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Carcere di Secondigliano, un drone per far arrivare ai detenuti i cellulari dall’esterno

La sospensione dei colloqui nelle carceri a causa della pandemia ha costretto parenti e amici dei detenuti ad aguzzare l’ingegno per fare consegne illegali ai loro congiunti in cella e adesso i cellulari a Napoli arrivano in volo: gli agenti della Polizia Penitenziaria dell’istituto di pena di Secondigliano, grazie ad una attività di intelligence, hanno sequestrato un drone con a bordo sei telefoni, atterrato nell’area detentiva.

Lo rende noto l’Uspp, sindacato di polizia penitenziaria.

“Ci congratuliamo con i colleghi, – commenta Giuseppe Moretti, presidente dell’Uspp – e continuiamo a sostenere che la Polizia Penitenziaria deve essere dotata di strumenti tecnologici avanzati per contrastare questa grave piaga.

Inoltre chiediamo di introdurre un reato che punisca l’introduzione e il possesso di telefoni, così come avviene in alcuni Paesi Ue”.Nelle carceri il DAP ha distribuito 1500 telefoni cellulari e ne ha autorizzato l’uso piu’ volte al giorno per ovviare alla sospensione dei colloqui con le famiglie.

Emergenza Covid, più di 2000 controlli e 110 persone sanzionate nel weekend

Sono stati oltre 2000 i controlli eseguiti nel Napoletano dalla Guardia di Finanza nelle ultime ore con l’obiettivo di far rispettare le norme anti contagio Covid. Centodieci le persone che sono state sanzionate.
Nell’ambito delle verifiche a Torre Annunziata i militari delle Fiamme Gialle hanno bloccato un 38enne trovato in possesso di 36 grammi di cocaina.
L’uomo sarà giudicato per direttissima.
La Compagnia di Casalnuovo ha inoltre sequestrato, in una società di Volla che produce dispositivi sanitari, 550 fra mascherine e visiere protettive non a norma, realizzate e messe in commercio senza le previste autorizzazioni.
Il responsabile, un 41enne napoletano, è stato denunciato per frode in commercio e segnalato alla Camera di Commercio per violazioni al Codice del Consumo.
E infine, il II Gruppo, al porto, ha sanzionato 2 pescatori di frodo mentre a bordo della loro imbarcazione in vetroresina praticavano in piena notte pesca subacquea nelle acque antistanti il varco Bausan.
L’equipaggiamento da sub e l’attrezzatura tecnica sono stati sequestrati, insieme al pescato, che è stato rigettato in mare.
I responsabili, un 60enne e un 58enne entrambi di Napoli, sono stati sanzionati per illecita attività di pesca, oltre che per la violazione delle misure di contenimento dell’attuale periodo emergenziale.

Lavanderie industriali, l’allarme: “Esclusi dal Decreto Cura Italia”

Dalla diffusione del Covid-19, il turismo, che rappresenta in Italia il 13% del Pil, si è fermato. Con esso, il settore delle lavanderie industriali che fornisce ad alberghi e ristoranti l’indispensabile servizio di noleggio e la sanificazione dei dispositivi tessili per le strutture alberghiere e della ristorazione utilizzati per la vestizione della camera, del bagno, del ristorante e del personale.
Pur operando in diretta connessione con le strutture ricettive, le lavanderie industriali non sono state ricomprese nelle misure del Decreto Cura Italia. A sollevare il problema è Assosistema Confindustria, l’Associazione di categoria che rappresenta, aziende di medie e grandi dimensioni, per oltre 35 mila dipendenti, compresi gli stagionali. In ambito industriale, il settore conta un fatturato annuale pari a circa 1,3 miliardi di euro, con 1.000 imprese saldamente radicate nel territorio italiano.
“Alla sospensione totale o quasi dell’attività produttiva per mancanza di commesse – dichiara il presidente di Assosistema Confindustria Marco Marchetti – è susseguito anche il ricorso alla cassa integrazione ordinaria per tutti i lavoratori che operano nelle lavanderie industriali per il turismo. E’ importante che il Governo stabilisca nei prossimi provvedimenti delle misure per le aziende, commisurate al danno subito dal settore e dalla sua filiera. Serve liquidità alle imprese non solo sotto forma di prestito a medio-lungo termine, con un costo limitatissimo e prefissato per le aziende, ma, contemporaneamente, anche una parte a fondo perduto (o credito d’imposta e dei versamenti pluriennale) per coprire le perdite che si preannunciano pesantissime non solo per l’anno in corso ma anche per il successivo, pur sperando in un contenimento delle stesse grazie ad una ripresa più marcata del turismo”.
“Si tratta di due semplici macro-misure per il settore utili in questo momento per far sì che le aziende che ora hanno chiuso possano resistere, riaprire ed essere da subito operative rispondendo a quelle che saranno le nuove esigenze del settore turistico – continua Marchetti – Auspichiamo, quindi, che il governo nei prossimi provvedimenti tenga come riferimento non singole realtà produttive ma la filiera nella sua interezza, naturalmente comprese le lavanderie industriali”.
Ora è il momento di ragionare sul futuro del turismo, intuendo i nuovi modelli di offerta e le nuove esigenze dei clienti finali. Ci troviamo sicuramente in un punto di svolta, in cui l’igiene ha assunto una visibilità ed importanza mai avute prima. Il turista orienterà sempre più le proprie scelte verso quelle strutture in grado di dimostrare a 360 gradi le misure igieniche messe in atto in particolar modo in relazione al trattamento e sanificazione della biancheria e dei tessili utilizzati nelle strutture stesse.
“Assosistema Confindustria è pronta a dare il suo contributo per la fase di ripartenza – conclude Marchetti – le nostre imprese hanno messo sempre al primo posto la garanzia e la sicurezza igienica dei propri prodotti e del proprio servizio. La norma tecnica UNI EN 14065, associata alle Linee guida Assosistema, è basata su un sistema di controllo RABC (Risk Analisys Biocontamination Control), che garantisce la riduzione della carica batterica entro limiti predefiniti. Per questo è necessario che il settore turistico abbia come punto di riferimento partner affidabili, solidi e qualificati per il servizio di noleggio e lavaggio dei tessili a tutela di tutti i consumatori. Strumenti importanti sui quali le imprese del turismo e dell’ospitalità dovranno orientare le future scelte strategiche anche di business”.

 

25 aprile a Napoli, il sindaco canta “Bella Ciao” da Palazzo San Giacomo

Risuonano nella deserta piazza municipio le note della canzone dei partigiani “Bella ciao”.

A cantarla però non sono i napoletani affacciati ai balconi, perchè costretti in casa dal decreto #iorestoacasa.

A intonarla dai balconcini di Palazzo San Giacomo il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, con tutti gli assessori della giunta comunale.

E’ stata questa la forma scelta dall’amministrazione comunale per celebrare il 25 aprile insieme all’Anpi, Associazione nazionale Partigiani, rappresentata dal presidente Antonio Amoretti.

Coronavirus in Campania, sono 18 i nuovi positivi: parte la Fase 2

18 nuovi positivi registrati su di 1509 tamponi. E’ il nuovo record registrato in Campania che arriva all’inizio della Fase 2 che da oggi permetterà all’Italia di ripartire.

Resta purtroppo da registrare anche nella giornata di ieri il dato riguardante la mortalità. 4 cittadini non ce l’hanno fatta a sconfiggere il Covid.

L’Asl di Avellino comunica che, a seguito della consegna da parte della Regione Campania di 2.775 test nella giornata di venerdì scorso e di altri 7.800 test nella giornata di ieri, sarà possibile completare nei prossimi giorni l’effettuazione di test rapidi a beneficio di tutte le categorie a rischio, individuate dal Programma di Screening regionale-Fase 2.

Tute, calzari, guanti, scudi facciali e mascherine. È il contenuto del kit di protezione individuale donato dal Comune di Pozzuoli alla rete dei medici di base della città, impegnati in prima persona nell’assistenza dei cittadini.

“Proteggiamoli” è il nome dell’azione adottata dall’ente comunale flegreo. Il nosocomio ritornerà ad operare a pieno regime tra qualche giorno dopo la chiusura per sanificazione per la crisi sanitaria.

I sindaci chiedono in primis “che venga istituito un vero triage clinico, e che nel pronto soccorso non ci siano più ambienti contigui, condizione di possibile contagio; che siano differenziati i percorsi tra paziente covid sospetto e paziente confermato, con una accettazione che possa definire subito se il soggetto è negativo, prima di farlo accedere ai reparti”.

Terremoto a Pozzuoli, diverse scosse nella notte tra sabato e domenica: avvertite anche a Napoli

Uno sciame sismico è stato registrato nella città di Pozzuoli, nella notte tra il 25 e il 26 aprile. L’epicentro nella zona tra la Solfatara e via Pisciarelli.

Le scosse hanno raggiunto i 2.5 e i 3.1 della scala Richter alle ore 4.41 e 4.59.
34 gli eventi registrati dai sismografi di magnitudo compresa tra 0.0 e 3.1. Si tratta, per gli esperti di attività bradisismica ordinaria, in corso dal 2005.

In molti sui social hanno segnalato l’apertura di nuove ‘bocche’ di fumarole ma dal comune di Pozzuoli tranquillizzano che non c’è nessun nuovo fenomeno simile.

Gli eventi registrati dai sismografi dell’osservatorio vulcanologico sono stati percepiti nitidamente dalla popolazione ma non hanno generato danni.

Stando alle prime misurazioni gli eventi tellurici si sarebbero, come l’ultima volta, generati a 2km di profondità.

I cittadini della zona flegrea affermano di aver sentito prima un boato e poi di aver percepito la terra tremare.

Nessun danno a cose o persone è stato registrato dalla Polizia Locale e dalla Protezione civile.

Il sisma è stato avvertito in molti quartieri della X Municipalità Fuorigrotta – Bagnoli e nella zona flegrea.

Emergenza Coronavirus, ecco cosa si potrà fare nella Fase 2

L’Italia riparte e lo fa con il decreto firmato ieri sera dal premier Conte. Il nuovo hastag varato dal presidente del Coionsiglio #Seamilitaliamantieniledisatanze.

È un insieme di prudenza e gradualità per evitare una ripresa dei contagi.

Oggi riaprono i cantieri pubblici e le aziende votate all’export, ma la vera fase 2 scatterà il 4 maggio, con una maggiore libertà di movimento nel rispetto dei protocolli di sicurezza. Solo allora riaprirà la maggior parte delle attività produttive, ma i negozi dovranno attendere il 18 maggio, parrucchieri ed estetisti l’inizio di giugno.

Andiamo con ordine: da oggi riprende l’attività di bar e delle pasticcerie dalle 7,00 alle ore 14,00 col metodo dell’asporto mentre pizzerie e ristoranti sempre con il delivery opereranno dalle ore 16,00 alle ore 23.

Da oggi in città è permesso fare attività motoria di livello non impegnativo a 200m dal proprio domicilio con l’utilizzo della mascherina. Stamane molti runner si sono rivisti sul lungomare.
Dal 4 maggio sarà consentito il rientro nel proprio domicilio o residenza e saranno garantite, saranno consentite le cerimonie funebri, ma solo fino a un massimo di 15 persone e con le mascherine. Resta il divieto di celebrare messe aperte al pubblico.
Saranno consentite anche le visite mirate ai parenti e l’accesso a ville, a parchi pubblici ma nel rispetto delle distanze e delle prescrizioni di sicurezza.

Dal 4 maggio riapre il comparto della manifattura. Dal 18 maggio riaprirà il commercio al dettaglio. Sempre il 18 maggio riapriranno musei, mostre e biblioteche e sarà consentito l’allenamento sportivo in gruppo per i professionisti. Dal primo giugno via libera a bar, ristoranti in maniera più performante per le loro attività e riapertura di parrucchieri e centri estetici.

All’interno delle Regioni sarà possibile muoversi con le stesse misure attualmente in vigore, quindi rimane l’obbligo dell’autocertificazione. Resta anche il divieto di spostarsi tra Regioni, ad eccezione di spostamenti per esigenze lavorative, assoluta urgenza o motivi di salute.
Per le scuole si riparte da settembre, ed è previsto un “piano di assunzione di 24mila precari”, ha annunciato il premier.

Coronavirus, a Napoli pochi bar aperti per consegne a domicilio

La maggior parte delle sarachinesche è rimasta abbassata.

Sono pochi i bar a Napoli che questa mattina hanno riaperto per effetto della fase due del decreto governativo varato per l’emergenza coronavirus.

La possibilità di poter riaprire solo per le consegne domiciliari hanno spinto tanti esercenti a rimanere chiusi.

Il motivo? Lo spiega la titolare di un bar in piazza municipio che ha deciso di riaprire nonostante il suo giudizio negativo nei confronti dell’ordinanza che prevede la riapertura limitata di bar, ristoranti e pizzerie.

Nei quartieri spagnoli invece c’è’ chi si accontenta dell’orario limitato ed ha riaperto i battenti con rinnovato entusiasmo.

Ercolano, mascherine con loghi falsi: sequestrata fabbrica clandestina

Realizzavano fasce protettive, con stampe di noti marchi contraffatti, che sarebbero state immesse sul mercato e utilizzate come mascherine: per questo motivo un 67enne e un 48enne sono stati denunciati a Ercolano (Napoli).

Nell’ambito di un servizio di controllo nell’area mercatale di Pugliano, le Fiamme Gialle della Compagnia di Portici (Napoli) hanno individuato un laboratorio destinato alla produzione e al confezionamento di costumi da bagno che però ha convertito la propria produzione in quella di mascherine protettive sulle quali vi erano marchi di famose griffe sportive, nonché scritte e loghi delle Forze di Polizia.

I finanzieri hanno sequestrato più di cinquecento mascherine, già pronte per essere vendute, 3mila cliché grafici, 10mila prodotti semilavorati, nonché l’immobile di circa 110 mq e le attrezzature. I due responsabili, un 67enne e un 48enne entrambi di Ercolano, sorpresi mentre lavoravano, sono stati denunciati per contraffazione di marchi e ricettazione.