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Migranti: in Europa le richieste d’asilo aumentano del +28%

Migranti, l’Agenzia dell’Ue per l’asilo mostra l’aumento del 28% delle richieste nei paesi dell’Unione Europea, in Norvegia e in Svizzera. E questo, soltanto nella prima metà del 2023.

Si stimano, infatti, circa 519mila domande d’asilo, che a questo ritmo è quasi sicuro arriveranno al milione entro la fine dell’anno.

Le richieste d’asilo da parte dei migranti affondano le radici in nazionalità dominate dal conflitto: Afghanista, Siria, Venezuela, Colombia, Turchia, rappresentano infatti i luoghi di provenienza del 44% dei richiedenti. Per loro, l’Europa è il primo porto sicuro.

LA GERMANIA È LA PRIMA NAZIONE IN TERMINI DI RICHIESTE

La maggior parte dei migranti ha intenzione di recarsi in Germania. L’Eurostat ha stimato, infatti, che solo la nazione tedesca tra il 2012 e il 2021 ha ricevuto il più alto numero di richiedenti in Europa, 2,2 milioni di persone.

Il numero è già impressionante di per sé, ma lo diventa ancor di più se si calcola che le richieste in Francia e in Spagna solo circa la metà e che, rispetto al 2022, la Germania ha fatto fronte a un ulteriore aumento del 34% dei richiedenti asilo.

L’ITALIA E LA SITUAZIONE MIGRANTI

Come si colloca l’Italia in questo quadro? Secondo i rapporti Euaa, il Bel Paese è al quinto posto, le richieste d’asilo dei migranti sono circa 84mila nel 2022, ben inferiori a quelle della Francia, per esempio, che ne ha ricevute 156mila. Nel 2023, per il momento, le domande d’asilo in Italia sono circa 64mila.

Emerge un ritratto in cui l’Italia non è la prima meta desiderabile da chi sceglie di abbandonare il proprio paese, ma soltanto il primo porto disponibile agli sbarchi. Su questa scia, l’Italia detiene un primato: è tra i paesi dell’Ue che meno si sono impegnati a ricollocare nel territorio i rifugiati di guerra: solo 80 nel 2022 a fronte, per esempio, dei 5000 di cui si è occupata solo la Svezia.

Maxi blitz di Caivano, prova di forza dello Stato. Piantedosi: “Mai più zone franche”

Maxi blitz di Caivano, prova di forza dello Stato. Piantedosi: “Mai più zone franche”

Oltre 400 uomini di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza sono stati i protagonisti di un maxi blitz nel Parco Verde di Caivano. Una prova muscolare dello Stato, all’indomani della terribile vicenda dello stupro di due cuginette di 10 e 12 anni. Lo aveva promesso la premier, Giorgia Meloni: “bonificheremo il Parco Verde. Ma il bilancio finale non è particolarmente consistente: 3 persone denunciate, un chilo di droga e 44mila euro in contanti possibile provento dello spaccio. Se si considera che l’area è considerata una delle piazze di spaccio più grandi d’Europa, capace di produrre un giro milionario per la criminalità organizzata, il mastodontico impiego di uomini, mezzi e unità cinofile, ha avuto solo il pregio di dimostrare che, quando si vuole, è possibile presidiare il territorio.

SEQUESTRATO NEL MAXI BLITZ DI CAIVANO UN ALTARINO ABUSIVO

Nel bilancio viene indicato anche il sequestro di un altarino abusivo, collocato nel cuore del Parco Verde. A dimostrazione che gli interventi spot producono poco, questo altarino erta stato già sequestrato nel 2020 ma l’assenza di presidio nei tre anni successivi ha consentito la ricostruzione.  L’edicola votiva rappresentava il volto di un pregiudicato. Gli investigatori, coordinati dal procuratore della Repubblica del tribunale di Napoli Nord Maria Antonietta Troncone, lo hanno rimosso liberando l’area dal manufatto.

SEQUESTRATI ANIMIALI ESOTICI

Singolare il bilancio del sequestro di animali esotici. Gli agenti della polizia Metropolitana hanno trovato alcuni scoiattoli di Prevost, ma c’erano anche cuccioli di pastori tedeschi. Trovate anche 50 gabbie con uova di uccelli esotici. I proprietari sono stati denunciati per illecita detenzione e maltrattamento.

COMMENTA IL MINISTRO DELL’INTERNO PIANTEDOSI

Il commento del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi: “Abbiamo iniziato con le grandi stazioni, poi Ostia, oggi Caivano e nei prossimi giorni andremo in altri contesti problematici affinché non ci siano zone franche. Lo Stato lavora per riportare la sicurezza in ogni periferia del paese”.

 

Quarto, dà fuoco a una donna dopo lite condominiale: arrestato Francesco Riccio

Quarto, Napoli. Il pronto intervento dei Carabinieri ha condotto al fermo Francesco Riccio. L’uomo, 53 anni e una triste familiarità con le forze dell’ordine, è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio nei confronti di una donna 48enne, ancora senza nome.

LA VICENDA

Sembrano futili i motivi che hanno portato Francesco Riccio a oltrepassare la linea tra ragione e follia. Ancora non sono ben chiare, anche se riconducibili a una lite tra condomini per questioni di palazzo, le ragioni che hanno condotto l’uomo a un atto estremo.

Una lite come tante, quella relativa al condominio. Eppure per Francesco Riccio è stato un passo oltre il confine del baratro. L’uomo ha preso del liquido infiammabile e l’ha usato contro la donna con cui aveva appena litigato. Ha cosparso sia lei che, di seguito, la sua auto. E poi, con un accendino, ha dato fuoco.

 

L’INTERVENTO DEI CARABINIERI E LE CONDIZIONI DELLA DONNA

L’intervento dei Carabinieri ha subito condotto Francesco Riccio in caserma, non vi sono alibi che tengano e non c’è niente che possa attenuare l’entità di questo ennesimo atto di violenza nei confronti delle donne. Se si tratta o meno di tentato femminicidio, questo sarà da vedere nelle future ricostruzioni della vicenda.

La donna al momento è ricoverata presso l’ospedale Cardarelli di Napoli. Presenta diverse ustioni di terzo grado sul 50% del corpo. E’ in pericolo di vita.

La sua auto è distrutta, un rottame bruciato e senza più alcuno scopo, alcuna direzione. Esattamente la sorte che Francesco Riccio aveva in mente per la sua vittima.

Paura e fiamme in via vicinale Terracina: case evacuate e Vigili del Fuoco in azione

Paura e fiamme in via vicinale Terracina: case evacuate e Vigili del Fuoco in azione. Un vasto incendio si è sviluppato a ridosso di numerose abitazioni poco dopo le 12. Le fiamme hanno costretto i vigili del Fuoco a far allontanare decine di persone dalle loro case. Via Cupa Vicinale Terracina è una traversa di via Terracina, che culmina verso una zona interessata da una folta vegetazione che spesso, durante l’estate, è teatro di incendi. A Fuorigrotta, nella zona intorno allo stadio, un odore acre di incendio si percepisce da ore. In azione numerose autobotti dei Vigili del Fuoco per domare le fiamme.

 

Matteo Salvini sulla legge elettorale: no ad abbassare la soglia di sbarramento

Matteo Salvini, attuale Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile, ha parlato di legge elettorale. Dice no all’abbassamento della soglia minima che potrebbe garantire l’ingresso al Parlamento Europeo anche a partiti più piccoli.

Il leader della Lega sostiene che, al momento, non è necessaria una modifica della legge elettorale in tal senso. E continua con fermezza aggiungendo, come riporta Ansa: “È giusto che gli italiani scelgano i propri rappresentanti senza che ci siano aiutini”.

L’opinione del ministro Salvini non si mostra incline a quell’apertura, in tal senso, dichiarata da Fratelli d’Italia. Per questi ultimi l’abbassamento della soglia di sbarramento potrebbe portare in sede di Parlamento Europeo un aiuto proprio grazie a quei piccoli partiti affini e al loro consenso.

MATTEO SALVINI PER L’INNALZAMENTO DELLA SOGLIA

Alle parole di Matteo Salvini si aggiunge un’altra considerazione. Per il leader della Lega e attuale ministro, sarebbe anzi più ragionevole alzare la soglia di sbarramento.

Questo al fine di evitare che il voto degli italiani esprima un’altra eventuale frammentazione, da sempre elemento caratterizzante del Paese. Alzare la soglia di sbarramento per l’ingresso al Parlamento Europeo mostrerebbe dunque all’Europa un’Italia più compatta e, forse, renderebbe più semplice l’iter decisionale in seno a uno dei principali organi di governo sovranazionali.

ANCHE MATTEO RENZI SI ESPRIME SULLA SOGLIA DI SBARRAMENTO

L’ipotesi di abbassare la soglia di sbarramento d’ingresso dei partiti dal 4 al 3% si colloca in giorni carichi di dichiarazioni. Sulla soglia di sbarramento per le elezioni europee si esprime anche Matteo Renzi, che ha annunciato la sua candidatura per le elezioni dopo la rottura del sodalizio con Calenda.

La posizione di Renzi sembra molto affine a quella di Matteo Salvini: il voto non è qualcosa di cui si deve avere paura. Tra le aspirazioni del leader di Italia Viva, infatti, c’è quella di prendere voti sia da Forza Italia che dal Partito Democratico.

Napoli, marcia silenziosa per le vittime degli incidenti stradali

Napoli, marcia silenziosa per le vittime degli incidenti stradali

Una marcia silenziosa per ricordare Elvira Zibra, Giuseppe Iazzetta e Alessandra Navarra e chiedere pene certe per i pirati della strada. Tre le loro vittime a Napoli, a distanza di poche settimane. Travolte e uccise in meno di due mesi nella zona compresa tra il lungomare di Napoli e la galleria Quattro Giornate.

TRA I PRESENTI L’AVVOCATO DELLA FAMIGLIA ZIBRA E LA MOGLIE DI GIUSEPPE IAZZETTA

Investiti sulle strisce pedonali, come Elvira Zibra o mentre era a passeggio con il cane, come Giuseppe Iazzetta.
All’iniziativa, che ha visto la deposizione di fiori nei punti in cui sono avvenuti gli investimenti, erano presenti l’avvocato della famiglia Zibra, Giuseppe Catalano e la moglie dell’ingegnere 62enne Giuseppe Iazzetta, Antonella Masella che spiega ai nostri microfoni:
“Continuiamo a rischiare la vita nell’attraversamento delle strade e niente, siamo abbandonati”.

FRANCESCO EMILIO BORRELLI HA ORGANIZZATO LA MARCIA

A organizzare la marcia silenziosa a Napoli il parlamentare, Francesco Borrelli.

 

Spalletti, primo allenamento con la Nazionale: sorrisi e abbracci con i suoi ex del Napoli

Spalletti, primo allenamento con la Nazionale: sorrisi e abbracci con i suoi ex del Napoli.

L’allenatore dello scudetto, oggi ct della Nazionale Italiana, ha ritrovato alcuni dei suoi ex calciatori durante l’avventura all’ombra del Vesuvio. Uno dei suoi pupilli, Giacomo Raspadori, potrebbe essere tra le novità più importanti in vista delle qualificazioni ai Campionati Europei (sabato 9 alle 20.45 a Skopje si gioca Macedonia-Italia, mentre martedì 12 alle 20.45 a Milano si gioca Italia-Ucraina).

FACCIA A FACCIA CON I “SUOI” AZZURRI

Spalletti ha radunato sul prato del Centro Tecnico i giocatori che ha convocato . Con loro ha parlato molto, in linea con la sua abituale impostazione. Ha chiesto a tutti molto impegno durante gli allenamenti ma anche e soprattutto di ritrovare il senso di appartenenza. Lo conoscono bene Alex Meret, Matteo Politano, Giacomo Raspadori e soprattutto il capitano, Giovanni Di Lorenzo che non è escluso che possa vestire anche la fascia dell’Italia.

LA RICERCA DELLA FELICITA’

“Cerco la felicità perché ne abbiamo bisogno –  ha detto Spalletti nella prima conferenza stampa -. Di solito non riesco a essere felice da solo, non riesco ad essere felice se non vedo la gente felice vicino a me. Napoli è stata la mia felicità perché ho visto i napoletani contenti. Anche i calciatori che verranno devono essere felici di vestire questa maglia, bisogna urlare la nostra felicità e vestire questa maglia, una maglia importantissima che ha una storia importantissima. Ricordo De Rossi, che diceva ‘Ho due maglie, quella del club e quella della Nazionale, che portiamo sempre sotto a quella del club. Noi abbiamo dei campioni che ci hanno fatto vedere cosa vuol dire il senso di appartenenza, penso ai vari Mazzola, Rivera, Riva, Baggio”.

 

 

Omicidio di Rossella Nappini, fermato ex compagno

Rossella Nappini è il nome dell’infermiera uccisa il 4 settembre a Roma, nell’androne di un palazzo, con una serie di coltellate. Dopo gli interrogatori dei sospettati, la Squadra Mobile romana ha fermato un ex compagno della vittima, un uomo 45enne di nazionalità marocchina che ora, secondo AdnKronos, si trova a Regina Coeli.

CHI ERA ROSSELLA NAPPINI

Rossella Nappini era madre, figlia, lavorava come infermiera al San Filippo Neri di Roma. Era dedita al lavoro e promuoveva iniziative di significato contro la violenza sulle donne. Il 4 settembre, ecco la tragedia che l’ha portata via. Una serie di coltellate, circa 20, specialmente nella zona dell’addome, nell’androne del palazzo di via Allievo 61, a Monte Mario. La donna si era trasferita in quel palazzo per stare più vicina alla madre 80enne.

FEMMINICIDIO, I DATI AGGHIACCIANTI

Il caso di Rossella Nappini si colloca nella lunga lista di femminicidi compiuti ogni anno in Italia e nel mondo. Secondo i dati Istat, solo nel Bel Paese si stima un femminicidio ogni due giorni, per un totale di circa 150 l’anno.

Questo trova conferma nei dati del 2023, che da gennaio a fine luglio contano ben 70 reati di questo tipo. L’Ansa infatti comunica che, secondo il report inviato al Viminale, di questi omicidi, 52 donne sono state uccise in ambito familiare o affettivo, 31 di partner attuali o passati.

Si parla di femminicidio quando il crimine perpetrato è di genere, quando a subirlo è una donna in quanto donna. E, stando sempre ai dati Istat, questo termine acquista sempre più valore quando dietro al femminicidio c’è uno schema, com’è evidente anche nel caso di Rossella Nappini.

Lo schema prevede, infatti, che un femminicidio venga consumato a danno di donne all’interno di rapporti sentimentali o familiari non stabili. Non a caso, le statistiche indicano come nella maggior parte dei casi chi commette femminicidio sia una persona che la vittima conosce.

In Italia non c’è un vero e proprio reato di femminicidio, che viene considerato come aggravante dell’omicidio. Nonostante il numero consistente di reati a danno delle donne, come il caso di Rossella Nappini.

Giogiò Cutolo, parla il rapper Geolier

Geolier prende parola: su Instagram esprime frustrazione, una coscienza sfilacciata arrivata al limite dell’incredulità.

Perché ciò che è successo a Giovanbattista Cutolo, in arte Giogiò, ucciso il 31 agosto per una lite futile, ha dell’inverosimile. Il ragazzo era in un pub a Piazza Municipio, quando un gruppo di ragazzini ha iniziato a prendere di mira i suoi amici. Giunti alle mani, fuori il locale, uno dei minorenni ha estratto una pistola, sparando tre colpi in petto a Cutolo.

LE PAROLE DI GEOLIER

“A 16 anni nessuno dovrebbe avere una pistola. Nei quartieri i ragazzi devono cambiare mentalità e scappare da tutto questo male”. Queste sono le parole del rapper Geolier, in uno sfogo su Instagram dove parla dell’accaduto, dà il suo saluto a Giogiò.

In un’intervista a “Il Mattino”, Geolier affronta i temi caldi degli ultimi giorni ponendoli sotto un’unica, ampia cornice sociale. Un’analisi lucida che esprime non soltanto coscienza dell’ambiente ma anche un’idea ben chiara di qual è il ruolo della musica e dell’arte, in tutto questo.

Il rapper campano parla della difficoltà di essere bambini in contesti come quello del centro storico, di Caivano, di Secondigliano, rivendica il ruolo guida dei sogni, degli obiettivi da perseguire. Il rischio, quando si diventa adulti troppo presto, è prendere dagli adulti ciò che non è buono.

Nei casi specifici, si parla di un branco a cui appartenere e che dà la forza di commettere un atto violento. E questo, sia a Piazza Municipio che a Parco Verde, a Caivano.

“Chi non ha futuro non ha molto da perdere” racconta Geolier.

“DALLA STRADA MI HANNO SALVATO I VALORI”

“Il rap mi ha salvato dalla fabbrica, dalla strada mi hanno salvato i valori”. Così racconta Geolier a “Il Mattino”, quando gli viene chiesta un po’ della sua storia, ambientata in una gabbia molto simile a quella in cui sono cresciuti l’assassino di Giogiò e i ragazzi di Parco Verde.

Non si tratta di musica, dunque, o meglio non solo. Geolier parla di sogni e quando gli viene chiesto cosa fare per salvare i ragazzini dalla strada lui risponde, attività dopo attività. Campi da basket, corsi di inglese, tutte porte che si aprono su degli obiettivi e che tolgono attenzione alla strada.

Al Governo, che vuole investire nelle scuole, Geolier risponde che non è quello il posto giusto. Non parla di istruzione ma di luogo, e la strada nelle zone a rischio è molto più frequentata della scuola.

Geolier parla di diritto al futuro, di diritto alla speranza. Di quelle vittime che impugnano la pistola e che fanno violenza perché non conoscono altro. Nell’incapacità di scegliere ciò che non si conosce, la dinamica del branco è l’unica realtà che accoglie, ed è questo che bisogna cambiare. Perché anche essere privi di scelta è una forma di violenza.

 

Neonata morta con ustioni, indagati anche i genitori

Neonata morta con ustioni, indagati anche i genitori. Oggi l’autopsia sul corpicino della neonata di un mese e mezzo deceduta dopo il bagnetto. Il medico legale analizzerà la salma che è stata custodita all’istituto di Medicina Legale dell’ospedale di Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta.
Il papà e la mamma sono stati iscritti nel registro degli indagati per omicidio colposo nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere. L’obiettivo è chiarire i motivi del decesso e se ci siano state, in questo, responsabilità dei genitori. Alla coppia la Procura sammaritana, di concerto con quella dei minori, ha deciso di sottrarre momentaneamente la cura degli altri due figli piccoli, che sono stati affidati ad una comunità.

IL RACCONTO DEL BAGNETTO

I genitori della bimba hanno riferito ai carabinieri e al pm Stefania Pontillo di averle fatto un bagnetto. Che solo poco dopo la piccola avrebbe manifestato segni di malessere e di aver per questo chiamato il pediatra, che aveva prescritto loro una cura. La neonata però poco dopo si è addormentata ed è stata trovata morta nella culla dalla madre. Sul suo corpo i sanitari del 118 hanno riscontrato la presenza di ustioni e segni che potrebbero corrispondere a ecchimosi. Ascoltati per diverse ore in caserma i genitori hanno raccontato ai Carabinieri – secondo quanto è trapelato – che la neonata si era scottata durante il bagnetto a causa di un getto di acqua bollente uscito per errore dal rubinetto.