Vitigno Italia 2018, record di visitatori a Napoli.
Appalti e accesso al credito: assemblea Federlavoro e servizi Confcooperative Campania
Si è tenuta a Napoli, presso l’Ipogeo della Basilica dell’Incoronata Madre del Buon Consiglio di Capodimonte, l’Assemblea della Federlavoro e Servizi Confcooperative Campania per il rinnovo degli organi sociali.
Momento centrale dell’Assemblea, la Tavola rotonda: “Appalti e accesso al credito: verso lo sviluppo della cooperazione di produzione e lavoro”.
Sono intervenuti: Antonio Borea, Presidente Confcooperative Campania; Umberto Amoroso, Presidente Confcooperative Federlavoro e Servizi Campania; Amedeo Manzo, Presidente BCC Napoli; Fulvio Frezza, Vicepresidente Consiglio Comune di Napoli; On.Paolo Russo, Coordinatore Forza Italia Grande Città di Napoli; Giuseppe Cozzi, Avvocato amministrativista e Componente Tavolo tecnico Confcooperative Federlavoro e Servizi nazionale e Massimo Stronati, Presidente Confcooperative Federlavoro e Servizi Nazionale.
Durante i lavori della Tavola rotonda, alcune cooperative hanno testimoniato la loro esperienza imprenditoriale: hanno raccontato della loro storicità o di come siano riuscite ad investire in settori strategici come l’ambiente o a nascere dalle ceneri di aziende in crisi (workers buyout).
“Maggio all’Infanzia”, la rassegna di spettacoli ideati e messi in scena dagli studenti
Non esistono solo i muri fisici ma anche i muri interiori e sono quelli più difficili da abbattere. Speriamo che nel mondo di domani ci siano più ponti che muri.
E’ il messaggio di 1989 STORIE DI …. MURI uno degli spettacoli messi in scena dagli studenti che partecipano al Maggio all’Infanzia, la quarta edizione della rassegna organizzata da Le Nuvole/Casa del Contemporaneo che coinvolge 55 classi, 139 insegnanti e 1.145 studenti appartenenti a 9 istituti scolastici di Napoli e Pozzuoli.
I ragazzi sono impegnati dentro e fuori la scena in un confronto continuo fra studenti e insegnanti con l’obiettivo di scoprire nuovi modi di fare scuola e fare teatro, abbattendo barriere territoriali, culturali e sociali.
MAGGIO ALL’INFANZIA Napoli è il momento conclusivo, aperto al pubblico e alla città, di un articolato percorso denominato Teatro Scuola Vedere Fare, ideato e realizzato da Morena Pauro di Le Nuvole/Casa del Contemporaneo con Salvatore Guadagnuolo di Agita e Giorgio Testa di Casa dello Spettatore.
La rassegna MAGGIO ALL’INFANZIA è dunque l’occasione per mettere in scena gli esiti finali dei laboratori teatrali svolti in classe da studenti e docenti di Teatro Scuola Vedere Fare. 41 spettacoli, ideati e messi in scena dai ragazzi, un cantiere creativo aperto che ha animato il Teatro dei Piccoli per due settimane.
Ascoltiamo il dirigente scolastico dell’Istituto Palasciano di Napoli, Maria Luisa Salvia.
Martina nel centro missionario di Secondigliano. Il segretario dem: “Flat tax iniqua”
Parte da Secondigliano il nuovo corso del Partito Democratico. Dopo un’assemblea che non ha risolto i nodi circa il futuro direttivo il segretario reggente, Maurizio Martina, ha iniziato il suo tour preposto all’incontro con la gente comune all’Istituto dei Missionari dei Sacri Cuori del quartiere di Napoli, attivo nelle opere di evangelizzazione e nella cura dei poveri, grazie a un servizio mensa eccellente. Il segretario, intrattenendosi con sacerdoti, volontari e persone del quartiere ha visitato il museo dedicato al beato Gaetano Errico, sacerdote di Secondigliano che nel diciannovesimo secolo diede vita alla congregazione dei Sacri Cuori. il segretario reggente dei dem, ha dato voce a tutte le sue perplessità circa il prossimo governo Cinque Stelle – Lega.
Ciro Immobile premiato a Football Leader: “Sono stato vicino al Napoli ma è il passato”
Ciro Immobile è il giocatore dell’anno secondo gli allenatori italiani. Il giocatore originario di torre annunziata è stato insignito del premio Football Leader 2018 promosso dall’AIAC.
La cerimonia ha avuto luogo nella Sala Giunta del comune di Napoli. Dal suo legame con la lazio, compromesso da un interessamento del Milan, al ruolo nella nazionale orfana dei mondiali al Napoli, sulla cui panchina potrebbe sedersi l’attuale allenatore della Lazio, Simone Inzaghi.
A premiare il giocatore oplontino il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris e l’assessore allo Sport del comune di Napoli, Ciro Borriello, intervenuto sui lavori di restyling dello stadio San Paolo.
Verso il Napoli Teatro Festival Italia: gli incontri all’Università con Ruggero Cappuccio
Il Napoli Teatro Festival Italia incontra gli studenti delle università napoletane. Mercoledì 23 maggio, il direttore artistico Ruggero Cappuccio sarà all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli per raccontare l’undicesima edizione del Festival, al via dal prossimo 8 giugno e fino al 10 luglio.
L’appuntamento è alle 12 nella storica biblioteca Pagliara della sede principale dell’istituto, in via Suor Orsola 10. La mattinata coinvolgerà gli studenti iscritti ai master in radiofonia, cinema e televisione, ai corsi di laurea e al liceo dell’Ateneo. L’incontro sarà aperto dal Rettore dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa Lucio d’Alessandro.
Il secondo appuntamento sarà martedì 29 maggio con gli studenti del master in drammaturgia e cinematografia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, coordinato dal professor Pasquale Sabbatino, che si confronteranno con lo scenografo Luigi Ferrigno e con Ruggero Cappuccio (ore 11). Un incontro che sancirà l’inizio di una collaborazione “digitale” tra le due istituzioni: durante il mese di programmazione gli studenti racconteranno il Festival attraverso video rubriche, online sul blog dedicato nel sito napoliteatrofestival.it, e puntuali “stories” caricate sul profilo Instagram del Festival, hashtag #NTF18.
Trentatré giorni, 216 appuntamenti tra spettacoli, mostre e incontri, 34 luoghi in città e regione per un totale di 850 artisti coinvolti: sono i numeri della nuova edizione del Festival, la seconda diretta da Cappuccio, organizzata dalla Fondazione Campania dei Festival, organismo in house della Regione Campania presieduto da Luigi Grispello.
La direzione firmata Cappuccio consolida un progetto culturale che quest’anno vedrà impegnate 85 compagnie in 160 spettacoli nazionali e internazionali, nel segno di una ricongiunzione organica tra le arti avviata con successo nella passata stagione, che ha ascritto il Festival tra le più significative realtà teatrali del panorama internazionale.
Gli ingressi liberi e agevolati per i giovani e per le fasce sociali deboli, insieme con la sezione Laboratori (che in pochi giorni ha raggiunto la cifra di 1500 partecipanti) e Osservatorio, dedicata alle compagnie italiane indipendenti, ribadiscono l’interesse dimostrato dal Festival e dalla sua direzione artistica verso una partecipazione culturale inclusiva e intergenerazionale.
Napoli, Marek Hamsik verso la Cina
Le possibilità che Marek Hamsik lasci Napoli allettato dalle offerte cinesi aumentano col passare dei giorni. A confermarlo è il padre del centrocampista slovacco, Richard, che al quotidiano slovacco ‘Pravda’ dà anche le percentuali del possibile addio: “al 60 per cento va in Cina”, dice sottolineando che sulle tracce del figlio ci sono tre club cinesi con una offerta di ingaggio di almeno 10 milioni l’anno.
“Il loro interesse è serio, ma le trattative non sono facili – le parole di papà Hamsik. In Cina non è periodo di trasferimenti, la prossima sessione aprirà solo in inverno. C’è quindi un problema di mancata corrispondenza temporale, anche perché le squadre cinesi hanno dei limiti per il tesseramento di calciatori stranieri.
Marek ha un contratto a Napoli per tre anni, quindi ora è tutto nelle mani dei manager e del suo datore di lavoro. In questo momento al 60 per cento va in Cina. Ora il manager di Marek Juraj Vengloš, parlerà con il presidente del club”.
Giugliano, carabinieri trovano il “tesoro'” del narcotrafficante Bruno Carbone
240 mila euro in denaro contante nascosti nella villa di una 45enne. E’ quanto ritrovato dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli, dando esecuzione a un decreto di perquisizione emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia partenopea.
La donna è Violetta Prezioso di Giugliano in Campania, ex moglie di Bruno Carbone, il 40enne ritenuto un broker del narcotraffico internazionale tra Colombia, Olanda e Italia latitante dal 2013, già processato e condannato a 20 anni di reclusione per traffico internazionale di droga.
Perquisendo l’immobile, una villa a 2 piani a Lago Patria “attrezzata” con telecamere, cancelli e porte blindate, i militari dell’Arma hanno scoperto che in uno stanzino nella taverna c’erano oltre 240mila euro in denaro contante all’interno di una scatola di cartone.
La donna è attualmente reclusa nel carcere di Santa Maria Capua Vetere dopo essere stata raggiunta da una misura cautelare per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti.
Il suo ex marito Bruno Carbone, è destinatario anche di 2 Ordinanze di Custodia Cautelare in Carcere, una delle quali è quella che ha portato in galera la donna.
Tutto Pizza, dal 21 al 23 maggio il salone internazionale a Napoli
Inaugurata alla Mostra d’Oltremare di Napoli la terza edizione di Tutto Pizza, il salone internazionale dedicato agli operatori del mondo ho.re.ca (Hotellerie-Restaurant-Catering) specializzati nel ramo pizzeria.
La fiera, che si è affermata nelle precedenti edizioni per essere il più importante B2B di settore d’Italia, quest’anno ha registrato il tutto esaurito: molti espositori sono già in lista d’attesa per l’edizione 2019. Record di iscritti anche per le gare in programma e migliaia di visitatori del settore già prenotati online: l’expò rappresenta oggi l’opportunità per fornitori di materie prime , semilavorati, attrezzature, impianti, accessori e servizi di mostrare i propri prodotti e le ultime novità proprio ai potenziali clienti cioè a imprenditori del settore,pizzaioli e ristoratori in primis .
Oltre ad essere la principale piazza di incontro tra produttori e buyers, TuttoPizza è anche l’occasione per discutere dei principali argomenti di un mondo in evoluzione e che quest’anno è anche forte del riconoscimento Unesco per quel bene immateriale che è l’arte dei pizzaiuoli napoletani.
Un evento in cui si susseguiranno seminari, masterclass, incontri di confronto e aggiornamento professionale.
“Obiettivi principali della fiera – dicono Sergio Miccù, presidente dell’Associazione Pizzaiuoli Napoletani e Raffaele Biglietto di TicketLab, ideatori dell’evento organizzato dalla Squisito Eventi – sono valorizzare i prodotti italiani destinati alla produzione della pizza, fornire alle aziende un’opportunità di promozione e commercializzazione, offrire agli operatori del settore uno spazio di incontro per ricercare informazioni e acquistare prodotti e servizi, promuovere l’aggiornamento professionale, l’innovazione, la tecnologia di produzione e la sperimentazione, diffondere la conoscenza di servizi offerti da Istituzioni e associazioni in grado di migliorare, facilitare e sviluppare la figura del pizzaiolo e le sue attività, abbinare il più grande evento internazionale professionale della pizza alla città di Napoli”.
Oltre 112 le aziende in mostra in 7.200 metri quadri espositivi. Saranno presenti i produttori di materie prime come farine, sfarinati, pomodori, olio e tutto ciò che serve alla preparazione della pizza; di conserve alimentari, mozzarella e derivati, acqua, birra e bevande per pizzerie; di software dedicati; di forni, frigoriferi, banchi lavoro, impastatrici, attrezzature da banco, contenitori, piatti e stoviglie; di accessori come tovagliati nonché di arredi e frigovetrine.
Nell’ambito della fiera si svolgerà il Trofeo Tuttopizza, l’unica competizione a squadre per pizzerie, associazioni e catene in franchising. Un concorso che quest’anno raddoppia. Oltre alla gara riservata a team composti da 5 persone (quattro pizzaioli e un portavoce) di scena il 22 maggio alla Mostra d’Oltremare, quest’anno, si svolgerà infatti una competizione dedicata al Gluten free: il 23 maggio, nel Padiglione 2, i partecipanti di ogni compagine (stavolta composta da due pizzaioli) saranno giudicati da una giuria tecnica per l’impasto, la cottura e l’abbinamento degli ingredienti. La competizione è a tema libero e prevede la realizzazione di 2 pizze a squadra in 10-15 minuti massimo.
Si tratta di una novità assoluta nella quale credono grandi marchi che attualmente stanno già scommettendo sul senza glutine. Il trofeo Tuttopizza Gluten Free mette in palio per le prime tre squadre classificate forniture e premi delle aziende sponsor. In particolare, della Birra Peroni senza glutine garantita dal marchio Spiga Barrata dell’AIC (Associazione Italiana Celiachia) e dal Mulino Caputo che ha realizzato la farina FioreGlut prodotto dedicato proprio agli impasti senza glutine con granulometria calibrata.
Il Trofeo Tuttopizza Gluten free si affianca al Trofeo Tuttopizza che quest’anno vedrà in gara circa 20 squadre. A giudicare i concorrenti sarà una giuria tecnica che valuterà per ciascuna pizza: presentazione, gusto, cottura e abbinamento degli ingredienti. La competizione è a tema libero e prevede la realizzazione di 2 pizze a squadra in 20-30 minuti massimo. Alla squadra prima classificata andrà un premio da 1000 euro, alla seconda 500 euro ed alla terza 250 euro.
Nel corso di Tuttopizza previste Masterclass di pizzaioli di fama ed emergenti con show cooking su impasti, farciture, utilizzo di farine speciali e realizzazione di pizze fantasiose e gourmet.
L’apertura è fissata alle ore 11 del 21 maggio con l’inaugurale taglio del nastro. A seguire, nella sala convegni, saranno forniti alla stampa i dati economici specifici sui consumi e sull’andamento del settore pizza raccolti dalla Cna per conto di Tuttopizza.
Tra le novità di quest’anno la 1° Convention Nazionale del Pizzaiuolo: “Passato, Presente e Futuro della pizza, dei pizzaioli, delle pizzerie e dei consumi”.
Alla convention interverranno: associazioni di categoria, rappresentanti delle Istituzioni, manager dell’industria, imprenditori del settore della distribuzione di prodotti Food&Beverage, pizzaioli.
Ma la giornata forse più attesa da pizzaioli e appassionati è quella del 23 maggio quando dalle 17 in poi l’Associazione Pizzaiuoli Napoletani e Rosso Pomodoro si cimenteranno nel tentativo di realizzare la Pizza fritta più lunga del mondo e di entrare così nel Guinness World Record in un evento che vedrà impegnati 50 pizzaioli
L’ingresso è gratuito per la fiera ma riservato agli operatori di settore. La partecipazione al tentativo di Guinness World Record, invece, è aperta a tutti: residenti e turisti appassionati di pizza.
La tratta delle schiave di Napoli: costrette a prostituirsi dopo arrivo in Italia
Nella mattinata odierna gli uomini della Polizia di Stato della Squadra Mobile partenopea hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 4 persone, un italiano e 3 nigeriani, gravemente indiziati di associazione a delinquere avente carattere di transnazionalità, tratta di esseri umani, riduzione in schiavitù e sfruttamento della prostituzione.
Si tratta di ESE OSADOLOR, alias MOMMY, di anni 30, che vive in un appartamento ubicato in Località Lago Patria, a Giugliano in Campania (NA), insieme ad alcune connazionali, che lei stessa ha fatto giungere direttamente dalla Nigeria e che fa prostituire per suo conto; del suo fidanzato, ENABULELE Emma, di anni 29, che collabora con la fidanzata nella gestione delle ragazze; di DI MICCO Aniello, di anni 70, che è uno dei tassisti, con pregiudizi di polizia specifici, che collabora con la OSADOLOR, accompagnando ed andando a riprendere sul posto di lavoro le ragazze; di IYAMU Bright, fratello di Ese Osadolor, che collabora con la sorella nella gestione delle ragazze ed ha contatti con altri soggetti, allo stato non identificati, che si trovano in Nigeria e in Libia e che, verosimilmente, organizzerebbero i cosiddetti “viaggi della speranza”.
Le indagini coordinate dalla DDA, che hanno portato all’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare percorrono, esattamente, le modalità appena descritte e sono state avviate nell’aprile del 2016 in seguito alla denuncia sporta da una ragazza minorenne nigeriana, che riferiva di essere arrivata in Italia a bordo di un barcone dopo aver percorso un lungo viaggio, stipati in due autobus, insieme ad altri 140 connazionali, fino alla Libia. Giunta a Lampedusa, contattata da un uomo, veniva poi accompagnata, unitamente ad una sua amica, in zona Giugliano (NA), dove entrambe venivano consegnate ad una cosiddetta “madame” di nome Glory, e venivano indotte a prostituirsi per pagare un debito di 30.000 euro per la sua liberazione.
La ragazza, prima di lasciare il suo villaggio in Benin City, era stata sottoposta al “rito voodoo”, che, nella regione di origine della minorenne, è chiamato “juju” religione tradizionale dell’africa occidentale.
L’articolata attività investigativa condotta dalla Squadra Mobile, sia tecnica che di riscontro delle dichiarazioni rese dalla ragazza sfruttata ha fatto emergere che le predette ragazze erano gestite da Ese OSADOLOR. La donna, come tutte la donne nigeriane che gestiscono le loro connazionali inducendole alla prostituzione, ha anticipato i soldi occorrenti per il viaggio, significando che queste ultime, una volta giunte da ESE, ratealmente, glieli dovranno restituire oltre a doverle versare, settimanalmente, le spese per il vitto e l’alloggio, per il costo del posto dove si prostituiscono e per l’affitto di casa.
Ese, o MOMMY, come la chiamano le ragazze, coordina queste ragazze nigeriane (sorelle) nell’attività di prostituzione, beneficiando degli introiti che queste ultime ricavano da detta attività. Mommy è solita spostarsi insieme alle sue sorelle, ma quando non le accompagna sul luogo dove si prostituiscono, nel nolano, a Battipaglia ed a Giugliano, telefonicamente, verifica se sono arrivate, e, col passare delle ore, controlla come procede la giornata lavorativa. Mommy gestisce in toto le ragazze e tutto quello che riguarda loro, è’ solita organizzare l’accompagnamento ed il rientro delle sorelle a casa, contattando, in prima persona, un TAXI, che funge da accompagnatore. E’ sempre Mommy che impartisce disposizioni alle ragazze, le controlla quando si devono preparare e scendere per lavorare, compra loro accessori per essere più piacenti, come ad esempio delle “soppraciglia”, che poi lei stessa mette alle ragazze, compra i preservativi che devono usare con i clienti ed infine, è sempre lei che decide cosa queste ragazze devono mangiare.
Le ragazze la considerano la figura di riferimento, la contattano per riferirle tutti i movimenti che fanno durante la giornata “lavorativa”, dal momento che il taxi le accompagna sul posto di lavoro, la informano se c’è o meno lavoro ed infine le spiegano dove si appartano con il cliente o dove si cambiano di abito, poiché le ragazze quando lavorano (si prostituiscono) indossano abiti diversi da quelli che avevano all’uscita di casa.
Un ruolo da comprimario è rivestito da ENABULELE Emma, alias Ema, fidanzato di Ese Osadolor, che costituisce una presenza fissa nella vita della donna. EMA è informato sull’attività svolta dalla fidanzata e conosce bene le sue ragazze, delle quali chiede conto ad Ese. L’uomo si informa se le ragazze sono andate al lavoro, con quale mezzo, se hanno lavorato bene. Quando una delle ragazze di Ese, in seguito ad un incidente stradale, viene accompagnata dalla donna in ospedale, Ema rimane in contatto con la fidanzata, le suggerisce di fare attenzione a che la ferita non parli con alcuno e le dice di portarla via dall’ospedale e di curarla a casa per evitare di incorrere in controlli da parte della polizia.
Il DI MICCO Aniello è uno dei TAXISTI, risulta essere titolare di pensione di anzianità, collabora con la OSADOLOR accompagnando ed andando a riprendere sul posto di lavoro sia le ragazze che lavorano per conto della Osadolor, sia quelle che lavorano per altre madame. Il Di Micco è una figura nuova nello scenario dello sfruttamento della prostituzione, poiché i soggetti di etnia nigeriana si affidano, per questo tipo di servizi, a loro connazionali o comunque a soggetti di colore e non a bianchi. Cambia per ben 4 volte utenza telefonica e, nelle conversazioni intercettate, di sovente, ripete di “non parlare al telefono”.
IYAMU Bright, di 35 anni, fratello di Ese Osadolor, si interessa anch’egli dell’attività lavorativa della sorella ed ha contatti con altri soggetti, allo stato non identificati, che si trovano in Nigeria, in Libia e che, verosimilmente, organizzerebbero i viaggi, che consentono alle ragazze di giungere in Italia e di avviarsi alla prostituzione. L’uomo è stato catturato a Monza, con l’ausilio del personale del locale Commissariato di P.S..
Le indagini svolte hanno confermato che ragazze nigeriane, tra tutte le prostitute, sono quelle più sfruttate, vittime del racket e di una cultura che le sottopone a riti “magici” (vodoo), per “legarle” ulteriormente al loro sfruttatore. Esse, per giungere in Italia, si indebitano con i loro stessi sfruttatori, che per farsi ripagare le fanno lavorare giorno e notte, sotto il sole o con la pioggia. Generalmente si trovano sulle strade vicine alle grandi città del centro-nord o più a sud, sul lungomare del Casertano. E’ li che le prostitute nigeriane aspettano il cliente di turno, fermano le macchine con gesti accattivanti, ostentano un piglio grintoso e atteggiamenti aggressivi. A tenerle inchiodate al marciapiede non è una libera scelta; difatti, malgrado le apparenze, gran parte di loro sono rimaste vittime di un meccanismo perverso che ha inizio in Nigeria. Molte di loro sognano un lavoro normale in Europa ed è per questo che, anche a rischio della propria vita, si imbarcano in un viaggio lungo e faticoso. Tutte hanno contratto un debito per pagare le spese del viaggio, il contratto d’espatrio e il baba-loa, ovvero, un santone che pratica riti magici voodoo o juju. Di questo debito sono diventate schiave, costrette a vendere il proprio corpo sette giorni su sette. Il baba-loa è una figura religiosa tradizionale molto diffusa e rispettata, soprattutto nelle zone non musulmane della Nigeria meridionale. Sembra che nello stato di Edo ci siano infatti ben 5000 baba-loa, regolarmente iscritti a un albo professionale di categoria, i cui compiti sono legati soprattutto al bisogno di coesione comunitaria, mediazione nei conflitti sociali e familiari, nonché virtù di carattere terapeutico. In genere le ragazze vengono portate dal baba-loa, che le fa inginocchiare, si fa consegnare un ciocca di capelli, dei peli pubici, una fotografia, un lembo del vestito, unghie dei piedi, un assorbente usato e li mescola in un sacchetto pieno di polveri magiche. Invoca gli spiriti degli antenati e le ragazze giurano che obbediranno sempre alla signora (maman, mommy o madame) che le deve portare in Italia. Questo tipo di rito voodoo contribuirà a rendere docili ed obbedienti le ragazze, terrorizzate dal fatto che alcune parti del loro corpo sono nelle mani dello stregone. Pertanto si considerano legate a doppio filo all’impegno preso. Poi ci sono i mesi di viaggio, di solito attraverso l’Algeria, il Marocco, la Spagna, l’Italia. Il debito è la morsa che schiaccia le donne, l’arma di ricatto che le lascia senza scelta. I contratti prevedono che la firmataria dovrà accettare qualsiasi occupazione le sarà proposta ed in caso di inadempienza, i creditori potranno rivalersi sulla famiglia, che normalmente impegna le poche ricchezze di cui dispone. L’organizzazione che gestisce il traffico ha una strutturazione precisa e ben articolata. Ai reclutatori che passano a setaccio Benin City e il suo hinterland e organizzano i trasferimenti, corrisponde in Italia una struttura preposta all’«accoglienza» e all’istradamento alla prostituzione. Chiave di volta di questa struttura è la maman/ mommy, spesso un’ex prostituta, che si presenta come una figura materna. Ogni maman accoglie nella propria casa sette-otto ragazze, gestisce i loro guadagni, si occupa del risarcimento del debito e ricorda loro, qualora non volessero piegarsi alle sue condizioni, il doppio vincolo che hanno con l’organizzazione. La maman è una figura ambigua: passata per l’esperienza che impone alle sue sottoposte, si presenta come una protettrice e una benefattrice è la leader più anziana di cui ogni gruppo ha bisogno. Le ragazze dormono sotto lo stesso tetto, lavorano negli stessi luoghi, mangiano insieme. Costituiscono insomma piccole comunità, dotate di regole, dinamiche interne, contraddizioni e conflitti. Una dimensione collettiva che contribuisce a creare un senso di appartenenza, alleviando in qualche modo le difficoltà di un’esistenza forzata. Per estinguere il debito occorrono in media tra i due e i tre anni di lavoro continuativo, considerate anche le spese che vengono detratte per il vitto, l’alloggio e l’affitto del joint, la porzione di strada su cui “lavorare”. Coloro che giungono al termine del percorso, senza essere rimpatriate coattivamente o senza innescare i meccanismi di fuoriuscita dal circuito previsti dalle leggi italiane, a volte decidono di continuare a lavorare nel settore del sesso a pagamento. In questo caso possono scegliere due strade: esercitare in proprio o entrare a far parte dell’organizzazione e diventare maman, dopo un periodo di apprendistato in cui aiutano la capo-gruppo nelle mansioni quotidiane. La sfruttata può quindi diventare sfruttatrice e decidere di perpetuare il sistema, che appare così retto da una sua logica intrinseca, perversa ma rigorosa. Secondo questo schema, le donne accettano di vivere in una situazione para-schiavistica tre o quattro anni, per poi cominciare quel processo di accumulazione del capitale che rappresenta il senso ultimo del loro progetto migratorio.
