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Truffa su carte di credito rubate: 6 napoletani arrestati

Sgominata associazione criminale dedita alla frode informatica di ultima generazione, più di 1 milione di euro frodati, sottratti i dati e le carte di migliaia di clienti, centinaia le telefonate truffaldine monitorate dagli investigatori.

La Polizia di Stato ha eseguito 6 misure cautelari a carico di una organizzazione criminale, residente nell’hinterland napoletano ma operativo su tutto il territorio nazionale, i cui appartenenti sono indagati per i reati di associazione per delinquere finalizzata alla sostituzione di persona, al furto aggravato e all’indebito utilizzo di carte di pagamento elettronico.

Il G.I.P. di Perugia su richiesta del P.M. titolare delle indagini, ha ritenuto necessario applicare la misura “inframuraria” della custodia cautelare in carcere nei confronti di ESPOSITO Ciro (di anni 51), ESPOSITO Salvatore (di anni 22), SACRA Pasquale (di anni 39), SIMEOLI Luisa (di anni 39) VENTURA Giuseppe (di anni 44) e RUBERTI Sabatino (di anni 32).

Le indagini sono state avviate nel luglio 2018 a seguito delle segnalazioni presentate da alcuni Istituti di Credito.
Le attività investigative, coordinate dalla locale Procura della Repubblica, sono state eseguite utilizzando anche attività tecniche e sistemi di tracciamento elettronico, così da consentire di accertare l’esistenza di un’associazione per delinquere operante indistintamente su tutto il territorio nazionale, composta da numerosi pluripregiudicati (almeno 10).

L’organizzazione criminale procedeva secondo un complesso modus operandi che vedeva i sodali divisi in compiti specifici e ben delineati. Il primo passo consisteva nell’effettuare i furti della corrispondenza nei centri di smistamento di Poste Italiane nel Centro-Nord Italia.
All’interno di questi centri di raccolta della corrispondenza, nottetempo parte della banda, con maestria consolidata, individuava i dispacci contenenti le carte di credito e/o debito spediti da parte degli istituti di credito. Impossessatisi dei preziosi titoli, entrava in gioco un esperto gruppo di “telefonisti” che metteva in atto la tecnica del Vishing (Neologismo anglosassone ottenuto dalla crasi tra le parole voice + phishing).

Il gruppo dei “telefonisti” chiamava i vari Istituti emittenti delle carte e, presentandosi come Maresciallo o Ispettore delle Forze dell’ordine, affermava di aver appena sequestrato un consistente numero di carte di credito rinvenute in possesso a malviventi. Con fare perentorio e con la scusa di riconsegnare i titoli in sequestro, si faceva indicare il numero di telefono dei clienti.

A questa seguiva una complessa attività di Social Engineering compiuta da esperti tecnici che provvedevano a reperire tutte le informazioni e gli ulteriori dati necessari. Una volta ottenuti i dati, l’organizzazione rivolgeva la sua abilità criminale proprio verso i clienti ai quali, spacciandosi per dipendenti della banca, paventava problemi connessi nell’attivazione del titolo riuscendo infine, con abilità persuasive, a farsi indicare il PIN dei titoli.

L’associazione per delinquere, disponeva di un proprio “apparato tecnico-finanziario” che si occupava di dotare gli associati di conti correnti e carte prepagate con funzioni on-line. I criminali potevano così monetizzare i proventi degli indebiti utilizzi che, prelevati per contanti su sportelli ATM, poi confluivano su strumenti prepagati riciclando consistenti somme di denaro su carte di credito in possesso dei vari “money mules” gestiti dal gruppo.
Il profitto illecito di detta attività ha portato nelle casse dell’organizzazione criminale più di un milione di euro. Le carte interessate dalle frodi sono centinaia.

Le particolareggiate indagini svolte dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni, anche con la preziosa collaborazione dei vari Istituti di credito e di Poste Italiane, hanno consentito di ricostruire i furti nei centri di raccolta e ascoltare le abilità degli indagati nell’ingannare i dipendenti degli Istituti di credito e i malcapitati clienti. Ingentissimo il danno arrecato ai sistemi con importanti riflessi nel sistema di inoltro postale che ha visto la soppressione di numerosa corrispondenza.

Le indagini sono state sviluppate, con il coordinamento dal Servizio Centrale Polizia Postale e delle Comunicazioni – Sezione Financial Cyber Crime, dal Compartimento Polizia Postale per l’Umbria con la collaborazione dell’omologo Reparto per la Campania, nonché il concorso nelle operazioni del Reparto Prevenzione Crimine di Napoli e del Commissariato di P.S. di Giugliano della Questura di Napoli.

Quarto Premio “Napoli per Telethon”, premiate le eccellenze napoletane

Grande successo per il premio “Napoli per Telethon 2019”.

Una Sala delle Colonne dell’Ospedale dell’Annunziata gremita ha applaudito la consegna del riconoscimento a personaggi napoletani che si sono distinti per l’opera morale e sociale sul territorio in ambito istituzionale, medico scientifico, accademico, imprenditoriale, culturale e giornalistico.

La quarta edizione della manifestazione, ideata dal giornalista Massimiliano Bonardi, organizzata quest’anno dall’Associazione La Voce degli Ultimi con la collaborazione della Fondazione Telethon e il Tigem di Napoli, ha consegnato il prestigioso riconoscimento creato dall’artista Iole Monaco a Gianfranco Coppola (giornalismo Radio Tv), Gino Rivieccio (Spettacolo), Maria Antonietta De Matteis e Chiara Di Malta (Medicina e Ricerca), Gianluca Basile (Istituzioni e Sport), Fondazione Grimaldi Onlus (Sociale), Francesco Terrone (Cultura), Ciro Verdoliva (Sanità), ed Ettore Mautone (Giornalismo carta stampata).

Un premio speciale, creato dall’artista Lello Fusco, da parte dell’associazione La Voce degli Ultimi, è stato consegnato dall’assessore al Welfare del Comune di Napoli, Monica Buonanno, che ha portato i saluti del sindaco Luigi de Magistris, al direttore del Tigem di Napoli, Andrea Ballabio, che anche quest’anno non è voluto mancare all’appuntamento.

“E’ per me sempre un piacere essere qui – ha detto Ballabio – queste manifestazioni servono per essere vicini il più possibile alla ricerca, sia sul piano del sostegno economico, ma soprattutto per sensibilizzare la gente a quanto sia importante che i nostri ricercatori possano lavorare con i migliori mezzi a disposizione e non debbano emigrare altrove, mettendo a disposizione degli altri i loro cervelli”.

E da questo punto di vista al Tigem lavorano tanti giovani ricercatori, che dopo esperienze all’estero, hanno pensato bene di tornare a casa.
A condurre la serata brillantemente la collaudata coppia di giornalisti Lorena Sivo e Pasquale de Simone.

San Giovanni a Teduccio, omicidio dello zainetto: arrestato l’ultimo uomo coinvolto

In manette anche l’ultimo soggetto coinvolto nell’omicidio in cui perse la vita Luigi Mignano e rimase ferito il figlio.

Era il 9 aprile 2019. la vittima era in Via Sorrento, nel quartiere San Giovanni a Teduccio di Napoli: stava accompagnando il nipote di tre anni a scuola quando – sotto gli occhi atterriti del bambino – è stato ucciso da diversi colpi d’arma da fuoco.

Sfuggito al recente blitz che ha visto finire in carcere Giovanni Salomone e Giovanni Borrelli, Pasquale Ariosto, 36enne di San Giorgio A Cremano, è stato arrestato dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli.

L’arresto, eseguito in forza di un provvedimento restrittivo emesso dal Tribunale di Napoli su richiesta della DDA Partenopea chiude il cerchio investigativo che già il 4 maggio scorso portò al fermo di 7 affiliati al Clan D’Amico, costola del gruppo camorristico Mazzarella.

Individuato in una palazzina popolare di Viale della Resistenza a Scampia, il 36enne è stato tradotto – come i suoi complici – al carcere di Secondigliano.

Pink Life Magazine approda in Lombardia e punta al mercato nazionale

Al settimo anno dalla sua nascita, Pink Life Magazine approda in Lombardia. Per il free press italiano più glamour, fondato e ideato da Linda Suarez, è arrivato il momento di espandersi a macchia d’olio dopo la capillare distribuzione. Diverso e inconfondibile, Pink Life avrà la sua redazione gemellata a Milano. Pink Life si arricchirà nel contenuto e nella forma. Moda, arte cultura, imprenditoria e sempre più eventi. Il bimestrale di oltre cento pagine, originale nel suo formato ed estremamente curato nella sua veste grafica, consoliderà la sua presenza a livello nazionale. Ancora più video, ancora più social, al lettore verrà riservato un posto di privilegio in tutti i party privati e non della capitale italiana del fashion. Ma non solo! Pink Life avrà una nuova rubrica tutta dedicata all’empowerment (processo di crescita basato sull’autostima) femminile: Pink Power con lo scopo di esplorare a fondo l’animo delle donne, motivando tutte a fare il grande salto. Anglų kalbos kursai: 10 priežasčių, kodėl verta juos lankyti https://netradicinemedicina.com/anglu-kalbos-kursai-10-priezasciu-kodel-verta-juos-lankyti/
La direzione editoriale in Lombardia verrà affidata a Giulia Asprino, già Membro Onorario della Camera Europea dei Giornalisti di Berlino.

 

 

Commercialisti: lavorare in sinergia per migliorare i livelli di assistenza nella sanità

NAPOLI – “L’Ordine dei dottori commercialisti ha voluto mettere attorno a un tavolo i vari attori del mondo della sanità. Un settore molto delicato e che ha bisogno di grandi competenze.

Il confronto tra le parti dà la possibilità di omogeneizzare l’interpretazione di alcune norme spesso in contrasto tra di loro o male interpretate. Dunque, un confronto in via preventiva per arrivare compatti al miglior risultato assoluto per i cittadini che ogni giorno necessitano di interventi sanitari”.

Lo ha detto Vincenzo Moretta, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, intervenendo al convegno “La revisione legale nelle strutture pubbliche e private del Ssn”, organizzato dall’Ordine partenopeo presso la sede del Centro Direzionale di Napoli.

Ciro Verdoliva, direttore generale dell’Asl Napoli 1 Centro, ha evidenziato che “il primo punto degli obiettivi da raggiungere è l’ottimizzazione dei costi e la tenuta dei conti. Un aspetto fondamentale e un obiettivo che si può raggiungere soltanto lavorando di squadra. Il nostro bilancio da circa 1 miliardo e 800 milioni è enorme, abbiamo 10 mila dipendenti e problematiche complesse e trasversali”.

Per Achille Coppola, segretario nazionale dei commercialisti italiani “la formazione dei professionisti in questo settore è un tema di grande respiro. La sanità riguarda la salute e la salute è assicurata con risorse, ma anche con modelli organizzativi efficaci. In ogni regione, il Ssn costituisce uno dei primissimi gruppi di aziende, al Sud incide per l’8 per cento del Pil con i suoi 120 miliardi pubblici”.

Carmen Padula, consigliere Odcec Napoli, ha sottolineato: “L’argomento interessa molto i commercialisti. Sicuramente è importante un confronto tra tutti gli addetti ai lavori anche alla luce delle recenti novità che interessano la Regione Campania, finalmente fuori dal commissariamento”.

Secondo Sergio Crispino, presidente Aiop Campania, “è un incontro importante, quello organizzato dai commercialisti, perché riguarda il controllo contabile. Un tema molto delicato per le aziende anche private che a tutti gli effetti svolgono un servizio pubblico”.

Vincenzo Schiavone, presidente della sezione Sanità dell’Unione Industriali di Napoli, ha rimarcato: “L’incontro è servito a fare un punto della situazione nel rapporto tra aziende ospedaliere e revisori. La sanità è in continua evoluzione, l’uscita dal commissariamento comporta la necessità, a breve termine, di riscrivere le regole del gioco per migliorare il livello di assistenza ai cittadini”.

Per Fabio Rossi, presidente Commissione Sanità “Siamo riusciti a far sedere allo stesso tavolo gli attori della rete del Servizio Sanitario Nazionale. L’obiettivo è di contribuire ad offrire ai cittadini campani servizi sempre più di qualità”.

Luché, in libreria “Il giorno dopo”: confessioni e segreti di un rapper

È dal 19 novembre nelle librerie Il giorno dopo, primo libro del rapper Luchè, Luca Imprudente, che in 17 capitoli  e 219 pagine raccoglie confessioni, segreti intimi, preziose informazioni creative e retroscena autobiografici. Le pagine includono uno straripante apparato fotografico tratto dal suo archivio personale cui si aggiungono ritratti realizzati da Gaetano De Angelis. Un modo per documentare un excursus che trasla la narrazione da quando l’artista era minorenne fino agli ultimi mesi.
Luchè è spietato, nella stesura della storia. Lui che è simbolo del cosiddetto rap sentito.
Gli intestini del volume non fanno sconti a nessuno. Anzitutto a se stesso. “Magari potessi controllare il mio umore con un telecomando – scrive a pagina 74, nel capitolo Essere sensibili – ci ho provato per anni con il litio che aiutava a stabilizzarmi. È stato utile nei momenti di grandissima confusione depressione, ma solo durante il giorno. La notte non avevo scampo e diventavo preda dei miei pensieri assassini (…) Credo che la depressione sia frutto della mia profonda sensibilità. Senza peccare di arroganza, non credo di aver mai conosciuto una persona sensibile quanto me, anche se nessuno lo darebbe mai a vedere. Molte persone, leggendo queste pagine, scopriranno un lato di me che non emerge, se non di notte quando sono chiuso da solo fra quattro mura”.
Luchè, via via, rivela quando confidò alla madre “Ma’, io ho un sogno: voglio fare il cantante”. Spiega meticolosamente e con emozione reale la fine del duo rap Cosang, che ha lasciato in eredità alle antologie hip hop italiane un paio di album: Chi more pe’ mme [che contiene Int’ ‘o rione, il loro primo pezzo in assoluto plasmato da un campione della colonna sonora del film Il favoloso mondo di Amélie composta da Yann Tiersen] e Vita bona.
Di più: dice pure perché il terzo album del duo, già registrato, non sia mai più stato pubblicato.
La sua poesia cruda non arretra di un millimetro.
Quasi in un remake del lungometraggio-cult I magliari di Francesco Rosi, Luchè ricorda i 20 anni: “Arrivo a Londra e ci resto dieci mesi. Un rapper napoletano mi introduce in un giro che vende roba in strada. Iniziamo dalle telecamere, lui ne vende un sacco, io solo qualcuna e quindi non ci guadagno molto. Sono le prime telecamere portatili, di produzione cinese, registrano solo video di un paio di minuti. Togliamo gli adesivi originali per metterci quello di una nota marca di elettronica, incluso nella confezione, rendendole più appetibili. Le paghiamo 70-75 sterline, le rivendiamo a 100-150 (…) Poi inizio a vendere abiti classici da uomo. Li prendo in due, tre negozi con le vetrine oscurate, gestiti da napoletani, dove entriamo solo noi napoletani. Ci sono anche degli orologi che mi costano 5 sterline e rivendo a 45-50. Trascorro molti anni della mia gioventù per le strade di Londra a fare i pacchi. Questo lavoro si chiama ‘o magliar’, business che solo noi napoletani facciamo in quasi tutto il mondo”.
Poi Luchè cresce, diventa manager di se stesso: discografia, ristorazione, brand di streetwear.
In particolare a New York: “Apro Bravi Ragazzi in un ex bar di Brooklyn, precisamente a Bed-Stuy, il quartiere del dio del rap, Notorious BIG. Il posto è perfetto per avere sia una sala che una cucina più spaziosa. A NY c’ero stato tanto tempo ma quest’esperienza era nuova per me. Solo che avendo a che fare con persone giorno per giorno ho capito che NY non è altro che una Napoli all’ennesima potenza. Non puoi girarti un attimo che provano a mettertelo in quel posto”.
Nelle sue avventure musicali, il cantante incontra tanti magnifici compagni di viaggio: D-Ross, CoCo, Star-T-Uffo, Marracash, Enzo Avitabile, Guè Pequeno, Stefa Ebbasta, Fuossera, Franco Ricciardi. Altrettanti percorsi creativi sono illustrati in questi capitoli dall’artista napoletano: come sono nate, ad esempio, le canzoni Je ce credevo, Stamm Fort, ‘O primmo ammore – inserito nella colonna sonora di Gomorra – la serie, e Il mio ricordo, “il cui beat lo faccio col campione di Asteco e cielo, che è da sempre il mio pezzo preferito di Enzo Avitabile”, sussurra. E, infine, aggiunge: “Sono una persona sensibile? Ok, facciamolo venire fuori senza paura. Sono ambizioso? Bene, lavoriamo duro senza temere il giudizio degli altri. Mi sento poetico? Scrivo un disco e metto insieme tutte le mie emozioni. Bisogna solo guardarsi dentro per trovare la propria strada, un lavoro quotidiano verso la serenità e il conoscersi davvero. E questo è il bello”.

A Capri dall’8 dicembre si accendono le vetrine con il Winter Arts Festival

Con la prima edizione di CAPRI WAVE – Winter Arts Festival, Capri propone un Natale all’insegna della cultura e dell’arte: un fitto programma di appuntamenti dall’8 dicembre 2019 al 15 gennaio 2020. L’inaugurazione avrà luogo domenica 8 dicembre, alle 11.30, con l’accensione delle “Vetrine d’artista” a cura di Laura Trisorio, esperta di arte contemporanea, gallerista e curatrice di ArteCinema. La manifestazione è organizzata dalla Città di Capri, in collaborazione con l’Associazione Culturale Gulliver. Il festival CAPRI WAVE è stato appoggiato dall’ASCOM, che ne ha condiviso lo spirito e la visione.
“L’obiettivo con cui è nata l’idea di ‘CAPRI WAVE – Winter Arts Festival’ è stato quello di creare un Natale diverso e inclusivo, che va dalla tradizione all’arte, alla cultura, con particolare attenzione all’ambiente, senza tralasciare i momenti di divertimento, inserendo nell’ampio cartellone momenti di musica dal vivo e dj set – racconta Ludovica Di Meglio, consigliere delegato al Turismo della Città di Capri –. Mi auguro che questo format diventi un appuntamento fisso del periodo invernale a Capri, isola che merita di essere visitata e vissuta in tutte le stagioni dell’anno”.
Il titolo di questa prima edizione di CAPRI WAVE – Winter Arts Festival è “Arte, Ambiente e Territorio”, temi interpretati in chiave creativa e multidisciplinare, in un mix equilibrato di arti visive e performative, eventi musicali e dj-set, workshop, incontri, proiezioni e dibattiti. Obiettivo del festival è valorizzare il territorio in periodo di bassa stagione, promuovere attività turistico-culturali invernali e offrire ai visitatori e agli abitanti dell’isola un’esperienza artistica immersiva, unica e articolata. L’arte, attraverso le sue molteplici declinazioni ed espressioni, diviene strumento di sensibilizzazione e riqualificazione del territorio, mediante l’allestimento artistico delle vetrine e un’ampia varietà di eventi performativi ed interventi che vedono protagonisti artisti, designer, rappresentanti del mondo dell’arte e della cultura.
Il Manifesto di questa prima edizione del CAPRI WAVE – Winter Arts Festival è stato ideato da Sergio Fermariello, artista napoletano di fama internazionale, che, negli ultimi venti anni, ha instaurato un legame profondo con l’isola di Capri, sia personale che professionale. Notoriamente impegnato e particolarmente sensibile alle tematiche sociali e ambientali, Fermariello è stato invitato dall’Associazione Gulliver ad elaborare un segno grafico dirompente e universale che esprimesse con vigore la forza del messaggio artistico e ambientalista che il CAPRI WAVE vuole diffondere. La proposta dell’artista è una rivisitazione ad hoc del simbolo del guerriero, un segno ostinato, ripetuto, icona assoluta della sua opera, a partire dalla fine degli anni ’80, e che accompagna il lavoro di Fermariello fino alle opere più recenti, tra cui Guerrieri-scrittura (2017), entrato nella collezione del MADRE Museo di Arte Contemporanea Donnaregina. Partendo da un segno, un minuscolo pittogramma riconoscibile nella figura stilizzata di un guerriero ripetuta ossessivamente, l’artista realizza una “scrittura illimitata”, ricoprendo l’intera superficie della tela.
La manifestazione si muove su tre direttrici: “Vetrine d’artista” a cura di Laura Trisorio, “Performance”, “Workshop e dibattiti”. Inoltre CAPRI WAVE include il progetto Capri Loves Art un contenitore aperto, un work in progress che integrerà proposte indipendenti che sposano lo spirito del CAPRI WAVE: l’arte come motore del cambiamento.
Laura Trisorio ha affidato a 17 artisti di livello internazionali il compito di allestire, con le loro opere e istallazioni, le vetrine delle principali vie di Capri. Gli artisti coinvolti sono Marisa Albanese, Francesco Arena, Gregorio Botta, Stefano Cerio, Fabrizio Corneli, Riccardo Dalisi, Sergio Fermariello, Alfredo Maiorino, Umberto Manzo, Raffaela Mariniello, Giancarlo Neri, Massimo Rizzuto, Luciano Romano, Lucia Romualdi, Roxy in the Box, Mimma Russo, Francesco Vaccaro, che con le loro opere renderanno preziose le vetrine delle botteghe, nella fitta rete di via Vittorio Emanuele, via Camerelle, via Le Botteghe e via Fuorlovado.
Nell’ambito della sezione “Perfomance” di Capri Wave – Winter Arts Festival, appuntamento con la prima internazionale di Pink City dell’artista Franz Cerami, che, con proiezioni digitali e illuminazioni interattive, colorerà le facciate degli edifici di Capri (20 dicembre, ore 19, Borgo Marina Grande; e 21 dicembre, ore 20, Borgo Marina Grande). In questa sezione del festival spazio anche a “Dum Dum Kaos”, progetto di Riciclo Sonoro, a cura dell’associazione Kaos (28 dicembre, ore 19, Piazza Umberto I);
Silent Disco (venerdì 27 dicembre, ore 22); “Il cibo degli angeli” di Paola Carbone (sabato 11 gennaio, dalle 11 alle 13.30 e dalle 17 alle 19).
Nell’ambito della sezione “Workshop e dibattiti”: dal 9 al 13 dicembre, dalle 10 alle 18, “Art & Science Workshop”, a cura di Nikola Uzunovski, con cui Design e sostenibilità si uniscono nella proposta di un Padiglione della Cultura per Capri 2020; doppio appuntamento con Antonio De Falco e “I segreti dell’agricoltura Sinergica”(sabato 14 dicembre, dalle 10 alle 17: visita agli orti capresi. Domenica 15 dicembre, alle 18: presentazione dell’Orto sinergico presso la Sala Pollio nei giardini della Flora caprense); mercoledì 18 dicembre, alle 11, appuntamento con  #CUOREDINAPOLI opera d’arte relazionale, connettiva e partecipata, a cura degli artisti del Corso di Nuove Tecnologie dell’Arte (NTA) dell’Accademia di Belle Arti di Napoli; Blue&Green, un percorso culturale sulla sostenibilità curato dall’Associazione culturale Polis 3.0; Capri Yoga&Lab (venerdì 13 dicembre, venerdì 27 dicembre, giovedì 2 gennaio, appuntamento alle 9.30 in Piazza Umberto I); ArteRUNNING (sabato 21 dicembre, ore 10: appuntamento presso Bar Funicolare; ore 10.30: partenza da Piazza Umberto I); venerdì 3 gennaio, alle 18.30, presso il Centro Ignazio Cerio, presentazione del libro “Algoritmi di libertà” di Michele Mezza.
Nell’ambito di CAPRI WAVE – Winter Arts Festival c’è anche la sezione “Capri Loves Art”, curati da brand e aziende dell’isola, come Carthusia e La Parisienne, che partecipano con una loro proposta artistica. Lello Esposito è l’artista scelto da Carthusia, brand di fragranze made in Capri per allestire il suo store di Via Fuorlovado. Attualmente protagonista delle luci d’artista nella zona di Chiaia, (Re)interprete della tradizione, l’artista lavora sugli archetipi della napoletanità.  Nelle sue opere racchiude tutta la simbologia di Napoli: Pulcinella, ma anche San Gennaro, il vulcano, l’uovo, il teschio, il corno. Un’opera che comincia alla fine degli anni Settanta e non si è più fermata.
Altro artista per “Capri Loves Art” è Maxwell McMaster. La più longeva boutique della Piazzetta di Capri, La Parisienne, in collaborazione con Plan X Gallery, accoglie l’esposizione di “Vibrations”, la personale di Maxwell McMaster. I dipinti dell’artista californiano, realizzati in omaggio a Capri, si ispirano al tema dell’avventura e del viaggio. “Vibrations” è un’esplorazione immaginaria dell’isola, colta in una dimensione sognante, dai colori saturati e forme stilizzate. Una testimonianza della bellezza di Capri e del suo mito intramontabile, reinterpretato in chiave contemporanea. I lavori di McMaster sono un’ode alla natura che va non solo ammirata ma preservata con cura e rispetto. Le sue opere invitano lo spettatore a guardare oltre le proprie percezioni terrene e immaginare cosa potrebbe accadere dietro le quinte di questo luogo fiabesco.
Sempre per “Capri Loves Art” opere di artisti capresi invitati da Francesco De Angelis, saranno esposte presso la Tea Room del ristorante La Capannina; e Liquid Art System, il circuito di gallerie di arte contemporanea di Franco Senesi, parteciperà con alcune sculture open air lungo via Camerelle.

L’arte degli agrimensori romani emerge dai pavimenti rinvenuti nei nuovi scavi di Pompei

Pompei si conferma ancora una volta luogo di elezione per la comprensione della vita e della civiltà dei Romani, e in particolare delle loro efficaci e innovative capacità tecniche.

Nel recente articolo “Gromatics illustrations from newly discovered pavements in Pompeii”, Massimo Osanna, Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei, insieme a Luisa Ferro e Giulio Magli della Scuola di Architettura del Politecnico di Milano hanno proposto una nuova interpretazione degli enigmatici mosaici recentemente rivenuti nella Casa di Orione (altrimenti nota come casa di Giove) a Pompei: essi avrebbero una chiara analogia con le illustrazioni dei codici dei gromatici romani, tecnici altamente specializzati che si occupavano della misurazione della terra e del tracciamento delle linee per la fondazione delle città, utilizzando uno speciale strumento topografico chiamato, appunto, groma.

Il rinvenimento è avvenuto nel corso dei nuovi scavi della Regio V, nella casa chiamata “di Orione”, dai bei mosaici che ne decorano due stanze, presentati nel libro del Direttore Osanna “Pompei. Il tempo Ritrovato” Ediz. Rizzoli.

La scoperta fa pensare che il proprietario dell’edificio fosse un gromatico.

Nello specifico, la prima di queste immagini è un quadrato inscritto in un cerchio tagliato da due linee perpendicolari, una delle quali coincide con l’asse longitudinale dell’atrio della casa e appare come una sorta di rosa dei venti che identifica una divisione regolare del cerchio in otto settori equidistanti: l’immagine è sorprendentemente simile a quella usata nel codice medievale per illustrare il modo in cui i Gromatici dividevano lo spazio.
La seconda immagine, invece, mostra un cerchio con una croce ortogonale incisa al suo interno, collegata da cinque punti disposti come una sorta di piccolo cerchio a una linea retta con una base: essa appare come la rappresentazione di un Groma.

Le competenze tecniche degli agrimensori romani – i tecnici incaricati delle centuriazioni (divisione delle terre) e di altri sondaggi come la pianificazione delle città e degli acquedotti – sono leggendarie. Ad esempio, progetti di centuriazioni estremamente precisi sono ancora visibili oggi in Italia e in altri paesi del Mediterraneo. Il loro lavoro aveva anche connessioni religiose e simboliche legate alla fondazione di città e alla tradizione etrusca.

Questi tecnici erano chiamati Gromatici per il loro principale strumento di lavoro, chiamato Groma. Quest’ultima si basava su una croce fatta di quattro bracci perpendicolari, ciascuno dei quali portava corde con pesi identici, che fungevano da filo a piombo.
L’Agrimensore poteva allineare con estrema precisione due linee a piombo molto sottili opposte con pali di riferimento tenuti a varie distanze da assistenti o fissati nel terreno, allo stesso modo in cui le paline (pali rossi e bianchi) vengono utilizzate nella moderna rilevazione del teodolite.

Fino ad ora, l’unico esemplare mai ritrovato di questo strumento proveniva dagli scavi di Pompei mentre le immagini che illustrano il lavoro dei Gromatici vennero trasmesse soltanto dal codice medievale, risalente a molti secoli dopo che l’arte degli Agrimensores non era più praticata.

Così sembra che ancora una volta Pompei sia il luogo in cui possano emergere nuove informazioni su questi antichi architetti.

Napoli, torna il “Giocattolo sospeso” per i bambini bisognosi

Anche quest’anno torna il Giocattolo Sospeso, l’iniziativa del comune di Napoli promossa dall’assessorato ai giovani di Alessandra Clemente.

Tanti i testimonial che sono scesi in campo per i bambini più bisognosi di Napoli che in occasione del Natale potranno ricevere un gioco donato dal cuore dei napoletani, tra questi l’attrice Ludovica Nasti, Maria Bolignano e Mariano Bruno, oltre che i giocattolai che hanno aderito.

Il ministro Catalfo a Napoli: oggi inizia la fase 2 dei Navigator

I 471 navigator della Campania sono pronti a lavorare.

Dopo aver firmato il contratto con Anpal Servizi, che decorre da ieri 2 dicembre, inizieranno da oggi il loro percorso formativo.

Per l’occasione è stato organizzato un evento speciale al Centro Congressi della Stazione Marittima una giornata di benvenuto, orientamento e vera e propria formazione.

A riceverli il presidente di Anpal, Mimmo Parisi e la ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo.