forza di portare la tua presenza lì dove Tu sei già presente. Portare la tua carezza. Una carezza che infonda coraggio a chi vive nella paura.
Una carezza che doni speranza a chi è avvolto nell’ombra della delusione e della rassegnazione.
Una carezza che indichi la via a chi è smarrito.
Una carezza che rianimi la forza in chi è stanco e scoraggiato.
Una carezza che conceda gioia a chi è nella tristezza.
Una carezza che faccia sentire meno solo il fratello abbandonato ed emarginato.
Una carezza che offra consolazione a chi è ammalato.
Una carezza che riempia di Presenza il nostro presente.
Una carezza… quella che cerca ciò che di eterno si nasconde dietro una lacrima, un sorriso, una mano tesa.
Benedetto quello sguardo dietro l’angolo della vita, benedetta quella mano sulle spalle della vita, benedette quelle braccia che proteggono la vita, benedetti i passi affrettati di chi ha a cuore la vita.
† don Mimmo

Bradisismo, a Pozzuoli vertice con la Protezione civile

“Il fenomeno di bradisismo a Pozzuoli è attentamente monitorato dalla Comunità scientifica. Al momento non vi sono particolari motivi di allarme”. Così il capo del Dipartimento della Protezione civile Angelo Borrelli, giunto a Pozzuoli dopo la forte intensificazione di fenomeni sismici, accompagnati da boati, dall’inizio di gennaio. “Il sollevamento della terra nell’area flegrea- ha aggiunto Borrelli – avviene ad un ritmo di 12 mm al mese”. Il capo della Protezione civile ha definito “situazione di attenzione” quella attuale, e ha aggiunto che “al momento non vi sono ragioni per cambiare lo scenario”. Una esercitazione nazionale di Protezione civile potrebbe svolgersi in autunno a Pozzuoli. (ANSA).

Scuola, 29 i focolai covid nelle scuole della Campania

La Regione Campania che spinge per la didattica a distanza individuando nell’avvenuto ritorno a scuola la principale causa dell’aumento dei contagi, però poi delega a comuni e prefetture la scelta per un’eventuale chiusura.

I comuni, Napoli in testa, che si lamentano dell’assenza di dati certi sulla diffusione del contagio in classe, necessari per disporre un eventuale ritorno alla dad.

Ed eccoli i dati, inumeri sui casi di covid nelle scuole che la Regione si è affrettata a diffondere questa mattina.

29 i focolai negli istituti campani; 145 i comuni ad alto rischio. Numeri che si riferiscono al periodo compreso tra il 1 e il 7 febbraio.

Il report, che però non fornisce i dati relativi a Napoli ed alle altre città capoluogo, si basa sulla positività media, su scala regionale, ponendo il limite a 160 contagi ogni 100mila abitanti, come soglia oltre la quale gli amministratori locali saranno invitati ad adottare le contromisure necessarie.

Tra i comuni ad alto rischio figurano Torre Annunziata, dove il sindaco ha disposto la chiusura delle scuole fino al 16 febbraio, Castellammare di Stabia, Pompei e Torre del Greco. L’Unità di crisi, prevedendo 254.000 casi di covid in Campania al 28 febbraio, lancia l’allarme per le giornate di carnevale e san valentino istituendo degli alert territoriali per orientare i sindaci nelle decisioni su eventuali nuove restrizioni.