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Omicidio nel Casertano, a Parete lite condominiale finisce in tragedia

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Tre colpi di pistola per far fuori il vicino. Una lite condominiale al momento sembra essere all’origine dell’uccisione di un uomo poco più di un’ora fa nel comune di Parete, in provincia di Caserta. Sul posto i carabinieri. La vittima è un uomo di 60 anni, ucciso a colpi di pistola dal vicino 74enne, che è stato fermato. La lite è avvenuta nel parcheggio interno del condominio, e sarebbe stata provocata da problemi legati al parcheggio delle auto. I carabinieri hanno trovato e sequestrato l’arma usata per il delitto e fermato per omicidio l’aggressore

Il Pd chiede la testa di Schmidt, raccolta firme all’esterno di Capodimonte

Per far dimettere Eike Schmidt dal ruolo di direttore del museo di Capodimonte, chiede l’aiuto dei napoletani il Partito democratico. Con una raccolta firme organizzata all’ingresso del bosco, i rappresentanti del partito cittadino, con in testa il capogruppo in consiglio comunale Gennaro Acampora, puntano a mettere la parola fine per quella che il governatore de luca ha definito un’offesa per i cittadini. E’dunque piaciuta a pochi la scelta, del ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, di nominare alla direzione del museo napoletano il candidato a sindaco di Firenze.

PROSSIMA TAPPA IL PARLAMENTO

Non è escluso che la vicenda possa diventare oggetto di un’interrogazione parlamentare, ha dichiarato il deputato napoletano Marco Sarracino

Tentata rapina con inseguimento nel Napoletano, grave un 19enne

In due a bordo di uno scooter e armati tentano di rapinarlo mentre si trova in auto, lui li insegue con la macchina e li fa cadere: in pericolo di vita il più giovane dei due, 19 anni, lesioni non gravi per il secondo, di 23. E’ accaduto la scorsa notte, circa alle 2, nel comune di Pomigliano d’Arco. A bordo dell’auto una coppia di 20 e 19 anni. Non è ancora chiara la dinamica dei fatti ma l’ipotesi per ora più plausibile è che, dopo il tentativo di rapina, il conducente dell’auto abbia poi inseguito i due aggressori che, nella fuga, avrebbero perso il controllo del due ruote, rovinando al suolo. Sono stati esplosi anche alcuni colpi di pistola. Un foro di proiettile è stato trovato dai carabinieri nella portiera sinistra.

Napoli, imprese e associazioni contro il “Salario Minimo”

“La norma approvata dal Consiglio Comunale di Napoli è incostituzionale e vessatoria. Se non verrà ritirata faremo ricorso al TAR”. E’ la posizione di AICAST (Associazione Industria Commercio Artigianato Servizi e Turismo) che attraverso il presidente provinciale, Giuseppe Bonavolontà spiega: “I comuni non si possono interessare dei contratti di lavoro, che sono regolati da accordi e contratti nazionali. Questo provvedimento rischia di creare difficoltà al sistema del commercio e di alimentare la concorrenza sleale. Non si comprende per quale motivo, per esempio, un bar che richiede l’occupazione di suolo pubblico e quindi intrattiene rapporti con l’Amministrazione Comunale, debba sottostare a questa regola e uno accanto, possa invece liberamente applicare i contratti di lavoro di categoria senza vincoli”.

SALVAGUARDARE I LAVORATORI E LE IMPRESE

“Naturalmente non siamo contro i lavoratori –  prosegue Bonavolontà -. Al contrario riteniamo che debbano essere sempre messi in condizione di poter contare sui propri diritti e su compensi adeguati. I consiglieri comunali, dal canto loro, si occupino dei tanti problemi che attanagliano al città: degli abusivi che quotidianamente fanno concorrenza sleale ai commercianti onesti, dello stato delle strade, del trasporto pubblico e dei servizi ai cittadini. Chiederemo un incontro urgente al Sindaco Manfredi e se non si tornerà indietro su questo tema saremo costretti a fare ricorso al TAR. Poi qualcuno dovrà pagare le spese di questa follia”.

Francesco Pio, un libro per ricordare il pizzaiolo ucciso a Mergellina

Francesco Pio, un libro per ricordare il pizzaiolo ucciso a Mergellina

“Francesco Pio, per sempre 18 anni” è il titolo del nuovo lavoro della giornalista e scrittrice Luciana Esposito presentato alla Multicenter school di Pozzuoli. Dopo “Nell’inferno della camorra di Ponticelli”, questa volta la scrittrice ha voluto omaggiare un ragazzo strappato via troppo presto dalla sua famiglia: Francesco Pio Maimone, ucciso nella notte tra il 19 e il 20 marzo dello scorso anno mentre era a Mergellina con degli amici.

Un ragazzo di umile famiglia che aveva come obiettivo quello di diventare un pizzaiolo come ricorda Enrico Porzio che ha firmato la prefazione del volume. Il libro è stato fortemente voluto dalla famiglia di Francesco Pio, un segnale forte e che si spera possa attirare soprattutto l’attenzione mediatica come spiega l’autrice Luciana Esposito. (intervista in video allegato)

Il libro nasce non soltanto con l’intento di far conoscere la storia di questa giovane vittima, ma ha anche uno scopo ben specifico; il ricavo infatti andrà devoluto in beneficenza a tutte quelle famiglie che desiderano mandare i loro figli a scuola affinché possano imparare il mestiere di pizzaiolo. Maurizio Schioppo direttore della Multicenter School di Pozzuoli.

Giuseppe Salvia, a Pozzuoli la II edizione del Premio

L’Accademia aeronautica di Pozzuoli ha ospitato la seconda edizione del “Premio nazionale Giuseppe Salvia”, istituito dall’Associazione Nazionale Polizia Penitenziaria Anppe per tramandare i valori dell’ex vice direttore del carcere di Poggioreale ucciso dalla camorra cutoliana il 14 aprile del 1981. Con il presidente di Annpe, Donato Capece, erano presenti alla cerimonia la moglie, Giuseppina Troianiello e i figli, Antonino e Claudio

LE AUTORITA’ IN SALA

Il premio consiste in un attestato di encomio attribuito agli operatori della Sicurezza, delle Forze Armate e del Soccorso pubblico che si sono contraddistinti, sul territorio e in prima linea, per particolari meriti nel campo del contrasto alla criminalità diffusa e a favore della sicurezza sociale. Moderata dal consigliere nazionale Anppe, Angelo Covino, l’iniziativa ha visto gli interventi del viceministro degli Affari Esteri, Edmondo Cirielli, del sottosegretario di Stato, Wanda Ferro e il capo del Dap, Giovanni Russo

Scontro su Israele alla Federico II, Lorito: “Pronto a dimettermi da Med-Or”

Scontro su Israele alla Federico II, Lorito: “Pronto a dimettermi da Med-Or”

Sollecitato da un’aula stracolma di studenti, si è detto pronto a fare un passo indietro dalla fondazione “Med- or” il rettore della Federico II, Matteo Lorito: (Intervista in video allegato)

Studenti accalcati sulla porta e nemmeno una sedia libera, chi riesce si siede a terra: è in questo contesto che, dopo 5 giorni di occupazione del rettorato, liberato questa mattina, e dopo gli scontri in via Toledo, c’è stato il confronto tra gli attivisti pro-Palestina e Lorito.

Al centro del dibattito la collaborazione scientifica tra l’Ateneo partenopeo e Israele, come spiega Luca, studente della Federico II. (Intervista in video allegato)

“Tramonti occidentali”, storie di migranti nel libro di Giuseppe Tecce

Un barchino di migranti si ribalta alle porte di Lampedusa… Unica superstite la piccola Fatima che verrà “adottata” dal carabiniere Peppe Moccia ed accolta dalla comunità di Lampedusa. Una storia di accoglienza ed inclusione quella raccontata dallo scrittore sannita Giuseppe Tecce nel libro Tramonti occidentali, edito da Graus Edizioni, presentato alla Fondazione Campania Welfare, presieduta da Patrizia Stasi, al Parco San Laise nell’ex Base Nato di Bagnoli. Le letture sono state affidate all’attrice Ramona Tripodi.

Tramonti occidentali lascia il lettore a riflettere sulla natura delle relazioni umane e ad interrogarci su una questione di attualità molto delicata che è quella appunto dell’immigrazione. Il contrasto tra la speranza e la rassegnazione accompagna il lettore per tutta la durata del romanzo.È il primo di un ciclo di incontri che la Fondazione ha in programma con autori per approfondire proprio le tematiche di accoglienza ed inclusione, principi che sono fondanti anche per tutte le attività che la Fondazione organizza soprattutto per i giovani del territorio. Come evidenziato, nel corso dell’incontro, da Gavino Nuzzo Direttore Generale Fondazione Campania Welfare.

(Le interviste nel video allegato)

Protesta ex lavoratori Terme di Agnano: “Dal Comune solo promesse false”

Da 18 mesi senza stipendio, i 19 lavoratori di terme di Agnano Spa, società interamente partecipata dal Comune di Napoli, sono scesi in strada per protestare. Hanno bloccato la strada d’accesso alla struttura, impedendo ingresso e uscita, esponendo striscioni e lanciando accuse contro l’amministrazione.

LA VERTENZA DELLE TERME DI AGNANO

“Dal Comune solo incontri e promesse – denuncia Daniela Lampugnana, Rsa Si Cobas e dipendete delle Terme di Agnano – prima ci ha parlato di vendita all’Inail, poi ha spiegato che avrebbe alienato i terreni per pagare i nostri stipendi, infine ci ha richiesto di certificare le nostre competenze per ricollocarci. Allo stato solo promesse e nessuna concreta risposta. Solo il fatto che non percepiamo stipendi e non sappiamo più come andare avanti”.

TERME DI AGNANO IN LIQUIDAZIONE

Otto anni fa la Terme di Agnano Spa, sommersa da un mare di debiti, venne messa in liquidazione dall’allora Giunta de Magistris. Da allora un lungo calvario per i lavoratori, che non hanno più fiducia nelle promesse che ricevono. Dopo vari periodi di cassa integrazione, ora si limitano a recarsi al mattino in sede per firmar e poi devono tornare a casa perché non c’è attività per loro.

QUANTI LAVORATORI AVEVA TERME DI AGNANO?

“Questa situazione ha ingenerato il disfacimento dell’organico delle Terme di Agnano – ha spiegato Mimì Ercolano, coordinatrice provinciale Cobas -. C’erano 90 lavoratori ma nel corso del tempo questo numero è calato fino all’attuale organico composto da 19 persone. Noi stiamo spingendo per chiedere la ricollocazione di tutti, con una procedura collettiva, ma le difficoltà sono enormi. Lo scoglio più grande, naturalmente, è legato alla mole debitoria accumulata negli anni”.

 

(Le interviste nel video allegato)

Strage di Suviana, ritrovato anche il corpo di Vincenzo Garzillo

Anche il corpo dell’ultimo disperso, il 68 napoletano Vincenzo Garzillo, è stato recuperato dalle macerie della centrale idroelettrica di Bargi, sul lavo di Suviana. I sommozzatori lo hanno riportato alla superficie, si sta procedendo all’identificazione. Mancava solo lui all’appello.

IL DOLORE DELLA FAMIGLIA GARZILLO A PIANURA

Si è pregato e sperato nel quartiere di Pianura a Napoli. Non solo nel parco residenziale al cui interno si trova l’abitazione di Vincenzo Garzillo, l’ultimo dei dispersi della strage della centrale idroelettrica di Bargi, dove familiari e amici si sono stretti attorno alla moglie Patrizia Buonomo e alla figlia dell’uomo, Fara, mentre il fratello della giovane, Mario, si era recato a Suviana, in Emilia per seguire da vicino le fasi di ricerca. Questa mattina la notizia che nessuno voleva ricevere, la conferma del ritrovamento del corpo di Garzillo ha scosso infatti anche tutti i commercianti e gli altri residenti della zona che conoscevano lo scomparso. Dolore e commozione i sentimenti dominanti.

CHI ERA VINCENZO GARZILLO?

Vincenzo Garzillo era un esperto nella riattivazioni di macchinari delle centrali idroelettriche, tecnicamente un “commissioning manager”. Era in pensione da un anno, ma la sua grande competenza lo aveva portato a lavorare come consulente. Un esperto, dunque, che nonostante le sue conoscenze non è riuscito a sottrarsi alla morte in quel terribile inferno. Ex dipendente Enel, era partito martedì scorso di mattina da Napoli per Bologna da dove aveva noleggiato un’auto per raggiungere la centrale. Quando lavorava per Enel nella Centrale di Presenzano (Caserta) si occupava in particolare della riattivazione dei macchinari delle centrali idroelettriche. Compito che da un anno svolgeva per la Lab Engineering, ditta di Ortona (Chieti), che si occupa di metanodotti, impianti di perforazione e produzione di olio e gas, e di tecnologie innovative. Nella sua qualità di esperto è stato mandato a Suviana per supervisionare alle operazioni di riattivazione delle macchine.