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Coronavirus, 1454 i contagi in Campania: corsa contro il tempo per costruire mini-ospedale a Ponticelli

L’andamento dei contagi in Campania rispecchia il dato nazionale.

Dopo un rallentamento di alcuni giorni, l’ultimo bollettino dell’Unità di crisi ha fatto registrare una risalita nel numero dei contagi.

Numeri però ancora lontani dalla situazione che si è venuta a verificare in Lombardia.

145 i positivi nelle ultime 24 ore, sui 1061 tamponi analizzati, dato che ha portato il totale dei contagiati a 1.454. In tutto il territorio regionale sono 83 i decessi di persone risultate positive al Covid19, nove nelle ultime 24 ore.

La provincia di Caserta risulta essere una delle principali aree di contagio: 15 persone morte, ma la comunità scientifica si attende il picco nei prossimi giorni.

Ed è proprio per far fronte al picco che si stanno facendo le corse contro il tempo per ultimare, nei diciotto giorni previsti, il primo mini ospedale nel parcheggio dell’ospedale del mare di Ponticelli, un reparto di terapia intensiva da 72 posti letto con moduli prefabbricati da dedicare a chi ha contratto il covid 19.

Il prossimo sarà aperto a Caserta, il terzo invece a Salerno. Per far fronte all’emergenza, è stato anche reclutato nuovo personale per le strutture sanitarie regionali. Si tratta di 104 dirigenti medici, 160 specializzandi, 419 infermieri e 188 operatori socio sanitari.

Da oggi entra in vigore anche una convenzione tra la Regione Campania e le cliniche private, grazie al quale saranno messi a disposizione del pubblico tremila posti letto sia per i contagiati che per i pazienti affetti da altre patologie.

Mentre la rete di assistenza cresce ora dopo ora, nonostante le mille difficoltà, c’è da registrare i soliti ed endemici episodi negativi: all’ospedale Loreto mare, dove nelle ultime settimane è nato a tempo di record il Covid Hospital, la scorsa notte, proprio dalla nuova struttura che si trova al piano terra, sono state rubate mascherine, camici, tute e altri oggetti personali, tra cui portafogli, dei dipendenti.

Anche se i ladri hanno trafugato gli oggetti da sette armadietti personali, sono quelle notizie di cui, specialmente in questo periodo, avremmo preferito farne a meno.

“Cura Italia”, sospensione mutui: vantaggi e svantaggi in tempo di crisi

Tra le misure introdotte dal decreto “Cura Italia” per fronteggiare l’emergenza economica derivante dall’epidemia di coronavirus c’è anche la possibilità di sospendere il pagamento delle rate dei mutui, fino a 18 mesi.

Possono accederevi lavoratori dipendenti, autonomi e professionisti a determinate condizioni.

Per i lavoratori dipendenti i casi sono questi:

– Cessazione del rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato;

– Cessazione del rapporto di lavoro parasubordinato o di rappresentanza commerciale o di agenzia;

– Morte o riconoscimento di handicap grave, ovvero di invalidità civile non inferiore all’80%;

Nel caso delle cessazioni dei rapporti di lavoro, rappresentanza o agenzia, sono escluse le ipotesi di risoluzione consensuale o per limiti di età con diritto alla pensione di vecchiaia o di anzianità;

Per gli autonomi e i professionisti per poter accedere alla sospensione del mutuo c’è bisogno che venga registrato un calo di almeno il 33% dei ricavi.

Il raffronto va operato, rispetto al fatturato dell’ultimo trimestre 2019, sulla base del fatturato registrato “in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020.

La norma precisa inoltre che il predetto calo quantitativo di fatturato deve essere “in conseguenza della chiusura o della restrizione della propria attività.

Fino al 17 dicembre 2020, non sarà però più necessario allegare il modello ISEE. Dunque il requisito del possesso di un indicatore ISEE non superiore a 30.000 euro è temporaneamente sospeso.

Covid-19, numeri da default per la filiera bufalina campana

Meno 70 per cento di mozzarelle prodotte e solo 25 quintali di latte trasformato da quando è scoppiata la pandemia contro gli oltre 100 nello stesso periodo di marzo dell’anno scorso.

Sono numeri da default per la filiera bufalina campana che deve fare i conti anche con lo stop dell’export – in molti paesi europei immotivatamente non si acquistano prodotti freschi italiani – e soprattutto con il rallentamento dei trasporti su gomma e la cancellazione di molte rotte aeree commerciali.

La mozzarella, tipico prodotto deperibile, necessità di una logistica veloce e di tempi di consumazione altrettanto brevi. Con la chiusura dei ristoranti e l’affanno negli approvigionamenti delle strutture di media e grande distribuzione, il danno è enorme – sottolinea Domenico Raimondo, presidente del Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop – e saremo costretti a non ritirare il latte dalle stalle.

A chiedere interventi veloci e concreti, anche a tutela dei lavoratori della filiera, è la Coldiretti regionale che nei giorni scorsi ha lanciato l’ennesimo appello ad acquistare prodotti italiani.

Anche perché – come evidenzia il vicepresidente nazionale Gennarino Masiello – questa emergenza sta rallentando tutto il settore agricolo con effetti negativi anche sul settore zootecnico.

Non produrre il latte, infatti, è praticamente impossibile per le aziende agricole, così come non è praticabile la soluzione di conservarlo, per gli elevati costi e per problemi logistici.
L’unica soluzione è trasformare il latte in alimenti conservabili che potranno successivamente essere gestiti sui mercati nazionali ed internazionali anche con il sostegno del ministero delle politiche Agricole e forestali, così come chiesto nei giorni scorsi a Caserta da Cia, Confagricoltura e Coldiretti che insieme a Cna e Confartigianato hanno sottoscritto un protocollo d’intesa sulla possibilità di convertire il prodotto fresco in caciocavallo.

Immediata la risposta dell’amministrazione regionale che, con un provvedimento di Giunta, ha prorogato fino al prossimo 31 dicembre la concessione degli indennizzi integrativi per le aziende del settore e ha modificato la copertura finanziaria per gli incentivi alle attività di risanamento della filiera e per gli abbattimenti del bestiame per brucellosi e tubercolosi passando dagli attuali 9 milioni e mezzo a 35 milioni di euro.

Violenza domestica ai tempi del Coronavirus, emoticon sui social per denunciare

Una emoticon sul proprio stato di Fb per denunciare episodi di violenza domestica ai tempi del coronavirus: a lanciare l’iniziativa è l’avvocato Carmen Posillipo, del foro di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), la quale, dopo il caso di una sua cliente picchiata in casa dal marito violento, si è messa al telefono per avere informazioni da tutte le sue assistite in causa per ottenere la separazione dai consorti accusati di maltrattamenti.

“Potremmo inventarci un codice morse per i social e per whatsapp – scrive – e magari coloro che sono vittime di violenza di genere in questo momento, e non possono denunciare, possono trasmettere dei segnali”, così, “potremmo denunciare noi per loro”.

Carmen Posillipo, che presiede l’associazione “SOS Diritti”, invita tutti a diffondere l’iniziativa: “ho inviato messaggi alle mie assistite e anche a qualche assistito più debole, chiedendo come stessero. Proviamo a farlo tutti, magari inneschiamo una catena di solidarietà che potrà proteggere queste donne”.

Coronavirus, furto al Loreto Mare: rubati mascherine, camici e tute da otto armadietti

La scorsa notte è stato messo a segno un furto al pian terreno del Loreto Mare, dove si trova il Covid Hospital, struttura dedicata a centro per la cura dei pazienti contagiati dal Covid-19.

Sono stati portati via mascherine chirurgiche, tute, camici e anche oggetti personali rubati da otto armadietti.

Sull’accaduto sta indagando la Polizia, i malintenzionati hanno portato via materiale specifico anti-Covid-19, custoditi dal personale nei rispettivi armadietti.

 

Covid-19, sequestrato un carico di 170mila mascherine ad uso chirurgico

In piena emergenza sanitaria COVID-19, i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – Ufficio delle Dogane di Napoli 1, unitamente ai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, verificati i profili di rischio, hanno intercettato una partita di dispositivi di protezione individuale, di origine e provenienza cinese.

La partita era costituita da 170.000 mascherine ad uso chirurgico riportanti marcatura CE, destinate ad una società operante in Campania.

Tenuto conto di quanto disposto dal Commissario Straordinario Covid-19, in qualità di Soggetto Attuatore ai sensi dell’Ordinanza 1/2020 del citato Commissario, ha emesso il provvedimento di requisizione delle mascherine, ai sensi dell’art. 6 e 122 del D.L. 17 marzo 2020, n. 18, per la successiva consegna alla Protezione Civile.

 

Coronavirus, la Metropolitana di Napoli mette online le bellezze delle stazioni dell’arte

Le opere d’arte della Linea 1 della metropolitana di Napoli possono essere ammirate online durante l’isolamento per il coronavirus.

La Metropolitana di Napoli sta infatti pubblicando diversi piccoli video racconti in timelapse sulle pagine Facebook e Instagram per raccontare l’arte, l’architettura e l’archeologia che caratterizzano le stazioni partenopee.

Nelle immagini che vediamo ci sono le stazioni di Toledo e Università.

“Presto ricominceremo di nuovo a viaggiare nella bellezza delle stazioni dell’arte”, ha affermato Ennio Cascetta, presidente della Metropolitana di Napoli.

La Stazione Toledo progettata dall’architetto Oscar Tusquets Blanca, si estende da via Diaz fino al cuore dei Quartieri Spagnoli. Più della metà della stazione si trova al di sotto del livello del mare.
La Stazione Università è stata progettata invece dall’architetto Karim Rashid. Si ispira all’evoluzione globale e risponde perfettamente al concetto di nuova era digitale. Protagonista della stazione è la “Synapsis” una scultura astratta che riflette i nodi del cervello.

Volevo dare alle persone che al mattino vanno a lavoro o all’università, che frequentano la metropolitana, cinque minuti di ispirazione”, disse Karim Rashid.

Coronavirus, riapre a Melito stabilimento ex American Laundry Ospedaliera Spa

Che sia di buon auspicio questa riapertura affinché un’altra eccellenza campana possa dare il suo contributo per la lotta contro il covid 19, nella sanificazione e disinfezione di capi biancheria ed altro. E’ stato sancito l’accordo attraverso un fitto di ramo d’azienda tra la società American Laundry Ospedaliera spa e la L.C. Laundry srl, anch’essa azienda leader nel settore ma in quello privato. Quest’ultima intende riconvertire parte dell’impanto e dei macchinari per rivolgere la sua attenzione alla sanificazione disinfezione ecosostenibile non solo per cliniche ed ospedali (di cui ALO era leader) ma anche per altri enti pubblici e privati, esercizi commerciali, hotel, villaggi. L’operazione commerciale si è realizzata grazie alla ferma volontà dell’imprenditore napoletano Luigi Caruso “veterano” nel modo delle lavanderie ind.li (con esperienze in Italia ed all’estero), ed anche alla mordente tenacia e diplomazia del suo consulente l’vvocato Giangaspere Fittipaldi (esperto in diritto societario). “Ci sarà l’assunzione graduale nel tempo dell’ex personale A.L.O. spa, il tutto avverrà nel pieno rispetto di maestranze locali – fanno sapere dalla società – . Anche quelle sindacali interne all’azienda hanno appoggiato l’operazione industriale della L.C. Laundry srl che prospetta assunzioni per 500 unità tutte altamente formate e specializzate, in un momento di grave crisi sia per il coronavirus che per l’economia finalmente una buona notizia”.

Coronavirus, controlli anti assembramento con droni anche nel nolano

Nell’area nolana i droni vanno a caccia dei disubbidienti delle misure anti-contagio. I velivoli radiocomandati sorvolano i cieli dei Comuni rafforzando così l’impegno delle forze dell’ordine e della polizia locale per il rispetto delle norme di contenimento sociale dell’epidemia da coronavirus.
“Stop assembramenti”: così si chiama la campagna di prevenzione che i sindaci conducono con l’Agenzia di sviluppo dell’area nolana attraverso l’utilizzo dei velivoli a pilotaggio remoto, acquisiti dai Comuni di Tufino e Marigliano con il bando della Città metropolitana di Napoli per la fornitura di strumentazione a supporto delle attività di protezione civile dei Comuni.
I droni utilizzati dai tecnici dell’Agenzia, i cui Comuni soci hanno una popolazione complessiva di circa 171 mila abitanti e una superficie di 185 chilometri quadrati, sono regolarmente dichiarati all’Enac e assicurati per le diverse condizioni di volo: possono volare in diversi scenari anche in aree urbane nel rispetto delle procedure fissate dal regolamento per mezzi aerei a pilotaggio remoto emanato dall’ente nazionale per l’aviazione civile.
Nei giorni scorsi i sorvoli sono stati già effettuati a Marigliano, a Nola, a Scisciano, a San Vitaliano ed a Roccarainola mentre nelle prossime ore i controlli interesseranno altri Comuni dell’area.
Presenti alle operazioni i rispettivi primi cittadini, Antonio Carpino, Gaetano Minieri, Edoardo Serpico, Pasquale Raimo e Giuseppe Russo: “Mettiamo in campo tutti i nostri mezzi e le nostre risorse per arginare la diffusione del virus e fare in modo che le regole di contenimento sociale vengano rispettate.
Il momento è straordinariamente grave e risulta preziosa anche la collaborazione con gli altri sindaci del territorio perché le misure di prevenzione adottate risultano più efficaci proprio in quanto condivise. Rinnoviamo intanto l‘appello ai cittadini a restare a casa: solo così potremo avere la meglio in questa difficile battaglia che è sanitaria, ma anche di civiltà”.
“I droni possono costituire un valido supporto al controllo del territorio. In tempi normali vengono utilizzati soprattutto per il contrasto ai reati ambientali come lo smaltimento illecito dei rifiuti. In questi giorni la campagna di prevenzione contro gli assembramenti – aggiunge l’amministratore unico dell’Agenzia di Sviluppo dei Comuni dell’area nolana, Vincenzo Caprio – testimonia lo sforzo che i sindaci, esposti in prima linea, stanno facendo per tutelare la salute dei cittadini e per controllare la diffusione dell’epidemia”.

Coronavirus, la prof.Triassi lancia allarme su carenze e mancanza di sicurezza

Per il quarto giorno la curva nazionale e campana del contagio da Covid 19 resta pressoché in calo o comunque in rage contenuti.

Il picco della pandemia potrebbe essere passato anche se l’OMS invita alla cautela. Una crescita lineare insomma e non più esponenziale che anche a Napoli e in Campania registra numeri minimi per fortuna e non quelli che ci si immaginava dopo la chiusura della Lombardia e la migrazione verso Sud.

Ad affermarlo la professoressa Maria Triassi della Federico II di Napoli che analizza il momento della pandemia nella nostra regione ma lancia anche l’allarme su problemi nella gestione della stessa. Tra questi la carenza di posti letto, di personale qualificato e formato l’assenza di protezioni individuali.

Lo stesso allarme lanciato dal Governatore De Luca 24 ore fa nella lettera aperta la premier Conte. Urge fare presto e dare delle risposte immediate per garantire una gestione efficace della pandemia.