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Niente scuola perché ha le treccine colorate, bufera sulla “Levi” di Scampia

Niente scuola perché ha le treccine colorate, bufera sulla scuola media “Levi” di Scampia. La dirigente scolastica dell’istituto ha impedito l’ingresso a un alunno perché aveva un’acconciatura ritenuta “non ideonea”. La nonna dello studente, Concetta Cerullo, ha segnalato la vicenda al consigliere regionale Emilio Borelli sostenendo: “Il tutto è iniziato tre giorni fa, in occasione dell’incontro per l’accoglienza. La dirigente, parlando alla platea, ha affermato ‘invece di fare le treccine, comprassero i libri’, rivolgendosi palesemente a mio nipote che era l’unico bambino con quella acconciatura. Poi ha aggiunto ‘chi porta le treccine non può essere una persona acculturata’. Dinanzi le rimostranze di mia figlia le ha sbattuto la porta in faccia. Stamattina poi ha impedito a mio nipote di accedere a scuola. Non abbiamo parole. Noi abbiamo sempre rispettato tutte le regole. Abbiamo contattato le forze dell’ordine, appena possibile sporgeremo querela”.

La dirigente scuolastica, intervistata da Videoinformazioni, questa mattina ha confermato: “I genitori del ragazzo hanno firmato un patto, hanno aderito alle regole della scuola. Anche fanciulle con le meches, ad esempio, non riteniamo abbiamo acconciature idonee. Sono le regole della scuola e vanno rispettate”.

Spari contro la Fondazione Famiglie di Maria a San Giovanni a Teduccio

Spari contro la Fondazione Famiglie di Maria a San Giovanni a Teduccio. Colpi di pistola ad altezza uomo contro porte e finestre della sede della struttura. A darne notizia la presidente della Fondazione, Anna Riccardi, che lo scorso aprile lanciò un accorato appello scritto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. E che ricevette anche la visita del presidente della Camera, Roberto Fico. Il tutto nel cuore dell’emergenza criminalità al Rione Villa e in tutta la zona di Napoli est. Un’area sotto assedio della criminalità. E dove recentemente fu ucciso un pregiudicato (Luigi Mignone) davanti ai bambini dell’Istituto Vittorino da Feltre.

Metro Roma, le scale mobili furono sabotate per risparmiare la manutenzione. Allarme sicurezza

Difficile da credere ma è successo davvero. Il guasto che a ottobre scorso ha provocato l’incidente alle scale mobili della metropolitana di Roma nella stazione Repubblica fu causato dalla manipolazione dei sistemi di sicurezza. In parole semplici, i freni erano stati manomessi per risparmiare sui costi per la manutenzione dell’impianto. Questo è lo scenario che è emerso dall’inchiesta scaturita dai fatti avvenuti il passato autunno quando  rimasero feriti alcuni tifosi russi.

 

Le conclusioni dell’inchiesta della Polizia, coordinata dai procuratori aggiunti della procura di Roma Paolo Ielo e Nunzia D’Elia, hanno prodotto una ordinanza di misura cautelare interdittiva nei confronti di quattro persone, due dipendenti di Metro Roma e due di Atac. Il gruppo è accusato, a vario titolo, di frode nelle pubbliche forniture e lesioni personali colpose aggravate.

Ad inchiodarli ci sono anche intercettazioni nelle quali emergono comportamenti “volti ad inquinare le prove”, come ha ricostruito la Squadra mobile, guidata da Luigi Silipo: ”Nonostante l’incidente alla fermata Repubblica – sostengono gli inquirenti – gli indagati “non adottavano alcuna condotta idonea alla salvaguardia della sicurezza degli utenti delle linee della metropolitana di Roma” tanto che il 21 marzo 2019 si verificò un nuovo incidente a Barberini”.

Il tentativo di nascondere le prove di quanto era accaduto, prima nella metro Repubblica e poi alcuni mesi dopo (senza incidenti) a Barberini, si sarebbe spinto al punto di contestare la relazione della ditta che aveva prodotto le scale mobili, la Otis che aveva fatto notare le gravi anomalie nella manutenzione delle scale.

Una situazione  allarmante per i magistrati della Procura di Roma esteso anche ad altre scale mobili e che descrive un vero «stato di pericolo per l’incolumità pubblica» e per gli utenti, tantissimi, della metropolitana di Roma.

 

Pavia, morti annegati in vasca di liquami. Ministro Bellanova “Sicurezza sul lavoro irrinunciabile”

Morire sul lavoro, morire di lavoro. L’ennesimo tragico incidente è avvenuto oggi in provincia di Pavia, in una azienda agricola di Arena Po dove quattro persone sono morte annegate in una vasca di liquami.

A comunicare la notizia è stato il 118. Le vittime, tutte di origini indiane, sono due fratelli, che erano i titolari dell’azienda (un allevamento di bovini) e due dipendenti. Si ipotizza che uno degli operai sia accidentalmente caduto all’interno della vasca e che gli altri tre avrebbero tentato di salvarlo con una corda per poi finire a loro volta dentro l’invaso.

Due corpi sono stati recuperati in breve tempo, per gli altri due è stato necessario svuotare la vasca di decantazione dei liquami dove tutti erano finiti.

«Il mio pensiero va prima di tutto alle famiglie. La sicurezza sul lavoro è un diritto irrinunciabile, dobbiamo fare ogni sforzo per garantirlo». Questo il commento su Twitter del ministro delle Politiche agricole Teresa Bellanova.

«La sicurezza sul lavoro è una priorità, una vera emergenza nazionale che il nuovo Governo deve affrontare insieme alle parti sociali con urgenza e con provvedimenti straordinari» ha aggiunto la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan,

«Ora più che mai serve un’azione forte da parte del governo, è quindi necessario un intervento tempestivo per porre fine a queste stragi silenziose. Non possiamo più restare a guardare», dichiara in una nota il segretario generale dell’Ugl, Paolo Capone. «I numeri parlano chiaro: nel primo semestre del 2019 ci sono stati 482 decessi, il peggior dato dal 2016. Occorrono più controlli, una maggiore formazione e diffusione della cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro, soprattutto in quelli più a rischio. L’ Ugl – conclude – è in tour con la manifestazione »Lavorare per vivere« volta a sensibilizzare l’opinione pubblica sul triste fenomeno».

Emergenza sangue, unità di raccolta Avis alla Mostra d’Oltremare di Napoli

Da questa mattina tutti coloro che vorranno donare sangue potranno recarsi negli orari di apertura dello spazio fieristico di Fuorigrotta e raggiungere l’unità raccolta predisposta dall’Avis.

La prima a donare una sacca di sangue è stata la consigliere delegata di Mostra Valeria De Sieno.

I donatori faranno bene non soltanto agli altri, ma anche a loro stessi, difatti il sangue donato verrà approfonditamente analizzato per individuare possibili malattie che possono essere trasmesse al ricevente.

I virus dell’epatite, B, C e HIV, la sifilide, lo stato funzionale del fegato, del rene, del metabolismo in generale, colesterolo ed i trigliceridi, fanno parte del pattern di esami effettuati sul sangue del donatore.

A giudizio del medico, possono essere effettuati tutti gli esami del sangue, ad esempio il PSA per gli uomini adulti o gli esami tiroidei. I risultati saranno spediti per posta al domicilio del donatore o per email. Con la visita e gli esami del sangue, la salute del donatore è periodicamente monitorati

Stadio San Paolo, lite a colpi di video e foto tra comune ed SSC.Napoli

Nell’atavica lite tra comune di Napoli e Società Sportiva Calcio Napoli, ma sarebbe meglio dire tra il sindaco de Magistris e il patron De laurentiis, ci pensa il mister Carlo Ancelotti a fare da terzo incomodo.

Oggetto del contendere i lavori agli spogliatoi dello stadio San paolo, pessimi secondo il tecnico di Reggiolo che ha affidato ai social il suo sfogo contro il pessimo risultato derivante dal restyling, a pochi giorni dalla prima partita in casa contro la Sampdoria.

«Le condizioni sono inaccettabili. Non ci sono parole, sono indignato per la scorrettezza e l’inadeguatezza di chi doveva eseguire questi lavori – le parole di Ancelotti. Ad alimentare la polemica, la replica del comune che, attraverso l’assessore allo sport Ciro Borriello, si è difeso sostenendo la non attualità del video.

Dichiarazione che ha spinto la società a pubblicare di tutta risposta anche foto e video a corredo della denuncia di Ancelotti, in cui si afferma che le immagini risalivano a poche ore prima dello sfogo dell’allenatore. In attesa dell’intervento del presidente de laurentiis, che c’è da scommettere nn si farà attendere, pronta la replica del primo cittadino, Luigi de Magistris, che gira le accuse al commissario dell’ Universiade Basile ed alla Regione Campania

Racket a Marano, in manette 7 uomini del clan Polverino

Racket a Marano, in manette 7 uomini del clan Polverino.I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna hanno eseguito nel territorio di Marano e zone limitrofe un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura partenopea nei confronti di 7 indagati, di cui 6 in carcere e uno in regime di arresti domiciliari, tutti affiliati al clan Orlando-Polverino-Nuvoletta e ritenuti responsabili, a vario titolo, di estorsione e tentata estorsione aggravate dalle finalità mafiose.
L’indagine, condotta dal Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna e coordinata dal P.M. dr.ssa Maria Di Mauro e dal Procuratore Aggiunto dr. Giuseppe Borrelli della D.D.A. napoletana, ha consentito di documentare nel dettaglio tre episodi estorsivi di cui due consumati (per un ammontare di circa 72.000 euro) e uno tentato, verificatisi tra il 2015 e il 2019, in danno di due soggetti, padre e figlio, titolari di un esercizio commerciale di Giugliano in Campania (NA).
Si è accertato, inoltre, come le vittime, per aderire alle richieste estorsive, avessero persino avviato le procedure per la vendita di un locale di loro proprietà.
Fondamentali per la ricostruzione degli eventi delittuosi si sono rivelate le acquisizioni delle immagini dei sistemi di videosorveglianza dell’esercizio commerciale ove gli indagati si sono recati più volte, negli orari di apertura al pubblico, per estorcere mediante violenza e minaccia enormi somme di denaro al fine di estinguere supposti debiti contratti da uno dei figli del titolare.
Addirittura, in un’occasione, una delle vittime è stata prelevata dal proprio negozio e condotta all’interno di un deposito di rivendita di materiale edile al cospetto di soggetti apicali della consorteria camorristica, i quali hanno ribadito al malcapitato la necessità di estinguere il presunto debito vantato dai malavitosi.
L’occ è solo un parziale esito di investigazioni più ampie e complesse che mirano a sfaldare l’organizzazione criminale degli Orlando che si arricchisce sempre di nuovi adepti: tra i colpiti l’apicale Esposito Luigi alias Gigino e Celeste che appena scarcerato nell’estate 2017 dopo anni di detenzione si è rimesso al vertice del clan ormai decapitato, Carputo Carmine già affiliato ai Polverino a testimonianza della integrazione criminale dei due gruppi, e RUSSO Sabatino già vicino ai clan giuglianesi.

Malattie rare, a Napoli il simposio internazionale

NAPOLI – L’International Kv7 Symposium è l’importante manifestazione scientifica che si terrà al Centro Congressi dell’Università Federico II di Napoli (via Partenope, 36) fino al 14 settembre e che riunisce ricercatori e clinici di spicco a livello mondiale che studiano alcuni dei più importanti processi coinvolti nel funzionamento del sistema nervoso, del cuore e della muscolatura nell’uomo.

L’acronimo “Kv7” nel titolo del Symposium fa riferimento ad una famiglia di geni le cui alterazioni possono causare malattie quali aritmie, epilessie, ritardo dello sviluppo neurocognitivo, autismo, e sordità. Le malattie associate ai geni Kv7 rientrano tra le malattie rare, ovvero interessano meno di 5 persone su 10.000 e si manifestano nel 70% dei casi in bambini con meno di 5 anni di età, e possono determinare gravi disabilità con alti costi sociali e sanitari.

L’International Kv7 Symposium, organizzato da Maurizio Taglialatela, professore ordinario di Farmacologia nel Dipartimento di Neuroscienze e Coordinatore del Dottorato di Neuroscienze della Scuola di Medicina dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, e che da anni si occupa dello studio delle epilessie genetiche associate a mutazioni nei geni Kv7, insieme ad Iain Greenwood, professore di Farmacologia Vascolare dell’Institute of Molecular and Clinical Sciences dell’Università St George’s di Londra, vedrà la partecipazione di oltre 150 ricercatori provenienti da circa 15 nazioni Europee e extra-Europee, tra cui Stati Uniti, Canada, Cina, Israele e Australia.

Il programma scientifico si articolerà in 3 giorni nei quali si terranno circa 80 comunicazioni – tra letture Magistrali, Simposi e presentazioni – curate dai vari ricercatori  che si concentreranno sulle ultime attività di ricerca svolte.

Tra i relatori si segnalano David Brown, professore di Farmacologia all’University College di Londra e già Presidente della Società inglese di Farmacologia, che per primo ha identificato la funzione dei geni Kv7 nelle cellule del sistema nervoso, Bernard Attali, professore di Fisiologia alla Facoltà di Medicina dell’Università di Tel Aviv, il cui lavoro ha contribuito alla comprensione della struttura molecolare dei geni Kv7, e Silvia Priori, professoressa di Cardiologia all’Università di Pavia e già presidente della Società Europea del Ritmo Cardiaco, una tra i massimi esperti mondiali di aritmie cardiache.

Particolare attenzione verrà dedicata all’esposizione di risultati di giovani ricercatori, tra i quali molti della Federico II, mediante sessioni orali e posters dedicate.

Killer in azione a Casola di Napoli, ucciso il narcos dei Monti Lattari

Era una figura di spicco dei narcos dei monti Lattari, Antonino di Lorenzo, detto o lignammone, ucciso ieri sera davanti la sua abitazione in via Giovanni del Balzo, a Casola di Napoli.

L’uomo stava rientrando in casa quando è stato raggiunto da una scarica di proiettili alla testa e al volto. 53 anni, la vittima, era considerato boss del narco traffico nella zona dei monti Lattari dove solo poche settimane fa sono state sequestrate intere piantagioni di marjiuana.

L’uomo era uscito da poco dal carcere e, da sorvegliato speciale, si era recato poche ore prima nella caserma dei carabinieri per firmare il registro.

I primi ad accorgersi dell’accaduto sono stati i familiari, che hanno udito gli spari e hanno poi trovato il boss disteso a terra, con il volto sfigurato, quando i sicari ormai erano fuggiti via.

Sulla vicenda stanno indagando i carabinieri della stazione di Gragnano e Castellammare di stabia.

Nelle scorse settimane, nella zona dei Lattari si erano verificate diverse sparatorie. Probabile, secondo gli inquirenti, che fossero le prime avvisaglie dell’aggravarsi di una faida già in atto per l’egemonia dei clan sul traffico di droga.

Migranti, Conte da Bruxelles: “Penalità finanziarie a chi non partecipa ripartizione”

Incassato il via libera anche al Senato, il presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Conte è volato a Bruxelles per una serie di incontri con i vertici delle istituzioni europee.

Dopo l’apertura della von der Leyen, che nel discorso di presentazione della squadra ha parlato di nuove regole per la gestione dei migranti, Conte ha portato a Bruxelles le istanze italiane incontrando fra gli altri  il presidente uscente del Consiglio europeo, Donald Tusk. E dopo il vertice ha sottolineato che il meccanismo dei rimpatri deve essere gestito a livello europeo, e che “chi non parteciperà” alla ripartizione “ne risentirà in misura consistente sul piano finanziario”.

“Dobbiamo fare molto di più sui rimpatri con l’aiuto dell’Ue, anche su questo abbiamo la piena attenzione”, ha ribadito il premier da Bruxelles. “In Italia non possiamo dirci soddisfatti del sistema dei rimpatri, che dovranno essere gestiti a livello europeo, integrando gli accordi che devono essere a livello europeo non possono essere affidati agli Stati come l’Italia”, ha aggiunto.

“In Europa non abbiamo tempo da perdere – ha spiegato – ritengo sia prioritario accelerare per raggiungere tre obiettivi fondamentali e strategici per l’Italia: la modifica del Patto di stabilità a favore della crescita, il superamento del Regolamento di Dublino sui flussi migratori, un regime di misure e interventi straordinari che favoriscano la crescita e lo sviluppo del nostro Mezzogiorno”.

(ph. Giuseppe Conte/ Fb)