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Miano, famiglie sgomberate per una falla nell’acquedotto

Quasi mille famiglie senz’acqua, una strada chiusa e un palazzo sgomberato in via precauzionale.

I residenti di via Vecchia comunale Miano-Piscinola a causa di un collasso di parte del sistema fognario sono stati costretti ad allontanarsi dalle proprie abitazioni.

Un’emergenza segnalata nel pomeriggio ma che solo ieri sera ha visto l’intervento delle squadre dell’Abc.

Dal Cilento la sfida delle Aree Marine Protette per valorizzare il ‘pescato’

Il ‘Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni’ lancia dal Sud una sfida per il rilancio delle aree marine protette dove c’è un ‘pescato’ d’eccellenza, che rappresenta una risorsa economica importante e la colonna portante della dieta mediterranea, da nove anni riconosciuta patrimonio immateriale dell’Unesco.

“Siamo di fronte all’Area Protetta più grande d’Italia – ha evidenziato Tommaso Pellegrino, presidente dell’Ente Parco -, che è senza dubbio la più bella e più ricca in termini di biodiversità, paesaggio e natura, particolarmente di pregio. E’ un patrimonio straordinario da difendere per i nostri figli”.

Le Aree Marine Protette di Santa Maria di Castellabate, Costa degli Infreschi e della Masseta sono state per due giorni lo scenario naturale della manifestazione promossa dal ‘Parco’, i cui protagonisti sono stati anche gli studenti del territorio che hanno atteso il rientro dei pescherecci con a bordo il prezioso carico dei loro mari. E proprio dai pescatori hanno svelato ai giovanissimi ospiti i segreti e le tecniche di un mestiere antico.

“I nostri pescatori sono delle vere e proprie sentinelle del territorio – ha precisato Pellegrino -, i principali difensori del nostro mare. I primi a tutelare quella biodiversità marina che rappresenta una vera ricchezza che abbiamo il dovere di tutelare. Un patrimonio legato alla pesca che determina anche un’economia pur preservando rispettando le regole che il Parco con le Aree Marine Protette e la Guardia Costiera mettono in campo per difendere i nostri mari”.

Una piccola pesca quotidiana “a cui siamo profondamente grati, piccola soltanto per le modalità – ha continuato il Presidente del ‘Parco’- la difenderemo contro coloro i quali pensano di venire qui e inserire il nostro pescato nelle multinazionali, non lo consentiremo”.
Sensibilizzare le nuove generazioni alle ricchezze del territorio è l’obiettivo dell’iniziativa. Sono stati coinvolti gli alunni delle scuole che hanno atteso con grande partecipazione, nonostante la pioggia, l’arrivo delle barche dei pescatori con le loro matasse di reti e le casse piene di triglie, scorfani, seppie, polipi e palamite.

Hanno aderito i quattro istituti alberghieri del Parco e gli Chef del territorio che hanno messo a tavola solo ed esclusivamente i prodotti a marchio Parco.
Più di 100 aziende producono oltre 400 prodotti a marchio Parco che rappresentano la territorialità della Dieta Mediterranea.

“Vogliamo parlare ai giovani e per inviare il messaggio del valore che rappresentano l’area marina protetta, il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni e il pescato anche in termini nutrizionali- ha rimarcato Pellegrino -, pensiamo al ruolo straordinario nel mantenimento di determinati metabolismi, determinati funzionamenti del nostro organismo oltre a rappresentare dei punti di forza che vanno a potenziare le difese immunitarie e a contrastare le malattie neoplastiche. Il nostro pescato – ha osservato -, rappresenta un significativo valore aggiunto nella Dieta Mediterranea, vogliamo dimostrare che il suo patrimonio ha un impatto straordinariamente positivo sulla salute e intendiamo rispondere a quei ciarlatani che ne mettono in discussione la valenza. Rispondiamo loro con i fatti ma soprattutto con elementi scientifici, non con le chiacchiere, che hanno come unico obiettivo quello di fare profitto e basta.

Commercialisti, a Napoli le start up in competizione

NAPOLI – “Il mercato delle start up e dell’innovazione è in continua evoluzione e al Sud ci sono numerose realtà imprenditoriali che si stanno affermando con ottimi risultati. Lo sviluppo di queste imprese sta facendo da volano creando prodotti e servizi totalmente innovativi. Il nostro obiettivo, mediante l’organizzazione di questi eventi è contribuire alla formazione di giovani colleghi perché possano affrontare e seguire con determinazione e competenza gli imprenditori del futuro”.

Lo ha detto Vincenzo Moretta, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, presentando il “Finance start cup competition 2019: ‘Le startup chiamate all’ordine’, la valutazione delle idee imprenditoriali nell’ottica dell’investimento di Venture Capital” che si terrà lunedì 25 novembre alle ore 15,00 nella sala conferenze di Palazzo San Teodoro (Riviera di Chiaia, 281) a Napoli.

Nel corso dell’incontro saranno valutate le presentazioni di 10 startup selezionate. I proponenti dei progetti selezionati avranno 7 minuti ciascuno per illustrare la loro iniziativa. La giuria che dovrà esprimersi sarà composta per il 50% da un gruppo di esperti e per il 50% da commercialisti partenopei. Risulteranno vincitori i primi 3 classificati ai quali verranno attribuiti i premi.

Interverranno all’iniziativa Valeria Fascione (assessore alle Start Up della Regione Campania), Danilo Iervolino (presidente dell’Università Telematica Pegaso), Luca Carabetta (vicepresidente della Commissione Attività Produttive della Camera), Paolo Cellini (Venture Partner Pi Campus Roma), Giorgio Ventre (direttore Ios Developer Academy) Pierluigi Rippa (delegato operativo Start Cup Campania Federico II), Massimo Varrone (direttore Campania New Steel), Alfonso Maria Ponsiglione (Co-founder Kyme,1° Finance Start Cup 2018) e Leandro Sansone, responsabile Territorial Relations, CS & Claims Sud di UniCredit, l’istituto bancario che condivide le iniziative imprenditoriali e di valorizzazione delle strutture che puntano all’innovazione.

“L’evento aperto sia a professionisti che ad imprenditori – ha sottolineato Amedeo Giurazza, presidente della commissione Finanza Straordinaria, Private Equity e Venture Capital -, al di là dei premi che verranno attribuiti ai primi classificati della competition, offre una grande visibilità ai partecipanti poiché avranno l’opportunità di farsi ascoltare dai membri della giuria tecnica – composta da business angel, fondi di venture capital, equity crowdfunding, incubatori e acceleratori d’impresa – e dai dottori commercialisti interessati a prestare la loro consulenza ed esperienza ai team delle future startup di successo”.

Secondo Maria Caputo, numero uno dei giovani dottori commercialisti ed esperti contabili di Napoli,  “continua l’impegno dei giovani professionisti sui temi dell’innovazione e delle start up. Dopo i corsi di specializzazione su questi temi anche quest’anno la start cup competition  permetterà a tanti giovani talenti di far conoscere le proprie realtà a fondi ed investitori privati. Nei primi sei mesi del 2019 397 milioni investiti in start up italiane e il trend continua ad essere in crescita, segno che il settore offre effettivamente spunti interessanti di sviluppo”.

Per Matteo De Lise,  consigliere delegato dell’Odcec “Questa del 2019 è la quinta edizione della Finance Start Cup Competition promossa dall’Unione Giovani Dottori Commercialisti di Napoli in collaborazione con la commissione dell’Odcec Napoli Finanza Straordinaria, Private Equity e Venture Capital, unica associazione e ordine d’Italia attivi in tal senso”.

Liliana Speranza, consigliere dei commercialisti partenopei ha evidenziato che l’obiettivo è contribuire a promuovere e supportare idee e progetti innovativi. L’innovazione nelle sue diverse declinazioni rappresenta una concreta opportunità per il rinnovamento, il rilancio e lo sviluppo socio economico del nostro Paese. Appare evidente – ha aggiunto – come l’idea rappresenti solamente il punto di partenza di un percorso molto più complesso, che si inerpica in campi delicatissimi come quelli della finanza aziendale, della fiscalità (nazionale ed internazionale), del diritto societario, della contrattualistica commerciale e molti altri ancora. In questo scenario, la centralità del ruolo del Commercialista nello sviluppo dell’impresa innovativa è imprescindibile per saper guidare l’imprenditore verso un business di successo”.

Il segretario dell’Unione giovani dottori commercialisti, Pierluigi Di Micco, ha reso noto che lunedì 25 novembre Napoli sarà la capitale italiana dell’ecosistema start up, evento in cui saranno selezionati i progetti vincitori delle start cup competition universitarie che si sono tenute nel mese di ottobre e che concorreranno per il PNI più ulteriori start up selezionate per diversi settori. La competiton nata 5 anni fa per stimolare il tessuto imprenditoriale e dell’innovazione locale è diventata un caso di successo replicabile in tutta Italia”.

Festa della Nzegna: una celebrazione dimenticata che rivive nelle foto dell’Archivio Carbone.

Festa della Nzegna: una celebrazione dimenticata che rivive nelle foto dell’Archivio Carbone. Tra le tante tradizioni popolari cadute in disuso, si annovera La Festa della Nzegna. Sebbene fosse molto amata, sia dal popolo che dai Borbone, la sua ultima edizione risale al 1953. Fortunatamente, l’Archivio Fotografico Carbone ne conserva ancora delle preziosissime testimonianze visive. Tre servizi fotografici intitolati “Festa della Nzegna” immortalano le edizioni del 1950, 1952 e 1953.

LA FESTA
Importante celebrazione marinaresca, la festa della Nzegna era dedicata alla Madonna della Catena. Protagonisti ne erano “i luciani”, ovvero i marinai del Borgo di Santa Lucia. Si narra, infatti, di un episodio miracoloso che lega la Madonna della Catena ai marinai. Nella chiesa di Santa Maria del Porto a Palermo furono incatenati e condannati ingiustamente a morte tre marinai. Fu l’intervento della Vergine, che spezzò le catene, a decretarne la salvezza. Dunque, è proprio nel cuore del marinaresco Borgo di Santa Lucia che sorge la Chiesa di Santa Maria della Catena. La chiesa era il luogo in cui, ogni ultima domenica di agosto, partivano i riti della festa della Nzegna. Era la festa popolare più importante a Napoli dopo quella di Piedigrotta. Probabilmente, il nome deriva dalle bandiere, o insegne, con cui venivano adornate le barchette dei pescatori e dei marinai del Borgo. I luciani erano, infatti, marinai abilissimi e la maggior parte di loro prestava servizio nelle flotte borboniche. La celebrazione aveva inizio al mattino, con il raduno dei luciani davanti alla Chiesa di Santa Maria della Catena. Vestiti con abiti nuovi e berretto rosso, i marinai si recavano a ringraziare la Madonna. Da lì partiva un grande corteo, capitanato da un “Pazzariello”, al quale si aggregavano anche tanti scugnizzi. Balli, canti e musica accompagnavano la parata dal Castel dell’Ovo fino a Piazza del Plebiscito. Perno del corteo erano un uomo ed una donna in carrozza. Vestiti con abiti regali, interpretavano il re Ferdinando II di Borbone e la regina Maria Carolina. I Borbone erano molto affezionati a questa tradizione. Infatti, si narra che amassero camuffarsi con dei travestimenti per prendere parte alla festa in maniera anonima. Per loro era un’occasione per trascorrere una giornata nelle vesti dell’uomo qualunque. Il corteo terminava con il ritorno sul litorale al quale seguiva un folle bagno di gruppo, inteso come rito purificatore e propiziatorio. Sfortunatamente, fu proprio durante il bagno dell’ultima edizione della festa che si verificò un tragico incidente. Di conseguenza la celebrazione fu sospesa per non essere mai più ripristinata.

Riozzese – Napoli, domenica il match clou del campionato

Domenica sul campo del Guazzelli avrá luogo il primo scontro diretto del campionato di calcio femminile di Serie B: Riozzese-Napoli. Seconda contro prima.
Due giorni e due punti a dividere Il Napoli e la Riozzese. Le due squadre si sono incontrate, l’ultima volta, l’11 Maggio scorso. Giorno che ha visto la squadra lombarda avere la meglio sulle azzurre nella finale di coppa italia. Un Napoli che affronterà la trasferta milanese con la voglia di riscattare quella partita persa al 94’ e di blindare il primo posto. Le azzurre, d’altronde, hanno dimostrato di aver raggiunto un alto grado di maturità e determinazione nella gestione delle partite. Di avere la qualità e la mentalità giusta per poter dire la loro. I 13 punti ottenuti sono lo specchio del valore di questo gruppo. Un gruppo che vuole scrivere un capitolo importante nella storia del Napoli Femminile. Non sono da meno le ragazze di Roberto Salterio. Partite ad agosto senza pretese ed arrivate alla sesta giornata di campionato ad essere ancora imbattute. Le riozzesi sono consapevoli di dover ospitare una squadra diversa rispetto a quella di sei mesi fa. Con tante giocatrici nuove e qualche certezza in più. Sono, però, allo stesso tempo, consapevoli di aver lasciato dei punti importanti in casa della Novese e di volerli riconquistare.
Una partita importantissima quella del 24 Novembre, per il morale e per la classifica. La squadra campana, peró, non potrà contare su Di Marino. Il difensore classe ‘94, infatti, è costretta ancora ai box per un problema muscolare. Ci sarà chi, per lei, onorerà la maglia dando il massimo. Si, perché il Napoli ha dimostrato anche questo: di poter contare su di una rosa molto vasta e di saper fronteggiare l’emergenza infortuni.

DICHIARAZIONI DELL’ALLENATORE

”Mi aspetto che questa sia la partita della consacrazione”, ha affermato l’allenatore Marino. Ha poi proseguito: “Mi aspetto che il match venga approcciato nel modo giusto. Con la voglia di vincere e di dominare il gioco”.
Parole, quelle di Geppino Marino, che trasmettono fiducia e fame dei tre punti. Il risultato del match di domenica non determinerà l’andamento del campionato, certo. Vincere, peró, aiuta a vincere!

Legambiente, al via il congresso a Pietrarsa con il presidente Fico

Il treno, il basso impatto ambientale, la possibilità di movimentare merci e persone con minori emissioni. Parte dal MUseo Storico di Pietrarsa “Il tempo del coraggio” titolo del congresso nazionale in programma dal 22 al 24 novembre.

Cinque i temi chiave al centro dell’appuntamento: contrasto ai cambiamenti climatici alla lotta ecomafie e alle disuguaglianze, la grande mobilitazione e partecipazione dei giovani sempre più sensibili e attenti ai temi ambientali, l’economia civile e circolare.

Mariateresa Imparato presidente regionale di Legambiente sottolinea come possa essere Napoli il laboratorio ambientalista d’Italia.
A tenere a battesimo il congresso il presidente della Camera Roberto Fico.

Salvini a Sorrento: “Caldoro alla Regione se si decide insieme, sindaco leghista a Napoli”

Battesimo sotto una fitta pioggia, a Sorrento dove è arrivato ieri mattina il leader della Lega, Matteo Salvini, per il movimento delle sardine che qui ha preso il nome di ‘fravaglie’, un insieme di pesci piccoli.

I manifestanti di “Sorrento Non si Lega” si sono radunati in piazza Veniero: c’erano studenti ma anche anziani, tutti con una “fravaglia” di cartone colorata tra le mani.
Alcune gialle, come i limoni della terra sorrentina.
“Il nostro non è un messaggio d’odio, è un messaggio d’amore verso i giovani, i cittadini. Noi non vogliamo Salvini e coltiveremo la cultura contro la paura”, hanno detto i promotori dell’incontro.

Per questo non hanno voluto neanche bandiere di partito.
I manifestanti hanno contestato la scelta dei due sindaci, di Sorrento e di Positano, che sono passati con la Lega di Salvini.

Il leader leghista al Circolo dei Forestieri dove ha incontrato Giuseppe Cuomo e Michele De Lucia, è entrato sulle note di Caruso di Lucio Dalla. Sulle new entry orgoglioso ha affermato che sono ufficialmente leghisti in cambio di nulla, perché noi non garantiamo né posti né stipendi, ha sottolineato.

Salvini, riguardo le regionali punta deciso sulla Campania e in prospettiva su Napoli: “Bisogna mandare a casa De Luca, De Magistris e Di Maio”.

Per vincere le regionali, ha spiegato che non serve uno showman ma un amministratore.
Il Capitano non fa nomi, ma quello di Stefano Caldoro, proposto da Berlusconi, è sul tavolo.

Un sostanziale via libera a Caldoro, dunque, ma con lo sguardo lungo su Napoli, che non merita, ha detto, un sindaco come De Magistris e un assessore alla Cultura che paragona Israele al nazismo». “Napoli merita di più”.

Operazione contro il cybercrime della Polizia Postale, c’è anche Napoli

Centinaia di credenziali di accesso a dati sensibili. Migliaia di informazioni private contenute in archivi informatici della pubblica amministrazione, relativi a posizioni anagrafiche, contributive, di previdenza sociale. Dati amministrativi appartenenti a centinaia di cittadini e imprese del nostro Paese. E’ quanto è stato scoperto dagli investigatori specializzati del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, che hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e 6 decreti di perquisizione sul territorio nazionale. Destinatarie anche diverse agenzie investigative. Il principale sospettato, R.G., cittadino italiano di 66 anni originario della provincia di Torino, residente a Sanremo. L’uomo ha un know how informatico di altissimo livello e numerosi precedenti penali e di polizia. E’ stato arrestato su provvedimento del GIP presso il Tribunale di Roma.
Nell’operazione è stato coinvolto il personale dei Compartimenti di Polizia Postale di Roma, Milano, Napoli, Venezia, Genova e della Sezione di Imperia. SI tratta della più articolata attività di indagine nel settore del cybercrime, è stata denominata operazione People 1 ed è stata coordinata dalla Procura di Roma.
I numerosi indizi raccolti durante le indagini indicano il soggetto come il principale responsabile di ripetuti attacchi ai sistemi informatici di numerose Amministrazioni centrali e periferiche italiane, attraverso i quali sarebbe riuscito ad intercettare illecitamente centinaia di credenziali di autenticazione (userID e password). Denunciati a piede libero, per le medesime violazioni, 6 complici dell’arrestato, tutti a vario titolo impiegati all’interno di note agenzie investigative e di recupero crediti operanti in varie città d’Italia.
Questi, in particolare, commissionavano a R.G. gli accessi abusivi ed il furto delle preziose credenziali, per poi farne uso nelle rispettive attività professionali di investigazione privata, in tal modo riuscendo a profilare illecitamente, a loro insaputa, centinaia di cittadini e imprese.
L’attività investigativa condotta dagli uomini del CNAIPIC ha permesso di ricostruire come R.G., nel corso degli anni, avesse ingegnerizzato un vero e proprio sistema di servizi, tra cui il portale illecito “PEOPLE1”, commercializzato clandestinamente ed offerto alle agenzie interessate, le quali, pagando una sorta di canone, potevano istallare il software con una semplice pen-drive USB, e riuscire così a connettersi clandestinamente alle banche dati istituzionali e fare interrogazioni dirette.
Per ottenere l’accesso clandestino a tali banche dati, il gruppo criminale utilizzava sofisticati virus informatici, con i quali infettava i sistemi degli Uffici pubblici riuscendo ad ottenere le credenziali di login degli impiegati.
La tecnica utilizzata a tal proposito prevedeva, anzitutto, il confezionamento di messaggi di posta elettronica (phishing), apparentemente provenienti da istituzioni pubbliche, ma in realtà contenenti in allegato pericolosi malware. I messaggi arrivavano a migliaia di dipendenti di Amministrazioni centrali e periferiche, in particolare a quelli dei piccoli Comuni e dei patronati, che venivano, con l’inganno, portati a cliccare sull’allegato malevolo aprendo così la porta al sofisticato virus informatico che, in poco tempo, consentiva agli hacker di assumere il controllo dei computer.
A questo punto il gruppo criminale, potendo contare su una rete vastissima di computer infettati, li metteva in rete sommandone le potenze di calcolo, costruendo quella che, tecnicamente, è definita una BOTNET, controllata da remoto dall’indagato R.G. grazie ad una centrale (cosiddetta Command and Control) che egli aveva installato su server all’estero.
La potente rete di computer infetti veniva quindi utilizzata dall’indagato per sferrare gli attacchi informatici massivi, compromettere i database delle Amministrazioni pubbliche ed ricavare i dati personali dei cittadini.
La persistenza delle attività illecite era in particolare assicurata dallo stesso malware, che arrivava a modificare le chiavi di registro in modo da eseguire automaticamente, all’avvio della macchina infettata, specifici programmi in grado di autoinstallarsi sul computer della vittima e registrare, tra l’altro, i caratteri digitati sulla tastiera (keylogging) tra i quali, appunto, le credenziali di autenticazione alle banche dati centralizzate.
I dati venivano poi inviati su una serie di server all’estero, principalmente in Canada, Russia, Ucraina ed Estonia, direttamente gestiti, come dimostrato nel corso di complesse attività di intercettazione telematica e telefonica, da R.G., e quindi utilizzati per accedere abusivamente alle banche dati di interesse pubblico ed eseguire la profilazione di imprese e privati cittadini.
Tale stabile infrastruttura informatica rappresenta il core della complessa piattaforma realizzata dal sodalizio criminale, che consentiva migliaia di illeciti accessi nelle banche dati istituzionali, detentrici di informazioni sensibili.
Target finale dell’attacco erano, ovviamente, i cittadini e le Pubbliche amministrazioni,  le cui banche dati istituzionali, il cui accesso deve essere strettamente riservato a funzionari autorizzati, rappresentano uno strumento indispensabile per il corretto funzionamento dei servizi resi alla collettività grazie ai moderni sistemi di  e-government.
Il destinatario della misura cautelare si è avvalso nel corso della sua attività criminale anche della “consulenza” di hacker freelance stranieri ingaggiati all’interno del Darkweb, allo stato in fase di identificazione.
Gli hacker, dietro pagamento, sviluppavano righe di comando attraverso le quali la piattaforma veniva implementata proprio per aggirare le misure di sicurezza delle piattaforme obiettivo dell’attività criminale.
Le articolate e complesse indagini sono iniziate nel mese di maggio 2017, a seguito di una segnalazione della società di sicurezza informatica TS-WAY (che per prima ha individuato la minaccia sul territorio nazionale) nella quale veniva evidenziata una campagna di spear-phishing volta a diffondere codici malevoli ed avente quale primo obiettivo i sistemi informatici di numerose infrastrutture critiche italiane.
Su delega della Procura della Repubblica di Roma, il CNAIPIC, grazie ad un’articolata attività di indagine sulla tipologia ed il funzionamento di tale virus e sulla provenienza delle suddette e-mail di spear phishing, resa possibile da servizi di intercettazione telematica attiva delle comunicazioni tra i componenti del sodalizio criminale, è riuscito infine a chiarire l’esatta portata e dinamica dei fatti, accertando le responsabilità penali della complessa infrastruttura informatica illegale scoperta.
I cyber-investigatori della Postale, in tal modo, sono stati in grado di ricostruire e studiare il funzionamento della piattaforma utilizzata dagli indagati, i legami tra di essi, le metodologie di attacco ai sistemi informatici ed alle banche dati, le risorse ed i canali telematici attraverso i quali venivano gestiti e trasferiti i dati personali illecitamente acquisiti,  nonché gli ingenti flussi finanziari ottenuti grazie a tali condotte delittuose.
Le attività di indagine hanno reso inoltre necessario l’avvio di attività di cooperazione internazionale con numerosi Paesi esteri, in particolare con la polizia del Canada, il cui apporto indispensabile ha consentito di congelare e preservare il core della struttura informatica principale, sul quale si poggia la piattaforma illegale.
L’attività, ancora in corso, ha consentito l’acquisizione degli elementi di prova informatica detenuti dalle società estere coinvolte nella fornitura dei servizi informatici al sodalizio criminale.
Non si escludono, a questo punto, ulteriori sviluppi circa la completa ricostruzione della vasta rete di clienti del sodalizio criminoso (società di investigazione privata e di riscossione dei crediti).
Ingenti i proventi dell’attività criminale, se si pensa alle decine di migliaia di interrogazioni illecite su commissione già accertate e  che una singola interrogazione delle banche dati istituzionali veniva venduta  a partire da 1 euro “a dato”, anche attraverso sistemi di pagamento evoluto e attraverso l’acquisto in modalità prepagata di “pacchetti di dati sensibili”.

 

Favorirono la latitanza del boss Orlando, arrestati sei fiancheggiatori del clan

Favorirono la latitanza del super boss Antonio Orlando, alias “Mazzolino”, a capo dell’omonimo clan egemone tra Marano di Napoli, Quarto e Calvizzano.

I carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna, a Marano, Voghera, Tolmezzo e L’Aquila, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 6 indagati, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso e favoreggiamento personale, aggravati dalle finalità mafiose, oltre che, per uno di loro, inosservanza delle prescrizione imposte dalla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno.

Tra i destinatari della misura detentiva figura appunto Antonio Orlando, arrestato un anno fa e oggi in regime di 41 bis.
L’indagine ha consentito di individuare la rete dei soggetti che hanno favorito la latitanza di Antonio Orlando e disvelare l’assetto organizzativo del clan “Orlando”.
Gli investigatori hanno accertato come gli indagati avessero fornito assistenza all’allora latitante occupandosi di tutte le relative incombenze, evitando così di far esporre direttamente Orlando, mettendogli a disposizione, inoltre, veicoli a lui non riconducibili per favorirne gli spostamenti.
E’ stato documentato, inoltre, come uno degli indagati avesse consegnato ad Antonio Orlando i propri documenti sui quali era stata apposta la fotografia del latitante affinché questi potesse girare liberamente e condurre veicoli.

Inoltre, altri indagati hanno stipulato per conto di Orlando contratti per la fornitura del gas, dell’energia elettrica e addirittura per la sottoscrizione di un contratto Sky.
Tra gli arrestati anche Luigi Esposito che, appena scarcerato nell’estate 2017 dopo anni di detenzione, si era rimesso al vertice del clan e Sabatino Russo, già vicino ai clan giuglianesi, entrambi già arrestati circa due mesi fa perché ritenuti responsabili di estorsione aggravata dai metodi e dalle finalità mafiose.

Super Challange Under 14 di Rugby, centinaia di ragazzi si sono sfidati a Napoli

Centinaia di ragazzi provenienti da tutt’Italia si sono sfidati a Napoli per il Super Challange Under 14 di rugby, un torneo organizzato dai principali Club rugbistici del panorama nazionale.

“Piccoli rugbisti” provenienti da Lombardia, Lazio, Puglia, Umbria, Toscana, Abruzzo, si sono affrontati in una serie di partite, dapprima in gironcini eliminatori all’italiana, per poi, nel pomeriggio, sfidarsi in semifinali e finali. La vittoria è andata ai ragazzi di Milano, secondo posto per Roma, terza classificata L’Aquila. I napoletani del Rugby Amatori si sono piazzati al sesto posto. Il torneo proseguirà nelle sue tappe in giro per l’Italia e vedrà il proprio epilogo a Roma, con le finali previste nel prossimo mese dei maggio.

Dato sportivo ovviamente a margine rispetto all’importanza dell’esperienza formativa e di socializzazione per i ragazzi, molti dei quali sono stati ospitati proprio dalle famiglie dell’Amatori Rugby Napoli. Una giornata all’insegna dei valori del rugby, con tanto di terzo tempo per gli under 14 che, birra a parte, seguono gli stessi rituali dei “grandi”.

È la prima volta che una tappa di questa competizione si svolge nel Sud Italia, segno di un riconoscimento oramai nazionale per il movimento rugbistico napoletano. Grazie anche ai nuovi impianti nell’ex area Nato – che quest’estate hanno ospitato anche le Universiadi – si registra un rinnovato interesse per il rugby: l’Amatori Rugby Napoli, infatti, negli ultimi anni ha visto raddoppiare il numero degli iscritti. Tanti, tantissimi giovani – molti bambini – si stanno avvicinando sempre più a questo sport, con tutto il suo corollario di tradizioni e valori.