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Follia a Portici, rissa in strada con calci e pugni

L’ennesima vergognosa rissa tra ragazzi, che violano il coprifuoco, e si pestano a sangue. E’ l’ultimo video virale registrato da un cellulare di un cittadino di Portici e postata sui social che in poche ore ha creato imbarazzo e indignazione.

Cinquanta secondi di pura follia e violenza arrivano da Portici che testimoniano un pestaggio in piena regola con pugni al volto, calci nello stomaco rifilati a un uomo finito a terra.

E ancora le grida, gli insulti, le minacce. Scenario una delle strade che portano a piazza Poli, epicentro della movida vesuviana. Un luogo di ritrovo per i tanti giovani della zona, nonostante le restrizioni imposte per fronteggiare la pandemia.

Sono le 23.30 di sabato sera. Un filmato finito anche nelle mani dei carabinieri che hanno aperto un’indagine sulla vicenda. Nessuno, infatti, ha sporto denuncia o allertato le forze dell’ordine mentre era in corso lo scontro.

Al vaglio dei militari dell’Arma ci sono però anche i filmati ripresi da altre telecamere della zona, comprese quelle della videosorveglianza comunale.

Il Vesuviano, precisamente Ercolano già mesi fa fu scenario la scorsa estate di un’altra maxi rissa scoppiata a causa di uno sguardo di troppo verso una ragazzina. Quella volta a darsela di santa ragione furono dei minorenni.

Ma la deriva violenta negli ultimi tempi sembra non fermarsi. E’ di pochi giorni fa il pestaggio a un ragazzo trans gender a Torre del Greco.

Il video riprende due ragazzi inseguirlo e prenderlo a calci. Nelle ultime ore sarebbero stati individuati dai carabinieri.

E la notte tra sabato e domenica Piazza Mercato a Napoli è stata scenario di un rodeo di auto e motorini.

Circa 100 mezzi hanno strombazzato e rombato al centro del piazzale da poco restaurato per sfidare le forze dell’ordine accorse sul luogo.

Al vaglio degli inquirenti i filmati della videosorveglianza per risalire alle targhe dei mezzi.

Diego Maradona e le sue città: il 15 febbraio all’Instituto Cervantes di Napoli incontro/conferenza con il filosofo spagnolo Daniel Gamper

Buenos Aires, Barcellona, Napoli. Tre città per le quali è passato l’indimenticabile Diego Armando Maradona. La sua esperienza nel Barcellona prima e soprattutto nel Napoli poi, ci dice molto su questi luoghi, così come sul distinto ruolo che svolgono queste squadre di calcio nella società contemporanea. Un fenomeno culturale e sociale che va oltre lo sport.

Il filosofo spagnolo Daniel Gamper, in dialogo con Marco Ottaiano – docente di Letteratura spagnola e Traduzione dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” – terrà una interessante conferenza dedicata a Maradona e alle sue città, in diretta streaming lunedì 15 febbraio alle ore 18 all’Instituto Cervantes di Napoli.

Professore di filosofia morale e politica dell’Università Autonoma di Barcellona, premio Anagrama per il saggio “Las mejores palabras” oltre che visiting professor del Suor Orsola Benincasa di Napoli, Daniel Gamper è anche pronipote del fondatore del Bacellona. Il suo bisnonno Hans-Max Gamper Haessig, noto anche come Joan Gamper, è stato infatti il fondatore nel 1899 del Futbol Club Barcelona, oltre che giocatore della stessa squadra realizzando più di 100 goal.

Daniel Gamper e Marco Ottaiano, introdotti da Ferran Ferrando Melià direttore dell’Instituto Cervantes di Napoli, racconteranno Maradona attraverso le città che lo hanno acclamato come calciatore e vissuto come mito. Grazie alla lente ironica e distaccata della filosofia accompagnata dalla fede passionale del tifoso.

Il pibe de oro rappresenta la chiave di lettura per capire cos’è il calcio come sport: esperienza individuale, agglutinante sociale, potere economico, arte, circo alienante e tanto altro ancora. Dalla pelota, passando per le regole del gioco e le partite più avvincenti che scandiscono lo scorrere delle stagioni e degli anni, fino ai giocatori e alle squadre le cui fotografie sono appese alle pareti di milioni di bar e nelle camerette dei bambini. Il calcio è tutto per molti individui, soprattutto in certi luoghi del mondo.

Il fenomeno calcio risulta essere un elemento centrale della cultura popolare, opportunisticamente manipolato e celebrato dai mezzi di comunicazione, a Napoli quanto a Barcellona e Buenos Aires.

L’incontro/conferenza “Diego Maradona e le sue città” si terrà online tramite la piattaforma Zoom con traduzione simultanea, per accedervi bisogna richiedere link e password all’indirizzo di posta elettronica: cultnap@cervantes.es.

Sigarette contrabbando, Guardia di Finanza ne sequestra 440 chili su A3

Hanno notato un furgone lanciato a forte velocità nei pressi dell’uscita del casello autostradale di Torre Annunziata nord dell’A3. Hanno fermato il mezzo e scoperto che a bordo trasportava un ingente quantitativo di sigarette di contrabbando.

Per questo motivo il comando provinciale della Guardia di Finanza di Napoli ha tratto in arresto un pluripregiudicato di 62 anni (del quale non sono state fornite altre generalità), napoletano residente a Trentola Ducenta (Caserta), già conosciuto per precedenti episodi di contrabbando, ricettazione, truffa e reati economico-finanziari.

Ad eseguire l’operazione, che ha portato al sequestrato di 440 chilogrammi di sigarette di contrabbando, sono stati gli uomini del Gruppo pronto impiego che, durante l’attività di controllo economico del territorio, hanno notato il furgone. Il tempestivo intervento della pattuglia in servizio e la successiva ispezione del veicolo commerciale hanno portato alla scoperta nel vano, sistemato in diversi teli di plastica di colore nero, del carico di sigarette di contrabbando del marchio Chesterfield.

L’operazione portata a termine a Torre Annunziata conferma come la provincia di Napoli sia un importante ”hub” di transito dei tabacchi lavorati esteri verso altre città, oltre ad essere zona di consumo particolarmente radicato. Basti pensare che nel corso del 2020 il comando provinciale della Guardia di Finanza di Napoli ha effettuato 937 interventi, sequestrato quasi 32 tonnellate di tabacchi, 38 mezzi di trasporto, denunciando 774 persone, di cui sono 84 sono state tratte in arresto.

Il Liceo Scientifico “Severi” di Castellammare di Stabia ospita il roadshow #siisaggioguidasicuro

Da oggi oltre 280 studenti e 10 docenti parteciperanno alle lezioni in didattica a distanza (DAD) sulla sicurezza stradale del progetto #siisaggioguidasicuro promosso dall’Associazione Meridiani. Gli incontri – che hanno il fine di compartecipare con i giovani i princìpi della guida corretta, di quella che è la base della educazione “civica” cioè la comprensione del valore che è offerto dal comune rispetto delle “regole” – saranno animati dal vicepresidente dell’Associazione Meridiani Ada Minieri, da Nicola Montesano responsabile Struttura Territoriale Anas Campania e Valentino Mariniello vice questore della Polizia di Stato, con la collaborazione di Cinzia Filosa, referente di Istituto e funzione strumentale del “Severi”.

L’educazione stradale è una delle priorità del programma che il Ministero dell’Istruzione ha perfezionato per promuovere tra i giovani la cultura della sicurezza sulla strada come modulo al trasversale rapporto dei saperi per la formazione ad una cittadinanza attiva e responsabile. Le nuove linee d’indirizzo dell’Educazione civica, previste per le scuole secondarie, sottolineano espressamente come il rispetto delle regole condivise sia essenziale alla formazione efficace dell’uomo e del cittadino. Un metodo che l’Associazione Meridiani promuove da anni con il progetto sulla sicurezza stradale #siisaggioguidasicuro ed è per questo motivo che ho aderto all’invito dell’Associazione Meridiani” ha dichiarato Elena Cavaliere dirigente scolastico del Liceo “Severi”.

È questa, difatti, l’ottava edizione del laborioso impegno che ha profuso l’Associazione Meridiani, in collaborazione con la Regione Campania, l’Università Federico II, l’Ordine degli Ingegneri di Napoli, la Polizia Stradale, l’Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza, i Corpi di Polizia locale, le Forze Armate, l’Anas, la Tangenziale di Napoli, l’Associazione Nazionale dei Vigili del Fuoco, tante aziende e con la media partnership della Rai, che nel corso degli anni hanno partecipato allo sforzo economico di sostegno, per coinvolgere i giovani nel convincimento che prevenire gli incidenti guidando responsabilmente è essenziale per salvaguardare la propria ed altrui incolumità e per una concretizzare una corretta vita sociale.

Gli incontri hanno preso il via con il saluto del Prefetto di Napoli Marco Valentini, che con un videomessaggio ha esortato gli studenti alla guida responsabile e al rispetto delle regole, sostenendo che sono i giovani che devono promuovere comportamenti responsabili per prevenire gli incidenti stradali e ridurre la gravità dei loro esiti.

Il progetto #siisaggioguidasicuro si articola in tre fasi: un’attività di formazione; l’elaborazione di progetti da parte degli studenti che partecipano attivamente al Concorso di Idee – Inventa una soluzione per la sicurezza stradale! che terminerà il prossimo il 26 marzo e la manifestazione conclusiva, con l’allestimento del <<Villaggio Sii Saggio, Guida Sicuro>> che si terrà il prossimo 21 aprile presso il Centro Don Bosco di Napoli, dove assieme alla premiazione dei migliori elaborati, saranno diffusi gadget e materiali informativi/divulgativi.

Numerosi i personaggi del mondo delle istituzioni, spettacolo, sport e cultura che con il loro videomessaggio, visionabile sulle pagine social dell’Associazione Meridiani, hanno aderito al #siisaggioguidasicuro.

Spaccio di droga nel Salernitano, smantellata organizzazione

Smantellata un’organizzazione criminale dedita al traffico illecito di sostanze stupefacenti, radicata su tutto il territorio di Salerno e provincia, con ramificazioni anche nell’hinterland napoletano. L’operazione, tuttora in corso, è condotta dalla Squadra Mobile di Salerno su delega della Procura Distrettuale della Repubblica di Salerno.

L’attività di spaccio dell’organizzazione non si è fermata neanche durante il periodo del lockdown ed in presenza delle misure di contenimento adottate per la prevenzione ed il contrasto alla diffusione del covid.

La Squadra Mobile di Salerno sta eseguendo una ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Salerno, nei confronti di 45 indagati, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti.

Camorra, scarcerati i tre nipoti del boss Michele Zagaria

Sono tornati liberi i tre nipoti del boss dei Casalesi Michele Zagaria, arrestati dai carabinieri del Ros nelle scorse settimane, nell’ambito di un’indagine della Dda di Napoli, perché avrebbero infiltrato il clan nel business della distribuzione alimentare, controllando di fatto importanti catene di supermercati attivi nelle province di Caserta e Napoli. Il Tribunale del Riesame di Napoli ha infatti annullato l’ordinanza di custodia cautelare per Filippo Capaldo, figlio di Beatrice Zagaria, sorella di Michele, e ritenuto soprattutto il successore designato dal capo, da cui ha ereditato la stessa capacità imprenditoriale, tanto da essere già stato arrestato più volte.

Con Capaldo, tornano liberi anche i fratelli Nicola e Mario Francesco, che gestivano, attraverso prestanomi, numerose società di produzione di beni alimentari che fornivano ai supermercati gestiti dal fratello Filippo. Quest’ultimo è risultato un socio occulto dell’imprenditore della grande distribuzione Paolo Siciliano, titolare di noti catene di supermercati come Pellicano, presente con numerosi punti vendita. La posizione di Siciliano, anch’egli arrestato, verrà discussa al Riesame in questi giorni. Con i fratelli Capaldo sono tornati liberi, su decisione del Riesame, anche le “contabili” di Capaldo, ovvero Michela Di Nuzzo e la madre Viola Ianniello, e il marito della prima, Giovanni Merola, cui sarebbe stato intestato un conto-corrente su cui finivano i soldi di Capaldo provenienti dalla partecipazione al business dei supermercati.

 

Pesta la moglie in auto, si schianta contro un palo e continua a picchiarla anche a casa: 44enne arrestato dai carabinieri

I carabinieri della Stazione di Varcaturo hanno tratto in arresto un 44enne di Giugliano in Campania già noto alle forze dell’ordine per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali,

Alcuni cittadini hanno allertato il 112, raccontando di un uomo che pestava una donna in un’autovettura. Chiamate successive segnalavano che lo stesso veicolo avesse colpito violentemente un palo dell’illuminazione in Via Ripuaria.

Quando sono arrivati sul posto, i carabinieri hanno rinvenuto l’auto ma del proprietario e della donna nessuna traccia.

Identificato il titolare del veicolo, i carabinieri hanno raggiunto la sua abitazione e poco prima di entrare sentito una donna gridare.

In casa, una donna con evidenti lesioni al volto e sangue che gli colava dal naso veniva violentemente strattonata, insultata e minacciata da colui il quale si è rivelato essere il marito.

Bloccato e ammanettato, il 44enne è stato tradotto al carcere di Poggioreale. La donna, dopo essere stata medicata presso l’ospedale di Pozzuoli, ha denunciato che simili violenze andavano avanti già dal 2019. Non aveva mai presentato denuncia temendo ritorsioni ancor più violente.

Braccialetto per monitorare pazienti covid in remoto, Azienda dei Colli prima in Italia

Un braccialetto sul polso in grado di trasferire su di uno smartphone o un tablet i parametri relativi allo stato di salute di un paziente Covid.

Prima a servirsene in Italia, da circa un mese, l’Azienda Ospedaliera dei Colli, a Napoli.

Al momento per i pazienti ricoverati in degenza ordinaria e in pronto soccorso.

L’apparecchiatura è stata utilizzata per monitorare i pazienti a domicilio in un’altra regione, ma sono il Cotugno e il Monaldi ad introdurla per primi nelle corsie ospedaliere.

L’auspicio, spiegano i direttori di Terapia Intensiva e Malattie infettive ad indirizzo neurologico, Antonio Corcione e Carolina Rescigno, è che abbia maggior diffusione viste le difficoltà nella gestione dei ricoveri Covid, anche per il monitoraggio dei pazienti domiciliari in Campania

Aste condizionate dalla camorra, sette arresti della DDA

Il controllo della camorra sulle aste giudiziarie. Con minacce e intimidazioni, condizionavano le procedure, obbligando i partecipanti ad abbandonare o a pagare tangenti. Questo il quadro che merge dalle indagini della Squadra Mobile della Questura di Napoli e del commissariato di Afragola (Napoli), che oggi hanno notificato sei arresti in carcere e uno ai domiciliari ad altrettanti indagati. L’episodio più cruento risale allo scorso 25 novembre quando gli estorsori hanno intimidito i partecipanti a un’asta in corso presso uno studio notarile di Napoli affinché desistessero, o in alternativa, versassero un prezzo per l’acquisto. Immobili, è poi emerso, che si trovano tra Afragola e Casoria, popolosi comuni alle porte di Napoli dove, secondo la DDA, è presente il clan dei Moccia. La persona aggiudicataria dell’immobile che non aveva ceduto alle pressioni degli estorsori fu vittima di un vero e proprio attentato, perpetrato prima con minacce poi con cinque colpi d’arma da fuoco esplosi contro il portone d’ingresso della sua abitazione. Il secondo concorrente, dopo le minacce, è stato costretto a versare 20mila euro. La seconda asta finita sotto indagine, tenutasi lo scorso 2 dicembre in uno studio professionale di Aversa (Caserta), andò invece deserta a causa delle minacce dei malviventi che così intendevano far calare la base d’offerta. Il giorno dopo, il 3 dicembre, a subire le intimidazioni del gruppo guidato da Antonio Lucci è stata una persona che aveva acquisito un immobile in un’asta presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. L’arresto in carcere è stato notificato ad Antonio Lucci, Ferdinando Lucci, Pasquale D’Auria, Massimo Gazzerro, Rocco Fatale e Ciro Lucci. Ai domiciliari, invece, Vincenzo Rodondini.

 

 

Covid, tutti gli indici in aumento, ma la Campania resta gialla

C’è un incremento nella curva dei contagi da Sars Cov 2 in Campania nell’ultima settimana. Sia nel numero dei nuovi positivi che nell’indice di contagio, nel rapporto tra tamponi e nuovi positivi. E’ un trend lento ma in costante crescita anche se non inciderà sul colore della fascia in cui è collocata la Campania, ovvero quella gialle, nella prossima settimana. Si moltiplicano in controlli delle forze dell’ordine in strada, sia a Napoli nelle zone a maggiore densità, dove i dispositivi comunali si sono rivelati un flop, che nelle altre province. Così come è massima l’allerta della cabina d’emergenza sulla scuola, che tornerà a riunirsi domani per analizzare i contagi tra gli studenti e prendere eventuali decisioni su restrizioni.

Migliora il dato riferito ai decessi, in netta diminuzione negli ultimi sette giorni, ma aumentano i ricoverati in degenza e nelle terapie intensive, con un allarme dall’ospedale Cotugno che comunica la saturazione dei posti letto.

Crescono i mini lockdown mirati. A Castelpagano, in provincia di Benevento, chiusi bar, ristoranti, pizzerie, agriturismi, barbieri, parrucchieri, estetisti e il mercato settimanale, oltre alle scuole. Lo ha disposto il sindaco del piccolo centro sannita, Giuseppe Bozzuto dopo aver “preso atto dell’allarmante aumento del numero di soggetti positivi al covid” in seguito ad uno screening effettuato sugli alunni delle scuole materne, elementari e medie che ha portato alla scoperta di più di trenta positivi. Chiudiamo con una buona notizia: domenica, per la prima volta da oltre tre mesi, non è salito il conto delle vittime da Covid nel Casertano