Papa Francesco sarà il prossimo 21 giugno a Napoli. Lo hanno annunciato, nel corso di un incontro con i giornalisti, il cardinale di Napoli, Crescenzio Sepe, ed il gesuita padre Pino Di Luccio, vice preside della sezione San Luigi della Facoltà Teologica dove il Papa si recherà.
Il 20 e 21 giugno, in particolare, la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia meridionale – sezione San Luigi – di Napoli promuove un incontro sul tema ‘La teologia dopo ‘Veritatis Gaudium’ nel contesto del Mediterraneo. Papa Francesco sarà presente alla seconda giornata dei lavori.
L’atterraggio dell’elicottero a Napoli è previsto per le 9. Il Santo Padre raggiungerà in auto la Pontificia Facoltà in via Petrarca, 115 dove sarà accolto dalle autorità religiose.
La seduta pubblica dell’incontro si svolgerà sul piazzale antistante la Facoltà. Seguiranno gli interventi e la relazione conclusiva. Terminato l’incontro, nelle sale adiacenti il Papa saluterà i docenti e la comunità dei Gesuiti.
Sono passati quattro anni dalla visita di Papa Francesco a Napoli, il 21 marzo del 2015.
L’annuncio del ritorno del Santo Padre in città, seppur per una veloce partecipazione a un convegno alla Facoltà Teologica, sottolinea il rapporto di grande cordialità tra il Pontefice e la città. Aspettò messo in evidenza dall’Arcivescovo Metropolita,, il Cardinale Crescenzio Sepe.
Nel 2015 la visita di Papa Francesco a Napoli fu un vero e proprio evento, che iniziò con l’arrivo in elicottero a Pompei per la visita al santuario.
Poi lo spostamento a Napoli, con la prima tappa a Scampia, luogo caro anche a Papa Giovanni Paolo II. La messa in piazza del Plebiscito sancì l’abbraccio con la città, con migliaia di cittadini che affollarono il piazzare antistante Palazzo reale.
Grande emozione per la visita nel Carcere di Poggioreale, per l’incontro in Duomo e nella Chiesa del Gesù dove il Santo Padre accolse gli infermi. Di grande significato l’incontro con le famiglie sul palco allestito sul lungomare di Napoli, in via Caracciolo e il rientro a Roma in serata. Stavolta non ci sarà il bagno di folla, eppure l’Arcivescovo spera di poter trovare, nel programma, qualche opzione per ripetere l’abbraccio tra Francesco e i napoletani.
Nella mattinata odierna gli uomini della Polizia di Stato del Commissariato Montecalvario hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa su richiesta della locale Procura dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Napoli nei confronti di tre soggetti, Tufo Giuseppe, napoletano del ’96, Giugliano Gennaro, napoletano del ’98, Chiurazzi Mariano, napoletano del ’99, perché ritenuti responsabili il primo di furto aggravato consumato presso un Istituto universitario e gli altri due di ricettazione.
A seguito di attività indagine e grazie alla visione delle immagini del sistema di videosorveglianza a servizio dell’Istituto nonché di altri esercizi dell’area interessata alle indagini, è stato possibile constatare che il 16 gennaio u.s. tre ladri, due dei quali ancora da identificare, dopo aver divelto il portone, si erano introdotti all’interno dell’aula multimediale dell’Università attraverso un porta finestra di cui avevano rotto la serratura, per poi asportare 111 dispositivi elettronici, custoditi in armadi blindati, per un valore complessivo di 120.000 euro circa.
Da Napoli a Casalrotto la fotografa Federica Gioffredi ha realizzato un “Grand Tour fotografico” in mostra al Maschio Angioino fino al 10 marzo.
Quasi duecento anni fa, un viaggio “d’affari” intrapreso il 21 marzo 1832 dalla vedova del duca Placido Caracciolo, spirato l’8 aprile 1815 nella masseria di Casalrotto, riportò la duchessa di Martina Francesca Giudice Caracciolo da Napoli fino alla masseria mottolese dove era morto il marito.
Lì restò per due mesi, amministrando tutti gli affari sull’enorme patrimonio sparso tra Mottola e Martina Franca, ripartendo il 12 giugno verso la Capitale, dove morì l’anno dopo.
Il viaggio “spaccaSud” della patrizia napoletana è stato il pretesto per la fotografa Federica Gioffredi di presentare nella Sala Vesevi del Maschio Angioino la mostra «Due Secoli dopo. Da Napoli a Marina Franca», dedicata all’avventuroso cammino della nobile partenopea. Nella mostra, giunta alla sua terza tappa dopo Martina Franca e Roma, l’artista si è ispirata a quel lungo viaggio nel sud dell’Ottocento, con cinque tappe fotografiche: Napoli, Lauro in provincia di Avellino, Barletta, Monopoli e Martina Franca.
Le immagini raccolgono così tracce di uomini e di gesti, di storia e di territorio, racconti di luoghi, anfratti e riflessi, pezzi di città, di mestieri, di architetture, di natura e di tradizione, chilometri di luce, di cieli, di chiaroscuri e di prospettive nei colori saturi di bianchi e nero corposi e incisivi.
Al cocktail d’inaugurazione, officiato da Capri Moonlight, sono intervenuti addetti ai lavori, appassionati della fotografia tra viaggio e territorio, ma soprattutto gli amici di sempre che plaudono all’impegno professionale della giovane artista.
Quartieri Spagnoli, i carabinieri hanno notato due sospetti in piazzetta Cariati che sono scappati alla vista della pattuglia.
I due sono stati bloccati dopo un breve inseguimento a piedi.
Si tratta di Eduardo Arillo, 35enne, di Pozzuoli e di Adriano Angrisani, 36enne della provincia di Frosinone, entrambi già noti alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio.
I due avevano appena rapinato lo smartphone a uno studente 15enne minacciandolo con un punteruolo. Ritrovata sia l’arma ricavata in maniera rudimentale da un ombrello che il bottino.
I due arrestati sono stati tradotti a Poggioreale.
Il Santo Padre parteciperà a un convegno dedicato a San Luigi alla Pontificia Facoltà Teologica di via Petrarca e pranzerà con i gesuiti prima di ripartire e tornare in Vaticano.
Lo hanno annunciato, nel corso di un incontro, il cardinale di Napoli Crescenzio Sepe e il gesuita padre Pino Di Luccio, vicepreside della sezione San Luigi della Facoltà.
l Pontefice arriverà a Napoli in elicottero alle 9, accolto dal cardinale Sepe, dal vescovo di Nola Francesco Marino, dal preposito generale della Compagnia di Gesù Arturo Sosa Abascal e dal preside della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale Gaetano Castello.
Dopo la relazione intitolata: “La teologia dopo Veritatis Gaudium nel contesto del Mediterraneo», il Santo Padre presenterà il documento sulla Fratellanza umana firmato ad Abu Dhabi il 4 febbraio con il grande imam di al-Azhar Ahmed al-Tayeb.
Terminato l’incontro, Papa Francesco saluterà i docenti e la comunità dei Gesuiti per poi ripartire alle 15.
Indagini sono state avviate dalla Polizia a Napoli in relazione alla morte di E.E., di 72 anni, avvenuta sabato alle 21 nel Pronto Soccorso dell’ospedale San Paolo e per la quale i familiari hanno presentato una denuncia riferendo che l’uomo si trovava nel nosocomio dalle 14.30 (in codice giallo) per dolori addominali.
Secondo quanto ricostruito dalla Polizia anche sulla base della denuncia, l’uomo era stato portato nello stesso ospedale tre giorni fa con gli stessi sintomi ed era stato dimesso dopo alcuni accertamenti.
Il pm ha disposto il sequestro della cartella clinica e l’autopsia.
Sul medesimo spicchio di marciapiede laddove è la monumentale casa Murolo – oasi in cui hanno creato Ernesto, prima, e Roberto, dopo – è in arrivo uno speciale showcase metropolitano|afromediterraneo. Un set suadente e fisico in cui una band risorge, illumina il suo territorio e chiama all’adunata coloro che osano, che non smettono di intuire, capire, elaborare.
La band si chiama Radical Kitsch: nome estroso, nome-simbolo, nomen omen.
Un ensemble fuori dall’ordinario – ciascuno è autorizzato a intendere la locuzione come meglio e più l’aggrada – che dopo avere sperimentato negli abissi del jazz|rock psichedelico|prog adesso risale a galla. L’attesa è stata necessaria per orientare il binocolo su nuovi ritmi: più personali, più intimi, più ondosi. Così ora è il momento di nuotare in un mare che è soul, electro, dub, e che non trascura tuttavia la volontà di essere psichedelici, autonomi, ballerini. Con fierezza, può darsi, si sarebbe detto demodé. Poiché Radical Kitsch significa factory che sa roteare con verve tra melodie e ritornelli, tra ballad e inni amorosi, tra viaggi transcontinentali e canto del Sud. Ed è per questa ragione che Radio Yacht diviene un partner privilegiato del progetto. Il timoniere Roberto Barone ha piena fiducia nella corrente sonica e ha accettato l’invito a compiere la rotta assieme. Perciò in tale occasione testimonierà le reali e reciproche motivazioni.
Intanto l’appuntamento in Fonoteca, nella ricorrenza allegra di San Valentino, equivale alla data di nozze del trio con una nuova signora. Sull’altare, eccoli tutti radiosi: Francesco Capriello, Giovanni Conforti, Gianluca Capurro, e lei: Alana Sinkëy. Felici di affrontare – da oggi in avanti – una strada che manifesta la volontà di essere contemporanei e non dimenticare la genesi. Essere mediterranei in lingua inglese. Essere internazionali suonando il groove di Partenope.
Et voilà: l’esibizione nel ritrovo del Vomero che sposa il buon bere al feeling musicale vedrà i Radical Kitsch proporre i titoli della loro nuova avventura: da Autunno a Gulliver’s Thoughts a Trasformazioni. Fino al sinuoso e effervescente gemellaggio con il passato prossimo del pop-dance napoletano: alias, E mo e mo, cult di mister twist Peppino Di Capri, che è atteso nel locale per un festoso rituale di benedizione al trio.
ROMA – “Il 78% degli edifici italiani è a rischio di eventi naturali, ma solo il 2% è coperto da una forma di copertura assicurativa per gli eventi sismici e meteo. Sei dei dieci terremoti più devastanti che si sono verificati in Europa nel periodo 1970-2016 sono avvenuti in Italia, e ogni anno riparare i danni ‘catastrofali’ costa circa 3 miliardi di euro.
Servono subito incentivi fiscali più incisivi e la creazione del registro dei condomini, con l’obiettivo di diffondere una maggiore cultura della prevenzione”. Lo ha detto Nicola Ricci, presidente dell’Osservatorio nazionale condomini e autore del libro “la vita facile dell’amministratore di condominio”, presentato oggi alla Camera dei Deputati.
“Siamo tra i primi in Europa per acquisto di abitazioni ma tra gli ultimi per politiche di prevenzione. E, troppo spesso, ‘dimentichiamo’ di assicurare la nostra casa”, ha aggiunto Ricci.
“Il nostro Paese è estremamente fragile e sempre più esposto agli effetti di eventi quali frane ed alluvioni”, ha sottolineato Michela Rostan, vicepresidente della Commissione Affari sociali di Montecitorio, che ha ricordato: “la difesa dei nostri territori è una assoluta priorità.
Su questo tema auspico una convergenza politica che sia in grado di predisporre ed approvare un Piano nazionale di prevenzione del dissesto idrogeologico e di introdurre il fascicolo del fabbricato nelle aree a rischio. Provvedimenti che, sono certa, avrebbero anche ricadute positive in termini di posti di lavoro e di rilancio dell’economia”.
Puntare su una maggiore cultura della prevenzione “è una priorità” anche per Andrea Pollicino, direttore commerciale della Sara assicurazioni: “in Italia la spesa assicurativa, al di fuori di quella obbligatoria, si colloca in un rapporto di 1 a 5 rispetto alla media europea. Registriamo anche una errata percezione dei costi di queste polizze, che in realtà sono decisamente inferiori a ciò che generalmente si pensa”.
“Sosteniamo la necessità di prevedere l’obbligatorietà di una polizza di questo tipo sugli immobili privati: l’83% delle famiglie italiane possiede una casa, ma in pochissimi pensano di assicurarla contro questi rischi”, ha osservato Fabrizio Premuti, presidente di Konsumer Italia.
L’Osservatorio condomini, nel corso della conferenza stampa, ha fornito anche alcuni dati esemplificativi: uno dei casi più emblematici di fragilità del territorio è dato da Roma, mai sede di un epicentro con magnitudo superiore a 5.0, ma che comunque storicamente ha subìto danni significativi al suo patrimonio monumentale ed edilizio a seguito di terremoti sviluppatisi nelle sue vicinanze.
Se tutti concordano sul rischio sismico “modesto” per la Capitale in sé, pochi conoscono la storia delle scosse avvertite a Roma e, soprattutto, l’opinione pubblica non comprende appieno la differenza tra rischio e vulnerabilità.
La sismicità capitolina, pur se limitata e caratterizzata da intensità massime intorno al VI-VII grado della scala MCS, ha infatti da sempre rappresentato un serio pericolo per l’integrità dei monumenti millenari, spesso (in particolare nel Medioevo) trascurati e lasciati senza manutenzione.
Ancor più gravi sono i rischi legati alle scosse “risentite”, con epicentri localizzati nei Colli Albani, nel Mar Tirreno e perfino nell’Appennino Centrale che, nonostante disti circa tra i 60 ed i 120 km da Roma, rappresenta la sorgente sismogenetica principale capace di provocare danni anche sensibili nella Capitale.
Un altro caso si riscontra in Campania (zona sismica 1), dove 4608 scuole, 259 ospedali e 865.778 fabbricati, pubblici e privati, si trovano in zone a elevato rischio sismico. (dati dell’Ordine dei geologi).
Le zone più fragili sono quelle del Matese, del Sannio e dell’Irpinia. La sismicità a Napoli, invece, non è considerata elevata. Il capoluogo è classificato nella fascia media, ma il problema è rappresentato dalla “vecchiaia” degli edifici – con il 70 per cento di essi che ha più di quarant’anni, rispetto al 53 per cento della regione – e dalla mancata manutenzione.
“L’alto commissariato per i diritti umani delle Nazioni Unite ha accolto, ieri, il ricorso depositato che abbiamo depositato in merito alla vicenda dei tre napoletani scomparsi in Messico”.
Lo annunciano gli avvocati delle famiglie dei tre – Raffaele e Antonio Russo e Vincenzo Cimmino – Claudio Falleti e Griselda Herrera. “L’Onu – ha aggiunto Falleti – tratterà il caso in virtu’ dell’ ex articolo 30 della convenzione internazionale contro le sparizioni forzate, ovvero con carattere di urgenza.
Il segretario generale delle Nazioni Unite ha inviato una nota al rappresentante messicano a Ginevra e ha notificato la decisione allo stato del Messico precisando quali sono le prescrizioni da rispettare”.
“In sostanza – ha spiegato Falleti – oltre a continuare le ricerche, il Messico è tenuto a inviare atti e informazioni alle famiglie ai legali e al comitato delle sparizioni forzate di Ginevra. Tutto questo entro il prossimo 8 marzo”.
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