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Rapina al turista marocchino nell’hotel Excelsior, preso anche il secondo bandito

La Polizia ha arrestato anche il secondo bandito che, il 12 agosto, rapinò un turista marocchino nella hall dell’hotel Excelsior. In quella circostanza per sottrarre un orologio del valore di 80mila euro alla vittima, i due non esitarono a far fuoco all’interno del noto albergo del lungomare di Napoli. L’arrestato è un giovane di 23 anni accusato dalla Procura di “concorso in rapina pluriaggravata e continuata, porto abusivo di arma da fuoco e lesioni pluriaggravate”.

Grazie alle telecamere di videosorveglianza della zona, gli agenti identificarono molto rapidamente, rintracciandolo, l’altro complice. Nonostante il volto travisato dal casco, fu possibile identificarlo in un giovane di 26 anni, il cui fermo fu rapidamente convalidato con l’emissione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Nella stessa giornata i due banditi rapinarono anche un supermercato in corso Europa, sottraendo l’incassi pari a 2350 euro.

 

 

 

Due detenuti evadono dal carcere di Poggioreale, presi dopo poche ore

La loro fuga è durata poche ore. Hanno praticato un foro nel muro perimetrale del carcere di Poggioreale, durante la notte, e si sono calati lungo il muro di cinta con una corda rudimentale. Due detenuti, l’algerino Mahrek Souki e il siriano Mahmed Eloka, rispettivamente 32 e 23 anni, hanno provato per poche ore le ebbrezza della libertà. Ma sono stati riarrestati e ricondotti nella casa circondariale dopo un inseguimento durato l’arco della mattinata.
Entrambi sono stati rintracciati e bloccati dalla polizia penitenziaria a Mondragone, nel Casertano. Il provveditore delle carceri per la Campania, Lucia Castellano, che ha coordinato le operazioni, ha espresso le proprie congratulazioni al corpo della Polizia penitenziaria. La Procura di Napoli (pm Vincenzo Toscano, della sezione “fasce deboli”, coordinata dal procuratore aggiunto Raffaello Falcone) ha aperto un’indagine per fare luce sull’evasione dal carcere.
Anche la prima evasione registrata nel carcere di Poggioreale, la prima dopo ben cento anni, è avvenuta ad agosto, precisamente il 25 agosto del 2019. A scappare fu un detenuto ritenuto dalla polizia pericoloso, Robert Lisowski, cittadino polacco 32enne, arrestato dalla Squadra Mobile di Napoli il 5 dicembre 2018 per omicidio. Venne preso nei Quartieri Spagnoli di Napoli con l’accusa di avere assassinato un ucraino di 36 anni, suo amico, durante una lite scoppiata in un locale della città frequentato da cittadini dell’Est europeo. Venne catturato dalla Polizia di Stato il 26 agosto claudicante e sofferente a non poca distanza dal carcere di Poggioreale da dove era fuggito: si era infatti provocato una frattura calandosi dal muro di cinta della casa circondariale con una corda fatta con le lenzuola.

Castellabate, storica tripletta di Francesco Federico ne “La Stuzza” 2025

Francesco Federico entra nella leggenda de La Stuzza firmando un’impresa mai riuscita prima nei 124 anni di storia del palio: conquistare tutte e tre le bandierine, posizionate a 14, 16 e 18 metri sul palo di legno cosparso di grasso e sospeso sul mare. Un en plein che ha infiammato il pubblico assiepato ieri pomeriggio sulla scogliera Perrotti di Santa Maria di Castellabate e che resterà nella memoria della comunità cilentana.

Il tradizionale appuntamento, organizzato dall’Associazione Cilentani Doc con il patrocinio del Comune di Castellabate, del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni e il supporto della BCC Magna Grecia, ha richiamato centinaia di residenti e turisti, pronti a tifare per i concorrenti di una delle manifestazioni più antiche e sentite del territorio.

Musica e intrattenimento hanno accompagnato la sfida grazie al Dj Antonio Mondelli e alla voce dello speaker Gianfranco Di Lorenzo, rendendo la giornata ancora più coinvolgente.
“Il palio è molto più di una gara di abilità: è un momento di identità e tradizione che unisce la comunità, rafforzando il legame con il mare e con le radici marinare di Castellabate – spiegano gli organizzatori – E, poi, quest’anno abbiamo assistito all’impresa di Francesco Federico. L’edizione 2025 è stata resa possibile grazie al sostegno del Comune e di numerosi sponsor locali”.

Grande orgoglio nelle parole del sindaco Marco Rizzo: “Più di un semplice gioco, più di una semplice sfida. L’antico Palio della Stuzza è simbolo di tradizione e ricordi. Complimenti a chi continua a tramandare questa manifestazione, orgoglio tutto nostro».

Il consigliere comunale Clemente Migliorino ha concluso: “Francesco Federico scrive il suo nome nell’albo d’oro della Stuzza in maniera indelebile: un en plein memorabile. A lui vanno i nostri più vivi complimenti e ai Cilentani Doc che hanno concluso nel migliore dei modi questa edizione”.

Ispettore di Polizia ucciso a coltellate, fermato il presunto killer

Ispettore di Polizia ucciso a coltellate, fermato il presunto killer

E’ stato rintracciato e fermato il ventunenne accusato di aver ucciso ieri serata, a Melito di Napoli, l’ispettore di Polizia Ciro Luongo, in servizio presso il Commissariato di Giugliano in Campania. Il giovane, che è il figlio della compagna del poliziotto, si era dato alla fuga subito dopo il delitto. La sua posizione è ancora al vaglio degli inquirenti della procura di Napoli nord, che coordinano le indagini. Il giovane accusato di aver ucciso a coltellate il patrigno si chiama Roberto Marchese, ha 21 anni ed è nato a Napoli. I carabinieri lo hanno rintracciato e bloccato qualche ora dopo essere scappato dall’abitazione di Melito dove è avvenuto il delitto.

L’omicidio, secondo una prima ricostruzione, è avvenuta al termine di una lite familiare: una discussione che è degenerata in una feroce aggressione, con il poliziotto colpito da numerosi fendenti dal giovane figlio della sua compagna. Quando i carabinieri sono arrivati sul posto, in seguito ad una chiamata al numero di emergenza, per Luongo non c’era più niente da fare.

Le indagini, coordinate dalla procura di Napoli Nord, puntano ora a ricostruire la dinamica dell’omicidio e il movente che ha scatenato la lite finita in tragedia. L’obiettivo è capire se tra i due ci fosse un astio che covava da tempo, oppure se la violenza dell’assassino si è manifestata improvvisamente. Ciro Luongo è considerato un poliziotto di grande esperienza, una persona benvoluta, e la sua uccisione ha destato sgomento tra chi lo conosceva e tra i suoi colleghi, che in queste ore ne ricordano le doti umane e professionali.

Il Questore di Napoli, Maurizio Agricola, ha espresso il suo “profondo cordoglio per la drammatica scomparsa del Vice Ispettore Luongo. In questo momento di grande dolore – ha detto – ci stringiamo ai familiari e ai colleghi del Commissariato di Giugliano- Villaricca”

 

 

Scavi Pompei, fermato turista con reperti nello zaino

Scavi Pompei, fermato turista con reperti nello zaino

Pietre dell’antica Pompei come ‘souvenir’ da regalare al figlio. Le aveva messe nello zaino, sei in tutto, un turista scozzese durante una visita nel parco archeologico. Ma è stato sorpreso e bloccato grazie a un lavoro di ‘squadra’ che ha coinvolto una guida turistica in visita al sito, il personale del Parco, addetti della vigilanza privata e i carabinieri del posto fisso Scavi. Il fatto è avvenuto con il favore della notte.

Una guida turistica stava accompagnando alcuni stranieri tra le domus del parco archeologico notando un turista raccogliere alcuni pezzi di pavimento di una delle strade della città antica per infilarle poi nello zaino. La guida ha subito avvisto la direzione del parco e il corpo di vigilanza di piazza Esedra, racconta loro cosa stava accadendo e descrivendo con precisione l’autore del gesto. Vigilanza e direzione hanno allertato i carabinieri, che lo hanno individuato poco dopo all’esterno degli scavi, nei pressi della stazione Eav di Villa dei Misteri. Nello zaino ancora 6 pietre e un frammento di laterizio raccolti illegalmente.

Nei guai è così finito uno scozzese di 51 anni, denunciato per furto aggravato. Gli oggetti raccolti sono stati recuperati e restituiti al Parco. Il turista scozzese bloccato avrebbe ammesso che le pietre sarebbero diventate parte della “collezione” del figlio. Avrebbe poi detto di non sapere che fosse vietato raccoglierle. Negli ultimi anni, il Parco Archeologico di Pompei ha affrontato diversi episodi di furti e tentativi di trafugamento di reperti storici.

Tra i casi più eclatanti quello di una turista straniera che ha restituito tre piccoli frammenti di pomice, confessando in una lettera di essersi ammalata di cancro dopo averli rubati. Ha chiesto perdono e sperato nella guarigione restituendo i reperti al direttore del parco. Episodio analogo quattro anni prima, protagonista una donna olandese che restituì tramite spedizione postale due tessere di mosaico che aveva trafugato nel 2005. Sul fenomeno è intervenuto il comandante della compagnia dei carabinieri di Torre annunziata, Alessandro D’Auria: (Intervista).

Funerali dj Godzi, folla nella chiesa di piazza del Plebiscito

In una affollata Basilica di San Francesco Di Paola, in piazza Plebiscito, a Napoli, si sono svolti i funerali di Michele Luca Noschese, noto come dj Godzi, morto a Ibiza lo scorso 19 luglio in circostanze ancora da chiarire. Vicenda su cui la Procura di Roma ha aperto un fascicolo. Sul feretro, una bandiera italiana, una foto di Michele, la maglietta della sua squadra di calcio con il numero 5 e una targa donata dal Comune di Napoli, rappresentato dall’assessore, Teresa Armato. A celebrare le esequie, il cappellano della Basilica, Mario Savarese.

“HAI TRASFORMATO LA TUA PASSIONE IN ARTE”

“Vogliamo stringerci ai familiari di Michele – ha detto il cappellano, in un passaggio dell’omelia – vorrei tacere in questo momento perché sia Michele a prendere la parola qui tra noi. Michele sei stato e sarai per sempre uno di noi, sei stato un giovane attaccato alla vita, alla musica, allo sport e oggi sei stato chiamato in cielo per una festa. La tua vita è stata impegnata nella ricerca di Dio e lo hai incontrato con lo studio, il calcio, ma soprattutto con il dono della musica e oggi – ha proseguito – vogliamo celebrare la tua assenza, ma anche la tua musica: hai trasformato la tua passione in arte, hai donato al mondo la tua arte e la tua musica è un messaggio di bellezza, di speranza e di vita e resterà con noi come testimone eterno del tuo passaggio”.
Nel concludere, il cappellano ha affermato: “Le ferite si chiuderanno, ma resteranno le cicatrici segno indelebile del dolore e del distacco. Michele eri artista nel cuore e la musica è un riflesso del tuo spirito. La tua musica ci accompagnerà sempre. Arrivederci in paradiso caro dj Godzi”. Sullo sfondo della chiesa una gigantografia di dj Godzi. In chiesa, tra gli altri, l’assessore regionale, Mario Morcone, e il consigliere regionale della Lega, Severino Nappi.
Prima della conclusione della celebrazione, alla famiglia è stata espressa la vicinanza dell’arcivescovo di Napoli, cardinale Domenico Battaglia, e del vescovo di Acerra, monsignor Antonio Di Donna, che avrebbe dovuto celebrare le esequie ma è stato impossibilitato da motivi di salute. All’uscita del feretro, la famiglia ha fatto risuonare nella piazza le note dell’ inno nazionale.

America’s Cup Napoli, ecco il protocollo

America’s Cup Napoli, ecco il protocollo

Una donna almeno a bordo, un tetto al budget come la Formula 1, l’eventuale presenza di due stranieri nei team e la possibilità di avere un ospite vip su ogni imbarcazione. Queste le regole che saranno introdotte per la prossima edizione dell’America’s Cup che si terrà a Napoli nel 2027.

Prevista anche la possibilità per il capoluogo campano di organizzare tre regate preliminari per il 2026 e una all’inizio del 2027, da disputarsi nel golfo sugli AC40, barche un po’ più piccole di quelle ufficiali. Un’ultima regata preliminare si disputerà invece sugli AC75 subito prima dell’inizio della Louis Vuitton Cup. La Coppa America numero 38 ha il suo protocollo ufficiale, siglato dai dirigenti dei team coinvolti. La principale novità, come detto: il golfo di Napoli entrerà in scena nel 2026, per restarci oltre un anno tra regate preliminari e competizioni ufficiali.

Al di là delle novità tecniche lo spunto forte che caratterizzerà questa nuova esperienza «made in Campania» della competizione velica più antica al mondo sarà la gestione condivisa per l’evento da parte di tutti i team partecipanti. Il protocollo prevede inoltre il mantenimento delle Women’s e Youth America’s Cup, le squadre femminili e giovanili dei team partecipanti. (Video).

19 esemplari di tartaruga caretta caretta nati ad Ischia

19 esemplari di tartaruga caretta caretta nati ad Ischia

Piccole, lente, ma determinate: al calar del sole 19 tartarughine Caretta Caretta hanno fatto capolino dalla sabbia della Chiaia a Forio d’Ischia. Dopo più di sessanta giorni di attesa, le uova deposte a giugno si sono finalmente schiuse, regalando a turisti e residenti uno spettacolo unico. Per settimane il nido è stato sorvegliato giorno e notte dagli assistenti dell’Area Marina Protetta “Regno di Nettuno” e dai volontari. Trascorso il tempo massimo previsto per la schiusa, si temeva il peggio. E invece alla fine, le piccole tartarughe si sono fatte attendere, ma erano vive e pronte a raggiungere il mare.

Ma non è ancora finita. Gli esperti spiegano che a breve potrebbero nascere altri venti esemplari: la sorveglianza continua, per accompagnarle fino all’acqua e proteggerle da eventuali pericoli. La Caretta Caretta resta una specie a rischio, minacciata dal cambiamento climatico, dall’inquinamento marino e dalla pressione antropica sulle coste. Ogni nuova schiusa rappresenta dunque un segnale positivo e un invito a rispettare il mare e i suoi abitanti. L’isola Verde quindi si conferma ancora una volta luogo di nidificazione di queste tartarughe, che ogni anno scelgono le spiagge dell’isola e di altre zone del Mediterraneo per depositare le proprie uova.

Così Caterina Iacono dell’Area Marina Protetta del Regno di Nettuno. (Intervista in video allegato)

 

Strage Ischia, killer appostato la mattina e la denuncia ignorata

Strage Ischia, killer appostato la mattina e la denuncia ignorata

Si è appostato fin dal mattino, ha squarciato le gomme dell’auto e preparato una spedizione di morte: Queste le ore precedenti alla furia omicida, quando Antonio Luongo, ex operatore ecologico ha ucciso la madre e il compagno dell’ex moglie, ha ferito gravemente la donna e poi si è tolto la vita.

Una strage pianificata nei dettagli. Secondo le ricostruzioni dei Carabinieri, l’uomo aveva deciso di colpire già da ore: Arrivato sull’isola verde con un’auto a noleggio, il 69enne si è nascosto nei pressi dell’abitazione dell’ex moglie, ha squarciato le gomme dell’auto della coppia e atteso il momento per l’agguato. Il killer sapeva che l’ex coniuge si trovava ad Ischia in visita alla madre. Luongo era stato anche notato dalle due donne, che hanno anche allertato i carabinieri, presentando denuncia formale. Invano.

La dinamica

Alle 18:30 la sparatoria in via Provinciale Panza, a Forio d’Ischia: il compagno della donna, Nunzio Russo Spena, operario napoletano di  48 anni, e la madre, 63, di origini ucraine, uccisi sul colpo.
L’ex moglie, Lyudmyla Velykgolova, 42 anni, è stata raggiunta da 6 colpi e rimane in prognosi riservata dopo un intervento chirurgico: è stata trasferita al Cardarelli di Napoli in elicottero.

L’arma utilizzata, una pistola con matricola abrasa, era detenuta illegalmente.
Il sindaco di Forio ha annullato tutte le manifestazioni pubbliche in segno di lutto. Le indagini, coordinate dalla Procura di Torre Annunziata, cercano di chiarire ogni dettaglio di una vicenda che porta la firma della premeditazione. (Video)

Chiesa di Napoli, nel Duomo celebrazioni dell’Assunta

Chiesa di Napoli, nel Duomo celebrazioni dell’Assunta

Napoli ha celebrato l’Assunta con la Messa solenne nel Duomo. Un appuntamento che ha riunito fedeli e cittadini in un momento di riflessione, alla luce anche del complesso scenario internazionale. In assenza del cardinale Domenico Battaglia, a presiedere la liturgia è stato il vescovo ausiliare, monsignor Michele Autuoro.

Nell’omelia ha richiamato al valore della speranza e della perseveranza, ricordando come proprio la volontà degli uomini possa aprire vie di pace e di giustizia, anche nei tempi più difficili.

Un messaggio che risuona in un mondo segnato da guerre sempre più violente, crisi umanitarie e bambini privati dei diritti fondamentali. Dal cuore di Napoli, nel giorno di Ferragosto, la festa dell’Assunta diventa allora occasione per guardare oltre la quotidianità e affidare alla preghiera il desiderio di un futuro più giusto.

Il Duomo, simbolo della fede partenopea, ha accolto centinaia di fedeli e turisti. Un appuntamento che unisce devozione popolare e tradizione religiosa, nel segno di Maria Assunta in cielo, guida e consolazione per i credenti.