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Camorra, Sandokan il capoclan dei Casalesi si pente

Camorra, Sandokan il capoclan dei Casalesi si pente

Si pente anche l’ultimo degli irriducibili del clan dei casalesi. Francesco Schiavone, detto Sandokan, decide di collaborare con la giustizia dopo 26 anni di prigione, la maggior parte dei quali trascorsi in regime del carcere duro. Lo riporta l’edizione cartacea del quotidiano “Cronache di Caserta”. La conferma viene anche dalla Direzione Nazionale Antimafia. Secondo quanto si apprende la decisione è maturata nelle ultime settimane. Ai figli è stato proposto di entrare ne programma di protezione. In queste ore, con grande discrezioni, le forze dell’ordine si sono recate a Casal di Principe per proporre al figlio, Ivanhoe, di entrare nel programma riservato ai familiari dei pentiti.
La decisione di Sandokan potrebbe anche essere un messaggio a qualcuno a non provare a riorganizzare il clan, un modo per mettere una pietra tombale sulle aspirazioni di altri possibili successori. La collaborazione potrebbe far luce su alcuni misteri irrisolti, come l’uccisione in Brasile nel 1988 del fondatore del clan Antonio Bardellino, o sugli intrecci tra camorra e politica.
Restano per ora irriducibili nella loro volontà di non collaborare con lo Stato l’altro storico capo dei Casalesi Francesco Bidognetti, noto come “Cicciotto e Mezzanotte”, in carcere dal 1993, e Michele Zagaria, catturato il 7 dicembre 2011 dopo sedici anni di latitanza. Tra i boss dei Casalesi che hanno deciso di collaborare con la giustizia compare invece anche Antonio Iovine, “o ninno”, arrestato nel 2010 dopo 15 anni di latitanza.

Polizia municipale a pasqua, più di 100 uova ai bimbi del rione Vasto

Polizia municipale a pasqua, più di 100 uova ai bimbi del rione Vasto

Sono più di 100 le uova donate dalla polizia municipale ai bambini del rione Vasto. All’esterno della chiesa del Buon Consiglio, che ha collaborato all’iniziativa, i caschi bianchi hanno regalato un momento di felicità ai bimbi di un quartiere attanagliato da molte difficoltà.

Per finanziare la campagna solidale, gli agenti dell’unità operativa San Lorenzo hanno fatto produrre due diversi modelli di bracciali, con la scritta “Uniti si vince”, il loro motto. I gioielli sono poi stati comprati stesso dagli agenti che hanno così finanziato l’acquisto le uova.

A consegnare i dolci all’esterno della parrocchia, il comandante Ciro Esposito. Presente in rappresentanza di palazzo San Giacomo, anche l’assessore alla Legalità, Antonio De Jesu.

(Interviste nel video allegato)

Vedi Napoli e poi Mangia, sold out per la zuppa di cozze

Vedi Napoli e Poi Mangia, sold out per la zuppa di cozze

La zuppa di cozze del giovedì santo, tradizione napoletana ereditata dai Borbone, è stata la protagonista del primo appuntamento della rassegna “Vedi Napoli e poi mangia”, ideata, promossa e finanziata dall’Assessorato al Turismo e alle Attività produttive del Comune di Napoli.

Curiosità e aneddoti sulla cucina napoletana e sulla sua vocazione internazionale, show cooking e degustazioni e performance artistiche. Ogni evento di “Vedi Napoli e poi mangia” diventa un’esperienza straordinaria, vissuta insieme a grandi personaggi della cultura napoletana.

Nel Refettorio di Regina Coeli, luogo del primo appuntamento, insieme a Marino di Niola, c’è stato uno dei più grandi artisti della cultura napoletana Peppe Barra.

 

 

PROSSIMI APPUNTAMENTI IN PROGRAMMA

Nei prossimi appuntamenti, cittadini e turisti incontreranno gli attori Isa Danieli e Patrizio Rispo e la chef stellata Rosanna Marziale. Autore della zuppa di cozze del giovedì santo lo chef Giuseppe Daddio, protagonista di questo primo show cooking in rassegna.

Ospite della performance artistica Mario Maglione in “In Canto Napolitano”, uno spettacolo che promuove la magia della canzone classica napoletana.

Supervisore della rassegna “Vedi Napoli e poi mangia” l’antropologo Marino Niola.

 

(Interviste nel video allegato)

 

Fontana della Fortuna, restaurato il monumento di Palazzo Reale

Fontana della Fortuna, restaurato il monumento di Palazzo Reale

La fontana della fortuna torna a zampillare nel cortile di Palazzo Reale. Terminato il restauro di uno dei pezzi pregiati del cotile d’onore dello storico palazzo partenopeo. Stamattina l’apertura del getto d’acqua alla presenza del direttore di Palazzo reale Mario Epifani.

Un lavoro durato meno di tre mesi che va ad inserirsi nel più ampio restauro che da mesi interessa Palazzo Reale all’interno e all’esterno. Ai nostri microfoni l’architetto Almerinda Padricelli spiega: “L’intervento di oggi aggiunge un ulteriore tassello agli interventi che abbiamo messo in campo negli ultimi 3 anni. Che ancora sono in corso e che si completeranno entro l’anno 2025”.

Un restauro complesso viste le varietà di marmo utilizzate per comporre la fontana ma che oggi restituisce ai cittadini e turisti un’opera perfetta da ammirare e fotografare così l’architetto Barbara Balbi: “Il restauro dei monumenti all’aperto in marmo è sempre molto complicato, è sempre molto delicato perché affetti da una serie di forme di degrado”.

(Le interviste nel video allegato)

Napolindie torna all’Arena del Flava

Dopo il grande successo dello scorso anno, con dodici ore di cultura e musica no stop e 10.000 ragazzi e ragazze che hanno affollato la spiaggia, Napolindie torna all’Arena del Flava, nell’area marina protetta del litorale di Castel Volturno, al Flava Beach (viale Dante Alighieri – Castel Volturno). Sabato 1 giugno, dalle 12.00 a mezzanotte, il format ideato da Lello Ferrillo insieme a Gianni Simioli, che ne cura anche la direzione artistica, metterà di nuovo al centro la musica con tutti i suoi stili, ma dedica più spazio alla cultura e ai libri, coinvolgendo l’Associazione librai di Port’Alba.

LELLO FERRILLO – Ideatore Napolindie

«La cultura è l’unica strada da seguire per rendere il mondo un posto migliore – racconta Lello Ferrillo, ideatore Arena del Flava e Napolindie –. Ho immaginato l’Arena del Flava come un grande spazio di divertimento ma anche di opportunità e ho deciso di concedere spazi gratuiti alle librerie di Port’Alba. Per ora hanno aderito tre librerie ma c’è spazio per accoglierne altre. Un’opportunità per le librerie, che nell’arco dell’intera giornata potranno vendere libri, ma anche un’opportunità per gli artisti emergenti che, con la direzione artistica di Gianni Simioli, come già fatto lo scorso anno, saranno sul palco dell’Arena del Flava con grandi nomi della musica e della cultura».

GIANNI SIMIOLI – Ideatore e direttore artistico Napolindie

«Ripartiamo dai libri con l’Associazione Librai di Port’Alba, coinvolgendo, attraverso l’associazione, tutte le librerie che vogliono aderire a Napolindie, la grande festa della cultura e della musica – racconta Gianni Simioli, ideatore direttore artistico Napolindie –.  Già lo scorso anno avevo messo insieme libri e musica, invitando sul palco, insieme a una nutrita e trasversale flotta di artisti, gli scrittori Maurizio de Giovanni, Pino Aprile e Angelo Forgione. Quest’anno compiamo un altro passo e, tenendo ferma l’idea di unire alle performance musicali interventi culturali, rendiamo il libro un prezioso oggetto tangibile che potrà essere acquistato durante la festa, provando a dare un piccolo contributo alla rinascita di quella che un tempo era la “strada dei libri”».

I PARTNER NAPOLINDIE

Napolindie è un grande evento reso possibile da una rete di partner. Insieme a Radio Marte, media partner Napolidie, ci sono Candizioland, Indiemen, Lido Scalzone, Teatro Hype e Venus. L’area “food and drink” sarà allestita e curata da Red Bull, Puok e ’A puteca d’a pizza.

ARENA DEL FLAVA
c/o Flava Beach
Viale Dante Alighieri – Castel Volturno
Sabato 1 giugno – dalle 12.00
Ingresso – prima release: 10 euro
https://xceed.me/en/castel-volturno/event/napolindie-1–153303/channel–sara-srl

 

Casa Infante, a Milano il gelato di lunga tradizione napoletana

La storia di Casa Infante, punto di riferimento per pasticceria e gelateria napoletana, va avanti ormai da tre generazioni, unendo innovazione e tradizione in un mix di qualità che caratterizza i loro 17 punti vendita, 15 a Napoli, uno a Caserta e uno a Milano.

Matteo Filisi, responsabile area marketing, eventi e digital di Casa Infante, ci ha raccontato la realtà di un polo culinario che ha alle spalle anni di storia e cultura.

DAL TARALLO AL GELATO, UNA STORIA DI TRE GENERAZIONI

“La storia dell’azienda nasce con Leopoldo Infante, il nonno di Fabio e Marco, i due fratelli che ora gestiscono questa storica realtà. Leopoldo lavorava un prodotto molto povero: il tarallo”.

Oggi Casa Infante è uno dei principali riferimenti per il gelato artigianale, ma la sua storia parte invece da un prodotto che con il settore dei dolci non ha molto a che fare: il tarallo classico napoletano, quello ‘nzogna e pepe.

Questo prodotto veniva lavorato da Leopoldo Infante in una bottega in Via Foria che all’epoca, ma in parte anche oggi, era il fuoco del commercio.

Da qui, il testimone passa a Patrizio, papà di Marco e Fabio, che sposta il focus dell’azienda anche sulla pasticceria.

“Patrizio ha inventato lo zeppolone, cioè la zeppola più grande con chantilly e fragoline. E oggi ci troviamo a produrre una quantità di zeppole inimmaginabile. Il giorno di San Giuseppe prepariamo le classiche fritte o al forno insieme a quelle special: con crema Lotus, noccioinfante, al caffè, in una visione che mescola di continuo innovazione e tradizione”.

Dopo la pasticceria, Marco e Fabio spostano l’azienda anche sulla gelateria e così si arriva al nome “Casa Infante”: un ambiente domestico e accogliente che vede nel cognome di famiglia una tradizione da rispettare.

IL GELATO INNOVATIVO E I 2.000 BUCCACCIELLI AL GIORNO

“La storia del buccacciello nasce per scherzo: all’epoca Gino Sorbillo chiese ai fratelli Infante un dolce veloce da servire al momento, da mettere in un boccaccio e proporlo fresco. Da qui nasce un prodotto tutto nostro, personalizzabile nell’etichetta e nel gusto. C’è stato un boom di richieste”.

Casa Infante, tutta dolci e gelati, vede nel buccacciello un esempio di prodotto vincente, nato per gioco e diventato cult. L’aneddoto di Marco Infante vuole che una volta, per una fornitura, l’azienda produttrice di boccacci gli impose un minimo di 2-3mila pezzi da comprare. Siccome il dolce era agli esordi, la paura era quella di non riuscire a consumare tutto l’acquisto. Adesso, invece, 2.000/3.000 pezzi non bastano per un solo giorno!

Matteo racconta che probabilmente il motivo di tale fama risiede nella natura fresca e giovanile del prodotto, caratteristiche che si confanno anche ai loro gusti di gelato.

“Noi cerchiamo sempre di mantenere 15-16 gusti iconici e affiancarne altri 10-15 nuovi e non convenzionali, che vanno anche in base alle festività. Cito il gusto pastiera e quello Roccocò come esempio”.

Ma di che popolarità godono questi gusti stravaganti?

“Marco tiene molto alla sua terra e crede che il modo per rendere condivisibili quei dolci che magari oggi i più giovani non mangiano, sia quello di contaminarli con qualcosa di più attuale. Da qui le accoppiate di tradizione e innovazione”.

LA TRADIZIONE NAPOLETANA SI SPOSA CON LA CUCINA HEALTHY MILANESE

Nel 2017 Casa Infante apre un punto vendita a Milano, capitale Europea del commercio e del networking, lo scambio che crea unioni e collaborazioni.

Il negozio nasce in Via Torino, strada costellata di bar e negozi, insomma… la Via Toledo milanese!

“Milano è una vetrina importante e il dubbio “ma andranno bene i prodotti napoletani?” non si crea perché quando c’è qualità, non c’è problema. La pasticceria ha un grande successo e al bancone milanese trovi al 90% gli stessi prodotti che trovi in quello napoletano, fatta eccezione di quel 10% che manca per ragioni logistiche perché, producendo noi tutto in un unico laboratorio centralizzato, alcune cose non possono essere spedite o mantenute bene durante il viaggio”.

Dopo l’esperienza vincente del nord Italia, Casa Infante da poche settimane ha aperto un negozio anche ad Amsterdam, primo punto vendita in franchising. Il modello è sempre lo stesso: bancone in orizzontale per i gelati, vetrina esposta per i dolci, angolo takeaway e cordialità.

Una realtà con tanti punti di contatto quella di Casa Infante che, all’interno del negozio napoletano di Mergellina, organizza numerosi eventi e collaborazioni. La cornice dello Chalet ha ospitato la presentazione della nuova vespa Piaggio, ma anche eventi con Fiat, Abarth e il lancio della barbie gelataia della Mattel.

“Oggi il network fa la differenza”, commenta Matteo.

MIGLIOR PANDORO D’ITALIA 2022, IL MOTTO: “QUALITÀ PRIMA DI TUTTO”

“Nel 2022 abbiamo vinto il premio per il Miglior Pandoro d’Italia. Te lo immagini? Un napoletano che conquista il podio. Esultanza da stadio”.

Matteo racconta di un Casa Infante fatto di tanti elementi, gelati, pasticceria e taralleria, con un motto ben definito: “qualità prima di qualsiasi cosa”.

“Le materie prime sono tutto: le fragoline vengono scaricate ogni giorno, i limoni sono quelli della costiera… parte tutto da qui. Fidati, il cliente al primo assaggio se ne accorge”.

Mimmo Scognamiglio, la galleria d’arte a Milano con Napoli nel cuore

Mimmo Scognamiglio, tra Napoli, Milano e le fiere in giro per il mondo, è da quarant’anni che lavora nel mondo nell’arte. Una brutale sinossi che riassume ciò che il gallerista ci ha raccontato sulla sua esperienza e sugli spazi espositivi che da anni gestisce.

“Ho iniziato quando avevo 22 anni completamente per caso. Poi ho capito che era la mia strada e oggi sono qui, pronto a festeggiare i 30 anni che la mia galleria compirà l’anno prossimo”.

DALLA GALLERIA LUCIO AMELIO AL PRIMO SPAZIO A NAPOLI, NEL 2007 L’APERTURA A MILANO

“Ho lavorato con Lucio Amelio per 10 anni, dall’85 al ’95. Ero giovanissimo, avevo appena 22 anni e frequentavo l’università, ero uno studente della facoltà di Informatica. Poi un giorno venni a conoscenza della posizione lavorativa nella galleria Amelio e decisi di provare. Mi mancavano 4 o 5 esami alla laurea ma non li ho mai dati. Mi sono innamorato dell’arte e oggi eccomi qua”.

La storia di Mimmo Scognamiglio nel mondo dell’arte inizia per caso, un’irruzione involontaria nella vita di uno studente universitario. Era il 1985 quando, a soli 22 anni, iniziava a lavorare per la galleria di Lucio Amelio, polo importantissimo che portava mostre e esposizioni di artisti molto famosi: Warhol, Keith Haring, Basquiat solo per citarne qualcuno.

Dopo un anno dalla morte di Amelio, nel 1995 Mimmo Scognamiglio apre la sua prima galleria d’arte a Napoli, in via Settembrini. Non soddisfatto a pieno dalla posizione poco strategica, Scognamiglio si avvicina al centro frequentato della città, spostando il proprio punto espositivo in via Mariano d’Ayala, in cui resta fino al 2011.

Nel 2011 ho deciso di chiudere la galleria di Napoli per concentrarmi su quella aperta a Milano nel 2007. Ho pensato che fosse meglio dedicarsi ad uno spazio solo e ho scelto la seconda. Perché? Avevo la sensazione che Milano potesse darmi possibilità che Napoli non poteva darmi. Se devi andare a Londra, da Milano ci metti un’ora, da Napoli ce ne metti 3”.

Mimmo Scognamiglio racconta che il ruolo delle gallerie d’arte è cambiato nel corso del tempo: quando era partito a lavorare nel settore, la galleria era un punto di ritrovo. Poi l’idea della globalizzazione e le possibilità di collegamento che ci sono oggi, tra piattaforme online e mezzi digitali, hanno spostato il focus su nuove possibilità e Scognamiglio si è adattato alla necessità di dover trovare un nuovo pubblico, nuovi stimoli e incontrare nuove persone.

TRA ARTISTI AFFERMATI E GIOVANI ESORDIENTI, LA MOSTRA A MAGGIO DI JOTA

Il ruolo del gallerista è fondamentale per la visibilità di un dato artista, decidendone la possibilità e la durata espositiva. Ma con quali criteri si selezionano le mostre da esporre?

“Il mio criterio è lo stesso da trent’anni: io guardo quelle cose che mi piacciono e che mi attirano verso un artista o verso un’opera. Cerco elementi in grado di comunicarmi qualcosa e, insieme ai ragazzi e alle ragazze che lavorano con me, decidiamo quali sono più in linea con i nostri gusti”.

A maggio la galleria Mimmo Scognamiglio ospiterà una mostra di Jota, artista brasiliano 23enne, proprio per questa capacità comunicativa: “sono quadri figurativi che parlano della sua cultura e questo racconto mi piaceva, la scelta di affrontare le proprie tradizioni in modalità innovative è il tratto che ci ha convinto”.

Il 23enne brasiliano non è il primo giovane artista che la galleria ospita, Lucio Perone, Maddalena Ambrosio e Luigi de Simone ne sono un validissimo esempio.

“Abbiamo sempre lavorato con i giovani. L’idea è quella di creare un equilibrio tra gli artisti riconosciuti a livello internazionale e altri esordienti o comunque operanti da poco in questo mondo”.

“L’ARTE È DI TUTTI. INTELLIGENZA ARTIFICIALE? CI SONO COSE CHE NON TOCCHERÀ”

L’arte è di e per tutti, quella vissuta, per strada o nelle gallerie, non è elitaria. Poi chiaro che se si tratta di dover acquistare un’opera, il discorso cambia per ragioni soprattutto economiche, ma la fruizione dell’arte non esclude nessuno”.

Ma a Milano, per godere davvero di arte contemporanea, si può fare affidamento su un polo specifico?

“Nel 2010 io mi spostai in quello che oggi potremmo definire polo, ed è Via Ventura, nel quartiere Lambrate. Lì c’erano altre gallerie che contribuivano a creare questo ambiente, come Massimo De Carlo, Francesca Minini, la Prometeo Gallery… Poi io mi sono trasferito perché ho rivissuto la stessa cosa di Via Settembrini a Napoli: il polo o lo crei al centro della città o le persone non arrivano in una zona così periferica. Per arrivare a Lambrate devi avere almeno 3 ore a disposizione: un’ora per arrivarci, una per guardare le mostre e un’altra per andar via. Noi in Italia non siamo abituati a questo”.

In effetti i tempi sono cambiati e anche la fruizione dell’arte sembra doversi adattare a nuove pratiche.

“L’intelligenza artificiale non ho ancora ben capito per cosa possiamo utilizzarla. Sì, ci sono delle piattaforme online tramite cui puoi vedere mostre, gallerie, opere… ma è la stessa cosa? Secondo me ci sono delle cose a cui l’IA non può arrivare”.

“MI MANCA NAPOLI MA LA MIA ATTIVITÀ RESTA A MILANO”

Tra le ultime cose, abbiamo chiesto a Mimmo Scognamiglio se esistono delle mostre, ospitate nelle sue gallerie, a cui è particolarmente affezionato e la risposta trasuda radici e nuovi inizi: “Credo che un ruolo importante lo detengano due mostre: la prima è quella con cui ho aperto la galleria, di un artista che si chiama Franco Rasma; la seconda l’ho fatta a Napoli nel 2002 ed è la prima mostra di Antony Gormley, la ricordo in modo molto positivo”.

Ma quanto resta di Napoli in un uomo d’arte che ha scelto per la sua carriera una città così diversa com’è Milano?

“Negli ultimi tempi penso mi piacerebbe tornare a vivere sul mare ma, poiché la mia attività resta a Milano, sarebbe davvero difficile. Napoli mi manca, quando torno giù ritrovo quegli stimoli che mi hanno fatto iniziare. Mi viene malinconia”.

Il suo motto? “Si può fare sempre qualsiasi cosa, anche all’ultimo momento” … e più napoletano di così!

Pasqua, a Napoli parte la task force per la sicurezza

Pasqua, la task force di Napoli

Si annuncia una Pasqua blindata a Napoli, dopo che l’attentato di Mosca ha riacceso nel mondo le paure legate al terrorismo. Se la richiesta di maggiori controlli arriva direttamente dal Viminale, è il prefetto Michele Di Bari ad annunciare, in seguito ad un apposito comitato per l’ordine e la sicurezza, la creazione di una task force per le festività pasquali, che dovrà vigilare sulle principali zone sensibili come gli accessi alla città, porto, stazione e aeroporto, e sui luoghi caratterizzati d’assembramenti, come le chiese, le processioni e i concerti.

I dettagli li hanno forniti l’assessore alla legalità del Comune di Napoli Antonio De Jesu e il comandante della polizia Municipale Ciro Esposito: (interviste in video allegato)

A via Solimena la paura viene dal muro di contenimento

A via Solimena la paura viene dal muro di contenimento

Continua l’emergenza infiltrazioni al Vomero, dove una nuova perdita ha intaccato il muro di contenimento in tufo ad incrocio tra via Solimena e Torrione San Martino. Qui, infatti, l’acqua ha iniziato a sgorgare copiosa dalla parete recintata, proprio a causa dell’instabilità. Altri disagi si sono registrati poi a seguito della rottura di una nuova tubatura. Una situazione probabilmente generata, spiegano i residenti, da un errore umano di operaio durante i lavori. A seguito di questo nuovo episodio ieri è stata interrotta per qualche ora la fornitura idrica in collina, senza che però i residenti fossero avvisati.

Nel mentre però continua la querelle sulle responsabilità, con il comune che a seguito della perizia di parte ha dovuto ritirare la diffida nei confronti del condomino di via Bonito 5, inizialmente ritenuto responsabile.

A commentare il dietro front delle istituzioni l’avvocato Sergio di Costanzo, residente dello stabile incriminato: (intervista in video allegato)

Campania Divina, Gassman su Napoli: “Vivo ancora lo stupore dell’approccio con la gente”

Campania Divina, Gassman su Napoli: “Vivo ancora lo stupore dell’approccio con la gente”

“È stato per me un grande piacere, un onore. La Campania è una regione che mi ha cercato, i primi ricordi sono legati alle riprese di ‘Profumo di donna’, con mio padre, già da bambino fui sorpreso della bellezza della città, del mare. Sono orgoglioso di essere cittadino onorario di Napoli e sono convinto che in questo momento sia Napoli la capitale culturale del paese. Una città che se impari a conoscere poi ti manca. Tutto questo Roma, la città dove sono nato, l’ha perso, si è snaturata. Credo che Napoli sia unica. Mi sento sempre più campano e napoletano… Pur essendo stato fatto cittadino onorario di Napoli vivo ancora lo stupore dell’approccio con la gente”.

Queste le parole dell’attore Alessandro Gassman, protagonista del nuovo spot turistico della ‘Campania Divina’, un viaggio nelle meraviglie delle cinque province della regione.

Lo spot

Lo spot, commissionato dalla Regione Campania e ideato e realizzato da Mad Entertainment, si inserisce in un campagna di comunicazione fortemente voluta dalla Regione per promuovere a livello nazionale e internazionale l’immagine turistica del territorio come spiega il presidente Vincenzo De Luca:

“Siamo partiti da un colloquio avuto con i sei sindaci di Ischia dopo l’alluvione lo trovo molto bello, coinvolgente, ringrazio Gassmann, era importate avere una voce esterna. Volevamo dare all’Italia la percezione della ricchezza della Campania. Si fa fatica a rompere il muro delle banalità e spesso dell’ignoranza. Napoli e la Campania non godono di una comprensione oggettiva nel sistema della comunicazione, diventa spesso tutto caricaturale”