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Galleria Umberto I, allarme rosso degrado e vandalismo

Periodicamente, quando si registrano risse, ferimenti, atti di vandalismo, torna d’attualità il tema della sicurezza nella Galleria Umberto I di Napoli. Il Prefetto di Napoli, Claudio Palomba, l’anno scorso, provò attraverso numerosi tavoli di confronto in Prefettura e poi con la firma di un protocollo d’intesa, a coinvolgere privati ed altre istituzioni per assicurare sicurezza e decoro a questa zona.

NONOSTANTE LE BELLE INTENZIONI IL PROBLEMA PERSISTE

Nonostante le belle intenzioni e un fiume di chiacchiere, compreso la firma a favore di telecamere da parte di tantissime realtà, a sostenere la spesa per i vigilantes notturni, furono solo l’associazione datoriale Aicast e Intesa SanPaolo a investire realmente. Per un periodo di sei mesi venne finanziata la permanenza di due vigilanti dalle 20 alle 6 del mattino, per assicurare tranquillità sia ai commercianti che agli abitanti.

Finito il periodo, quando sarebbero dovuti subentrare gli altri firmatari dell’accordo nelle spese, tutto svanì nel nulla. Tra le prime istituzioni a proporre interventi fattivi, anche il finanziamento di un sistema di sorveglianza in Galleria, ci fu la Camera di Commercio di Napoli. Il Presidente Fiola si rese disponibile a predisporre un finanziamento ad hoc, ma dopo numerose riunioni emersero difficoltà burocratiche da parte di chi avrebbe dovuto ricevere questa donazione per procedere all’installazione o al potenziamento del servizio.

LITIGIOSITA’ DEI CONDOMINI SULLA QUESTIONE DECORO E MANUTENZIONE

Poi c’è il tema della litigiosità dei condomini, molti dei quali ritengono he sicurezza, decoro e manutenzione della Galleria, debbano essere attribuiti solo alle istituzioni, Comune su tutti. Pertanto le numerose riunioni nella sede della Camera di Commercio, si risolsero in una sorta di bagarre amministrativa, dove gli amministratori dei condomini da un lato chiedevano sicurezza ma dall’altro evidenziavano la mancanza di volontà degli abitanti di autotassarsi per instituire la sorveglia.

In queste ore il Prefetto pare rivoglia convocare il tavolo. Basterebbe mettere in mora chi ha firmato il protocollo e poi si è sottratto agli impegni, per chiarezza nei confronti delle città e per inchiodare chi dice sciocchezze alle sue responsabilità.

“Le mogli hanno sempre ragione”, il libro di Luca Bianchini

Tappa campana per Luca Bianchini, scrittore di numerosi successi editi da Mondadori. A Nocera Inferiore, nell’ambito delle iniziative del Maggio della Cultura promosso dal giornale Insieme e dal museo diocesano San Prisco, ha presentato il best seller “Le mogli hanno sempre ragione”.

POLIGNANO A MARE SI TINGE DI GIALLO TRA LE PAGINE DEL LIBRO

Il giallo è ambientato a Polignano a Mare, in Puglia, location tra le preferite di Bianchini per dare vita ai suoi personaggi. La storia ha per protagonista il maresciallo Gino Clemente, con il desiderio di andare presto in pensione. Dopo anni passati lontano da casa, viene finalmente trasferito nel suo paese d’origine, Polignano a Mare, appunto, a ridosso della festa patronale di San Vito che dà inizio all’estate.

L’assassinio di Adoración, la tata tuttofare della famiglia Scagliusi, mina la corsa verso il riposo. Nel pieno della notte di San Vito, il maresciallo si troverà ad affrontare un po’ controvoglia la sua prima vera indagine. Ad aiutarlo nell’impresa ci penseranno la brigadiera Agata De Razza, salentina dai capelli ricci e dalla polemica facile, e l’appuntato Perrucci, il carabiniere più sexy del barese, oltre naturalmente al suo fiuto, a quello del suo cane Brinkley e ai consigli disinteressati della moglie.

Tra canzoni stonate, melanzane alla parmigiana, segreti inconfessabili e voci di paese in cui tutti parlano e nessuno dice, Luca Bianchini scrive una commedia esilarante e ci fa vivere nella sua amata Polignano una nuova avventura ricca di colpi di scena.

ALLA SCOPERTA DI LUCA BIANCHINI

Il romanzo è l’ultimo dei numerosi successi di Bianchini che firmato la biografia di Eros Ramazzotti, “Eros – Lo giuro”; “Io che amo solo te”, “La cena di Natale” e “Nessuno come noi”, da cui sono stati tratti tre film.

Ha condotto trasmissioni radiofoniche e collabora con programmi televisivi.

Durante l’incontro nocerino ha parlato del rapporto con la Campania e Napoli e del prossimo romanzo in preparazione per Mondadori.

Benitez a “The Coaches Voice”: “Sono pronto a tornare”

Bookmakers avvertiti: cambiate le quote sul prossimo allenatore del Napoli. Lo spagnolo sta prenotando il volo per Capodichino. O quasi, a sentire le sue parole rilasciate al sito specializzato “The Coaches Voice”.

L’ex allenatore-manager afferma: “Il calcio continua sempre a cambiare e io sin da quando ho lasciato l’Everton del 2022 continuo a studiare i mutamenti. Sono pronto per nuove sfide, dovunque mi portino”.

BENITEZ SFOGLIA L’ALBUM DEI RICORDI E SI DICE PRONTO PER NUOVE SFIDE

Benitez narra al sito la sua storia sin da quando veniva in Italia da giovane a “studiare il calcio di Arrigo Sacchi, Fabio Capello e Claudio Ranieri”.

Poi parla della sua carriera e della famosa finale di Champions League del 2005. Quando rimontò nella ripresa al 3-0 del Milan nel primo tempo e vinse poi ai rigori e della vittoria dell’Europa League con il Chelsea.

L’EX ALLENATORE PARLA DELLA RICOSTRUZIONE DELLA SQUADRA DOPO LA VENDITA DI CAVANI

E naturalmente si intrattiene sul periodo napoletano: “Il presidente del club – racconta – voleva ricostruire la squadra dopo aver venduto Cavani al Psg. Fu una grande sfida. Prendemmo Higuain, Albiol, Mertens, Callejon, Reina, Zapata e poi a gennaio Jorginho e Ghoulam. Erano anni in cui la Juventus vinceva tutto ma riuscimmo a conquistare la Coppa Italia nel 2014 e poi vincemmo anche la Supercoppa. i successi portarono risultati forti anche nella crescita dei giocatori, prendemmo Koulibaly, per 7 milioni dal Genk, che poi anni dopo il Napoli ha venduto ad altissimo prezzo. Ma tutta la squadra di allora era cresciuta: Higuain era costato 40 miliomi e venne venduto per 90 alla Juventus, molti giocatori salirono di prezzo nella vendita”.

Scarpe griffate contraffatte, sequestro in outlet a Mercogliano

La Guardia di Finanza, nel corso di un’operazione finalizzata al contrasto degli illeciti in materia di contraffazione e falso Made in Italy, ha eseguito il sequestro presso un noto outlet di Mercogliano di 70 paia di calzature recanti il marchio “GOLDEN GOOSE”.

SEQUESTRATE 70 PAIA DI SCARPE DEL BRAND GOLDEN GOOSE

Grazie ad una segnalazione del Nucleo Speciale Beni e Servizi della Guardia di Finanza di Roma, è stato possibile rilevare che le calzature commercializzate come originali, a prezzi molto concorrenziali, erano di fatto contraffatte. E di scarsa qualità, nonostante recassero fedelmente il marchio ed i segni del brand.

Le calzature rinvenute sono state poste sotto sequestro e il titolare dell’esercizio commerciale è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Avellino per commercio di prodotti con segni falsi (art. 474 del codice penale), reato punito con la reclusione fino a due anni e con la multa fino a 20 mila euro.

Vigile aggredito da immigrato, Manfredi: “Ha sparato per legittima difesa”

.Vigile aggredito da immigrato, Manfredi: “Ha sparato per legittima difesa”. Il Sindaco di Napoli prende posizione sulla sparatoria davanti al Duomo. “Non conosco i dettagli – dice Manfredi – ma da quanto mi è stato riferito c’è stata un’aggressione molto violenta con una spranga di ferro che ha ferito in maniera significativa il nostro agente. Il senza fissa dimora stava continuando nell’aggressione e lui si è difeso. Quindi è una difesa legittima e noi dobbiamo tutelare i nostri uomini delle forze dell’ordine e della polizia municipale che più di una volta sono stati aggrediti nell’esercizio delle loro funzioni”.

LA RICOSTRUZIONE DEL COMUNE DI NAPOLI

Secondo il Comune di Napoli, l’agente dell’unità di Polizia Locale TESM (Tutela Emergenze Sociali e Minori) sarebbe stato aggredito da un senza fissa dimora nordafricano invitato ad allontanarsi per consentire la pulizia dei luoghi. Il luogotenente Salvatore Ruoppolo, di 63 anni, sarebbe stato ferito alla testa e all’occhio sinistro con l’utilizzo di una spranga di ferro. L’agente per difendersi ha sparato alcuni colpi e ferito l’aggressore alla gamba prima di accasciarsi al suolo in una pozza di sangue. Immediato l’intervento degli operatori presenti, anche numerosi passanti hanno cercato di fermare l’immigrato, che benché ferito ha continuato ad aggredire l’agente, fino all’intervento dei militari dell’Esercito e degli agenti di Polizia che hanno effettuato il fermo. Entrambi i feriti sono stati trasportati in ospedale; all’agente sono state riscontrate fratture multiple ad entrambi gli arti superiori, un occhio tumefatto, applicati diversi punti di sutura al cranio ed è sottoposto ad ulteriori accertamenti.

Scudetto, Poste Italiane mette in vendita medaglia celebrativa

Arriva la medaglia scudetto da collezione realizzata da Poste Italiane. Il prodotto dal costo di 150 euro è realizzato dal maestro incisore della Zecca di Stato Valerio De Seta. La medaglia prenotabile presso gli uffici postali ed è a tiratura illimitata. E pesa 18 grammi, ha un diametro di 32 millimetri ed è custodito in un astuccio con scatola personalizzata e certificato di garanzia.

PRENOTABILE PRESSO TUTTI GLI UFFICI POSTALI

Sul dritto è impresso il logo della Società Sportiva Calcio Napoli con gli anni della stagione in corso, “2022-2023”. E attorniato da una corona con la scritta “SSC NAPOLI CAMPIONE D’ITALIA” e lo scudetto tricolore.

IL COSTO E’ DI 150 EURO

Sul rovescio, un’immagine di tifosi che festeggiano lo scudetto conquistato in un tipico vicolo napoletano, a rappresentare il forte legame della città con il club.

Questa medaglia celebrativa, che segue quelle coniate per gli altri titoli conquistati dal Napoli, secondo Poste Italiane, testimonia l’importanza del club partenopeo nella storia del calcio italiano e anticipa l’emissione del francobollo ordinario della serie tematica “Lo Sport” dedicato alla squadra vincitrice del campionato di calcio di Serie A e previsto per il mese di giugno.

Un teatro all’improvviso: sipario per TheAtri al centro storico

Un teatro all’improvviso. È spuntato così, senza grandi annunci e tagli di nastro, nell’oceano di friggitorie e fast food del centro storico di Napoli.

Un’inversione di tendenza nella zona dei decumani, vittima della cosiddetta gentrificazione e dove, il turismo di massa, ha determinato negli ultimi anni la sostituzione di vecchie botteghe e storici negozi con grandi catene del food o piccole cucine gestite da poche persone. Alla giusta distanza dal mare di tavolini, son spuntate 55 poltroncine e un boccascena, con un camerino per gli artisti e un retropalco che richiamano scenografie eduardiane.

PRESIDIO DI CULTURA NAPOLETANA IN UN TIPICO BASSO

In un tipico basso, in via Atri, decumano superiore. TheAtri il nome del piccolo presidio di cultura napoletana, un gioco di parole anglo partenopeo, frutto di un’idea dei tre amici artisti che hanno deciso che il cuore di Napoli andava rianimato con canzone musica e teatro locali: Alan de Luca, Francesco Palmieri e Marco Amoroso.

THEATRI SARA’ ANCHE UN’ACCADEMIA D’ARTE

Incanto napoletano lo spettacolo inaugurale, un repertorio della canzone napoletana tra il 700″ e il 900″ con cambi d’abito e coreografie tradizionale, ma Theatri sarà anche un’accademia d’arte dove i giovani del quartiere potranno partecipare ai corsi di musica e teatro organizzati presso la struttura.

 Buche, assicurazioni e targhe estere: Comune sotto accusa

Gestione delle risorse pubbliche da parte dell’amministrazione comunale di Napoli: un esposto per fare luce su una serie di attività di competenza di Palazzo San Giacomo.

L’avvocato Riccardo Vizzino, con studio legale in città, ha presentato una denuncia presso la Procura della Repubblica al Tribunale Ordinario di Napoli, mettendo in luce una serie di irregolarità che riguardano la gestione delle risorse pubbliche e la tutela dei cittadini.

Il primo punto sollevato riguarda il pessimo stato delle strade, caratterizzate da un manto stradale disastrato. L’incuria e la mancanza di una tempestiva manutenzione hanno creato una situazione insostenibile, resa ancora più grave dalle avverse condizioni climatiche degli ultimi giorni. Nel solo centro storico di Napoli, si contano oltre 18 mila buche, un numero allarmante che rappresenta un pericolo per la sicurezza stradale e arreca disagi ai cittadini.

PESSIMA MANUTENZIONE DEL MANTO STRADALE

Secondo l’avvocato Vizzino, questa situazione potrebbe configurare il reato di rifiuto di atti di ufficio o omissione da parte degli amministratori pubblici, come previsto dall’articolo 328 del codice penale. La mancanza di risposte alle richieste di intervento da parte dei cittadini e l’assenza di gare d’appalto per la manutenzione stradale sono elementi che aggravano la responsabilità dell’amministrazione comunale.

Un’altra grave problematica riguarda la mancata stipulazione di polizze assicurative per la responsabilità civile del Comune di Napoli nei confronti dei terzi. Ciò causa un pregiudizio significativo per i cittadini che vantano un diritto di credito nei confronti dell’ente. Spesso, le persone che ottengono una sentenza favorevole in un giudizio risarcitorio si trovano nell’impossibilità di riscuotere le somme dovute, a causa della mancanza di una copertura assicurativa o dei ritardi nei pagamenti.

OBIETTIVO LA SICUREZZA DELLA VIABILITA’: CENSITE 18 MILA BUCHE

Il legale richiede un’indagine approfondita sulle operazioni e sulla gestione delle risorse economiche del Comune di Napoli, al fine di accertare la responsabilità e la congruità delle attività dell’amministrazione. È necessario verificare la presenza di vizi, danneggiamenti e pericoli sulle strade, nonché promuovere interventi di manutenzione ordinaria per garantire la sicurezza della viabilità.

ABUSO DI TARGHE STRANIERE A NAPOLI

Un ulteriore aspetto sollevato riguarda l’abuso nell’uso di targhe straniere da parte dei cittadini napoletani. Molte persone utilizzano targhe bulgare e polacche per eludere la legge, evitando il pagamento delle tasse, dell’assicurazione, del bollo e della revisione. Questa pratica illecita non solo danneggia gli interessi nazionali, ma comporta anche un vuoto di responsabilità civile in caso di incidenti stradali, poiché la legge non prevede

che tali veicoli siano coperti da un’assicurazione valida e che i loro conducenti siano pienamente responsabili delle conseguenze dei loro atti.

L’avvocato Vizzino ha sottolineato che l’impiego di tali tattiche evasive rappresenta una grave violazione delle norme di legge e un danno per la collettività. Ha quindi chiesto alle autorità competenti di intensificare i controlli e di adottare misure più rigorose per contrastare questa pratica illecita.

Pedofilia, arrestato un professore di religione

Un insegnante di religione di 46 anni è stato arrestato a Tivoli con l’accusa di pedofilia.

La Procura laziale ha formulato l’accusa di violenza sessuale ai danni di quattro ragazzi, all’epoca dei fatti, di età compresa tra i 10 e i 15 anni. Secondo quanto riportato dal Procuratore di Tivoli, Francesco Menditto, le violenze si sarebbero protratte per anni.

Nella nota del Procuratore si specifica che l’indagato avrebbe creato una relazione di fiducia e amicizia con i minori e i loro genitori, sfruttando tale fiducia per commettere violenze sessuali. In particolare, sembra che abbia approfittato di gite organizzate in collaborazione con associazioni educative, anche di carattere religioso, di cui faceva parte. Gli abusi sarebbero avvenuti principalmente nella zona di Tivoli, ma anche in altre località italiane.

Tuttavia, gli abusi accertati potrebbero rappresentare solo la punta dell’iceberg. La Procura di Tivoli ha annunciato la programmazione di una conferenza stampa per dare risalto all’indagine e per “raccogliere eventuali segnalazioni in ordine a fatti analoghi o in contesti analoghi, di competenza di questa Procura”. Si sottolinea la reiterazione delle violenze in diversi luoghi e ai danni di più minori, nonché il fatto che le vittime o i loro genitori avevano confidato o segnalato diverse condotte senza che queste emergessero, a causa di un clima di sostanziale diffidenza verso le vittime.

Pizzo a caseifici nel casertano, arrestate dieci persone

Estorsioni e ricatti continuati, perpetrati ai danni di piccole attività commerciali, sono stati scoperti grazie all’indagine condotta dai carabinieri di Casal di Principe. E sotto la coordinazione della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. L’operazione ha portato all’arresto di dieci persone. Tutte accusate di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Cinque di loro sono finite in carcere. Mentre le restanti si trovano ai domiciliari, su disposizione del Gip del tribunale di Napoli.

TRA GLI ARRESTATI EX MEMBRI DEL CLAN DEI CASALESI

Tra gli arrestati, un ruolo di spicco è stato attribuito a Mario De Luca, 54 anni. Figlio di un membro importante del clan Bidognetti, e già arrestato in passato per collusione con il clan dei Casalesi. Insieme a lui, è stato incarcerato il nipote Raffaele Antonio, 42 anni, mentre per il fratello di Mario, Antonio, 46 anni, sono stati disposti gli arresti domiciliari. È stato proprio Mario De Luca a creare il gruppo criminale, approfittando della mancanza di un clan di riferimento nel territorio, poiché i Casalesi e le altre fazioni mafiose erano stati decimati dagli arresti e dai pentimenti.

LE ESTORSIONI ERANO QUASI QUOTIDIANE NEI PICCOLI ESERCIZI COMMERCIALI

Ciò che ha colpito particolarmente gli investigatori è stata la frequenza delle estorsioni commesse da De Luca e dai suoi complici. A differenza dei ricatti stagionali che solitamente avvengono in occasione di festività come Pasqua, Natale e Ferragosto, in questo caso le estorsioni erano quasi quotidiane. Le vittime erano piccole attività commerciali che non potevano permettersi di pagare la somma richiesta come “canone” del pizzo. In particolare, un minimarket e un caseificio sono stati presi di mira dal gruppo criminale, che costantemente prelevava generi alimentari e mozzarelle di bufala, arrecando ulteriori danni alle vittime.

Le indagini hanno rivelato che sono state consumate sei estorsioni in totale, coinvolgendo diverse località tra Casal di Principe, Teverola, Frignano, San Cipriano d’Aversa, Marcianise e Castel Volturno. Nonostante la frequenza degli attacchi, nessuna delle vittime ha denunciato, evidenziando la paura e l’intimidazione generate dall’azione del gruppo criminale.