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I carabinieri arrestano il bombarolo di Arzano: aveva arsenale in casa

I carabinieri arrestano il bombarolo di Arzano: aveva arsenale in casa. All’esito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord, i carabinieri della Tenenza di Arzano (Na) hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Napoli Nord, nei confronti di un uomo di 23 anni, residente in Arzano, per i reati di fabbricazione e detenzione illegale di ordigni esplosivi e crollo di costruzioni.
Le attività investigative, condotte con l’ausilio degli artificieri del Reparto Operativo del Comando Provinciale Carabinieri di Napoli e della Sezione Rilievi della Compagnia Carabinieri di Casoria (Na), hanno avuto inizio in seguito all’esplosione avvenuta lo scorso  mese di luglio, in uno stabile ubicato in Arzano alla via Atellana che causava danni strutturali a due appartamenti attigui tali da rendere necessaria l’evacuazione precauzionale dell’intero palazzo.
Le indagini, svolte con l’ausilio delle dichiarazioni rese da persone informate sui fatti, consentivano di raccogliere un grave quadro indiziario nei confronti dell’indagato nella cui abitazione sono stati rinvenuti numerosi ordigni artigianali di elevatissimo potenziale che venivano realizzati in condizioni di assoluta precarietà per unione di componenti chimici estremamente instabili e, quindi, altamente pericolosi.

Sax e musica elettronica, ecco Asylum il primo disco di Antonio Raia

Il 15 novembre, presso lo Scugnizzo Liberato, sarà presentato per la prima volta a Napoli Asylum, disco d’esordio del sassofonista partenopeo Antonio Raia, realizzato con il supporto di Renato Fiorito, maestro dell’elettronica. Ad accompagnare il duo avantgarde, due artisti dell’immagine incredibilmente talentuosi: cyop&kaf.

Foto di Luisa Terminiello e disegni di cyop&kaf

L’album, prodotto dall’etichetta discografica Clean Feed Records di Lisbona, ha ricevuto attestati di stima dalla critica ed è stato ampiamente promosso sia in Italia che all’estero con molteplici live in festival prestigiosi. La data di presentazione a Napoli – un’occasione speciale data la genesi del disco e le influenze culturali dei protagonisti – giunge dunque a suggellare un percorso (anche di maturazione e decantazione) durante il quale il progetto si è confrontato con mondi e ambienti artistici e musicali ampi e allargati, uscendone ancora più forte e vivo.
Il lavoro svolto dal duo Raia/Fiorito conferma quanto sia alto il valore musicale che Napoli riesce ad esprimere su scala internazionale, mostrando una sorta di “terzo volto” (oltre a quello della classica e del pop) di questa antica metropoli della musica: un volto più oscuro e sfaccettato, che declina in modo originale e non ortodosso le radici, le porta su lidi avanguardistici e sa coinvolgere, oltre ad un vasto parterre di musicisti, colti estimatori, addetti ai lavori e un pubblico sempre più interessato ad un approccio interdisciplinare all’arte.
‘Guastatori mediali di famigerata fama’, come loro stessi amano definirsi, cyop&kaf dialogheranno in tempo reale con la poesia sonora prodotta dalle escursioni (libere e non) di sax ed elettronica, introducendo nell’estetica di Asylum lampi e macchie di colore, in bilico tra assenza e abbondanza di segni, come in un dialogo cinematografico senza pellicola.
Il pubblico assisterà ad uno spettacolo unico, un film sonoro disegnato per ascolti e cuori grandi, dove i soffi dei sassofoni si incidono su paesaggi di suoni elettronici e di immagini, in un fluire ininterrotto di temi astratti e storie da inseguire.

Gli spagnoli di L’Apothéose alla Fondazione Pietà de’ Turchini

Per la prima volta a Napoli, il gruppo spagnolo L’Apothéose si esibisce venerdì 15 novembre alle ore 20 alla Fondazione Pietà de’ Turchini (chiesa di Santa Caterina da Siena, via Santa Caterina, 38 Napoli). L’evento – ad ingresso gratuito fino ad esaurimento posti – rientra nell’ambito della quarta edizione del Progetto Europa, organizzato dall’Instituto Cervantes e da CNDM.
L’ensemble madrileno, formato da Laura Quesada (traverso), Victor Martínez (violino), Roldán Bernabé (violino), Carla Sanfélix (violonchelo) e Asís Márquez (clavicembalo), arriva per la prima volta in tournée in Italia a novembre per quattro date: Palermo il 12, Roma il 14, Napoli il 15 e Milano il 16. Dal vivo presenta un programma nel quale rivivono i rapporti tra musica spagnola ed italiana, a partire dal XVII secolo. In scaletta composizioni di José de San Juan, Alessandro Scarlatti, Juan Francés de Iribarren, Giacomo Facco, Pietro Antonio Locatelli, Mauro d’Alay,  Vicente Basset e Leonardo Leo.
Da oriente a Occidente, dall’Italia alla Spagna, le relazioni politiche e culturali hanno avuto, senza dubbio, un ruolo fondamentale. Alessando Scarlatti, nato in Sicilia, è stato uno dei creatori dello stile napoletano in un periodo in cui il Regno di Napoli era un possedimento della Corona Spagnola. Leonardo Leo fu una delle figure essenziali di questo stile napoletano del XVIII secolo dominato dal virtuosismo tanto vocale come strumentale. Dei compositori italiani inclusi in questo programma, l’unico che non ha avuto una palese relazione con la Spagna è stato Locatelli, grande virtuoso del violino, nato a Bergamo e che trascorse la maggior parte della sua vita tra Roma, Germania e infine Amsterdam. La presenza del flauto come solista è l’elemento che mette in relazione le opere di questi tre grandi maestri inclusi nel programma. Oltre ai  due principali generi strumentali che videro la luce nell’Italia del Seicento: la sonata, che nei casi di Scarlatti e di Locatelli prende la forma corelliana, con l’alternanza di tempi lenti e veloci e con una fuga nel secondo movimento, e il concerto, che Leo offre nella tipica formula tripartita sviluppata da Vivaldi a Venezia durante i primi anni del XVIII secolo.
Nato nel 2015, l’ensemble L’Apothéose  prende il nome dal titolo dell’opera L’Apothéose de Corelli di François Couperin, un pezzo che ha rappresentato il primo progetto musicale dei membri del gruppo e il punto di partenza di un fruttuoso viaggio musicale. Acclamati dalla critica e dal pubblico, grazie alla formazione del quartetto come base stabile di tutti i progetti, il contenuto retorico colorato e versatile delle loro interpretazioni e, soprattutto, grazie alla qualità e la regolarità del lavoro che svolgono insieme, sono considerati oggi come uno dei gruppi di riferimento nell’interpretazione storica in Spagna.
Negli ultimi anni L’Apothéose ha ottenuto otto premi internazionali, con riconoscimenti in tutte le competizioni alle quali ha partecipato: dal Concorso internazionale Göttingen Händel 2017 (Germania) al Concours International de Musique Ancienne du Val de Loire 2017 presieduto da William Christie (Francia), fino al Concorso Internazionale Van Wassenaer 2018 (Paesi Bassi). Tutti questi meriti hanno portato il gruppo madrileno a calcare i principali palcoscenici europei, come l’Oude Muziek di Utrecht in Olanda, il Festival d’Ambronay in Francia, lo York Early Music Festival in Inghilterra, l’Internazionale Händel-Festspiele Göttingen in Germania, il Festival Internazionale di Santander, la Quincena Musical di San Sebastián, il Festival di Arte Sacra della Comunità di Madrid, il Festival di Torroella di Montgrí, il Festival di musica antica di Úbeda e Baeza e il Festival di musica antica di Siviglia, tra gli altri.

Alessandro Servidio in gara al Campionato Nazionale Pizza Doc

Campano di nascita, ma reggiano d’adozione, Alessandro Servidio, creativo e talentuoso pizza chef, torna nella sua terra. Il giovane maestro pizzaiolo, infatti, sarà uno dei protagonisti del VI Campionato Nazionale Pizza Doc, in programma a Nocera Inferiore l’11 e il 12 novembre.
Dodici le categorie in cui si sfideranno i numeri uno della pizzeria italiana all’interno della prestigiosa kermesse: dalla pizza classica, a quella gourmet, dalla pizza in teglia alla margherita DOC, da quella fritta alla pizza dessert. Numeri davvero da record quelli registrati dalla manifestazione lo scorso anno: 2500 presenze totali, più di 350 pizzaioli in gara e oltre 30 aziende espositrici.
“Sono felice e onorato di prendere parte a questa importante competizione”, spiega Servidio, “Il mondo della pizza è in continua e frenetica evoluzione e manifestazioni come questa valorizzano ancora di più questo settore professionale in forte espansione. Oltre alle ragioni del cuore, mi emoziona tornare nella mia terra, mi guiderà in questa avventura la volontà di un fecondo scambio e di un prezioso confronto con tanti illustri colleghi”.
Oltre che maestro pizzaiolo, Servidio è istruttore di panificazione e consulente di numerose aziende alimentari. La sua pizza, considerata la migliore di Reggio Emilia, riflette i valori della sua formazione e del suo continuo processo di studio e ricerca. “La mia filosofia in cucina può essere sintetizzata dall’espressione ‘la tradizione in cammino’. Sin da quando ho mosso i primi passi in questa professione, ormai quasi quindici anni fa, ho sempre avuto un sacrosanto rispetto per i preziosi insegnamenti e gli intoccabili dettami della tradizione, ma, al tempo stesso, ho impiegato tanta passione nella sperimentazione di nuovi sapori e innovative ricette. Tradizione e innovazione possono, anzi devono, procedere di pari passo”.
Servidio, lo scorso anno, è stato finalista a Il Boss delle Pizze, seguitissimo cooking show in onda su Alice Tv, mentre poche settimane fa è stato insignito del prestigioso “Italian Tv Awards-Premio eccellenza televisiva 2019” presso la Festa del Cinema di Roma.

Pari e fischi, il Napoli sprofonda nello psicodramma: le tappe della crisi

Pari, fischi e crisi profonda. Dopo la settimana di passione, il Napoli sprofonda nel tunnel dello psicodramma davanti al suo pubblico. Non va oltre lo 0-0 contro il Genoa ed esce dal campo sommerso dai fischi. Cosa poteva cambiare nei meccanismi di una squadra che non ha mai avuto un’identità dall’inizio della stagione in due giorni densi di tensioni e livori? Poco o nulla e per come è andata addirittura bisogna essere felici. Ai punti il pari è giusto ma al Napoli manca un altro rigore sacrosanto. Quello per il fallo di mano in barriera di Lerager sulla punizione di Mertens. Che Calvarese ritiene di non sanzionare e invece, con le nuove regole, è calcio di rigore. Chi lo avrebbe tirato? Questa è un’atra storia, che non si potrà mai raccontare perché non è mai accaduta.

LE TAPPE DELLA CRISI

02/10/2019 – La gara col Genk è lo spartiacque. Lo 0-0 in Champions fa storcere il naso, crea malumori nell’ambiente e mette in luce una volta per tutte che Lozano è un oggetto misterioso.

06/10/2019 – Altro pari, altro 0-0 stavolta a Torino. Contro i granata. Altre scelte incomprensibili di Ancelotti: ancora Lozano dal primo minuto, ma stavolta quarto a sinistra (sostituito al 61′ da Callejon dopo una gara evanescente). Coppia d’attacco Mertens-Insigne, con quest’ultimo di nuovo fuori ruolo.

20/10/2019 – Lozano torna in panchina, il Napoli batte il Verona al San Paolo. Doppietta di Milik e ritorno al sorriso del polacco. La chicca stavolta è l’innesto di Younes quarto a sinistra gara incolore e sostituzioni al 20′ del secondo tempo. Ancelotti sembra impegnato a far giocare sempre il Napoli con un uomo in meno…

27/10/2019 – A Ferrara con la Spal altra prova da dimenticare. Segna Milik, pareggia Kurtic. E’ la domenica in cui l’arbitro La Penna nega un rigore per fallo di mano su tiro di Mertens. Ma è anche la domenica in cui Ancelotti tiene fuori Callejon e inserisce uno spaesato Elmas quarto a destra. Questa volta è lui l’uomo in meno…

30/10/2019 – Nel turno infrasettimanale, ennesimo pari, stavolta con l’Atalanta. Forse una delle migliori prove dal punto di vista agonistico del Napoli, non vale la vittoria. Torna in campo Lozano, ma finisce l’esperimenti di Di Lorenzo a destra. Allan si fa male subito, il Napoli va in vantaggio due volte ma per due volte viene recuperato. Recriminazioni fortissime per il fallo da rigore non concesso su Llorente e espulsione per Ancelotti. Gasperini conserva il +3 sull’avversario e il Napoli ha la sensazione plastica che la zona Champions sarà molto difficile da conquistare. L’uomo in meno? Manco a dirlo… Lozano.

02/11/2019 – A Roma, nel giorno dei defunti, gli azzurri sprofondano definitivamente. Con Ancelotti jr in panchina la musica non cambia (sarà un segno?). La Roma domina, colpisce due volte e serve un miracolo di Meret (qllo a cui Ancelotti preferisce spesso Ospina) su rigore per tenere a galla i suoi. Nella ripresa una traversa di Milik e un palo di Zielinsky sono l’unica consolazione. 0 punti all’Olimpico e vetta sempre più lontana. Al termine della gara De Laurentiis medita una punizione per la squadra. La comunica il giorno dopo in diretta radiofonica, ritiro fino a domenica 10. Non nomina la parola punitiva, lo definisce “conoscitivo”. Ancelotti si affretta a dire che non è d’accordo, lo spogliatoio è una polveriera. Alla vigilia della gara col il Salisburgo, anziché compattarsi il gruppo inizia a implodere.

05/11/2019 -Ritorno in campo per la Champions, ma è di nuovo pari. Con il Salisburgo (1-1), un’eventuale vittoria avrebbe già garantito la qualificazione. E invece tutto è ancora in discussione. Buona prova del Napoli con i calciatori che sperano nello sconto del ritiro. E invece il club si impone e scatta l’ammutinamento. Tutti a casa dopo violente discussioni con la dirigenza negli spogliatoi. L’unico ad andare in ritiro e a provare fino a notte inoltrata a convincere i calciatori è Ancelotti. Senza riuscire nell’impresa. Eppure è stato proprio lui con quel “non sono d’accordo” a innescare la miccia.

09/11/2019 – E’ la notte peggiore del Napoli di De Laurentiis. La squadra pareggia col Genoa, Ancelotti continua a puntare su Lozano (l’uomo in meno del match) che stavolta riesce nel capolavoro di divorarsi due occasioni solo davanti alla porta. Esce dal campo tra i fischi, come ci era entrata. I nazionali (compreso Insigne) domani raggiungeranno i ritiri, gli altri resteranno a Napoli. L’allenatore azzurro saldo sul suo trono vacillante e De Laurentiis, infuriato per la possibilità dei mancati incassi, sembrano separati in casa. Affilano le armi gli avvocati delle parti, che stanno decidendo strategie di attacco e difesa in relazione all’ammutinamento. Il tifo organizzato contesta la squadra, appoggia il club ed esce allo scoperto.Ballano diversi milioni di euro, tra ipotesi di multe milionarie, danni di immagine e mancati introiti. La guerra non conviene a nessuno, ora il pallino è nelle mani di De Laurentiis. E’ il momento più delicato della sua presidenza.

 

 

Libri e pc per i ragazzi di Forcella, Roberto Fico inaugura “La Casa di vetro”

Si produceva il vetro fino a qualche tempo fa al civico 34 di via delle Zite a Forcella.

Da questa mattina diventa uno spazio polifunzionale per consentire ai bambini del quartiere di studiare insieme, giocare, leggere libri e utilizzare una postazione informatica. E c’è anche una parete per le arrampicate nella Casa di Vetro, questo il nome scelto per la struttura di oltre 600metri quadri voluta dalla onlus L’altra Napoli, presieduta da Ernesto Albanese, nell’ambito del progetto di riqualificazione ‘Forcella alla luce del giorno

Tempo per giocare e studiare all’interno della Casa di vetro i bambini del quartiere ne avranno: questa mattina hanno dovuto lasciare il biliardino al presidente della Camera, Roberto Fico per una partitina con l’arcivescovo di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe e il sindaco de Magistris

Aestetica 2019, arrivano i trattamenti anti-età e creme allo zolfo del Vesuvio

Creme spalma rughe, trattamenti anti età, maschere allo zolfo del Vesuvio e dei Campi Flegrei.

Sono le novità di Aestetica 2019, 23^ edizione il Salone Mediterraneo dei professionisti della bellezza, del benessere e dell’acconciatura in programma per tre giorni alla Mostra D’Oltremare.

Un momento di incontro per i professionisti del settore, gli aspiranti tali e per tutti gli amanti del Beauty e del Wellness.

Il comparto del Wellness in Campania fa registrare anche per il 2018 numeri col segno positivo, segnale di un mercato sano e in continua espansione che paradossalmente vede soprattutto gli uomini molto interessati ai trattamenti anti età.

Resiste alla crisi il comparto unghie e si migliora quello delle macchine di bellezza con apparecchiature sempre più performanti.

Selfie, il film “dal vero” girato al Rione Traiano, candidato come Miglior Documentario agli Efa

È stato una delle visioni imperdibili del cinema italiano nel 2019, e ora Selfie, il nuovo film documentario di Agostino Ferrente (già autore de “L’Orchestra di Piazza Vittorio” e, con Giovanni. Piperno, de “Le cose belle”) torna consacrato all’attenzione internazionale con la nomination a Miglior Documentario agli EFA – European Film Awards 2019, gli Oscar del Cinema europeo. Un traguardo straordinario per un film che proprio da una platea europea ha iniziato il suo viaggio sugli schermi, in febbraio all’ultimo Festival di Berlino nella sezione Panorama, dove è stato presentato, acclamato dal pubblico e dagli elogi della critica sulla stampa (The Hollywood Reporter lo ha definito «penetrante e commovente», mentre Variety ha scritto di «due fantastici protagonisti», con riferimento ai due sedicenni che si raccontano e si riprendono con gli smartphone, ricordando la morte violenta e tragica del loro amico e coetaneo Davide Bifolco).

Accolto da un ottimo risultato nelle sale (distribuito dall’Istituto Luce- Cinecittà) Selfie è stato eletto in Italia ‘Film della Critica’ dal Sindacato Critici Cinematografici, e ha ricevuto oltre quindici riconoscimenti in festival nazionali ed esteri, tra cui la menzione al Prix Italia e il Premio come il miglior documentario al Festival di Luxembourg City e di Seoul (con conseguente seguitissima messa in onda su EBS, Korea Educational Broadcasting System).
La candidatura agli EFA, cioè al vertice del cinema continentale, annunciata oggi al Festival del Cinema Europeo di Siviglia, arriva quindi alla fine di un viaggio importante. Ma dà un senso ancora più forte all’universalità di un film che parte da una matrice profondamente locale, quella del Rione Traiano di Napoli, dei ragazzi e cittadini che lì vivono. E dalla vicenda individuale e tragica di un ragazzo, Davide Bifolco, colpito a morte durante un inseguimento da un carabiniere che lo aveva scambiato per un latitante. La storia di Davide e del ricordo che ne portano i suoi due amici, Alessandro e Pietro, e la verità e vitalità con cui le esistenze di una realtà difficile sono restituite da Ferrente e dal film, sono evidentemente state capaci di coinvolgere, commuovere, divertire, e farsi sentire da pubblici che sono di un rione, di una città, dell’Italia, e alla fine di una platea pienamente internazionale.

Nelle motivazioni che hanno accompagnato i premi e nelle recensioni della stampa ricorre la definizione di “Selfie” come film «in controtendenza»: contrariamente a tanta narrazione dedicata a Napoli nella quale viene descritta spesso con toni epici l’ascesa dei ragazzini nelle gerarchie criminali, infatti, il film di Ferrente smonta i luoghi comuni, raccontando in modo tenero e poetico la dignitosa resistenza di due sedicenni alla tentazione dello spaccio, in un ambiente dove l’alto tasso di abbandono scolastico e la cronica mancanza di lavoro fanno dell’opzione criminale il più facile e il più accessibile degli ammortizzatori sociali. “Selfie” racconta il Rione Traiano secondo il punto di vista di chi ci vive, ribaltando i pregiudizi e mostrando come sarebbe stato Davide se non fosse stato ucciso: quello che è successo a lui, del resto, poteva accadere anche ai due protagonisti del film. E i due protagonisti raccontano il loro legittimo desiderio di una vita normale, lo stesso desiderio che aveva Davide, e spingono il pubblico a guardare con altri occhi, i loro, una realtà raccontata spesso dai media in maniera parziale e come puro spettacolo mediatico.
«Mi auguro che questa bellissima nomination, di un premio e un’istituzione tanto importanti, aiuti anche ad avvicinare la città alle sue energie più preziose.

Un film – dice Ferrente – non può far resuscitare un bambino ucciso, ma almeno può far conoscere il più possibile la sua storia, nella speranza che non si ripeta. Per questo, ogni volta che succede qualcosa di bello a questo nostro piccolo film la dedico ai tre protagonisti: a Davide, che purtroppo non c’è più ma vive nel ricordo della famiglia e degli amici che lo amano, e ad Alessandro e Pietro, che si sono messi a nudo, aiutandomi a realizzare un film che “parla della morte” raccontando la vita».

«La devianza – continua il regista – non è una predisposizione genetica di chi nasce, non per sua scelta, nei quartieri popolari. Tutti i ragazzi hanno le stesse potenzialità positive, ma purtroppo non tutti hanno le stesse opportunità. E spesso finisce, com’è successo a Davide e ai tanti Davide sparsi nel mondo, che nascere in un quartiere svantaggiato, oltre che essere una barriera diventa anche una colpa, da punire. Vorrei che a questi ragazzi che resistono nonostante tutto venissero offerte le chiavi della Città, onorificenza che di solito il sindaco assegna a illustri personaggi, e che secondo me meriterebbero anche loro perché, pur vivendo a pochi muniti dal centro di Napoli, è come se la città non li considerasse suoi cittadini. È triste amare la propria città di un amore non corrisposto».

Amnesty International Italia, che da subito ha patrocinato il film e la sua diffusione (avendone riconosciuto l’efficacia nel combattere i pregiudizi che riguardano la maggior parte dei quartieri popolari del sud, spiega: «La storia di Davide assomiglia a tante, troppe storie di violazioni dei diritti umani da parte delle forze di polizia sui più indifesi e dimostra come nascere in ambienti disagiati, nella costante negazione dei propri diritti, non è solo un handicap ma addirittura diventa una colpa. Perché Davide è stato ucciso due volte, prima dal carabiniere e poi dal tritacarne del pregiudizio sociale, che dopo pochi minuti dalla diffusione della terribile notizia lo aveva trasformato da vittima a colpevole. Ma lui non aveva mai commesso alcun crimine».
Selfie è una co-produzione Francia-Italia, prodotto da Marc Berdugo, Barbara Conforti insieme a Gianfilippo Pedote, una produzione Arte France e Magneto Presse in coproduzione con Casa delle Visioni e con Rai Cinema in collaborazione con Istituto Luce Cinecittà. Ha ottenuto il Patrocinio di Amnesty International Italia, che ha accompagnato il film in tante delle proiezioni e dibattiti pubblici che il film ha saputo animare in tutta Italia lungo quest’anno, e per l’Italia è distribuito da Istituto Luce Cinecittà.

L’appuntamento con la cerimonia di premiazione degli EFA, presieduta da Wim Wenders, è a Berlino, il prossimo 7 dicembre.

La Camera di Commercio di Napoli premia le eccellenze napoletane

La Camera di Commercio di Napoli premia le eccellenze napoletane.

Il presidente Ciro Fiola e il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca hanno consegnato a 8 imprenditori, protagonisti del mondo del commercio, dell’industria, dell’agricoltura, dell’artigianato, del turismo e dei servizi, il riconoscimento per essersi distinti nelle loro attività.

L’evento si è tenuto al teatro Palapartenope di Napoli. La conduzione della serata è stata affidata alla conduttrice e showgirl Veronica Maya, mentre sul palco si sono alternati i comici Nando Varriale e Paolo Caiazzo, il cantante Andrea Sannino e la sua band, mentre a Sal Da Vinci è stato consegnato il premio alla carriera.

Arzano, Gdf sequestra un capannone con rifiuti speciali pericolosi

I finanzieri del Comando Provinciale di Napoli hanno sequestrato un intero stabilimento produttivo ad Arzano e un cassone contenente 15 metri cubi di rifiuti speciali pericolosi – vernici e solventi – presso uno stabilimento industriale di Castellammare di Stabia (Napoli).

L’operazione si inquadra nell’ambito di una più ampia attività condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, tra i mesi di dicembre 2016 e agosto 2019: indagini che, sotto il coordinamento della Procura di Torre Annunziata, hanno portato alla scoperta di una sistematica evasione fiscale, da parte di due società riconducibili a un imprenditore scafatese, formalmente residente in Svizzera, e alla sua famiglia.

All’interno dello zaino di uno degli indagati, fu trovato un documento dattiloscritto in cui venivano esposte criticità di natura ambientale e di sicurezza sul lavoro di un sito industriale di Castellamare di Stabia utilizzato dalla società coinvolta. Da qui i controlli e la scoperta dei rifiuti pericolosi.