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Tutto Pizza, dal 21 al 23 maggio il salone internazionale a Napoli

Inaugurata alla Mostra d’Oltremare di Napoli la terza edizione di Tutto Pizza, il salone internazionale dedicato agli operatori del mondo ho.re.ca (Hotellerie-Restaurant-Catering) specializzati nel ramo pizzeria.
La fiera, che si è affermata nelle precedenti edizioni per essere il più importante B2B di settore d’Italia, quest’anno ha registrato il tutto esaurito: molti espositori sono già in lista d’attesa per l’edizione 2019. Record di iscritti anche per le gare in programma e migliaia di visitatori del settore già prenotati online: l’expò rappresenta oggi l’opportunità per fornitori di materie prime , semilavorati, attrezzature, impianti, accessori e servizi di mostrare i propri prodotti e le ultime novità proprio ai potenziali clienti cioè a imprenditori del settore,pizzaioli e ristoratori in primis .

Oltre ad essere la principale piazza di incontro tra produttori e buyers, TuttoPizza è anche l’occasione per discutere dei principali argomenti di un mondo in evoluzione e che quest’anno è anche forte del riconoscimento Unesco per quel bene immateriale che è l’arte dei pizzaiuoli napoletani.

Un evento in cui si susseguiranno seminari, masterclass, incontri di confronto e aggiornamento professionale.

“Obiettivi principali della fiera – dicono Sergio Miccù, presidente dell’Associazione Pizzaiuoli Napoletani e Raffaele Biglietto di TicketLab, ideatori dell’evento organizzato dalla Squisito Eventi – sono valorizzare i prodotti italiani destinati alla produzione della pizza, fornire alle aziende un’opportunità di promozione e commercializzazione, offrire agli operatori del settore uno spazio di incontro per ricercare informazioni e acquistare prodotti e servizi, promuovere l’aggiornamento professionale, l’innovazione, la tecnologia di produzione e la sperimentazione, diffondere la conoscenza di servizi offerti da Istituzioni e associazioni in grado di migliorare, facilitare e sviluppare la figura del pizzaiolo e le sue attività, abbinare il più grande evento internazionale professionale della pizza alla città di Napoli”.

Oltre 112 le aziende in mostra in 7.200 metri quadri espositivi. Saranno presenti i produttori di materie prime come farine, sfarinati, pomodori, olio e tutto ciò che serve alla preparazione della pizza; di conserve alimentari, mozzarella e derivati, acqua, birra e bevande per pizzerie; di software dedicati; di forni, frigoriferi, banchi lavoro, impastatrici, attrezzature da banco, contenitori, piatti e stoviglie; di accessori come tovagliati nonché di arredi e frigovetrine.

Nell’ambito della fiera si svolgerà il Trofeo Tuttopizza, l’unica competizione a squadre per pizzerie, associazioni e catene in franchising. Un concorso che quest’anno raddoppia. Oltre alla gara riservata a team composti da 5 persone (quattro pizzaioli e un portavoce) di scena il 22 maggio alla Mostra d’Oltremare, quest’anno, si svolgerà infatti una competizione dedicata al Gluten free: il 23 maggio, nel Padiglione 2, i partecipanti di ogni compagine (stavolta composta da due pizzaioli) saranno giudicati da una giuria tecnica per l’impasto, la cottura e l’abbinamento degli ingredienti. La competizione è a tema libero e prevede la realizzazione di 2 pizze a squadra in 10-15 minuti massimo.

Si tratta di una novità assoluta nella quale credono grandi marchi che attualmente stanno già scommettendo sul senza glutine. Il trofeo Tuttopizza Gluten Free mette in palio per le prime tre squadre classificate forniture e premi delle aziende sponsor. In particolare, della Birra Peroni senza glutine garantita dal marchio Spiga Barrata dell’AIC (Associazione Italiana Celiachia) e dal Mulino Caputo che ha realizzato la farina FioreGlut prodotto dedicato proprio agli impasti senza glutine con granulometria calibrata.

Il Trofeo Tuttopizza Gluten free si affianca al Trofeo Tuttopizza che quest’anno vedrà in gara circa 20 squadre. A giudicare i concorrenti sarà una giuria tecnica che valuterà per ciascuna pizza: presentazione, gusto, cottura e abbinamento degli ingredienti. La competizione è a tema libero e prevede la realizzazione di 2 pizze a squadra in 20-30 minuti massimo. Alla squadra prima classificata andrà un premio da 1000 euro, alla seconda 500 euro ed alla terza 250 euro.

Nel corso di Tuttopizza previste Masterclass di pizzaioli di fama ed emergenti con show cooking su impasti, farciture, utilizzo di farine speciali e realizzazione di pizze fantasiose e gourmet.

L’apertura è fissata alle ore 11 del 21 maggio con l’inaugurale taglio del nastro. A seguire, nella sala convegni, saranno forniti alla stampa i dati economici specifici sui consumi e sull’andamento del settore pizza raccolti dalla Cna per conto di Tuttopizza.

Tra le novità di quest’anno la 1° Convention Nazionale del Pizzaiuolo: “Passato, Presente e Futuro della pizza, dei pizzaioli, delle pizzerie e dei consumi”.

Alla convention interverranno: associazioni di categoria, rappresentanti delle Istituzioni, manager dell’industria, imprenditori del settore della distribuzione di prodotti Food&Beverage, pizzaioli.

Ma la giornata forse più attesa da pizzaioli e appassionati è quella del 23 maggio quando dalle 17 in poi l’Associazione Pizzaiuoli Napoletani e Rosso Pomodoro si cimenteranno nel tentativo di realizzare la Pizza fritta più lunga del mondo e di entrare così nel Guinness World Record in un evento che vedrà impegnati 50 pizzaioli

L’ingresso è gratuito per la fiera ma riservato agli operatori di settore. La partecipazione al tentativo di Guinness World Record, invece, è aperta a tutti: residenti e turisti appassionati di pizza.

La tratta delle schiave di Napoli: costrette a prostituirsi dopo arrivo in Italia

Nella mattinata odierna gli uomini della Polizia di Stato della Squadra Mobile partenopea hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 4 persone, un italiano e 3 nigeriani, gravemente indiziati di associazione a delinquere avente carattere di transnazionalità, tratta di esseri umani, riduzione in schiavitù e sfruttamento della prostituzione.

Si tratta di ESE OSADOLOR, alias MOMMY, di anni 30, che vive in un appartamento ubicato in Località Lago Patria, a Giugliano in Campania (NA), insieme ad alcune connazionali, che lei stessa ha fatto giungere direttamente dalla Nigeria e che fa prostituire per suo conto; del suo fidanzato, ENABULELE Emma, di anni 29, che collabora con la fidanzata nella gestione delle ragazze; di DI MICCO Aniello, di anni 70, che è uno dei tassisti, con pregiudizi di polizia specifici, che collabora con la OSADOLOR, accompagnando ed andando a riprendere sul posto di lavoro le ragazze; di IYAMU Bright, fratello di Ese Osadolor, che collabora con la sorella nella gestione delle ragazze ed ha contatti con altri soggetti, allo stato non identificati, che si trovano in Nigeria e in Libia e che, verosimilmente, organizzerebbero i cosiddetti “viaggi della speranza”.

Le indagini coordinate dalla DDA, che hanno portato all’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare percorrono, esattamente, le modalità appena descritte e sono state avviate nell’aprile del 2016 in seguito alla denuncia sporta da una ragazza minorenne nigeriana, che riferiva di essere arrivata in Italia a bordo di un barcone dopo aver percorso un lungo viaggio, stipati in due autobus, insieme ad altri 140 connazionali, fino alla Libia. Giunta a Lampedusa, contattata da un uomo, veniva poi accompagnata, unitamente ad una sua amica, in zona Giugliano (NA), dove entrambe venivano consegnate ad una cosiddetta “madame” di nome Glory, e venivano indotte a prostituirsi per pagare un debito di 30.000 euro per la sua liberazione.

La ragazza, prima di lasciare il suo villaggio in Benin City, era stata sottoposta al “rito voodoo”, che, nella regione di origine della minorenne, è chiamato “juju” religione tradizionale dell’africa occidentale.

L’articolata attività investigativa condotta dalla Squadra Mobile, sia tecnica che di riscontro delle dichiarazioni rese dalla ragazza sfruttata ha fatto emergere che le predette ragazze erano gestite da Ese OSADOLOR. La donna, come tutte la donne nigeriane che gestiscono le loro connazionali inducendole alla prostituzione, ha anticipato i soldi occorrenti per il viaggio, significando che queste ultime, una volta giunte da ESE, ratealmente, glieli dovranno restituire oltre a doverle versare, settimanalmente, le spese per il vitto e l’alloggio, per il costo del posto dove si prostituiscono e per l’affitto di casa.

Ese, o MOMMY, come la chiamano le ragazze, coordina queste ragazze nigeriane (sorelle) nell’attività di prostituzione, beneficiando degli introiti che queste ultime ricavano da detta attività. Mommy è solita spostarsi insieme alle sue sorelle, ma quando non le accompagna sul luogo dove si prostituiscono, nel nolano, a Battipaglia ed a Giugliano, telefonicamente, verifica se sono arrivate, e, col passare delle ore, controlla come procede la giornata lavorativa. Mommy gestisce in toto le ragazze e tutto quello che riguarda loro, è’ solita organizzare l’accompagnamento ed il rientro delle sorelle a casa, contattando, in prima persona, un TAXI, che funge da accompagnatore. E’ sempre Mommy che impartisce disposizioni alle ragazze, le controlla quando si devono preparare e scendere per lavorare, compra loro accessori per essere più piacenti, come ad esempio delle “soppraciglia”, che poi lei stessa mette alle ragazze, compra i preservativi che devono usare con i clienti ed infine, è sempre lei che decide cosa queste ragazze devono mangiare.

Le ragazze la considerano la figura di riferimento, la contattano per riferirle tutti i movimenti che fanno durante la giornata “lavorativa”, dal momento che il taxi le accompagna sul posto di lavoro, la informano se c’è o meno lavoro ed infine le spiegano dove si appartano con il cliente o dove si cambiano di abito, poiché le ragazze quando lavorano (si prostituiscono) indossano abiti diversi da quelli che avevano all’uscita di casa.

Un ruolo da comprimario è rivestito da ENABULELE Emma, alias Ema, fidanzato di Ese Osadolor, che costituisce una presenza fissa nella vita della donna. EMA è informato sull’attività svolta dalla fidanzata e conosce bene le sue ragazze, delle quali chiede conto ad Ese. L’uomo si informa se le ragazze sono andate al lavoro, con quale mezzo, se hanno lavorato bene. Quando una delle ragazze di Ese, in seguito ad un incidente stradale, viene accompagnata dalla donna in ospedale, Ema rimane in contatto con la fidanzata, le suggerisce di fare attenzione a che la ferita non parli con alcuno e le dice di portarla via dall’ospedale e di curarla a casa per evitare di incorrere in controlli da parte della polizia.

Il DI MICCO Aniello è uno dei TAXISTI, risulta essere titolare di pensione di anzianità, collabora con la OSADOLOR accompagnando ed andando a riprendere sul posto di lavoro sia le ragazze che lavorano per conto della Osadolor, sia quelle che lavorano per altre madame. Il Di Micco è una figura nuova nello scenario dello sfruttamento della prostituzione, poiché i soggetti di etnia nigeriana si affidano, per questo tipo di servizi, a loro connazionali o comunque a soggetti di colore e non a bianchi. Cambia per ben 4 volte utenza telefonica e, nelle conversazioni intercettate, di sovente, ripete di “non parlare al telefono”.

IYAMU Bright, di 35 anni, fratello di Ese Osadolor, si interessa anch’egli dell’attività lavorativa della sorella ed ha contatti con altri soggetti, allo stato non identificati, che si trovano in Nigeria, in Libia e che, verosimilmente, organizzerebbero i viaggi, che consentono alle ragazze di giungere in Italia e di avviarsi alla prostituzione. L’uomo è stato catturato a Monza, con l’ausilio del personale del locale Commissariato di P.S..

Le indagini svolte hanno confermato che ragazze nigeriane, tra tutte le prostitute, sono quelle più sfruttate, vittime del racket e di una cultura che le sottopone a riti “magici” (vodoo), per “legarle” ulteriormente al loro sfruttatore. Esse, per giungere in Italia, si indebitano con i loro stessi sfruttatori, che per farsi ripagare le fanno lavorare giorno e notte, sotto il sole o con la pioggia. Generalmente si trovano sulle strade vicine alle grandi città del centro-nord o più a sud, sul lungomare del Casertano. E’ li che le prostitute nigeriane aspettano il cliente di turno, fermano le macchine con gesti accattivanti, ostentano un piglio grintoso e atteggiamenti aggressivi. A tenerle inchiodate al marciapiede non è una libera scelta; difatti, malgrado le apparenze, gran parte di loro sono rimaste vittime di un meccanismo perverso che ha inizio in Nigeria. Molte di loro sognano un lavoro normale in Europa ed è per questo che, anche a rischio della propria vita, si imbarcano in un viaggio lungo e faticoso. Tutte hanno contratto un debito per pagare le spese del viaggio, il contratto d’espatrio e il baba-loa, ovvero, un santone che pratica riti magici voodoo o juju. Di questo debito sono diventate schiave, costrette a vendere il proprio corpo sette giorni su sette. Il baba-loa è una figura religiosa tradizionale molto diffusa e rispettata, soprattutto nelle zone non musulmane della Nigeria meridionale. Sembra che nello stato di Edo ci siano infatti ben 5000 baba-loa, regolarmente iscritti a un albo professionale di categoria, i cui compiti sono legati soprattutto al bisogno di coesione comunitaria, mediazione nei conflitti sociali e familiari, nonché virtù di carattere terapeutico. In genere le ragazze vengono portate dal baba-loa, che le fa inginocchiare, si fa consegnare un ciocca di capelli, dei peli pubici, una fotografia, un lembo del vestito, unghie dei piedi, un assorbente usato e li mescola in un sacchetto pieno di polveri magiche. Invoca gli spiriti degli antenati e le ragazze giurano che obbediranno sempre alla signora (maman, mommy o madame) che le deve portare in Italia. Questo tipo di rito voodoo contribuirà a rendere docili ed obbedienti le ragazze, terrorizzate dal fatto che alcune parti del loro corpo sono nelle mani dello stregone. Pertanto si considerano legate a doppio filo all’impegno preso. Poi ci sono i mesi di viaggio, di solito attraverso l’Algeria, il Marocco, la Spagna, l’Italia. Il debito è la morsa che schiaccia le donne, l’arma di ricatto che le lascia senza scelta. I contratti prevedono che la firmataria dovrà accettare qualsiasi occupazione le sarà proposta ed in caso di inadempienza, i creditori potranno rivalersi sulla famiglia, che normalmente impegna le poche ricchezze di cui dispone. L’organizzazione che gestisce il traffico ha una strutturazione precisa e ben articolata. Ai reclutatori che passano a setaccio Benin City e il suo hinterland e organizzano i trasferimenti, corrisponde in Italia una struttura preposta all’«accoglienza» e all’istradamento alla prostituzione. Chiave di volta di questa struttura è la maman/ mommy, spesso un’ex prostituta, che si presenta come una figura materna. Ogni maman accoglie nella propria casa sette-otto ragazze, gestisce i loro guadagni, si occupa del risarcimento del debito e ricorda loro, qualora non volessero piegarsi alle sue condizioni, il doppio vincolo che hanno con l’organizzazione. La maman è una figura ambigua: passata per l’esperienza che impone alle sue sottoposte, si presenta come una protettrice e una benefattrice è la leader più anziana di cui ogni gruppo ha bisogno. Le ragazze dormono sotto lo stesso tetto, lavorano negli stessi luoghi, mangiano insieme. Costituiscono insomma piccole comunità, dotate di regole, dinamiche interne, contraddizioni e conflitti. Una dimensione collettiva che contribuisce a creare un senso di appartenenza, alleviando in qualche modo le difficoltà di un’esistenza forzata. Per estinguere il debito occorrono in media tra i due e i tre anni di lavoro continuativo, considerate anche le spese che vengono detratte per il vitto, l’alloggio e l’affitto del joint, la porzione di strada su cui “lavorare”. Coloro che giungono al termine del percorso, senza essere rimpatriate coattivamente o senza innescare i meccanismi di fuoriuscita dal circuito previsti dalle leggi italiane, a volte decidono di continuare a lavorare nel settore del sesso a pagamento. In questo caso possono scegliere due strade: esercitare in proprio o entrare a far parte dell’organizzazione e diventare maman, dopo un periodo di apprendistato in cui aiutano la capo-gruppo nelle mansioni quotidiane. La sfruttata può quindi diventare sfruttatrice e decidere di perpetuare il sistema, che appare così retto da una sua logica intrinseca, perversa ma rigorosa. Secondo questo schema, le donne accettano di vivere in una situazione para-schiavistica tre o quattro anni, per poi cominciare quel processo di accumulazione del capitale che rappresenta il senso ultimo del loro progetto migratorio.

Chiaia, flash mob dopo gli insulti sessisti alla maestra

“La scuola non vuole tacere: parla e chiede aiuto” e con questo appello, scritto da un alunno e riportato su un grande striscione, che le maestre della scuola elementare ‘De Amicis’ di Napoli hanno portato la loro solidarietà alla collega oggetto delle scritte offensive lasciate sui muri dell’istituto.

Con lo striscione, sostenuto da tutto il corpo docente ed anche da rappresentanti del personale della scuola, e’ stato accolto l’arrivo degli alunni accompagnati dai genitori che si sono intrattenuti con le maestre all’esterno della scuola fino al suono della campanella per l’ingresso.

“La frase che vedete – ha spiegato la dirigente Adelia Pelosi presente al flash mob – è stata scritta da uno dei nostri bambini. Per questo ci piace ancora di piu’ stare qui stamattina ed esporre questo striscione. Chiediamo aiuto per la scuola, non solo per la nostra ma per tutte le scuole. Vorremmo sentire la società più vicina a quello che noi facciamo”.

Rifiuti, seduta monotematica in Consiglio regionale

IMMAGINI DI ANTONIO COSCIONE

Ha influito sull’andamento della seduta monotematica sui rifiuti in consiglio regionale l’assenza in aula del governatore campano Vincenzo De Luca. Un’assenza che ha spinto il Movimento 5 Stelle, promotore della seduta tre mesi fa dopo il clamore suscitato dall’inchiesta giornalistica di fan page sulla sma e il ciclo delle bonifiche in campania, a chiedere una sospensione per convocare la Conferenza dei Capigruppo. Messa ai voti, la proposta è stata respinta. La grillina Valeria Ciarambino ha evidenziato, in apertura dei lavori, la necessità della presenza del presidente della Giunta regionale.

Messa ai voti, la proposta dei grillini di sospendere la seduta è stata respinta con 24 voti contrari, su 26 consiglieri presenti, il minimo ‘sindacalè per evitare che la seduta saltasse per mancanza del numero legale. Sul tema è intervenuto il vice presidente della giunta regionale, Fulvio Bonavitacola

Inchiesta DDA di Napoli, la Procura Federale deferisce Reina, Paolo Cannavaro e Aronica

L’ormai ex portiere del Napoli, Pepe Reina, l’ex capitano azzurro, Paolo Cannavaro e l’ex terzino dell’era Mazzarri, Salvatore Aronica, sono stati deferiti all’indomani dell’inchiesta della DDA di Napoli che ha portato in carcere i fratelli Esposito, dalla Procura Federale.

Di seguito il comunicato ufficiale della FIGC:

Il Procuratore Federale ed il Procuratore Federale Aggiunto, esaminati gli atti dell’indagine compiuta dalla DDA di Napoli ed espletata la complessa attività istruttoria in sede disciplinare, hanno deferito al tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare Paolo Cannavaro, calciatore tesserato sino al gennaio 2014 con il Napoli e dal febbraio 2015 con il Sassuolo per avere intrattenuto sin dall’anno 2009 e continuato ad intrattenere, a tutt’oggi, inopportune ed assidue frequentazioni con Esposito Gabriele, pregiudicato, Esposito Francesco ed Esposito Giuseppe, titolari di fatto dell’agenzia di scommesse Eurobet sita in Napoli alla piazza Mercato;

–      per aver tentato di vendere un bene prezioso di notevole valore (orologio Zenit El Primero Master Chrome, del valore di $ 400.000) e di dubbia provenienza, nella disponibilità del suocero Luigi Martino;
–      per aver cercato di ottenere dalla SSC Napoli il rilascio di n. 2 (due) biglietti omaggio in favore di “soggetti notoriamente affiliati e/o attigui al clan camorristico Lo Russo”;
–      per aver fornito al Sig. De Matteis Giovanni Paolo, Team Manager della SSC Napoli nominativi con dati anagrafici errati, per sviare il legittimo, prescritto, preventivo controllo circa la sussistenza di provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria e Amministrativa;
–      per essersi prestato con Esposito Gabriele (pregiudicato) a fornire la propria carta di credito per porre in essere truffe;
B)    per la violazione delle norme ai sensi dell’art. 9 nn. 1 e 2 (associazione finalizzata alla commissione di illeciti):
–      per avere, in concorso con De Matteis Giovanni Paolo (Team Manager della SSC Napoli), Cassano Luigi (già responsabile biglietteria ed ufficio gare della SSC Napoli, all’epoca dei fatti), Formisano Alessandro (capo operazioni e direttore commerciale, responsabile in capo della biglietteria della SSC Napoli) procurato n. 2 (due) biglietti “omaggio” di accesso allo stadio a favore di personaggi legati a clan camorristico Lo Russo.
2.    REINA Josè Manuel Paez, calciatore della SSC Napoli S.p.A., per la violazione delle norme ai sensi degli artt. 1bis n. 1 (doveri ed obblighi generali), art. 2 n. 1 (applicabilità e conoscenza delle regole), art. 3 n. 1 (responsabilità delle persone fisiche) del C.G.S.:
–      per avere intrattenuto e continuato ad intrattenere tutt’ora inopportunamente rapporti di frequentazione ed amicizia con Esposito Gabriele, pregiudicato, Esposito Francesco ed Esposito Giuseppe – proprietari di fatto dell’Agenzia di scommesse EUROBET in Napoli alla Piazza Mercato, concretizzatisi in vacanze, scambio di cortesie (disponibilità d’uso di auto di grossa cilindrata di proprietà di Esposito Gabriele e agevolazioni all’accesso in zona riservata dello stadio San Paolo in occasione delle gare ufficiali);
3.    DE MATTEIS Giovanni Paolo, team Manager della SSC Napoli S.p.A., per la violazione delle norme ai sensi degli artt. 1bis n. 1 (doveri ed obblighi generali), art. 3 n. 1 (responsabilità delle persone fisiche) ed art. 9 n. 1 (associazione finalizzata alla commissione di illeciti) del C.G.S.:
–      poiché unitamente a Cannavaro Paolo, Cassano Luigi, Formisano Alessandro, nella sua qualità, provvedeva a rilasciare n. 2 (due) biglietti omaggio in favore di “soggetti notoriamente affiliati e/o attigui al clan camorristico Lo Russo”, richiestigli da Cannavaro Paolo, con l’indicazione di dati anagrafici errati.
4     CASSANO Luigi, responsabile della biglietteria e delegato alla sicurezza dal 1992 sino al luglio 2017, per la violazione delle norme ai sensi degli artt. 1bis n. 1 (doveri ed obblighi generali), art. 3 n. 1 (responsabilità delle persone fisiche) ed art. 9 n. 1 (associazione finalizzata alla commissione di illeciti) del C.G.S poiché:
–      in concorso con Cannavaro Paolo, De Matteis Giovanni Paolo e Formisano Alessandro consentiva il rilascio di n. 2 (due) biglietti omaggio in favore di “soggetti notoriamente affiliati e/o attigui al clan camorristico Lo Russo”, richiestigli da Cannavaro Paolo, con l’indicazione di dati anagrafici errati.
–      per avere omesso di informare, quale responsabile della sicurezza, la società SS Calcio Napoli, della presenza nella zona garage dello stadio San Paolo di persone non autorizzate: i fratelli Esposito ospiti del calciatori Reina Pepe e della di lui moglie Iolanda, così contravvenendo alle proprie delegate funzioni ed esponendo in tal modo la stessa società ad eventuali sanzioni sportive.
5.    FORMISANO Alessandro, non tesserato FIGC, capo delle operazioni, direttore commerciale marketing SSC Napoli s.p.a., per la violazione delle norme ai sensi degli artt. 1 bis n. 1 e n. 5 (doveri ed obblighi generali – osservanza delle norme federali anche da parte di persone comunque riconducibili alla società) ed art. 9 n. 1 C.G.S., :
–      per aver intrattenuto solo con Esposito Giuseppe, rapporti “commerciali”, contratti di sponsorizzazione e contratti di licenza di uso del brand Calcio Napoli, impegnandosi a fornire la relativa documentazione contrattuale, impegno mai onorato;
–      per aver in concorso con Cannavaro Paolo, De Matteis Giovanni Paolo e Cassano Luigi, consentito il rilascio di n. 2 (due) biglietti omaggio in favore di “soggetti notoriamente affiliati e/o attigui al clan camorristico Lo Russo”, richiesti da Cannavaro Paolo.
6.    ARONICA Salvatore, attualmente tesserato per la FIGC quale allenatore, calciatore della SSC Napoli dall’1/09/2008 al 02/01/2013, dal 03/01/2013 al 15/01/2015 con “Città di Palermo S.p.A.”, per la violazione delle norme ai sensi degli artt. 1 bis n. 1 (doveri ed obblighi generali), art. 2 n. 1 (applicabilità e conoscenza delle regole) ed art. 3 n. 1 (responsabilità delle persone fisiche) del C.G.S.:
–      per aver intrattenuto rapporti di amicizia sin dall’anno 2009 con i fratelli Esposito, in particolare Giuseppe e Francesco, proprietari di fatto dell’agenzia di scommessa Eurobet, sita in Napoli alla piazza Mercato.
7.    S.S.C. Calcio Napoli S.p.a., in persona del Suo Presidente p.t. per la responsabilità della società ai sensi dell’art. 4, nn. 2 e 3 del C.G.S. per i fatti addebitabili ai calciatori Reina José Manuel Paez e Cannavaro Paolo, al Team Manager De Matteis Giovanni Paolo, al responsabile della biglietteria Cassano Luigi, nonché al capo delle operazioni e al direttore commerciale del Marketing Formisano Alessandro;
8.    Citta di Palermo S.p.A. in persona del Suo Presidente p.t. per la responsabilità della società ai sensi dell’art. 4, n. 2 C.G.S. per fatti addebitabili ad Aronica Salvatore, all’epoca dei fatti calciatore e tesserato.
9.    U.S. Sassuolo Calcio S.p.A., in persona del Suo Presidente p.t. per la responsabilità della società ai sensi dell’art. 4, n. 2 C.G.S. per i fatti addebitabili al Sig. Paolo Cannavaro, all’epoca dei fatti calciatore suo tesserato.

Per una psicoterapia accessibile, la “Nefesh Onlus” lancia l’evento “Essence”

Ci sarà la beneficenza al centro dell’evento “ESSENCE”, un aperitivo buffet con performance artistica e spettacolo musicale che intende offrire ai partecipanti la possibilità di vivere una serata di benessere tra relazioni, cibo, vino, arte e bellezza. L’appuntamento è il 25 maggio alle 19 nelle sale del Palazzo dello Spagnuolo in via Vergini, l’organizzazione e dell’Associazione Nefesh Onlus.

Nèfesh Onlus – Psicologi e psicoterapeuti associati per la persona e le famiglie è un’Associazione che da circa quattro anni si occupa di benessere e cura psicologica gratuiti e a costo sostenibile, operando in contesti sociali in cui le persone hanno difficile accesso a tale tipo di servizio, a causa dei costi alti del privato e dei lunghi tempi di attesa del pubblico.

In questi quattro anni, Nefesh Onlus ha fornito assistenza psicologica gratuita e a costo sostenibile a moltissime persone, attraverso colloqui e psicoterapie nelle sue tre sedi di Napoli (nelle zone Doganella, Piazza Dante e Fuorigrotta), con interventi di ascolto domiciliare e presso sportelli scolastici gratuiti in dieci istituti della città, rivolti agli alunni ed alle loro famiglie.

Attraverso tali progetti, Nèfesh contribuisce ogni giorno a colmare il vuoto di assistenza pubblica nel campo della cura del disagio psicologico, aspetto fortemente colpito dai tagli alla spesa sanitaria: dati alla mano, infatti, non vi è neppure uno psicologo del SSN per ogni comune italiano (5675 psicologi per 7955 comuni al 2013), ed è ben nota la recente questione dell’interruzione forzata dei percorsi di psicoterapia all’interno dei centri di riabilitazione.

Nefesh Onlus segue anche progetti scolastici di orientamento, supporto alla genitorialità e sostegno alle neomamme italiane e straniere in difficoltà. Fermamente convinta che il benessere psicologico passi anche dal rapporto con l’ambiente e con la città e dalla possibilità di creare occasioni di incontro e condivisione, Nefesh ha inoltre un’attenzione particolare alla questione ambientale: collabora con l’Associazione culturale Econote, sul cui portale web Econote.it cura una rubrica che coniuga la psicologia con l’amore per la natura, l’arte e la cultura, e con cui organizza visite guidate esperienziali nei luoghi più belli di Napoli, gli Itinerari di Benessere.

Nella serata di beneficenza, interverranno a sostegno di Nefèsh Onlus: il poeta Silvestro Sentiero, l’attrice Maria Claudia Pesapane, la cantante Klara Bàn, il critico letterario Berardo Impegno, l’attrice Giuseppina De Senna, i musicisti Corrado e Carlo Ciervo, Rosario De Angelis e Antonio D’Anna (Sassofono, Chitarra e Voce), il noto sommelier Pasquale Massesio.

L’evento sarà realizzato grazie anche al sostegno dell’Azienda Vinicola Tenuta Campagnano, e del blog “ Il Rumore del Cibo”.

La serata sarà un’occasione per conoscere l’Associazione e le sue attività, e contribuire al finanziamento di percorsi di sostegno psicologico e psicoterapia che abbiano costi sempre più accessibili e favoriscano l’accesso alla cura delle fasce deboli.

Per info e prenotazioni:

relazioni@nefeshonlus.it   |   www.nefeshonlus.it   331 10 61 917

Per acquisto online: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-essence-charity-party-aperitivo-buffet-performance-e-musica-45841748905

Napoli, un extracomunitario “consigliere aggiunto” in Comune

Un cittadino extracomunitario, eletto dagli stranieri residenti in città, potrà partecipare alle sedute del Consiglio comunale di Napoli, senza diritto di voto ma con diritto di parola sui temi all’ordine del giorno. Lo prevede un decreto del sindaco Luigi de Magistris.

Domenica 15 luglio saranno chiamati alle urne circa 25.000 elettori, ognuno presso la propria municipalità di residenza.
“Mentre il nostro paese – dice l’assessore alla Trasparenza Alessandra Sardu – è attraversato da pericolosi venti di razzismo, di odio e di xenofobia, a Napoli proviamo a costruire una società diversa: quella del rispetto per gli altri, della convivenza pacifica e dell’inclusione.

E crediamo che questo si possa realizzare dando voce alle comunità extracomunitarie all’interno del Consiglio comunale, che è il luogo in cui sono rappresentate tutte le forze politiche della città. Napoli si riconferma città dell’accoglienza, in cui si costruiscono ponti e non muri”.

“Corri contro la violenza”, a Napoli maratona anti-baby gang

Un ragazzo di 16 anni l’ultimo minore vittima di aggressione a Napoli. Il giovane ha denunciato l’accaduto sul suo profilo social postando la fotografia con i segni sul suo volto di un’aggressione subita all’uscita della stazione della metropolitana di Piscinola Scampia.

Colpito al volto e sfregiato con un tirapugni all’uscita dalla stazione da due rapinatori, arrivati in motorino, che volevano cellulare, soldi e zaino. Alla sua reazione lo hanno colpito sfregiandolo. L’ennesima aggressione ai danni di un minore a conferma dell’aumento di violenza nel capoluogo campano.

Ed è anche per il 16enne e per tutti gli altri minori che hanno subito la stessa sorte negli ultimi mesi che si correrà il prossimo 27 maggio nell’ambito della maratona organizzata dall’associazione Artur, fondata da Maria Luisa Iavarone, la madre di Arturo Puoti.
Il 15enne che ha rischiato la vita dopo essere stato accoltellato da una baby gang in via Foria e che è diventato simbolo dell’emergenza sicurezza in città. Corri contro la violenza il titolo dell’iniziativa presentata nella sala giunta di palazzo San Giacomo.

Inchiesta antimafia, deferiti Pepe Reina e Paolo Cannavaro

Deferiti dalla giustizia sportiva per aver frequentato e per frequentare a tutt’oggi pregiudicati legati ad ambienti camorristici: Pepe Reina, Paolo Cannavaro e Salvatore Aronica andranno a processo sportivo a seguito dell’inchiesta della Dda, i cui atti erano stati acquisiti dalla procura Figc.
Il procuratore capo Giuseppe Pecarora ed il suo vice hanno deciso di deferire i tre giocatori e per responsabilità i club di appartenenza Napoli, Sassuolo e Palermo.

Juventus e Napoli si sfidano nel Trofeo D’Alterio Group

Si ripropone anche nella quarta edizione del Trofeo internazionale di calcio “D’Alterio Group”, in programma a Villaricca dal 31 maggio al 3 giugno, l’antica rivalità tra il Napoli e la Juventus. Per la prima volta, infatti, il club azzurro parteciperà alla manifestazione riservata ai baby calciatori categoria “Esordienti 1° anno”.

Carmine D’Alterio, patron dell’iniziativa a cui parteciperanno 20 squadre (11 professionistiche e 9 non professionistiche), rivela le novità di quest’anno: “Abbiamo portato a Villaricca altre due squadre straniere, la Dinamo Kiev e l’Helsinki a dimostrazione del tenore internazionale dell’iniziativa. Per la prima volta quest’anno parteciperà il Napoli e questo ci rende molto felici. Rispetto all’anno scorso cambia la categoria: i professionisti giocheranno con i ragazzi 2006 e le società non professionistiche con i 2006”.

Il sindaco di Villaricca, Maria Rosaria Punzo, intervenuta nella sede del Consiglio a Palazzo Baronale, ha sottolineato l’importanza dell’evento per il territorio: “E’ un’iniziativa fondamentale per il nostro Comune. Dal mio insediamento, due anni fa, ho puntato molto sullo sport anche per dare qualcosa ai nostri ragazzi e perché ritengo che stimoli l’inclusione sociale. Ha una funzione rieducativa e penso che anche le scuole e le famiglie dovrebbero indirizzare i nostri ragazzi alle discipline sportive. Può far venir fuori quei sentimenti di correttezza, unione lealtà e competizione, ma aiuta a anche a gestire rabbia e violenza”.

Oltre al Direttore Sportivo del Villaricca Calcio, Ciro Abbate e al vicepresidente nazionale dell’Ussi, Gianfranco Coppola, ha tenuto a battesimo l’iniziativa il presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Cosimo Sibilia: “La nostra vicinanza, quella della LND, è doverosa e consente a chi organizza questo evento di poterci avere accanto per il miglioramento del calcio dilettantistico giovanile nella regione, nel Sud e nel resto d’Italia. La rivalità tra Napoli e Juventus è un arricchimento per questo torneo. Ci sono le condizioni per ottenere un grande risultato”.

Le squadre partecipanti (Napoli, Juventus, Sampdoria, Helsinki, Dinamo Kiev, Genoa, Chievo Verona, Pescara, Spal, Crotone, Mantova, Asd Villaricca, Sport Village, A.S. Posillipo, Fossano Calcio, A.S.C. Materdei, TDL Marcianise, Vives Calcio, C.S.I. Angri 1983, Segato Viola) disputeranno i loro incontri sui campi Sport Village Accademy Villaricca.