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Garcia smentisce Kvaratskhelia alla vigilia della sfida col Real Madrid

La mutazione del Napoli, o meglio il riallineamento della squadra ai dettami tattici spallettiani, non è stata frutto di un confronto tra allenatore e giocatori dopo la trasferta di Genova. Rudi Garcia alla vigilia del match con il Real Madrid smentisce Kvaratskhelia e parla di stupidaggini. Il francese mezzosangue non ci sta a passare per uno che si è fatto commissariare e dispensa sorrisi e consigli. Chi conosce il calcio, chi lo guarda con sereno distacco, sa che questa sua posizione è poco difendibile. Ma non può farne a meno. Ha assaggiato la polveriera Napoli, si è reso conto dell’esplosività della piazza, ha capito che da un giorno all’altro si era ritrovato davanti a un plotone di esecuzione. E quindi, al cospetto del suo capitano, ha ostentato sicurezza e un atteggiamento paternalistico.

Da Ancelotti a Spalletti fino a Garcia (passando per Gattuso), Di Lorenzo ne avrebbe di cose da raccontare. Ma la signorilità, il riserbo e la qualità dell’uomo glielo impediscono. Come gli impediscono di rivelare cosa sta accadendo a Osimhen e limitandosi a proteggere il gruppo, chiamato domani sera a una sfida ad altissimo livello. Il Napoli 2023, con lo Scudetto sul petto, è squadra oramai abituata alla vetrina continentale. Ha superato l’antico problema dell’inesperienza, se la gioca col Real con il piglio giusto. La convincente vittoria su un campo minato come quello di Lecce la dice lunga sulla consistenza e sulla condizione della squadra. De Laurentiis, che dopo la vittoria con l’Udinese è rimasto negli spogliatoi fino all’una di notte, vuole fortissimamente la coppa dalle grandi orecchie. Ma non molla sui rinnovi di Osimhen e Kvaratskhelia. Punta sulla sua buona stella, blindando (per ora) Garcia e augurandosi l’agevole superamento del girone, per poi provare a andare fino in fondo. Il vento caldo di ottobre soffia di nuovo nella giusta direzione, sempre che Carletto da Reggiolo non abbia in servo uno scherzo indigesto e rovini i piani del patron che lo aveva fatto fuori proprio dopo una squillante vittoria in Champions.

Kimbo e Ciccio Merolla, la musica incontra il caffè e diventa solidale

Una borsa di studio quinquennale per gli studenti del Conservatorio San Pietro a Majella. E l’iniziativa lanciata da Kimbo, storico marchio del caffè, con il percussionista Ciccio Merolla.

A sostegno del progetto, e per i 60 anni dell’azienda, l’impresa napoletana e l’artista si ‘scambiano’ la musica: il percussionista di “Malatìa” rielabora lo storico jingle aziendale e lo trasforma in un nuovo inno alla città, ‘O Kafè. Da domani primo ottobre, Giornata Internazionale del Caffè, su tutte le piattaforme musicali. Un mix di solidarietà, promozione culturale e valorizzazione del territorio. La collaborazione nasce da un incontro tra Ciccio Merolla e Mario Rubino, presidente di Kimbo spa, al termine di un concerto.

Da qui l’idea di fare riferimento al Conservatorio San Pietro a Majella affinché accogliesse un primo fondo di 12mila euro (per due borse di studio di 6000 euro ciascuna per l’anno accademico 2023/24), condiviso in parti eguali da Kimbo e da Merolla, e ancora, l’istituzione di quattro successive borse di 5000 euro cadauna (per un valore totale di 20mila euro) che Kimbo affiderà al Conservatorio, presieduto da Luigi Carbone e diretto da Carmine Santaniello, per i successivi quattro anni accademici.

Gaetano Panariello, dal primo novembre prossimo direttore del Conservatorio, ha evidenziato: “L’iniziativa è meritevole e ringrazio Kimbo e Ciccio Merolla. Spesso si sottovaluta la fatica e il costo che c’è dietro lo studio di uno strumento o di un materia musicale a livello superiore”.

Caivano, spari contro campo rom: rinvenuti 9 bossoli

Caivano, spari contro campo rom: rinvenuti 9 bossoli

Non si arresta la spirale di violenza criminale a Caivano. Dal giorno in cui è emersa la vicenda delle due cugine vittime di abusi, che ha fatto scattare nella zona l’attività repressiva delle forze dell’ordine messe in campo dal governo, non c’è giorno che carabinieri e polizia non siano costrette a intervenire nei dintorni del famigerato parco verde.

L’ultimo episodio ha riguardato il campo rom che sorge sulla strada provinciale Cinquevie contro cui la notte di sabato sono stati sparati diversi colpi d’arma da fuoco, una ‘stesa’. Centrati il muro di cinta e due moduli abitativi, ma non risultano persone ferite. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, dopo una segnalazione al 112.

RINVENUTI NOVE BOSSOLI CALIBRO 9

I militari hanno rinvenuto e sequestrato nove bossoli calibro 9 all’altezza dell’ingresso del campo. Individuati, poi, due fori nel muro di cinta che delimita il campo, tre buchi in un modulo abitativo occupato da una famiglia e uno in un modulo in quel momento vuoto. I carabinieri indagano per scoprire il movente del raid – forse un atto intimidatorio, qualcosa che prelude a un regolamento di conti – e individuare i responsabili.

CONTINUANO LE OPERAZIONI ALTO IMPATTO A CAIVANO

Eppure solo ieri proprio nel Parco Verde la polizia aveva un’ operazione Alto impatto’. Ma I modesti risultati, in termini di arresti e sequestri, di queste operazioni (nell’ultima gli agenti si sono limitati a fare cinque contravvenzioni per violazioni al codice della strada), dimostrano che la criminalità ha preso le sue contromisure. Ma non è sparita.

“Aboliamo numero chiuso” a Medicina, la battaglia parte da Napoli

Petizione contro numero chiuso di medicina, manifestazione a Napoli

Parte da Napoli il tour per l’abolizione del numero chiuso ai test d’ingresso per le facoltà di Medicina. 50mila firme sono state già raccolte, ma il numero è destinato a crescere. Nel capoluogo campano questa mattina iniziativa del comitato “Aboliamo il numero chiuso” che ha lanciato la petizione per chiedere al ministro dell’Università, Bernini, l’eliminazione del test d’ingresso.

TIPOLOGIA DI DOMANDE DEI TEST E NECESSITA’ DI NUOVI MEDICI TRA I MOTIVI DELLA MANIFESTAZIONE

Dalla tipologia delle domande dei test, al non rispetto dei criteri ministeriali, alla necessità di incrementare il numero dei medici nel servizio sanitario pubblico, le motivazioni che hanno spinto già tanti a firmare la petizione.

Al fianco del comitato gli avvocati palermitani, Simona Fell e Francesco Leone.

 

Bentornato “Carlitos”, il Real Madrid arrivato a Napoli

Il primo a scendere dal pullman della squadra, proprio lui, Carlo Ancelotti. Il grande ex della partita di domani allo stadio Maradona dove è in programma l’atteso match di Champion’s league tra il Napoli e il Real Madrid. Primo ritorno nella città che cinque anni fa lo ha prima amato e poi etichettato come bollito dopo l’esonero provocato dalla famosa rivolta negli spogliatoi.

IL RITORNO DI CARLITOS

Nello stesso albergo dove gli venne comunicato l’esonero, Carlitos ritorna in città da primo in classifica per sfidare i campioni d’Italia, in ripresa dopo l’inizio claudicante. Gli azzurri sono attesi alla prova del 9. La piazza si attende un’altra bella prestazione, dopo le due che hanno visto l’undici di Garcia rifilare 4 gol a Udinese e Lecce. In caso di tre punti, il Napoli andrebbe in testa alla classifica del girone.

NIENTE FOLLA SUL LUNGOMARE

Una trentina tra tifosi dei blancos e curiosi hanno attesto l’arrivo del pullman sul lungomare Partenope. La squadra è entrata alla spicciolata in albergo, qualcuno ha urlato il bentornato a Carlo Ancelotti e incitato i giocatori più noti. Nella carovana blanca, come si vede dalle immagini, anche i dirigenti Emilio Butragueno e Roberto Carlos.

“La scalata dei diritti”, al via iter per cittadinanza a donne iraniane

“La scalata dei diritti”

Il Comune di Napoli ha conferito un riconoscimento istituzionale a Nasim Eshqi, l’alpinista iraniana che porta avanti iniziative a favore dei diritti umani e della libertà delle donne del suo paese e contro la violenza in generale.

Nella Sala Giunta di Palazzo San Giacomo, l’assessore allo Sport e alle Pari Opportunità Emanuela Ferrante ha consegnato una targa a Eshqi per sottolineare il sostegno dell’Amministrazione all’impegno dell’atleta.

SOLIDARIETA’ VERSO LE DONNE IRANIANE IN LOTTA PER I PROPRI DIRITTI

L’iniziativa si è svolta nel corso di “La scalata dei diritti”, evento organizzato per testimoniare la solidarietà istituzionale e politica verso le donne iraniane in lotta contro il regime per l’affermazione dei loro diritti.

A loro è stata conferita ufficialmente la cittadinanza onoraria, in attuazione dell’ordine del giorno approvato dal Consiglio comunale il 31 gennaio scorso e della Delibera di Giunta di maggio 2023. All’incontro presente Mariagrazia Vitelli, consigliere comunale e promotrice dell’Ordine del giorno.

Geopolitiks, il festival di geopolitica che prova a raccontare i cambiamenti

Il mondo è diventato una piccola sfera dove un avvenimento, anche nella più remota regione, può provocare ripercussioni globali. Cosa determina quindi il nostro presente e cosa dobbiamo attenderci dal futuro? La sfida che raccoglie Geopolitiks, il festival di geopolitica organizzato dall’associazione Futura e dall’Università degli studi di Napoli L’Orientale è questa: provare a raccontare il cambiamento in atto. Al teatro Sannazaro di Napoli, studiosi, giornalisti, accademici, politici si sono dati appuntamento per affrontare temi quali la guerra in Ucraina, la questione di Taiwan, le grandi ondate migratorie. Per raccontare quanto sia importante il concetto di gratitudine negli equilibri mondiali.

Alfonso Principe, segretario generale dell’associazione Futura, spiega: “La geopolitica investe le nostre scelte quotidiane. Parliamo di cambiamenti climatici, mancanza di materie prime, ondate migratorie: Geopolitiks vuole diventare il luogo in cui comprenderne meglio le origini e il perché di certe scelte”.

Sul palco ogni giorno si sono alternati giornalisti che hanno dialogato con gli accademici. L’apertura è stata ffidata alla presidente di Associazione Futura, Paola Fraconte.

 

Concerto per Giogiò al Quirinale. La mamma: “Ergastolo per killer minorenni”

L’emozione struggente e la ferma determinazione. Ha chiesto al presidente Mattarella l’approvazione di una legge che preveda l’ergastolo per i killer minorenni, la sua battaglia personale da quando è morto il figlio. Daniela Di Maggio, la mamma di Giovanbattista Cutolo, il giovane musicista ucciso un mese fa al culmine di una lite per un parcheggio da un minorenne, ha assistito al Quirinale al concerto in onore del figlio. Prima è stata ricevuta dal Capo dello Stato, che ha espresso il cordoglio alla famiglia evidenziando che l’omicidio di Giogiò ha toccato tutta l’Italia.

La combattiva signora Maggio, accompagnata dalla figlia, ha assistito con il Sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi e la moglie Cettina Del Piano, a un’esecuzione molto particolare di una composizione di Bach. L’adattamento per un quartetto d’archi era stato trascritto proprio dal giovane musicista ucciso lo scorso 31 agosto.

C’era anche gli amici dell’orchestra Scarlatti Young, dove Giogiò, come lo chiamavano i più intimi, suonava il corno. Ad eseguire il programma che prevede anche Mozart e Strauss la Nuova Orchestra Scarlatti di Napoli, e con loro Alessio Allegrini, primo corno dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, uno dei musicisti cui il giovane si ispirava.

“E’ stato struggente – ha spiegato Daniela Di Maggio a fine mattinata all’ANSA – un’emozione unica. Ascoltare il pezzo di Bach trascritto da mio figlio è stato qualcosa di speciale. Ringrazio il presidente Mattarella che ha voluto questo appuntamento in ricordo di Giogiò”. Mattinata di forti emozioni, ma non solo. la mamma del giovane musicista non ha perso l’occasione per ricordare al capo dello Stato la manifestazione in programma il 9 ottobre a Roma.

Bradisismo a Pozzuoli, terremoto infinito: paura per la superscossa

E’ un terremoto infinito, che non dà tregua, quello che caratterizza il bradisismo nell’area di Pozzuoli. Il supervulcano Solfatara ribolle a 6 chilometri di profondità, a due/tre chilometri dal suolo le rocce reagiscono spaccandosi e aumentando di volume. Le bocche del cratere, come quella dell’area dei Pisciarelli, alcune in fondo al mare, emettono in continuazione gas. Sono le sentinelle monitorate 24ore su 24 dagli studiosi dell’Osservatorio Vesuviano e dell’Istituto Nazionale di Vulcanologia.
Anche stanotte la terra ha tremato. Alle il momento di maggiore “ciris”: due scosse, una di magnitudo 2.1 con epicentro nel Golfo di Pozzuoli a oltre 4 chilometri di profondità, l’altra di magnitudo 1.4 nella zona dei Pisciarelli… dopo 3 minuti.

LA CRISI DELLE STRUTTURE EDILIZIE

La popolazione inizia ad avvertire il peso della continua tensione. Gli abitanti di Pozzuoli, Bagnoli e dell’area di Agnano a Napoli, convivono con la paura di una rapida evoluzione. gli esperti hanno identificato due scenari possibili: l’evoluzione del fenomeno come avvenne tra il 1982 e il 1984 e la relativa attenuazione; quello più pericoloso lo scenario eruttivo. Al centro c’è la tenuta di abitazioni, scuole, ospedali, con edifici sottoposti a continue piccole sollecitazioni che rischiano di minarne la staticità

PROVE DI EVACUAZIONE

Il Presidente della Regione, Vincenzo De Luca, ha annunciato per metà ottobre l’organizzazione di prove di evacuazione. Sarà un test “a campione”, saranno coinvolte poche centinaia di persone. Nell’area interessata, tra la zona rossa e quella gialle, c’è buona parte della città di Napoli e numerosi comuni molto popolosi. Si tratta di centinaia di migliaia di persone che, se potranno contare su un eventuale adeguato preavviso, dovranno provare a rifugiarsi in altre regioni (anche con l’assistenza dello stato e un ristoro economico).

IL TIMORE DELLA SUPERCOSSA

L’evento più vicino a noi, rispetto al fenomeno del bradisismo di Pozzuoli, è avvenuto nel 1538 e provocò la nascita del Monte Nuovo. Uno scenario eruttivo che in 10 minuti provocherebbe distruzione e morte. Per questo motivo gli scienziati monitorano la camera magmatica, ora contenuta in un tappo di circa 4 chilometri di roccia. Se dovesse trovare una strada per la risalita impiegherebbe da pochi giorni a poche ore per esplodere. Il tutto sarebbe preceduto da scosse molto forti che potrebbero comunque mettere in ginocchio l’intera area. Si tratta di scenari “previsti” ma non annunciati. Allo stato le modificazioni chimiche delle emissioni gassose sono pari a zero, per cui non sta avvenendo alcuna mutazione in tal senso. Come il magma che appare ancora a distanza di sicurezza.

 

Firme contro numero chiuso Medicina, manifestazione a Napoli

Una petizione che ha raggiunto le 40mila firme, in pochi giorni, per chiedere al ministro dell’Università, Annamaria Bernini, l’abolizione del numero chiuso per l’accesso alla facoltà di Medicina. “Metodo obsoleto che lede il diritto allo studio e il diritto alla salute – denuncia il comitato “Aboliamo il numero chiuso #iononhoimbrogliato promotore della petizione e impegnato in un tour nel Paese per informare l’opinione pubblica in merito alle motivazioni che hanno portato alla raccolta firme. L’iniziativa fa tappa a Napoli, Lunedi 2 ottobre davanti all’hotel Terminus in piazza Garibaldi (ore 10).

“ABOLIAMO IL NUMERO CHIUSO”

L’obiettivo è quello di raccogliere migliaia di firme e portare fisicamente l’appello a Roma, nella sede del Ministero, entro fine ottobre. “La nostra petizione ha sfondato in una settimana il muro delle 40mila firme. Un risultato che evidentemente ha fatto paura a quanti, in maniera del tutto irragionevole, si ostinano a difendere questo sistema d’accesso obsoleto che lede il diritto allo studio e il diritto alla salute”

STUDIO LEGALE LEONE FELL GIRERA’ L’ITALIA PER PROMUOVERE PETIZIONE

“Una contraddizione questa che lascia davvero senza parole – commentano i legali Francesco Leone e Simona Fell – un sistema schizofrenico che da un lato lamenta una carenza medici insostenibile e dall’altro difende a spada tratta il sistema che ne è causa. Rettori e presidente dell’Ordine dei medici sono evidentemente lontani anni luce dagli ospedali e hanno perso il contatto con chi, in corsia e sul territorio, chiede a gran voce l’abolizione del numero chiuso perché il sistema è al collasso e la gente muore. Va anche chiarito che la mancanza di specialisti non è dovuta a una mancanza di borse per la specializzazione, ma a una mancanza di laureati in medicina. Solo lo scorso anno sono rimaste scoperte e dunque sprecate ben 2043 borse di specializzazione. Mancano gli specialisti? Vero, ma perché mancano i medici”.