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Bullismo, oltre il 50% dei giovani tra 14 e 17 anni sono stati vittime o testimoni

DRAGONI (CE) – “Gli ultimi dati confermano che oltre il 50% dei ragazzi tra i 14 e i 17 anni sono stati vittime o hanno assistito a episodi di bullismo. Un risultato che deve far riflettere. Fenomeni che vanno combattuti con il supporto delle istituzioni e con la collaborazione dei ragazzi.

Perciò dobbiamo essere sempre presenti nelle scuole e nei luoghi di aggregazione dei giovani per informarli sulle opportunità e sui pericoli del web. Ringrazio il Corecom della Campania per l’iniziativa di ‘@scuolasenzabulli’ che sta portando avanti su bullismo e cyberbullismo con il ruolo determinante di Ag Com e Polizia Postale che offrono uno straordinario supporto informativo e investigativo nelle campagne di sensibilizzazione”.

Lo ha detto Flora Beneduce, consigliera regionale della Campania, intervenuta all’incontro organizzato dal Corecom Campania, presieduto da Domenico Falco, presso il campo scout “Don Peppe Diana” di Dragoni in provincia di Caserta.

Per il primo cittadino del comune casertano, Silvio lavornia, “dobbiamo diventare tutti ‘sentinelle di legalità’ contro questo fenomeno partecipando attivamente alle iniziative di prevenzione.

Internet è importante ma i giovani vanno indirizzati ad un uso consapevole, altrimenti si trasforma in uno strumento molto pericoloso e dannoso. Sono convinto che è necessario continuare organizzare incontri e dibattiti coinvolgendo oltre ai giovani anche le loro famiglie per studiare i temi del bullismo e del cyberbullismo”.

La prevenzione in questi casi è davvero importante per Don Davide Ortega, parroco dell’Annunziata di Dragoni e promotore del ‘campo estivo’,  che ha sottolineato come “questo ‘male’ va a incidere nella vita quotidiana dei ragazzi in un momento di preadolescenza e adolescenza per cui è fondamentale agire prima che siano arrecati danni irreparabili.

In parrocchia puntiamo a informare in men e famiglie sul tema del bullismo in modo che si possa creare una rete forte per combatterlo. Nel laboratorio emotivo che abbiamo realizzato impariamo a conoscere le emozioni, a esprimerle e a condividerle accettando che siamo fatti anche di emozione”.

All’iniziativa hanno partecipato anche Rocco Cassella e Rosanna Ferrara, consiglieri comunali di Dragoni e il dirigente scolastico Vincenzo Italiano.

Comune di Napoli, scoperti dipendenti assenteisti e operai che non pulivano i giardini

Abbandonavano il posto di lavoro e anche le aree verdi di Napoli proprio nel momento del bisogno, quando in città le condizioni dei parchi erano tali da rappresentare un pericolo per i cittadini: la Polizia Municipale di Napoli ha notificato a dodici dipendenti del Comune altrettanti obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria chiesti e ottenuti dal Gip di Napoli dalla sezione reati contro la pubblica amministrazione della Procura di Napoli (pm Catello Maresca).

Dall’attività investigativa è emerso che dopo avere timbrato gli indagati (complessivamente 16), se ne andavano al centro scommesse, a fare acquisiti in un centro commerciale, a fare la spesa o a casa. Sedici indagati fanno parte dei trentacinque assegnati alla IV Municipalità di Napoli. I fatti contestati riguardano il periodo tra il marzo 2017 al marzo 2018.

Antoine Fuqua e Matteo Rovere “registi dell’anno” a Ischia Global Film Festival

Sono Antoine Fuqua e Matteo Rovere i ‘registi dell’anno’: i riconoscimenti saranno consegnati sabato 20 luglio nel corso del 17esimo Ischia Global Film & Music Festival (14 -21 luglio). Il Premio Visconti è andato a Marco Bellocchio, regista de ‘Il Traditore’ che è anche ‘Film Europeo dell’anno’.

Fuqua incontrerà il pubblico a Forio il 19 luglio per la proiezione speciale di ‘The Equalizer 2 – Senza perdono’.

Dopo aver diretto ‘Il primo re’, film storico sulla fondazione di Roma in lingua protolatina, con Alessandro Borghi e Alessandro Lapice nei ruoli di Romolo e Remo, Rovere è ora al lavoro per la serie ‘Romulus’, prodotta da Sky. Il programma di Ischia Global 2019 presentato Napoli al Gambrinus da Pascal Vicedomini.

“Mai più cornicioni killer”, nasce la commissione speciale dell’Ordine degli ingegneri di Napoli

Stop ai cornicioni-killer. L’Ordine degli ingegneri di Napoli istituisce una Commissione Speciale denominata “Sicurezza e Consolidamento delle facciate degli edifici”, coordinata dal professor Marco Di Ludovico dell’Università Federico II, proprio per supportare i tecnici e la comunità nella valutazione del rischio connesso alle facciate dei palazzi.

Dopo l’incidente costato la vita nel 2014 al quattordicenne Salvatore Giordano, colpito da calcinacci caduti dalla Galleria Umberto di Napoli, nel giugno scorso, a via Duomo, c’è stata un’altra vittima per il crollo di un cornicione: il commerciante Rosario Padolino.

Sono lutti che non possono e non devono essere considerati una fatalità. Se non si interviene avverte il Presidente dell’Ordine degli ingegneri di Napoli, Edoardo Cosenza ci saranno nuovi incidenti C’è bisogno di ripristinare il progetto Sirena.

Universiade 2019, a Napoli l’appuntamento con il Carosello storico dei carabinieri a cavallo

Il quarto Reggimento Carabinieri a Cavallo in questa Universiade 2019 non solo concorre ai servizi di ordine pubblico e di rappresentanza ma è anche presente a Napoli, Cercola e Caserta con esibizioni in diverse attività montate.

Il primo appuntamento ieri sera quando un reparto di formazione del 4° Reggimento Carabinieri a Cavallo ha sfilato in alta uniforme sul lungomare di Napoli fino a Piazza Plebiscito.

Qui il complesso musicale ha eseguito un breve concerto.

Il Reggimento è stato accompagnato dalla mascotte “Briciola”, cagnolino di razza meticcia successore della prima mascotte ufficiale “Trombetta” donata come portafortuna negli anni settanta da scugnizzi napoletani.

Secondo appuntamento questa sera allo stadio “G. Piccolo” di Cercola, dove il gruppo Squadroni “Pastrengo” metterà in scena il carosello storico.

Accompagnati dalle musiche della Fanfara a cavallo, i Carabinieri rievocheranno i momenti più importanti della storia dell’Arma e concluderanno l’esibizione con un’azione di combattimento tra due schieramenti che terminerà con lo scontro finale.

Si chiude domani nei pressi della Reggia di Caserta dove il reparto si esibirà in figure tratte dal carosello storico accompagnato anche questa volta dalle musiche della Fanfara a cavallo.

A Giffoni torna la rassegna Next Generation

Sviluppo di competenze digitali per il nuovo mercato del lavoro, laboratori educativi sulle nuove tecnologie, Blockchain, Big Data e Virtual Reality al servizio delle industrie creative e di progetti ad alto impatto sociale: a Giffoni torna la rassegna NEXT GENERATION giunta alla sua quinta edizione, realizzata da Giffoni Innovation Hub (dal 19 al 27 luglio 2019 a Giffoni Valle Piana – Salerno), la creative agency ispirata e promossa dal Giffoni Experience.

La nuova edizione del percorso formativo che Giffoni Innovation Hub offre sui temi del digitale, web economy, tech e innovazione inizia con le attività didattiche rivolte ai dreamers, i giovani talenti under 30 del Dream Team e i Giffoners dai sei anni in su che potranno partecipare ai creative digital labs di 3D printing ed elettronica, realtà virtuale e aumentata. Per i ragazzi più grandi, dai 18 anni in su, workshop dedicati ai seguenti temi: Interactive Storytelling, Social Impact, Open Innovation, Big Data e Crowdfunding.

Operazione “Black Spirit”, 25 misure cautelari e sequestri per importo illecito di alcol

OLTRE 100 MILITARI DEL COMANDO PROVINCIALE DELLA GUARDIA DI FINANZA DI CASERTA CON IL SUPPORTO DEI REPARTI DEL CORPO DI NAPOLI, BASSANO DEL GRAPPA, BRA, BOLOGNA, BRESCIA, CASTELFRANCO VENETO, GROSSETO, LANCIANO, LECCE, MONZA, PADOVA, PALERMO, ROMA E TRIESTE HANNO ESEGUITO, SU DELEGA DELLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI NAPOLI NORD, 25 MISURE CAUTELARI PERSONALI (13 CUSTODIE IN CARCERE, 10 ARRESTI DOMICILIARI E 2 OBBLIGHI DI PRESENTAZIONE ALLA POLIZIA GIUDIZIARIA) EMESSE DAL G.I.P. DEL TRIBUNALE DI NAPOLI NORD NEI CONFRONTI DEGLI APPARTENENTI AD UN AGGUERRITO GRUPPO CRIMINALE TRANSNAZIONALE DEDITO AL CONTRABBANDO DI PRODOTTI ALCOLICI PROVENIENTI DAL NORD EUROPA E DESTINATI ALLA VENDITA IN NERO SULL’INTERO TERRITORIO NAZIONALE E IN ALCUNI PAESI COMUNITARI.

IN CORSO DI ESECUZIONE ANCHE 40 PERQUISIZIONI, PRESSO ABITAZIONI E IMPRESE NELLA DISPONIBILITA’ DEGLI INDAGATI, NONCHE’ IL SEQUESTRO DI BENI PER UN VALORE COMPLESSIVO DI 80 MILIONI DI EURO.

Riapre al pubblico dopo 20 anni la collezione Magna Grecia del Mann

Un silenzio lungo oltre vent’anni ed una dedica al professor Enzo Lippolis (Direttore del
Dipartimento di Scienze dell’Antichità/Università “La Sapienza” di Roma, scomparso prematuramente nel 2018), che ha costruito un particolare progetto allestitivo per raccontare le radici storiche della cultura dell’Italia meridionale: riaprirà giovedì 11 luglio (alle ore 12 l’anteprima stampa, alle 17 l’inaugurazione con autorità e pubblico) la collezione Magna Grecia del Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
Chiusa dal 1996, la collezione, per ricchezza ed antichità del patrimonio archeologico (i reperti, dal Settecento ai primi decenni del Novecento, furono convogliati nell’allora Real Museo Borbonico tramite acquisti e donazioni) rappresenta un unicum nel panorama museale internazionale: oltre 400 opere, infatti, testimoniano le caratteristiche
insediative, le strutture sociopolitiche, il retroterra religioso ed artistico nella Campania di epoca preromana.
Diversi nuclei tematici, dunque, con un significativo filo conduttore: la complessità della coesistenza tra le comunità radicate nel Sud della penisola.
“Restituiamo oggi al Museo Archeologico Nazionale di Napoli una parte fondamentale della sua identità – dichiara il Direttore Paolo Giulierini – il riallestimento dopo 20 anni della collezione Magna Grecia, tra le più ricche e celebri al mondo, è l’esito di un vasto piano di interventi per il riassetto dell’ala occidentale dell’edificio destinata ad accogliere le testimonianze dell’epoca preromana. Nelle sale del primo piano che ospitano il percorso espositivo, un’esperienza unica attende il visitatore, che potrà letteralmente ‘passeggiare nella storia’. Lo farà camminando, con le opportune precauzioni, sui magnifici pavimenti a mosaico provenienti da Villa dei Papiri di Ercolano, da edifici di Pompei, Stabiae, dalla villa imperiale di Capri, finalmente recuperati e riportanti alla loro magnificenza.
La storia dei greci in Occidente, e quella dei popoli italici con i quali vennero a contatto, torna quindi a passare per il MANN, e mi piace immaginare questa ‘nuova’ sezione come un affascinante ‘portale della conoscenza’ che da Napoli conduca, e sempre più invogli, alla scoperta degli antichi tesori del Mezzogiorno d’Italia’’.
In un viaggio a ritroso nella storia, dall’VIII sec. a. C. sino alla conquista romana, è così ricostruito il suggestivo mosaico che definì l’identità culturale della Magna Grecia: si parte con alcune sepolture da Pithekoussai (Ischia) e Cuma (databili tra la seconda metà dell’VIII e gli inizi del VII sec. a. C.) per testimoniare le fasi più remote della “colonizzazione” greca del Sud Italia; gli oggetti, che facevano parte dei corredi funebri, rappresentano una prima modalità per definire la convivenza, quasi ante litteram, fra indigeni e greci in Campania.
Procedendo nelle due sale successive, si descrive l’universo mitico e religioso delle città della Magna Grecia: grazie a particolari forme di architettura sacra, capaci di rispondere ad esigenze rituali e sistemi votivi, si comprende quanto la cultura magnogreca sia stata segnata dai grandi fenomeni migratori.
Tra i capolavori presentati ai visitatori spiccano la suggestiva e coloratissima opera d’arte del fregio in terracotta con lotta tra Eracle e il mostro marino Nereo e le Tavole di Eraclea.
Si tratta di una grandiosa iscrizione (rinvenuta nel 1732), che segnò una tappa fondamentale nella scoperta della Magna Grecia, affascinando il Settecento riformatore e illuminista per aver fissato nel bronzo il dettagliato resoconto
dei lavori pubblici legati al riordino di alcuni terreni di proprietà religiosa.
Nella terza sala, si affronta il tema del significato ideologico del banchetto, tra dimensione individuale e sociale, nella cultura greca e magnogreca di epoca arcaica e classica.
È ricostruito, così, un convivio tra VI e V sec. a.C.: i vasi attici figurati riflettono un rituale consolidato per cui ogni recipiente (crateri, anfore, coppe, vasellame in bronzo) assumeva una funzione specifica.
Continuando questo progressivo viaggio nel tempo, si passa all’analisi dell’affermazione delle popolazioni di origine italica (campani, sanniti, lucani e apuli) nell’Italia meridionale: furono queste popolazioni che, negli ultimi decenni del V sec. a.C., si sostituirono ai greci nell’amministrazione delle città più importanti, definendo nuove forme di organizzazione sociale per esprimere un mutato retroterra ideologico e culturale.
Significativo, in tal senso, il consistente nucleo di materiali provenienti da Ruvo, Canosa e Paestum: ancora una volta, dal rituale funerario, si evincono i cambiamenti intercorsi in una comunità che diviene fortemente gerarchizzata.
Spiccano, nella collezione, le celebri lastre dipinte rinvenute nella Tomba delle Danzatrici, scoperta a Ruvo il 15 novembre 1833: la scena di danza funebre, che si snoda sulle pareti della tomba (datazione tra fine del V e inizi del IV sec. a.C), costituisce a tutt’oggi una delle più alte attestazioni della pittura antica nel Sud Italia.
Ancora, tra i maggiori acquisti che il governo borbonico riuscì ad assicurare al Museo, spiccano le coppie di frontali e pettorali per cavalli, provenienti da una sepoltura ruvestina di un cavaliere di rango principesco, così come i due crateri a mascheroni apuli dall’Ipogeo del Vaso di Dario di Canosa, vasi colossali la cui unica funzione doveva essere quella di costosissimi status symbol.
Raffinate testimonianze della moda del tempo sono le oreficerie esposte nella sala CXXXV: collane, bracciali, orecchini e altri gioielli documentano così i preziosi ornamenti indossati per ostentare la propria appartenenza sociale.
In questa stessa sala, si trova lo straordinario Cratere di Altamura (metà IV sec. a.C.), uno dei più monumentali vasi apuli pervenuti dall’antichità. L’opera, recentemente restaurata dallo staff del Getty Museum, è decorata da una rara ed emblematica raffigurazione del mondo degli Inferi con la dimora di Ade e Persefone, insieme a numerosi personaggi mitologici legati all’aldilà.
La collezione Magna Grecia trova il suo culmine ideale nello sguardo proteso alla Campania interna e ai contesti più significativi da Nola a Cales (l’odierna Calvi Risorta nel casertano): a partire dal I millennio a.C.
tali aree rappresentarono, per configurazione morfologica, uno snodo nevralgico per connettere Italia centrale e meridionale, così come costa tirrenica, fascia appenninica e versante adriatico della penisola.
Tra le opere inserite nel percorso espositivo, basti ricordare l’Hydria Vivenzio, uno dei vasi più celebri che il mondo antico ci abbia restituito. Acquistata nel 1818 per l’allora incredibile cifra di 10.000 ducati (una quantità d’oro corrispondente a circa 170.000 euro), l’opera è attribuita al Pittore di Kleophrades (490-480 a.C.). Sulla spalla del vaso si succedono in circolo scene della presa di Troia (tra cui lo stupro di Cassandra e la sanguinosa morte di Priamo), capaci di affascinare i moderni per il contrasto tra l’armonia compositiva e la violenza nella resa dei dettagli.
Parallelamente ai temi delle culture a contatto e dell’integrazione, concepita come base per la costruzione di una società mediterranea eclettica, nell’allestimento della collezione Magna Grecia si sono volute ricordare anche le scoperte archeologiche più importanti avvenute tra Otto e Novecento. Attraverso figure di studiosi come Paolo Orsi, Umberto Zanotti Bianco e Giovanni Pugliese Carratelli, la storia delle collezioni magnogreche del MANN si intreccia con una parte importante della storia culturale dell’Italia unita e del Meridionalismo illuminato, che ha vissuto la valorizzazione dell’eredità della Magna Grecia come potenziale riscatto per il Mezzogiorno.
Meraviglia nelle meraviglie sono le 14 sale del Museo attigue al salone della Meridiana in cui è ospitata la collezione: tali sale sono caratterizzate da pregiati sectilia a motivi geometrici e mosaici di età romana, messi in opera nella prima metà dell’800, sottoposti in questi anni ad un intervento di manutenzione e pulizia, che ha restituito alle superfici la vivacità dei colori delle diverse qualità di marmo. Spicca, tra tutti, il pavimento circolare in opus sectile proveniente dal Belvedere della Villa dei Papiri di Ercolano (sala CXXXIX), dal modernissimo gioco di illusionismo prospettico.
Si specifica che la pavimentazione a mosaico delle sale che ospitano la collezione necessita di alcune precauzioni nella fruizione, tra cui l’utilizzo di apposite calzature (al costo di 1,50 euro) e l’ingresso regolamentato negli spazi espositivi.
Il progetto di nuova apertura della collezione Magna Grecia è stato realizzato con fondi FSC 2014-2020, afferenti al Piano Stralcio Cultura e Turismo-Delibera C.I.P.E. n° 3/2016.
La collezione è stata la prima, al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, ad essere concepita come accessibile a qualsiasi tipo di pubblico, anche con esigenze speciali.
Il progetto di nuova apertura della collezione Magna Grecia è accompagnato, infine, da una guida-catalogo, a cura di Paolo Giulierini e Marialucia Giacco; la guida è edita da Electa.

Napoli, omicidio Genny Cesarano: confermati 3 dei 4 ergastoli

La IV Corte di Assise di Appello di Napoli (Vescia presidente, Ciocia giudice a latere) ha confermato tre delle quattro condanne all’ergastolo emesse in primo grado nei confronti di Luigi Cutarelli, Ciro Perfetto e Antonio Buono, imputati per l’omicidio del giovane Genny Cesarano, vittima di una ‘stesa’ (raid intimidatorio della camorra finalizzato al controllo del territorio) in piazza Sanità, il 6 settembre 2015. Ridotta la pena, dall’ergastolo a 16 anni, per Mariano Torre, in virtù dello sconto di pena previsto per i collaboratori di giustizia.

Confermati anchei 16 anni di reclusione inflitti in primo grado al boss Carlo Lo Russo, mandante del raid, anche lui collaboratore di giustizia. Il verdetto in primo grado è stato emesso dal gup Alberto Vecchione, il 6 dicembre 2017 al termine del processo con rito abbreviato.

“È una sentenza che deve rappresentare un esempio per la città – ha commentato Antonio Cesarano, papà di Genny – non dobbiamo dimenticare che dopo mio figlio ci sono state altre vittime”.

Ntf19, il tema de “L’uomo migrante” nella “Sala d’attesa”

Quattro serate, quattro sale d’attesa. In ognuna prende forma da un intreccio di voci una trama diversa, con l’aiuto della musica, delle parole, e delle immagini. E, soprattutto, attraverso lo scambio con il pubblico. Dentro ogni sala, si celebra la bellezza della complessità, della trama intrecciata della storia e del presente in uno spettacolo interattivo sui grandi temi che coinvolgono l’umanità.

L’uomo migrante – Come sarebbe stato il mondo se gli uomini non si fossero mai mossi? L’umanità si sarebbe salvata? A cominciare dal viaggio di Ulisse, il destino dell’uomo è nella scoperta, nel cammino.
Ospiti: Giobbe Covatta (artista, testimonial Amref e Save the Children), Pietro Bartolo (medico di Lampedusa), Mirkoeilcane (cantante), Massimo Antonelli (sportivo e fondatore Tam Tam Basket), Antonio Noto (sondaggista), Cristina Donadio (attrice), Antonello Cossia (attore), Roberto Salomone (fotografo), Alessio Paduano (fotografo).