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Domani 8 marzo sciopero generale, a rischio le lezioni nelle scuole della Campania

Sono a rischio le lezioni nelle scuole della Campania a causa dello sciopero generale proclamato per domani, 8 marzo. In occasione della giornata dedicata alle donne, si fermeranno i settori produttivi in Italia. Dalla scuola, alla sanità, eccezion fatta per i trasporti. Sono numerose le motivazioni per le varie sigle aderenti: Flc CGIL, Slai Cobas, Adl Cobas, Cobas Usb, Cobas Sub, Osp Faisa Cisal, Usi Cit, Clap, Si Cobas, Cub Trasporti, Uitrasporti, Usi 1912, Uiltec Uil.

RISCHIO CLASSI SENZA PROFESSORI

“I diritti delle donne, l’uguaglianza di genere, l’autodeterminazione, la parità salariale non sono ancora una realtà per tutte – – è scritto in una nota di Flc Cgil -. Anzi assistiamo, e su larga scala, a un attacco, a una messa in discussione dei diritti che le donne si sono conquistate nel corso degli anni. Ciò è evidente anche nel nostro Paese che è ancora ai primi posti nel mondo per gender pay gap e per incidenza del lavoro povero e precario; per non dire dell’invisibile sfruttamento del lavoro di cura, mai riconosciuto come responsabilità sociale, sempre e ancora scaricato sulle donne”. L’agitazione sindacale coinvolge tutti i gradi di istruzione, dall’asilo nido all’università. Molte scuole hanno inviato mail o comunicazioni dai portali alle famiglie per metterle in guardia dal pericolo delle classi senza i professori.

Morte di Maradona, l’avvocato Pisani: “Il Diez abbandonato”

Morte di Maradona, l’avvocato Pisani: “Il Diez abbandonato”

Sono ancora troppi i punti oscuri della morte di Maradona: dalla relazione medico legale, infatti, si evince che proprio chi aveva la responsabilità non ha fatto nulla per assistere e curare il Pibe de Oro. Non ci sarebbe, allora, solo negligenza dietro il decesso del Diez. Spetterà alla magistratura stabilire motivazioni e responsabilità.

“Senza rispetto – ha commentato Angelo Pisani, legale del campione argentino – senza professionalità, senza alcuna pietà e amore hanno prima abbandonato, indebolito fisicamente e poi lasciato morire Diego Armando Maradona, che a tante persone e forse ai suoi amici/nemici aveva aperto le porte di casa e affidato la sua vita”.

“Ora i responsabili – ha continuato Pisani – non solo medici ed infermieri, ma tutti quelli che saranno valutati anche tra assistenti vari e organizzatori, dovranno subire e scontare pene severe e pagare il più grande risarcimento danni mai calcolato nella storia per una vittima di malasanità e disumana speculazione, sebbene neanche la condanna mondiale che si abbatterà sul clan di responsabili potrà mai restituire il campione del mondo ai suoi cari, amici, tifosi, familiari e figli. La morte di Diego Armando Maradona poteva essere evitata ma, fingendo di assisterlo, senza curarlo per le patologie e pensando che potesse valere più da morto che da vivo, tanti falsi amici e per quanto dice la giustizia argentina medici traditori lo hanno abbandonato e lasciato morire”.

8 marzo, in Campania 10mln € per nascita imprese rosa

Dieci milioni di euro per favorire l’autoimprenditorialità femminile. E’ quanto stanziato dal consiglio regionale della Campania in vista della giornata internazionale della donna. Un percorso, quello del sostegno all’occupazione femminile e alla valorizzazione delle competenze delle donne, già intrapreso dal parlamentino regionale nel 2021 con la legge 17 presentata dalla vice presidente del consiglio, Loredana Raia, che questa mattina ha convocato un incontro con l’assessore al Lavoro della Giunta di Palazzo Santa Lucia, Antonio Marchiello per presentare le nuove misure a sostegno dell’imprenditoria femminile

L’allarme della Cisl e della Cei: “Autonomia differenziata spacca il Paese”

L’allarme della Cisl e della Cei: “Autonomia differenziata spacca il Paese”

“La secessione dei ricchi”, così è stata definita l’autonomia differenziata da Antonio Di Donna Vescovo di Acerra e presidente della conferenza episcopale campana, nel corso dell’incontro “Servizi pubblici tra autonomia differenziata e costituzione”, promosso dalla Cisl Funzione Pubblica della Campania.

“Il progetto – ha commentato Di Donna – è partito dalle regioni più ricche del Paese. Se l’autonomia passasse ci troveremmo davanti ad un paese diviso. Si perderebbe l’unità nazionale che è il valore più grande. I Vescovi dicono che il Paese non crescerà se non insieme. Al posto dell’autonomia differenziata propongono un federalismo solidale”.

Al gran hotel Capodimonte, rappresentanti sindacali, giornalisti, intellettuali ed esponenti religiosi, hanno discusso delle criticità legate al disegno di legge Calderoli, definito da molti come una misura spacca paese, che dovesse essere approvata così come proposta sancirebbe un’ulteriore divisione tra Nord e Sud Ad introdurre i lavori Lorenzo Medici, segretario generale della sezione campana del sindacato.

“E’ il tema – ha detto Medici – dei temi. Credo che se la legge passerà così come pensata, il Sud resterà a una condizione di sottosviluppo insopportabile, che penalizza i nostri giovani”.

Insomma da Napoli arriva una nuova opposizione, che vede l’inedita alleanza tra FP Cisl e Cei, alla misura voluta dalla Lega di Salvini, che proprio non convince il mezzogiorno.

Sfollati via Morghen tornano in piazza: “Noi assenti all’incontro con il Sindaco”

Sfollati via Morghen tornano in piazza: “Noi assenti all’incontro con il Sindaco”

Gli sfollati di via Morghen il sindaco non lo hanno incontrato, o meglio a palazzo San Giacomo sarebbe andato solo uno di loro, dal quale però gli altri non si sentono rappresentati. A dirlo stesso i residenti della collina ed esponenti delle associazioni di quartiere che oggi sono tornati nelle strade del rione per protestare nuovamente contro l’abbandono delle istituzioni.

“Non abbiamo – spiega una residente – riconosciuto nessuno dello stabile sgomberato all’incontro con il Primo cittadino. Non sappiamo chi sia andato ad incontrare l’amministrazione, tranne una persona”.

“In realtà – gli fa eco un altro cittadino del quartiere – non c’erano rappresentati del condominio che sono i diretti interessati. Pare ci fosse solo una persona, non si sa delegata a nome di chi. Mi aspettavo che ad un incontro con il Sindaco ci fosse una folta rappresentanza degli abitanti del luogo, che ad oggi sono abbandonati a se stessi”.

A settimane di distanza dal 21 febbraio, quando un enorme voragine inghiottì due auto, e dopo il presidio di protesta di domenica scorsa (3 marzo), nulla sembra essere cambiato per gli sfollati, ancora fuori dalle proprie abitazioni, e per il Vomero, sempre flagellato dalla fragilità del suolo. Appena due giorni fa, infatti, l’ultimo cedimento in via Pietro Castellino. Hanno paura i cittadini, che chiedono interventi concreti.

“L’amministrazione – commenta Franco Di Mauro, esponente della rete sociale no Box – è assente. La prima cosa che avrebbe dovuto un’amministrazione sana è quella di alloggiare gli sfollati in strutture alberghiere. Questo dovrebbe fare uno stato di diritto”.

Ruspe in azione nel Bronx di San Giovanni a Teduccio

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Accontentati gli occupanti abusivi con la delibera di giunta per le famiglie beneficiarie degli alloggi di edilizia residenziale pubblica che saranno realizzati con i fondi del PNRR a Scampia, a Taverna del Ferro e nei Bipiani di Ponticelli, via libera senza timore di contestazioni per il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, per il primo sopralluogo sul cantiere del cosiddetto Bronx.

IL CRONOPROGRAMMA

Inaugurati lo scorso 2 febbraio, i lavori di via Taverna del Ferro sono entrati nella fase di demolizione della prima delle strutture laterali ai palazzoni, sulle cui ceneri sorgeranno i due edifici con le nuove 360 abitazioni. Il primo aprile è la data prevista per la fine del primo lotto di lavori. Una corsa contro il tempo per rispettare la consegna del cantiere, pena la perdita della prima tranche dei 106milioni di euro complessivi previsti dal Pnrr.

L’INCONTRO CON IL COMITATO DI LOTTA

A margine del sopralluogo, con la vice sindaco Laura Lieto, Gaetano Manfredi ha poi incontrato gli attivisti del comitato di lotta ex Taverna del ferro. Portavoce è Rosaria Cordone

130 anni Cgil, consegna dell’atto costitutivo del 1894

130 anni Cgil, consegna dell’atto costitutivo del 1894

Un tuffo nel recente passato di lotte sindacali per la Cgil di Napoli e Campania, per le celebrazioni dei 130 anni della camera del lavoro partenopea. Nella sede del sindacato, gli ex segretari generali della confederazione costituita nel 1894, sono intervenuti in occasione dell’assemblea generale della camera del lavoro metropolitana di Napoli, per la consegna della stampa, in tiratura limitata, dell’atto costitutivo sottoscritto il 6 gennaio 1894.

Presenti i segretari generali Nando Morra, Michele Tamburrino, Nino Galante, Federico Libertino, Michele Gravano e Walter Schiavella.

Nicola Ricci:” 130 anni di storia di lotte e di conquiste”

Le parole del segretario generale Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci:

” 130 anni non sono pochi. Storia di movimento sindacale di lotte e di conquiste andavano ricordate come abbiamo fatto in questi mesi con tante iniziative. Con un obiettivo, quello di guardare avanti, perché la storia serve indubbiamente per preservarla, ma soprattutto per dire che sindacato CGIL vogliamo nelle sfide che ci aspettano”.

 

Operazione alto impatto, controlli e perquisizioni nel napoletano

Operazione alto impatto, controlli e perquisizioni nel napoletano

L’Alto impatto, lo si vede dal massiccio spiegamento di forze dell’ordine che da mesi oramai assedia Napoli e i comuni dell’area metropolitana ad alta densità criminale. L’effetto, se c’è stato, va giudicato sui numeri forniti dalla questura nel bilancio della maxi operazione interforze effettuata questa mattina nei comuni di Afragola, Casoria, Casavatore e Caivano.

I sequestri

Due pistole sequestrate, di cui una con matricola abrasa ed una a salve priva dell’obbligatorio tappo rosso, numerose cartucce, 22 orologi, di cui 10 contraffatti. Ed oltre 24.000 euro in contanti, diverse quantità di tabacchi lavorati esteri privi del marchio del Monopolio di Stato ed una targa contraffatta. Inoltre, alcune persone sono state sanzionate per violazione delle norme del Codice della Strada.

In capo 200 uomini delle forze dell’ordine

Sorvegliati dall’alto da un elicottero, duecento gli uomini impiegati tra polizia, carabinieri, guardia di finanza per l’ennesima operazione Alto impatto. 200 gli uomini impiegati, cosi come nell’ultimo blitz scattato nel quartiere Forcella meno di una settimana fa. I comuni di Caivano ed Afragola erano stati già interessati dall’operazione Alto impatto ad ottobre e gennaio scorsi.

Sparatoria in piazza Carlo III, arrestati due minorenni

Sparatoria in piazza Carlo III, arrestati due minorenni

Hanno 16 e 17 anni gli autori della sparatoria avvenuta il 27 dicembre scorso, a piazza Carlo III, nella quale fu ferito al braccio destro un altro minorenne.

Oggi a tre mesi di distanza dall’episodio, gli agenti della polizia di stato li hanno arrestati e dovranno rispondere dell’accusa di tentato omicidio. Secondo quanto è emerso dalle indagini, l’agguato sarebbe da ricondurre a screzi tra gruppi di giovanissimi appartenenti a quartieri diversi.

Nello specifico la lite è scoppiata tra ragazzi della zona del Borgo Sant’Antonio Abate, di cui la vittima fa parte, e un gruppo del Rione Reggia, a ridosso di via Stadera, quartiere Poggioreale.

La corsa in ospedale e l’intervento

Dopo il raid, il sedicenne ferito fu trasportato all’ospedale dei Pellegrini, dove fu ricoverato nel reparto di chirurgia.

Il giovane, infatti, fu colpito al braccio con proiettili da caccia, meglio conosciuti come “pallini”. Peculiarità di questo tipo di proiettili è quella di frantumarsi in numerose parti una volta raggiunto il bersaglio. Per questo si rese necessario un complesso e delicato intervento di estrazione.

Per i responsabili si sono spalancate le porte del carcere minorile di Nisida.

Paura sul traghetto da Pozzuoli a Ischia, per il mare grosso si ribaltano due camion: distrutta auto dei Carabinieri

Paura sul traghetto della Medmar da Pozzuoli per Ischia, partito alle 15 e che sarebbe dovuto arrivare sull’isola alle 16.15. A causa del mare grosso e dal maltempo, il natante ha avuto molte difficoltà ad entrare nel porto isolano. Il capitano ha impiegato quasi trenta minuti a governare, fino all’approdo. Una volta gettata l’ancora e assicurata la nave agli ormeggi, i passeggeri non sono potuti scendere perché due camion parcheggiati nel ventre del natante, si sono ribaltato. Il carico di uno di essi ha letteralmente distrutto una gazzella dei Carabinieri. Attualmente nessuno ha potuto lasciare il traghetto.