Home Blog Page 1949

Hiv, a Napoli le nuove cure: “Migliorato lo stile di vita dei pazienti”

Terapie sempre più vicine alle esigenze del paziente, meno farmaci da assumere quotidianamente, meno effetti collaterali e uno stile di vita “normale”, quasi uguale a quello di chi non è sieropositivo.

Sono le nuove frontiere della ricerca sull’HIV di cui si parla a Napoli in occasione del III Workshop Nazionale “Hot Topics in Infettivologia”.

Scopo del convegno è la presentazione delle più significative novità nel campo delle malattie infettive ad un pubblico di specialisti interessati.

Con le terapie attuali  infatti l’aspettativa di vita di chi è sieropositivo è quasi sovrapponibile a quella di chi non ha contratto l’infezione; inoltre le molecole a disposizione oggi riducono quasi a zero gli effetti tossici nel lungo periodo e hanno diminuito drasticamente il numero di farmaci da assumere.

Se con l’attuale standard terapeutico infatti le persone con HIV assumono tre o quattro farmaci ogni giorno, il presente è già caratterizzato dal regime a due farmaci ed il futuro si annuncia interessante, grazie alla presenza di studi molto avanzati per associazioni a due farmaci da somministrare per via intramuscolare ogni 1-2 mesi.

Metro Roma Tiburtina, uomo ferisce guardia giurata e si uccide davanti a tutti

Prima ha ferito al collo con un coltello una guardia giurata, poi lo ha disarmato e infine con la pistola appena rubata si è colpito alla testa davanti a chi era in attesa della metropolitana alla stazione Tiburtina di Roma. Il fatto è accaduto nel pomeriggio: a suicidarsi è stato un uomo straniero, la vittima è una guardia giurata, romano di 58 anni, che  è stata soccorsa e portata in ospedale al Policlinico Umberto I, dove è ricoverato in gravi condizioni. L’uomo, impiegato della società Urbe, sarebbe stato colpito più volte al collo con un coltello.

Secondo una prima ricostruzione la guardia giurata sarebbe stata avvicinata dall’aggressore che, con coltello, lo ha colpito per due volte. Poi ha sfilato la pistola dalla fondina e si è puntato l’arma alla testa uccidendosi.

Sul posto, oltre il personale medico, anche i militari dell’Esercito, gli agenti della Polizia di Stato e la squadra della Scientifica. La zona in cui è avvenuta la tragedia è stata transennata mentre gli inquirenti acquisiranno e analizzeranno i filmati delle telecamere di sorveglianza per capire la dinamica dei fatti e se lo straniero fosse o meno un frequentatore abituale della stazione.

 

 

 

“Joan Miró. Il linguaggio dei segni”, grande successo per il vernissage al PAN Palazzo delle Arti Napoli

Trecento ospiti hanno ammirato in anteprima la grande mostra “Joan Miró. Il linguaggio dei segni”, promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli e organizzata dalla Fondazione Serralves di Porto con C.O.R. Creare Organizzare Realizzare, che fino al 23 febbraio 2020 sarà in esposizione al primo piano del PAN Palazzo delle Arti Napoli in via dei Mille 60.

Accolto con emozione il taglio del nastro alla presenza di Luigi de Magistris, Sindaco di Napoli, Nino Daniele, Assessore alla Cultura e al Turismo di Napoli, Paula Silva, Direttore Generale del Patrimonio Culturale del Ministero della Cultura portoghese, Ana Pinho, Presidente della Fondazione Serralves, Alessandro Nicosia, Presidente di C.O.R. Creare Organizzare Realizzare, Francesca Villanti, Direttore scientifico C.O.R. Creare Organizzare Realizzare, Robert Lubar Messeri, Curatore della mostra.

L’esposizione, a cura di Robert Lubar Messeri, professore di storia dell’arte all’Institute of Fine Arts della New York University, sotto la preziosa guida di Francesca Villanti, direttore scientifico C.O.R., riunisce ben ottanta opere tra quadri, disegni, sculture, collage e arazzi, tutte provenienti dalla straordinaria collezione di proprietà dello Stato portoghese in deposito alla Fondazione Serralves di Porto.

Le opere esposte coprono il lungo arco della produzione artistica di Miró, dal 1927 al 1986; un racconto sull’evoluzione dello stile di questo straordinario artista che riesce a trasformare i diversi oggetti che compongono le sue opere in segni visivi, anticipando il linguaggio dell’arte del Ventesimo secolo. Una straordinaria esplorazione della materialità che supera le costrizioni della tela e del colore utilizzando ogni supporto e materiale necessario per dare forma a quella sorprendente evasione poetica che caratterizza l’opera di Miró.
L’esposizione offre, quindi, al pubblico l’opportunità di ripercorrere, tappa per tappa, il cammino artistico dell’artista spagnolo, esplorando i momenti nodali del suo percorso, evidenziandone mutamenti ed elementi di continuità.

L’arrivo a Napoli della grande mostra “Joan Miró. Il linguaggio dei segni” è stato percepito subito come un evento straordinario, ricevendo il supporto delle importanti realtà territoriali McArthurGlen La Reggia Designer Outlet, Aeroporto internazionale di Napoli e BCC Banca di Credito Cooperativo Napoli e la mediapertnership di Tips on Naples e Napoli da Vivere. Per l’art cocktail del vernissage sono stati scelti i sapori di MUU Muuzzarella, che uniscono tradizione, ricerca e innovazione.

Al vernissage erano presenti anche, insieme alle istituzioni portoghesi, spagnole e cittadine, il prefetto di Napoli Carmela Pagano, il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Napoli Canio Giuseppe La Gala, il direttore della Banca d’Italia di Napoli, Antonio Cinque, il presidente BCC Napoli Amedeo Manzo, l’Ad di “Generazione vincente” spa, Michele Amoroso, il deputy centre manager La Reggia Designer Outlet Fabio Rinaldi, il dirigente scolastico Armida Filippelli, il presidente EAV, Umberto De Gregorio, l’imprenditore Francesco Tuccillo, il chirurgo vascolare, Lanfranco Scaramuzzino, Dario Moxedano, ideatore e fondatore, insieme a Salvatore Maresca di MUU Muuzzarella.

Il Consiglio Regionale digitalizza il procedimento amministrativo con “Iter Legis”

Dopo Genova e Roma ha fatto tappa a Napoli il “Digital Summit” riservato alle Regioni italiane. Si tratta di un appuntamento in cui si verifica lo stato dello sviluppo e della trasformazione digitale delle amministrazioni locali. Questa terza tappa si è svolta al Polo Universitario di San Giovanni a Teduccio. L’iniziativa è promossa da “The Innovation Group”, in collaborazione con il Consiglio Regionale, la Giunta e l’Università degli Studi di Napoli Federico II. Rosa D’Amelio che presiede l’assise regionale ha evidenziato l’attuazione della digitalizzazione del procedimento legislativo attraverso il progetto “Iter Legis”.

E’ in atto un’importante azione tesa alla semplificazione, alla informatizzazione e alla digitalizzazione che ha portato all’investimento di risorse per l’acquisto di tablet per il lavoro d’Aula, a disposizione di consiglieri ed assessori, con un risparmio di circa 2 milioni di fogli di carta all’anno, per la digitalizzazione della Sala Stampa “Marco Suraci”, per la realizzazione dello “Studio Tv Digitale e dell’Aula Multimediale”.

Il questore alle finanze, Antonio Marciano e l’assessore all’internazionalizzazione, start-up e innovazione, Valeria Fascione sono intervenuti.

 

 

Feudi di San Gregorio e Marinella, incontro virtuoso tra eccellenze del territorio

L’eleganza sartoriale incontra i vini di qualità. Nel museo ideato da Marinella, alla Riviera di Chiaia di Napoli, un percorso sensoriale per immaginare nuovi abbinamenti tra eccellenze. La storica maison delle cravatte, insieme con Feudi di San Gregorio, ha organizzato la presentazione del nuovo catalogo doni dell’azienda vitivinicola.

Che riesce ad abbinare la sua produzione migliore con realtà di altissimo pregio. Oltre che Marinella anche il cioccolato Amedei, Carthusia e Distilleria Bonaventura Maschio. All’iniziativa, con il patron Maurizio Marinella anche Antonio Capaldo, presidente di Feudi di San Gregorio.

Alcune bottiglie hanno indossato la cravatta per rappresentare il tatto con “Gentiluomo Napoletano”; la profumeria caprese Cartuisia ha stimolato l’olfatto con “ProfumiMediterrani”; il gusto si è fatto provocare dal cioccolato di Amedei con “Peccati di Gola”. Protagonista della giornata anche la Distilleria Bonaventura-Maschio con “Il Cocktail Gajardo” e l’azienda di formaggi Carmasciando ha messo in mostra la “Carmasciando box”.

Enzo Capasso, da Nisida a un locale tutto suo: storia di un giovane pizzaiolo

Dal carcere di Nisida ad un locale tutto suo. È una storia di riscatto sociale quella di Enzo Capasso, un ragazzo che ce l’ha fatta passando tra le mille difficoltà di una Napoli talvolta tentacolare. Oggi ha 30 anni, fa il pizzaiolo di mestiere ed ha aperto “Casa Capasso”, una pizzeria e trattoria tipica nel cuore della città in via dei Tribunali.

La via percorsa per arrivare al successo è stata molto tortuosa. Iniziando da un’adolescenza difficile, colpa di un padre che lo abbandonò al suo destino per dedicarsi al gioco d’azzardo, tanto da sperperare un risarcimento di un incidente stradale da 400 milioni di lire in poco meno di sei mesi. La mamma, casalinga, tra debiti e vendita di prodotti casalinghi tenta di tirar su al meglio i suoi ragazzi nella casa di via San Giovanni, sacrifici su sacrifici fino al 2005 quando purtroppo muore per una trasfusione di sangue infetto, lasciando Enzo 16enne praticamente solo quando già da qualche anno aveva abbandonato la scuola per lavorare e per “portare soldi a casa”.

Un’adolescenza dura, lavorando prima in un bar per poi infornare pizze dal Presidente, ma la strada e qualche amicizia sbagliata lo conducono ad essere arrestato il flagranza di reato per una rapina, lui che mai aveva fatto uso di droga o alcol, neanche una sigaretta. «Gli anni di Nisida – racconta Enzo – sono stati duri. Mi seguiva l’assistente Giusy Imbimbo. Nessuno veniva a trovarmi, solo la mia fidanzata Marianna. Ricordo che il giudice Marina Ferrara era cattivissima con me, non voleva farmi uscire più. Intanto facevo corsi di ceramica e altre forme d’arte, sempre con voti altissimi. Pensavo di aver rovinato per sempre la mia vita, ma mi diedero 48 ore di tempo per uscire e trovare un lavoro. Ho fatto due anni di volontariato, ho lavato e accudito barboni nella mensa delle suore di Calcutta. Intanto tramite un amico riuscii fui preso nella pizzeria Aiello al Museo. Vinsi un premio a Nisida e con l’assegno di 1.800 euro comprai uno scooter che mi serviva per andare a lavoro».

E allora lì la vita svolta, Enzo sposa la sua fidanzata, inizia a lavorare al Pomodorino di Piazza Municipio dove produce una media di 500 pizze al giorno. Dai 19 fino ai 27 anni mette da parte tutti i soldi guadagnati. Nel 2013, poi passa a lavorare da For o mar sul Lungomare dove inizia a frequentare la “Napoli bene” tra giudici, calciatori, medici. Lì conosce un procuratore di calcio, Vincenzo Pisacane, con il quale decide di aprire “Casa Capasso” nello stabile dove lavora con la sua famiglia, con moglie e il figlio di 10 anni, in via dei Tribunali 292. «Quando ero piccolo la gente scappava da questo quartiere per i numerosi atti di criminalità, oggi è cambiato ed ho deciso di aprire il mio locale nelle strade dove sono nato».

Una favola blu, intensa come le sfumature del mare di Napoli, quella di Enzo è la storia di un ragazzo che ce l’ha fatta: «Spesso sento gente parlare di criminalità, di soldi facili, ma non hanno idea della bellezza della vita, di quanto sia meraviglioso sentirsi fiero di aver fatto qualcosa di tanto bello. Io ce l’ho fatta e sono sicuro che anche loro possono cambiare. Mai mollare».

Napoli Est affoga tra i rifiuti: lago di melma e spazzatura in via Argine

Un vero e proprio lago di spazzatura, maleodorante, con insetti che proliferano sui sacchetti lasciati imputridire ai lati della strada e nei terreni che lambiscono serre di ortaggi e fiori.
E’ l’allarmante situazione che da mesi interessa via Argine.

I pirati dello scarico abusivo, nonostante i cartelli che minacciano pena di morte, nelle ultime settimane hanno operato senza sosta riempiendo i due terrapieni uno dei quali su cui affacciano le aule dell’istituto tecnico Marie Curie.

Amianto dato alle fiamme, balle di stoffe e vestiti, pneumatici, ingombranti, frigoriferi, scarti di lavorazione hanno riempito l’asse viario rendendo impossibile la circolazione.
Le pioggie delle ultime ore hanno contribuito a creare un vero e proprio lago di rifiuti con miasmi che rendono impossibile respirare giorno e notte.

La zona di via argine da anni è interessata da scarichi abusivi. A due passi dal PalaVesuvio un’altra mega discarica di ingombranti e rifiuti speciali da mesi è stata transennata ma mai bonificata.
Situazione ancora più assurda in piazzetta De Roberto a 100 metri dalla Procura e dalla caserma dei Vigili del Fuoco.

Li dove un tempo erano presenti giochi per bambini oggi a terra è un immenso tappeto di vestiti, scarpe, borse, pneumatici e ingombranti frutto dell’opera di molti rom che quotidianamente si radunano in quello slargo per sbarazzarsi di abiti e oggetti che non sono di loro gradimento.

Insomma una situazione allucinante che va avanti da mesi e che nessuno comune, asl e forze dell’ordine è riuscita a risolvere.
Intanto a pagarne le spese cono i cittadini di Napoli Est invasi dalla spazzatura e avvelenati dai roghi tossici.

A Napoli “Tè con te…per il pianeta” venerdì 27 settembre

Nella programmazione delle attività culturali della nostra associazione Venti di Speranza Onlus, volte a sensibilizzare ed incentivare percorsi di educazione ambientale, è stato ideato l’evento “TE’ CON TE PER IL PIANETA” che si inserisce nell’ambito della terza giornata internazionale Frydays for future.

L’evento vedrà la partecipazione di Maurizio Capone musicista cantautore, Francesca Zazzera Greenpeace Gruppo Locale di Napoli, Sandro Fucito Presidente del Consiglio Comunale di Napoli.

Si invita alla partecipazione per un dibattito sul tema della salvaguardia dell’ambiente e della prevenzione al riscaldamento globale, con gli ospiti succitati che tratteranno l’argomento da diversi punti di vista.

L’appuntamento è per venerdì 27 settembre alle ore 17.30 nella sede dell’Associazione Venti di Speranza Onlus in Viale Farnese, 45 – Napoli.

Eutanasia, sentenza Corte Costituzionale: lecito aiuto al suicidio. Immediate reazioni del mondo cattolico

“Non è sempre punibile chi aiuta al suicidio”. Una sentenza che segna una svolta quella della Corte costituzionale che ieri sera, da poco passate le 20, si è espressa sul caso di Marco Cappato, colui che correva il rischio di una condanna fino a dodici anni di carcere per aver accompagnato Fabiano Antoniani, in arte Dj Fabo, il quarantenne milanese tetraplegico, in Svizzera a morire come chiedeva da anni dopo essere rimasto coinvolto in un incidente automobilistico.

La sentenza della Consulta recita: “E’ non punibile”, a “determinate condizioni”, chi “agevola l’esecuzione del proposito di suicidio, autonomamente e liberamente formatosi, di un paziente tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetto da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche e psicologiche che egli reputa intollerabili ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli”.

Le condizioni quindi sono  che si tratti di un malato terminale in grado di decidere pienamente, afflitto da una patologia che gli provoca sofferenze fisiche e psichiche per lui assolutamente intollerabili.

 

La corte Costituzionale doveva stabilire se fosse reato, come prevede l’articolo 580 del codice penale, aiutare  ad andarsene una persona malata che non ritiene più sopportabile e dignitoso vivere.  Già l’anno scorso la Consulta aveva segnalato l’incostituzionalità della norma che parificava l’istigazione al suicidio con l’aiuto. Undici mesi fa i giudici, che avevano chiesto al parlamento di legiferare (avevano dato tempo fino al 24 settembre, senza  alcun risultato),  avevano stabilito alcuni punti fondamentali che sono stati alla base della decisione.

La svolta consiste nel fatto che dopo questa sentenza il parlamento dovrà in qualche modo legiferare in materia.

Immediate sono state le reazioni del mondo cattolico e della Associazione medici anestesisti cattolici, che raccoglie 4000 iscritti, la quale ha dichiarato che si appelleranno all’obiezione di coscienza.

In questi due anni e mezzo in cui è stato sotto processo Marco Cappato, difeso dall’avvocato Filomena Gallo, segretaria dell’associazione Coscioni,  sono state centinaia le persone che hanno contattato l’ Associazione Luca Coscioni per smettere di soffrire.e

Corruzione, 4 arresti: anche 2 finanzieri

Quando si è accorto che i rilievi sollevati dai finanzieri durante i controlli incrociati alla documentazione contabile del suo cliente, l’imprenditore Francesco Truda, erano di carattere penale, il commercialista, Alessandro Gelormini, molto noto in città, li ha convinti a ‘convertirli’ in rilievi amministrativi in cambio di 4mila euro.

E i due militari – dei quali non è stata al momento resa nota l’identità – hanno accettato. Al suo cliente, però, il commercialista ne ha chiesti 6mila, per intascarne 2mila.

Figurano anche due finanzieri tra le quattro persone arrestate per corruzione oggi dalla Guardia di Finanza del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Napoli. Per un militare è stata disposta la custodia cautelare in carcere.

Il gip ha disposto, invece, gli arresti domiciliari per l’altro militare, per un imprenditore che lavora nel settore della logistica e della manutenzione e per il commercialista, già finito al centro di altre inchieste per evasione fiscale e bancarotta.