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Covid19, in Campania 1103 contagiati: situazione in lieve miglioramento

1.103 casi di coronavirus in Campania, di cui 77 solo ieri, 11 in meno del giorno precedente.

Si registra una lieve diminuzione nella diffusione del contagio da covid 19 nella nostra regione, ma la comunità scientifica resta con i piedi per terra. Troppo presto però per ritenere sia già in atto una recessione dell’epidemia.

Negli ultimi 4 giorni infatti si è verificato un’impennata dei casi nel comune di Pozzuoli, con sette nuovi casi, tra cui una donna anziana deceduta. 17 i contagi dal primo marzo ad oggi nel comune flegreo. Altro comune della provincia di Napoli colpito è Torre del Greco dove ieri sera è deceduto un 89enne, il 3 sui 35 casi accertati. Nel Casertano salgono a 133 i casi di Coronavirus tra cui un bambino di tre mesi risultato positivo a Succivo.

Nel capoluogo campano, dove i contagi superano i 500, è di oggi la notizia che anche don Giuseppe Mazzafaro, segretario dell’arcivescovo, Crescenzio Sepe, è risultato positivo al covid 19. Anche il cardinale dovrà sottoporsi quindi al tampone. Nel frattempo, una buona notizia arriva dall’ospedale Pascale dove quattro pazienti trattati con il farmaco per la cura dell’artrite reumatoide sono stati stubati e respirano autonomamente.

Coronavirus, è morto un dipendente di Anm

E’ morto un dipendente di Anm, l’azienda del trasporto pubblico della città di Napoli. Aveva 62 anni ed era ricoverato al Covid hospital di Boscotrecase dal 17 marzo scorso.

L’uomo aveva lavorato per l’ultima volta il 5 marzo. Quello stesso giorno era partito per Torino, per andare a trovare la figlia.

E’ tornato in Campania il 10 marzo. Nel viaggio di ritorno aveva avvisato i superiori di avere dei decimi di febbre, si era messo in malattia e non è più tornato al lavoro.

“Siamo vicini alla famiglia di Ettore Spigno. L’Amministrazione comunale e l’azienda di trasporto pubblico esprimono il più profondo cordoglio per la scomparsa di Ettore e non mancheranno di sostenere la sua famiglia”.

Sono le parole del sindaco di Napoli Luigi de Magistris.

Coronavirus, l’appello di Rizzato: “Acquistiamo solo alimenti italiani”

La difficile prova che stiamo affrontando in questo periodo storico a causa dell’emergenza Coronavirus è duplice. In primo luogo sanitaria e vede in prima linea l’esemplare professionalità del nostro sistema sanitario nazionale; in secondo luogo economica, visto che l’espansione del Covid-19 sta provocando gravi difficoltà produttive e logistiche. Una progressiva paralisi del mercato nazionale, che le principali organizzazioni di categoria stanno portando all’attenzione in questi giorni con campagne come “#MangiaItaliano” (Coldiretti) e “Io resto in campagna per voi” (Cia – Agricoltori italiani).
A loro si unisce l’appello di Antonella Rizzato, General Manager di Grande Impero, azienda leader nella produzione del pane artigianale e a lievitazione naturale. Una grande e affermata realtà del food italiano – attestata da un bollino che certifica l’utilizzo della sola pasta madre e 30 ore di lievitazione naturale e che lo distingue da tutti gli altri pani a lievitazione naturale –, portata avanti con la tenacia tutta femminile della Rizzato, che si lascia alle spalle un anno di grande crescita nonostante la crisi dei consumi: basti pensare che dal 2016 al 2019 Grande Impero registra ogni anno un incremento medio di volumi pari al 30%.
Grande Impero – che da sempre dà voce ai produttori e trasformatori di materie agroalimentari troppo spesso non ascoltati, tanto da ottenere lo scorso anno un’audizione al Senato per difendere il pane artigianale a lievitazione naturale – si fa portavoce di un messaggio forte e chiaro: acquistare solo prodotti alimentari italiani per combattere speculazioni e creare un mercato forte.
L’Italia è la nazione che da sempre ha saputo rialzarsi, perché è il paese che più di tutti gli altri paesi al mondo ha professionalità, competenze, creatività, tradizione, spirito forte e determinato e soprattutto grandi valori” dichiara Antonella Rizzato, che aggiunge: “Il messaggio che voglio lanciare alle associazioni di categoria, alle imprese, ai consumatori, alle istituzioni, all’Italia è questo: uniti ce la faremo, le grandi crisi e i grandi traumi sono sempre stati un’opportunità la storia ne è piena e noi come italiani lo sappiamo bene. Mi riferisco al mercato agroalimentare, di cui facciamo parte e di cui vorremmo essere portavoce e riferimento”.
Sono oltre 3 milioni gli italiani che, anche in questi giorni così difficili, continuano a lavorare nella filiera agroalimentare, dalle campagne fino al punto vendita, quotidianamente impegnati per garantire cibo e bevande ai consumatori – continua Rizzato – Per questo chiedo ai supermercati, ipermercati e discount di scegliere per gli approvvigionamenti alimentari solo prodotti italiani. In questo momento di difficoltà è fondamentale fare squadra, dal produttore al consumatore per garantire la stabilità dei prezzi lungo tutta la filiera. Noi di Grande Impero abbiamo bloccato i listini di vendita e pertanto chiedo che ogni speculazione ci venga segnalata immediatamente: per noi è imprescindibile l’impegno a tutela del consumatore”.
Un’iniziativa lodevole che si aggiunge ad un’altra battaglia portata avanti da Grande Impero: consci che l’imprenditoria debba fare la propria parte, con l’obiettivo di innescare un vero e proprio cambiamento culturale, dove le aziende si impegnino nella creazione di un modello di crescita sostenibile, da sempre l’azienda chiede a gran voce alle istituzioni di indicare le pratiche da adottare per donare il pane invenduto, affinché siano rispettate le norme igienico-sanitarie e fiscali. “Nel frattempo stiamo donando il pane Grande Impero che resta invenduto a sei parrocchie nel territorio di Roma Capitale, che ricevono periodicamente il pane, servito durante i pasti offerti ai più bisognosi”, conclude Rizzato.

Coronavirus, positivo segretario dell’arcivescovo Sepe: il cardinale sta bene e sarà sottoposto a tampone

E’ ricoverato nell’ospedale Cotugno di Napoli don Giuseppe Mazzafaro, segretario particolare del cardinale Crescenzio Sepe.

Il sacerdote, sofferente da alcuni giorni per sintomi influenzali, di fronte all’aggravarsi delle sue condizioni è stato sottoposto al tampone Covid 19 che ieri ha dato esito positivo. La notizia, riportata stamane da alcuni media, è stata confermata da fonti della curia partenopea.

Il cardinale Sepe sta bene e sarà sottoposto a tampone nelle prossime ore, nell’ambito delle verifiche che la Asl sta compiendo su tutti i contatti che il sacerdote ha avuto prima di ammalarsi. Gli uffici della curia arcivescovile sono già chiusi da due settimane e il cardinale si trova per ora da solo nel suo appartamento.

Fazzini (climatologo): “Il Coronavirus non terrebbe al momento conto delle variazioni climatologiche e dunque delle temperature”

“Il Coronavirus non terrebbe conto delle variazioni climatiche. Questo è il risultato di uno studio in costante evoluzione”. Lo ha dichiarato Massimiliano Fazzini, Climatologo dell’Università di Camerino e Coordinatore del Gruppo di esperti sul *Rischio Climatico* della Società Italiana di Geologia Ambientale (SIGEA).

“Lo studio è condotto da un gruppo multidisciplinare accademico e tecnico (di cui fa parte il professore Massimiliano Fazzini). Tra le differenti numerosissime variabili indipendenti che possono spiegare l’evoluzione della variabilità spazio – temporale del SARS-CoV-2 non possono non essere analizzate quelle meteoclimatologiche ed ambientale. In particolare, da più parti si sono fatte svariate allusioni sull’incidenza della variabile temperatura – ha proseguito Fazzini – evidenziando che il virus possa perdere di virulenza all’aumentare o al sensibile diminuire di tale parametro; alcuni divulgatori hanno curiosamente evidenziato che il virus morirebbe oltre i 27°C di temperatura. Ovviamente è quello che speriamo tutti. Da alcuni studi sembrerebbe che il virus possa avere una maggiore virulenza nel range termico esterno compreso tra 64 e 12°C e che “le temperature registrate in febbraio in WUHAN siano idonee alla proliferazione del virus” evidenziando poi che con L’AUMENTO DELLE TEMPERATURE PROCEDENDO CON LA STAGIONE PRIMAVERILE, LE AREE SITUATE A LATITUDINI MAGGIORI POTREBBERO SUBIRE UN INCREMENTO DEI CONTAGI. Però da approfondimenti che stiamo conducendo sembrerebbe che il Coronavirus non terrebbe conto delle variazioni climatiche.
Di conseguenza è stato approntato uno studio climatologico finalizzato alla conferma di tali evidenze o supposizioni. I primi parziali risultati dell’analisi effettuate sull’epicentro della diffusione del virus -WUHAN e su alcune regioni estremamente fredde e calde del Globo oltre che nella Lombardia e nel Veneto, a partire dal 20 gennaio circa, focalizzando l’attenzione sui giorni di picco del segnale statistico considerando, come da recente letteratura scientifica, un tempo medio di incubazione di 5,5 giorni ±2 giorni, mostra che:
Nell’area di WUHAN, l’intero mese di Febbraio – ha proseguito Fazzini – ed in particolare la prima decade, nella quale si sono verificati i picchi epidemiologici, hanno evidenziato temperature costantemente oltre le medie climatiche (9,2°C la media mensile del mese contro i 5,8°C della media climatica riferita al trentennio 1971-2000) mentre le precipitazioni sono state complessivamente inferiori alle medie climatiche (36 mm Vs 52 mm). Evidentemente, non si tratterebbe di anomalie medie tali da poter in qualche modo amplificare il segnale epidemiologico occorso. Se poi si va ad analizzare l’andamento epidemiologico giornaliero con quello termico, ne deriva un coefficiente di correlazione pari a circa 0,11, dunque statisticamente insignificante. Quindi il quadro climatologico non ha influito in alcun modo sull’evoluzione del contagio. Ora, giunti al probabile termine del picco epidemiologico, non si osservano nuovamente anomalie termiche significative, tal ida poter eventualmente giustificare un rapido calo della virulenza dovuto al segnale termico”.
Analizzata l’evoluzione termica di Irkutsk e aree subartiche.
“Si è analizzata l’evoluzione termica di Irkutsk, città di oltre 620.000 abitanti e capitale della Jacuzia – ha continuato Fazzini – notoriamente l’area estesamente abitata più fredda dell’emisfero boreale. Per lo stesso periodo di osservazione, si sono osservate temperature medie notevolmente più elevate della media climatica (a febbraio una media di -14°C contro una media climatica di -21°C) e nella prima decade di Marzo la media risulta essere di -7°C a fronte di una media di -13°C.
Nelle restanti aree subartiche o artiche (Es Svalbard, Alaska, Canada Artico, Groenlandia), risulta evidente come l’assenza di centri abitati di riguardo o comunque l’estrema bassa densità della popolazione non abbiano potuto potenzialmente favorire la diffusione del virus”.
Si sta esaminando l’andamento dei principali parametri di inquinamento ambientale (Biossido di azoto e di zolfo e particolato sospeso).
“Focalizzando infine l’attenzione sul dominio lombardo – veneto, sono stati considerati, a partire dal 20 febbraio e sino al 18 marzo, i dati termo-pluviometrici ed anemometrici di 10 stazioni rappresentative – ha concluso Fazzini – sia dei tre focolai principiali di diffusione del virus (aree di Codogno, Nembro e Vo ‘euganeo) sia delle altre province maggiormente interessate della regione lombarda (Bergamo, Brescia, Cremona, Pavia). Anche in questo caso, i coefficienti di correlazione tra la diffusione giornaliera del virus a livello provinciale ed i parametri meteoclimatici non hanno affatto evidenziato alcun rapporto statistico edunque sembrerebbero di conseguenza smentire i risultati pubblicati ufficialmente da più fonti. A quanto pare nessun rapporto ci sarebbe tra le variazioni climatiche, dunque le temperature e l’evoluzione epidemiologica del Coronavirus. Contemporaneamente, stiamo esaminando l’andamento dei principali parametri di inquinamento ambientale (Biossido di azoto e di zolfo e particolato sospeso) per tentare di ricavare eventuali relazioni statistiche multiregressive con i prima menzionati parametri meteo climatologici sempre in relazione alla comprensione dell’espansione del COVID 19”.

San Giovanni a Teduccio, bomba carta esplode davanti tabaccheria

Una bomba carta è stata fatta esplodere la scorsa notte intorno all’una davanti ad una tabaccheria in via Bernardo Quaranta nel quartiere napoletano di San Giovanni a Teduccio.

La deflagrazione ha danneggiato la saracinesca e ha provocato qualche altro danno all’interno del locale. Non ci sono feriti. Il titolare avrebbe riferito di non aver ricevuto minacce. Sull’episodio indaga la Polizia di Stato del Commissariato San Giovanni – Barra.

“Bisogna militarizzare alcune zone – dichiara il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli – dove la densità criminale per evitare che la camorra in piena emergenza inizi a saccheggiare i commercianti e a taglieggiare la gente perbene.

Purtroppo questi delinquenti non si fermano neanche davanti all’emergenza corona virus. Per fermarli bisogna essere molto fermi. Loro non si fermano neanche davanti alla tragedia che stiamo vivendo. Poi chiedono di far uscire dal carcere i delinquenti”.

Villaricca, maxi sequestro di igienizzanti non a norma

Gli agenti dei commissariati Arenella e Giugliano-Villaricca, con il supporto della Compagnia della Guardia di Finanza di Giugliano, hanno effettuato un controllo ad un magazzino di stoccaggio merci in corso Italia a Villaricca.

Dopo essere entrati nella struttura, gli agenti hanno sorpreso tre persone impegnate nell’attività di confezionamento di un gel igienizzante/disinfettante per le mani ed hanno trovato numerose scatole di prodotti già realizzati ed altre contenenti flaconi vuoti ed etichette nonché 25 taniche di candeggina da 5 litri utilizzate per la realizzazione del prodotto.

Sono state così sequestrate 5060 confezioni di diversi prodotti detergenti, tra i quali un “gel igienizzante per mani”, non conformi alle normative sanitarie, privi di tracciabilità e di alcuna documentazione riguardante il brevetto e le necessarie autorizzazioni.

Inoltre, gli agenti hanno accertato che la società a cui fa riferimento l’intera attività effettuava vendite on line per proprio conto e anche attraverso noti siti di e-commerce a prezzi sensibilmente maggiorati rispetto a quelli di mercato.

G.C., P.F., 39enni con precedenti di polizia, e I.B. 40enne, tutti napoletani e soci dell’attività, sono stati denunciati per manovre speculative su merci e frode in commercio.

“Facciamo secco il sacco”, la campagna di Legambiente Campania al tempo del Coronavirus

Natura e sostenibilità contro l’isolamento forzato legato alla lotta al Coronavirus.
WWF e Legambiente hanno lanciato diverse iniziative per consentire a chi è costretto a casa di trascorrere il tempo scoprendo curiosità e misteri legati all’ambiente e al vivere sostenibile.

Legambiente ha lanciato “iorestoacasa.legambiente.it”, un sito web che raccoglie letture, approfondimenti, dossier e dirette web di eventi realizzati dall’associazione ambientalista, ma anche buone pratiche, giochi per bambini, curiosità che spaziano da frutta e ortaggi di stagione alle ricette culinarie come l’E-book Campania Terra dei Cuochi.

E poi non mancano le inchieste ambientali realizzate da Nuova Ecologia – C’erano una volta i ghiacciai, Post Sisma dalla parte di chi resiste, Mal D’Africa – e per gli amanti di musica e film c’è anche una ricca playlist di canzoni green e film.

Inoltre Legambiente Campania ha lanciato la campagna “Facciamo secco il sacco”, con l’obiettivo di veicolare informazioni ai cittadini perché possano differenziare sempre meglio evitando che nel sacco dell’indifferenziato finiscano materiali riciclabili il cui posto è altrove.

Un’attività di monitoraggio sulla qualità della raccolta differenziata nella nostra regione, come spiega Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania.

Napoli, quattro specializzandi rifiutano il contratto: “Compenso troppo basso”

“Tanto a noi ci assumono le altre regioni e ci pagano quanto vogliamo”.

Hanno risposto così al dg dell’Asl Napoli 1 Ciro Verdoliva, quattro medici specializzandi che non hanno accettato il posto, nonostante l’emergenza coronavirus.

Il motivo è, appunto, il compenso ritenuto troppo basso.

“Un comportamento vergognoso, sono amareggiato”, ha scritto Verdoliva in una nota inviata il 20 marzo al presidente Vincenzo De Luca, al prefetto e al direttore della sanità campana Antonio Postiglione.

“Dei 5 nominativi trasmessi si sono presentati solo 4. Quest’azienda ha proposto la formalizzazione dell’assunzione immediata con decorrenza 21 marzo, garantendo un contratto di lavoro autonomo di durata semestrale con compenso pari alla differenza tra quanto percepito per l’attività di specializzazione e il trattamento economico formalmente previsto dal vigente contratto nazionale dell’area sanità per dirigente medico di analogo profilo”.

“I quattro specializzandi, continua Verdoliva, non hanno accettato l’incarico evidenziando che il trattamento economico riconosciuto è inferiore alla loro aspettativa che è quella di essere pagati per ogni singola ora di lavoro”.

Rimetto a voi ogni valutazione consequenziale oltre alla commiserazione per tale vile e vergognoso comportamento di tali professionisti che dovrebbero rappresentare il futuro del nostro paese”.

Allerta meteo in Campania, in arrivo nevicate e gelate

A partire dalla mezzanotte di oggi e fino a domani è allerta meteo in Campania: previsto un sensibile calo delle temperature su tutta la regione, nevicate e gelate su aree interne.

L’abbassamento delle temperature interesserà infatti tutti i settori della regione. Sulla zona 2 (Alto Volturno e Matese), sulla zona 4 (Alta Irpinia e Sannio) e sulla zona 5 (Tusciano e Alto Sele) con particolare riferimento alla parte interna di questa area specifica, si prevedono anche “Nevicate con deboli accumuli oltre i 300-500 metri e localmente anche a quote inferiori. Gelate persistenti a quote superiori ai 300-500 metri e localmente anche a quote inferiori”.