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Coronavirus, comunità cinese dona mascherine all’ospedale Cotugno

“La Comunità cinese della Campania, questa mattina, ha consegnato all’Azienda Ospedaliera dei Colli e, in particolare, all’ospedale Cotugno, pacchi contenenti mascherine ffp3 e altri dispositivi necessari per fronteggiare questo delicatissimo momento che noi tutti stiamo vivendo”. A darne notizia Maurizio di Mauro, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli. “A loro il nostro più sentito ringraziamento per questo gesto di profonda vicinanza e solidarietà, una solidarietà che in questi giorni così complessi ci sta arrivando da parte di tutta la cittadinanza” conclude.

 

 

Coronavirus, De Luca: “Basta mezze misure, militarizziamo l’Italia”

“In Campania entro aprile ci saranno 3 mila contagiati in Campania. Basta mezze misure, bisogna chiudere tutto e militarizzare l’Italia”.
Lo chiede il presidente della Regione, Vincenzo De Luca, in una diretta Facebook, in cui fa il punto della situazione in Campania.

Il governatore ha sottolineato che l’aumento dei contagi in Campania è avvenuto per diverse ragioni: il ritorno dei cittadini dal nord ma anche per l’inciviltà e l’irresponsabilità dei cittadini.

E in serata arriva una nuova ordinanza: Stop ai cantieri edili privati, fino al 3 aprile, salvo gli interventi urgenti per garantire la sicurezza degli immobili, e valutazione della rinviabilità dei lavori nei cantieri a committenza pubblica, a eccezione di quelli riguardanti edilizia sanitaria e reti di pubblica utilità.

Nel caso in cui i lavori proseguano per ragioni di urgenza, è obbligatorio l’uso di dispositivi di protezione individuale.

Nella stessa ordinanza De Luca richiama le Amministrazioni pubbliche al rispetto delle norme vigenti su limitazione della presenza del personale e telelavoro.

La presenza fisica dei dipendenti deve essere limitata ai soli casi strettamente indispensabili e l’accesso del pubblico va disciplinato comunque mediante prenotazione.

Emergenza Coronavirus, centro trapianti della Campania in attività smartworking

Con una nota alle redazioni giornalistiche del territorio, sono stati diffusi i numeri telefonici e gli indirizzi mail per comunicare, in questo periodo di emergenza provocato dalla pandemia Covid 19, con il Centro Trapianti della Regione Campania, entrato in modalità smartworking per andare incontro alle esigenze degli utenti del servizio. Numero verde per i pazienti e riferimenti degli altri contatti nella foto locandina

Coronavirus, sale il numero dei contagi: sono 749 casi in Campania

Da ieri l’Italia detiene il triste primato di più vittime per Coronavirus rispetto alla Cina. Sono 3.405 i morti, con un incremento di 427 decessi.

Sale il numero dei positivi in Campania 108 su 699 tamponi eseguiti per un totale di casi di 749.

27 le vittime. A pagare il prezzo più grande la città di Napoli con 11 decessi seguita da Caserta con 7, Avellino, Salerno e Benevento rispettivamente con 5,3 e 1 morto.

Da ieri esercito in strada per vigilare su assembramenti anomali e inutili di persone che non hanno ancora compreso che bisogna stare a casa.

Estubati invece i due pazienti gravissimi ricoverati al Cotugno.

La cura messa in campo dal team del pascale Guidato dai professori Ascierto e Montesarchio inizia a dare i primi frutti.

Le due persone di 63 e 48 anni, per ora sono ventilate e assistite ma, fanno sapere dal nosocomio partenopeo, in 2 giorni potrebbero essere trasferite in reparto.

Coronavirus, il decreto “Cura Italia” non piace ai professionisti

Il decreto “Cura Italia” non piace ai professionisti e non piace a gran parte della popolazione. Misure insufficienti a sanare quella che sarà la crisi economica più grave di sempre che investirà non solo il nostro paese ma tutto il mondo.

Ad essere subito penalizzati i piccoli risparmiatori, le PMI, i soggetti possessori di partite iva. Secondo Vincenzo Moretta presidente dell’ordine dei commercialisti ed esperti contabili di Napoli il decreto è insufficiente, occorre aiuto immediato e straordinario.

“Il Governo ci ha chiesto di sospendere tutte le attività produttive non legate ai generi di prima necessità e di restate a casa per limitare il contagio del nuovo Coranavirus!

Piccoli aziende e professionisti hanno risposto in maniera unitaria per combattere il Covid-19 con certezza che lo Stato sarebbe intervenuto con aiuti straordinari.

Ma di garanzie ce ne sono davvero poche”.

Ad affermarlo Mauro Pantano, presidente della Confederazione Imprese e Professioni di Napoli.

Coronavirus, è allarme approvvigionamenti allo zoo di Napoli

Un’iniziativa per aiutare lo zoo di Napoli, chiuso al pubblico a causa del coronavirus, ma sempre aperto per chi cura gli animali.

Sarà lanciata a breve sui social, per aiutare la struttura, in mancanza di incassi derivanti dal bigliettaggio, a continuare a garantire cibo ed altri generi di necessità agli animali.

Intervistando la curatrice dello zoo di Napoli, Fiorella Saggese, è emerso che se l’emergenza coronavirus dovesse protrarsi ancora, potrebbero sorgere dei problemi seri per quanto riguarda l’alimentazione degli animali del parco zoologico di Fuorigrotta.

Coronavirus, battesimo in chiesa: denunciati prete, genitori, padrino e fotografo

I carabinieri della stazione di San Gennaro Vesuviano sono andati in una chiesa della zona e hanno trovato il parroco che – nonostante il divieto imposto dal governo per evitare il contagio – stava celebrando il battesimo di un bambino.

I militari hanno denunciato per inosservanza dei provvedimenti dell’autorità il prete, il padrino del bimbo, il fotografo e la coppia di genitori.

Coronavirus, le attività digitali per i bambini a casa

Racconti, audio, giochi, laboratori online, fiabe lette ogni sera ai più piccoli su whatsapp.
Sono solo alcune delle iniziative che si stanno organizzando in tutta Italia.

Oltre allo smart working e alla didattica online si moltiplicano infatti i progetti educativi di comunicazione e intrattenimento per i bambini che a causa dell’emergenza sanitaria sono costretti a restare a casa.

Un esempio sono i volontari di Nati per Leggere Campania, l’associazione che promuove la lettura a voce alta per bambini a partire da 0 anni, che ogni giorno e più volte al giorno si stanno dedicando alla lettura di un albo in diretta Facebook con le loro originali “Smart stories”, una scorta di storie per leggersi accanto.

E anche il centro territoriale Mammut di Napoli attraverso il suo giornale “Il barrito dei piccoli” ha lanciato un appello ai cittadini che abbiano meno di 12 anni per raccontare la loro particolare inchiesta: “Italia-marzo 2020”. I bambini possono inviare disegni, fumetti, storie, sogni, giochi, barzellette, video e ogni altro materiale frutto di questo strano periodo che stanno vivendo.

“Gemito, dalla scultura al disegno”, apre a Capodimonte la mostra virtuale

Un video di quindici minuti del co-curatore Carmine Romano che svela ben 100 opere dell’artista tra le 150 che saranno esposte conduce il pubblico nelle sale di Capodimonte che aspettano solo di essere riaperte. Le parole dell’architetto Roberto Cremascoli (COR arquitectos) sulla scelta del tipo di allestimento fanno capire che “non è possibile separare l’artista dalla sua città” e l’introduzione del direttore Sylvain Bellenger traccia un fil rouge tra Napoli e Parigi.

Il Museo e Real Bosco di Capodimonte inaugura così la mostra Gemito, dalla scultura al disegno che avrebbe dovuto aprire il 19 marzo 2020.

Un viaggio virtuale alla scoperta delle opere in esposizione preceduto da un testo dell’altro curatore della mostra Jean-Loup Champion che ha presentato sul sito del museo (www.museocapodimonte.beniculturali.it) Vincenzo Gemito, artista, uomo e eterno ‘scugnizzo’ nell’animo e che prosegue con l’analisi delle opere di Gemito nelle collezioni di Capodimonte, tra acquisizioni e donazioni, della terza curatrice della mostra Maria Tamajo Contarini.

Coronavirus, a Scampia al via raccolta fondi per i beni primari

L’emergenza per il Coronavirus ha generato un cambiamento senza precedenti. I rischi per la salute e i relativi decreti hanno bloccato il Paese. A tutti è stato rivolto l’appello #iorestoacasa. Su questa pur indispensabile esigenza, che rischia di diventare però anche una retorica, si pongono alcune domande per chi vive in territori di periferia come Scampia, della provincia, dei quartieri popolari del centro storico: cosa accade a chi una casa non ce l’ha? E per chi la casa è un luogo di sofferenza per la presenza di nuclei familiari numerosi in pochi metri quadrati o per la presenza di persone fragili, disabili o non autosufficienti? E se la casa rappresenta un rischio per le donne e i bambini vittime di violenza di genere? Questa crisi rischia di creare nuove disuguaglianze e far crescere isolamento, depressione e rabbia nelle persone, come ha denunciato tra gli altri il Forum Disuguaglianze Diversità. A queste domande bisogna fornire una risposta. Oltre alla questione abitativa c’è il dramma del reddito. In un quartiere come Scampia (ma certamente ce ne sono tantissimi) con il 40% del tasso di disoccupazione ci sono intere famiglie che basano il proprio reddito su lavori informali, saltuari e a nero, di ogni tipo: ambulanti, garzoni, pulizie a domicilio. Come faranno queste fasce popolari? E ancora la questione istruzione. Le scuole si attrezzano con lezioni on line. Come faranno quelle famiglie più vulnerabili e fragili che non hanno un pc o in quelle aree dove non arriva la copertura del WI-FI come un campo rom? Tutti quelli che non riescono ad accedere al sistema di istruzione a distanza saranno tagliati fuori? «Come associazione Chi rom e…chi no e Centro Chikù – dichiarano Barbara Pierro, Biagio Di Bennardo ed Emma Ferulano – in relazione da sempre con le fasce più precarie della popolazione, in particolare le comunità rom residenti nei campi e in case della città metropolitana, vittime di sistematiche discriminazioni e violazioni dei diritti umani, e comunità italiane residenti nei rioni popolari, specialmente bambini, giovani e donne, colpiti da una cronica disoccupazione e normalmente esclusi dai circuiti lavorativi e sociali, denunciamo quanto con i nostri occhi e orecchie sentiamo, vediamo e raccontiamo accadere sulla pelle di tanti, troppi, sempre gli stessi esclusi e, contemporaneamente insieme alle realtà con cui da sempre ci confrontiamo e operiamo, facciamo un richiamo alla responsabilità collettiva e istituzionale per allargare sempre di più e consolidare in questo momento di particolare crisi, una rete di solidarietà per sostenere chi vive ai margini, in baracca, in luoghi remoti e fuori dall’orbita di azione delle amministrazioni, soprattutto durante un’emergenza mai vista prima, che esaspera isolamento e povertà».  «Come cittadini e attivisti – aggiungono – richiamiamo l’attenzione in primis della politica affinché si faccia carico di chi vive forme di esclusione sociale e le sensibilità di tutti, di ciascuno e ciascuna per sostenere in questo momento preciso quanti vivono sulla soglia della sopravvivenza e rischiano di non farcela. È giunto il momento, ora più che mai, di sovvertire, piantare semi di solidarietà per essere più forti e pretendere maggiore uguaglianza e giustizia sociale nel futuro». A Scampia un’ampia comunità si sta organizzando per fornire le prime risposte resilienti. «Abbiamo lanciato un crowdfunding su buonacausa.org insieme a tutta le rete sociale e i fondi verranno usati per l’acquisto di beni di prima necessità per garantire la sopravvivenza di almeno un mese per le comunità del territorio metropolitano a partire dai rom ma senza escludere nessuno, almeno 800 persone, con una altissima percentuale di minori e giovani. Servono risposte immediate e universali, noi vogliamo attivare forme di organizzazioni dal basso, ma è necessaria la risposta delle istituzioni a ogni livello. Nessuno deve essere lasciato solo».