25 aprile, a Castelcapuano il ricordo del giudice partigiano

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In occasione della Festa della Liberazione, giovedì 23 aprile 2026, alle ore 17.00, nel Saloncino dei Busti di Castel Capuano, si terrà l’incontro dal titolo “Nicola Panevino giudice partigiano. La magistratura tra fascismo e antifascismo”, promosso dalla Procura Generale di Napoli e dall’A.N.P.I.

L’iniziativa intende ricordare la figura di Nicola Panevino, magistrato e resistente, che pagò con la vita la propria scelta di opporsi alla dittatura fascista, riaffermando con coerenza e coraggio i valori della libertà, della legalità e della dignità della funzione giudiziaria.

L’incontro sarà aperto dall’introduzione del Procuratore Generale Aldo Policastro e dai saluti istituzionali della Presidente della Corte di Appello di Napoli Maria Rosaria Covelli, del Sindaco di Napoli e Presidente ANCI Gaetano Manfredi, del Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Napoli Carmine Foreste e del Garante A.N.P.I. Napoli Michele Petraroia.

A seguire, moderati dal giornalista Gianmaria Roberti, interverranno Leda Rossetti, Presidente della sezione distrettuale ANM di Napoli, Rossella Larocca, Presidente ANM Basilicata, Amerigo Ciervo, Coordinatore regionale A.N.P.I., don Pierino Dilenge, parroco di San Giacomo Maggiore di Aliano e fondatore del circolo culturale giovanile “Nicola Panevino”, e il prof. Giovanni Cerchia, docente di Storia contemporanea presso l’Università degli Studi del Molise.

Saranno inoltre presenti Gabriella Panevino, figlia del magistrato, e Albino Amodio del Comitato nazionale A.N.P.I che concluderà. Nel corso dell’incontro, arricchito da letture curate dall’attrice Ivana Maione, verrà presentato, con l’intervento dell’autore, il volumedi Emilio Chiorazzo “La scelta difficile”, che ha contribuito in modo decisivo a restituire al Paese la memoria di questa luminosa figura di magistrato.

Il Procuratore Generale Aldo Policastro, ha dichiarato:«Ricordare oggi la figura di Nicola Panevino non è solo un doveroso omaggio a un martire della libertà, ma una riflessione necessaria sul ruolo del magistrato nella società civile. Panevino non scelse la lotta per ambizione, ma perché la sua coscienza di giurista non poteva tollerare l’asservimento delle leggi alla dittatura. La sua “scelta difficile” resta ancora oggi un monito di straordinario valore etico per chiunque indossi la toga».

L’iniziativa vuole essere un momento di memoria condivisa e di riflessione civile, capace di parlare anche alle nuove generazioni, riaffermando il legame inscindibile tra giustizia, libertà e responsabilità democratica.