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Salerno, cacciati da locale tentano strage con l’auto: arrestati da polizia

L’accusa è pesantissima: a bordo di una Fiat Panda lanciata a folle velocità si sarebbero scagliati contro una decina di ragazzi che erano in fila all’ingresso di una discoteca di Salerno “con il chiaro intento di ucciderli”. Fortunatamente, in quel momento, una transenna si è incagliata sotto la vettura, rallentandone la corsa ed evitando conseguenze tragiche.

Così la Polizia ipotizza il tentato omicidio aggravato e continuato per le due persone che lo scorso 6 maggio si erano lanciate volontariamente con l’autovettura contro l’ingresso del locale. Per entrambe è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari dagli agenti della Squadra Mobile e da quelli dell’ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Salerno.

Gli indagati, entrambi provenienti dalla provincia di Napoli, avrebbero voluto vendicarsi per essere stati allontanati dal locale in quanto ritenuti molesti.

Legambiente Campania: inquinato il 64% dei punti monitorati

Su 31 punti monitorati dal Goletta Verde di Legambiente, il 64% è risultato inquinato o fortemente inquinato. E ci sono anche record assoluti, con situazioni che nonostante esposti dell’associazione e controlli delle forze dell’ordine mostrano un inquinamento ormai cronico: è il caso ad esempio la foce del fiume Irno a Salerno, del fiume Sarno tra Castellammare e Torre Annunziata, della foce dei Regi Lagni a Castelvolturno, della foce del canale di Licola a Pozzuoli e della foce del torrente Asa a Pontecagnano giudicati “fortemente inquinati” per il nono anno consecutivo. Ecco la fotografia per la Campania scattata dal resoconto finale del viaggio di Goletta Verde, una fotografia a tinte fosche delle coste campane che continuano a subire la minaccia della mancata depurazione: su trentuno punti monitorati ben venti presentavano cariche batteriche elevate. Nel mirino ci sono sempre canali, foci di fiumi e torrenti che continuano a riversare in mare scarichi non adeguatamente depurati.

Il monitoraggio di Goletta Verde prende in considerazione il campionamento dei punti critici che vengono principalmente scelti in base a un “maggior rischio” presunto di inquinamento, individuati dalle segnalazioni non solo dei circoli di Legambiente ma degli stessi cittadini attraverso il servizio SOS Goletta. Per questo vengono prese in esame le foci dei fiumi, torrenti, gli scarichi e i piccoli canali che spesso troviamo sulle nostre spiagge: queste situazioni sono i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta all’insufficiente depurazione dei reflui urbani che attraverso i corsi d’acqua arrivano in mare. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, Escherichia coli) e abbiamo considerato come “inquinati” i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli che superano di più del doppio tali valori.

Legambiente segnala di aver presentato complessivamente esposti alle Capitanerie di Porto per nove località, per le criticità riscontrate a Pozzuoli (Lido di Licola); alla foce del fiume Sarno e alla foce dell’Irno a Salerno, foce regi Lagni a Castelvolturno; per la foce dell’Alveo Volla a San Giovanni a Teduccio; la foce fiume Picentino tra Salerno e Pontecagnano Faiano; la foce del Tusciano a Battipaglia; del Rio Arena tra Castellabate e Montecorice e del fiume Bussento a Policastro Bussentino.

Non va meglio, infine, sul fronte dell’informazione ai cittadini. La cartellonistica informativa, obbligatoria da anni per i comuni e che dovrebbe avere la funzione di divulgare al pubblico la classe di qualità del mare, è praticamente assente: i tecnici di Goletta Verde che hanno avvistato in Campania soltanto un cartello rispetto ai 31 punti analizzati (alla foce del fiume Picentino, punto dove insisteva anche il cartello di divieto di balneazione). A questa già complessa situazione si aggiunge, inoltre, anche il degrado e la presenza di rifiuti – da plastica a materiali ingombranti – riscontrati in oltre il 90% dei punti monitorati lungo la costa campana.

«Lo ribadiamo da anni, ma purtroppo non troviamo riscontri: è necessario affrontare con decisione il problema della mancata depurazione soprattutto per una regione, come la Campania, che nella risorsa turistico ricreativa connessa al mare fonda importanti opportunità produttive e lavorative – spiega Francesca Ferro, direttrice di Legambiente Campania -Con il nostro monitoraggio non intendiamo rilasciare patenti di balneabilità, sostituendoci alle autorità competenti in materia di controlli e di balneazione ma, con ‘fotografie’ istantanee, portare all’attenzione di amministratori e cittadini le criticità che minacciano la qualità e la salute dei nostri mari, affinché se ne individuino e risolvano le cause. Anche per questo continua l’azione legale di Legambiente affinché si affronti con decisione il problema della depurazione. Quest’anno abbiamo già presentato esposti alle diverse Capitanerie di porto segnalando in Campania ben 9 località fortemente inquinate”.

La causa di questi risultati è sicuramente da attribuire alla mala depurazione di cui ancora soffrono vaste aree del nostro Paese e per la quale l’Unione europea ci ha presentato un conto salatissimo. Sulla depurazione, l’Italia è oggetto di due condanne e di una terza procedura d’infrazione, che riguardano complessivamente 909 agglomerati urbani, di cui il 25% in Sicilia (231 agglomerati), 143 in Calabria (16%), e 122 in Campania (13%).

Gli scarichi non depurati sono i peggiori nemici del turismo. La Campania- denuncia Legambiente- risulta la peggiore a livello nazionale per numero d’ infrazioni contestate dalle forze dell’ordine riguardanti depuratori inesistenti o mal funzionanti, scarichi fognari abusivi, sversamenti illegali di liquami e rifiuti: sono 1.347 reati, il 22,1% del totale nazionale con un incremento del 43% rispetto lo scorso anno e con un exploit per quanto riguarda le persone denunciate o arrestate ben 1419(+23,2%) e per numero sequestri 526(+16,8).Illeciti che riguardano relativamente a impianti di depurazione non a norma, scarichi non allacciati alle fognature perché provenienti da case abusive, alberghi e abitazioni private che scaricano direttamente in mare o sversamenti illegali di residui industriali direttamente nei corsi d’acqua.

San Giovanni a Teduccio, Jorit porta Che Guevara in periferia

Nuova, doppia, opera di Jorit, lo street artist napoletano noto per le sue incursioni d’arte nelle periferie della città ma anche in altri luoghi simbolo del mondo, come il muro di divisione dei territori palestinesi da Israele. Due giorni fa Jorit aveva decorato l’intera facciata di un edificio di case popolari a nella zona di Taverna del Ferro, nel quartiere partenopeo di San Giovanni a Teduccio con una lunga citazione di Ernesto Che Guevara, un messaggio di risveglio delle coscienze: “Dicono che noi rivoluzionari siamo romantici, si è vero ma lo siamo in modo diverso,siamo quelli disposti a dare la vita per quello in cui crediamo.

E in qualunque luogo ci sorprenda la morte che sia la benvenuta,purché il nostro grido di guerra giunga a un orecchio ricettivo e purché un’altra mano si tenda per impugnare le nostre armi. Il guerrigliero impugna le armi per rispondere all’ira del popolo contro l’oppressore e lotta per cambiare il regime sociale colpevole di tenere i suoi fratelli inermi nell’ombra”.

Capri, l’infallibile fiuto del cane antidroga Pocho: scopre dosi e piante di marijuana

Pocho, il Jack Russel, in forza alla Questura di Napoli, protagonista di numerose operazioni antidroga che hanno portato a importanti risultati nella lotta alla contrasto del traffico di stupefacenti in zone ad alta criticità di Napoli, come Scampia, Barra e Ponticelli, sbarca a Capri.

40 grammi di marijuana, oltre a numerose piante in coltivazione della stessa sostanza, sono state scoperte dal cane poliziotto che porta il nome dell’ex idolo del San Paolo, il calciatore argentino Lavezzi.

Dopo i controlli al porto di Capri le attività sono proseguite nel territorio del comune di Anacapri. Al termine dell’operazione gli agenti della sezione anticrimine e del reparto volanti della Polizia di Capri hanno rinvenuto e posto sotto sequestro 40 grammi e diverse piante in coltivazione di marijuana all’interno di un’abitazione.

Il proprietario della casa è stato denunciato in stato di libertà per possesso di sostanza stupefacente e coltivazione della stessa. L’attività rientra nell’intensificazione di controlli finalizzati al contrasto del traffico di stupefacenti, fenomeno che in questo periodo estivo sembra incrementarsi a causa della grande affluenza di turisti sull’isola.

Quartiere Vasto, dietro spari contro gli immigrati l’ombra del racket

Il ferimento del 32enne senegalese Cissè Diebel, avvenuto lo scorso 2 agosto nel quartiere Vasto a Napoli, non va letto con la lente dell’odio razziale. All’origine dell’episodio ci sono gli interessi del racket invece secondo le prime risultanze investigative della squadra mobile di napoli, secondo cui in quest’ottica va letto anche il ferimento di un altro ragazzo africano avvenuto lo stesso giorno. Con l’avvicinarsi della rata di ferragosto del pizzo, c’era bisogno di mandare un messaggio forte a tutti gli ambulanti del quartiere Vasto, sia napoletani che africani, di cui nella zona è presente una nutrita comunità.

I due ambulanti senegalesi quindi, anche secondo la procura di Napoli, è possibile siano stati vittima di una stesa dimostrativa della criminalità organizzata più che del sempre crescente odio nei confronti dei migranti. Secondo quanto riferito da testimoni e vittime, sul motorino viaggiavano due persone, entrambe con il volto coperto da casco integrale. Tutti elementi che aprono il campo all’ipotesi di una spedizione di camorra a scopo intimidatorio. Forse, ragionano gli investigatori, ispirata dall’intento di rimarcare il predominio criminale sulla zona.

Cavalleggeri, stop ai lavori per le antenne della telefonia: “Ora lo screening”

Un primo ed importante risultato per mantenere alta l’attenzione sulla vicenda.

Sono soddisfatti i cittadini e i membri del comitato “No Ripetitori” di Cavalleggeri che, al termine della commissione ambiente del Comune di Napoli convocata dal presidente Marco Gaudini, hanno ottenuto un primo “stop” dei lavori.

Nei giorni scorsi la mobilitazione per contrastare l’installazione di alcune antenne della telefonia mobile sui piloni della vecchia funivia, ha attirato l’attenzione delle istituzioni che hanno deciso così di intervenire. Inoltre gli attivisti e i membri del comitato, stanno preparando una petizione popolare per ottenere uno screening su tutta la rete di telefonia presente in zona.

L’interruzione dei lavori per ora è solo momentanea e potrebbe riprendere dopo il confronto, chiesto dal presidente Gaudini, di tutte le parti coinvolte in questa vicenda. Dal comune, alla Mostra d’Oltremare che ha concesso l’uso dei vecchi manufatti della ferrovia, alla società che materialmente sta conducendo i lavori.

“La pizza per la dieta mediterranea”, a Pioppi l’evento dedicato allo stile di vita patrimonio Unesco

La pizza come piatto simbolo della Dieta mediterranea e ricetta che si fa testimonial della tradizione italiana nel mondo.

E’ questo il tema del dibattito che si è svolto nell’ambito del programma del Festival dedicato allo stile di vita patrimonio Unesco dal titolo “La pizza per la Dieta mediterranea”, l’evento che si è tenuto nel giardino di Palazzo Vinciprova, a Pioppi,

L’iniziativa è stata realizzata con la partnership del Luciano Pignataro Wine&Food Blog e delle pizzerie Da Zero e Pepe in Grani.

“50 TopPizza per l’eccellenza del made in Italy”: questo il tema del dibattito, a cura di Barbara Guerra e Albert Sapere, fondatori del format Le Strade della Mozzarella, e del giornalista enogastronomico Luciano Pignataro, con la partecipazione dei pizzaioli Paolo De Simone e Franco Pepe.

Somma Vesuviana, muore investito da un treno

Stava attraversando i binari della Circumvesuviana con il motorino quando è stato investito da un treno. Una distrazione che è costata la vita al 42enne di nazionalità cinese, Zhong Jianguo, l’uomo investito dal convoglio della vesuviana nel tratto di via Costantinopoli a Somma Vesuviana in provincia di Napoli.

Secondo quanto accertato dai carabinieri che hanno ricostruito la dinamica di quanto avvenuto, l’uomo, che viveva a Napoli, si stava recando da alcuni amici.

Il passaggio a livello è senza sbarre ma con segnali acustici e luminosi. Le indagini dei carabinieri mirano ad appurare come mai l’uomo abbia attraversato i binari pur in arrivo del treno e se abbia sentito o meno i segnali. I residenti nella zona parlano di tratto pericoloso a causa del passaggio di persone ed auto, in alcune zone del giorno particolarmente intenso. L’uomo viaggiava su un vecchio ciclomotore 50 senza targa.

Al via “Spiagge sicure”: i controlli a Sorrento

E’ partito il progetto “Spiagge Sicure”, voluto dal ministro dell’Interno Matteo Salvini che prevede l’assunzione a tempo determinato di personale della polizia locale oppure il pagamento degli straordinari, l’acquisto di mezzi e attrezzature da fornire agli agenti per il contrasto all’abusivismo commerciale e la realizzazione di campagne di sensibilizzazione.

In provincia di Napoli hanno beneficiato del finanziamento da 50mila euro i comuni di Sorrento, Forio e Ischia, anche se la città della costiera ha già stanziato propri fondi per avviare le attività da mercoledì 1 agosto, e proseguire fino al 30 ottobre anziché fermarsi al 15 settembre come prevede il provvedimento del ministro Salvini.

Il servizio prevede l’istituzione di un presidio giornaliero, formato da due agenti per attività di prevenzione e contrasto dell’abusivismo commerciale e della contraffazione all’arrivo dei treni, in piazza De Curtis, alla stazione ferroviaria della Circumvesuviana.

Si aggiungono controlli nel centro storico e nei borghi marinari di Marina Piccola, con il porto, e di Marina Grande con la sua spiaggia.

Lite familiare a Giugliano, un morto: cognato fermato con l’accusa di omicidio preterintenzionale

Un uomo di 53 anni è morto per le conseguenze di una lite familiare a Giugliano (Napoli). Il cognato è stato fermato con l’accusa di omicidio preterintenzionale. Secondo la ricostruzione dei Carabinieri, tutto è iniziato in via Gambuzzi con una lite tra la moglie, di 49 anni, ed il marito di 40.

Nella discussione è entrato anche il fratello della donna, di 53 anni, con seri problemi di salute: nei concitati momenti che ne sono seguiti – secondo quanto riferito dai Carabinieri – si sarebbe spostata la cannula tracheale che l’uomo portava a causa di una grave malattia respiratoria. E’ stato richiesto l’intervento dei militari che hanno ricevuto la segnalazione relativa ad una persona che aveva avvertito un malore ma quando sono arrivati sul posto, con il 118, l’uomo era già morto. Il cognato è stato portato in caserma.