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Omicidio avvocato Gassani, consegnata targa in sua memoria

Omicidio avvocato Gassani, consegnata targa in sua memoria

Nel giorno del 43° anniversario del suo assassinio da parte della NCO di Raffaele Cutolo, si è svolta, nel Salone di Rappresentanza del Consiglio Regionale della Campania un’iniziativa dedicata all’avvocato penalista e consigliere regionale del MSI, Dino Gassani. Figura di spicco del mondo forense Gassani non volle piegarsi alle minacce della camorra e volle difendere la propria dignità professionale fino a pagare questa scelta con la sua vita.

Tra i presenti la Presidente della Commissione Regionale Speciale Anticamorra e Beni confiscati, Carmela Rescigno.

Un gesto dovuto ricordare una vittima innocente come l’avvocato Gassani queste le parole del presidente del consiglio regionale Gennaro Oliviero.

Tra i primi costituenti della Regione Campania avendo contribuito alla scrittura dello Statuto, la figura di Gassani incarna in se la buona professione e la buona politica come sottolinea il dirigente di Lega, Salvatore Ronghi e il Presidente dell’Associazione “Centro Nazionale Sportivo Fiamma”, Antonio Arzillo.

(Interviste nel video allegato)

Test psicoattitudinali per magistrati, Gratteri: “Facciamoli anche per chi ha responsabilità di governo”

Test psicoattitudinali per magistrati, Gratteri: “Facciamoli anche per chi ha responsabilità di governo”

l Consiglio dei Ministri ha dato il via libera ai test psicoattitudinali per l’accesso alla professione dei magistrati dal 2026, decreto che ha visto le proteste dell’Associazione Nazionale Magistrati.

Il Procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, nel corso della conferenza stampa organizzata in occasione di due ordinanze notificate per altrettanti omicidi di Camorra, ha commentato così la decisione:

“Se vogliamo fare i test psicoattitudinali per tutti i settori apicali della pubblica amministrazione sono favorevole. Ma facciamoli anche per chi ha responsabilità di governo, facciamoli anche per chi ha responsabilità nella gestione della cosa pubblica. E dato che ci troviamo a fare i test psicoattitudinali facciamo anche il narcotest, facciamo anche l’alcol test. Perché uno che è sotto l’effetto di stupefacenti non solo può fare dei ragionamenti alterati, ma può anche essere sotto ricatto”.

Omicidi di Camorra, Gratteri: “Tecnologia fondamentale in questa indagine”

Omicidi di Camorra, Gratteri: “Tecnologia fondamentale in questa indagine”

Si chiude il cerchio attorno a due omicidi uno avvenuto 24 anni fa e un altro nel 2023. Le misure cautelari sono state eseguite stamane dai carabinieri del comando provinciale di Napoli.

Il primo omicidio riguarda un operaio di 26 anni, Giulio Giaccio, assassinato e sciolto nell’acido nel luglio del 2000. Secondo quanto emerso dalle indagini, Giaccio non era il reale obiettivo dei killer del Clan Polverino che lo scambiarono per un’altra persona-

Le misure cautelari sono state notificate oggi al termine di indagini coordinate dalla Dda. I destinatari dei provvedimenti sono Salvatore Simioli, Raffaele D’Alterio e Salvatore De Cristofaro. Altri tre killer – che al 26enne dissero che erano dei poliziotti – sono attualmente sotto processo per questo efferato omicidio.

Il secondo fatto di sangue riporta all’omicidio di Pasquale Manna, assassinato circa un anno fa in un agguato nel quartiere Ponticelli di Napoli. Manna, ritenuto reggente del clan Veneruso-Rea di Casalnuovo era in un distributore tentò disperatamente di fuggire in auto ma venne crivellato di colpi dai sicari. A illustrare le operazioni il procuratore di Napoli Nicola Gratteri.

SUI TEST PSICOATTUTUDINALI PER MAGISTRATI

A margine della conferenza stampa Gratteri ha anche commentato sui test psicoattitudinali per i magistrati.

(Intervista nel video allegato)

Geolier alla Federico II: “Non posso insegnare niente a nessuno, anzi posso solo imparare”

Geolier alla Federico II: “Non posso insegnare niente a nessuno, anzi posso solo imparare”

Le chiacchiere e le polemiche che hanno accompagnato l’organizzazione del dibatto tenutosi all’Università Federico II tra Geolier e gli studenti dell’ateneo sono sfumate in un caloroso applauso. Quello della platea universitaria, costituita da circa 500 giovani, che così ha accolto il rapper accompagnato dal rettore Matteo Lorito nell’aula magna della sede di Scampia della facoltà di Medicina.

Cappello in testa, tuta e occhiali fumè, Emanuele Palumbo, in arte Geolier dopo aver parlato delle difficoltà riscontrate all’inizio della sua carriera e del rapporto con la periferia, ha risposto alle domande poste dagli studenti specificando:

 “Qua dentro io non posso insegnare niente a nessuno, anzi posso solo imparare. Non è una lezione, ma una chiacchierata tra amici”.

Un faccia a faccia tra coetanei come ha spiegato il rettore dell’Ateneo: “Diciamolo chiaramente non è un un concerto, né una premiazione, né una lectio Magistralis. È un dibattito tra Emanuele e i suoi contemporanei”.

L’entusiasmo nelle parole degli studenti che hanno incontrato l’artista nel quale riescono a rispecchiarsi.

(Interviste nel video allegato)

Primo trimestre 2024, ecco il bilancio della Polfer

Primo trimestre 2024, ecco il bilancio della Polfer

Oltre 100.000 persone, di cui 16.423 con precedenti di polizia, 19 arrestati, 113 denunciati, 122 persone sottoposte a foto-segnalamento, 3 stranieri accompagnati al CPR. Questo il bilancio dell’attività dal primo gennaio ad oggi della Polizia Ferroviaria del Compartimento per la Campania nelle principali stazioni e a bordo treni. Dei 100.000 identificati, 45.000 sono stati identificati nella stazione di Napoli Centrale.

Gli arresti

Tra gli arrestati, sabato mattina, personale della squadra di polizia giudiziaria ha tratto in arresto un 25enne gambiano, con precedenti di polizia, per detenzione illecita di sostanze stupefacenti. I poliziotti, tempestivamente intervenuti, hanno bloccato, con non poche difficoltà, l’indagato trovandolo in possesso di 6 bustine di marijuana del peso di 8 grammi, 11 stecche di hashish del peso complessivo di 13 grammi e di 175,00 euro, chiaro provento dell’attività delittuosa.

Tra gli arresti di questo primo trimestre, il 12 febbraio scorso, gli agenti del Reparto Operativo di Napoli Centrale hanno notato un uomo che, alla loro vista, ha tentato di eludere il controllo ma è stato raggiunto e bloccato. Inoltre, dagli accertamenti di seguito esperiti, è emerso che il predetto, identificato per un 29enne francese, era destinatario di un mandato di arresto europeo.

Arresto nella stazione di Piazza Garibaldi

Ancora, lo scorso 15 marzo, personale del Reparto Operativo di Napoli Centrale, congiuntamente ad una pattuglia dell’Esercito Italiano, nell’ambito dell’operazione “Strade Sicure”, ha proceduto, nella Stazione di Napoli Garibaldi, all’arresto in flagranza per detenzione illecita di sostanze stupefacenti di un 34enne palermitano, con precedenti di polizia, poiché trovato in possesso di 94 panetti i di hashish per un peso complessivo di 10 kg e di 290 euro.

I controlli in tutte le stazioni campane saranno ulteriormente rafforzati in occasione delle feste pasquali e del maggior afflusso di viaggiatori e turisti.

Il Giudice sportivo assolve il calciatore Acerbi, con J.Jesus non fu razzismo

Scusate, abbiamo scherzato. Dopo settimane di polemiche, si conclude con un nulla di fatto l’episodio che ha visto il calciatore dell’Inter, Francesco Acerbi, urlare “negro” a J.Jesus del Napoli, durante una fase dell’incontro di campionato che ha visto le due squadre pareggiare per 1-1.  “Assenza di supporto probatorio e indiziario esterno, diretto e indiretto – le motivazioni del Giudice sportivo per l’assoluzione del nerazzurro. Il calciatore brasiliano del Napoli non potrà fare ricorso contro la decisione del tribunale.

Geolier, il cantante incontra gli studenti della Federico II

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Un incontro che ha generato polemiche sin dall’annuncio della sua organizzazione. Ed eccolo, finalmente, Geolier, mentre incontra i suoi coetanei che frequentano l’Università Federico II. Cappello sulla testa, tuta e occhiali fumè, il vincitore morale del festival di Sanremo sta partecipando in questo momento all’evento voluto dal Rettore, Matteo Lorito, per le celebrazioni del 800° anniversario della fondazione dell’ateneo. Assente il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, invitato dal Rettore per smorzare le polemiche innescate dalle frasi del magistrato sull’opportunità di far entrare in un’università pubblica un “modello negativo per i giovani”

Ischia, il Faro Punta Imperatore ispira l’artista non vedente

Ischia, il Faro Punta Imperatore ispira l’artista non vedente

Un tramonto, il mare, la luce della lanterna. Le finestre che affacciano sull’azzurro, le sfumature cromatiche dell’alba. Giacomo Pietoso ha potuto soltanto immaginare e s’è dunque lasciato trascinare da suoni e profumi, sensazioni e pensieri.
Così il soggiorno al Faro Punta Imperatore dell’artista non vedente, nei mesi scorsi, si traduce oggi in una serie di straordinari dipinti: un omaggio alla bellezza del luogo, attivo da 132 anni, tra i fari più antichi del Mediterraneo, che dallo scorso luglio si è trasformato in un accogliente resort, il primo in Italia della società tedesca Floatel GmbH, specializzata nella valorizzazione di fari in tutta Europa.

Da domenica 24 marzo le 17 opere di Pietoso sono esposte al Faro, che domina uno dei promontori di Forio, e che propone quattro camere esclusive, cui si accede attraverso un sentiero di 155 gradini.
“Credo che chi abbia la vista si perda nell’assoluto del dominio nel mare, qui invece i miei sensi sono stati letteralmente amplificati da mille sensazioni, dalle vibrazioni del vento, della pioggia, dell’aria. – racconta l’artista – La diversità è una ricchezza che non va sprecata e un luogo così poetico, dove il tempo sembra fermarsi, non poteva non alimentare il mio processo creativo”.

CHI E’ GIACOMO PIETOSO?

Nato ad Acerra, Giacomo Pietoso ha perso la vista nel 2008 a seguito di un grave incidente, che l’ha costretto a rinunciare alla sua carriera di poliziotto. “Ho trascorso un mese in coma, mi sono risvegliato in un centro riabilitativo. Ho provato in tutti i modi a recuperare la vista, ma i nervi ottici si erano atrofizzati. Per un attimo, sono morto. E alla fine ho visto l’incidente come un’opportunità: così ho ripreso in mano la mia vita attraverso una passione sopita, la scrittura, e una del tutto nuova, l’arte pittorica come forma di espressione della sua anima poetica”. La sua arte ha avuto riconoscimenti importanti, recensioni e prestigiose critiche d’arte.

Al Faro Punta Imperatore di Forio Pietoso ha dedicato, insieme alla serie di 17 dipinti che resteranno visibili nella struttura, anche un volume di poesie, che si intitola “Vieni al Faro” ed è edito dall’associazione “Colorando i Pensieri”, grazie alla sensibilità della presidente Monica Picardi, che con Anna Esposito è anche curatrice della mostra.

“Era un sogno da bambino quello di dormire in un faro. – racconta nell’introduzione – Dormire e poi svegliarmi in un faro per me era un po’ come abbracciare il mondo in un solo respiro. Ero già stato in un faro e l’aria che avevo respirato sembrava una dolce stregoneria di eterno, direi una cura per l’anima. Il sole, il vento, le stelle in un faro non si fermano soltanto su vestiti, ma ti attraversano l’anima e non ti lasciano più. Così durante la attesa del Natale ed il nuovo anno che arrivava avevo iniziato le ricerche per dormire in un faro e salutare il vecchio anno e abbracciare quello nuovo. Un’esperienza unica, forse irripetibile. Anche se qualche volta è tremenda la vita resta meravigliosa”.

“La storia di Giacomo Pietoso ci ha conquistati e sorpresi e la sua sensibilità, insieme all’esempio di una persona così vitale ed entusiasta, ci è sembrata perfettamente in linea con il progetto visionario del Faro Punta Imperatore, che in questi mesi ha attratto artisti e scrittori, attori e personalità di spicco, tutti egualmente motivati a ritrovare l’armonia con il mondo in un luogo di così forte identità, dove siamo riusciti a costruire percorsi di ospitalità di assoluto comfort preservando storia e identità del luogo”, sottolinea il direttore della struttura, Fabio Mattera, in sintonia con Tim Wittenbecher e Marc Nagel, founder di Floatel GmbH, la società che si è aggiudicata la concessione del Faro dall’Agenzia del Demanio per 50 anni.

Oggi le camere del Faro Punta Imperatore portano il nome dei venti (scirocco, grecale, maestrale e libeccio) e ospitano un massimo di otto ospiti. Il Faro ha anche un ristorante, “Lucì”, aperto alla clientela esterna (www.faroimperatore.de) e fa parte di una rete di “hotel faro” che abbraccia – tra gli altri – Faro Punta Cumplida sull’isola canaria di La Palma (www.farocumplida.de) e Hafenkran Hamburg (www.hafenkranhamburg.de).

Caso Juan Jesus, assolto Acerbi: per il giudice sportivo non fu razzismo

Caso Juan Jesus, assolto Acerbi: per il giudice sportivo non fu razzismo.

Il difensore dell’Inter non salterà nemmeno una partita. Leggendo la sentenza si evince chiaramente che Acerbi non ha ammesso di aver dato del “nergro” al difensore brasiliano del Napoli, pur raccontando di averlo offeso. Poiché nessuno tra gli ufficiali di gara, dall’arbitro al quarto uomo, ha sentito qualcosa, il giudice sportivo non ha condannato Acerbi. Juan Jesus, dal canto suo, ha confermato la versione dell’insulto razziale ma non è bastato.

LE MOTIVAZIONI DEL GIUDICE SPORTIVO

Il Giudice Sportivo,
Vista la decisione interlocutoria di cui al C.U. n. 192 del 19 marzo 2024, con cui, letto il referto del Direttore di gara, sono stati disposti approfondimenti istruttori, a cura della Procura federale, sentiti se del caso anche i diretti interessati, in ordine a quanto riportato nel referto stesso circa eventuali espressioni di discriminazione razziale proferite dal calciatore della Soc. Internazionale Francesco Acerbi nei confronti del calciatore della Soc. Napoli Juan Guilherme Nunes Jesus;

Vista la documentazione pervenuta dalla Procura Federale, in particolare i verbali di audizione dei diretti interessati, compreso il video dello scontro di gioco depositato dal calciatore Juan Jesus, nonché lo stralcio della registrazione dei pertinenti colloqui Arbitro/Sala VAR;

Sentito il Direttore di gara sullo svolgersi dei fatti in campo;

Ritenuto di dover premettere che l’odierno procedimento si è incardinato presso il Giudice sportivo nazionale a norma degli artt. 65, 66 e 68 CGS, sulla base dunque delle risultanze dei documenti ufficiali e in particolare di quanto riportato nel referto del Direttore di gara circa gli accadimenti in campo al minuto 13° del secondo tempo di gara, puntualmente rappresentati dall’Arbitro medesimo, che riferiva in particolare: quanto segnalatogli dal calciatore Juan Jesus circa le presunte espressioni offensive di discriminazione razziale da parte del calciatore Francesco Acerbi; la piena disponibilità manifestata dall’Arbitro stesso per ogni eventuale e conseguente decisione; l’interruzione del gioco al fine di consentire un chiarimento tra i calciatori; la ripresa del gioco infine (dopo un’interruzione durata circa un minuto e trenta secondi) in seguito al confronto tra i calciatori e non avendo espresso il calciatore Juan Jesus alcun dissenso al riguardo;

Rilevato che la sequenza dei fatti in campo, ricostruita in base ai documenti ufficiali, con l’ausilio del Direttore di gara e comunque visibile in video, muovendo necessariamente dallo scontro di gioco e dall’atto del proferimento di alcune parole da parte dell’Acerbi nei confronti di Juan Jesus è sicuramente compatibile con l’espressione di offese rivolte, peraltro non platealmente (con modalità tali cioè da non essere percepite dagli altri calciatori in campo, dagli Ufficiali di gara o dai rappresentanti della Procura a bordo del recinto di giuoco), dal calciatore interista, e non disconosciute nel loro tenore offensivo e minaccioso dal medesimo “offendente”, il cui contenuto discriminatorio però, senza che per questo venga messa in discussione la buona fede del calciatore della Soc. Napoli, risulta essere stato percepito dal solo calciatore “offeso” (Juan Jesus), senza dunque il supporto di alcun riscontro probatorio esterno, che sia audio, video e finanche testimoniale;

Rilevato, altresì, che la condotta discriminatoria, per la sua intrinseca gravità e intollerabilità, perdipiù quando riferita alla razza, al colore della pelle o alla religione della persona, deve essere sanzionata con la massima severità a norma del Codice di giustizia sportiva e delle norme internazionali sportive, ma occorre nondimeno, e a fortiori, che l’irrogazione di sanzioni così gravose sia corrispondentemente assistita da un benché minimo corredo probatorio, o quanto meno da indizi gravi, precisi e concordanti in modo da raggiungere al riguardo una ragionevole certezza (cfr. per tutte Corte federale d’appello, SS.UU., 11 maggio 2021, n. 105);

Rilevato che nella fattispecie la sequenza degli avvenimenti e il contesto dei comportamenti è teoricamente compatibile anche con una diversa ricostruzione dei fatti, essendo raggiunta sicuramente la prova dell’offesa ma rimanendo il contenuto gravemente discriminatorio confinato alle parole del soggetto offeso, senza alcun ulteriore supporto probatorio e indiziario esterno, diretto e indiretto, anche di tipo testimoniale;

Ritenuto pertanto che non si raggiunge nella fattispecie il livello minimo di ragionevole certezza circa il contenuto sicuramente discriminatorio dell’offesa recata

P.Q.M.

di non applicare le sanzioni previste dall’art. 28 CGS nei confronti del calciatore Francesco Acerbi (Soc. Internazionale).

Il Giudice Sportivo: dott. Gerardo Mastrandrea”.

Scuola e Sport, ministro Abodi incontra studenti del “Morante” di Scampia

Ha scelto il caso Acerbi Juan Jesus il ministro dello Sport Gugliemo Abodi per far breccia nell’attenzione degli studenti del liceo Elsa Morante di Scampia, protagonisti questa mattina di un evento organizzato da una nota tv satellitare. L’attualità per introdurre gli argomenti al centro dell’incontro: l’importanza dello sport nell’educazione dei giovani della società digitalizzata e i valori che possono diventare per loro occasione di crescita personale e inclusione sociale. Soprattutto in un contesto di un quartiere dal passato difficile come Scampia, ma con un futuro da costruire

L’INTERVENTO SULLO STADIO A BAGNOLI

Sollecitato dai giornalisti, a margine dell’evento, il ministro dello Sport è poi intervenuto su una querelle, che sta molto a cuore ai napoletani: la spaccatura tra sindaco e De Laurentiis sulla possibilità di trasferire a Bagnoli lo stadio Maradona