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Maradona, stadio e piazza Plebiscito diventano luoghi di culto

Lo stadio vuoto, ma gremito di persone all’esterno adispetto delle normative covid.

L’ingresso della curva b trasformato in un luogo di culto con sciarpe, bandiere, fotografie e messaggi dedicati a Diego Armando Maradona.

Il San Paolo, che a breve sarà intitolato al dio del calcio, circondato interamente da una catena umana che al calare del sole ha illuminato tutto il quartiere.

Quasi in contemporanea, in piazza del plebiscito una gigantografia del pibe de oro troneggiava davanti l’ingresso di palazzo reale.

L’ultimo omaggio di Napoli al campione degli scudetti non è bastato a far riunire il tifo delle curve, ieri divisi in due zone distinte della città.

Ultrà della Curva B allo stadio, quelli della A in piazza plebiscito. Tutto il colonnato della chiesa di San Francesco di Paola illuminato dai bengala rossi, migliaia di tifosi davanti alla gigantografia.

I tifosi hanno osservato un minuto di silenzio seguito dal suono di una tromba. Poi è stato scoperto uno striscione lungo quanto la facciata di palazzo reale: “La tua scomparsa un colpo al petto e un dolore al cuore Napoli ti giura eterno amore”.

Gli ultras erano arrivati in Piazza con un corteo partito da piazza municipio e scandito dai cori che lo stadio intonava all’ingresso di Diego sul prato del san paolo. il lutto e la commemorazione ha attraversato tutte le case dei napoletani, dai quartieri popolari ai salotti della zona collinare. L’amore per Maradona ha unito negli anni le due Napoli. Alle 21, in concomitanza con l’ingresso in campo del Napoli di Gattuso, i napoletani si sono uniscono ancora una volta nel segno del pibe de oro accendendo le candele ai propri balconi e alle proprie finestre e facendo partire un lungo applauso collettivo alla fine del minuto di silenzio allo stadio San Paolo prima di Napoli-Rijeka.

Covid in Campania, 3000 contagi: curva in leggero aumento

Oltre tremila positivi in un giorno in Campania dove la curva del contagio aumenta leggermente rispetto ai giorni precedenti. I casi riscontrati sono 3.008 a fronte dei precedenti 2.815 con un rapporto tra positivi e tamponi (oggi ne sono stati registrati 23.761) del 12,6 per cento rispetto al 12,1 di ieri e al 12,8 di martedì.

Gli asintomatici sono 2.681, i sintomatici 327. Il totale dei positivi: 146.018 a fronte di un numero complessivo di 1.508.502 tamponi.

 I deceduti sono 49, tra il 7 ed il 25 novembre, per un totale di 1.483. I guariti sono 1.723, il totale arriva a 41.151. Il report su base regionale evidenzia che a fronte di 656 posti letto di terapia intensiva disponibili ne risultano occupati 200. I posti letto di degenza disponibili sono 3.160 tra posti letto Covid ed offerta privata mentre quelli occupati sono 2.212

Covid-19, la crisi delle società senza ristori: il caso delle lavanderie industriali

Denunciano la carenza di aiuti se non addirittura l’abbandono a se stessi alcune realtà imprenditoriali, sfuggite ai codici Ateco del cosiddetto “Decreto Ristori”. Comparti in ginocchio, come nel caso delle lavanderie industriali, e delel realtà di noleggio biancheria o affini. Tante realtà del territorio campano, in enorme difficoltà, come il caso della M.C. Service con sede a Sant’Antimo, azienda ben conosciuta per le forniture di biancheria di hotel di Capri e Napoli.
“Il Governo Centrale e anche quello Regionale fanno ancora poco o nulla per aiutare le imprese e i commercianti che in questo periodo si affannano a non chiudere – dice Vincenzo Rochira, associato e portavoce per il comparto servizi di lava-nolo biancheria, associatio a Conf PMI Italia -. Il decreto ristoro da solo non basta sia per la sua entità che per il fatto di aver completamente dimenticato alcune categorie le quali non sanno come resistere fino alla primavera, momento in cui dovrebbe ripendere l’economia. Purtroppo sono centinaia le società che a breve saranno costrette a chiudere se non ci sarà un intervento da parte del presidente Conte oppure del Governatore De Luca, ci vogliono aiuti mirati per risollevare le imprese. Aiuti a fondo perduto per il fatturato perso, sospensione di tutti gli adempimenti onerosi, sarebbe anche il caso di valutare un condono tombale. Impossibile pensare che si possano onorare tutti gli adempimenti le forniture se non si ricevono aiuti e se non si lavora”.

Alle 20 in Italia i funerali di Maradona, la Coppa del Mondo accanto al feretro

C’è la Coppa del Mondo conquistato in Messico accanto al feretro di Maradona. I funerali si svolgeranno, in forma privata, alle 20 ora italiana. Per tutto il giorno un fiume di persone si è riversato nei fiali ansitanti la Casa rosada, sede del presidente argentino, per poi passare a dare l’ultimo saluto all’asso argentino nella camera ardente allestita questa mattina. Sulla bara le magliette dell’Argentina e del Boca Juniors, ma manca quella del suo Napoli.

L’OMAGGIO DELL’OSERVATORE ROMANO
Anche l’Osservatore Romano rende tributo a Diego Armando Maradona. Il giornale vaticano pubblica in prima pagina “L’idolo”, un racconto di Leonardo Guzzo che racconta la storia di una partita di beneficenza giocata su un campo sterrato ad Acerra nel 1985, quando Diego Armando Maradona era appena arrivato al Napoli. In un altro articolo, “la debolezza del genio”, il giornale del Papa mette invece in evidenza “la vita al limite di Diego Armando Maradona. “Umano, fin troppo umano con le sue fragilità, tra luci e ombre. Ma ai grandi si è disposti a perdonare tutto, o quasi”, scrive l’Osservatore. “Del resto la storia è piena di geni che nella vita non sono stati esempi da seguire. Ma degli artisti in fin dei conti si ricordano le opere. E alcuni gol di Maradona potrebbero tranquillamente finire in un museo per la loro bellezza”. Il giornale infine ricorda che Papa Francesco e Maradona si erano incontrati un paio di volte in pochi giorni ai primi di settembre del 2014. La prima nell’Aula Paolo VI, in occasione della Partita per la pace. Il Papa lo accolse con un paterno “ti aspettavo”. “Grazie, sono felice di essere qui”, rispose emozionato il fuoriclasse, regalandogli la sua maglietta col 10 della ‘selección’ . “Oggi — ci confidò poco dopo con un sorriso sornione — si sono unite due potenze, la ‘mano di Dio’ e quella del Papa”, conclude l’Osservatore.

 

 

Maradona, Napoli a lutto per la morte del Re del calcio

La notizia è di quelle che cambiano il corso degli eventi.

Napoli era pronta al rientro in casa in rispetto della normativa anticovid quando la notizia della morte di Diego Armando Maradona è deflagrata in tutta la sua potenza.

In poco tempo, a dispetto delle disposizioni anti assembramento, iniziativa sono stati organizzate in ogni angolo della città.

A mobilitarsi per primi gli abitanti dei quartieri spagnoli dove si è formata una sorta di processione al murale gigante che si trova su uno degli edifici di via Emanuele de De deo Centinaia di napoletani si sono poi raccolti davanti allo stadio San Paolo, nell’area dell’ingresso della Curva B, per ricordare insieme Maradona e condividere il dolore per il lutto.

I tifosi, nonostante la zona rossa ed il coprifuoco per il covid, si sono raccolti spontaneamente, tutti con le mascherine, portando sciarpe, foto, disegni dei bambini e legandoli alle transenne dello stadio. Davanti ai cancelli sono state accese candele e posati mazzi di fiori. La zona è diventata un luogo di condivisione del lutto della città. Un gruppo di tifosi sono entrati e sono saliti nelle tribune, calando verso l’esterno una grande immagine di Maradona con la scritta “the King”, mentre tutti accendevano fumogeni e intonavano i cori tradizionalmente cantati dal San Paolo all’ex asso argentino negli anni azzurri.

Stadio Diego Armando Maradona, iter avviato per cambio denominazione

Quando la pandemia allenterà la sua morsa e gli stadi di calcio riapriranno, i tifosi del Napoli entreranno nel Diego Armando Maradona di Fuorigrotta.

L’annuncio lo ha fatto il sindaco Luigi de Magistris non appena appresa la notizia della scomparsa del Dio del calcio.

Da stadio del Sole, divenne nel 1963 San Paolo per celebrare la tradizione secondo la quale Paolo di Tarso avrebbe raggiunto l’Italia attraccando nella zona dell’attuale Fuorigrotta. Da tempo si parlava di un cambio di denominazione, ma alla fine non c’era mai stata la volontà, soprattutto da parte del popolo napoletano, di cambiare il nome al campo calcato dal più grande calciatore di tutti i tempi.

Ma ora Maradona non c’è più e la spinta della città ha convinto la macchina comunale ad avviare il procedimento che, come spiega la presidente della commissione Toponomastica del Comune di Napoli, Laura Bismuto, potrebbe vedere la luce tra quindici giorni

La salma di Maradona alla Casa Rosada, migliaia in fila per l’omaggio

La salma di Diego Armando Maradona è arrivata alla Casa Rosada, il palazzo presidenziale argentino, dove è stata allestita la camera ardente, che sarà aprta al pubblico solo alle 6 ora locale (le 10 in Italia). Ci sono già migliaia di persone in fila per per rendere omaggio al Dio del Calcio, morto ieri a causa di un arresto cardiaco. Per tutta la notte alcuni hanno atteso davanti all’ingresso dei visitatori all’edificio che si affaccia sulla storica Plaza de Mayo avverrà attraverso la calle Balcarce, al numero 50. “Per indicazione della famiglia – segnala un breve comunicato ufficiale – l’orario delle visite si estenderà fino alle 16 (le 20 italiane di oggi).

 

 

Il cuore di Diego Armando Maradona si è fermato, Napoli in lutto

Ha ballato con la morte, sfidandola a viso aperto, più di una volta. E’ stato nell’aldilà, in coma, ma è tornato dopo aver sicuramente palleggiato con Dio. L’ultimo dribbling non gli è riuscito e il cuore di un intero popolo distribuito sul globo si è fermato al cospetto della ferale notizia: Diego Armando Maradona ha cessato di vivere. E’ stato come percepire che si debba spegnere la gioia per sempre, immaginare che la luce non possa più trapelare in un anno così orribile da spingere il mondo in un buco nero di terrore e dolore. Alle 13,02 ora argentina, l’uomo che tutti ritenevamo immortale, il campione che attraverso il calcio ha fatto sognare, piangere, gioire e impazzire il popolo napoletano e la nazione argentina, ha lasciato la vita terrena. Si era fatto beffa della grande mietitrice, attraverso i suoi eccessi, la vita dissoluta e l’abuso di sostanze spaccacuore. Dal suo olimpo era finito nelle tenebre, per tornare, sempre. Al punto che quel suo sorriso beffardo era quasi un simbolo per chi, attraverso le sue giocate, aveva trovato il riscatto. Il cuore di Diego si è fermato, e con il suo quello dei napoletani, che lo avevano incoronato Re. Dall’Argentina arrivano notizie di una fila di ambulanze davanti alla sua casa, ben 9, accorse per riuscire a rianimarlo. Non ce l’hanno fatta, non c’è stato il miracolo. Diego si era sottoposto a un delicato intervento per una massa al cervello, intervento che secondo i medici era perfettamente riuscito. Era in convalescenza, sotto controllo delle figlie, per riuscire anche a superare la dipendenza da sostanze e alcool. Un’eterna lotta, tra ciò che la parte  razionale gli imponeva e i suoi demoni, quelli che lo avevano travolto in Spagna, a Barcellona e che da allora lo avevano accompagnato sempre. Anche e soprattutto a Napoli, nella sua Napoli. Quei demoni che ne hanno minato il fisico, che hanno reso fragile il suo grande cuore. Il cuore di un eterno fanciullo, capace di regalare gioia immensa, e nel quale c’erano tutti i suoi affetti, tutti i suoi amici, tutti i suoi tifosi. Era il più grande di tutti nel calcio? Non ci sono dubbi! Era un uomo intriso di sentimento, quello struggente che oggi spinge alla disperazione, di sapere che da ora la sua vita è storia.

 

 

 

Napoli, riaprono tra le polemiche scuole Infanzia e I elementari

Un mese fa siamo stati nella scuola Luigi Vanvitelli di Napoli per raccontare la storia di un progetto che aveva consentito la didattica in presenza, per gli studenti con problemi di apprendimento.

Nella scuola elementare del Vomero siamo tornati questa mattina in occasione della riapertura della scuola dell’Infanzia e delle prime classi elementari, così come previsto dall’ultimo dpcm per l’emergenza covid.

Il ritorno tra i banchi non è avvenuto senza polemiche, sollevate in particolare dalle famiglie contrarie al rientro e alimentate dalla decisione di molti comuni della Campania di prorogare la chiusura.

Alla Vanvitelli, la cui preside Ida Francioni e il corpo docente hanno fatto, è il caso di dire, scuola con il progetto per i bambini con problematiche di apprendimento, la prima giornata è trascorsa così..

Sciopero Trasporti, Sanità e Turismo: Usb in piazza

Di nuovo una nuova giornata di disagi per i pendolari e i viaggiatori che si servono di circumvesuviana e dei mezzi dell’Ente autonomo Volturno per i loro spostamenti.

L’organizzazione sindacale Usb ha infatti proclamato uno sciopero di quattro ore per la mattinata, organizzando un presidio di protesta a napoli davanti la sede della Prefettura.

Lo sciopero è stato proclamato anche per i settori Sanità e Scuola, proprio oggi che in Campania ripartivano le lezioni in presenza per la scuola dell’infanzia e le prime elementari.

Ulteriori ragioni della protesta le spiega Enzo de Vincenzo, della federazione Usb Campania