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Corte dei conti, Il governatore De Luca a processo per le Smart Card

Corte dei conti, Il governatore De Luca a processo per le Smart Card

3,7 milioni di euro spesi inutilmente per le Smart card Vaccino: Il presidente della Regione Campania Vicenzo De Luca dovrà risponderne, insieme ad altri 5 indagati, davanti ai giudici della Corte dei Conti. Non finiscono i guai per il governatore che potrebbe dover risarcire alla Regione il 25% del danno complessivo (circa 1 milione). La tessera, presente solo in Campania, serviva durante la pandemia a certificare l’avvenuto vaccino.Peccato che, secondo i PM, questa fosse del tutto sovrapponibile al Green pass, che già era deputato a tale scopo.

Gli altri indagati

A rispondere del danno erariale insieme al numero uno di Palazzo Santa Lucia: il coordinatore dell’Unità di Crisi Regionale nonché direttore generale dei lavori pubblici e della Protezione Civile della Regione Campania, Italo Giulivo, il direttore generale dell’ASL Campania, Antonio Postiglione, ed i componenti dell’unità di Crisi, Massimo Bisogno, Ugo Trama e Roberta Santaniello. Già lo scorso agosto agli indagati era stato notificato l’invito a dedurre.

Il periodo no del governatore

Insomma un’altra tegola per De Luca, che non sta affrontando certo il suo periodo più roseo. Nelle ultime settimane, infatti, il presidente della Regione aveva già dovuto mandare giù il richiamo del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dopo gli insulti alla Premier, e soprattutto il no dell’esecutivo, ma anche dei vertici romani del PD, al terzo mandato dei governatori di regione.

Facebook e Instagram vanno in crash, i social in down: ecco cosa sta succedendo

Poco dopo le 16.30 è andata in crisi la piattaforma Meta, che unisce Facebook, Instagram e Threads fa riferimento a Mark Zuckerberg. Facebook ha cancellato le password ed ha fatto uscire gli utenti dai propri profili. Instagram si è bloccato impedendo l’aggiornamento del feed. Si tratterebbe di un problema legato ai server europei di Meta. Non è escluso che si tratti di un attacco informatico che potrebbe avere conseguenze a livello planetario

Carlo Animato e la storia del fantasma sfrattato dai Quartieri spagnoli

Una casa infestata dagli spiriti, nei quartieri spagnoli di Napoli. E’ qui che si intrecciano le storie dei protagonisti di  “Un fantasma in pretura, ovvero l’anno in cui a Napoli sfrattarono l’Aldilà”. Ha scelto per il suo ultimo romanzo una storia veramente accaduta Carlo Animato. Napoli, il teatro di una vicenda che agli inizi del 900 fece scalpore, tra sedute spiritiche, interventi di preti, giornalisti e aule di tribunale. Protagonisti, un inquilino terrorizzato da presenze misteriose nella casa e una scettica proprietaria dell’immobile desiderosa di una prova tangibile, al cospetto di un giudice, della presenza dell’altro mondo.

INCONTRI CON L’AUTORE

Il libro sarà presentato domani, mercoledì 6 marzo, nello spazio Feltrinelli di piazza dei Martiri, dall’autore che interverrà con i giornalisti, Ida Palisi e Vincenzo De Falco. Il 7 marzo invece, Carlo Animato, alle 10 e alle 17, sarà ospite in studio nella trasmissione “Diretta Napoli Live. I protagonisti, la musica, gli eventi della città” su Rai – radio Live Napoli

Spaccio ai “Sette palazzi”, le forze dell’ordine sgominano rete narcos

Spaccio ai “Sette palazzi”, le forze dell’ordine sgominano rete narcos

Gestivano lo spaccio ai “Sette palazzi”, supermarket di droga a Scampia, per conto degli Scissionisti, ma sono stati scoperti dalle forze dell’ordine. Dovranno rispondere dei reati di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, aggravata dal metodo mafioso, e detenzione di sostanze a fini di spaccio.

In 5 sono finiti in manette, in 2 agli arresti domiciliari e ad ottavo presunto membro del clan è stato notificato il divieto di dimora nel comune di Napoli.

I provvedimenti sono frutto di un’indagine condotta tra il 2021 ed il 2022, che ha permesso di documentare le dinamiche interne al gruppo criminale. Nello specifico gli inquirenti sono convinti che il sodalizio gestisse, in nome degli Amato/Pagano, l’intera filera del traffico e della vendita al dettaglio di svariate sostanze, nella zona compresa tra via Tancredi Galimberti e via Antonio Labriola.

L’organizzazione curava ogni aspetto dell’attività illecita. Dall’acquisto dello stupefacente fino alla commercializzazione, che era gestita dai capi-piazza organizzando la distribuzione per tipologia e per turni di lavoro.

L’inchiesta ha permesso documentare anche gli ingenti profitti che il sodalizio criminale ha tratto dalla compra/vendita di droga.

Allarme crolli a Napoli, una voragine manda in tilt la zona ospedaliera

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Neanche il tempo di ripararne una, che subito se ne apre un’altra. Dopo un passaggio nel quartiere Fuorigrotta, torna sulla parte alta di Napoli l’emergenza voragini. Via Pietro Castellino, rione Alto, la strada dove poche ore fa si è aperta un’altra voragine che ha costretto i vigili del fuoco ad intervenire, per le verifiche del caso, e i tecnici comunali a chiudere la carreggiata al traffico per consentire la messa in sicurezza dell’area. L’episodio avviene 24 ore dopo la chiusura di via Campegna, quartiere Fuorigrotta, e due settimane dopo quella di via Morghen dove un cratere largo 5 metri ha inghiottito due auto e costretto 20 famiglie ad abbandonare le proprie case.

Ostacoli sui binari della circum, la procura apre inchiesta

Ostacoli sui binari della circum, la procura apre inchiesta

Non episodi vandalici, ma veri e propri raid criminali, mossi da un’unica regia. E’ questa l’ipotesi della procura di Torre Annunziata, che adesso vuole vederci chiaro ed ha aperto un’inchiesta sugli ostacoli abbandonati sulle rotaie della circumvesuviana, all’altezza del passaggio a livello della stazione di Pompei.

Anche il prefetto di Napoli, Michele di Bari, dopo aver convocato una riunione d’urgenza a piazza Plebiscito, ha annunciato la linea dura, che prevede l’incremento dei controlli e l’installazione di telecamere sulla tratta incriminata.

In meno di un mese sono già quattro gli episodi attenzionati. Ad inizio febbraio, infatti, sui binari in via Crappolla, ignoti avevano lasciato sui binari una vasca da bagno, poi legno e cemento, poi un new jersey ed infine, il 1 marzo un frigorifero, centrato in pieno da un treno in corsa. Gli inquirenti sono convinti che non si tratti di episodi slegati.

La finalità sarebbe quella di intimidire ed esercitare pressione, attraverso gli ostacoli sui binari, sull’EAV, azienda che gestisce la tratta, per costringerla a rivedere il progetto di soppressione del passaggio a livello.

Già ieri Umberto de Gregorio, presidente dell’ente autonomo Volturno, aveva commentato i raid, paventando l’ipotesi della regia occulta e sottolineando come l’azienda non sarebbe scesa a compromessi.

A Napoli tutti pazzi per Barbero, al San Carlo file per il biglietto

Napoli in fila per Alessandro Barbero. In una città dove le code in genere si fanno per accaparrarsi il biglietto per lo stadio e il mondo dei giovani viene messo spesso e volentieri sotto i riflettori solo per episodi di devianza criminale, fa effetto vedere tante persone in fila per ore per poter garantirsi il biglietto per assistere alla lezione di un professore universitario di Storia medievale.

CAMBIO LOCATION

Tale attenzione per lo storico torinese ha spiazzato in primis l’Università Federico II, che ha organizzato gratuitamente l’evento l’11 marzo nell’ambito delle celebrazioni per gli 800 anni dell’ateneo. Il sito dell’Università è andato in over booking. 1400 richieste nei primi 4 minuti dall’inizio delle prenotazioni dei posti, che hanno costretto la Federico II a spostare la location dal piccolo Mercadante al più capiente teatro San Carlo.

STUDENTI IN FILA PER ORE

Una fila composta per una stragrande maggioranza da giovani fan del professor Barbero e, al contrario di come si potrebbe pensare, non tutti studenti di Storia interessati ad assistere a una lezione su Federico II, “stupor mundi” che nel 1224 volle a Napoli la prima università pubblica del mondo

Case popolari, la delibera del Comune non convince i comitati: “Nessuno ci ha detto nulla”

Case per tutti, rientra la protesta dei comitati Taverna del Ferro

Nessuno finirà in mezzo ad una strada, nemmeno gli occupanti, né al Bronx di San Giovanni a Teduccio, né alle vele di Scampia, né al campo Bipiani di Ponticelli.

A stabilirlo la delibera di palazzo san Giacomo con la quale il Comune ha adottato il programma particolare per le famiglie beneficiarie degli alloggi che verranno realizzati con i fondi del PNRR. Si tratta di 900 abitazioni sparse nei quartieri interessati.

Il progetto, inoltre, che si inserisce nel piano di riqualificazione urbana e rigenerazione sociale, permette di offrire un tetto sopra la testa anche ai non assegnatari. Negli appartamenti che verranno realizzati, infatti, andranno a vivere le famiglie che attualmente risiedono nelle costruzioni da demolire. Gli abusivi, invece, avranno diritto ad una sistemazione temporanea nelle nuove case per un periodo massimo di tre anni.

Esulta, quindi, il comitato di lotta ex Taverna del Ferro, come spiega Rosaria Cordone.

“Stiamo vincendo – spiega la Cordone – questa è una battaglia che noi portiamo avanti insieme all’istanza di abbattimento e ricostruzione delle palazzine. La delibera approvata, va nella direzione di garantire una casa a tutti”.

Meno soddisfatto il “Comitato Vele” che da anni si batte per contrastare la situazione di emergenza abitativa nella 167. Raggiunti al telefono gli esponenti del collettivo polemizzano con le istituzioni cittadine. “Assurdo che veniamo a sapere della delibera e del progetto attraverso la stampa, nessuno ci ha avvisato” ha detto Omero Benfenati.

Destinazione Donna, presentazione itinerari femminili a Napoli

Destinazione Donna, presentazione itinerari femminili a Napoli

Dall’8 marzo al 6 giugno la città si tingerà di rosa con l’iniziativa “Destinazione donna: itinerari femminili a Napoli”. La presentazione nella sala conferenze del Palazzo Arcivescovile di Largo Donnaregina.

7 itinerari gratuiti con 20 visite guidate in italiano e in inglese studiati dalla professoressa Adriana Valerio.

“Questi itinerari sono il proseguo dell’anno scorso. L’anno scorso erano cinque. Ma non siamo riusciti, date le prenotazioni, a rispondere a tutte le richieste e quindi abbiamo pensato di riproporle, ampliandole, sono sette quest’anno, non solo ampliando ma anche pensando a renderle stabili.”

A illustrare il progetto ” Itinerari femminili ” l’assessore Armato

L’intento del progetto è quello di rendere visibile, valorizzare e diffondere la cultura delle donne attraverso la conoscenza di personalità e luoghi significativi della città di Napoli. Soddisfazione nelle parole dell’assessore al turismo Teresa Armato:
“Un progetto che prende spunto da un’iniziativa di successo che abbiamo fatto l’anno scorso, ed è incentrato sui percorsi turistici. Nello specifico sette percorsi turistici per un totale di una ventina di visite guidate che consentiranno ai nostri concittadini (ma io spero soprattutto ai turisti) di conoscere luoghi della città in parte non molto conosciuti. Ma comunque tutti i luoghi nei quali hanno avuto vita, esperienze e storie di donne”.

Patrimonio turistico – religioso partenopeo

Cittadini e turisti per 3 mesi saranno messi in contatto non solo con la storia delle donne che hanno reso grande la nostra città in epoche passate e moderne ma anche con il patrimonio turistico-religioso. Padre Francesco Beneduce vescovo ausiliare dell’Arcidiocesi di Napoli: “Un patrimonio di ricchezza che vorremmo che riparli non solo della bravura degli artisti, ma del messaggio di fede, però con questo patrimonio che è grande dell’universo femminile con la sua specificità”.

“Napoli chiagne e fotte”? Calderoli sfidato a “duello” dai neoborbonici

“Napoli chiagne e fotte”? Calderoli sfidato a “duello” dai neoborbonici

Neoborbonici e neosudisti sfidano il ministro leghista Calderoli ad un duello virtuale in un pubblico confronto (data e luogo può sceglierli lui) dopo le sue recenti dichiarazioni contro gli oppositori del suo progetto per l’autonomia differenziata.
Si tratterebbe -per l’artefice del progetto “padano”- del solito caso di “chiagni e fotti di partenopea memoria”.

Gli sfidanti chiederanno a Calderoli il conto di quanto è stato sottratto al Sud dal 1860 ad oggi: dal famoso oro delle banche napoletane preunitarie (oltre 443 milioni di lire del 1860) ai finanziamenti (al Nord) del Piano Marshall, dal federalismo fiscale (800 miliardi persi al Sud in 20 anni) ai prossimi danni dell’autonomia che finora, tra l’altro, non ha ancora trovato i 100 miliardi di euro necessari per i livelli minimi di servizi per il Sud.

Questi luoghi comuni sono ormai diffusi e radicati a Sud come a Nord e spesso sconfinano nel “razzismo” e costituiscono la base di questioni meridionali tuttora gravi e irrisolte.
Per contrastare questi luoghi comuni occorrono notizie vere e verità storiche e servono anche alle classi dirigenti meridionali inadeguate o complici da oltre un secolo e mezzo.