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Pregiudicato ucciso a Napoli: nessuno chiama polizia, cadavere a terra per ore

Ha scoperto che il fratello era stato ucciso solo quando è tornato sul luogo dell’agguato con la polizia. É stato allora che Mariano Aporta si è reso conto che l’agguato per il fratello Domenico, ritenuto vicino al clan Vinella Grassi, era stato mortale. Nessuna collaborazione da parte dell’uomo rimasto ferito né alcuna collaborazione dalle persone che vivono in via Monte Faito, a San Pietro a Patierno: anche se il cadavere è rimasto a terra qualche ora e anche se qualche proiettile ha colpito una persianaSecondo quanto al momento ricostruito dalla Squadra mobile della Questura di Napoli, Mariano Aporta si è recato in ospedale, da solo, circa un’ora dopo l’agguato che probabilmente si è verificato intorno all’una di notte. Allertata la polizia per la ferita d’arma da fuoco, ha indicato agli agenti il posto dell’agguato. Condotto dalla squadra mobile a San Pietro a Patierno ha scoperto che il fratello era rimasto ucciso. Al momento la vittima Domenico Aporta, anche in virtù dell’assenza di precedenti per associazione mafiosa, risulterebbe contiguo al clan Vinella Grassi e non un elemento di spicco.

Presentato a Napoli un nuovo test genetico per la prevenzione del carcinoma del colon

Le malattie dell’apparato intestinale rappresentano la prima causa in Italia di ospedalizzazione e incidono fortemente sul sistema sanitario nazionale. La Campania non fa eccezione. Per questo motivo la prevenzione, in patologie come ad esempio il carcinoma del colon retto (52mila diagnosi nel Paese e seconda causa assoluta di tumore), rappresenta uno strumento particolarmente importante sia dal punto di vista della salute che per il valore incidente in termini economici sul bilancio della sanità regionale. Il dato emerge dal convegno “Novità diagnostiche in tema di carcinoma del colon”, evento Ecm organizzato da Health in Progress. Come conferma il presidente regionale dell’associazione italiana gastroenterologi ospedalieri, Ernesto Claar (Intervista nel file allegato)
Nel corso dei lavori è stato presentato un nuovo test genetico sulle feci che potrebbe rivoluzionare lo screening e che per la prima volta i medici hanno potuto vedere in Italia. Semplice ed efficace, consente la diagnosi addirittura a casa evitando la fastidiosa colonscopia. Mauro Scimia, direttore business regionale di Italia e Iberia di Exact Sciences ne illustra le caratteristiche (Intervista nel file allegato)
Carlo Varelli, responsabile della diagnostica per immagini dell’istituto Varelli sottolinea l’importanza dell’iniziativa (Intervista nel file allegato)

Celebrazioni al Tempio di Capodimonte per i 25 anni di episcopato di monsignor Armando Dini

La Chiesa di Napoli ha celebrato con una solenne liturgia nel Tempio di Capodimonte il venticinquesimo anno di ordinazione episcopale di mons. Armando Dini, arcivescovo emerito della diocesi di Campobasso Boiano. Nato a Milano nel 1932, ma da sempre è vissuto a Napoli dove ha svolto i suoi studi per l’ordinazione sacerdotale. Nel 1990 riceve l’ordinazione episcopale, consacrante l’allora arcivescovo di Napoli il cardinale Michele Giordano, fu destinato alla diocesi di Avezzano prima di passare, nel 1998 all’Arcidiocesi di Campobasso Boiano, di cui è divenuto emerito nel 2007. Tornato nella sua Napoli, su invito del cardinale arcivescovo Crescenzio Sepe ha svolto la sua opera pastorale nella cura dei sacerdoti, dei seminaristi mantenendo rapporto con la Facoltà Teologica. Alla liturgia hanno partecipato numerosi pastori della conferenza episcopale campana. Tra i concelebranti l’arcivescovo Giancarlo Maria Bregantini, suo successore alla cattedra di Campobasso Boiano. Durante la messa letta la lettere indirizzata a monsignor Dini da papa Francesco. Gioia e preghiera per la sua persona, queste le parole di Dini durante l’omelia nel giorno della festa liturgica di Teresa D’Avila.
Il cardinale arcivescovo ha poi rivolto un affettuoso saluto al suo fratello di ministero.

Spaccio davanti alle scuole, 23 arresti nel Vesuviano: in manette anche la sorella del boss

Lo spaccio della droga avveniva anche davanti ai bambini e alle mamme di una scuola elementare che si trova del rione “Piano Napoli” di Boscoreale, nel Vesuviano, ritenuto dalla Polizia di Stato – che oggi ha eseguito nella zona 23 ordinanze – roccaforte del gruppo criminale che fa capo a Raffaele Tasseri, attualmente detenuto. Gli agenti del commissariato di Torre Annunziata hanno notificato 9 misure cautelari a persone già detenute. Dieci, invece, le persone in libertà arrestate stamattina. Ad altre quattro, di cui due agli arresti domiciliari, sono state notificati altrettanti obblighi di dimora. Tra gli arrestati figurano anche cinque donne: nessuna di queste aveva compiti di manovalanza. Una, in particolare, secondo gli inquirenti, ricopriva un ruolo di vertice. Secondo quanto si è appreso, è verosimile che i pusher utilizzassero minori di 14 anni, e quindi non imputabili, per la consegna delle dosi e il ritiro dei soldi dagli acquirenti. Nel corso dell’attività investigativa, coordinata dalla DDA di Napoli, gli agenti di Torre Annunziata hanno sequestrato quasi un chilogrammo e mezzo di cocaina, e due chili di canapa indiana e marijuana. Documentati – con foto, video e intercettazioni – 98 episodi di spaccio ma nell’arco dei 18 mesi di indagini ne sono avvenuti almeno 1600. Il gruppo criminale Tasseri, egemone nello spaccio di stupefacenti, manteneva saldo il potere nel rione “Piano Napoli” malgrado l’arresto del suo capo: nessuno poteva permettersi di vendere la droga senza la sua autorizzazione. Lo scorso 7 febbraio, un giovane di 21 anni, Mauro Buonvolere, già noto alle forze dell’ordine per reati connessi allo spaccio della droga e al possesso di armi, è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco in via Sette Termini di Boscoreale. L’agguato scattò nei pressi di un circolo che si trova nelle cosiddette palazzine, nota piazza di spaccio del comune vesuviano, che si trova al confine con il territorio di Torre Annunziata.
Tra le persone finite in carcere nell’ambito del blitz a Boscoreale (Napoli) della Polizia di Stato di Torre Annunziata (eseguite complessivamente 23 misure cautelari) figura anche Sciaron Tasseri, 27 anni, sorella di Raffaele Tasseri, colui che è considerato il capo dell’organizzazione criminale vesuviana dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti. Tempo fa, nel famigerato rione “Piano Napoli”, le forze dell’ordine scoprirono un poligono di tiro allestito dalla criminalità locale nei sotterranei di una scuola elementare in passato chiusa anche a causa di continui atti vandalici.

Innovazione e tecnologia per la valorizzazione dei beni culturali: nuove strategie per il distretto Stress

Tecnologie sofisticate e avanzatissime come la termografia a raggi infrarossi e prove soniche, ma anche l’implementate delle metodologie più innovative presenti sul mercato per rendere Palazzo Penne sismicamente sicuro e sostenibile. E’ solo uno degli esempi di innovazione nei beni culturali sui quali lavora il Distretto tecnologico Stress.
Le nuove tecnologie per i Beni Culturali sono al centro della mostra- evento, unica nel suo genere, che si è svolta nella Basilica di San Giovanni Maggiore, a Napoli, e che ripercorre le tappe del progetto PROVACI – “Tecnologie per la PROtezione sismica e la VAlorizzazione di Complessi di Interesse culturale”. Il Progetto di ricerca affronta il tema combinato protezione sismica e valorizzazione del costruito storico attraverso lo sviluppo di tecniche e metodologie integrate per la tutela, la riqualificazione sostenibile e la valorizzazione di siti e strutture di interesse storico-artistico.
Tutto inizia e finisce sulla pedana APP dell’area archeologica di Cerreto Sannità: una piattaforma di oltre 160 mq su cui sarà possibile passeggiare ed aprire una serie di contenuti (volo drone, ricostruzione architettonica della città di Cerreto antica e reperti archeologici) grazie a dispositivi che saranno forniti ai visitatori all’ingresso e sui singoli telefonini scaricando un app.
L’evento si è aperto con un convegno al quale hanno partecipato: il Presidente del Distretto tecnologico Stress, Ennio Rubino, Luigi Vinci, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli, Francesco Tuccillo, Presidente dell’ACEN, Alberto Zinno, Project Manager Stress, Claudio Modena, Professore dell’Università di Padova, Andrea Prota, Professore della Federico II di Napoli, Elena Gigliarelli, Responsabile Unità di ricerca ITABC-CNR, Massimo Mucci Beltrami, Direttore Generale CMSA, Ambrogio Prezioso, Presidente dell’Unione Industriali di Napoli, Rudy Girardi, Presidente di Federcostruzioni, Paolo la Guardia, consigliere delegato ANCPL – Legacoop, Luigi Nicolais, Presidente del CNR, Antonia Pasqua Recchia, Segretario Generale del MiBACT. Le conclusioni sono state affidate al Presidente della CRUI e Rettore della Federico II, Gaetano Manfredi.

Videosorveglianza, l’allarme di Russo (Confcommercio): “Troppe telecamere spente”

“I dati di utilizzo dei sistemi di videosorveglianza sono in netto calo: oggi siamo intorno al 25 per cento della copertura nelle strade della città di Napoli. Eppure la Campania, insieme a Lazio e Lombardia, è la regione caratterizzata da maggiore insicurezza e da un preoccupante aumento di reati come furti e rapine”. Lo ha detto Giuliano Russo, presidente dell’Osivid (Osservatorio Nazionale per la Sicurezza e la Videosorveglianza), nel corso della tavola rotonda “Un nuovo modello per la sicurezza urbana”, che si è svolto presso la sede di Confcommercio Napoli. “In questo periodo storico – ha continuato Giuliano Russo – si avverte l’esigenza di un nuovo modello per la sicurezza urbana che contempli, da un lato, il monitoraggio delle esigenze della comunità da parte delle istituzioni e, dall’altro, la più efficace collaborazione tra pubblico e privato. Occorrerebbe sfruttare la videosorveglianza, invece ci si va a scontrare con paletti per l’installazione di nuovi sistemi”. “La sicurezza è una precondizione necessaria per lo sviluppo economico – ha evidenziato Pietro Russo, numero uno di Confcommercio Imprese per l’Italia della provincia di Napoli -. Per questo motivo, è necessario un più efficace e capillare controllo del territorio. Gli sforzi delle Forze dell’Ordine devono essere supportati da una maggiore diffusione della videosorveglianza nelle aree critiche della città: occorre quindi voltare radicalmente pagina ed adottare una strategia di integrazione degli impianti e coordinamento per il controllo del territorio, senza il quale ogni investimento si trasformerà nell’ennesimo spreco”. “Nell’intera provincia di Napoli abbiamo tante telecamere installate, ma poche funzionanti – ha osservato Michela Rostan (Pd), componente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati -. “La recrudescenza criminale delle ultime settimane impone una riflessione che vada nel senso di un utilizzo di maggiori risorse: credo che la videosorveglianza possa consentire alla città di Napoli una ripresa effettiva. Il risultato della ‘tenaglia’ che vede la crisi economica sommarsi alla riduzione dei servizi di controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine, ha comportato un crollo degli indici di sicurezza percepita, in particolare al Sud e nei territori dove è più forte la presenza criminale”. Secondo Marcello Taglialatela (Fdi), componente della Commissione Parlamentare Antimafia, “la videosorveglianza è un sistema sottoutilizzato. Sarebbe giusto investire ed insistere, ma in Italia sarebbe necessaria anche la certezza della pena: troppo spesso i criminali arrestati sono in libertà dopo poco tempo, lo testimoniano gli ultimi fatti di cronaca nera”. “Le telecamere di sorveglianza e i sistemi di antifurto possono godere delle detrazioni fiscali del 50% – ha segnalato Luisa Lioncino, direttore amministrativo dell’Osservatorio – nell’ambito della proroga del bonus fiscale previsto dalla Legge di Stabilità 2015”. Al forum, moderato da Domenico Falco, presidente Movimento Unitario Giornalisti, erano presenti anche i vertici dell’Osivid Giuliano Sessa (vicepresidente), Ferdinando Autiero (consigliere), Alessandro De Vitis (direttore marketing e comunicazione).

21 pianoforti suonano sotto il colonnato di Piazza del Plebiscito: è la notte di Piano City

La pioggia non ha fermato l’apertura ufficiale di Piano City Napoli. Sotto il colonnato di piazza del Plebiscito i 21 pianoforti hanno suonato alle 21.15 in punto, coordinati dal maestro Daniele Lombardi. Una performance unica e irreplicabile, curata anche da Massimo Fargnoli, dal titolo The Column Concert 21.
Ma Piano City ha la sua Agorà al centro storico della città, nei Complessi di San Paolo Maggiore e San Lorenzo Maggiore, che da questo luogo si estende ovunque, arrivano al Teatro San Carlo, Gallerie d’Italia Palazzo- Zevallos Stigliano, Maschio Angioino (Sala della Loggia), Salone Margherita, Conservatorio San Pietro a Majella, Domus Ars, Chiesa di San Rocco- Fondazione Antica Pietà dei Turchini, l’Oratorio dei Nobili-Liceo A. Genovesi, il Refettorio di S. Chiara, Palazzo del Pio Monte della Misericordia, Academie d’Art et Musique, Cinema Modernissimo in collaborazione con Goethe Institut. Si suona anche al Grenoble e negli Hotel cittadini. E si suona nei salotti degli appartamenti napoletani con gli House Concerts.
In programma anche due main concert al Complesso San Lorenzo Maggiore Sala Sisto V. Questa sera alle 21.30, Quartet: Classic & Jazz con Gilda Buttà, Francesco D’Arrico, Rita Marcotulli e Dario Candela. Domani alle 21.30 c’è Andreas Kern.

Ercolano, commerciante di gioielli subisce una rapina ma reagisce e uccide due uomini

ERCOLANO – Sapevano che aveva prelevato 5000 euro in banca ma non che avesse con sè una pistola, regolarmente detenuta, i due banditi che oggi a Ercolano (Napoli) hanno messo in atto un colpo pagato col sangue ai danni di un gioielliere di 68 anni che ha reagito sparando e uccidendoli. I due rapinatori, Bruno Petrone di 53 anni e Luigi Tedeschi di 51, entrambi pregiudicati, sono morti sul colpo con ancora tra le mani il bottino di 5000 euro appena strappato al gioielliere che ora è indagato per eccesso colposo di legittima difesa.

“Non ho sparato per i soldi – ha detto C.S. rispondendo per ore al pm della Dda di Napoli Pierpaolo Filippelli – ma perché mi hanno puntato la pistola in faccia e ho temuto per la mia vita”. La pistola utilizzata dai banditi, si sarebbe appreso successivamente, era una rivoltella giocattolo priva del tappo rosso. Tutto è avvenuto in pieno giorno a Ercolano, tra via Alveo e la trafficata arteria centrale di Corso Resina, non lontano dagli scavi meta di turisti.

Anteprima “Piano City Napoli” all’aeroporto di Capodichino: al via il programma dei concerti

Anteprima PIANO CITY NAPOLI 2015 all’Aeroporto internazionale di Napoli.Un pianoforte a coda Alberto Napolitano con l’invito “Suonami, sono tuo!” e due pianisti, Paolo Zamuner e Bruno Bavota tra quelli che partecipano al Festival Internazionale, ideato da Andreas Kern, che per tre giorni, da venerdì a domenica, coinvolgerà l’intera città con i suoi luoghi più belli.

L’Aeroporto Internazionale di Napoli entra così in connessione e interazione con una kermesse culturale internazionale che avrà la sua apertura ufficiale venerdì sera alle 21.15 in Piazza Plebiscito con The Column Concert: 21 pianoforti che suonano e si illuminano in una performance unica e irreplicabile curata dai maestri Daniele Lombardi e Massimo Fargnoli.
Ha il suo Agorà al centro storico della città, nei Complessi di San Paolo Maggiore e San Lorenzo Maggiore, Piano City Napoli 2015 che da questo luogo si estende ovunque, arrivano al Teatro San Carlo, Gallerie d’Italia Palazzo- Zevallos Stigliano, Maschio Angioino (Sala della Loggia), Salone Margherita, Conservatorio San Pietro a Majella, Domus Ars, Chiesa di San Rocco- Fondazione Antica Pietà dei Turchini, l’Oratorio dei Nobili-Liceo A. Genovesi, il Refettorio di S. Chiara, Palazzo del Pio Monte della Misericordia, Academie d’Art et Musique, Cinema Modernissimo in collaborazione con Goethe Institut. Si suona anche al Grenoble e negli Hotel cittadini. E si suona nei salotti degli appartamenti napoletani con gli House Concerts.
In programma anche due main concert al Complesso San Lorenzo Maggiore Sala Sisto V. Sabato 10 ottobre alle 21.30, Quartet: Classic & Jazz con Gilda Buttà, Francesco D’Arrico, Rita Marcotulli e Dario Candela. Domenica 11 ottobre alle 21.30 c’è Andreas Kern.

Ciarambino (Commissione Trasparenza): “Fallita esperienza Garanzia Giovani”

“Dalla prima audizione e dai dati consegnati dall’Arlas emerge un sostanziale fallimento del
Programma Garanzia Giovani in Campania”.
Lo afferma il presidente della Commissione Speciale Trasparenza, Valeria Ciarambino, che ha riunito la Commissione in audizione con il responsabile di Arlas Campania sul Programma europeo per la occupazione dei “neet”, giovani fino a 29 anni che sono al di fuori di ogni percorso di studio e di lavoro.
“A Garanzia Giovani sono destinati in Campania oltre 635 milioni di euro, una cifra ingente che dovrebbe produrre risultati adeguati per dare speranza di formazione e di lavoro ai tanti giovani disoccupati della Campania – ha detto Ciarambino – se dai dati emerge che, in oltre un anno, si sono registrate solo 82 mila richieste, solo 33 mila sono state attivate e i giovani impegnati in politiche attive del lavoro sono solo 7 mila, è evidente che si tratta di risultati poco incoraggianti”.
Ciarambino ha parlato anche soffermata della difficoltà di accesso alla piattaforma web gestita da Arlas per l’accesso a Garanzia Giovani: “in Campania ci sono il 23,1% di famiglie povere nelle quali è evidentemente difficile avere i mezzi per la connettività. Ciò significa che proprio i ragazzi che ne hanno più bisogno sono quelli che probabilmente non riescono ad utilizzare le opportunità di questo programma”.