CASTELLAMMARE DI STABIA (NAPOLI) – Spazio alla cultura, spazio all’uomo e spazio alle arti. É stata presentata così, a Castellammare di Stabia (Napoli) l’iniziativa “Cantieri Viviani-Premio Viviani”, progetto di laboratori e spettacoli ideato e coordinato da Giulio Baffi, promosso dalla Fondazione Campania dei Festival e finanziato con risorse dei Fondi PAC, in collaborazione con il Comune di Castellammare di Stabia. “La cultura ci deve spingere a non arrenderci, a non soccombere alle difficoltà oggettive che investono la nostra società a tutti i livelli e portarci ad andare oltre la realtà che abbiamo davanti”, ha detto il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, al teatro Karol. Presenti anche sindaco Antonio Pannullo, il presidente della Fondazione Campania dei Festival, Luigi Grispello, e il coordinatore del progetto, Giulio Baffi.
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Leonardo a Donnaregina, il “Salvator Mundi” a Napoli dal 12 gennaio al 31 marzo
Dopo le grandi mostre di Londra, New York e Milano, anche Napoli si pone ai vertici degli appuntamenti internazionali con l’arte: un’importante esposizione dedicata a Leonardo da Vinci al Museo Diocesano di Napoli, diretto da Don Adolfo Russo. Dopo circa trentaquattro anni, dalla celebre mostra di Capodimonte su Leonardo e il leonardismo a Napoli e a Roma, Napoli si presenta al centro del dibattito degli studi vinciani, attraverso la esposizione della famosissima tavola col Salvator Mundi (ex collezione del Marchese De Ganay), capolavoro del maestro di Vinci e della sua bottega, ed altri dipinti del suo affascinate atelier, come il Cristo Benedicente, del Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore, per la prima volta presentato con una attribuzione al pittore messinese Girolamo Alibrandi; ancora sullo stesso filone iconografico, sarà presentata anche la tavola col Cristo fanciullo del Salaì, il giovane e controverso collaboratore di Leonardo, accompagnata da diversi lavori di pittura di allievi leonardeschi come Marco d’Oggiono. In esposizione anche tre preziosi fondi grafici: il Codice Corazza (1640 circa), proveniente dalla Biblioteca Nazionale di Napoli, il Codice Fridericiano, custodito presso la Biblioteca di Area Umanistica dell’Università Federico II, e il testo Napoli antica e moderna, datato al 1815, redatto dall’Abate Domenico Romanelli.
La mostra, che apre i battenti al pubblico il 12 gennaio e chiuderà il 31 marzo 2017, vede l’ideazione del maggiore esperto vivente del genio di Vinci, il Prof. Carlo Pedretti, Direttore dell’Armand Hammer Center for Leonardo Studies presso l’Università della California (U.C.L.A.) e la cura scientifica di Nicola Barbatelli.
L’esposizione al Museo Diocesano di Napoli servirà ad aggiornare il processo di studi attorno a una delle opere più discusse di Leonardo da Vinci, il Cristo Benedicente, anche alla luce dei temi di maggiore attualità che la dottrina cattolica intende richiamare nel solco dell’anno giubilare appena concluso.
La rassegna, fortemente voluta da S.E.R. il Cardinale Crescenzio Sepe, promossa dall’Arcidiocesi di Napoli e il Museo Diocesano, con il contributo della Regione Campania, è stata realizzata anche con la collaborazione della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee/Madre Napoli, con il coordinamento organizzativo e gestionale della Scabec. Hanno offerto il proprio contributo scientifico i seguenti studiosi: Margherita Melani, Francesca Campagna Cicala, Alfredo Buccaro, e Ranieri Melardi. Si ringraziano l’Università Federico II di Napoli, la Biblioteca Nazionale, il Comune di Napoli, la Città Metropolitana, il Fondo Edifici di Culto e il Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore.
Leonardo a Donnaregina – I Salvator Mundi per Napoli sarà inaugurata mercoledì 11 gennaio ore 17:00 da S.E.R. Il Cardinale Crescenzio Sepe e dal presidente della Regione Campania On. Vincenzo De Luca.
Parteciperanno:
Il Soprintendente Luciano Garella; l’ assessore alla Cultura del Comune di Napoli Nino Daniele; il Vicesindaco della Città Metropolitana di Napoli, David Lebro, il Presidente della Fondazione Donnaregina, Pierpaolo Forte e il Direttore del Museo Madre Andrea Viliani.
La mostra sarà visitabile durante i consueti orari di apertura del Museo Diocesano di Napoli:
dal lunedì al sabato, dalle ore 9:30 alle 16:30, domenica dalle ore 9:30 alle 14:00 (chiuso il martedì)
Per maggiori informazioni:
tel. 081 557 13 65
www.museodiocesanonapoli.com
Lepore a Confcommercio, un tavolo di confronto per il terziario
NAPOLI – L’Assessore alle Attività Produttive della Regione Campania, Amedeo Lepore, oggi ha contattato il commissario della Confcommercio Imprese per l’Italia della Provincia di Napoli, Giacomo Errico, comunicando la disponibilità all’apertura di un nuovo tavolo di confronto per verificare le necessità degli operatori del terziario.
In merito alla vicenda relativa all’inizio dei saldi fissato per il 5 gennaio prossimo, nel corso del colloquio l’assessore Lepore ha confermato che la Regione Campania ha approvato una Legge Regionale in base a quanto concordato in sede di Conferenza delle Regioni.
“Apprezziamo la disponibilità dell’assessore Lepore e della Regione Campania – ha commentato Errico – e siamo pronti a fare la nostra parte segnalando le criticità del territorio e, al contempo, avanzando le proposte che riteniamo possano essere utili per la cittadinanza”.
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è a Napoli in visita privata
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è giunto a Napoli in visita privata. Il Capo dello Stato, secondo quanto si apprende, rimarrà nel capoluogo campano fino al 5 gennaio soggiornando nella residenza presidenziale di Villa Rosebery, a Posillipo. Mattarella è giunto in auto. Massimo il riserbo su quello che farà nei prossimi giorni; allo stato non sono in programma appuntamenti istituzionali.
Bilancio dei feriti per i botti di capodanno: 46 nel napoletano, anche due bambini
IMMAGINI DI ANTONIO COSCIONE
E’ di 46 feriti il bilancio della notte di San Silvestro nel Napoletano. I più gravi sono due bambini di 9 e 12 anni, ricoverati all’ospedale pediatrico ‘Santobono’ con ferite alle mani ed ustioni. Per loro la prognosi è di 30 giorni. Trentuno i feriti a Napoli città, tra i quali sei minori; 15 in provincia, con due minori. Due dei feriti sono stati colpiti da proiettili vaganti. Il dato dei feriti per i botti nella notte di San Silvestro continua a calare: l’anno scorso furono 51 i feriti nel Napoletano.
A Napoli la mostra sugli italiani di Crimea e prigionieri di guerra dell’Armir
NAPOLI – Sabato 7 gennaio alle 16.30, presso la sede della Lega Navale (Giardini del Molosiglio), verrà presentata la mostra fotografica itinerante che racconta la storia degli italiani di Crimea, una piccola minoranza emigrata nell’Ottocento dalla Puglia ma anche dalla Campania, che dopo decenni di pace e di prosperità fu sistematicamente perseguitata dal comunismo.
Dapprima la collettivizzazione degli Anni Venti, con il sequestro di tutte le proprietà, e le successive carestie; poi le purghe staliniane, con decine di loro che furono ingiustamente accusati di attività controrivoluzionaria, processati e fucilati; infine, il 29 gennaio del 1942, il rastrellamento casa per casa di tutte le famiglie di origine italiana e il loro trasferimento nei Gulag del Kazakhstan, dove i circa 1500 deportati furono decimati dal freddo, dalla fame, dalle malattie e dai lavori forzati.
Una deportazione ignorata dai libri di storia, perpetrata ai danni di una comunità la cui unica colpa era quella di essere di origine italiana e per questo facile obiettivo di una rappresaglia per l’invasione dell’Unione Sovietica da parte dell’Armir. Negli Anni Cinquanta il mesto ritorno in Crimea di un’ottantina di sopravvissuti, che dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica hanno costituito l’associazione Cerkio, per non dimenticare e per riallacciare i legami con la madrepatria dei loro nonni.
Nel 2015 il presidente russo Putin ha riconosciuto agli italiani di Crimea lo status di minoranza perseguitata e deportata, un traguardo importantissimo sia per ristabilire la verità storica sia per avere accesso a un indennizzo per le case perdute al momento della deportazione. Fra i documenti necessari per avviare la pratica, un certificato che dimostri la detenzione nei Gulag kazaki.
Con il finanziamento determinante di Assopopolari, l’Associazione delle Banche Popolari Italiane, nell’agosto scorso è così partita per Karaganda – sede del più grande Gulag (ora in territorio kazako) di tutta l’ex Unione Sovietica – una missione di tre ricercatori con lo scopo di ritrovare i documenti mancanti.
La grande sorpresa è stata che accanto a decine di nominativi di italiani di Crimea, nello stesso archivio del lager n. 99 è stata trovata traccia del passaggio di circa 900 militari italiani dell’Armir, creduti morti in combattimento durante la Campagna di Russia o nel corso della disastrosa ritirata. In realtà erano stati catturati dall’Armata Rossa e in spregio a tutte le convenzioni internazionali sui prigionieri di guerra furono mandati ai lavori forzati nelle miniere, nelle cave di pietra e in agricoltura.
Sabato 7 gennaio, a Napoli, sarà così l’occasione per presentare anche il risultato di questa clamorosa ricerca, che per quanto riguarda Napoli e provincia conta 38 prigionieri di guerra (82 per l’intera regione Campania). Una ricerca che è poi continuata anche in Italia, e infatti saranno presenti i sindaci dei paesi di origine e i parenti di alcuni dei militari campani considerati dispersi ai quali verrà consegnata la scheda di prigionia del loro congiunto fotografata nell’archivio del Gulag.
Il potenziale di questa ricerca è enorme, considerato che finora è stata esaminata solo una piccola parte delle schede conservate nei Gulag: da un primo confronto coi diversi archivi sparsi in tutto il territorio dell’ex Unione Sovietica appare chiaro che almeno 20 mila dei circa 90 mila dispersi della Campagna di Russia non erano morti ma furono catturati e mandati ai lavori forzati. Molti di loro sono stati liberati negli Anni Cinquanta e hanno potuto fare ritorno in Italia, ma molti altri sono morti nei Gulag e un’indagine capillare potrebbe sicuramente chiarire il loro destino e dare una risposta a tante famiglie che dopo anni di silenzio da parte delle istituzioni italiane hanno ormai perso ogni speranza.
