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Sospesi 4 furbetti del cartellino dipendenti del comune di Cimitile

CIMITILE – Sospesi dall’esercizio del servizio pubblico perché ritenuti assenteisti nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Nola. Si tratta di 4 dipendenti del Comune di Cimitile accusati dei reati di false attestazioni o certificazioni e truffa aggravata.  I Carabinieri della locale compagnia hanno notificato i provvedimenti emessi dal Gip.

Le indagini, condotte novembre e dicembre 2023, hanno evidenziato le responsabilità in relazione a reiterate condotte di assenteismo. I dipendenti comunali avrebbero utilizzato fraudolentemente il sistema digitale di rilevazione dell’ingresso ed uscita dall’ufficio. Avrebbero quindi fatto in modo che risultassero tutti regolarmente in servizio. Sebbene, al contrario, non facessero affatto accesso al municipio o se ne allontanassero, talvolta per l’intera giornata lavorativa, per dedicarsi ad attività estranee alle proprie mansioni.

Le immagini della presunta truffa sono certificate dalle telecamere di sorveglianza che hanno ripreso l’attività fraudolenta. L’ordinanza dispone la sospensione dell’esercizio delle pubbliche funzioni per dodici mesi, eccezion fatta per uno dei soggetti coinvolti, per il quale la durata è stata limitata ad otto mesi. L’inchiesta è ancora in una fase preliminare, pertanto le persone coinvolte avranno la possibilità di difendersi in giudizio.

 

Europee, Paolo Siani: “Per lotta alle mafie servono persone come Picierno”

“Pina Picierno si è sempre battuta in modo molto forte per i temi dell’antimafia. Si tratta di temi che hanno ormai assunto una dimensione europea ed è quindi molto importante avere in Europa una persona che conosce la materia dell’antimafia e lavora per questo nelle istituzioni”. Lo ha detto Paolo Siani, fratello di Giancarlo, giornalista de ‘Il Mattino’ di Napoli ucciso dalla camorra nel 1985, nel corso di un’iniziativa elettorale di Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo e candidata del Pd alle prossime europee.

Picierno, ha aggiunto Paolo Siani, “è davvero una persona che non si risparmia, che avanti e non si ferma davvero mai. Ciò è dimostrato dall’ultima iniziativa al Parlamento europeo, cioè il muro con le immagini di numerose vittime di mafia, tra cui Giancarlo Siani”.

“Città in danza”, a Pozzuoli l’evento sportivo della Uisp

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“Città in danza”, a Pozzuoli l’evento sportivo della Uisp

Grande successo per “Città in danza”, la manifestazione UISP dedicata alla danza e che si articola in un circuito di eventi territoriali.

L’evento si è tenuto presso il Palazzetto dello Sport di Pozzuoli ed è stato l’occasione per una completa full immersion nella disciplina attraverso esibizioni di danza classica, contemporanea ed hip hop. “La tappa campana della manifestazione nazionale Uisp “Città in danza” è stata per noi motivo di orgoglio – ha dichiarato Antonio Marciano, presidente Uisp Campania – si tratta di un primo passo fondamentale che ha finalmente riportato nella nostra Regione questa disciplina. Seguiranno altre iniziative legate alla danza, l’atmosfera dello scorso weekend al Palazzetto dello Sport ci ha confermato come il nostro lavoro debba proseguire in questa direzione”.

Città in danza è un movimento che abbraccia la disciplina a 360 gradi ed è infatti aperta a tutte e tutti, con una suddivisione in categorie basata soltanto sull’età, a cui corrispondono diverse capacità psicomotorie nonché, spesso, gradi d’esperienza: dagli 8 ai 9 anni gareggiano i bambini, dai 10 ai 12 anni categoria junior, dai 13 ai 15 anni categoria ragazzi, mentre dai 16 ai 24 anni troviamo la categoria adulti e dai 25 in su gli over.

Sit-in contro autonomia, in piazza la lettura dell’art. 3 della Costituzione

Sit-in contro autonomia, in piazza la lettura dell’art. 3 della Costituzione

Sit-in di protesta a Napoli ieri dove il Coordinamento per la democrazia costituzionale nel giorno in cui la riforma sull’autonomia differenziata arriva alla Camera, ha chiamato in piazza decine di cittadini, politici e sindacalisti per chiedere di fermare ”Lo spacca Italia” come ribattezzato il Ddl Calderoli.

I manifestanti, con cartelli e striscioni davanti alla Prefettura, hanno letto in coro l’articolo 3 della Costituzione che garantisce a tutti i cittadini pari dignità sociale, articolo che, secondo i manifestanti, sarebbe di fatto cancellato dalla riforma che allargherebbe il divario socio economico tra Sud e Nord del Paese. Tra i presenti il segretario regionale della Uil, Giovanni Sgambati, il consigliere comunale Sergio d’Angelo e l’avvocato Elena Coccia.

(Interviste nel video allegato)

Al via lavori per Ospedale Castellamare, De Luca: “Il più bello della regione”

Al via lavori per Ospedale Castellamare, De Luca: “Il più bello della regione”

Parte la costruzione del nuovo ospedale di Castellammare dopo decenni di attesa. È un investimento di 120 milioni di euro al netto di ulteriori risorse necessarie per la realizzazione del parcheggio. Il 2 maggio si apriranno le buste per l’aggiudicazione delle ditte, ha annunciato così l’avvio dei lavori per la realizzazione del nuovo ospedale di Castellabate il presidente della regione Vincenzo de Luca. Una struttura che ospiterà 310 posti letto e che abbraccerà un’utenza di circa 600mila abitanti dell’ Asl Napoli 3. Durante il dibattito altro tema toccato quello del personale dei pronto soccorso.

(Intervista a De Luca nel video allegato)

Stellantis, tute blu di Pomigliano in sciopero: “Sicurezza carente”

POMIGLIANO D’ARCO – l nome sarà anche nuovo, i problemi restano gli stessi. Tornano ad addensarsi nubi nere all’orizzonte per i lavoratori dello stabilimento ex Fiat di Pomigliano d’arco, oggi Stellantis dopo la fusione prima con l’americana Chrisler e poi con Pegeout. Produzione ferma nello stabilimento ), a causa dello sciopero di otto ore per ogni turno proclamato questa mattina da Fim, Uilm, Fismic e Uglm per protestare, tra l’altro, contro “la carenza delle norme di sicurezza in fabbrica ed il mancato ripristino della scala mobile per la mensa”.

Secondo le organizzazioni sindacali, ad incrociare le braccia al primo turno di lavoro, è stato il 90% dei lavoratori, mentre secondo quanto trapela dall’azienda, la percentuale si aggira intorno al 70% delle tute blu. I lavoratori hanno dato vita a un presidio di protesta all’esterno dello stabilimento. Solo i rappresentanti della Fiom Cgil hanno deciso di non incrociare le braccia. Lo sciopero arriva dopo anni di relativa tranquillità nello stabilimento Gianbattista Vico di Pomigliano, turbata pochi mesi fa dalle dichiarazioni dell’amministratore delegato Tavares sul possibile disimpegno dall’Italia del colosso dell’auto.

(Le interviste nel video allegato)

Sciuscià, il Food District Napoletano a Milano

Pippo Ciccarelli, napoletano di origine e milanese d’adozione, è il proprietario di Sciuscià, la catena culinaria situata tutta in via Procaccini.

Era il 2010 quando il primo locale aprì, da quel momento “non c’è stato un solo giorno in cui non ci sia stata la coda per entrare”.

“PAPÀ MI MANDAVA A LAVORARE IN PIZZERIA PER PUNIZIONE E IO MI SONO INNAMORATO”

“Io sono figlio di una coppia di genitori separati: mamma non sapeva cucinare e papà le regalò un manuale per imparare. Quando hanno divorziato mi sono trovato quel libro lì e mi sono avvicinato ai fornelli”.

La passione di Pippo per la cucina inizia, come spesso accade, tra le mura domestiche, ambiente entro cui cresce con il desiderio di preparare piatti e ricette. Accade che, durante il liceo, viene bocciato al terzo anno e il papà, per punizione, lo manda a lavorare in una pizzeria come lavapiatti.

“Da quel momento la mia passione crebbe al punto che, avvicinandomi all’arte della pizza, diventai un abile pizzaiolo e mi venne il desiderio di spostarmi in una città che potesse darmi di più: da qui, Milano”.

NEL 2010 APRE SCIUSCIÀ CON 40 POSTI A SEDERE E 7 MQ DI CUCINA

“Nel 2010 apro un locale a Milano, in via Procaccini, molto piccolo: 40 posti a sedere e 7 mq tra cucina e pizzeria, il minimo indispensabile per l’autorizzazione. Il ristorante viene recensito molto positivamente e il flusso di clienti era davvero grande”.

In una Milano così grande, un locale così piccolo sembra quasi ossimorico ma è solo il punto di inizio per quello che è diventato un vero e proprio Food District Napoletano.

“La pasticceria l’ho creata nel 2013 e da lì tutti i locali che ho aperto li ho tenuti tutti vicini: Sciuscià Mare, via Procaccini 66, Gigino Pizzametro, via Procaccini 68, la Griglia di Sciuscià, sempre Via Procaccini 68, e Sciuscià Pasticceria, via Procaccini 69. La volontà è racchiudere in un angolo di strada tutta la cucina napoletana, dalla colazione alla sera”.

Oltre l’esperienza che il distretto fornisce al cliente, il motivo della vicinanza di tutti i poli è anche un altro, ovvero, assicurare al pubblico la presenza del proprietario: “questo è anche il perché non accetto franchising. Non voglio correre il rischio che le persone possano associare a me qualcosa di non fatto da me, nel positivo e nel negativo”.

LA PROSSIMA APERTURA IN VIA LOSANNA

Ma tenere i locali tutti vicini non ha mai creato la possibilità che uno sopraffacesse l’altro?

“No, li ho sempre diversificati molto, ma ti svelo un’anticipazione: a breve nascerà un nuovo format in Via Losanna che condenserà in un solo punto vendita tutto il viaggio culinario. La mattina inizierà con pasticceria e caffetteria, a mezzogiorno servirà il pranzo e alle 19 riaprirà come pizzeria”.

Soprattutto l’ultima fase della giornata sarà tradizionalista al 100%, perché la pizzeria sarà STG: “cornicione alto un dito, sottile verso il centro al punto che, quando prendi lo spicchio, la fetta si flette in avanti. Questa è la vera pizza napoletana”.

Nella nuova come nelle vecchie aperture il tratto distintivo del marchio Sciuscià si ritrova nella cucina povera: “noi facciamo pasta e cavoli, pasta e piselli, più che aggiungere l’aragosta, metto a menù gli spaghetti aglio e olio”.

A MILANO L’AMBIZIONE DI RESTARE NAPOLETANO

“Quando sono arrivato in questa grande città ero pieno di aspettative e oggi posso dire di averle raggiunte: dal primo momento in cui ho messo le chiavi nella serratura, non c’è mai stato un giorno in cui io non abbia avuto la coda fuori”.

Ma in un napoletano che vive a Milano ormai da quindici anni quanto resta delle proprie origini?

“Tutto. La mia napoletanità si sente in qualsiasi cosa, io la esalto e voglio che si percepisca. In tutti questi anni, nonostante il portafogli clienti molto diversificato, le persone vengono a mangiare la pastiera e la pasta e piselli. I nipoti di Napoli, quindi coloro che hanno origini nella mia città, spesso mi dicono: da te mangio la pasta e patate come la faceva mia nonna”.

Ormai, però, la vita di Ciccarelli è lontana da Napoli e, all’ipotesi di tornare a vivere al sud, l’imprenditore risponde che vorrebbe far crescere le sue bambine a Milano, facendo diventare la sua Sciuscià una bottega storica.

LA PASTICCERIA APERTA PER LA MOGLIE, ORA 20.000 ZEPPOLE A SAN GIUSEPPE

“L’avevo quasi venduta, non l’ho mai considerata un punto di forza e ora, invece, vendiamo 2.800 zeppole il giorno di San Giuseppe e 20.000 in quella settimana, l’unico momento dell’anno in cui le produciamo; non ne vendiamo in altri periodi, ora ho 500 pezzi negli abbattitori che potrei vendere e, invece, andranno alla Caritas di Via Canova”.

Sciuscià Pasticceria viene aperta in un momento di vita particolare: Ciccarelli e la moglie perdono un bambino il giorno del parto e, vista la passione di lei per dolci e caffetteria, lui apre il locale: “mi serviva per farla distrarre dal dolore”.

IL FOOD DISTRICT A MILANO CHE SEGUE UN DETTO NAPOLETANO

Abbiamo chiesto a Ciccarelli se ci fosse un motto o una frase che racchiudesse tutti i suoi Sciuscià. E lui…

“Guarda, è una frase napoletana che dice: chi joc bell  nun po’ mai perdere. Significa che chi gioca pulito, senza prendere in giro nessuno e offrendo un prodotto di qualità, difficilmente può perdere la battaglia”.

Anna Socci, le fotografie tra Amalfi e Milano: “La Costiera mi ha insegnato a vedere i colori”

Anna Socci è una giovane fotografa proveniente dalla Costiera Amalfitana che, nel corso della sua vita, ha fatto i conti con un radicale cambio di vita, trasferendosi nella città di Milano.

Ora ha 28 anni, è mora e mediterranea, ne aveva 13 quando per la prima volta si rese conto di quanto la fotografia catturasse la sua attenzione.

Durante l’intervista, la giovane fotografa ci ha raccontato dell’inizio di tutto e di come è riuscita a conciliare i tramonti amalfitani con i grattacieli milanesi.

INIZIA TUTTO CON UNA PUBBLICITÀ IN TV  

“La mia passione per la fotografia è iniziata quindici anni fa. Ero appena 13enne quando vidi una pubblicità in televisione: rapì completamente la mia attenzione dal punto di vista della manipolazione dell’immagine. Ero a casa mia e pensai che anche io volevo stravolgere tutto in quel modo”.

Anna, nel ricordare la versione adolescente di sé, spiega che quindici anni fa, non essendoci gli strumenti digitali che ci sono oggi, era strano parlare di manipolazione dell’immagine. Lei possedeva un computer HP di una versione per nulla aggiornata ai tempi, tramite il quale, però, si scattava delle fotografie ed estrapolava il suo volto attraverso un programma di fotoritocco “che si chiamava Gimp 2.0, ora abbiamo superato la versione 12 credo”.

Lei scontornava il suo volto e lo incollava “su immagine prese da internet che si riallacciassero a quello che per me era esteticamente bello: un’acrobata, una persona riflessa in uno specchio, una donna forzuta, ecc. E cominciai a pubblicare i miei prodotti su Facebook, all’epoca l’unico social che si utilizzava. Da lì, una persona mi disse ‘hai occhio, predisposizione nella composizione’ e si offrì di prestarmi la sua macchina fotografica per farm sfogare es esercitare”.

“LA COSTIERA AMALFITANA MI HA INSEGNATO A VEDERE I COLORI, MILANO MI HA CAMBIATA” 

“Io sono nata e cresciuta in costiera e, essendo un posto bellissimo, sono sempre stata circondata da una bellezza naturalistica immensa, penso ai paesaggi, alle albe, ai tramonti… Ecco, da qui ho imparato che la realtà è ogni volta diversa, che un tramonto non è mai uguale ad un altro”.

Anna è saldamente convinta che il luogo da cui proviene le ha dato modo di allenare il suo occhio e renderlo sensibile alle connessioni con l’esterno, che la costiera amalfitana l’ha aiutata a riconoscere la bellezza e a volerla trasmettere attraverso la fotografia.

Ora, però, lei vive in una città completamente diversa, quale Milano, che seppur altrettanto bella, è caratterizzata da un’impronta urbanistica di certo maggiore di quella presente a Napoli. È stato spontaneo chiederle, quindi, come questo aspetto si conciliasse con la natura amalfitana.

“Sai, da quando ho messo piede a Milano non ho più avuto lo stesso approccio artistico alla fotografia. Mi sono ritrovata nella grande metropoli con una macchina fotografica in mano a ripetermi ‘devi fotografare’. Ma non riuscivo, non avevo più uno stimolo artistico”.

Anna arriva a Milano in un momento di forte cambiamento perché ha coinciso con l’iscrizione all’Università IULM di Milano, luogo da cui ha ritrovato l’ispirazione.

“Per un esame che ho dovuto sostenere, ho scattato una fotografia al Duomo di Milano che è poi diventata la copertina di “Raccontare Milano. Arte, architettura, media e mercato” (SilvanaEditoriale). Quello è stato l’unico momento in cui sono riuscita a dire che la fotografia era ancora dentro i me”.

DA UNA POESIA DI PASCOLI AL MOMENTO DI MASSIMA ESPRESSIONE ARTISTICA 

“Quando ho iniziato avevo bisogno di esprimermi. Era un bellissimo periodo della mia vita, perché ero piena di creatività. Un giorno leggemmo ‘Temporale’, la poesia di Pascoli, e notai che si intrecciava perfettamente con una mia foto. Andai dalla mia amica Emiliana per dirle: Emi guarda, parlano tra loro”.

Anna ci racconta che poi, allo scoccare della fine dell’adolescenza, iniziò un momento di grande difficoltà, anche economica, che l’ha portata a fare lavori tutt’altro che fotografici ma che le consentissero di vivere.

Una volta uscita da questo periodo, scelse Milano per il suo percorso universitario perché “nessun’altra città poteva essere accostata al termine fotografia. La scelta è stata giusta”.

TRA ARTE E FOTOGRAFIA: RITRATTI O PAESAGGI?

“Per me la fotografia non può essere suddivisa in compartimenti. Io sono amante della macchina, è proprio un rapporto che stabilisco con il mezzo”.

E se i paesaggi hanno avuto una grande importanza per Anna Socci, anche i ritratti non sono da meno. Durante l’intervista ha mostrato una fotografia che fece al suo fratellino, di sette anni più piccolo, quando era ancora un bambino.

“Mio fratello Matteo è stato la mia cavia. Questa foto è una delle prime che ho scattato nella mia fase di massima purezza”.

Il primo piano ha riscosso grande successo quando è stata riconosciuta da LensCulture, una delle principali piattaforme nell’ambito della fotografia artistica, al punto da essere pubblicata sul sito web della rete.

“La Anna di oggi è pienamente consapevole delle proprie capacità, so fin dove spingere con la mia fotografia: durante i viaggi riesco a ritrovare quella forma di approccio primitivo che avevo quando scattavo in costiera, ma anche quando svolgo lavori commissionati, cerco sempre un pezzo di me nei soggetti che immortalo”.

A questo punto, la domanda sorge spontanea: tutte le foto sono arte? O c’è una soglia che separa le due circostanze?

No, assolutamente. Non tutte le foto sono arte. A dividerle c’è l’intenzione grazie alla quale nascono”.

“IN COSTIERA AMALFITANA TORNERÒ PER CONTINUARE A SPIARE

“Assolutamente, vorrei tornare a vivere in Costiera. Mi piacerebbe dividere la mia vita tra nord e sud”.

Per concludere, abbiamo chiesto ad Anna se c’è un fil rouge che unisce tutte le sue fotografie e la risposta è stata…

“Lo spionaggio. Lo spiego in due modi: da un lato riguarda l’approccio visivo perché cerco sempre di cogliere aspetti inediti e rubati dei soggetti che scatto, dall’altro lato mi riferisco alla postura che adotto quando fotografo: sono sempre chiusa, ricurva, come se cercassi prima in me quello che vorrei trovare fuori”.

Vittime terrorismo, Consiglio Campania ricorda ex assessore Delcogliano

A 42 anni dall’uccisione, il Consiglio regionale della Campania ha ricordato l’assessore regionale Raffaele Delcogliano, il suo autista e collaboratore Aldo Iermano, vittime del terrorismo politico, con una cerimonia commemorativa alla presenza di autorità civili e militari. Il presidente del Consiglio regionale, Gennaro Oliviero, ha deposto una corona di alloro in via Cristoforo Colombo in memoria di quell’omicidio avvenuto il 27 aprile 1982 e, successivamente, ne ha tenuto vivo il ricordo in una cerimonia, che ha visto anche la premiazione di dodici appartenenti alla polizia di stato, che si è svolta nell’aula del Consiglio regionale che ospita anche una biblioteca intitolata al politico ucciso. Presente anche il figlio di Aldo Iermano, Antonio

Salario minimo, raccolta firme di Pap a Napoli e in altre 10 città

Accusano l’amministrazione comunale di Napoli di aver diffuso la falsa notizia relativa all’approvazione in consiglio di un provvedimento, che impone come condizione per poter operare in appalto con palazzo San Giacomo un salario minimo di 9 euro all’ora per i lavoratori delle ditte esterne. Ecco perché questa mattina i rappresentanti di Potere al popolo hanno organizzato davanti al consiglio comunale un presidio per raccogliere le firme, con l’obiettivo di proporre al Comune di adottare misure utili a migliorare le condizioni dei lavoratori delle ditte in appalto. Portavoce di Potere al Popolo, che proporrà la stessa petizione in altre 10 città, è Chiara Capretti