Artista provocatrice e controversa, creatrice di spettacoli colti che annullano ogni distinzione tra genere e stili d’arte. E’ Angelica Liddell, che arriva al Napoli teatro festival con “Genesis 6, 6-7”, la terza parte della sua “Trilogia dell’infinito”, che esplora la perdita e la riconquista della bellezza attraverso un atto violento.
Originaria della stessa città di Salvator Dalì, vincitrice del Leone d’Argento per l’innovazione teatrale, è tra le artiste europee della sua generazione ad aver avuto la maggiore diffusione nel mondo delle arti sceniche, rievocando tante volte il melodramma italiano e Pasolini.
Sempre nell’ambito del Napoli Teatro Festival, protagonista a Villa Pignatelli è la sezione di Letteratura e Cinema curata da Silvio Perrella che propone incontri, jam session, reading e proiezioni di film rari dedicati alle grandi personalità della letteratura. In scena la jam session di Enzo Salomone, con i suoni di Tommaso Rossi sulle opere di Mahamoud Darwish, e “Cantu” dei Fratelli Mancuso.
“Genesis 6,6-7”. La Trilogia dell’Infinito di Angelica Liddel
"La Moliere" e "Ritals". Il Napoli Teatro Festival tra Francia e Svizzera
Colpevole di essersi sposata a vent’anni con una celebrità e di aver dato vita ad alcuni dei personaggi femminili più popolari della storia del teatro francese, Armande Béjart, detta La Molière, non ha avuto vita facile tra gli intrighi di Palazzo e i pettegolezzi della scena teatrale, per la regia di Giuseppe Sollazzo.
Il 20 luglio 1969 apparve su un quotidiano locale questo annuncio – “Il rappresentante della ditta Brunner di Zurigo, cerca muratori da assumere, i candidati devono presentarsi alle ore 17.30, alla sala d’attesa della seconda classe della stazione cittadina. Dopo una selezione, i prescelti partiranno per la Svizzera a spese della ditta”, per la regia di Mario Gelardi.
“La Moliere” e “Ritals”. Il Napoli Teatro Festival tra Francia e Svizzera
Colpevole di essersi sposata a vent’anni con una celebrità e di aver dato vita ad alcuni dei personaggi femminili più popolari della storia del teatro francese, Armande Béjart, detta La Molière, non ha avuto vita facile tra gli intrighi di Palazzo e i pettegolezzi della scena teatrale, per la regia di Giuseppe Sollazzo.
Il 20 luglio 1969 apparve su un quotidiano locale questo annuncio – “Il rappresentante della ditta Brunner di Zurigo, cerca muratori da assumere, i candidati devono presentarsi alle ore 17.30, alla sala d’attesa della seconda classe della stazione cittadina. Dopo una selezione, i prescelti partiranno per la Svizzera a spese della ditta”, per la regia di Mario Gelardi.
“Un farmaco per tutti”. L’impegno della Chiesa per la salute dei poveri
Nata all’interno del complesso monastico Santa Maria della Vita, che ha ospitato l’ospedale San Camillo, da quasi trent’anni il Centro La Tenda al Rione Sanità offre una casa alle persone senza fissa dimora, e numerose attività all’insegna della tutela dei fratelli in difficoltà. Al centro la persona nella sua totalità, questo il punto focale mai dimenticato dagli operatori, secondo lo spirito dell’Evangelo di Gesù Cristo, che insieme agli ospiti della struttura e a quelli di altri centri attivi nell’ambito della Caritas di Napoli hanno accolto l’arcivescovo metropolita, il cardinale Crescenzio Sepe. Un’opera tesa all’ospitalità, e anche alla salute delle persone con i progetti che l’Arcidiocesi manda avanti nell’ambito della raccolta di farmaci per la tutela di ogni essere umano che ne ha bisogno.
I segreti della camorra dei bambini raccontati da Simone Di Meo nel suo nuovo libro “Gotham City”
“Sono feroci come jihadisti e trendy come divi. Sono i nuovi camorristi e sono bambini”. Nella quarta di copertina di “Gotham City” il nuovo libro del giornalista napoletano Simone Di Meo (edito da True Piemme) la sintesi di un vero e proprio viaggio, a metà tra il romanzo e il reportage, crudo e a tratti impressionante. Un lavoro nato dalla ricerca nelle carte processuali, dalla conoscenza delle dinamiche malavitose cittadine che Di Meo approfondisce quotidianamente grazie al suo lavoro di cronista, anche per quotidiani nazionali. Nelle pagine si percepisce il tanfo di morte, quell’odore acre emanato da chi ha paura. Una storia che catapulta Napoli nell’oscurità della città nata dalla fantasia di Bill Finger e Bob Kane, un luogo dove i chiaroscuri tendono alle tenebre, nel ventre molle di una metropoli in cui la camorra alleva nuovi virgulti, cambia la sua struttura ma diviene sempre più feroce e sanguinaria. E’ facile rintracciare nei soggetti che dialogano magari pochi minuti prima di compiere un delitto, quei baby boss arrestati dalle forze dell’ordine, quella paranza di ragazzini, tutti imbottiti di cocaina, allucinati e pronti a uccidere chiunque come in un immenso videogame.
La ferocia e l’insussistenza di qualunque valore, morale e civile, sono i tratti distintivi di queste menti devastate, mai cresciute, divenute sanguinarie ancor prima di diventare uomini. Simone Di Meo racconta il suo romanzo nel corso di questa breve videointervista realizzata a Napoli, a due passi dai Quartieri Spagnoli, un dedalo di vicoli scuri, l’ingresso nell’inferno di “Gotham City Napoli”.
Irregolarità nei concorsi pubblici, a Napoli gli avvocati del “Tour dei diritti”
Come difendersi dalle incongruenze dei concorsi pubblici? Dai diritti violati o parzialmente riconosciuti, dalle procedure poco chiare e, comunque, discriminanti?
A spiegarlo sono stati gli avvocati cati palermitani Francesco Leone e Simona Fell, nel corso del Tour dei Diritti che ha fatto tappa a Napoli.
L’incontro è servito a informare i potenziali ricorrenti per il ricorso che si sta preparando sul concorso per 800 assistenti giudiziari che si è svolto lo scorso mese di maggio a Roma e che ha suscitato non poche proteste per una serie di illeggittimità riscontate.
Si è parlato anche della campagna legale sul ricalcolo pensioni della Polizia di Stato , di quella sul rimborso delle Tasse Universitarie e di quella sull’edilizia economica popolare.
LIVE IN GARDEN. Al Beer Garden week end con TheRivati e Broncorotto
È un viaggio dentro tutte le sfumature sonore della black music l’idea per il prossimo weekend al Beer Garden in via Discesa Coroglio 34, con TheRivati, venerdì 16 giugno, e BroncoRotto Live Band, sabato 17 giugno, nell’ambito di “Live in Garden”, la rassegna curata nella direzione artistica da New Reel Records.
Domani, alle 22.30, la scena è di TheRivati, il progetto musicale, che nasce nel 2008 dall’idea di Paolo Maccaro (voce e testi) e Marco Cassese (chitarra), di contaminare la musica leggera italiana e l’eredità del Neapolitan Power, che diventa 2.0 con le sonorità del blues, del soul e dell’R&B. I TheRivati si completano poi con Stefano Conigliaro (batteria), Antonio Di Costanzo (basso) e Saverio Giugliano (sax tenore), mentre Alfonso La Verghetta si occupa dell’ingegneria del suono live. Esordiscono con l’album “#Black” (TheRivati/Full Heads, 2013), al quale segue l’Ep “Supported by San Gennaro” (Jesce Sole/TheRivati, 2015), e infine il più recente “Black from Italy” (Jesce Sole/TheRivati, 2016), prodotto dal rapper Clementino, che dona pure un featuring nella traccia “Emigrante” insieme con Dario Sansone dei Foja, e trainato dal primo, esplosivo singolo “Black Woman pt. 1&2”, accompagnato dall’incandescente clip diretto da Alberto Salvucci e interpretato da Andrea Deriu e dalla supersexy modella venezuelana Mariana Rodriguez, con le sequenze esplicite del sesso fra i due protagonisti narrate in forma di cartoon dal tratto di Andrea Mangiri. I TheRivati vantano pure una produzione musicale per il cinema, con le colonne sonore del cortometraggio “Sto dove sto” (2013) e dei lungometraggi “La legge è uguale per tutti… forse” (2014), “Effetti in-desiderati” (2015) e “All night long” (2015).
Sabato 17 giugno, alle 22.30, il palco del Beer Garden ospita la BroncoRotto Live Band con il tour del più recente album “Int’a Babylon”: 11 tracce che cantano di disagio sociale, povertà, ingiustizie, e i temi dell’immigrazione e delle diseguaglianze, tra nord e sud italiani e del mondo. Nell’album, canzoni già esistenti già esistenti e reinterpretate convivono al fianco di nuove produzioni e collaborazioni con artisti come King Kong (“Another Day”, sulla condizione carceraria) e Blackout Ja (che in “130 Souls” affronta la tragica vicenda dei barconi che affondano sulle rotte dei migranti). Altre collaborazioni presenti sono quelle con la casa inglese RoomInTheSky (“Put Love”), con il producer milanese Catchy (“Summer Breeze”), con il beat maker campano Sonakine (“130 Souls/Sonakine Riddim”, che vedrà a breve una produzione su vinile con Prince Malachi sempre targata BroncoRotto) e con Filomuzik, producer e selecta salentino (“Ho visto/Anima Riddim”). Il disco è stato mixato da Nicola Tranquillo, masterizzato da Enzo Rizzo presso Soulfingers Studio ed esce su etichetta BroncoRotto, distribuito in esclusiva da Goodfellas. Lo show della BroncoRotto Band è una vera live dancehall, che si snoda attraverso la corposa scaletta coi brani dal più recente fino agli esordi di “Grass Glass”, in un mix di new roots con incursioni nel raggamuffin, nello ska e nel funk, echi dub e accenti bashment.
Il cartellone di giugno della rassegna “Live in Garden” porterà sul palco Piotta (23 giugno), Lelio Morra full band (24 giugno), Fede’n’Marlen (30 giugno).
“+ Valore”, il piano di Unicredit per la crescita di 100 imprese meridionali
La quarta rivoluzione industriale è una opportunità per le imprese del Sud. A patto che si colmi il digital divide rispetto ad altre aree del Paese, che si riduca il gap di “alfabetizzazione” sulle tematiche digitali che le imprese del Mezzogiorno ancora scontano e che si affronti per tempo la trasformazione delle competenze di nuove figure professionali adatte alle sfide della Digital Transformation. E’ questo l’assunto di fondo che ha spinto UniCredit, sulla basa di un’idea nata nell’ambito dell’Advisory Board Sud di UniCredit presieduto da Antonio Ferraioli, a pensare per le Pmi del Sud al programma “+Valore”, presentato nel corso di una conferenza stampa, moderata da Dario Del Porto, giornalista di Repubblica e alla quale hanno partecipato Elena Goitini, Direttore Regionale Sud di UniCredit, di Antonio Ferraioli, Presidente Advisory Board Sud di UniCredit e AD di La Doria Spa, di Vincenzo Lipardi, Consigliere Delegato di Città della Scienza, di Gaetano Manfredi, Presidente Crui e Rettore dell’Università Federico II di Napoli, di Lucio d’Alessandro, Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e di Eugenio Di Sciascio, Rettore del Politecnico di Bari.
“+Valore” è la prosecuzione di un percorso che UniCredit ha intrapreso al Sud sui temi della innovazione e della necessità di fare rete – ha affermato Elena Goitini, Direttore Regionale Sud di UniCredit…
Al “Napoli Teatro Festival” è tempo di “SportOpera”: incontro Patrizio Oliva – Sparviero
Per la sezione SportOpera del Napoli Teatro Festival Italia, curata da Claudio Di Palma e organizzata da Vesuvioteatro.org, venerdì 16 giugno nell’Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, si è svolto l’incontro con Franco Ruffini, storico e critico teatrale, che nel suo saggio Teatro e boxe ha analizzato il corpo del pugile come fonte di ispirazione artistica per grandi personalità del teatro contemporaneo. A seguire, l’incontro Patrizio Oliva – Sparviero con Patrizio Oliva e Fabio Rocco Oliva, e le letture di Vincenzo Nemolato. La scrittura di Fabio Rocco Oliva, nipote del boxer, elabora il ritratto di un campione, restituendo l’eleganza dell’anima di chi sul ring ha portato sentimenti e passione, amore per lo sport e rispetto per l’avversario, pratiche non solo sportive, ma soprattutto di vita. Patrizio Oliva, sin da bambino si allena da solo sul balcone di casa, rubando i segreti dei campioni in tv, finché a undici entra finalmente nella palestra Fulgor. Nello scantinato assimila i fondamentali di uno sport duro e leale, dove l’intelligenza vale più della forza e il rispetto è la prima regola.
Nell’aula di Gipsoteca dell’Accademia di Belle Arti, il debutto di Spoglia Toy (, uno spettacolo di Luciano Melchionna, scritto da Giovanni Franci e dallo stesso Melchionna, con Raffaele Ausiello, Lorenzo Balducci, Orazio Caputo, Mauro F. Cardinali, Adelaide Di Bitonto, Gennaro Di Colandrea, Emanuele Gabrieli, Sebastiano Gavasso, Pierre Jacquemin, Gianluca Merolli, Fabrizio Nevola, Marcello Paesano, Agostino Pannone; i costumi sono di Milla; le scene di Chiara Carnevale; le musiche di Riccardo Regoli. Lo spettacolo si avvale delle installazioni fotografiche di Mario Pellegrino e della consulenza sportiva di Sebastiano Gavasso. Undici monologhi per realizzare un coro assonante: in scena undici storie di calciatori/toys, oggi inconsapevoli mostri, che scelgono il gioco del calcio come gesto di libertà, ma si ritrovano a fare i conti con un gioco tutt’altro che leale, come la vita. “Il calcio è in realtà una meravigliosa condanna come il teatro, sottolina Melchionna”. Il pubblico sarà guidato tra docce, sudore, calzini, bagnoschiuma, shampoo e creme per il viso, armadietti mezzi rotti, panche consumate e traballanti, da un inquietante “angelo” avulso da quel contesto eppure arbitro d’anime. E si ritroverà in un luogo in genere nascosto ad occhi indiscreti, dove lo sport è vissuto nella sua dimensione più intima: in quegli ‘spoglia-toy’, dove l’allenatore incita uomini-giocattolo, oggetti che servono soprattutto al divertimento altrui.
Chiusura della serata di eventi il concerto-reading Serata Blueswing – Dentro i secondi di Franco Esposito e Dario Torromeo, con Antonello Cossia e con Bruno Belardi (contrabbasso), Stefano Costanzo (batteria), Dario De Luca (chitarra), Ciro Riccardi (tromba), Massimiliano Sacchi (clarinetti); l’ensemble si è esibita in concerto interagendo con attori che si succedono nella proposta di narrazioni tra letteratura e sport.
