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Shopping in centro con paletta falsa della polizia, denunciata 65enne

Circolava nel centro storico senza problemi con una paletta della polizia municipale ben in vista sul cruscotto. Accade a Camposano, in provincia di Napoli. Una signora di 65 anni, incensurata, viaggiava a bordo della propria auto con una paletta della polizia municipale.

LA PALETTA ERA CONTRAFFATTA E LA SIGNORA NON ERA UNA POLIZIOTTA

Ma il via libera è durato poco. I suoi “veri” colleghi, insospettiti perché non hanno riconosciuto la poliziotta in servizio nella loro zona, hanno fermato la donna. E scoperto che la paletta era priva dello stemma della Repubblica italiana. E non c’era il numero di matricola obbligatorio sul manico.

La donna è stata immediatamente denunciata per possesso di segni distintivi contraffatti. E la paletta, naturalmente, sequestrata.

Posillipo che disastro, chiuso anche il viale del Virgiliano

A poco più di una settimana dalla tragedia sfiorata in via Tito Lucrezio Caro, adesso l’arteria che porta al parco Virgiliano è stata immediatamente chiusa al traffico. Sorvegliati speciali i pini, o quello che resta dopo il taglio dei fusti ordinato dal sindaco De Magistris nel 2018. Ma la situazione è già fuori controllo.

A RISCHIO ANCHE GLI ULTIMI PINI DI VIALE VIRGILIO

Il sindaco Gaetano Manfredi, dopo la caduta di un pino sul furgone, ha fatto sapere che per il momento non ci sarà una nuova piantumazione di questi alberi un tempo simbolo della cartolina di Napoli. Intanto con la chiusura della strada principale che porta al Virgiliano è davvero allarme degrado per Posillipo. L’accesso al polmone verde posillipino è dalle corsie parallele normalmente utilizzate per il parcheggio di auto e motorini.

Rapinava cellulari in tuta da lavoro, preso il ladro del centro storico

Cinque furti di cellulare sempre nella stessa zona del centro storico di Napoli. Era il terrore degli abitanti di via Foria e delle zone limitrofe. Al quinto furto con strappo è stato preso dai carabinieri del nucleo  operativo di Napoli Centro.

Il rapinatore seriale è Urbano Zullo, 44enne noto alle forze dell’ordine. I carabinieri lo hanno individuato in via Foria, a bordo di uno scooter senza assicurazione.

IL RAPINATORE ERA SOTTO OSSERVAZIONE DEI CARABINIERI DA GIORNI

Approfittando della distrazione di una donna, le avrebbe strappato il cellulare di mano fuggendo in direzione di Piazza Garibaldi. I militari lo monitoravano da alcuni giorni, pedinato nei suoi spostamenti tra casa e luogo di lavoro. Affidato in prova ai servizi sociali e impiegato come meccanico, Zullo è stato colto in flagranza e inseguito con la tuta da lavoro ancora addosso.
Bloccato e arrestato, il 44enne è finito in carcere in attesa di giudizio.
I carabinieri, grazie alle indagini compiute nei giorni scorsi, sono riusciti a documentare il coinvolgimento di Zullo in altri 4 furti commessi con le stesse modalità, nella stessa zona.

Secondigliano violenta, è grave il 61enne ferito con coltello

Sono ancora ignote le cause e la dinamica del ferimento all’addome di un uomo di 61 anni ieri sera, giovedì 18 maggio, a Secondigliano. L’episodio è accaduto in via Cardinale Filomarino. Non è ancora chiaro se si tratta di un tentativo di rapina o se l’uomo e uno o più sconosciuti conoscevano la vittima.

L’uomo è stato soccorso dal 118 e poi trasportato al Cardarelli, non in pericolo di vita. Indagini in corso per ricostruire la dinamica.

DUE ACCOLTELLATI NELLA NOTTE IN VIA DELLE DOLOMITI A NAPOLI

Intanto due persone, una delle quali gravemente, sono state ferite la scorsa notte in via Delle Dolomiti, a Napoli, nei pressi della chiesa del Cristo Re.

Si tratta di un 21enne di Casavatore e un 36enne del rione Berlingieri di Napoli. Il più giovane riporta lievi ferite da arma da taglio alle braccia ed è stato trasferito al Cardarelli, non in pericolo di vita.

Il 36enne è arrivato al pronto soccorso in gravi condizioni, con ferite multiple all’addome e alle gambe. Anche lui è stato trasferito al Cardarelli, in codice rosso. Indagini in corso per chiarire la vicenda.

Sicurezza stradale, il piano di Anas in Campania

“Anas, oltre a svolgere il proprio compito nella gestione e manutenzione di oltre 32mila km di strade ed autostrade su tutto il territorio nazionale, promuove e supporta una serie di iniziative a favore della diffusione delle norme della sicurezza stradale, in particolare nelle scuole, per i giovani, anche in ragione dell’importanza che l’argomento riveste per la Comunità Europea e per il competente Ministero con l’obiettivo, tra gli altri, di contribuire alla riduzione della incidentalità stradale”.
Lo ha dichiarato il Responsabile di Anas Campania, Nicola Montesano, a margine della premiazione del progetto ‘Sii Saggio, Guida Sicuro’, svoltasi nella giornata di ieri presso la Mostra d’Oltremare di Napoli alla presenza, tra gli altri, del Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca.
“Siamo fermamente convinti infatti – ha chiosato Montesano (Anas) – che una buona educazione stradale sia alla base di stili di guida consapevoli e comportamenti adeguati sulla strada, da tenere anche come ciclisti o pedoni poiché la sicurezza stradale – oltre che dalle condizioni della strada – dipende, soprattutto, da comportamenti responsabili di utenti consapevoli”.

Ergastolo al killer di Bottone, era stato assolto in primo grado

La Corte di Assise di Appello di Napoli ha ribaltato la sentenza di assoluzione emessa nel 2021. E ha condannato all’ergastolo Enrico La Salvia, membro del clan Sequino del Rione Sanità, per l’omicidio di Antonio Bottone. Un giovane estraneo agli ambienti criminali di soli 20 anni. La Salvia era stato inizialmente assolto dal gup di Napoli Anna Tirone per non aver commesso il fatto. Ma i giudici di secondo grado hanno ora ritenuto che l’imputato sia pienamente colpevole del delitto.

 AGGUATO MORTALE A NOVEMBRE 2016 AI COLLI AMINEI A NAPOLI

L’agguato mortale si verificò la sera del 6 novembre 2016, davanti a un pub nel quartiere dei Colli Aminei di Napoli. Antonio Bottone, amico del vero obiettivo dell’agguato, Daniele Pandolfi, fu colpito mortalmente per errore mentre teneva in braccio una bambina con la quale stava giocando. L’obiettivo dell’attacco era Pandolfi, legato alla famiglia malavitosa dei Vastarella, che rimase ferito nel raid.

FAIDA TRA CLAN SEQUINO E VASTARELLA

Nonostante la presenza di bambini nel luogo dell’agguato, perpetrato nell’ambito di una faida tra i clan Sequino e Vastarella, gli aggressori portarono a termine il loro piano. La famiglia di Antonio Bottone ha vissuto una sofferenza immensa in questi sei anni, e il verdetto della Corte di Appello non potrà mai rimarginare la ferita causata dalla perdita del loro caro Antonio.

IN PRIMO GRADO ENRICO LA SALVIA ERA STATO ASSOLTO

Luigi Bottone, padre della vittima, ha commentato la condannando: “Giustizia è fatta. La mia sofferenza è stata ed è enorme. Sono passati sei anni dal giorno in cui mi si è aperta questa ferita, che non si rimarginerà mai. Nessuna sentenza può restituirci Antonio.” D’altra parte, la madre di Antonio, Patrizia Polito, ha sorprendentemente dichiarato di aver perdonato il giovane che ha sparato, aggiungendo: “Vorrei abbracciare la madre di chi ha sparato: comprendo il suo dolore.” Anche le due sorelle di Antonio, Barbara e Vincenza, hanno espresso soddisfazione per la condanna.

La decisione della Corte di Appello di Napoli segna un passo importante verso la giustizia per la vittima e la sua famiglia. Riafferma inoltre l’impegno delle autorità nella lotta contro la criminalità organizzata e la volontà di punire coloro che commettono reati così gravi, anche quando il contesto criminale rende difficile individuare le responsabilità e ottenere dimostrarsi affidabili.

Storia di Saku, tre lauree ma a Napoli lavora come colf

Tre lauree e ruoli importanti in uffici pubblici nel suo Paese, il Kirghizistan, colf e baby sitter a Napoli. Città in cui Saku, all’anagrafe Saltanat Kuchuev, 48 anni e un figlio di 15 anni rimasto in patria con il padre, ha deciso di trasferirsi quattro anni fa.

Lauree in Ingegneria civile, Management e in Scienze delle finanze, ma in Italia per lei gli unici lavori possibili sono fare le pulizie e la baby sitter. Ha potuto ottenere il permesso di soggiorno grazie alla sanatoria per colf e badanti del 2020, dopo due anni dalla richiesta inviata. Nel 2022 il permesso di soggiorno per motivi di lavoro e oggi di nuovo sui libri per imparare l’italiano. Strumento necessario per mettersi alla ricerca di un lavoro più adeguato al suo cursus honorum.

ACTION AID, CORSI PER IL RILASCIO DEL CERTIFICATO LINGUISTICO PER STRANIERI

La storia di Saku punta i riflettori sulle realtà che a Napoli operano quotidianamente tra le pieghe del tessuto urbano della società, come Action Aid che organizza i corsi per il rilascio del certificato linguistico per decine di stranieri che auspicano di rimanere in Italia con un impiego in linea con la propria formazione. Marta Peperna ha spiegato come opera a Napoli Action Aid.

Napoli-Bari, aspettando l’Alta Velocità: presto coppia treni Intercity

L’ultima volta è stata nel 2019 quando fu avviato il progetto del collegamento diretto tra Napoli e Bari. Adesso è tempo di andare all’incasso per i sindaci dei due capoluoghi di regione, Antonio Decaro e Gaetano Manfredi ricevuti a Roma, presso la sede del Mit dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e dai vertici delle Ferrovie dello Stato.

PRESTO UNO STUDIO DI FATTIBILITA’ PER UNA LINEA VELOCE CON TRENI INTERCITY

Secondo quanto emerso dall’incontro, le Ferrovie e RFI (Rete Ferroviaria Italiana) stanno conducendo uno studio di fattibilità che sarà completato entro la fine del mese. Questo studio determinerà se sia possibile iniziare, nel più breve tempo possibile, una tratta sperimentale utilizzando una coppia di treni Intercity. L’obiettivo è testare l’efficienza e l’efficacia di questa soluzione di collegamento diretto, fornendo un servizio più rapido ed efficiente per i passeggeri.

IN ATTESA DELL’ALTA VELOCITA’ OPERATIVA SI SPERA ENTRO IL 2027

Una volta acquisiti i pareri tecnici e superate eventuali sfide, il collegamento diretto potrà finalmente prendere il via. Questa soluzione sperimentale è solo una misura temporanea in attesa del completamento dei lavori per l’Alta Velocità tra Napoli e Bari, il cui primo tratto sarà completato entro il 2024. Il progetto completo, secondo il cronoprogramma, dovrebbe essere operativo entro il 2027.

L’implementazione di un collegamento diretto tra Bari e Napoli rappresenterebbe un passo significativo per migliorare le connessioni tra queste due importanti città italiane. Consentirebbe a residenti e turisti di viaggiare più rapidamente e agevolmente tra le due destinazioni, stimolando lo sviluppo economico e incrementando gli scambi culturali.

Qatargate, estradizione di Cozzolino: ecco le motivazioni dei giudici

“Non vi è alcun elemento per ritenere che la ricostruzione dei fatti contenuta nel mandato di arresto europeo e la relativa contestazione dei fatti siano del tutto scollegate dalla realtà, oppure rispondano a ragioni persecutorie o comunque estranee alla ragione giurisdizionale che deve fondare la procedura del mandato di arresto”. Queste le motivazioni che hanno spinto i giudici della Corte di Appello di Napoli ad accogliere la richiesta di estradizione nei confronti dell’europarlamentare napoletano, Andrea Cozzolino, avanzata lo scorso mese di febbraio dalla procura belga.

CONTESTATI ALL’EX ASSESSORE I REATI DI CORRUZIONE PUBBLICA E RICICLAGGIO

All’ex assessore della Regione Campania, gli inquirenti contestano i reati di corruzione pubblica e riciclaggio. Tra le pregiudiziali sollevate dai legali dell’eurodeputato, accolte dalle toghe napoletane e che avevano determinato i precedenti 5 rinvii dell’udienza, era il ruolo dei servizi segreti nelle indagini sul Qatargate.

Nelle motivazioni dell’accoglimento dell’estradizione però, i giudici scrivono “non si evince ragione per ritenere che le indagini siano state svolte dai servizi segreti invece che dall’autorità giudiziaria attraverso la polizia giudiziaria” e neppure è possibile ritenere plausibile che le contestazioni siano “frutto di persecuzione né di invenzione” e che quindi siano stati violati i diritti fondamentali.

INFONDATA LA QUESTIONE DI LEGITTIMITA’ COSTITUZIONALE PER LA CORTE D’APPELLO

Infondata quindi la questione di legittimità costituzionale secondo la corte d’appello di Napoli. L’ipotesi della procura europea, è che Andrea Cozzolino, abbia usato il suo ruolo per favorire il Marocco e il Qatar in cambio di denaro dai rispettivi Governi. Ad accusare Cozzolino, l’ex parlamentare europeo Antonio Panzeri ed il suo ex collaboratore, Francesco Giorgi. In caso di condanna, i giudici di Napoli, hanno chiesto di scontare la pena in Italia per il politico, i cui legali hanno presentato ricorso in Cassazione.

Tifoso imbucato festa spogliatoio del Napoli, denunciato

Dovrà difendersi dall’accusa di aver partecipato da “imbucato” ai festeggiamenti per la conquista matematica dello scudetto nello spogliatoio del Napoli nello stadio di Udine.

Il video della sua presenza, tra cori, bottiglie di champagne e selfie è stato subito virale nei giorni scorsi. Nei tanti video “ufficiali” di chi c’era nello spogliatoio, compare anche una sequenza in cui il tifoso imbucato, Gaetano Iavarone, viene scoperto da Amir Rrahmani, il difensore del Napoli che rivolgendosi ai compagni dice: “Ma questo chi è?”. Poi la festa continua negli spogliatoi con Iavarone che salta, canta e brinda con tutti.

IL TIFOSO E’ STATO CONVOCATO IN QUESTURA A NAPOLI

Una bravata che ha avuto conseguenze per il tifoso imbucato. Oggi Iavarone è stato convocato in Questura, dove la Digos gli ha contestato gli addebiti nei sui confronti formulati dalla Procura di Udine. Difeso dall’avvocato Sergio Pisani dovrà rispondere del suo comportamento.

ARRESTATO TIFOSO SU ORDINANZA GIP UDINE PER RISSA ALLA DACIA ARENA

Sempre in relazione alla partita di Udine dove il Napoli si è laureato campione d’Italia, un tifoso del Napoli è stato arrestato. In esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Udine, dagli agenti della Digos della Questura di Napoli, per invasione di campo e rissa aggravata dall’uso di strumenti atti ad offendere.

Il tutto è accaduto durante i festeggiamenti dei tifosi della squadra di Spalletti sul campo e sugli spalti della Dacia Arena. Dall’attività investigativa della Digos di Udine era emerso che l’uomo aveva raggiunto la località friulana per assistere alla partita. Introducendosi così nell’impianto sportivo con false generalità e camuffandosi al momento dell’ingresso, per poi invadere il terreno di gioco al fischio finale e partecipare agli scontri tra opposte tifoserie. Il tutto in violazione della misura cautelare dell’obbligo di dimora nel Comune di Napoli. L’uomo è stato associato alla casa circondariale di Poggioreale.