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Sciopero nazionale lavoratori portuali, a Napoli cortei e presidi

Braccia incrociate oggi per i lavoratori dei porti di Napoli, Salerno e Castellammare di Stabia, che hanno aderito allo sciopero nazionale proclamato dalle sigle sindacali di categoria. Con un corteo, che ha paralizzato per circa un’ora la circolazione in corrispondenza dello svincolo autostradale del varco Bausan, hanno manifestato i rappresentanti dei Cobas, mentre Cgil, Cisl e Uil hanno allestito un presidio nel piazzale dell’Autorità portuale.

LE RICHIESTE DEI SINDACATI

Difesa del Contratto Collettivo Nazionale, misure per garantire l’incolumità e la sicurezza dei lavoratori addetti alle operazioni portuali, un equo salario: le richieste degli scioperanti al Governo. I portavoce della mobilitazione a Napoli sono stati: Giuseppe D’Alesio, dell’esecutivo nazionale Si Cobas, i segretari regionali di Filt Cgil, Vita Convertino, Uil Trasporti, Giuseppe Tamburro e di Cisl porti della Campania, Gennaro Imperato

Sparatoria a Napoli, ferita una donna al parchetto dei bimbi

Sparatoria a Napoli, ferita una donna al parchetto dei bimbi

Una chiazza di sangue tra uno scivolo e un’altalena. A terra anche una cintura, usata come laccio emostatico per tamponare la ferita alla gamba della donna incensurata di 49 anni colpita da un proiettile esploso da uno sconosciuto in circostanze ancora da chiarire ieri pomeriggio nel parchetto giochi per bambini di piazza Italia, quartiere Fuorigrotta. Si torna a sparare tra la folla a Napoli. Davanti a bambini, con la luce del sole.  L.M, queste le iniziali della donna, che si trovava con la figlia, dopo il ferimento è stata portata d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale San Paolo con l’auto di un privato cittadino. Non è in pericolo di vita.

IL RACCONTO DEI TESTIMONI

Testimoni hanno raccontato agli agenti di polizia intervenuti di tre giovani con il volto coperto che dopo aver aperto il fuoco si sono dati alla fuga, in direzione viale Augusto. Nei giardini, le forze dell’ordine hanno rinvenuto un casco, forse abbandonato da uno degli autori e un proiettile. L’unico sparato dall’autore del raid. Tra le prime ipotesi, l’errore di persona. Col passare delle ore però, secondo quanto sta emergendo dall’inchiesta portata avanti dalla squadra Mobile, sono emersi i connotati dell’agguato di matrice camorrista. Chi ha fatto sparato lo ha fatto con cognizione di causa. Ha preso la mira e poi premuto il grilletto.

RIUNIONE STRAORDINARIA IN PREFETTURA

Dopo l’episodio, in serata il prefetto di Napoli, Michele di Bari ha convocato una riunione del coordinamento per l’ordine pubblico e la sicurezza.

 

Santanchè a Portici, prima la “fiducia” poi il futuro del turismo

RESPINTA LA MOZIONE DI SFIDUCIA ALLA CAMERA

Mentre a Roma si stava votando la mozione di sfiducia nei suoi confronti, era quasi arrivata Napoli il ministro del Turismo, Daniela Santanchè. Respinta la mozione, la sua permanenza nell’attuale Governo dipenderà solo dalla chiusura dell’inchiesta che la vede indagata per truffa sulla cassa integrazione Covid della società Visibilia di sua proprietà. Saltato il fosso Camera quindi, la titolare del dicastero Turismo ha potuto affrontare a testa alta le decine di microfoni che la attendevano al museo di Pietrarsa di Portici, dove era in corso un convegno sul turismo sostenibile

IL PIANO DEL GOVERNO PER UN TURISMO SOSTENIBILE

Chiusa la pagina giudiziaria poi, il ministro ha illustrato i punti fondamentali del piano del Governo per lo sviluppo del turismo, settore vitale per l’economia italiana

Rogo Venere degli Stracci, dimezzata la pena a Simone Isaia

E’ stata dimezzata da 4 a 2 anni e sei mesi la pena per Simone Isaia, colpevole di aver dato fuoco alla Venere degli Stracci in piazza Municipio a Napoli. Il reato è stato riqualificato da incendio doloso a danneggiamento a seguito di incendio. La Corte d’Appello di Napoli ha dunque accolto le tesi della difesa e risposto, indirettamente, agli appelli dell’Arcivescovo di Napoli, don Mimmo Battaglia e del garante dei Detenuti, Samuele Ciambriello.

ACCOLTA LA TESI DELLA DIFESA

Simone Isaia, difeso dall’avvocato Giovanni Belcastro, era stato condannato in primo grado a 4 anni di carcere e a una multa da 4mila euro. L’opera di Michelangelo Pistoletto andò distrutta all’alba del 12 luglio 2023 in piazza Municipio, a Napoli, e a incastrare il senza fissa dimora Isaia furono le indagini della squadra mobile coordinata dai magistrati del gruppo beni culturali. Il giudice si è invece riservato la decisione sugli arresti domiciliari per Isaia in una struttura gestita da don Franco Esposito, direttore dell’ufficio diocesano di Pastorale Carceraria, che da cinque anni ha aperto una casa di accoglienza per detenuti ai domiciliari. L’arcivescovo di Napoli, Mimmo Battaglia, aveva rivolto una lettera al giudice di appello per ricordare le condizioni di Simone Isaia, “anzitutto una persona in difficoltà, fortemente fragile, vissuto per diverso tempo in condizioni di marginalità sociale”.

No alla delocalizzazione, due giorni di sciopero per lavoratori Bnl

Contro la delocalizzazione all’estero delle attività bancarie, la continua esternalizzazione di servizi e la possibilità che dipendenti interni possano svolgere mansioni che nulla hanno in comune con i rispettivi ruoli, i lavoratori della sede della Bnl di Napoli e del ramo d’azienda Ast, gruppo Bnp Paribas, hanno aderito alla due giorni di sciopero nazionale.

DUE GIORNI DI SCIOPERO

Fino a domani dunque, un presidio di lavoratori, aderenti alle sigle Fisac Cgil, Fabi, Unisin, Uilca e First Cisl, informerà l’opinione pubblica sui motivi della vertenza, iniziata nel 2021 e acuitasi soprattutto dopo il mancato rispetto degli accordi presi dall’azienda con i sindacati.

LE SIGLE SINDACALI IN CAMPO

A fornire altri particolare dello sciopero, Stefania Zinno, responsabile nazionale per la Bnl della Fisac Cgil, Maria Grazia Avvisati della Federazione bancari italiani, Giovanni Clemente Rsa della Unisin

800 anni della Federico II, incontro con Viola Ardone

800 anni della Federico II, incontro con Viola Ardone

Sono stati gli studenti a scegliere la scrittrice ed insegnate napoletana Viola Ardone per il secondo appuntamento del ciclo d’incontri “Se io Fossi Federico”. L’iniziativa, promossa dagli studenti federiciani, nell’ambito delle celebrazioni per gli 800 anni dell’Ateneo, ha come obbiettivo quello di favorire l’incontro dei più giovani con diversi generi letterari. Nella chiesa di San Marcellino, gli allievi di diversi licei napoletani, hanno dato vita al contest #seiofossiFederico, descrivendo attraverso testi, poesie, musica e fumetti, il ruolo dell’università e la figura dell’Imperatore svevo. A seguire la scrittrice è stata intervistata dai ragazzi della Federico II.

“Il rapporto – ha detto Ardone – con i ragazzi è una pratica quotidiana. Confrontarsi con giovani che rappresentano il futuro è un esercizio di decentramento sempre utile. Entrare nella loro sensibilità è per me motivo di vanto e orgoglio”.

Ad accogliere l’intellettuale la prorettrice dell’Ateneo, Rita Mastrullo. (intervista in video allegato)

 

Consiglio Comunale deserto, frizioni nella maggioranza

Consiglio Comunale deserto, frizioni nella maggioranza

Il mare divide la maggioranza del sindaco Manfredi. Saltata per il mancato raggiungimento del numero legale (solo 19 consiglieri in aula) la seduta del consiglio comunale dove si doveva discutere la mozione relativa alla “Fruibilità degli arenili cittadini per la stagione estiva”, il consigliere comunale Sergio D’angelo, si è detto preoccupato. Già il 20 marzo, infatti, quando all’ordine del giorno era prevista la medesima discussione e mentre all’esterno gli esponenti del comitato “Mare Libero Napoli”, davano vita ad un presidio con tanto di racchettoni, ombrelloni e rete da beach volley, la seduta fu sciolta.

“Contavamo – ha spiegato D’angelo – di poter discutere la mozione già nella scorsa seduta. Come ricorderete, proprio sul nostro ordine del giorno cadde il numero legale. Io spero che questo secondo incidente non abbia nulla a che fare con il merito delle proposte che avanziamo. Sarebbe molto grave, se si dovesse trattare di questo. Prevediamo che occorra rispettare la norma, già esistente da tempo, che impone all’autorità portuale il passaggio di consegna di tutti i 28km di costa alla competenza del Comune di Napoli. Palazzo San Giacomo deve poter garantire l’accesso libero e gratuito alle spiagge. Ciò mettendo a bando solo la gestione dei servizi”.

Tutto rinviato insomma al prossimo consiglio quando però si dovrà approvare il bilancio di previsione. Il timore è quindi quello di un ulteriore slittamento.

Flop Consiglio comunale di Napoli, manca il numero legale: presenti solo 19 consiglieri

Flop Consiglio comunale di Napoli, manca il numero legale: presenti solo 19 consiglieri

Salta la seduta del Consiglio Comunale in programma alla ore 10:00 di questa mattina perché non è stato raggiunto il numero legale. Infatti erano solo 19 i consiglieri presenti, numero insufficiente per svolgere i lavori.

Tra gli argomenti all’ordine del giorno di oggi erano previsti la nota di aggiornamento al Documento unico di programmazione e la delibera relativa alle tariffe, esenzioni e agevolazioni per i servizi a domanda individuale in vista della discussione per l’approvazione del bilancio di previsione che si dovrebbe svolgere a breve nelle prossime settimane.

LA CRITICA DI BASSOLINO

Sui social la critica di Antonio Bassolino che scrive: “Ancora una volta il consiglio comunale è saltato, per mancanza di numero legale. Eppure era una seduta importante con temi rilevanti come le tariffe per i servizi a domanda individuale (mense scolastiche, impianti sportivi, ecc) e la nota di aggiornamento del documento unico di programmazione. Sono atti propedeutici al bilancio, che doveva già essere approvato e per il quale la Prefettura ha inoltrato una diffida. È evidente che si mescolano questioni organizzative e problemi politici interni alla maggioranza. Ma così non va bene, non va affatto bene”.

Lunedì al via l’abbattimento della fabbrica ex Whirlpool, nasce “Italian green factory”

Lunedì al via l’abbattimento della fabbrica ex Whirlpool, nasce “Italian green factory”

Sarà la prima fabbrica 5.0 del Meridione, con produzione del fabbisogno di energia del sito, la riduzione dei consumi e totalmente ecocompatibile. Da lunedì, con l’abbattimento dell’ex struttura della Whirlpool di via Argine, nasce “Italian Green Factory”. Il cantiere è il primo passo verso il futuro dei 312 operai che dopo una lunga lotta potranno vedere nascere sotto i loro occhi la realtà che li vedrà impegnati nella costruzione di materiali per il fotovoltaico, componenti per gli inseguitori solari, trasformatori e cabine di trasformazione outdoor (i cosiddetti power skid). Secondo il cronoprogramma, annunciato dall’ad della newco, Felice Granisso, occorreranno 24 mesi perché la nuova fabbrica sia pronta. All’interno ci sarà anche un centro di ricerche “green” per studiare le nuove tecnologie. Poi tantissimi alberi per favorire la decarbonizzazione, un centro sportivo da 1800 metri quadrati con un campo di padel. Una sorta di osai della produzione, che si candida a divenire modello di efficienza, oltre che di ecosostenibilità.

Il costo per la costruzione della struttura è lievitato, passando dagli originali 30 milioni di euro preventivati, fino a oltre 70. Passando anche per un groviglio burocratico che a tratti ha rischiato di fermare tutto il processo di rivalutazione dell’area. Ostacoli e cavilli che hanno accompagnato le procedure per abbattere totalmente la vecchia fabbrica e per aprire il cantiere di quella nuova. Dunque, dopo 4 anni di lotta, per gli operai della ex Whirlpool si apre uno scenario nuovo e che può consentire di guardare al futuro con ottimismo. In quella periferia orientale di Napoli dalal quale le buone notizie faticano ad arrivare ma che cerca il suo riscatto anche grazie a cià che sta avvenendo in via Argine.

 

 

Sciame sismico a Pozzuoli, il bradisismo fa paura come 40 anni fa

Sciame sismico a Pozzuoli, il bradisismo fa paura come 40 anni fa

La terra a Pozzuoli continua a tremare. Il bradisismo fa paura come 40 anni fa. Questa mattina due scosse avvertite dalla popolazione alle 7.14 e alle 7.32 registrate dai sismografi dell’Osservatorio Vesuviano. Il sisma, preceduto da un boato, è stato di magnitudo 2.9 con epicentro in mare ad una profondità di 2,8 chilometri. Il secondo evento tellurico di magnitudo 3.2 con epicentro sempre in mare ad una profondità di 2,6 chilometri.

Nei giorni scorsi il vulcanologo ed ex direttore dell’Osservatorio Vesuviano, Giuseppe Luongo, aveva ricordato il terribile sciame sismico del 1° aprile del 1984. In un post su Facebook, ha ricostruito: “Si sviluppò nella notte fino al mattino per circa 8 ore e con oltre 500 eventi. Sciami sismici importanti erano accaduti più volte nel corso della crisi bradisismica del 1982-84 –  ha aggiunto Luongo -, come quello che seguì il terremoto del 4 ottobre 1983, di magnitudo 4.0 e intensità del VII grado MCS (Mercalli, Cancani, Sieberg) nel centro storico, una settimana dopo. Lo sciame del 1° Aprile si sviluppò come una vibrazione quasi senza interruzione, tanto frequenti erano i sismi, da simulare quasi il tremore che accompagna l’incremento dell’attività nei vulcani a condotto aperto, prima di un’eruzione”.

Ma Luongo che vive a Pozzuoli e non risparmia critiche da mesi a chi oggi è chiamato a dover spiegare agli abitanti dell’area come si sta evolvendo il fenomeno, ha ammonito: “Allora al Rione Toiano funzionava un centro di monitoraggio al quale potevano accedere i cittadini per informarsi su cosa si registrasse per la parte sismica e così fecero molti cittadini quella notte e nel vedere gli operatori in attività si tranquillizzavano”.