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Casalnuovo, 19enne ucciso a coltellate durante il coprifuoco

Un giovane di 19 anni, Simone Frascogna è stato ucciso a coltellate stanotte, durante il coprifuoco, a Casalnuovo in provincia di Napoli. L’amico 18enne che era con lui è stato ferito. E’ ancora ignoto il movente. I carabinieri della locale tenenza stanno ricostruendo la dinamica di quanto accaduto. Probabilmente sia i due giovani aggrediti che gli aggressori, tre secondo le immagini delle telecamere di videosorveglianza, erano in auto prima dell’accoltellamento. Gli assassini avrebbero inseguito con la propria auto la vettura su cui si trovavano Simone e l’ amico , li avrebbero bloccati sul corso principale di Casalnuovo e poi aggrediti con armi da taglio. Simone Frascogna, che frequentava un istituto tecnico del paese viene descritto come un ragazzo sportivo che praticava arti marziali. L’ amico è stato medicato al “Cardarelli” e dimesso con una prognosi di 15 giorni. Gli investigatori, che lo hanno già ascoltato, contano sulla sua testimonianza per individuare gli aggressori.

Sul luogo dell’omicidio, lungo il Corso Umberto I, sono stati posti fiori ed è comparso un cartello con una scitta a pennarello: “Non si può perdere la vita così !!!”

IL SINDACO
Il primo cittadino di Casalnuovo, Massimo Pelliccia, ha commentato l’omicidio di questa notte: “Li prenderemo. Sono sicuro che li prenderemo. Le forze dell’ordine sono già sulle tracce degli assassini di Simone e le telecamere del Comune hanno ripreso gli assalitori e la loro auto”.

Covid-19, le cliniche private mettono a disposizione 190 posti letto

Il timore che la Campania da arancione possa diventare regione rossa per Covid-19 è concreto. L’allarme lo lancia il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris che in collegamento radiofonico con Radio Crc spiega: “A mio avviso da un’analisi puntuale dei dati ci troviamo lì per un’evidente responsabilità politica sul tema sanitario che è drammatico”.

Dai dati dell’ultimo bollettino dell’Unità di Crsisi emerge un quadro in peggioramento. Tocca una percentuale record, il 21,5 per cento, il rapporto tamponi-positivi in Campania. Secondo i dati dell’Unità di crisi, aggiornati alla mezzanotte scorsa, i nuovi positivi sono stati 2.971 (di cui 101 sintomatici) su 13.801 tamponi. Ventiquattro le nuove vittime. L’unica buona notizia è il numero dei guariti, ben 998. Cresce comunque la pressione sul sistema ospedaliero regionale. Sono occupati 227 posti letto di terapia intensiva Covid su 243, quindi sarà necessario attivarne altri (le terapie intensive disponibili complessivamente in Campania sono 580). I letti di degenza occupati sono 1.497 su 1.940 posti attivabili. Un numero assoluto più alto di positivi si è registrato due giorni fa, con 3.860 casi su 21.785 tamponi: in quel caso la percentuale tra totale dei test e cifra dei contagi era stata del 17,7 per cento.

E’ partita oggi l’apertura dei posti letto covid19 nelle cliniche private a Napoli. Alla manifestazione di interesse dell’Asl Napoli 1 hanno risposto alcune strutture e dopo le verifiche è stata approvata la creazione di reparti per i pazienti affetti da coronavirus e che vanno ricoverati in degenza ordinaria. Attivati 40 posti letto alla Casa di Cura Villa Angela che si trova in via Manzoni e 90 posti letto nella clinica Santa Patrizia di Secondigliano. Lo step successivo riguarderà invece l’Hermitage in via Cupa Tozzoli, nella zona del Bosco di Capodimonte, che attiverà 60 posti letto di degenza ordinaria dal 23 novembre.

Maradona operato al cervello, asportato ematoma subdurale: sta bene

BUEONOS AIRES – Si è concluso con successo l’intervento chirurgico al cervello a cui pè stato sottoposto Diego Armando maradona. Lo riferisce la televisione argentina TyC Sports. Secondo l’emittente, l’intervento per la rimozione di un coagulo dal cervello si è svolto “in condizioni migliori rispetto a quelle preventivate. È durato un’ora e mezza”. Ora l’ex campione di Barcellona e Napoli “si prepara alla convalescenza presso la Clinica Olivos” dove è stato operato. Anche l’ex compagna di Maradona, Veronica Ojeda, ha confermato la buona riuscita dell’operazione, lasciando la clinica.

LA PAURA
Il mondo intero è stato in ansia per Maradona. Prima la notizia del ricovero in una clinica di La Plata poi quella la notizia del trasferimento d’urgenza a Buenos Aires dove l’ex pibe deè stato operato al cervello per la rimozione di un ematoma subdurale emerso durante i controlli a cui è stato sottoposto nella clinica Ipensa di La Plata. “Diego è lucido e molto tranquillo – aveva detto il suo medico personale Leopoldo Luque, parlando con i giornalisti -. Si tratta di un intervento di routine, e lui è d’accordo sul fatto di essere operato. Eseguirò io stesso l’intervento”, le parole del neurochirurgo. L’ematoma, si è appreso, si trovava nella parte sinistra della testa di Maradona e si sarebbe formato dopo una caduta accidentale in casa, al quale inizialmente lo stesso ex calciatore non avrebbe dato importanza. Il ricovero nella tarda serata di ieri nella clinica di La Plata dell’attuale tecnico del Gimnasia aveva fatto temere il peggio: ovvero che fosse risultato positivo al Covid-19. Ma già in mattinata era stato escluso il coronavirus. Un ricovero a scopo precauzionale, voluto proprio dal dottor Luque perché “per Diego – le parole del medico – è stata una settimana assolutamente particolare, molto stressante: ha avuto tutta la pressione addosso e alla fine ha accusato un calo emotivo. Vedremo quanto lo fanno restare in ospedale, ma può alzarsi e andarsene, se lo volesse. Io però penso che farebbe bene a rimanere in clinica qualche altro giorno, è anemico e disidratato”. La notizia ha fatto subito il giro del modo e via social non si sono contati gli incitamenti per il “diez”. Poi l’epilogo positivo e l’augurio di rivedere presto Maradona sorridente e in forma.

 

Crisi da Covid, Manzo (BCC Napoli): “Un quinto pmi a rischio insolvenza”

La crisi economica provocata dalla pandemia da Covid-19 non ha ancora manifestato del tutto i suoi aspetti più devastanti. Ma secondo le analisi recenti, ad essere colpite maggiormente sono le piccole e medie imprese: una su 5 è a rischio insolvenza. Fa suo l’allarme e analizza lo scenario il presidente della BCC di Napoli, Amdeo Manzo. Secondo il banchiere del rating umano, lo scenario è il seguente: “Il nuovo lochdown, parziale o totale, sta determinado una crisi dei consumi e una situazione molto pensate. Le indagini ci lasciano indentere che un quinto delle azinede può avere carateristiche di fallimento nel medio periodo e questo preoccupa. A questo va aggiunto il fatto che alcune garanzie dello Stato vengono indicate come inesigibili per problemi operativi. Continuiamo a sostenere il territorio, i nostri soci e i nostri clienti, con l’analisi dell’impatto post-covid sulle realtà imprenditoriali”.

I “Caracciolini” celebrano con Sepe un nuovo diacono e un nuovo Presbitero

Una cerimonia carica di emozione ha caratterizzato l’Ordinazione Diaconale e Presbiteriale conferita dall’Arcivescovo di Napoli, il Cardinale Crescenzio Sepe, ad Angelo Aprea e Floribert Rwanzegushire. Nella Basilica dell’Incoronata Made del Buon Consiglio a Capodimonte, un evento che in concomitanza con l’emergenza da Covd-19 si è svolto secondo le prescrizioni richieste. La famiglia dei Caracciolini si è stretta intorno a questi due fratelli, che hanno intrapreso un percorso nuovo. L’occasione per ripercorrere la storia di un ordine che sorse a Napoli nel 1588 grazie a Giovanni Agostino Adorno, insieme con l’abate Fabrizio Caracciolo della famiglia dei principi di Marsicovetere e Francesco Caracciolo, del ramo dei principi di San Buono. Poiché dei tre fu quest’ultimo il solo a essere innalzato agli onori degli altari, Francesco Caracciolo è ritenuto il principale fondatore ed e da lui che i religiosi dell’ordine prendono il nome di “caracciolini”.  L’arcivescovo, durante l’omelia, ha voluto ripercorrere la storia e la figura di Francesco Caracciolo, sottolineandone la grande umanità intrisa di trascendenza e amore verso il prossimo.

 

Whirlpool, domani in piazza sindacati per la difesa del lavoro

Saranno in piazza domani, 5 novembre, per uno sciopero generale di quattro dell’industria e del terziario nell’area metropolitana di Napoli contro la chiusura della Whirlpool e per un piano di sviluppo per Napoli e per il Mezzogiorno. La protesta, proclamata da Cgil Cisl e Uil di Napoli, non riguarderà i lavoratori dei servizi pubblici. A Napoli, alle ore 9,30, si terrà, nel pieno rispetto delle norme anti-Covid, una manifestazione in piazza Dante che raccoglierà le testimonianze dei lavoratori dei settori in crisi, dei segretari delle tre organizzazioni e delle categorie dei metalmeccanici, Fim Fiom e Uilm, che giovedì 5 novembre scioperano per il rinnovo del contratto di lavoro.

Covid-19, in Campania terapie intensive al limite: oggi altri 2971 positivi

Secondo l’ultimo bollettino ordinario dell’Unità di Crisi della Regione Cmpania, sono 227 i posti occupati in terapia intensiva rispeto ai 243 attualmente disponibili. Oggi procesati solo 13801 tamponi con un risultato di 2971 positivi, di cui 2870 asintomatici. Di seguito nel dettaglio i dati di oggi:
Positivi del giorno2.971
di cui:
Asintomatici: 2.870
Sintomatici: 101
Tamponi del giorno: 13.801
Totale positivi: 65.432
Totale tamponi: 1.010.052
​Deceduti: 24
Totale deceduti: 724
Guariti: 998
Totale guariti: 13.989
​Report posti letto su base regionale:
 
Posti letto di Terapia intensiva complessivi: 580
 
Posti letto Covid:
Posti letto di terapia intensiva attivabili: 243
Posti letto di terapia intensiva occupati: 227
Posti letto di degenza attivabili: 1.940
Posti letto di degenza occupati: 1.497

Università Federico II, il nuovo Rettore Matteo Lorito: “Sfidiamo la pandemia”

Ha alle spalle una “campagna elettorale dura” e davanti “la sfida della pandemia”. Matteo Lorito, nuovo rettore dell’Università degli Studi di Napoli, che si è insediato da qualche giorno, è sicuro che l’ateneo “uscirà rafforzato da questa inattesa situazione di pandemia”. Lorito ha raccolto il testimone di Arturo De Vivo. Per la prima volta, nella storia dell’ateneo (800 anni dalla fondazione) per eleggere il rettore è stato necessario un secondo turno: al primo, infatti, i due contendenti hanno raggiunto la parità. Al secondo turno, Lorito ha battuto Luigi Califano, preside della Scuola di Medicina. Oggi l’ex direttore del Dipartimento di Agraria assicura: “Sono il rettore di tutti” “Questo è un ateneo complesso e importante – dice -. Siamo pronti a ripartire, siamo pronti a piegarci, ora, con la curva dei contagi senza, per questo, dare di meno ai nostri studenti”. Già nel marzo scorso, la Federico II è stata pronta a far partire la didattica a distanza e “i nostri studenti, nelle loro valutazioni, hanno espresso un giudizio positivo”. “Dobbiamo immaginare un futuro, e lo dico da biotecnologico, in cui dovremmo convivere con questo virus capace di mutare per un bel po’ di tempo – sottolinea -. Ma spero di sbagliare e che per Natale sia tutto finito, nel frattempo dobbiamo essere pronti”. “Ci siamo chiesti cosa sarebbe successo alla didattica universitaria durante l’emergenza – afferma -. La Federico II ha avuto un trend di crescita delle iscrizioni che si assesta intorno al 10%”. Tra i primi appuntamenti di Lorito c’è il nuovo Consiglio di Amministrazione prima di procedere a individuare le deleghe. “Avremo deleghe che finora alla Federico II non ci sono state – fa sapere – per esempio la riorganizzazione amministrativa, il placement, il trasferimento tecnologico. La scelta che verrà fatta parte da necessità di ateneo, prima settori e poi competenze per ogni delega”. Tra le priorità l’edilizia universitaria. “Un piano triennale”, annuncia Lorito, che interesserà in misura diversa i vari plessi dell’ateneo. Si provvederà all’ampliamento del complesso universitario di San Giovanni a Teduccio e si procederà a passo spedito per la nuova sede della Facoltà di Medicina a Scampia. Le gare per le attrezzature e le strumentazioni medicali sono state portate a termine e si sta lavorando alla convenzione per il comodato d’uso degli edifici a Scampia.

Fiola in videoconferenza con Provenzano: “Ristori certi e immediati”

Confronto in videoconferenza, dalla Sala Brun della Camera di Commercio di Napoli, tra il presidente dell’Ente, Ciro Fiola e il ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano. Sul tavolo le questioni legate alla crisi scaturita dalla pandemia e i nuovi provvedimenti del Governo.

“La Camera di Commercio di Napoli è stata l’unica in Italia ad aver messo in campo 50 milioni di euro per le imprese attraverso bandi mirati – ha esordito Fiola -, siamo pronti col bilancio di dicembre a fare altrettanto sperando che si possa agire di concerto col Governo e quindi aggiungere ulteriori fondi. Ma c’è bisogno di interventi mirati. Si legge che la Campania è considerata non ad alto rischio, ma oramai si registra un lockdown naturale. Mancano i clienti nei negozi, che sono aperti ma vuoti e gravati dalle spese. C’è bisogno di ripensare gli interventi per le imprese. Meglio chiudere 20 giorni e dare subito i ristori o dare ristori anche restando aperti in modo da non desertificare la città?”.

Nel corso del confronto a distanza propiziato dal Pd provinciale, al quale hanno preso parte anche il vicepresidente vicario Fabrizio Luongo in rappresentanza di Casartigiani e il leader nazionale di Aicast, Antonino Della Notte, Fiola ha aggiunto: “Il Governo ha approvato la decontribuzione sull’assunzione delle persone fino a 35 anni. Ormai i 35enni sono dei ragazzini, come anche i 40enni che sono senza lavoro. Ma in un momento di pandemia dove ci sono 50enni in difficoltà, perché mettere dei limiti alla decontribuzione vincolandoli all’età? In questo momento la decontribuzione per i neo assunti deve essere aperta a tutti. Anche la vicenda Whirlpool è indicativa: chi esce fuori dal mercato del lavoro in quel caso, sarebbe impossibilitato a rientrare. C’è bisogno di ristori veri e veloci. Occorre che l’Inps proceda anche ad assunzione di interinali per liquidare velocemente le pratiche. Ci sono imprese napoletane che da 4 mesi aspettano la cassa integrazione, un peso insostenibile su aziende e lavoratori dipendenti. Si dovrebbe tentare di dare una mano alle assunzioni veloci nella pubblica amministrazione. Alla Camera di Commercio di Napoli mancano in organico circa 100 unità che, il vincolo delle vecchie norme, non ci consente di colmare. Chi è in servizio con grande spirito di collaborazione ci sta aiutando a rimettere in sesto il sistema. La questione ricade su tutto il pubblico, compresa la sanità. Occorre chiarezza su quali saranno le decisioni governative sui lockdown parziali, allo stato non abbiamo compreso il meccanismo che si adotterà. Ci sembrano oggettivamente provvedimenti spot”.

Il ministro Provenzano ha ringraziato Fiola per il ruolo determinante delle camere di commercio in questi momenti. Ha invitato a segnalare i ritardi sottolineando che” allo stato su 3,5milioni di casse integrazione ci risulta che solo 14mila non siano state erogate. Spesso per problemi legati all’errata presentazione o per questioni che ci interessa comprendere rapidamente”. Provenzano ha anche aggiunto: “Interverremo con sostegni mirati, che siano proporzionali rispetto ai provvedimenti di chiusure o restrizioni che si attueranno. Aver già messo in campo la decontribuzione del 30% per i lavoratori fino alla fine dell’anno è un segnale, contiamo di proseguire in questa direzione”.

Whirlpool, lavoratori bloccano stazione di Piazza Garibaldi

Nonostante la fabbrica sia oramai ufficialmente chiusa e ferma nella produzìone da due giorni, non si arresta la rabbia dei lavoratori della Whirlpool di Napoli.

Questa mattina, al termine di un corteo, partito dallo stabilimento di via Argine, gli operai hanno fatto irruzione all’interno della stazione ferroviaria di piazza Garibaldi provocando il blocco della circolazione dei treni in entrata e in uscita dalla città.

Ovvi disagi di tanti passeggeri in attesa del treno.

A loro e alla cittadinanza a cui sono stati arrecati i disagi le scuse dei lavoratori della whirlpool, convinti a voler continuare nella protesta anche nei prossimi giorni