E’ falso in atto pubblico il reato contestato al governatore della Campania, Vincenzo de Luca, rinviato a giudizio insieme ad altre 26 persone tra cui i componenti della giunta comunale di Salerno nell’anno 2010, imprenditori e tecnici comunali. Il reato si riferisce a quando De Luca ricopriva l’incarico di sindaco di Salerno. Il processo, che si svolgerà a marzo, è conseguente all’inchiesta relativa alla costruzione di piazza della Libertà, a Salerno. Lavori che, secondo i pm salernitani, sono serviti a scaricare sui contribuenti i costi di un errore di progetto, per la presenza di un torrente sotterraneo . Lui, il presidente della Regione Campania ha commentato così la decisione del giudice per le udienze preliminari del tribunale di Salerno, partecipando a un’iniziativa sul referendum promossa dall’area socialista del Pd.
Scuola, al Convitto gli studenti fanno lezione in piazza
Abbiamo visto cortei e manifestazioni, contro la riforma cosiddetta Buona scuola però, una lezione in piazza non si era ancora vista. Ad animarla i liceali del Convitto nazionale Vittorio Emanuele di piazza Dante questa mattina nello slargo di fronte ai cancelli della loro scuola. Niente professori, ma solo studenti, con i loro rappresentanti di Istituto. Docente d’eccezione la consigliera comunale Eleonora de Maio, che ha informato la platea sulle modifiche che apporterà alla costituzione la riforma sulla cui conferma o cancellazione gli italiani saranno chiamati alle urne il prossimo 4 dicembre per il referendum. A spingere i ragazzi del Convitto a riunirsi in piazza però, soprattutto gli effetti negativi della Buona scuola sulla loro quotidianità.
A "Venezia a Napoli" l'Iran di Mohsen Makhmalbaf
E’facile far tacere il regista, ma è impossibile sopprimere il cinema.
Così ha scritto Mohsen Makhlmabaf, regista iraniano di grande successo, autore tra gli altri di Viaggio a Kandahar, in uno scritto che ha accompagnato il suo film “The night of Zayandeh rood, alla Mostra del cinema di Venezia di quest’anno, nella sezione Venezia Classici, che ha trovato il suo film d’apertura grazie a un furto.
Il suo negativo infatti fu rubato dagli archivi del Comitato di censura di Teheran, che nel 1990 stabilì che il film andava contro lo spirito della rivoluzione iraniana e di conseguenza tagliò 37 minuti del negativo originale.
Della versione mutilata fu comunque vietata in seguito qualsiasi proiezione pubblica, così come fu negata la possibilità di realizzare copie del film, il film venne ‘cancellato’ seppellendolo in un archivio.
Nel 2016 alcune parti del negativo originale sono state illecitamente ‘recuperate’ negli archivi del comitato di censura iraniano. La copia, restaurata dallo stesso Makhmalbaf, dura 63 minuti invece degli originali 100. Le parti mancanti sono irrimediabilmente perdute.
Il film sembrava una cosa vivente senza arti ma che respirava ancora e la storia e il significato non erano perduti, ha spiegato il regista che per la prima volta a Napoli, ha presentato il film nell’ambito della rassegna Venezia a Napoli.
A “Venezia a Napoli” l’Iran di Mohsen Makhmalbaf
E’facile far tacere il regista, ma è impossibile sopprimere il cinema.
Così ha scritto Mohsen Makhlmabaf, regista iraniano di grande successo, autore tra gli altri di Viaggio a Kandahar, in uno scritto che ha accompagnato il suo film “The night of Zayandeh rood, alla Mostra del cinema di Venezia di quest’anno, nella sezione Venezia Classici, che ha trovato il suo film d’apertura grazie a un furto.
Il suo negativo infatti fu rubato dagli archivi del Comitato di censura di Teheran, che nel 1990 stabilì che il film andava contro lo spirito della rivoluzione iraniana e di conseguenza tagliò 37 minuti del negativo originale.
Della versione mutilata fu comunque vietata in seguito qualsiasi proiezione pubblica, così come fu negata la possibilità di realizzare copie del film, il film venne ‘cancellato’ seppellendolo in un archivio.
Nel 2016 alcune parti del negativo originale sono state illecitamente ‘recuperate’ negli archivi del comitato di censura iraniano. La copia, restaurata dallo stesso Makhmalbaf, dura 63 minuti invece degli originali 100. Le parti mancanti sono irrimediabilmente perdute.
Il film sembrava una cosa vivente senza arti ma che respirava ancora e la storia e il significato non erano perduti, ha spiegato il regista che per la prima volta a Napoli, ha presentato il film nell’ambito della rassegna Venezia a Napoli.
La Reggia di Carditello rinasce grazie al cavallo Persano: una cravatta e un foulard per celebrarlo
La Fondazione Real Sito di Carditello (Caserta) apre al pubblico gli spazi esterni della sede reale con uno spettacolo che ha rievocato quelli che erano offerti al re in occasione di feste particolari. L’evento si è svolto stamattina, alla presenza di Dario Franceschini, ministro dei Beni culturali e ambientali e del turismo, di Maurizio Martina, ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, del comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, Tullio Del Sette e di tantissimi altri amminbistratori locali. A fare da padrone di casa Luigi Nicolais, presidente da poco più di un mese della Fondazione, nata da un accordo tra il Mibact, la Regione Campania e il Comune di San Tammaro. Nel grande parterre antistante l’edificio è stato presentato Cavalli e Cavalieri, uno spettacolo equestre articolato in tre parti: rievocazione storica, il cavallo Persano a Carditello nel XVIII secolo; Saggio d’alta scuola italiana; Esibizioni del 4° Reggimento Carabinieri a Cavallo con Fanfara. La manifestazione, ricorda la nota, si ispira ad una delle vicende che hanno caratterizzato, durante il regno borbonico, la vita del sito e in particolare alla figura dello storico cavallo Persano.
Una razza unica che i Savoia decisero di sterminare dopo l’unità d’Italia ma che resiste grazie all’impegno del principe Alduino Ventimiglia Lascaris di Monteforte. Grazie al rapporto con questo straordinario appassionato Ugo Cilento, della storica maison napoletana, ha creato una cravatta e un foulard in onore del nobile animale.
I big della house music al “We Are One” di Caserta: stasera in consolle Steve Lawler
Dopo il successo del party di apertura con Roger Sanchez, gli appuntamenti di “We Are One” proseguono con un altro nome della scena internazionale. Stasera sabato 29 ottobre, dalle 23, in console, nella sfera di StudioUno a Caserta, salirà Steve Lawler, dj e produttore britannico, in arrivo da Birmingham, tra i nomi più noti e richiesti della scena house music. Lawler, vincitore di ben 5 Dj Awards, l’unica cerimonia internazionale dedicata al mondo dei dj che si tiene una volta all’anno al Pacha di Ibiza, arriva nello spazio di StudioUno con dj set emozionale, in cui, alle programmazioni elettroniche, gestite sulla base di suoni deep, si uniscono atmosfere prese in prestito dalle produzioni dei Depeche Mode e The Doors.
Durante il dj set di Lawler, gli ospiti di StudioUno assisteranno alle straordinarie coreografie montate dal corpo di ballo, guidato da Bianca Balido. In console anche i dj Giuseppe Cennamo e Luigi Fischetti. Voce: Sara Conte. Vj: Gaetano Renna. Showbiz: Bianca Balido & Crew. Master of cerimonies: Michael Massi.
Divertimento ma anche benessere con la Spa che completa e caratterizza il nuovo modo di concepire e vivere la notte lanciato da “We Are One”.
Prossimi appuntamenti: Kenny Dope Gonzales (5 novembre), Robert Dietz & Laura Jones (12 novembre), Mood Swing b2b (26 novembre), Sharam (Deep Dish) (12 dicembre), David Morales (25 dicembre), Dj Massix All Night Long (31 dicembre).
"Senza confini", Steve McCurry in mostra al Pan di Napoli
Dai colori dell’India al bianco e nero del Medioriente, dall’Africa al Tibet, fino a New York.
Steve McCurry, il maestro degli sguardi, dei volti, dei particolari, uno dei più grandi della fotografia del nostro tempo, autore della celebre foto della “Ragazza afghana”, racconta la sua vita, i suoi viaggi e le persone che ha incontrato nei suoi 30 anni di carriera. E lo fa a Napoli, nella città a suo dire più affascinante d’Italia, forse del mondo, poetica e unica, che ospiterà fino a febbraio del 2017 la mostra “Senza confini”, realizzata in collaborazione con Civita e SudEst57. Una grande retrospettiva sul lavoro del fotografo e sul suo percorso di vita. “Mi piacerebbe tornare per un reportage” ha aggiunto McCurry.
All’inaugurazione oltre al fotografo ha partecipato l’ Assessore alla Cultura di Napoli Nino Daniele che sottolinea il legame sottile tra il maestro della fotografia e la città.
Le foto in mostra, nell’allestimento creato ad hoc da Peter Bottazzi, raccontano un percorso: da una selezione di bianco e nero dei suoi primi scatti in Afghanistan, quando nel 79 immortalò i mujaheddin ribelli contro l’invasione russa, passando per il crollo delle Twin Towers e il Giappone dopo lo tsunami, fino ai più recenti. Percorso raccontato durante l’incontro pubblico al Maschio Angioino con Roberto Cotroneo.
Immancabili le immagini di Sharbat Bibi, la celebre “Ragazza afgana” dagli occhi verdi, sia nella sua prima immagine del 1984 (divenuta una delle copertine più famose del “National Geographic” e simbolo dei conflitti afgani), che in quella successiva del 2002, quando McCurry riuscì a ritrovarla.
“Senza confini”, Steve McCurry in mostra al Pan di Napoli
Dai colori dell’India al bianco e nero del Medioriente, dall’Africa al Tibet, fino a New York.
Steve McCurry, il maestro degli sguardi, dei volti, dei particolari, uno dei più grandi della fotografia del nostro tempo, autore della celebre foto della “Ragazza afghana”, racconta la sua vita, i suoi viaggi e le persone che ha incontrato nei suoi 30 anni di carriera. E lo fa a Napoli, nella città a suo dire più affascinante d’Italia, forse del mondo, poetica e unica, che ospiterà fino a febbraio del 2017 la mostra “Senza confini”, realizzata in collaborazione con Civita e SudEst57. Una grande retrospettiva sul lavoro del fotografo e sul suo percorso di vita. “Mi piacerebbe tornare per un reportage” ha aggiunto McCurry.
All’inaugurazione oltre al fotografo ha partecipato l’ Assessore alla Cultura di Napoli Nino Daniele che sottolinea il legame sottile tra il maestro della fotografia e la città.
Le foto in mostra, nell’allestimento creato ad hoc da Peter Bottazzi, raccontano un percorso: da una selezione di bianco e nero dei suoi primi scatti in Afghanistan, quando nel 79 immortalò i mujaheddin ribelli contro l’invasione russa, passando per il crollo delle Twin Towers e il Giappone dopo lo tsunami, fino ai più recenti. Percorso raccontato durante l’incontro pubblico al Maschio Angioino con Roberto Cotroneo.
Immancabili le immagini di Sharbat Bibi, la celebre “Ragazza afgana” dagli occhi verdi, sia nella sua prima immagine del 1984 (divenuta una delle copertine più famose del “National Geographic” e simbolo dei conflitti afgani), che in quella successiva del 2002, quando McCurry riuscì a ritrovarla.
A Napoli convegno su sicurezza sul lavoro
Quali risorse la Regione ha a disposizione per affrontare il problema dei decessi, degli infortuni e delle malattie professionali?
Se ne è parlato ieri, nel corso di un convegno dal titolo “La sicurezza come fattore di successo per l’imprenditore” che si è tenuto all’hotel Montespina a Napoli, al quale hanno partecipato il presidente dell’associazione Untesil, unione tecnici e sicurezza del lavoro, che abbiamo ascoltato.
Il giudice del tribunale di Napoli, Alberto Capuano, presente all’incontro ha spiegato che il problema delle morti bianche è molto attuale e che una delle soluzioni possibili è la sorveglianza.
Salute e benessere, convegno internazionale di Nefrologia
Una tre giorni su tematiche che toccano la salute e il benessere dei cittadini nella quale è stato riservato uno spazio a momenti di incontro e ascolto delle testimonianze di pazienti dializzati, trapiantati e affetti da malattie rare.
Il convegno internazionale di nefrologia dedicato alle malattie genetiche e rare che si è tenuto ieri nel centro congressi di Via Partenope a Napoli ha l’obiettivo di creare una rete di prevenzione e ricerca che tenga insieme strutture e territori.
Al convegno era presente la Presidente del consiglio regionale della campania Rosa D’Amelio che ha sottolineato l’impegno della regione di portare nelle scelte della politica sanitaria della Campania i bisogni dei soggetti più fragili della società.
L’incontro è stato organizzato dal professor Giovambattista Capasso, Ordinario di Nefrologia alla Seconda Università di Napoli e direttore scientifico di BioGem.
