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Preso il «maniaco dei camerini»: filmava ragazze mentre provavano i vestiti al centro commerciale

Ha molestato una 12enne per poi seguirne gli spostamenti e riprenderla con una microcamera nascosta in un portachiavi mentre si provava gli abiti in un camerino, fin quando la ragazzina, impaurita, ha informato i genitori presenti che hanno subito chiamato i carabinieri, i quali poco dopo hanno bloccato il presunto pedofilo. L’episodio è avvenuto in un noto centro commerciale di Marcianise (Caserta).

In manette per il reato di violenza sessuale commessa in danno di minore di 14 anni è finito un 44enne del Casertano. Nella sua auto e nell’abitazione i militari hanno rinvenuto un personal computer e diverse memory card con all’interno video di decine di ragazze, molte minorenni, che sarebbero state filmate nei camerini di vari centri commerciali delle province di Napoli e Caserta. Secondo i Carabinieri, fino ad ora non era mai stato sorpreso dalle sue eventuali vittime, o comunque nessuna lo aveva denunciato.

Napoli, rapina all’Md: indagato il poliziotto che ha sparato. Il 18enne ancora intubato

E’ indagato, come atto dovuto, per lesioni, il poliziotto che sabato sera è intervenuto per sventare una rapina in un supermercato a Napoli sparando e ferendo i due giovanissimi banditi armati. L’agente era fuori servizio. Stava facendo la spesa nel supermercato nella zona della Loggetta, tra i quartieri di Fuorigrotta e Soccavo, quando ha notato i due giovani che stavano per portare via il registratore di cassa.

Il poliziotto si è qualificato e, di fronte alla situazione di pericolo, ha estratto la pistola ferendo i due: un diciottenne è stato portato all’ospedale San Paolo, ferito al torace ed operato. Il diciassettenne invece è stato colpito ad una gamba ed è all’ospedale Cardarelli.

Entrambi sono piantonati: l’ipotesi è quella di rapina pluriaggravata. Nel supermercato gli agenti hanno recuperato una Beretta con colpo in canna e una quindicina di cartucce. Il poliziotto è stato ascoltato dal pm alla presenza del legale di fiducia.

Spente le luci a loculi e cappelle, la protesta davanti cimitero di Fuorigrotta

E’ il grido di protesta delle decine di persone che questa mattina all’esterno del cimitero di via Terracina a Fuorigrotta a Napoli hanno protestato perchè il servizio di illuminazione per le cappelle, le lapidi e le fosse del cimitero è stato sospeso.

La decisione dopo l’affidamento del servizio elettrico cimiteriale e delle lampade votive all’Arciconfraternita di Pozzuoli, già proprietaria del cimitero, che si occuperà da metà maggio anche della gestione delle luci, fino a questo momento nelle mani della Seci, che dopo oltre 40 anni di servizio dovrà lasciare il cimitero di Fuorigrotta.

I dettagli li spiega Giovanni Grillo, rappresentante sindacali della Seci.

I 50 anni della Comunità di Sant’Egidio nel servizio agli ultimi della Terra

Artigiani, operai della pace che lavorano nel cantiere dove il capo, l’architetto è Lui, Gesù Cristo, che da risorto mostra la strada facendo vedere ai discepoli le sue piaghe da crocifisso, invitandoci a donarci interamente per gli altri, è così che il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo metropolita di Napoli, ha chiamato ed esortato i cristiani della comunità di Sant’Egidio, parafrasando il vangelo di San luca su una delle apparizioni di Cristo Risorto, in occasione della messa di ringraziamento per i 50 anni della comunità, sorta a Roma nel 1968 e pochi anni dopo radicatasi a Napoli dove, sulla scia dell’identificazione che Cristo fa di se stesso nei vangeli con gli ultimi della terra, continua a farsi vicina ai poveri e ai senza fissa dimora, ai malati nel corpo e nello spirito, ai sofferenti e ai migranti.

Il cardinale Sepe, esortando alla pace tra le nazioni, ha infatti ricordato l’impegno di Sant’Egidio nella creazione di corridoi umanitari per salvare i profughi della guerra in Siria. Ascoltiamo il referente della comunità per Napoli, Antonio Mattone.

A Sant’Angelo dei Lombardi la prima tappa di @scuolasenzabulli promossa dal Corecom

SANT’ANGELO DEI LOMBARDI – “Nessuna comunità, neppure quelle più al riparo dall’influenza della criminalità come potrebbero sembrare le province interne della Campania, si può tirare fuori da un’azione mirata e sinergica di contrasto al fenomeno del cyberbullismo e del bullismo.

Ad esempio, poche settimane fa nell’hinterland di Avellino, due giovani hanno sequestrato, picchiato e derubato un loro coetaneo arrivando alle minacce di morte. E’ quindi dovere delle Istituzioni, a tutti i livelli, far diventare il disagio giovanile centrale nelle loro attività, a partire dalle famiglie e dalla scuola per evitare una pericolosa deriva violenta nelle relazioni con attori i più giovani”. Lo ha detto Rosa D’Amelio, presidente del Consiglio Regionale della Campania al forum “@scuolasenzabulli, prevenzione per combattere il cyberbullismo” che si è svolto nell’auditorium “Falcone e Borsellino” dell’Istituto d’Istruzione Secondaria Superiore “Francesco de Sanctis” di Sant’Angelo dei Lombardi.
I lavori sono stati introdotti da Domenico Falco (presidente del Comitato Regionale per le Comunicazioni della Campania) Ivana Nasti (direttore Servizio Ispettivo, Registro e Corecom dell’Agcom), Massimo Iapicca (Confindustria Avellino) e Rosanna Repole (sindaco del Comune di Sant’Angelo dei Lombardi).
Al dibattito, moderato da Gerardo Cipriano (dirigente scolastico I.I.S.S. “F. De Sanctis”), sono intervenuti Massimo Cagnazzo (Comandante Provinciale Carabinieri Avellino), Claudio Aletta (direttore tecnico principale della Polizia Postale), Marco Iannelli (Capo Segreteria del Direttore Servizio Ispettivo, Registro e Corecom dell’Agcom) e Concetta Battimelli (Medico legale).
“Con il Corecom Campania abbiamo deciso di fare tappa al “Francesco de Sanctis”, con la nostra campagna di sensibilizzazione e prevenzione contro bullismo e cyberbullismo – ha aggiunto Rosa D’Amelio -, perché alcune classi dell’Istituto di Sant’Angelo dei Lombardi l’anno scorso erano state protagoniste, con una specifica proposta di legge su questo tema, del progetto ‘Ragazzi in Aula’, che ho voluto rilanciare da quando sono presidente del Consiglio regionale. Quel testo è stato recepito, assieme ad altri, nella legge che abbiamo approvato qualche mese dopo e che ci ha permesso di anticipare anche il Governo nazionale su questa materia. Il problema è sentito, come testimoniano le sollecitazioni arrivate in Consiglio da diverse scolaresche, ed è largamente diffuso.
La legge che abbiamo approvato nel 2017 in Consiglio regionale, oltre a istituire a inizio febbraio la “Settimana regionale contro il bullismo ed il cyberbullismo” e il “Comitato regionale per la lotta al bullismo ed al cyberbullismo”, opera proprio in direzione del fare rete tra le diverse Istituzioni. Promuove infatti una serie di cose: corsi specifici di formazione per il personale scolastico e per gli educatori per acquisire tecniche di prevenzione psico-pedagogiche ed educative, ma anche per i genitori; forme di collaborazione con il mondo della giustizia, le forze dell’ordine, gli enti locali e le Asl. La legge inoltre invita a sviluppare campagne di sensibilizzazione, anche sull’uso consapevole di internet, dei nuovi media e dei videogiochi, e programmi di sostegno alle vittime di bullismo e cyberbullismo. Uno dei suoi aspetti più innovativi è la promozione dell’educazione tra pari, cioè dello scambio di esperienze tra giovani. Questa strategia educativa consente ad alcuni ragazzi, adeguatamente formati, di essere protagonisti di attività di gruppo organizzate per i loro coetanei così da sviluppare una cultura responsabile e consapevole volta al rispetto degli altri e della diversità, all’uso corretto degli strumenti digitali e alla tutela dell’integrità psico-fisica dell’individuo.
La diffusione di questi fenomeni – ha concluso il presidente del Consiglio Regionale della Campania – affonda le radici in una serie di cause, ma è indubbio che la migliore risposta che come Istituzioni politiche, assieme alle famiglie e alla scuola possiamo dare sia di natura culturale, agendo sulla formazione delle giovani generazioni”.

Proseguono i lavori del Grande Progetto Pompei, messa in sicurezza la regio V

Pompei, la città che nel 79 d. C. fu sommersa dalla forza distruttrice del Vesuvio, oggi tra i siti archeologici più visitati al mondo, continua a riservare stupore. A 270 anni dalla sua scoperta, ancora emergono segreti seppelliti sotto l’imponente coltre di ceneri e lapilli.

Lo studio archeologico della città antica sembra non fermarsi, tanto da spostare la sua attenzione su un’area del Parco pressoché poco nota, la Regio V.

Lasciata nell’ombra dal dopoguerra, è stata di recente oggetto di un nuovo scavo, il cosiddetto “cuneo”. Quest’ultimo, posto tra la Casa delle Nozze d’Argento e la Casa di Marco Lucrezio Frontone, rappresenta una superficie di mille mq e rientra nel grande Progetto Pompei; il termine dello stesso, secondo quanto attesta il Direttore Mauro Cipolletta, è stato previsto per l’anno 2020 per un costo complessivo di circa 8,5 milioni di euro.

I primi scavi hanno dato alla luce ambienti pubblici e privati appartenenti, probabilmente, all’alta società romana di primo secolo dopo Cristo. Nello specifico, sono state rinvenute due domus dalle pareti riccamente affrescate con decorazioni su fondo rosso; una delle due già ribattezzata come Casa dei Delfini, in riferimento alle raffigurazioni di questi ultimi riemerse.

I lavori di cui sopra, stanno, inoltre, lentamente dando vita ad un gran numero inatteso di reperti, quali frammenti di stucchi e di anfore rimasti sepolti per secoli nelle viscere della terra. Recuperati anche gocciolatoi in terracotta a testa di leone, monete, oggetti di vetro, tegole; briciole di storia che ci aiutano a ricostruire la vita quotidiana di una città tragicamente ridotta a brandelli.

È bene chiarire, inoltre, che questo scavo nasce da un’esigenza di messa in sicurezza; una premessa fondamentale per rafforzare il senso di tutela e valorizzazione dell’area in questione, segnata in passato da irruenti crolli.

Il progetto prevede, pertanto, di rimodellare interamente il profilo della zona non scavata al fine di preservarla e al contempo di scoprire una nuova parte dell’antica città sommersa. Lo stesso direttore del Parco archeologico, Massimo Osanna, ribadisce come sia infatti necessario continuare a scavare per salvare la città e proseguire in questo incredibile viaggio nel tempo per essere catapultati sensorialmente in un’altra epoca storica.

 

Pompei, riaffiorano nuovi reperti durante i lavori di messa in sicurezza della Regio V

A distanza di 270 anni dalla scoperta di Pompei, continuano i ritrovamenti nella città sepolta dall’eruzione del 79 d.C. Era il marzo del 1748, e sin dalla prima fortuita scoperta, Pompei catalizzò subito l’attenzione dei Borbone, a scapito del sito di Ercolano, emerso appena dieci anni prima.

Gli scavi avviati pochi mesi fa, nella Regio V, già stanno riportando alla luce numerosi reperti. Si scava in un punto definito “cuneo”, un ampio spazio situato tra la casa delle Nozze d’Argento e la casa di Marco Lucrezio Frontone. Gli attuali lavori nella Regio V furono pianificati, in origine, non per far riemergere ciò che giaceva sotto il terreno di aree non scavate bensì per contrastare in maniera definitiva l’annoso problema dell’instabilità dei fronti di scavo. Il tutto confluisce nel Grande Progetto Pompei, un macrointervento di riqualificazione del sito archeologico, avviato nel 2007 e suddiviso in due fasi: la prima, 2007-2013, finanziata dalle risorse del Programma operativo interregionale “Attrattori culturali, naturali e turismo” e la seconda, 2014-2020, sostenuta tramite le risorse del PON “Cultura e sviluppo”.

Riduzione del rischio idrogeologico con relativa messa in sicurezza dei fronti di scavo, questo il primo obiettivo del Grande Progetto focalizzato nelle Regiones I, V e IX dove, la presenza di grandi aree non scavate crea forti punti di pressione a scapito delle zone limitrofe già riportate alla luce, pressione ulteriormente aggravata da un insufficiente drenaggio del suolo che, nei periodi piovosi, crea ampie spinte del terreno sulle mura antiche. La decisione di iniziare i lavori di messa in sicurezza nella Regio V trova spiegazione nei numerosi crolli che hanno interessato l’area, ponendo una priorità d’intervento. Così, dai lavori avviati per la messa in sicurezza dei fronti di scavo, ci si è ritrovati, come era prevedibile, a riportare in superficie spazi di città ancora sepolti, 1.400 mq in cui, rimosso il terreno degli scavi dell’800 e del ‘900, è stato possibile raggiungere lo strato della colata piroclastica che, dal 79 d.C. in poi, ha posto un fermo immagine sulla città.

Tra oggetti e reperti, alcuni dei quali perfettamente conservati, riaffiorano ambienti domestici e strade che, a lavori conclusi, daranno la possibilità di istituire nuovi percorsi ed itinerari. 8,5 sono i milioni di euro stanziati per questo grande intervento e 2 sono gli anni della durata dei lavori, si prospetta, infatti, un termine ottimistico per la tarda primavera del 2019, ed un termine di effettiva scadenza, a chiusura del PON, per il 2020. Scettici e curiosi potranno monitorare lo stadio di avanzamento dei lavori e le procedure di assegnazione degli interventi sul “portale della trasparenza”, consultabile sul sito internet della struttura operativa. In bocca al lupo, Pompeii!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Debito ingiusto”, la piazza desolata degli anti de Magistris

Mentre in piazza Municipio un’icona dell’ampolla del sangue di San Gennaro sembrava voler auspicare la liquefazione del debito ingiusto, una strana aggregazione di partiti si manifestava nella vicina piazza trieste e trento per mostrare come lo scioglimento, non del sangue, ma dell’era de Magistris fosse imminente.

L’unica cosa che si è sciolta è stata l’unità dei manifestanti all’arrivo di Casapound con la leader Emanuela Florino, che ha spinto l’area moderata dei manifestanti ad allontanarsi dalla piazza.

Altre due però le contro manifestazioni: una davanti alla corte dei conti che ha certificato il disastro finanziario del comune di Napoli organizzata da Sud protagonista di Salvatore Ronghi.

L’altra di Fratelli d’italia in largo Berlinguer dove si sono verificati attimi di tensione al passaggio di un corteo di potere al popolo con in testa San Gennaro. Tra i presenti Luigi Rispoli.

La sfida di de Magistris contro il debito ingiusto: “Ora vogliamo anche il risarcimento”

In tremila in piazza municipio hanno risposto all’appello del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, partecipando alla manifestazione contro il debito ingiusto. Alla fine la guerra dei numeri, con le contro manifestazioni organizzate in piazza Trieste e Trento dalle associazioni a cui hanno aderito Pd, Lega e, seppur tra le proteste, Casapound, le ha vinte il primo cittadino.

Sul palco prima di de Magistris è salito anche l’assessore al Bilancio, Enrico Panini, che ha risposto coi numeri ai detrattori della protesta.

Unico partito presente in piazza municipio Potere al Popolo con la leader Viola Carofalo.

Dopo la manifestazione, de Magistris assicura che si recherà a Roma per incontrare il presidente della repubblica, Mattarella.

“Sguardi di donne”, verso una cultura del rispetto per le donne

Sensibilizzare l’opinione pubblica verso una Cultura della Responsabilità e del Rispetto per le donne, in un momento in cui sono sempre di più vittime di abusi, sfruttamenti, maltrattamenti, violenze, omicidi.

E’ questo l’obiettivo del convegno dal titolo “Sguardi di donne”, promosso dal Comitato scientifico Donne della Consulta delle Aggregazioni laicali dell’Arcidiocesi di Napoli e dall’Associazione Scienza e Vita – Napoli che si è tenuto ieri nell’aula Pessina dell’ Università Federico II.

Le relatrici dell’evento appartenenti a mondi diversi, testimoni del “genio femminile”, hanno raccontato le loro storie e i loro traguardi.
Daniela Russo, comitato scientifico donne delle aggregazioni laicali e Giuseppina Paterniti – giornalista e vice direttore RAI.

Durante l’evento sono stati premiati inoltre dallo scultore Aulo Pedicini, i vincitori del concorso fotografico offerto ai giovani per fare interpretare pensieri di donne attraverso la fotografia.
Antonio Palma, Presidente Scienza e Vita Associazione di Napoli.