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Mare fuori, la serie dei record approda su “Let’s Movie”

“Mare fuori”, di cui sono iniziate al Molosiglio di Napoli le riprese della quarta stagione, è la “serie dell’anno” per il Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani. Sarà premiata con il prestigioso Nastro d’argento il 17 giugno al Teatro di Corte di Napoli, nella serata organizzata dal SNGCI e dalla Film Commission Regione Campania. Ed è proprio alla serie prodotta da Rai Fiction e Picomedia che “Let’s Movie”, la piattaforma di interactive experience creata dalla Regione Campania e dalla Film Commission, riserva una nuova sezione del suo sito. Sono online, all’indirizzo https://letsmovie.fcrc.it/, le pagine dedicate alla serie di Raidue e Rai Play che contengono immagini dal set, notizie sul cast e sulle location utilizzate nelle sue prime tre stagioni, ma anche brevi sequenze filmate di cui, in un originale gioco virtuale, ciascun visitatore potrà personalizzare la visione.

L’OBIETTIVO DI FCRC

“E’ un ulteriore servizio che la Regione Campania e la Film Commission – sottolinea Titta Fiore, Presidente della FCRC –  mettono a disposizione del pubblico, con l’obiettivo di valorizzare anche in chiave turistica le varie location scelte dalle produzioni per allestire i propri set cinematografici”. Da “Mare fuori” a “Vincenzo Malinconico”, “Il Commissario Ricciardi”, “L’amica geniale”, solo per citare qualche titolo, la piattaforma Let’s Movie, a cui è stato assegnato a Milano il Premio Innovazione SMAU 2021, apre una finestra sui luoghi, e conseguentemente sulla cultura, di Napoli e della Campania alla scoperta di set, location, storie e curiosità legate ai film e alle fiction qui realizzate. “L’obiettivo di Let’s Movie – aggiunge Maurizio Gemma, direttore della FCRC – è quello di utilizzare al meglio le nuove tecnologie per collegare l’azione di valorizzazione del nostro territorio alla straordinaria forza evocativa delle diverse Arti audiovisive”.
Ulteriori informazioni al sito: https://fcrc.it/

Bimba ferita, il 19enne non risponde alle domande del Gip

Bimba ferita, il 19enne non risponde alle domande del Gip.

E’ durata poco l’udienza di convalida, davanti al gip di Napoli, del diciannovenne Emanuele Civita. Il ragazzo è stato fermato con l’accusa di avere preso parte alla sparatoria di martedì sera. A Sant’Anastasia, in provincia di Napoli, in un radi di cui non si comprendono ancor ai motivi, sono state ferite tre persone, tra cui una bimba di 10 anni. Civita, difeso dagli avvocati Fabio Marfella e Antonio Abete, si è avvalso della facoltà di non rispondere. I carabinieri di Castello di Cisterna e la Direzione distrettuale antimafia di Napoli contestano a Civita la detenzione e l’uso di armi da fuoco e il tentato omicidio aggravato dalle modalità mafiose e dalla premeditazione. Ieri era stato convalidato il fermo per l’altro accusato della sparatoria, di 17 anni. Dalle immagini del sistema di videosorveglianza emerge che la mitraglietta che ha sparato era nelle mani di quest’ultimo.
La piccola è fuori pericolo di vita.

Racconti per ricominciare, è partita la locomotiva delle emozioni

E’ iniziato il lungo percorso tra le straordinarie architetture monumentali della Campania impegnate per la quarta edizione del Festival Racconti per ricominciare. Un intenso progetto culturale, organizzato da Vesuvioteatro con la direzione artistica di Claudio Di Palma. Al via con successo nei suoi primi giorni di programmazione. Grandi e convinti applausi hanno salutato il debutto di “La vita è anche un’altra cosa” nell’originale allestimento che Nadia Baldi. Spettacolo ambientato nella suggestiva scenografia degli antichi treni del Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa. Da qui si passa con il documentare il divertimento dei tanti bambini presenti alla rappresentazione di “Alice nel giardino delle meraviglie” che il regista  Claudio Di Palma ha ricreato nel lussureggiante Orto Botanico della Reggia di Portici.

RACCONTI PER RICOMINCIARE

Di meraviglia in meraviglia, gli spettatori presenti ai primi spettacoli del green festival itinerante hanno percorso assieme agli attori, nella luce naturale del tramonto,  gli antichi spazi di quattordici tra i siti monumentali più belli della Campania. Di luogo in luogo, il programma, creato con l’accorta consulenza artistica di Giulio Baffi, ha aperto le porte alle nuove creazioni di Luciano Melchionna che ha affrontato la scrittura di Alberto Moravia nel suo spettacolo “Strano Mondo” nella Villa Campolieto di Ercolano, di Mario Gelardi che ha traportato nella Villa delle Ginestre a Torre del Greco le storie surreali di “Una ragazza d’oro” del drammaturgo quebecchese Sébastien David, o, ancora, di Antimo Casertano che assieme a Daniela Ioia, Ernesto Lama e Marco Palmieri ha adattato per la Villa Fiorentino di Sorrento, l’antico “Cunto de li cunti” di Gian Battista Basile.

SI REPLICA FINO ALL’11 GIUGNO

A questi si aggiungono le creazioni collettive di Chiara Baffi, Antonio Elia, Ettore Nigro, Ciro Riccardi  che hanno affrontato la scrittura di Italo Calvino in “Suoni lontani dalle città fantasma” ambientato nella Sala Cinese della Reggia di Portici, o di Giovanni Allocca, Angela De Matteo, Massimo De Matteo, Peppe Miale, Eduardo Tartaglia che hanno riletto in chiave multietnica, nella Villa Bruno di San Giorgio a Cremano, il classico “Na campagnata ‘e tre disperate” di Antonio Petito e, per finire, di Alessandra Borgia, Antonello Cossia, Elisabetta D’Acunzo, Luciano Giugliano che, in omaggio al drammaturgo Franco Autiero, nel Chiostro della SS. Trinità della “sua” Vico Equense, hanno messo in scena l’intenso spettacolo intitolato ”Parole espiantate”. Un programma intenso e ricco che si completa con le regie di Fortunato Calvino (nel Palazzo Vespoli a Massa Lubrense), Manuel Di Martino (al Belvedere di San Leucio a Caserta), Michelangelo Fetto (al Parco di Villa Favorita a Ercolano), Giovanni Meola (al Mulino Pacifico di Benevento), Luigi Russo (nella Villa Fernandes di Portici) e  Paco Ioffredo (al Rione Terra di Pozzuoli). Si replica fino all’11 giugno.

Adoc presenta risultati CaporAlt, una rete contro il caporalato

Nel 2022 sono stati circa 230mila i lavoratori irregolari, vittime di caporali e imprenditori. Tra loro donne, immigrati e 10 mila minori. Delle 405 zone d’Italia dove è registrata la presenza di caporali,  123 sono al sud a riprova che il fenomeno riguarda anche le regioni del Nord.

ALLA REGGIA DI PORTICI PRESENTATI I RISULTATI DEL PROGETTO CAPORALT

Non sono solo nei campi per la raccolta dei pomodori i lavoratori vittima di un fenomeno che “va considerato come la mafia”, come ha spiegato la presidente nazionale dell’associazione di consumatori Adoc, Anna Rea. Che ha presentato questa mattina durante un incontro alla reggia di Portici i risultati del progetto CAPORALT, realizzato con “Next – Nuova economia per tutti” e finanziato dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali

CONTRASTO ALLO SFRUTTAMENTO DEL LAVORO E ASSISTENZA ALLE VITTIME

Obiettivi del progetto, avviato nel 2021, il contrasto allo sfruttamento del lavoro e l’assistenza alle persone che ne sono vittime. In questi anni, grazie al progetto #Caporalt sono nati servizi informativi per i lavoratori, percorsi di inclusione e alfabetizzazione per stranieri, consulenza ed assistenza legale su diritti e contratti, supporto nella denuncia e, infine, grazie alle collaborazioni con aziende impegnate, sono stati attivati tirocini e stage.

Tra i relatori intervenuti all’incontro, moderato dal tesoriere della Uil Benedetto Attili, i rappresentanti dell’Associazione Ghetto out Casa Sankara, Papa Latir faye, il presidente della cooperativa Africa di Vittorio, Mbaye Ndiaye, Ivana Veronese, segretaria Confederale Uil e l’assessore all’Immigrazione della Regione Campania, Mario Morcone

ESCLUSIVO – Mistero nascita Eduardo De Filippo, parla l’archivista

Una sorprendente scoperta dell’Archivio di Stato di Napoli ha rivelato che Eduardo De Filippo, celebre commediografo e attore italiano, festeggia oggi il suo compleanno, contrariamente a quanto riportato nelle biografie ufficiali.

Secondo i registri anagrafici originali custoditi presso l’Archivio di Stato, Eduardo De Filippo è nato il 26 maggio 1900.

LA SCOPERTA RIVELATA DALLA DIRETTRICE DELL’ARCHIVIO DI STATO DI NAPOLI

L’incredibile scoperta è stata rivelata da Candida Carrino, direttrice dell’Archivio di Stato di Napoli, che ha analizzato attentamente i documenti anagrafici dell’epoca. Secondo il registro di nascita numero 577, datato 30 maggio 1900, Luisa De Filippo, madre di Eduardo, si presentò personalmente al Segretario della Prima Sezione Napoli-Chiaia per dichiarare la nascita del bambino. Il documento ufficiale riporta chiaramente che Eduardo è nato il 26 maggio 1900, alle ore otto di sera, come figlio di Luisa e di un uomo celibe non parente né affine.

Vedi l’intervista ad Angela Sorrentino, l’archivista che ha fatto la scoperta e parla ai microfoni di VIDEOINFORMAZIONI.

LA BIOGRAFIA UFFICIALE INDICA LA DATA DEL 24 MAGGIO

La scoperta ha messo in luce una discrepanza significativa tra la biografia ufficiale di Eduardo De Filippo e i fatti storici. Secondo Carrino, Eduardo non ha mai corretto la sua biografia durante la sua vita, nonostante fosse a conoscenza della data effettiva del suo compleanno. La recente trasmissione del film “Qui rido io” su Rai Uno, diretto da Mario Martone e basato sulla vita di Eduardo Scarpetta, ha rivelato ulteriori dettagli sulla sua storia familiare.

“FALSO IN ATTO PUBBLICO” PER LA MAMMA, LUISA DE FILIPPO

Secondo Carrino, Luisa De Filippo ha commesso un falso in atto pubblico, omettendo di menzionare il nome del vero padre di Eduardo e attestando che si trattava di un uomo celibe non imparentato. Eduardo Scarpetta, padre naturale di Eduardo De Filippo, era infatti sposato da ventiquattro anni con la zia di Luisa, Rosa. Questa scoperta solleva interrogativi sul motivo per cui Eduardo Scarpetta non abbia mai riconosciuto ufficialmente il figlio e abbia mantenuto segreta la sua paternità.

Il film “Qui rido io” ha inoltre sottolineato che Eduardo De Filippo non era il primogenito dell’unione tra Luisa ed Eduardo Scarpetta. Due anni prima della sua nascita, era nata Annunziatina, detta Titina, il 27 marzo 1898. Carrino suggerisce che potrebbero essere effettuate ulteriori verifiche sull’atto di nascita di Titina con informazioni inedite sulla sua storia.

L’insolita decisione di Luisa De Filippo di recarsi personalmente all’Ufficio di Stato Civile per registrare la nascita di Eduardo, soltanto tre giorni e mezzo dopo il parto, ha suscitato sorpresa tra gli studiosi. Carrino sottolinea che la giovane madre affrontò la situazione con pragmatismo, dimostrando forza e determinazione.

NUOVA LUCE SULLA VITA DI EDUARDO DE FILIPPO

La rivelazione dell’Archivio di Stato di Napoli getta una nuova luce sulla vita di Eduardo De Filippo e solleva importanti interrogativi sulle motivazioni che hanno portato alla falsificazione dei documenti ufficiali. L’artista, nonostante la consapevolezza della sua vera data di nascita ha scelto di mantenere intatta la sua biografia durante tutta la sua carriera.

La scoperta di questa verità nascosta mette in discussione la visione tradizionale della famiglia De Filippo e Scarpetta, evidenziando una complessa rete di relazioni e segreti. Eduardo Scarpetta, figura centrale nel panorama teatrale napoletano, era coniugato con Rosa, zia di Luisa De Filippo, ma ebbe altri figli al di fuori del matrimonio, tra cui il poeta, drammaturgo e giornalista Ernesto Murolo, nato dalla relazione con la cognata Anna De Filippo.

La libertà d’azione di Eduardo Scarpetta sembra essere stata influenzata dal silenzio sulla vera paternità di suo figlio Domenico, nato da una relazione di Rosa De Filippo con il re Vittorio Emanuele II. Questa rivelazione apre nuovi scenari sulla complessità delle relazioni familiari e delle dinamiche sociali dell’epoca.

La rivelazione dell’Archivio di Stato di Napoli getta una luce diversa sulla figura di Eduardo De Filippo, mostrandolo come un uomo che ha scelto di mantenere un segreto familiare e che ha costruito la sua carriera teatrale con intelligenza e determinazione.

Premio Cimitile 2023, un’edizione dedicata alla pace

Premio Cimitile 2023, un’edizione dedicata alla pace

Fondazione Premio Cimitile con i soci fondatori Regione Campania, Città Metropolitana di Napoli, Comune di Cimitile, Associazione Obiettivo III Millennio, ha presentato stamattina, presso la sala Giunta della Regione Campania a Napoli, la XXVIII edizione della rassegna letteraria nazionale Premio Cimitile, in programma dal 10 al 17 giugno prossimi.

Il Premio Cimitile e Guida Editore negli anni hanno premiato prestigiose firme del giornalismo e della letteratura italiana, anche e soprattutto gli inediti, scoprendo nuovi scrittori e proponendoli all’attenzione del panorama nazionale.

PREMIO DI QUEST’ANNO DEDICATO ALLA PACE

Il Complesso Basilicale Paleocristiano di Cimitile, uno degli esempi più affascinanti di arte paleocristiana in Italia, sarà lo scenario naturale di tutta la kermesse letteraria.

Per celebrare tale evento la Fondazione ha realizzato una mostra d’arte “Guernica emblema di guerra e di Pace a cinquant’anni dalla morte di Pablo Picasso”, a cura di Giuseppe Bacci, che aprirà la rassegna letteraria con il convegno “Guernica e i disastri della guerra a cinquant’anni dalla morte di Pablo Picasso. Una speranza di Pace”, durante il quale sarà presentato il libro “L’assedio. Il romanzo di Mariupol” di Andrea Nicastro – Solferino.

Per quanto riguarda l’invasione della Russia contro l’Ucrania – ha dichiarato il Presidente della Fondazione Felice Napolitano – Occorre una forte mobilitazione, oggi più di ieri, affinché le forze della società civile esercitino una consistente pressione sui governi, sulle classi politiche, sui cittadini. Affinché, a tutti i livelli della società, si instauri stabilmente quella Cultura della Pace che rappresenta il maggiore impegno da parte di una Società che vuole essere civile.

La settimana di arte, cultura, religione, storia, riscoperta del patrimonio pubblico sarà densa di eventi, letteratura, convegni, spettacoli, musica, momenti di riflessione. Un articolato programma di iniziative di elevato spessore culturale, volto a promuovere la lettura del libro, la letteratura e la diffusione dei valori umanitari che sono alla base di una civile e democratica cittadinanza, che vede la partecipazione di personalità del mondo della cultura, della politica, della religione e dello spettacolo e la riscoperta dei Beni Culturali dell’intera area nolana. Culminerà con la serata finale di premiazione e la consegna dei campanili d’argento ai vincitori della XXVIII edizione del Premio.

I VINCITORI DELLA XXVIII EDIZIONE

Il Comitato scientifico presieduto da Ermanno Corsi, ha selezionato così i vincitori della XXVIII edizione:

Sezione I: Opera inedita del genere narrativo.
Marco Ponzi: “La strategia dell’attenzione”. Il lavoro è stato pubblicato sul territorio nazionale a cura di Guida Editori di Napoli.
Sezione II: Opera edita di narrativa.
Simona Sparaco: “La vita in tasca” – Solferino.
Sezione III: Opera edita di attualità.
Mario Tozzi: “Mediterraneo inaspettato. La storia del mare nostrum raccontata dai suoi abitanti” – Mondadori
Sezione IV: Opera edita di saggistica.
Ezio Mauro: “L’anno del fascismo. 1922. Cronache della marcia su Roma” – Feltrinelli
Sezione V: Opera edita archeologia e cultura artistica in età Paleocristiana e Altomedievale.
Silvana Rapuano: “Archeologia e storia di un monastero Sant’Ilario a Port’Aurea di Benevento” – Edipuglia.
Premio Giornalismo “Antonio Ravel” a Sigfrido Ranucci
Giornalista, conduttore televisivo di Report su RAI 3.
Premio Speciale a Francesco Vaia
Direttore Generale dell’Istituto Spallanzani di Roma.

Ai premiati sarà consegnato il “Campanile d’argento” tradizionale emblema del Santuario martiriale di San Felice. L’iniziativa, vanta autorevoli patrocini: Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero della Cultura, Regione Campania, Città Metropolitana di Napoli, Curia Vescovile della Diocesi di Nola.

Prima volta di Pisani, applausi a Napoli per capo Polizia

È tornato nella sua Napoli acclamato dagli amici di sempre, che non lo hanno mai abbandonato nel momento più difficile della sua carriera di poliziotto. Vittorio Pisani nuovo Capo della Polizia ha scelto Napoli dopo la sua prima uscita ufficiale a Palermo.

L’INCHIESTA CHE COINVOLSE PISANI

Non un caso, ritrovarsi nel medesimo luogo che lo vide storico numero uno della squadra mobile partenopea e artefice della cattura dei superboss Iovine e Zagaria. Poi l’inchiesta infamante che vide Pisani nel 2011 coinvolto con l’accusa di riciclaggio di denaro da parte del clan Lo Russo in alcuni ristoranti di Napoli di proprietà dei fratelli Iorio.

Accusato di rivelazione di segreto, abuso d’ufficio e favoreggiamento, nel 2013 fu scagionato e assolto con formula piena riprendendo il suo cammino professionale sempre in ascesa che lo ha portato nel 2019, con il governo Conte I alla nomina di vice direttore dell’Agenzia informazioni e sicurezza interna (AISI) con la qualifica di dirigente generale di pubblica sicurezza. E poi poche settimane fa a ruolo di Capo della Polizia.

INTITITOLAZIONE DELLA SALA RIUNIONI DELLA MOBILE A MARIO BIGNONE

Dopo un incontro stamattina a Palazzo di governo con il prefetto Claudio Palomba, Pisani è arrivato introno alle 12 in questura, a via Medina accolto dal questore Alessandro Giuliano, per presenziare all’intitolazione della sala riunioni della mobile a Mario Bignone, primo dirigente scomparso prematuramente all’età di 44 anni a Palermo.

Nel suo intervento, preceduto dal commosso ricordo che di Bignone ha fatto la moglie, Pisani ha ricordato la qualità dell’uomo e dell’investigatore. Ricostruendo l’episodio della cattura del superlatitante Pietro Licciardi proprio grazie a una delicata operazione di polizia effettuata da Bignone sotto copertura. A margine dell’incontro le parole del Questore di Napoli Giuliano che si è espresso su Bignone.

Trasporti pubblici, uno sciopero a metà

Trasporti pubblici, uno sciopero a metà

Servizio regolare per la Linea 1 della metropolitana e per la funicolare centrale, sospeso per la Funicolare di Mergellina e solo corse dirette alla funicolare di Montesanto.

Pesanti disagi soprattutto per gli utenti dei mezzi Eav, quindi circumvesuviana, cumana e circumflegrea. Questi riflessi sul trasporto pubblico a Napoli in conseguenza dello sciopero generale di 24 ore proclamato dal sindacato Usb.

CORTEO DI PROTESTA DEI LAVORATORI E DEI SINDACATI

In concomitanza con la fascia orario in cui hanno incrociato le braccia, i lavoratori con i loro rappresentanti sindacali hanno dato vita a un corteo di protesta nel centro di Napoli, diretto verso la sede della prefettura. Enzo de Vincenzo di Usb spiega quali sono le rivendicazioni dei lavoratori

Spalletti dice addio al Napoli con un tatuaggio sul braccio

Il futuro di Luciano Spalletti sembra essere lontano da Napoli, ma le emozioni e i ricordi indelebili del capoluogo partenopeo lo accompagneranno ovunque vada, letteralmente incisi sulla pelle.  Ll mister campione d’Italia, infatti, si è fatto tatuare il logo del Napoli e lo scudetto con il numero 3 sul braccio sinistro.

IL TATUATORE HA PUBBLICATO UNA FOTO SU INSTAGRAM

È stato il tatuatore Valentino Russo a condividere la storia su Instagram, pubblicando una foto del tatuaggio di Spalletti. Nel suo post, Russo ha espresso le sue emozioni e ha svelato il privilegio che ha avuto di lavorare con il celebre allenatore.

LA CONFESSIONE DURANTE L’APPLICAZIONE DEL TATUAGGIO

Ha scritto: “La maggior parte delle volte non ho nemmeno il tempo di pensare a quello che sto facendo e dove sto arrivando! Mi soffermo e dico cavolo, qua arrivare per me forse è anche troppo. Ieri ho passato una delle giornate che mi ricorderò a vita!!Per tanti può essere scontato, soprattutto per chi è in questo mondo… Per me essere partito dal nulla ed essere chiamato da Luciano Spalletti è stata una grande soddisfazione, ma non perché si è tatuato, attenzione! il primo tatuaggio della sua vita, è un tatuaggio dedicato alla vittoria del Napoli dopo 33 anni, un evento che rimarrà per sempre indelebile! Ho conosciuto veramente una persona unica. Ha un’umiltà incredibile e la sua ironia è inconfondibile!!”.

Questo gesto di Luciano Spalletti ha suscitato grande interesse e ha dimostrato ancora una volta il legame speciale tra l’allenatore e la città di Napoli. Dopo 33 anni di attesa, il Napoli è riuscito a conquistare lo scudetto, riempiendo di gioia e orgoglio i suoi tifosi. Spalletti, con la sua decisione di tatuarsi il logo del Napoli e lo scudetto, ha voluto suggellare questo momento storico e renderlo immemore sulla sua pelle.

Premio Napoli, nuovo corso: cambia nome e diventa agenzia culturale

Subito novità per il nuovo corso del Premio Napoli con l’insediamento del nuovo presidente Maurizio De Giovanni. A partire dalla denominazione. Si chiamerà infatti “Campania legge – Fondazione Premio Napoli”. Il premio, inoltre, diventerà una delle attività della fondazione, culminando in una serie di iniziative che si protrarranno per un anno incentrate sulla promozione della lettura in tutta la città, nell’area metropolitana e nell’intera regione Campania. Anche “Campania legge” scenderà in piazza, coinvolgendo i cittadini del centro e delle periferie per favorire la pratica della scrittura e della lettura tra i giovani, anche quelli provenienti da contesti scolastici svantaggiati.

IL NUOVO CORSO DI MAURIZIO DE GIOVANNI ALLA PRESIDENZA

Spiegando le sue motivazioni, de Giovanni ha dichiarato: “Oltre all’orgoglio di presiedere il premio letterario più antico d’Italia, ho accettato questo ruolo per trasformarlo in un catalizzatore di consumi culturali nella mia città e nella mia regione. Attivare strategie per incentivare l’engagement con i testi e la scrittura è il dovere primario di un’istituzione come la nostra. Può essere una battaglia impegnativa che alcuni ritengono anacronistica, ma è entusiasmante da combattere. Armati del potere della parola scritta.”

PENSO AD UN’AGENZIA DEDICATA ALLA PROMOZIONE CULTURALE

L’autore de “Il Commissario Ricciardi”, “I bastardi di Pizzofalcone” e di tanti altri bestseller intende rivoluzionare la struttura della manifestazione e del premio stesso. Ha dichiarato: “Il riconoscimento di fine anno sarà solo un elemento del nuovo corso della manifestazione. Credo nella creazione di un’agenzia dedicata alla promozione culturale che possa fungere anche da organo di coordinamento per le tante realtà meritevoli già impegnate nell’editoria, letteratura e lettura nella regione”.

GLI STATI GENERALI DELLA LETTURA

A tal fine “Campania legge” ospiterà il 19 giugno un incontro che riunirà associazioni, librerie e tutti gli altri soggetti che operano nel settore. L’evento, dal titolo “Stati generali della lettura”, si svolgerà presso la sede della Fondazione a Palazzo Reale, con l’obiettivo di studiare l’istituzione di un osservatorio, un programma di interventi e una serie di eventi per promuovere la parola scritta e parlata. Annunciati come partecipanti anche i rappresentanti del Comune di Napoli impegnati nel “Patto per la lettura”, a seguito della decisione di “Campania legge” di aderire al patto.

LE ALTRE INIZIATIVE

Inoltre, ci sarà un’ampia gamma di altre iniziative. Assumeranno un ruolo centrale le attività svolte durante tutto l’anno con le scuole. Ma anche con gli istituti penitenziari e gli ospedali. Il neo presidente punta a introdurre un fitto e innovativo calendario di eventi. “Organizzeremo diversi eventi e incursioni, coinvolgendo personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura, incluse personalità popolari nazionali. Si inizierà con masterclass tenute da esponenti di spicco della comitato tecnico, come gli scrittori Igiaba Sciego, Diego De Silva e Maurizio Braucci, collaboreremo anche con enti promotori di iniziative culturali nelle periferie, realizzeremo flash mob letterari, creeremo podcast con dibattiti in fondazione e in altre sedi, presenteremo estratti di romanzi, ospitare dibattiti con influencer e booktuber e coinvolgere personaggi popolari tra i giovani, come attori, musicisti, YouTuber e fumettisti. Infine, lanceremo concorsi per le scuole, che vanno dalla realizzazione di mini sceneggiature da tradurre in cortometraggi a concorsi di lettura creativa. I vincitori saranno premiati insieme ad autori famosi alla fine dell’anno”.