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Truffa sui crediti, sequestro a 800 società per 117 milioni

II gip presso il Tribunale di Napoli Nord ha emesso, su richiesta della Procura, un decreto di sequestro preventivo nei confronti di 800 società con riferimento ai crediti connessi alle agevolazioni introdotte in materia di aiuti alla crescita economica, il cosiddetto ‘SuperAce’ per un valore complessivo di oltre 117 milioni di euro. Il decreto costituisce l’epilogo di una più ampia attività di indagine che ha riguardato truffe in materia di agevolazioni concesse per ristrutturazioni edlizie, in relazione alle quali la Procura della Repubblica di Napoli Nord, avvalendosi della stretta sinergia con il Gruppo della Guardia di Finanza di Frattamaggiore, ha già sottoposto a sequestro, dal 2022, crediti fittizi per complessivi 1,6 miliardi di euro.

COS’E’ SUPERACE?

La misura del ‘SuperAce’ è stata introdotta nel 2011 per incentivare il processo di patrimonializzazione delle imprese italiane connotate da una scarsa consistenza economica ed è stata poi oggetto di revisione con il decreto ‘Sostegni bis’ che ne ha rafforzato gli effetti. L’attività di indagine ha riguardato la fascia di erogazione del credito inferiore e prossima ai 150 mila euro, visti anche i più stringenti obblighi di certificazione imposti dal codice Antimafia per la fruizione di erogazioni pubbliche da parte delle imprese italiane che superino tale soglia. Secondo la Procura numerose imprese avevano trasmesso false attestazioni all’Agenzia delle Entrate, indicando di aver conseguito aumenti di capitale, in realtà mai realizzati.

Maturità 2024, tracce prima prova: Pirandello e Ungaretti, anche Rita Levi Montalcini

Care ragazze e cari ragazzi affrontate la Maturità con entusiasmo, con la consapevolezza del vostro valore. I prossimi giorni segneranno un passaggio importante verso la vita adulta, portate con voi il senso di ciò che in questi anni la scuola vi ha dato. In bocca al lupo“. Questo il testo del messaggio del ministro Valditara di incoraggiamento agli studenti che da oggi affrontano la prova di Maturità. Tra le tracce uscite quelle riferite a due autori “attesi”, ovvero Pirandello e Ungaretti. Tra le scelte anche un testo tratto dalla storia d’Europa di Giuseppe Galasso e l’Elogio dell’Imperfezione di Rita Levi Montalcini.

Tutte le tracce

PROPOSTA A1
Giuseppe UngarettiPellegrinaggio in Vita d’un uomo

PROPOSTA A2
Luigi PirandelloQuaderni di Serafino Gubbio operatore

TIPOLOGIA B1
Testo tratto da Giuseppe Galasso, Storia d’Europa

TIPOLOGIA B2
Testo tratto da Maria Agostina Cabiddu, in Rivista AIC

TIPOLOGIA B3
Testo tratto da Nicoletta Polla-Mattiot, Riscoprire il silenzio

PROPOSTA C1
Testo tratto da Rita Levi MontalciniElogio dell’imperfezione

PROPOSTA C2
Testo tratto da Maurizio Caminito, Profili, selfie e blog

 

Smaltimento rifiuti in Campania, De Luca punge governo

Smaltimento rifiuti in Campania, De Luca punge governo

Si è chiusa con un nuovo affondo del governatore De Luca all’esecutivo guidato da Giorgia Meloni la V edizione del Green Med Expo e Symposium, evento che ha portato per tre giorni alla Mostra d’Oltremare oltre 4800 visitatori, workshop e dibattiti sul tema della transizione ecologica.

Terreno della polemica la gestione da parte di palazzo Santa Lucia della gestione dei rifiuti e dello smaltimento delle eco-balle, con il presidente De Luca che ha sottolineato i tanti passi in avanti, prima di tornare alla carica sul tema autonomia differenziata.

(Intervista a De Luca nel video allegato)

L’onda dei maturandi invade San Martino, nonostante l’ordinanza del comune di Napoli

Non sono bastate le transenne, ne’tantomeno il numero eccessivo di forze dell’ordine per fermarli. L’onda dei maturandi ha invaso come da tradizione il piazzale di San Martino, nonostante l’ ordinanza varata dal comune di Napoli per contenerla. Diecimila, forse più. Impossibile contarli. Dal Gianbattista Vico all’Umberto, dal Genovesi al Villari e altre scuole della città gli studenti si sono riversati sul belvedere del quartiere collinare del Vomero per celebrare la fine della scuola superiore e l’inizio degli esami di maturità. Domani (oggi ndr) la prova di italiano, ma c’è ancora una notte davanti. Ora è il momento di divertirsi e fare baldoria. Fa niente se sono guardati a vista da polizia e carabinieri. Forse il comune, dicono, male non ha fatto a cercare di contenerli

In Italia 22 giornalisti sotto scorta, 5 sono in Campania

In Italia 22 giornalisti vivono sotto scorta, 5 solo in Campania mentre in provincia di Napoli in 17 vivono sotto tutela per il loro impegno contro la mafia, la camorra o altre forme di criminalità organizzata. Dati emersi durante l’incontro “Il giornalista in terra di camorra” che si è svolto nella sede del comando provinciale della Guardia di Finanza del capoluogo campano. Un momento di riflessione sul lavoro di chi prova a raccontare l’intromissione delle organizzazioni criminali nel tessuto sociale cittadino, soprattutto in un periodo storico in cui la politica prova a imbavagliare il lavoro di tanti cronisti attraverso leggi, come la Cartabia, che vietano alla stampa di pubblicare nomi e particolari importanti contenuti negli atti di indagine. Organizzato dal sindacato unitario giornalisti della Campania, diversi gli intervenuti sull’argomento, tra cui il giornalista di Arzano finito sotto scorta dopo aver subito minacce dalla camorra, Mimmo Rubio e la presidente della commissione parlamentare Antimafia, Chiara Colosimo

GLI OSPITI INTERVENUTI ALL’INCONTRO DEL SINDACATO GIORNALISTI

Presenti al dibattito, moderato da Angelo Covino, il generale Paolo Borrelli, comandante provinciale di Napoli della Gdf, il prefetto di Napoli, Michele di Bari, Claudio De Salvo capo centro di Napoli della Direzione investigativa antimafia, Elisabetta Garzo presidente del Tribunale di Napoli, Vittorio Di Trapani presidente Fnsi, Claudio Silvestri segretario aggiunto Fnsi

Nuovo stadio di Caivano, la verità di Moccia (MGROUP): “23 anni di calvario”

Nuovo stadio di Caivano, la verità di Moccia (MGROUP): “23 anni di calvario”

La società MGROUP, proprietaria del terreno sul quale dovrebbe sorgere lo Stadio Comunale di Caivano (Napoli), ha annunciato il ricorso al Tar per impugnare l’ordinanza per la realizzazione dei lavori. Durante una conferenza stampa ha chiesto anche la revisione degli atti di acquisizione del terreno da parte del Comune. La posizione della società è stata espressa dall’amministratore, Francesco Moccia, insieme con l’avvocato Sergio Clemente. Secondo Moccia e Clemente, l’acquisizione, da parte del Comune, del terreno sul quale dovrebbe sorgere lo stadio, è legata ad “errori di una vicenda giudiziaria che va avanti da 23 anni”, e non risulterebbe “tra i beni confiscati alla camorra”.

Il coordinatore della Commissione straordinaria che regge il Comune di Caivano, prefetto Filippo Dispenza, sul tema ha precisato in una nota che il terreno sul quale sorgerà lo Stadio Comunale di Caivano “è un bene che è stato acquisito, ai sensi dell’art. 31 del DPR 380/2001, dal Comune di Caivano nei riguardi della Società MGROUP, all’epoca titolare dello stesso, e non del clan Moccia, a seguito di abusi edilizi realizzati da tale Società su tale area”. Quindi, parte della questione è stata sanata.

(Interviste nel video allegato)

Il turista non mente: “Napoli? Bella ma sporca”

Napoli, il giudizio dei turisti: “Città bella ma sporca”

Non bastano le migliaia di turisti e nemmeno i tanti grandi eventi sparsi per la città, Napoli si perde sempre negli stessi problemi che a quanto pare proprio non riesce a lasciarsi alle spalle. E così dal Centro storico a Chiaia è possibile vedere cumuli di rifiuti e sporcizia, e più si va verso la periferia più la situazione peggiora. Al centro delle polemiche anche i trasporti, ritenuti inadeguati. Elementi che non sono sfuggiti ai visitatori, che però nel complesso promuovono la città.

(Il parere dei turisti nel video allegato)

Napoli, associazioni chiedono salvaguardia del centro storico

Napoli, associazioni chiedono salvaguardia del centro storico

Incontro per il centro storico organizzato dai rappresentanti di alcune associazioni che si sono riunite in piazza del Gesù. Il tema al centro del breve dibattito è stato la nuova delibera che riguarda la possibilità da parte degli esercizi commerciali di poter fruire degli spazi all’aperto e la questione dei B&B. Duro l’attacco all’amministrazione comunale da parte di Salvatore Ronghi (Sud Protagonista), Maria Muscarà (consigliera regionale del Gruppo Misto), del presidente del Comitato Portosalvo, Antonio Pariante e del consigliere circoscrizionale, Pino Di Stasio.

(Interviste nel video allegato)

Processi più veloci, a Napoli è la volta buona…forse

Processi più veloci, forse a Napoli è la volta buona. Almeno questo è l’obiettivo di un patto siglato tra pm, giudici e avvocati che attraverso citazioni di testimoni e richieste di rinvio a giudizio più veloci, meno rinvii delle udienze e il prolungamento degli orari (fino alle 20) per i processi a rischio di scadenza termini per i detenuti punta a velocizzare la Giustizia.

Tra i firmatari del protocollo d’intesa, il procuratore Nicola Gratteri, il presidente del consiglio dell’Ordine degli avvocati Carmine Foreste, il presidente della Camera penale Marco Campora e la presidente del Tribunale di Napoli, Elisabetta Garzo L’accordo è in vigore già da oggi

Faida di Scampia, arresto capoclan Raffaele Amato

Faida di Scampia, arresto capoclan Raffaele Amato

Il 25 settembre 2007 Salvatore Ferrara, 22 anni, veniva ucciso a colpi di pistola nel Rione Berlingeri. A poca distanza, ad Arzano, nello stesso giorno ad essere freddato Luigi Magnetti.  Il 9 febbraio 2008 a cadere sotto il fuoco dei sicari è Carmine Fusco, 32 anni. Tutti omicidi inquadrati all’interno della seconda faida di Scampia e per il cui concorso, a 16 anni di distanza, è stato raggiunto da ordinanza di custodia cautelare in carcere Raffaele Amato, reggente del così detto clan degli Scissionisti.

Lo Spagnolo, com’è anche noto Amato, inoltre, dovrà rispondere anche del ferimento di Ugo de Lucia, killer dei Di Lauro ed uno dei carnefici di Gelsomina Verde, e di Antonio Caldieri, nonché di detenzione e porto illegale di armi il tutto aggravato dal metodo mafioso.

PRIMO ARRESTO DI AMATO NEL 2005

In carcere dal 2009, Amato è considerato uno dei boss più sanguinari e potenti del territorio campano. La sua volontà di contrapporsi alla famiglia dei Di Lauro precipitò il quartiere dell’area nord di Napoli in violentissime guerre di camorra, che lasciarono per strada centinaia di cadaveri. Fu arrestato per la prima volta nel 2005 all’uscita di un casinò di Barcellona, ma il soggiorno in carcere fu breve, poiché scaduti i termini di custodia cautelare. Lo Spagnolo però non uscì mai dai radar della squadra narcotici della Mobile napoletana, che continuò a monitoralo.

Nelle nostre immagini inedite, l’appuntamento all’esterno dell’hotel “Mirasierra” di Madrid, quando Lello Amato incontra alcuni elementi di spicco dello spaccio internazionale, tra cui anche il broker della cocaina Raffale Imperiale. Altro nome di peso della criminalità napoletana. Imperiale, infatti, fu l’uomo che garantì agli “Amato-Pagano” un rifornimento costante di droga e di armi da usare nel conflitto contro i Di lauro. La latitanza del boss degli scissionisti terminò definitivamente nel 2009, quando finì nuovamente in manette. Anche Lello Ferrarelle, soprannome del boss nato a Castellammare, è stato arrestato ed attualmente è collaboratore di giustizia.