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Ponte Morandi, sette anni dopo il ricordo delle 43 vittime

Il 14 agosto di sette anni fa nel Paese si è aperta una ferita che ancora si deve rimarginare. L’Italia piange le 43 vittime del ponte Morandi, crollato a Genova il 14 agosto del 2018 e dopo 200 udienze in tre anni e 57 imputati attende ancora l’esito del processo di primo grado che dovrebbe arrivare a sentenza nel 2026. Due i processi in corso, l’ultimo iniziato a gennaio 2025 nato da un secondo filone di indagini per il crollo del ponte sul fiume Polcevera. Principale imputato Giovanni Castellucci, l’ex amministratore delegato di Autostrade per l’Italia che durante l’ultima requisitoria al processo si è collegato dal carcere di Rebibbia dove, dallo scorso aprile, è rinchiuso per effetto della condanna in via definitiva a sei anni per la strage avvenuta il 28 luglio 2013 sul nodo autostradale di Avellino in cui morirono a bordo di un pullman 40 persone. Oggi è il giorno della commemorazione per le vittime del ponte Morandi e come il resto d’Italia anche Napoli piange i 4 suoi figli, che hanno perso la vita nell’inferno di cemento e lamiere. Giovanni Battiloro, Matteo Bertonati, Antonio Stanzione e Gerardo Esposito, i quattro giovani amici di Torre del Greco che si stavano recando in auto verso il confine per raggiungere la Spagna e che alle 11.36 del mattino trovarono la morte nel crollo del ponte. Da allora, ogni anno, a Torre del greco un’intera comunità si ritrova per commemorare i quattro ragazzi insieme alle loro famiglie. Roberto Battiloro, padre di uno dei quattro ragazzi deceduti nel crollo rifiutò prima dell’inizio del processo un risarcimento di un milione di euro.

Sfogliatelle a bagnanti per celebrare “Mappatella beach”, Borrelli: “Ora lotta ai rapinatori in spiaggia”

Rispetto a 20 anni fa, le condizioni della spiaggia della rotonda Diaz sul lungomare di Napoli sono sicuramente migliorate. Tra le docce, la passerella per i disabili, un po’ più di pulizia, gli attrezzi da palestra e la lotta agli abusivi e ad altre forme di illegalità han fatto in modo che i napoletani si riappropriassero di una delle poche spiagge libere presenti in città.

20 anni di battaglie per il recupero della spiaggia pubblica

Del recupero della cosiddetta Mappatella beach ne ha fatto una missione il parlamentare napoletano, Francesco Emilio Borrelli, che questa mattina con l’avvicinarsi del ferragosto ha voluto organizzare una iniziativa con i bagnanti, in concomitanza con il suo 51°compleanno

Il futuro del lungomare cittadino nei piani di Palazzo San Giacomo

Sul futuro di “Mappatella beach” è intervenuta l’assessore al Turismo del comune di Napoli, Teresa Armato, anche lei presente all’iniziativa organizzata da Borrelli

Controlli ad attività commerciali, Aicast incontra viceprefetto

Una delegazione di Aicast, guidata dal presidente nazionale Antonino Della Notte, ha incontrato questa mattina il viceprefetto Dario Annunziata per un confronto sul tema dei controlli interforze agli esercizi pubblici di Napoli. Aicast ha confermato la volontà di collaborare con le forze dell’ordine, evidenziando anche l’esigenza di una diversa tempistica da applicare all’attività ispettiva.
“Nelle ultime settimane – ha chiarito Della Notte – i legittimi controlli sono avvenuti negli orari di punta delle attività commerciali, creando disagi e difficoltà da parte delle imprese nel conciliare le esigenze della clientela con quelle delle task force. Abbiamo chiesto, e su questo ricevuto disponibilità, di diversificare i tempi, evitando proprio gli orari di punta, mettendoci fin da ora  adisposizione anche per ulteriori approfondimenti”.
Aicast, alla luce dei recenti episodi di microcriminalità avvenuti sul lungomare, ha anche chiesto alla Prefettura di poter verificare la possibilità di ripristinare il posto di Polizia all’interno delle torrette che sorgono all’imbocco del Borgo Marinari.

Blitz campi rom: gioielli per 100mila euro e slot illegali sequestrati

Blitz campi rom: gioielli per 100mila euro e slot illegali sequestrati

Borsoni pieni di cellulari e targhe clonate, gioielli per un valore di circa 100mila euro e slot machine illegali. E’ il bilancio dell’operazione dei Carabinieri nei campi rom dell’area nord di Napoli e della provincia, frutto di mesi di controlli e monitoraggio costante sul territorio.

Blitz campi rom: Secondigliano

A Secondigliano, lungo la Circumvallazione esterna, i militari hanno scoperto tre grosse sacche nascosti in un’area appartata. All’interno, sette smartphone completi di schede SIM, sei ricetrasmittenti, cinque targhe clonate e tre lampeggianti simili a quelli in uso alle forze dell’ordine. E ancora: un’arma impropria del tipo “nunchaku”, un bossolo calibro 12, strumenti da scasso e indumenti destinati al travisamento. Nella stessa operazione è stato fermato anche un minorenne, ritenuto responsabile di una rapina. Per lui è scattato l’accompagnamento in un centro di prima accoglienza.

Blitz campi rom: Casoria

A Casoria, in località Cantariello, i Carabinieri hanno eseguito dieci perquisizioni domiciliari. Tre persone sono state denunciate dopo essere state trovate in possesso di nove orologi di lusso, settantotto gioielli in oro, sette slot machine, un totem cambiamonete e 2mila euro in contanti, ritenuti provento di giocate illecite. Sequestrati anche due cellulari di dubbia provenienza. Complessivamente, ventuno le persone identificate nel corso delle operazioni.

Giugliano

A Giugliano in Campania, i controlli sono stati estesi a tappeto: 294 persone identificate, 149 veicoli ispezionati e 57 violazioni al Codice della Strada contestate, per lo più legate alla mancanza di assicurazione o di revisione. Trentasei i mezzi sequestrati e sette le carcasse di auto rimosse dalla pubblica via.

Ma la repressione non è l’unica strategia messa in campo: con la riapertura delle scuole, i Carabinieri intensificheranno le verifiche sulla frequenza scolastica dei minori nei campi, per contrastare la dispersione e il rischio di esclusione sociale. (Video).

Incendio sotto controllo sul Vesuvio, resta allerta nazionale

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La pioggia improvvisa di ieri ha dato una grande mano agli oltre 150 tra vigili del fuoco, militari dell’esercito e addetti della protezione civile, impegnati da giorni nelle operazioni di spegnimento delle fiamme che hanno distrutto 500 ettari di vegetazione del parco nazionale del Vesuvio nei territori dei comuni di Terzigno, Torre Annunziata e Ottaviano.

Le inchieste per incendio doloso e disastro ambientale

Sono due le procure della provincia di Napoli a indagare sulle cause del devastante rogo che ha colpito il vulcano. Al fascicolo già aperto dalla procura di Nola, competente sul territorio di Terzigno dove avrebbe avuto inizio l’incendio, si è aggiunta quella di Torre Annunziata. L’ipotesi è che a scatenare l’incendio sia stato un atto doloso o di incoscienza, come l’accensione di un fuoco su sterpaglie o rifiuti da smaltire illegalmente. Finora però non sarebbero stati raccolti elementi di prova. Sul caso è al lavoro anche una task force investigativa di specialisti appositamente costituita dall’Arma dei carabinieri. Si tratta ora di individuare chi dovrà pagare per un disastro ambientale ed economico dai danni calcolabili. Un bilancio che si potrà iniziare a fare in questi giorni, visto che ieri sera per la prima volta da venerdì dal satellite non si vedevano più focolai attivi.

La voce dei sindaci

Hanno parlato subito di pista dolosa i sindaci dei comuni del parco nazionale del Vesuvio, chiedendo siano individuati i responsabili, quando l’hanno visto bruciare. Di nuovo, come nel 2017. 75 i milioni allora stanziati per recuperare le aree distrutte e per misure di prevenzione di nuovi incendi. L’ipotesi per la magistratura torrese è che a scatenare l’incendio sia stato un atto doloso di uno o più piromani o di qualcuno mosso da comportamenti spregiudicati. Non si può escludere si sia trattato dell’accensione di un fuoco su sterpaglie e rifiuti da smaltire illegalmente in uno dei tanti terreni abbandonati, che potrebbe avere dato il via all’incubo. E si lavora sulle immagini della videosorveglianza in una vasta area.

Al via operazioni bonifica

Continua la bonifica dei boschi, con il contributo di volontari arrivati anche da Lombardia e Piemonte. Uomini della Protezione Civili e dell’Esercito presidiano le strade dei comuni interessate. L’aspetto ambientale al momento sembra essere quello più compromesso, visto che le abitazioni non state lambite dalle fiamme e non si sono verificati danni ingenti alle coltivazioni agricole. Solo l’1% dei 260 ettari di vigne del Lachrima Christi vesuviano sono state colpite, ha reso noto l’assessorato all’Agricoltura della Regione Campania. La dirigenza del parco nazionale del Vesuvio valuterà a breve l’eventuale riapertura sei sentieri per gli escursionisti. L’allerta nazionale per il momento resta

Zone rosse, il Prefetto va avanti nonostante il Tar

Zone rosse, il Prefetto va avanti nonostante il Tar

Il prefetto di Napoli, Michele di Bari non ci sta e ripropone le zone rosse. Nonostante la sentenza del tar della Campania, che ha bocciato la proroga della misura, e in attesa che il consiglio di stato si esprima, il rappresentante del governo in città torna alla carica. Parte del Lungomare cittadino e via Coroglio, le nuove aree finite nel mirino del palazzo di Governo e soggette al provvedimento nato da una direttiva del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

Zone rosse istituite per incrementare il presidio del territorio in aree considerate sensibili, soprattutto in un periodo caratterizzato da un forte afflusso turistico.

Scadranno tra due mesi. Proprio questo passaggio sembra suggerire che negli uffici di piazza del Plebiscito si operi con prudenza.

“La reiterazione della misura – scrivevano le toghe nella sentenza con la quale è stata annullata la precedente ordinanza –  rende plausibile il sospetto secondo cui il prefetto ha introdotto misure straordinarie e a carattere tendenzialmente permanente per far fronte a ordinari e stratificati nel tempo problemi di ordine pubblico.

Adesso l’orizzonte temporale e ben definito, ma la partita sulla legittimità del provvedimento rimane aperta e anzi sembrerebbe solo all’inizio.

(Intervista nel video allegato)

Rapina turista all’hotel Excelsior e un supermercato, fermato 26enne

Rapina turista all’hotel Excelsior e un supermercato, fermato 26enne

Una fuga durata poche ore. È stato fermato dalla Polizia il presunto autore di due rapine commesse a Napoli nella stessa mattinata: una ai danni di un turista straniero, aggredito e derubato di un orologio da 80mila euro nella hall dell’hotel Excelsior sul lungomare, e l’altra in un supermercato di corso Europa. Secondo la ricostruzione della Squadra Mobile, il giovane, 26 anni, avrebbe agito insieme a un complice, a bordo di uno scooter, con il volto coperto dal casco e una pistola in pugno.

La prima rapina

Il primo colpo è scattato davanti all’albergo di via Partenope, meta di turisti e uomini d’affari. Il visitatore, di nazionalità marocchina, è stato affrontato all’esterno, riuscendo a rifugiarsi all’interno della struttura. Ma i due rapinatori lo hanno inseguito nella hall: qui è partita una colluttazione, culminata con l’esplosione di un proiettile verso il soffitto. Non è chiaro se lo sparo sia stato frutto di un errore o un gesto intimidatorio. Il bottino, un prezioso orologio, è stato strappato dal polso della vittima, che è stato colpito con il calcio della pistola e ha riportato contusioni e ferite giudicate guaribili in dieci giorni. Una scena da film, avvenuta in una delle zone a maggiore vocazione turistica del territorio, e che ha seminato paura tra il personale e gli ospiti dell’hotel.

Il secondo colpo

Poco dopo, non paghi i malviventi hanno messo a segno il secondo colpo: Questa volta l’obiettivo è stato un supermercato in corso Europa, a diversi chilometri di distanza. In pochi minuti, sempre arma in mano, avrebbero costretto il personale a consegnare l’incasso della giornata: 2.350 euro, prima di fuggire di nuovo in sella allo scooter.

Le indagini

Le indagini, coordinate dalla Procura di Napoli, sono partite immediatamente: raccolte le testimonianze, acquisite e analizzate le immagini delle telecamere di sorveglianza e ricostruiti gli spostamenti dello motorino. Nel pomeriggio, il sospettato è stato rintracciato a casa di un familiare: all’esterno, gli agenti hanno trovato lo scooter e il casco utilizzati per i colpi. Il 26enne è indagato per rapina pluriaggravata e continuata, porto abusivo di arma da fuoco e lesioni aggravate. Ricerche in corso per individuare il complice. (Video)

 

Controllo del territorio, le zone rosse sbarcano a Ischia

Controllo del territorio, le zone rosse sbarcano a Ischia

Le zone rosse sbarcano a Ischia. Per i prossimi quindici giorni quattro Comuni dell’isola verde saranno sotto stretta sorveglianza. A stabilirlo è stato il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto di Napoli Michele di Bari. In queste aree scatteranno misure temporanee che consentono l’allontanamento immediato di persone e l’incremento dei controlli da parte delle forze dell’ordine.

L’obiettivo è gestire i notevoli flussi turistici di agosto e prevenire episodi di degrado o disordini legati al sovraffollamento. Una decisione che arriva dopo lo stop del Tar della Campania alla precedente proroga della misura, mentre si attende la valutazione del Consiglio di Stato.

Il rappresentante del governo in città tira dritto, forte dell’intesa con i sindaci dell’isola: Giacomo Pascale, Vincenzo Ferrandino e Giosi Ferrandino: (Interviste nel video allegato).

Oltre alle “zone rosse”, il piano prevede anche l’invio di ulteriori uomini e mezzi sull’isola, per garantire presidio costante nei punti più sensibili.”

Dj Godzi, lunedì 18 i funerali in chiesa piazza Plebiscito

Si svolgeranno lunedì 18 alle ore 10.30 nella basilica di San Francesco di Paola in piazza del Plebiscito a Napoli i funerali di Michele Noschese, il dj di 35 anni morto lo scorso 19 luglio a Ibiza in circostanze che dovranno essere chiarite anche dalla seconda autopsia disposta dalla Procura di Roma ed eseguita ieri. Ad annunciare sui social la data della cerimonia funebre il padre del giovane, Pino Noschese, che sta portando avanti la battaglia per ottenere verità sulla morte del figlio. Alla procura di Roma il compito di far luce sulle cause, abuso di droga o violenta aggressione della Guardia civil, che hanno determinato il decesso. Si attendono i risultati dell’autopsia effettuata ieri all’obitorio del Verano a Roma.

Gli rubano orologio da 80mila € in albergo Napoli, turista in ospedale

Non vanno in vacanza i criminali a Napoli. Ne ha fatto le spese un malcapitato turista a cui questa mattina due rapinatori hanno sottratto un orologio del valore di 80mila euro dopo averlo aggredito. L’uomo, di origine marocchina, ha riportato lievi ferite e contusioni ed è stato costretto a ricorrere alle cure dei sanitari. L’episodio è avvenuto nella zona degli alberghi che si trovano sul lungomare cittadino. In vacanza a Napoli, il turista straniero e il suo vistoso orologio sono stati notati da due persone che in sella ad uno scooter stavano transitando davanti all’hotel Excelsior. I due lo hanno avvicinato facendo un primo tentativo di strappargli l’orologio. L’obiettivo della rapina è riuscito a rifugiarsi all’interno dell’albergo. Credeva di essere scampato ma i due lo hanno inseguito nella hall, malmenandolo e riuscendo anche esplodendo a scopo intimidatorio un colpo d’arma da fuoco verso l’alto a impossessarsi del prezioso monile per poi fuggire di nuovo a bordo dello scooter, parcheggiato all’esterno. Nel tentativo di far mollare la presa alla vittima, Il turista, che ha riportato contusioni e lievi ferite, è stato trasportato nell’ospedale Cardarelli per essere medicato. Sul caso indaga la Polizia di Stato, che sta anzitutto visionando i filmati delle numerose telecamere di sorveglianza della zona. Dell’episodio si è detto molto preoccupati il prefetto di Napoli, Michele di Bari, al termine dei lavori del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica che si è svolto in mattinata a Palazzo di Governo. Il prefetto ha però assicurato che “è in atto una intensa attività da parte delle forze di polizia sia per l’individuazione dei responsabili sia per evitare che possano accadere altri deprecabili episodi del genere”. Tanti i precedenti avvenuti a Napoli, le cui cronache cittadine se ne cadono di casi simili soprattutto da quando la città ha iniziato a diventare tappa fissa per i flussi del turismo internazionale. Finì sulle pagine dei principali quotidiani nazionali un turista rapinato in pieno centro, quattro anni fa, dell’orologio del valore di 140mila euro. Per non parlare dell’episodio che ha visto vittima il calciatore brasiliano del Napoli, David Neres seguito a bordo di un minivan da tre malviventi all’uscita dello stadio Maradona dopo una partita, minacciato con un’arma da fuoco per consegnare il suo orologio da 100mila euro. Ha attirato l’interesse della stampa estera anche la rapina dell’orologio da 200 mila euro ai danni di un lord inglese. Quest’ultima avvenuta sull’isola di Capri, ma gli autori erano napoletani.