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Coronavirus, controlli serrati dei carabinieri tra Napoli e provincia

Il drone dall’alto, i militari in strada.

Si intensificano i controlli nella città di Napoli da parte dei carabinieri del comando provinciale, e dei colleghi del nucleo elicotteristi di Pontecagnano, per evitare assembramenti dei cittadini nel periodo dell’emergenza coronavirus.

Le denunce da parte della cittadinanza e le polemiche social sui rischi di tensione sociale hanno fatto si che i controlli venissero concentrati in particolare nelle zone dove operano mense per le persone bisognose.

Troppe persone in fila senza guanti e mascherine soprattutto alla mensa del centro di accoglienza “Elia Alleva”, che si trova all’interno della basilica del Santuario del Carmine Maggiore: i carabinieri sono stati costretti a garantire l’ordine regolando l’afflusso delle 700 persone in fila per un pasto con delle strisce a terra per assicurare il necessario distanziamento tra le persone.

Dal centro cittadino, ai comuni limitrofi i controlli dei carabinieri hanno portato anche a diverse denunce nei confronti di commercianti e cittadini che non rispettavano le disposizioni del decreto per il controllo del contagio da covid 19.

I carabinieri sono dovuti intervenire anche nel comune di Pozzuoli dove numerosi residenti, di un rione popolare, si sono riversati in strada cantando e ballando a ritmo di musica. La festa è stata ripresa dai partecipanti e postata in diretta su Facebook e all’arrivo dei carabinieri i partecipanti si erano dileguati.

Il sindaco Figliolia ha annunciato che il comune puteolano, città dove nelle ultime 24 ore si è verificata un’impennata dei contagi, denuncerà gli autori dell’iniziativa.

Coronavirus, aumentano i tamponi e i positivi in Campania: controlli in case di cura per anziani

Sono 8 i centri che in Campania stanno elaborando i tamponi per verificare le positività al Coronavirus. Si è passati in una settimana da circa 300 tamponi al giorno a oltre 1220, come avvenuto domenica. Il risultato è che, in proporzione, aumenta il numero dei “positivi”. L’ultimo aggiornamento parla di un aumento di 193 che porta a 1945 il numero complessivo dei contagiati. Ai laboratori ospedalieri già attivi si è aggiunto anche quello dell’ospedale di Nola. Uno sforzo che la Campania sta compiendo per aumentare il monitoraggio, al quale si abbinano i camper mobili che normalmente vengono utilizzati per gli screening della prevenzione tumori e che invece l’Asl Napoli 1 ha dedicato ai tamponi per il Covid-19. Sul fronte delle emergenze continuano a rimanere sotto stretto controllo le zone rosse nelle province di Caserta e di Salerno. Per ampliare il più possibile la mappatura dei contagi il presidente della Regione, Vincenzo De Luca, ha chiesto ai direttori generali di tutte le Asl, di disporre con la massima urgenza ulteriori e accurati controlli presso le Residenze sanitarie assistenziali che hanno principalmente ospiti anziani, sull’intero territorio regionale, assicurando ogni supporto utile a prevenire contagi sia tra gli operatori che tra gli ospiti delle strutture.
L’iniziativa scaturisce anche da ciò che si è verificato nella struttura Villa Margherita in provincia di Benevento. L’asl è intervenuta sanificando tutti i locali. Il personale per l’assistenza sanitaria è stato potenziato con il reclutamento di infermieri attraverso una società interinale e con la presenza di 3 medici oltre al direttore sanitario. Il risultato degli 81 tamponi effettuati, registra 53 casi positivi e 28 negativi. Tre soggetti positivi bisognosi di cure ospedaliere sono stati trasferiti all’Azienda San Pio. Per altri due pazienti è in corso una valutazione clinica. Gli altri soggetti positivi sono asintomatici o paucisintomatici e, allo stato, nessuno di loro ha bisogno di ospedalizzazione. Sono state avviate le procedure per la dimissione di sei pazienti negativi ed è in corso la valutazione clinica di altri pazienti asintomatici che possono essere collocati in isolamento domiciliare.

Annalisa Durante, una messa social a 16 anni dalla sua morte

Il 27 marzo del 2004, precisamente sedici anni fa moriva Annalisa Durante, uccisa a Forcella all’età di 14 anni in un agguato di camorra.

In questo periodo di emergenza sanitaria, che costringe tutti a stare in casa, è stata trasmessa in diretta Facebook e su YouTube una messa in sua memoria.
E’ stato Don Tonino Palmese, presidente della Fondazione Polis, a celebrare la funzione.
Omelia.

Per questa ricorrenza non si è fermato l’impegno dell’Associazione Annalisa Durante che, per l’occasione, ha allestito un canale youtube dedicato ad Annalisa, raccogliendo i video principali pubblicati sulla sua storia e sulle attività nate in sua memoria.

Tra i video caricati, quelli del Premio Nazionale “La Meridiana dell’Incontro”, che si è svolto in occasione del 30° compleanno di Annalisa: oltre 25 interventi di autorità, scuole, associazioni, artisti e gruppi provenienti da tutta Italia.

E inoltre, sempre sul canale youtube ci sono le attività musicali della Baby Song Annalisa Durante e sono tanti i video che raccontano 16 anni di interviste, di impegno e di testimonianze sulla storia della ragazza, vittima innocente della criminalità.

Federfarma Napoli lancia la campagna “#iorestoinfarmacia, turestaacasa”

Federfarma Napoli sta promuovendo in questi giorni la campagna di sensibilizzazione “Io resto in farmacia – Tu resta a casa. Aiutaci ad aiutarti”.
Lo scopo è quello di incrementare la cultura della responsabilità civile nella lotta al coronavirus.
In un momento come questo, particolarmente drammatico, le farmacie restano attive e sono simbolo forte di presenza sul territorio, al servizio del cittadino.
Michele Di Iorio, presidente di Federfarma Napoli commenta così l’iniziativa lanciata in tutta Italia.

“Male Capitale. La Misera Ricchezza del Clan dei Casalesi”, da domani online le puntate del progetto di Catello Maresca

A partire da domani, ogni martedì e giovedì, alle 18, per tre settimane, sulla pagina Facebook Rogiosi Editore, saranno trasmesse in prima visione le puntate di “Male Capitale. La Misera Ricchezza del Clan dei Casalesi”, una produzione Giapeto Editore e Rogiosi Editore, da un’idea di Danilo Iervolino e Rosario Bianco. Protagonista delle sei puntate, della durata di 10 minuti ognuna, è il magistrato Catello Maresca. La prima puntata, in onda domani, martedì 31 marzo, introduce al progetto e avrà la voce narrante di Mirko Ciccariello. Le altre vedranno tutte la partecipazione in video e in voce di Catello Maresca, con un contributo in voce, nella quarta puntata, di Nicola Baldieri. Direttore esecutivo Oreste Ciccariello, coordinamento Mario Renza, segreteria di produzione Brunella Fiscone, montaggio Antonio Scarpato.

Un viaggio a puntate tra i capitoli di “Male Capitale. La Misera Ricchezza del Clan dei Casalesi”, scritto da Catello Maresca, con testi introduttivi di Franco Roberti e Sandro Ruotolo e con una riflessione conclusiva di Nicola Graziano. Un libro onirico e insieme lucido, didascalico, che rivela al pubblico segreti, rituali e filosofia dei più spietati clan della Camorra e delle operazioni giudiziarie, che li hanno condotti in carcere. Con l’esperienza del grande magistrato e la verve affabulatoria del grande narratore, Catello Maresca tratteggia per adulti e ragazzi una Campania dove nulla è come sembra: le parole scorrono lievi, tra perle di Labuan e cachemire, canarini e alligatori, e un clan dei Caponesi sospeso tra la cucina di casa e la Chicago degli anni ’30, mentre le immagini (molte delle quali inedite) di Nicola Baldieri tratteggiano un affresco crudo e a tratti surreale, in cui tetti d’amianto e rubinetti d’oro sono due facce della stessa medaglia; di quel sommo maleficio, cioè, che l’autore combatte sul campo da oltre quindici anni.

Dopo l’introduzione, inizia il viaggio con le puntate intitolate “Le armi, i soldi e le ville del clan dei Caponesi”, “I bunker: i buchi maledetti”, “Gli scheletri abbandonati e la terra violentata”, “Un messaggio di speranza”. E poi la conclusione.

Coronavirus, la Questura di Napoli: “Attenzione ai falsi avvisi di controlli nei condomini”

In alcuni condomini di Napoli sono stati affissi degli avvisi in cui compare l’intestazione “Ministero dell’Interno- Dipartimento della Pubblica Sicurezza” con cui si preannunciano controlli nelle abitazioni.

Secondo quanto rende noto la Questura di Napoli si tratta di un tentativo di truffa, dal momento che non è stato predisposto alcun documento di questo tipo.

La Questura ricorda di non aprire la porta di casa a persone sconosciute e, in caso di dubbi, si invita a contattare subito i numeri di emergenza delle forze dell’ordine.

Coronavirus, il sindaco de Magistris: “Serve il reddito di quarantena”

“Il Governo deve istituire immediatamente il reddito di quarantena per tutte le persone che sono rimaste prive di denaro.

E’ necessario immettere subito liquidità nelle loro tasche per consentirgli di avere beni di prima necessità. Napoli fa e farà la sua parte”.

È il tweet del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris.

Coronavirus, il presidente De Luca: “Stringere i denti, ce la faremo”

“Qui in Campania non succederà quanto successo a Bergamo e Brescia”. Lo ha detto il governatore della Campania, Vincenzo De Luca.

“Possiamo avere fiducia, credo che andrà bene a condizione che tutti facciano la propria parte fino in fondo – ha sottolineato – Nessuna angoscia, nessun crollo, dobbiamo reagire. Abbiate fiducia. Siamo impegnati in una maratona e dobbiamo gestire le energie fino in fondo, dobbiamo stringere i denti. Cittadini, aiutateci ad aiutarvi”.

Secondo il governatore il picco dell’emergenza Coronavirus arriverà “alla fine della prima settimana di aprile con più di 3mila contagi”.

“Ce la possiamo fare – ha ribadito – a condizione che ogni livello faccia la sua parte”. Quanto alle misure del Governo, per De Luca sono state efficaci ma tardive. Infine una battuta sui “portaseccia” che esistono in Campania: “Hanno detto che la Campania è al collasso, ma non c’è stato nessun collasso”.

Coronavirus, l’allarme delle pmi del turismo: “Ormai siamo in recessione”

“In una situazione così grave e dolorosa per il paese, che costringe tutti a stare rinchiusi in casa, bisogna necessariamente pensare in positivo e trovare delle soluzioni”. Vincenzo Rochira che rappresenta un folto gruppo di piccoli e medi imprenditori nel settore delle lavanderie industriali in Campania valuta alcuni aspetti della crisi che mette in ginocchio il settore turismo e quello dei servizi ad esso collegato.
“Molti colleghi mi hanno contattato in questi giorni perché nulla è stato fatto da questo Governo, ci sono i contributi da versare altri spostati, gli effetti dai notai e i fitti da pagare. La stagione turistica se riparte lo farà con ritardo notevole e i costi da sostenere sono impossibili se non c’è un serio aiuto Istituzionale. I decreti pervenuti fino ad oggi sono puramente dilatori, i crediti d’imposta invece presuppongono che le aziende siano in salute e capaci di produrre reddito. Ciò potrebbe anche essere vero per alcune aziende del centro nord, ma certamente non è così per le aziende meridionali, dove esistono procedure logoranti per benefici irrisori. A tutt’oggi gli istituti di credito hanno fatto poco per le piccole e medie imprese, i loro dipendenti e per le loro famiglie. E’ giunto il momento di varare misure certe a sostegno ed a favore delle imprese, dei professionisti e delle famiglie, che siano di facile attuazione e che corrispondano alle necessità impellenti per far fronte a questo momento di grave crisi”.
La cura del commercialista Roberto Tramaglino noto professionista del settore è che “il Governo vari a breve iniziative al sostegno economico e con il supporto dell’Unione Europea, anche se una parte di essa non si comporta affatto bene (Germania, Olanda in primis). E’ impensabile, continua il consulente, pensare a misure importanti senza il coinvolgimento dei partners Europei, i quali devono necessariamente accettare una maggiore flessibilità del deficit. Le aziende tutte dovrebbero usufruire di una riduzione di costi fissi come i canoni di locazione o altri, insostenibili in un momento di fermo che non genera reddito, sarebbe opportuno avere un forte abbattimento dell’imposizione fiscale come l’estensione della cedola secca a tutte le categorie catastali. Ciò consentirebbe alle aziende un risparmio economico e una maggiore liquidità dal punto di vista finanziario, mentre per quelle aziende sottoposte al split payment (per chi lavora con la P. A.) e che ricevono i crediti al netto d’ Iva potrebbero usufruire delle dichiarazioni d’intento e non pagare l’Iva sugli acquisti come per le società di esportazione. Altra soluzione auspicabile – prosegue Tramaglino -, potrebbe essere la drastica riduzione di aliquote contributive, oltre all’estensione di ammortizzatori sociali per tutte le attività e che consentano un potenziamento produttivo e qualitativo. Per quanto concerne il punto di vista finanziario, gli Istituti di Credito e le Società d’Intermediazione dovrebbero essere dotati di Comitati tecnici che possano riunirsi e deliberare in pochi giorni, ma alla base ci deve essere la parola flessibilità sia che ci siano Fondi di garanzia o meno. Queste sono le soluzioni di misura straordinaria che potrebbero vedere una rinascita economica solida delle aziende campane e non solo”.

Coronavirus, il cardinale Sepe in preghiera davanti al cimitero di Poggioreale

O Dio onnipotente ed eterno, gloria dei credenti e Signore amante della vita, Tu che ci hai mostrato il Tuo amore tenero e misericordioso risuscitando il Tuo Figlio Gesù Cristo e, innalzandolo accanto a Te nella gloria, lo hai reso Re dell’universo, vieni in nostro aiuto e soccorrici nella debolezza.

Immensa è la sofferenza per le immagini delle numerose salme caricate sui mezzi militari nei giorni scorsi, profondo è il dolore per non aver potuto offrire il conforto della fede ai familiari dei defunti di queste settimane.

Queste le prime parole della preghiera rivolta al Signore dall’Arcivescovo di Napoli, il Cardinale Crescenzio Sepe, davanti ai cancelli chiusi del cimitero di Poggioreale.

Nel venerdì della Misericordia il presule si è unito in preghiera a tutti i vescovi italiani.

In questo momento drammatico, per il rispetto delle misure sanitarie, tanti defunti a causa del Coronavirus, non hanno potuto avere alcun conforto delle persone care né il conforto dei sacramenti.

L’intenzione dell’Arcivescovo è stata quella di affidare alla misericordia di Dio tutti i defunti di questa pandemia, nonché di testimoniare la vicinanza della Chiesa a quanti sono nel pianto e nel dolore.