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Marcianise: operaio morto schiacciato da un macchinario

Si chiama Giuseppe Borrelli l’operaio morto schiacciato in una fabbrica di Marcianise, in provincia di Caserta. L’uomo è stato travolto da un carrello elettrico, la frattura al collo ha reso inutile ogni soccorso da parte del 118.

CHI ERA GIUSEPPE BORRELLI, L’OPERAIO MORTO SCHIACCIATO NELLA FABBRICA DI MARCIANISE

51 anni, proveniente da Pignataro Maggiore, in provincia di Caserta. Giuseppe Borrelli è l’ennesima vittima di incidenti sul lavoro, ucciso da un attrezzo mentre era in servizio nella fabbrica di Marcianise adibita alla produzione di componenti in metallo per le automobili.

Una prima dinamica dei fatti vede l’operaio colpito di schiena da un carrello elettrico e morto per schiacciamento contro la parete di una vasca. Al momento, il corpo di Giuseppe Borrelli è in attesa dell’esame autoptico, ordine della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere.

 AUMENTANO GLI INCIDENTI SUL LAVORO

Il caso di Giuseppe Borrelli non è isolato. I dati confermano, infatti la tendenza in aumento degli incidenti mortali sul lavoro. A dirlo è Mauro Rossato a “La Stampa”. Rossato è Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro di Vega Engineering. L’aumento è circa del 4,4%.

I dati dell’Osservatorio trovano conferma nelle cifre condivise dall’Inail, che segna per i primi 5 mesi del 2023 un decremento per gli incidenti avvenuti in itinere, ovvero nel percorso casa-lavoro, mentre un aumento lieve degli incidenti sul posto. La fascia d’età maggiormente coinvolta, quando si parla di incidenti sul lavoro, è quella compresa tra i 55 e i 64 anni.

Cala invece il numero delle denunce, ma forse in questo ha un ruolo rilevante anche la diminuzione dei casi di infortunio relativi al Covid.

In questo quadro, la vicenda dell’operaio morto schiacciato nella fabbrica di Marcianise si colloca come un avvenimento che, purtroppo, non desta scalpore ma soltanto rabbia, quella che si accompagna a ciò che bisogna accettare, quasi con rassegnazione.

E allora, per Michele Borrelli, si cerca di comprendere dove sia l’errore, se questo sia umano, se sia dell’operaio stesso. E non c’è molto altro da fare se non attendere, con impotenza, che vengano date delle risposte quando in fondo, la domanda è solo una: questa tragedia poteva essere evitata?

Orsa Amarena: epilogo “felice” per i suoi cuccioli

L’orsa Amarena, uno degli esemplari più prolifici del Parco Nazionale d’Abruzzo, è morta la sera del 31 agosto 2023. La colpa, quella di essere entrata nel giardino di Maurizio Maria Cerrato.

L’uomo, detentore regolare di arma da fuoco, rischia 4 mesi ai 2 anni di carcere e sostiene di aver sparato per paura, ma senza l’intenzione di uccidere. I fatti, però, non si sono svolti come previsto. Ad aggravare la situazione, un altro fattore: quand’è entrata nel giardino di Cerrato, nella periferia di San Benedetto dei Marsi, l’orsa Amarena era con i suoi due cuccioli, rimasti dispersi per giorni.

I CUCCIOLI DELL’ORSA AMARENA

Come Amarena, il Parco Nazionale d’Abruzzo segna circa 60 esemplari, pochissimi se rapportati all’intero territorio italiano. La ricerca dei cuccioli, fino a oggi, è stata dunque di fondamentale importanza.

Adesso, 6 settembre, i cuccioli dell’orsa Amarena sono stati individuati e sono insieme, si sono spostati in una zona più interna del Parco. La paura grande che non potessero sopravvivere senza la madre ha trovato risoluzione: gli orsi si nutrono da soli. Questo secondo le ultime notizie riferite dal guardiaparco, che però non alleggeriscono di molto l’apprensione. Infatti, i due piccoli esemplari devono essere attentamente monitorati poiché le possibilità di sopravvivenza, senza la madre, restano comunque sempre incerte.

I movimenti dei cuccioli rimarranno comunque ben monitorati, anche per scongiurare l’eventuale crescita in cattività.

UN DIBATTITO ACCESO SULLA CONVIVENZA TRA UOMO E NATURA

La vicenda dell’orsa Amarena è troppo vicina alla tragedia consumata nella Val di Sole questa primavera, che ha visto il runner Andrea Papi attaccato a morte dall’orsa Jj4, scattata in difesa dei cuccioli.

Non è il caso dell’orsa Amarena, lei ha sempre avuto un ottimo rapporto con l’uomo e con la comunità abruzzese, tanto da suscitare il cordoglio del presidente della Regione, Marco Marsilio.

Alla base di entrambe le vicende, però, il problema del confine resta: Papi aveva valicato i confini del regno animale, Amarena quelli del mondo umano. È giusto riflettere su una più netta separazione dei due ambienti, per il bene di entrambe le specie?

 

Donna ustionata dal vicino, è ricoverata in gravi condizioni al Cardarelli

È ricoverata in gravi condizioni nel reparto di Terapia Intensiva Grandi Ustionati dell’ospedale Cardarelli la donna di 48 anni che ieri un vicino di casa ha tentato di uccidere dandole fuoco. Nel reparto, diretto dal primario Romolo Villani, la signora è costantemente monitorata a causa delle ustioni che ricoprono il 50% del corpo, in particolare alle mani e al torace.

LE AVREBEB DATO FUOCO PERCHE’ AVEVA PARCHEGGIATO DAVANTI AL SUO BOX

L’autore del folle gesto, Francesco Riccio, 53 enne con numerosi precedenti penali, è da ieri rinchiuso nel carcere di Poggioreale. Avrebbe agito per punire A.I, queste le iniziali della signora, mamma di tre figli, perché aveva parcheggiato l’auto davanti al suo box.

Questo hanno ricostruito i carabinieri che ieri sono stati allertati da alcuni vicini e sono giunti in via Alcide De Gasperi, a Quarto, insieme con ambulanza del 118 e Vigili del Fuoco. Una scena raccapricciante si è palesata davanti agli occhi dei militari. La donna aveva lottato con le fiamme per provare a domarle, i vestiti erano completamente bruciati e il corpo annerito. Della sua auto solo una carcassa fumante.

NESSUN CENNO DI PENTIMENTO DAVANTI AI MILITARI

L’uomo ha una lunga lista di precedenti penali. L’elenco comprende furto, maltrattamenti, evasione, ingiuria, truffa, minacce, contraffazione e oltraggio a pubblico ufficiale. Ci sono anche precedenti per maltrattamenti nei confronti della ex moglie. Ieri ha cosparso di benzina A.I. e la sua auto e le avrebbe dato fuoco con un accendino.

Nessun cenno di pentimento davanti ai militari. “Le avevo detto mille volte di non parcheggiare davanti al mio box”, avrebbe urlato. Poi il trasferimento in carcere in attesa delle decisioni del magistrato.

 

Mare Fuori sbarca oltreoceano e arriva in America

Mare Fuori continua ad accumulare successi e riconoscimenti. La serie tv prodotta da Rai Fiction e Picomedia arriva anche in America del Nord, distribuita da MHz Choice che ha acquistato i diritti con il titolo di The Sea Beyond.

Il servizio di streaming ha acquistato le prime tre stagioni, che verranno diffuse a partire dall’autunno. Da parte di MHz Choise c’è grande entusiasmo, come affermano le parole Jeffrey Engelen, responsabile delle vendite internazionali di Beta Film per il Nord America. Engelen si augura che Mare Fuori possa consolidare la sua base già ampia di successo internazionale.

In Italia è attesissima la quarta stagione di Mare Fuori, che intanto ha avuto conferme fino a una sesta stagione. Le prime tre, intanto, sono disponibili alla visione sulla piattaforma streaming Netflix.

IL SUCCESSO DI MARE FUORI

Mare Fuori segue da vicino le avventure e disavventure dei ragazzi di un carcere minorile (IPM) ispirato al modello napoletano di Nisida. Tratta di giovani vite che si destreggiano, fin dall’età più complessa dell’adolescenza, con un mondo di ferro e polvere da sparo, incastrate in una mentalità che promuove il crimine come unico stile di vita possibile.

Protagonista assoluta delle prime tre stagioni è l’amicizia tra il napoletano Carmine (Massimiliano Caiazzo) e il milanese Filippo (Nicolas Maupas), entrambi in carcere per eventi del destino che sembrano sfuggire alle loro intenzioni. Carmine, figlio di una famiglia criminale, lotta per sfuggire a un destino fatto di crimine e battaglie di camorra. Filippo, quasi un principe del Nord Italia, nell’IPM utilizza la pena per trovare se stesso e l’amore.

Il tutto supervisionato dagli occhi adulti e coscienti della direttrice dell’IPM, Paola Vinci (Carolina Crescentini) e dal comandante Massimo Esposito (Carmine Recano).

La serie ha debuttato nel 2020 sulla Rai con un ottimo numero di ascolti, ma la vera esplosione e consacrazione oltre i confini italiani arriva quando Netflix trasmette sulla piattaforma le prime stagioni, dando inizio a un fenomeno ormai globale che non vuole saperne di fermarsi.

UN MESSAGGIO DI TENACIA E SPERANZA

Centrale, in Mare Fuori, è il tema del recupero. Questo, specialmente quando fatti di cronaca reale mettono in luce un problema di criminalità giovanile che c’è, ed è innegabile.

Il lavoro degli educatori va ben oltre la supervisione della pena, ma si estende fino a toccare gli animi dei ragazzi e le loro resistenze. Il messaggio è chiaro: è necessario ripensare agli istituti di detenzione minorile come opportunità per contemplare altre strade.

La detenzione viene allora vista in un’ottica di rieducazione, non solo alla legalità ma anche all’umanità. In questo, Mare Fuori è un grande strumento di critica sociale e di lotta contro un sistema che fa accoliti fin dalle più tenere età.

Sofia Viola, da Pozzuoli alla semifinale di Miss Italia

Sofia Viola, diciannove anni, di Pozzuoli, nuova Miss Campania 2023. La più bella del Golfo ha ora accesso di diritto alla semifinale di Miss Italia, il concorso di bellezza più ambito del Bel Paese.

CHI È SOFIA VIOLA

Sofia Viola ha un nome importante, così come il luogo da cui proviene, ricorda quasi Sophia Loren e un verso di Federico Salvatore che potrebbe essere un augurio per il futuro: Sophia che da Pozzuoli ora parla americano.

La ragazza ha vinto il titolo di Miss Campania 2023 partecipando al concorso di bellezza Miss San Valentino, la città degli innamorati. La competizione si è svolta a San Valentino Torio, in provincia di Salerno.

La diciannovenne Miss Campania 2023 accede alla semifinale di Miss Italia, nelle foto lo sguardo vede oltre l’obiettivo, dritta alla meta. Prima, però, un altro gradino da salire: la prefinale di Roma, che si terrà a ottobre.

MISS ITALIA, 84 EDIZIONE

Miss Italia, il concorso più ambito della nazione in termini di bellezza, arriva alla sua 84esima edizione. La prima, nel 1946, subito dopo la Guerra, raccoglie l’eredità del concorso 5000 lire per un sorriso.

Miss Italia ha regalato alla televisione, negli anni, moltissimi volti di donne che si sono affermate non soltanto entro i confini nazionali, ma anche nel mondo, anche se magari non avevano vinto il concorso. Ritorna, in questo caso, il nome di Sophia Loren, ma anche quello di altre iconiche bellezze come Gina Lollobrigida o Lucia Bosè.

Il concorso traccia in parte la storia femminile d’Italia, a partire dalle personalità che hanno calcato le passerelle o che, negli anni, hanno fatto poi da giuria. Pur essendo però una gara di enorme rilevanza, il suo spazio televisivo ha trovato sempre meno terreno nel corso degli anni, palleggiando tra la Rai e La7 e vivendo un momento di grave difficoltà a causa della pandemia Covid-19.  Attualmente, è possibile guardare Miss Italia tramite streaming sui canali del concorso.

 

Vertice di maggioranza sulla manovra economica: è tutto pronto

Il vertice di maggioranza sulla manovra economica si terrà oggi alle 18.30, a Palazzo Chigi. Gli argomenti caldi sono il caro vita e il caro carburanti, con probabile ulteriore stretta sul super bonus.

I recenti dati relativi al Pmi tracciano un quadro per niente roseo. Così, mentre già si parla di recessione economica e il peso dei conflitti grava sull’approvvigionamento delle risorse, l’Italia si trova a dover affrontare il vertice relativo alle prossime mosse in campo economico.

La situazione non è delle migliori. Secondo i dati Istat, il 2022 segnava il 20,1% della popolazione a rischio povertà. Una povertà che il reddito di cittadinanza ha cercato di arginare, a dispetto di ogni risultato. Oggi, la sospensione del reddito e l’aumento dei prezzi relativo a benzina e bollette rischiano di mettere in ginocchio una fascia più larga di italiani.

Compito del vertice di maggioranza sulla manovra economica tenuto dal Governo Meloni, allora, è proprio quello di evitare che ciò accada.

IL VERTICE DI MAGGIORANZA SULLA MANOVRA ECONOMICA

Le proposte del Governo Meloni in termini di manovra economica partono proprio dal sostegno alle famiglie, cavallo di battaglia di Fratelli d’Italia fin dai tempi in cui il partito era all’opposizione. Non a caso verranno proposti sostegni per far fronte al caro bollette e dei bonus benzina da 150 euro al mese, senza taglio delle accise. Quest’ultimo si preannuncia necessario, visto che è in arrivo un aumento esponenziale dei prezzi dei carburanti. Così come un’agevolazione in termini di bollette è parimenti necessaria a fronte di alcune scadenze fissate per fine mese, quale per esempio quella dei sostegni a tal proposito.

Sul piatto anche un’ulteriore stretta al Superbonus, provvedimento preso post pandemia dall’M5S e che sono in molti a vedere colpevole di ammanchi nelle casse dello Stato, specialmente in questo momento in cui tutto sembra traballare.

Nel governo di coalizione, il vertice di maggioranza sulla manovra economica è anche l’occasione per portare avanti temi che da sempre hanno caratterizzati partiti come la Lega e Forza Italia. Il primo partito parla di autonomia, il secondo di tagli al cuneo fiscale e aumenti della pensione minima. Questi ultimi, tra l’altro, argomenti forti della campagna elettorale.

Tuttavia, Fratelli d’Italia non è al momento in grado di provvedere a queste promesse: troppo malmessa l’Italia, troppo poche le risorse. Il partito di Giorgia Meloni preferisce dunque concentrarsi sull’aiuto e sull’assistenza alle famiglie, iniziando a risollevare l’economia partendo da lì. Una partita lunga, senza dubbio.

LA MANOVRA E L’OPPOSIZIONE

Di questa manovra, scontenti opposizione e sindacati. L’opposizione lamenta una mancata concentrazione di fondi per la sanità pubblica e gli eventuali tagli alle pensioni. Neanche i sindacati gioiscono per questa proposta di manovra, che al momento esclude dal tavolo delle discussioni l’argomento salario.

 

108 candeline per nonna Laurina!

Nonna Laurina, al secolo Maria Laura Esposito, è la centenaria di Massa Lubrense che ieri ha spento ben 108 candeline sulla sua torta di compleanno.

Quella di nonna Laurina è stata una vita piena. In più di un secolo, la donna è sopravvissuta a due guerre mondiali, ha visto l’Italia crescere e affrontare le crisi, cambiando pelle insieme al millennio. Maria Laura Esposito è, a conti fatti, una testimone diretta della Storia. Una storia rivelata dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.

FESTEGGIARE CON NONNA LAURINA

È lecito chiedersi cosa si può costruire nell’arco di una vita. Nonna Laurina lo mostra, con una festa per i suoi 108 anni che vede coinvolta tutta la famiglia. Quattro figli: Serafina, Carmine, Caterina e Rosa. Poi ci sono i nove nipoti e i dodici pronipoti, una famiglia unita attorno alla sua matriarca, pronta a rendere speciale un giorno che, sicuramente, verrà ricordato negli annali.

Infatti, per lo straordinario evento, anche il sindaco di Massa Lubrense Lorenzo Balducelli è passato per porre i suoi omaggi.

NONNA LAURINA, UNA DONNA AL COMANDO

Il compleanno di nonna Laurina con le sue 108 candeline insegna tante cose, non soltanto a cercare di vedersela bene e in buona salute. Proprio per la sua longevità, l’anziana donna più di tante altre ha dovuto portare sulle spalle il peso della solitudine. La signora è vedova da 60 anni. La perdita del marito, Antonio Vinaccia, ha fatto da momento segnante per tante cose, ultima ma non ultima la responsabilità di una famiglia sulle spalle.

Si dice che quello del comando sia un mestiere solitario, ma nonna Laurina trova oggi nell’affetto della famiglia e nell’ammirazione di Massa Lubrense tante soddisfazioni a seguito di grandi sforzi. L’amore che le ritorna è indice che sì, ha saputo comandare.

Maria Laura Esposito, negli anni in cui le donne avevano ancora poche strade davanti a loro, si è fatta carico dell’economia familiare curando la terra, l’elemento più complesso di sempre. E ci è riuscita, ogni suo sfrozo ha dato frutti, e nel frattempo ha saputo costruire una cornice famigliare forte, solida. Nel 2023, in un momento in cui ogni donna sembra, a un certo punto, dover scegliere su cosa concentrare la sua vita, l’esempio di questa donna è quanto mai illuminante.

Omicidio Giogiò, l’assassino 17enne è pronto a chiedere scusa. Oggi i funerali nella chiesa del Gesù Nuovo

Omicidio Giogiò, l’assassino 17enne è pronto a chiedere scusa. Oggi i funerali

L’avvocato, Davide Piccirillo, legale del presunto assassino di Giovanbattista Cutolo, all’esterno del Tribunale rivela: “E’ in stato di choc, è affranto ed ha poca voglia di parlare ma è pronto a chiedere scusa alla famiglia di Giovanbattista”.
Inoltre, quando ha realizzato “l’entità dell’accaduto”, il ragazzo “è stato subito collaborativo”.

L’avvocato aggiunge: “Si trova in una fase delicata ora è consapevole del gesto estremo che ha commesso, un gesto che ha causato grande dolore in due famiglie”.
In merito alle indagini l’avvocato Piccirillo fa sapere all’Ansa, che ormai “la dinamica è chiara, si sta cercando di fare luce su qualche altro particolare”.
Il legale tiene a precisare che il ragazzo “è stato subito collaborativo, ha ammesso le sue responsabilità e ha fatto ritrovare la pistola, quando è venuto a conoscenza dell’entità
dell’accaduto: ha metabolizzato ed è pronto ad affrontare il suo debito con la giustizia”.

Questo pomeriggio alle 15 nella chiesa del Gesù Nuovo in piazza del Gesù l’arcivescovo, don Mimmo Battaglia, celebrerà i funerali. Previsti due maxischermi all’esterno della chiesa e la diretta dalle 14 su Canale 21.

Rallentamento dei servizi in Italia: indice Pmi sotto il 50

C’è un rallentamento dei servizi in Italia, anzi, questi si contraggono. E ben al di sotto delle stime, anche, che prevedevano un indice di produttività del 50,4 ad agosto, inferiore comunque al 51,5 registrato a luglio.

In agosto, il calo della produttività è arrivato alla soglia critica del 49,8. Il numero rappresenta la prima contrazione dell’anno.

Questo, secondo i dati forniti dall’indagine Hcob Pmi di S&P.

Che vuol dire?

RALLENTAMENTO DEI SERVIZI IN ITALIA: CHE VUOL DIRE?

Sono i dati dell’attività terziaria di agosto che segnalano il rallentamento dei servizi in Italia. A Indicarlo sono i dati Hcob Pmi, ovvero il Purchaising Managers Index. Si tratta di un indicatore che dà una prima stima relativa allo stato dell’attività terziaria relativa al mondo della manifattura e dei servizi. Vengono calcolate non solo la produzione ma anche l’occupazione e la capacità delle imprese di vendere beni e servizi. Tutto questo, in un’ottica di appeal da parte degli investitori.

Un indice Pmi superiore a 50 indica una crescita. Ne consegue che scendere al di sotto di questa soglia non è indicatore di una buona produttività.

I dati Pmi vengono pubblicati tutti i mesi, ciò significa che sono molto più rapidi e di facile comparazione rispetto a un’eventuale rilettura e rielaborazione degli stessi da parte dei governi.

Pertanto, ciò che i dati hanno registrato in relazione al rallentamento dei servizi in Italia è attendibile e, per alcuni versi, annuncia tempi duri.

Dal 2020 si tratta infatti di un dato più basso. Il pericolo di recessione è reale e, con questo, anche un successivo – e ulteriore – calo dell’occupazione, nonché l’aumento dei prezzi. La fiducia riposta nel mercato italiano è bassa.

RIBASSO ANCHE PER L’EUROZONA

Anche per l’Eurozona si registrano dati non buoni. La tendenza al ribasso nella produzione terziaria registra un picco negativo, il peggiore da tre anni a questa parte. Per agosto, l’Hcob Pmi dei servizi in Eurozona è di 47,9 punti. Nel complesso, l’Eurozona non è andata in recessione ma ci sarà da rimboccarsi le maniche per questa seconda metà del 2023.

Il vento sradica palo in piazza Municipio, non convince la messa in sicurezza

Il forte vento lo ha sradicato dal marciapiede in cui era ancorato. Chi è intervenuto, per metterlo in sicurezza, ha solo transennato il perimetro lasciando però in bilico il palo. Compreso di telecamera e cabina elettrica. I misteri della manutenzione nella città di Napoli, dove negli ultimi anni si sono verificate anche episodi tragici in cui hanno perso la vita delle persone. Salvatore Giordano, il 14 enne morto 9 anni fa dopo essere stato colpito da una pietra che si era staccata da una facciata della Galleria Umberto, solo per citare un caso.

RETI ARANCIONI UNA COSTANTE DELLA CITTA’ DI NAPOLI

Ma le reti arancione messe a protezione di aree pericolanti e poi abbandonate sembrano essere diventare una costante nel capoluogo campano. Un esempio, la facciata di via Pessina della Galleria Principe dove a maggio si è verificato il primo di tre crolli di calcinacci. E a distanza di più di tre mesi è ancora tutto fermo, con i pedoni costretti a passare in mezzo alla carreggiata sfiorando le auto di passaggio per poter camminare.

UN PALO DELLA VIDEOSORVEGLIANZA

Chissà ora questo palo per quanto tempo resterà cosi, in bilico, in una zona dove è molto frequente il passaggio di pedoni. Piazza Municipio, visibile dal balcone del sindaco Manfredi. Chissà se lo avrà visto.