Tornano al castello delle cerimonie le telecamere della televisione, ma questa volta non per raccontare le gesta del boss Antonio Polese o dei matrimoni protagonisti del noto reality, bensì per portare all’attenzione dell’opinione pubblica della protesta dei 300 lavoratori che rischiano di perdere il posto dopo la chiusura della struttura. Confiscata per lottizzazione abusiva e affidata al comune, compreso il parco e l’eliporto. Insieme alle rispettive famiglie, camerieri, chef, sommelier e altri figure professionali interne e dell’indotto del Grand hotel la Sonrisa di Sant’Antonio abate, in provincia di Napoli, hanno sfilato in corteo fino alla sede del Municipio per chiedere un aiuto al sindaco.
Inaugurato anno giudiziario del Tar, in Campania contenzioso tra più alti d’Italia
Con gli ottomila ricorsi all’anno di Napoli e Salerno, contro i 1100 del Piemonte, il Tar della Campania è quello che si trova a gestire il numero di contenziosi tra i più alti d’Italia. E’uno dei dati emersi dalla relazione del presidente del Tribunale amministrativo regionale, Vincenzo Salamone, durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario
I PUNTI SALIENTI DELLA RELAZIONE DEL PRESIDENTE DEL TAR CAMPANIA
Nella sua relazione, il magistrato ha puntato i riflettori anche su altre problematiche giuridiche nell’ambito della pubblica amministrazione: l’aumento delle interdittive antimafia, dovute al maggior contrasto delle infiltrazioni criminali negli enti locali; le grandi difficoltà dei piccoli comuni e della Regione nella gestione della spesa dei fondi Pnrr; i rapporti tra Regione e sanità privata
SULLO SFONDO IL “CONTENZIOSO” POLITICO TRA MANFREDI E DE LUCA
A proposito di contenzioso, seppur seduti vicini continuano a rimanere distanti e a far finta di ignorarsi il governatore Vincenzo de Luca e il sindaco di Napoli Manfredi, seduti in prima fila con il nuovo procuratore Gratteri e le altre autorità
Troppe voragini in città, l’allarme dei geologi
Troppe voragini in città, l’allarme dei geologi
A Napoli manca la mappatura delle reti e dei tracciati che viaggiano nel sottosuolo: è l’allarme lanciato dal presidente di Sigea Campania e Molise, il geologo Gaetano Sammartino che dopo il crollo in via Morghen sottolinea l’assenza di controlli e prevenzione. Questo infatti è solo l’ultimo episodio di una lunga lista che recita 6 crolli o cedimenti in poco più di un mese: da via Consalvo, a via Solimena, il suolo napoletano è una vera e propria groviera.
“Noi – ha spiegato il geologo – oggi non conosciamo lo stato attuale delle condizioni del suolo. Non mi risulta esista una mappatura delle reti che viaggiano nel sottosuolo, siano esse fognare o idriche. Non avendo questa cognizione è chiaro che non abbiamo nemmeno quella di dove si possano verificare gli incidenti. Certe episodi probabilmente si potrebbero pure prevenire. Se osservando il territorio ad esempio ci si accorge di avvallamenti o di fratture lungo l’asse stradale, questi possono essere segni premonitori. La prevenzione è anche monitoraggio”.
Nel mentre gli sfollati di via Morghen 63 hanno trascorso la prima notte fuori casa. Nella giornata di ieri buona parte della collina vomere è rimasta senza acqua, con i residenti costretti a rifornirsi con taniche e bottiglie, ma intorno alle 21 la rete idrica è stata ripristinata, eccezion fatta proprio per il civico 63. Se le operazioni di ripristino procedono spedite, i residenti chiedono che di accelerare e di poter tornare nelle proprie case. Intanto la procura ha aperto un’indagine per vederci chiaro
“Siamo tutti fuori casa – ha raccontato una degli sfollati – con grande disagio. C’è chi ha approfittato dei parenti, ma anche chi ha dormito in macchina. Abbiamo grosse difficoltà anche perché nel palazzo ci sono anche dei disabili”.
“Non si può continuare così – fa eco un altra inquilina – C’è chi dovrebbe andare a lavoro o a scuola o all’università e non può farlo”.
Minori in carcere, Ciambriello:”Abbiamo più reati e più ragazzi detenuti”
Minori in carcere, Ciambriello:”Abbiamo più reati e più ragazzi detenuti”
500 detenuti minorenni tra gennaio e febbraio 2024. È l’allarme lanciato dall’S.PP. il sindacato della polizia penitenziaria. I 500 minorenni vanno ad aggiungersi ai 400 detenuti in più da inizio anno nelle carceri italiane. Un allarme sociale che acuisce ancora di più soprattutto a Napoli e in Campania il fenomeno della violenza minorile considerando che secondo le statistiche il 90% di chi entra begli istituti minorili si avvia verso una “carriera criminale” passando come stadio successivo immediato al carcere normale.
L’allarme di Ciambriello
A lanciare l’allarme Samuele Ciambriello garante dei detenuti della Campania che a margine della presentazione del libro di Nino Mandalà “Marika” si poi soffermato anche sul drammatico problema dei suicidi in carcere in aumento nelle ultime settimane e che conta già 5 vittime in Campania.
“Non solo in base al nuovo decreto cosiddetto Caivano, abbiamo avuto più reati, ma abbiamo avuto anche detenuti negli istituti minori di ragazzi per piccoli reati. Quindi questo decreto ha fatto aumentare la presenza negli istituti. Negli istituti poi ci sono stati tanti formi di autolesionismo, in Campania ad Airola due tentativi di suicidio. In Italia siamo arrivati purtroppo già a 20 suicidi, in Campania 5. Chi si suicida in carcere lo fa per diverse motivazioni, variegate, complicate. Noi dobbiamo verificare qualcosa in più. Le persone che si suicidano lo fanno appena arrivate in carcere e una buona parte è quelli che stanno per uscire. Quindi abbiamo bisogno di più figure sociali.”
Presentato il libro di Mandalà
Il libro di Mandalà affronta in maniera anche autobiografica proprio i problemi e le difficoltà della vita carceraria. Anche l’autore come molti detenuti durante i lunghi mesi in cella ha pensato qualche volta al suicidio. Ha infatti spiegato: “In carcere ho rischiato di perdermi quando sono stato assalito dalla tentazione di farla finita”. Ha poi aggiunto sempre Mandalà:”La scrittura è stata fondamentale.”
Nuova ondata di maltempo in Campania, rischio vento forte e mareggiate
La Protezione Civile della Regione ha emanato una allerta meteo per vento forte e mare agitato su tutta la Campania. Nella giornata di domani, venerdì 23 febbraio, dalle 7 del mattino fino alle 21 di sera, il territorio sarà interessato da correnti provenienti da sud-sud-ovest che porteranno venti forti, con locali raffiche. Il mare, di conseguenza, sarà agitato, soprattutto lungo le coste esposte ai venti. Saranno possibili mareggiate.
La Sala Operativa Regionale ricorda ai Sindaci di attivare tutte le misure previste dai rispettivi piani di protezione civile al fine di mitigare e contrastare gli effetti dei fenomeni previsti. In particolare, va monitorata la corretta tenuta del verde pubblico e delle strutture mobili esposte ai venti e al moto ondoso.
Si ricorda che il codice colore normalmente utilizzato per le allerte meteo con rischio idrogeologico per piogge e temporali non si applica all’allerta vento. Il bollettino di oggi è infatti verde poiché non si prevedono allagamenti e fenomeni conseguenti alle precipitazioni piovose, ma sussiste un avviso di avverse condizioni meteo per vento forte e mare agitato
Banche e territorio, Bcc approva bilancio 2023
Banche e territorio, Bcc approva bilancio 2023
Il Consiglio di Amministrazione della Banca di Credito Cooperativo di Napoli ha approvato il progetto di bilancio 2023, che evidenzia la continua attenzione della Banca verso le esigenze delle famiglie e delle PMI del territorio.
DATI DEL BILANCIO
In particolare, gli impieghi totali alla clientela sono cresciuti del 15% rispetto all’anno precedente, a confermare l’impegno della BCC a supporto dell’economia reale e, più in generale, del ruolo del Credito Cooperativo al fianco di una provincia così sfidante come quella di Napoli
Sul fronte del risparmio delle famiglie, la raccolta complessiva nel 2023 segna l’aumento del 6,9% sul 2022, mentre quella diretta cresce del 2,2%. Soddisfazione nelle parole di Amedeo Manzo.
(Intervista nel video allegato)
Carcere di Carinola, non funziona la Sim: detenuto picchia agenti polizia penitenziaria
Nelle carceri campane è emergenza continua a causa di episodi di violenza che coinvolgono detenuti e agenti della polizia penitenziaria. L’ultimo in ordine di tempo è accaduto a Carinola, nel casertano. Un detenuto ha aggredito un ispettore e due assistenti di polizia penitenziaria che sono dovuti successivamente ricorrere alle cure del 118. L’episodio è avvenuto, secondo la denuncia, perché l’aggressore riteneva che gli agenti fossero i responsabili del malfunzionamento di una scheda telefonica che gli impediva di telefonare
LA DENUNCIA DEI SINDACATI
L’episodio è stato denunciato dal presidente e dl segretario regionale dell’Uspp, Giuseppe Moretti e Ciro Auricchio che si sono chiesti: “Che fine ha fatto la circolare per i trasferimenti urgente dei detenuti che aggrediscono il personale?’ Siamo allo sbando – hanno aggiunto – in un carcere che era il fiore all’occhiello dell’ amministrazione penitenziaria e che è stato distrutto tagliando il personale di 100 unità rispetto alla pianta organica del 2017”. Per i due sindacalisti “bisogna intervenire subito, come proposto dal nostro sindacato al sottosegretario alla giustizia Del Mastro delle Vedove, eliminando i benefici di legge ai detenuti che si rendono protagonisti di aggressioni al personale di polizia penitenziaria. Giunga la solidarietà del sindacato ai colleghi aggrediti”
Operaio muore schiacciato da macchinario nella fabbrica Stellantis di Avellino
AVELLINO – Aveva 52 anni, era un operaio di una ditta esterna, è morto questa mattina schiacciato da un macchinario nella fabbrica Stellantis di Pratola Serra, in provincia di Avellino. La tragedia si è consumata all’interno dell’isediamento industriale di Pianodardine.
